domenica 8 ottobre 2006

Hanno ammazzato Anna

Anna Politkovskaya, la spina nel fianco dell’amico Putin e una delle giornaliste più coraggiose del mondo, che aveva denunciato le brutalità dell’esercito russo in Cecenia è stata uccisa, freddata da quattro colpi di pistola nell’ascensore della sua casa di Mosca.

Anna, figlia di due diplomatici dell’ONU, era nata a New York nel 1958 e si era laureata in giornalismo nel 1980 a Mosca. Dopo aver scritto per Izvestia, dal 1999 lavorava per la Novaya Gazeta.

I suoi più famosi reportages li aveva realizzati in Cecenia, dove per i suoi articoli era stata anche arrestata dalle forze di occupazione russe. Aveva raccontato ai suoi concittadini e al mondo le esecuzioni sommarie, le torture, gli stupri patiti dalla popolazione cecena e la corruzione dell’esercito russo in quella regione.
Aveva denunciato la situazione della libertà di informazione in Russia, pesantemente condizionata dal governo Putin.

Nel 2002, quando un commando ceceno prese in ostaggio il teatro Dubrovka di Mosca la Politkovskaya agì da mediatrice su indicazione degli stessi sequestratori e riuscì ad ottenere la liberazione di alcuni ostaggi in cambio di viveri e acqua. Dopo la strage di oltre 100 persone provocata dall’utilizzo da parte delle forze speciali di Putin di gas letali, Anna si fece portavoce dei diritti delle vittime.

Era stata protagonista di un episodio inquietante nel 2004, in occasione della crisi della scuola di Beslan, attribuita a terroristi islamici. Sull’aereo che la portava sul luogo del sequestro bevve un tè che le causò un grave malore e la costrinse al ricovero in ospedale, allontanandola dal luogo del sequestro. La diagnosi fu probabile avvelenamento ma i responsabili non furono mai individuati anche se Anna attribuiva l’episodio ai servizi segreti russi.

L'avevano premiata nel 2002 col Courage in Journalism Award dall'International Women's Media Foundation e nel 2004 aveva ricevuto il premio intitolato all'ex premier svedese Olaf Palme in quanto "simbolo della lunga battaglia per i diritti umani in Russia".
I suoi articoli erano stati pubblicati in Italia da “Internazionale".
I suoi libri più recenti sono "Cecenia. Il disonore russo" (2003 Fandango) e "La Russia di Putin" (2005 Adelphi).

Del suo impegno una volta disse: "Lo chiamerei piuttosto dovere. Sono sicura di voler fare qualcosa per le altre persone usando il giornalismo, ecco tutto".

L’hanno fatta tacere per sempre, per un curioso gioco del destino, proprio il giorno del compleanno di Vladimir Putin.

Articoli di Anna Politkovskaya:
Articolo 1
Articolo 2
Articolo 3

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