sabato 27 gennaio 2007

Post Scriptum

A corollario del post precedente e al fine di farvi provare l'ebbrezza di una deroga momentanea al pensiero dominante degli editorialisti da ricorrenza, vi propongo alcuni articoli che offrono una diversa e per alcuni versi scandalosa opinione sulla equivalenza antisemitismo=antisionismo:

"Memoria. Ciò che la legge non può" di Moni Ovadia, "La società aperta e i suoi nemici" di Gilad Atzmon, "Nazistificazione" di Israel Shahak , Intervista a Israel Shamir, Intervista a Norman Finkelstein, e un articolo da Carmilla sulla legge Mastella.

Per i temi trattati e le idee espresse se ne consiglia la lettura ad un pubblico adulto, vaccinato, immune alle lusinghe del pensiero unico, ai moniti Napolitani e Ratzingeriani contro il relativismo, agli insulti degli informatori corretti e ahimè ancora devoto alla democrazia e alla cara e vecchia libertà di parola. Astenersi deboli di cuore e di fegato.

Si può essere d'accordo o meno con le idee espresse da questi intellettuali ma come mai nessuno si sente più pronto a morire per difendere il loro diritto di parlare? Già, meglio ritirarsi a coltivare il proprio orticello e in culo a Voltaire.

PS. Mi rendo conto che, nel mondo degli imbecilli, se qualcuno nomina gli intellettuali di cui sopra c'è bisogno di specificare che nessuno di loro è antisemita o negazionista. Anche per il semplice fatto che sono per la massima parte ebrei. Ma cosa volete, sono puntualizzazioni necessarie, visto che la madre dei fascisti è sempre incinta.

14 commenti:

  1. L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Pier Paolo Pasolini

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  2. Ciao. Grazie di aver pubblicato scritti di intellettuali che non saranno mai intervistati alla tv o menzionati dai giornali. Io non capisco davvero dove sta il problema. Capisco il sionismo presso qualche mente di qualche ebreo condizionato dalla famiglia o dalla sua cultura, ma mediamente la lotta al sionismo dovrebbe configurarsi come qualsiasi altra lotta ad un regime che non applica lo stato di diritto, per cui i nativi di quella terra sono sottoposti ad oppressione, negando loro una cittadinanza che in virtu' della loro nascita, un paese civile qualsiasi dovrebbe garantire...
    ciao

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  3. Brava Lame

    Pensatoio

    p.s Immagina se ora bombardano l'Iran, noi la Memoria dove la andremo a infilare...

