domenica 3 giugno 2007

Ecce ometti

Negli ultimi tempi sui nostri blog si è parlato molto di libertà di espressione e censura.
Proprio a causa di questi argomenti è scoppiato tutto l’ultimo casino di Kilombo, dopo le ancora recenti marette del caso Mezzaluna d’Oro.

Personalmente trovo patetico che chi non è d’accordo con le tesi altrui debba provare una irrefrenabile pulsione di censura e chiedere espulsioni, cancellazioni, roghi, scomuniche e autodafé.
E’ per questo motivo, per questo generone in cilicio che affligge l’aggregatore che, rispondendo a Tisbe, non mi sono candidata alla redazione. Ammesso che qualcuno potesse mai votarmi, mi conosco troppo bene, non avrei resistito un giorno.

Siccome amo la libertà e quella di espressione sopra tutto e non amo né i crucifige né i santi subito, ho anche votato contro l’espulsione dell’Unto.
Con uno che aveva avuto la modestia di paragonarsi a Gesù Cristo avremmo corso il rischio che risorgesse dopo tre giorni.

Ho votato contro nonostante lo stigmatizzato sia affetto, come ho avuto modo di dirgli commentando un post da Cloro, di invidia della vagina e questo complesso lo induca ad una compulsiva misoginia.
Ho votato contro nonostante l’Unto in kefiah sia convinto che il genere femminile, ahimé fornito di ovaie (la sua ossessione), debba esimersi dall’occuparsi di politica e dedicarsi piuttosto alla cura dei figli e lo scriva pure. Nonostante a quanto pare l’Ecce ometto ami definire la malcapitata ovariomunita che non la pensa come lui con il termine stilnovista di “troia”.
Ho votato contro la sua crocifissione ma ora lui deve promettermi di lavorare sul maschilista retrivo e fascistoide che è in lui, che viene fuori con il botto perché di solito è obbligato a stare compresso sotto diverse atmosfere per sembrare di sinistra e le valvole non tengono. Una Maddalena che lo ricopra amorevolmente di unguenti potrebbe fare miracoli.

E’ vero, Karletto con il suo maschilismo praecox non riesce a trattenersi e ancora oggi diabolicamente persevera a chiamarci donnicciole ma è l’unico? Cos’è che spinge questi bloggers, soprattutto maschi ho il sospetto, ma avrei piacere di essere smentita, a dedicarsi più alla polemica, alla denuncia, al controllo burocratico e al rispetto dell’ortodossia, diciamo allo stalinismo di ritorno, piuttosto che all’esercizio della pura creatività?

Mi sbaglierò, ma ho l’impressione che attualmente, per la parte che seguo di blogosfera, quella che si occupa anche di massimi sistemi, le cose più coraggiose le scrivano le donne. Donne che scrivono cose belle e interessanti, a volte memorabili, perché scritte con il cuore e tutto il budellume annesso e connesso, comprese quelle ovaie che tanto turbano i sogni di Karletto. Donne che scrivendo esprimono qualcosa, mettendoci il corpo e l’anima. Dacia, Tisbe, Cloro, Galatea, Miriam. Le prime che mi vengono in mente perché le mie preferite.
Argute, intelligenti, colte, dolci e violente, anarchiche e sincere fino alla bestemmia. Con quell’entusiasmo che prova chi può finalmente parlare liberamente dopo tanti secoli di silenzio imposto e che gli uomini invece stanno perdendo.
Ecco, facendo una metafora politica, sembra di vedere un grigio soviet supremo contro una cellula anarchica che ancora crede nella rivoluzione.

Proprio per questo gusto rivoluzionario ancora fresco in memoria le donne non hanno paura di parlare e ragionare su temi come la violenza e l’odio, che i maschi temono e non affrontano apertamente, perché sono abituati a sublimarli nell’omofobia o magari in quel “troia” vomitato contro chi osa non adorarli in ginocchio.
I maschi anzi si scandalizzano, lanciano anatemi, giudicano, sentenziano e chiedono di bruciare la strega con le ovaie e tutto. Stanno regredendo ad un pericoloso conformismo, si crogiolano nelle tesi precotte, hanno certezze incrollabili e per questo si bevono con tanto entusiasmo le stronzate tipo “scontro di civiltà”. A sinistra come a destra.