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  4. candido13:52

    Ieri sono stato trascinato ad una commemorazione. Ho i nervi scorticati e riconosco di essere sopraffatto dalle mie sensazioni, ma tento egualmente di trarne qualche insegnamento. Innanzi tutto, e spiccio così la mia intolleranza alla politica senza per questo pretendere di avere ragione, mi hanno disturbato le bandiere del mio partito: sento che le vittime delle persecuzioni naziste, proprio nel giorno dedicato alla loro memoria, non appartengono a nessuno; avrei firmato una iniziativa successiva, in una sede aperta alla discussione, lasciando in quella di ieri spazio alla sacralità ed al silenzio. Tutt'al più, avrei letto dai sopravvissuti. Si dice che di buone intenzioni è tappezzato il lastrico dell'inferno: ieri abbiamo strumentalizzato l'appuntamento (non certo per convincere, poichè eravamo tra i soliti attivisti, per la maggior parte giovani) marcando la presenza dei (pochi) comunisti nella mia città. Ma per convincere dovremmo discutere, lasciando le bandiere all'ingresso (o meglio nelle sedi di partito)tutto l'anno e non per le feste comandate, evitando di cadere nella cultura cattolica del confessionile: vorrei discutere innanzi tutto della questione ebraica, secolare fino alla tragedia della Shoah, per capire come mai l'antisemitismo fosse diffuso in culture e regimi reciprocamente lontani. Vorrei scoperchiare tante cloache. Il professore che ha aperto l'iniziativa ha esordito ammonendo di non considerare il Nazismo frutto di follia, bensì di una ragione politica. Discorso approssimato per forza, che toglie però sostegno ad ogni riflessione sulla psicologia di massa. Lungi dallo speculare, mi preoccupa al contrario la presenza di vastissime folle nel movimento nazifascista, fatto indiscutibile e che verrebbe ad essere quasi rimosso da una applicazione ristretta di tale premessa. Mi sembra piuttosto che patiamo ancora i miti dell'Illuminismo (corollario inevitabile di un movimento di tale importanza e proporzioni)se identifichiamo con la Ragione la ratio che muove le vicende umane. Il nazismo, al contrario, ebbe tanti punti oscuri ed una mistica feroce, tali però da attrarre le masse; ma egualmente irrazionali sono le pulsioni che muovono un linciaggio o sostengono la logica, in una guerra d'aggressione o nel perseverare l'attuale devastante modello di sviluppo. La battaglia per l'antifascismo allora è un fatto di coscienza, prima che di opinione politica: altrimenti finiremo sempre col cadere nella conclusione che ci sono vittime migliori di altre. Ciascun uomo deve confrontare le scelte che gli vengono dettate nella sua coscienza, e non ci sarà ordine che mi convincerà a sterminare degli inermi. Allora, a monte dell'Antifascismo c'è un fatto lento e faticoso di crescita individuale e collettiva. Perché, se continuiamo ad usare lo sterminio degli ebrei, sottolineandone l'epocalità, come monito manifesto e ne facciamo il limite insormontabile della scelleratezza umana, abbiamo fallito: intanto troppe fosse comuni si riempiono, con la complicità internazionale. Diciamo invece che il mostro, prima di alzare una bandiera e indossare una divisa, è dentro di noi e rendiamocene responsabili. Sia chiaro che, tanto per fare un esempio, il potere che dispone il massacro dei bambini iracheni attua i suoi progetti mediante una pianificazione eguale a quella nazista. L'attuale strategia globale dispone l'affamamento di interi popoli e lo sterminio di minoranze, la guerra come continuazione del potere, il controllo delle coscienze. Ieri ha partecipato Moni Ovadia. Non lo stimo affatto e dico perché. Ha sostenuto che la cultura israelita è tollerante (una religione che appella il proprio Dio "Dio degli eserciti") ed ha fatto un discorso contro la Chiesa Cattolica, che non protesse adeguatamente gli ebrei. Concordo che c'è molto fascismo allignato nella Chiesa Cattolica. Per esempio, nel Dopoguerra il Vaticano protesse 38 vescovi Ustascia, i quali indossavano il saio francescano (povero Francesco!) intanto che dirigevano lager nazisti, torturando di persona i serbi comunisti là deportati. Bene, ma allora è tutta solidale la religione di Israele riguardo la questione palestinese? E non ci fu una degnissima resistenza di marca cattolica, contro il fascismo? Poi il nostro faziosissimo Moni Ovadia è caduto nel falso storico più grossolano: decantando Mosè come un rivoluzionario perché emancipò il suo popolo dalla schiavitù e sostenendo, contro l'idea del nazismo che antepone gli attributi dell'uomo alla sua sostanza, che la religione israeliana è un modello di pacifismo. Limitandoci ai fatti storici, la popolazione costretta in Egitto non era affatto in schiavitù, ma ne costituiva una borghesia agiata di mercanti e fornaciai: se comprendiamo ma non giustifichiamo l'ira del Faraone nel vedere il suo regno a soqquadro, consideriamo se gli israeliti furono poi migliori governanti. Non confondiamo nazionalismo con rivoluzione. Russell ebbe a dire "non ho mai visto tanto sangue come nel regno di Dio" e certo una parte di tale affermazione è corroborata dalla lettura dell'Antico Testamento. Fino alla Terra promessa gli Ebrei passano come un rullo compressore, spianando letteralmente (con donne e bambini dentro) le città che non gli si sottomettevano. Non diversamente dagli Assiri e da tanti popoli prima e dopo di loro. Ma gli Assiri mettevano sulle loro teste lo Stato e su di quello il Trono; i nostri semplicemente Dio. La retorica del nostro uomo di spettacolo cresceva come un frutto maturo gonfia e spaccando la scorza scopre il nocciolo: che è (mi spiace tanto per un uomo che si dichiara di Sinistra) la contrapposizione atavica, ma ahimé davvero poco laica, tra pensiero israelita e cristiano. Mai avrei pensato di sostenere le ragioni della Chiesa: ma un certo Cristo annunciò la Buona Novella come la legge dell'amore e del perdono, superando la legge Mosaica delle caste e dell'occhio per occhio, dente per dente. Tra i link della cara lameduck (chissà che non si prenda il caffé insieme, prima che io finisca i miei giorni) ce n'è uno che parla dell'industria della Shoah. Bene, il nostro Moni Ovadia, dopo la sua stentorea esposizione, invitava ripetutamente il pubblico al suo spettacolo.

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  5. Un gran saluto. Molto belle queste tue pagine.

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  6. Ottima anche l'intervista a Finkelstein apparsa sul Venerdì di Repubblica. Se non fossi così pigro la ricopierei...

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  7. etienne6418:22

    Sei talmente arrabbiata che sei al limite dell'incomprensibile. Meglio riparlarne tra un po'.

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  8. @ gpdc81
    sembra scritto oggi.

    @ cloroalclero
    un'ideologia politica può essere sempre criticata. Altrimenti diventa dogma.

    @ candido
    Cosa vuoi, anche Moni deve mangiare. ;-) Ad ogni modo esiste effettivamente un lato solare e positivo dell'ebraismo, che però è stato purtroppo quasi totalmente spazzato via dalla Shoah. L'ebraismo dell'est europeo, quello degli shtetl e degli ebrei più poveri. Quelli che venivano mandati direttamente a Treblinka, da dove non è tornato praticamente nessuno.

    @ settantasette
    grazie, sei il benvenuto, maestro jedi! ;-)

    @ bhikkhu
    e vedi di superare la pigrizia, faccela vede' (l'intervista).

    @ etienne64
    lo diceva sempre il mio psicanalista.

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  9. @ candido
    Dimenticavo. Per il caffè, sempre disponibile.

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  10. etienne6413:15

    Allora, meno arrabbiati.
    Che antisemitismo e antisionismo siano due cose diverse è verissimo.
    Però... però non raccontiamoci che l'antisionismo non sia capace di tirare retoricamente la volata all'antisemitismo. Dirai: ma è un errore. Verissimo. Ma, purtroppo, nella dinamica della retorica il vero ed il falso non sempre sono pertinenti. Esempio: http://cloroalclero.blogspot.com/2007/01/milioni-di-ebrei-finiranno-in-prigione.html
    Per l'amor di Dio, cloroalclero la butta in ironia (anche simpatica), ma resta il fatto che alla fine l'equazione ebrei = israele viene fatta. E i torti di Israele ricadono in testa agli ebrei (dacché circa l'80% dei cittadini di Israele sono ebrei.. il resto sono mussulmani, ma questo non è molto pubblicizzato .. ah, ci sono pure un po' di cristiani, in mezzo, ma sono effettivamente pochi).
    E allora, perfetto criticare le scelte del governo israeliano: ma se vogliamo essere pignoli, come dobbiamo distinguere ebraismo da sionismo, dovremmo pure distinguere il sionismo (pretesa degli ebrei di avere uno stato proprio dove non essere perseguitati) dalle attuali scelte del governo israeliano.
    Retoricamente (ribadisco, non logicamente e nemmeno storicamente) dare addosso ai sionisti è un buon punto di partenza per dare addosso ai semiti. E allora i richiami di Napolitano forse non sono così inopportuni come potrebbero sembrare.

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  11. candido15:38

    @etienne64
    Soltanto un antisemita sosterrà che sionisti ed ebrei sono la stessa cosa. Egualmente, gli antisionisti non sono tutti uguali. Erano antisionisti i nazisti, lo sono pure i comunisti come me, che combatterono i nazisti perché gli ebrei vivessero in pace. Dov'è il problema che tu paventi?
    Il sionismo è una ideologia perversa, fondata su un assunto culturale che soltanto l'ipocrisia salottiera può mentire, intanto che questi signori continuano ad invocare il Dio degli eserciti e a vagheggiare il Popolo Eletto, dividendo i cittadini dello Stato di Israele per fede ed etnia di appartenenza. Troppe volte abbiamo sentito la frase "Dio è con noi" per non riconoscere il disperato fanatismo che ha retto la mano a uomini di stato altrimenti dotati di un certo spessore, rendendoli sordi alle stragi, agli abusi, alle razzie a danno dei deboli e contro la legalità internazionale. Aggiungo che molti ebrei israeliti sono antisionisti, e smontiamo del tutto questa cappellata di Napolitano. Quanto agli ebrei, è un termine vago, se consideriamo con questo nome una etnia. Egualmente potremmo dire "italiano" significando tutti quelli che sono nati all'estero ed ai quali non importa una cippa delle vicende del nostro Paese. In un mondo sempre più prossimo ad essere una comunità multietnica, questa nomenclatura grazie a Dio perde senso. Verò è che una comune matrice (religiosa, culturale, sociale) tende ad omologare i gruppi e a connotare segmenti di società, per giungere fino al cuore del sistema economico e politico. Ma ci sono migliaia di lobbies, cupole, affratellamenti occulti e manifesti senza che per questo si debba giungere alla conclusione che tutti gli italoamericani sono mafiosi, e tutti gli ebrei americani partecipi di gruppi finanziari.

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  12. @ etienne64
    con la retorica si può dire tutto e il contrario di tutto. Allora si dovrebbe dire che è antisemitismo anche il razzismo contro gli arabi, che sono semiti.
    In realtà stiamo introducendo nella nostra cultura un tabu e cioè, in questo caso, un principio di innominabilità di un popolo se non per qualità positive. Un qualcosa che assomiglia al divieto di nominare Dio invano. Un pò come sostiene provocatoriamente Gilad Atzmon in questo articolo.

    @ candido
    sull'antisionismo dei nazisti. Vi furono lunghe trattative tra Eichmann e i dirigenti sionisti, per aprire una via di emigrazione degli ebrei tedeschi verso la Palestina. Per qualche tempo si pensò di deportare gli ebrei verso il Madagascar. Evidentemente in seguito, dal 1941, prevalse la linea scellerata della soluzione finale.

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  13. etienne6410:48

    @Candido
    Per sintetizzare con un'immagine dei miei ricorsi: quand'ero all'università la keffiah bianco nera la portavano i fascistelli e non facevano mistero della loro simpatia per Al Fatah perché dava addosso agli ebrei (non agli israeliani, di cui il predetti fascitelli ammiravano, un po' imbarazzati, la prodezza militare).
    Poi il giochetto è diventato
    pro america = destra,
    contro l'America = sinistra
    (altra opposizione beatamente idiota) sicché per la proprietà transitiva delle monate
    Israele amico dell'America
    ergo, a scelta:
    se sei di destra, I'm a proud friend of Isreale (in inglese, ovviamente, mica in ebraico: chi se ne frega di Israele, mi interessa dirmi filoamericano)
    se sei di sinistra dagli a Israele, Sharon macellaio e così via.
    Io però i fascistelli che facevano discorsetti revisionisti con la keffiah in testa me li ricordo ancora....
    @Lameduck. Giustissimo. Atzmon è pungente, arguto ed intelligente.
    Un ragionamento così prelibato quanto reggerebbe o, sopratutto, quanto verrebbe realmente cosniderato in talk show tipo porta a porta?

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  14. candido15:08

    @etienne64
    Le tue osservazioni vanno bene per il tipo di gente che hai descritto, ma nel contesto di questa discussione non hanno senso: Sharon è un macellaio a prescindere delle mie idee, nessuno poi si è dichiarato filo o anti qualcosa (un modo idiota, come giustamente osservi, di schematizzare senza ragionare per assumere un comportamento conformista). Se Bush sarà mandato a calci in culo al suo ranch (per la sua incriminazione serbo poche speranze) e gli succederà un presidente di più larghe vedute, sarò il primo a rallegrarmene; egualmente, se gli israeliani pacifisti andranno al governo. E neppure essere arabo vuol dire avere ragione per forza.

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