Non è un discorso di femminismo fine a sé stesso, se bacchetto gli uomini è perché li amo e mi cascano le palle che non ho quando sento certi discorsi o vedo l’infantilismo di certe ripicche. Chi sono veramente le primedonne, qui?
Le mie sono solo impressioni, magari sbagliate, ma buone per cazzeggiarci un po’ sopra. Visto che probabilmente non ci saranno crocifissioni, non potremo sederci con il lavoro a maglia in un angolo a fare le tricoteuses e la resurrezione è rimandata. A data da destinarsi.

24 commenti:

  1. Cara Lame, tu per me saresti stata la candidata perfetta, proprio per quello che hai detto di te. Anche io amo la libertà e nel profondo del mio animo sono un'anarchica senza speranza. Grazie per avermi infilato nella tua lista di preferite ;-)

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  2. Purtroppo non sei stata la sola donna a non candidarsi... sarà una coincidenza o il fatto che nessuna donna si sia candidata, non certo per paura, forse più per rabbia, è da far risalire a certi atteggiamenti. Oggi nuovamente cloro usa una bandiera israeliana con la svastica e chiama fascist state l'unico che abbia un minimo di democrazia nello scacchiere M.O. è segno di capacità intellettiva? O è solo provocazione, facile provocazione. Forse certi blogger (non è più bello bloggisti?) dovrebbero prima "crescere". Comunque la differenza la fa chi, in qualche modo, argomenta e chi invece insulta, infantilmente gli altri. Tu non sei fra questi ultimi, ma almeno tre della tua z-list femminista sono ben avviate ed è un vero peccato!

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  3. x Spartacus Quirinus: Ma te l'inglese lo sai, o sei solo un purista della lingua italiana?
    No, perchè se leggi le parole della "amena canzoncina" che accompagna le immagini delle icone dell'IDF che vengono proposte, puoi capire che vi si esalta la superiorità della razza, la predestinazione della vittoria e il culto della morte. Ma loro lo possono fare. Io no. Perchè offendo le coscienze di conformisti "bigotti del pensiero unico" come te. Sticazzi, Spartacus. La mia stima non l'hai mai avuta nè per il tuo pensiero politico,nè come scrittore nè come blogger. Il tuo blog è banale, noioso, conformista, piatto, senza barlumi nè idee degne di questo nome, come le idee che esprimi in questa circostanza. Un consiglio: fai solo il poeta romanesco, va là, che come antiquario ti ci vedo.

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  4. Anonimo09:45

    Bellissimo post. Io però sono un po' più terra terra, e chiedere che ci sia una banalissima Netiquette in Kilombo (come c'è in ogni altro sito di sinistra), non mi sembra proprio cosa da Soviet Supremo. Se le censure nel mondo fossero questione di Netiquette, il mondo starebbe molto meglio di come sta.
    Una cosa è certa. Lucio ha vinto. Probabilimente resterà qui, e in compenso abbiamo undici candidati maschietti alla redazione.
    Auguri.
    Meslier

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  5. Niente crocifissione, credo che l'Unto ne uscirà semplicemente miracolato.
    Trovo che il ritratto che fai degli uomini sia molto vicino alla (triste) realtà. Non è un caso se gli unici due commentatori maschi approdati qui prima di me, invece di pensarci un po' su, rinnovino la polemica, sempre negli stessi termini.
    Sei riuscita a smuovere dentro di me qualche riflessione vecchia e nuova sul mio rapporto col maschile (il mio e quello altrui). Chissà che non ne nasca un post.
    (Ma alle prossime ti candidi, n'est-ce pas?)

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  6. @ tisbe
    sai, non so, forse perchè abbiamo tutte, credo, un passato di sofferenza a vari livelli, ci capiamo con un cenno.

    @ spartacus
    vedi, siamo alle solite. Si può parlare di qualunque cosa, basta non toccare certi nervetti scoperti. Il problema è proprio solo la bandiera israeliana con la svastica? Se la svastica la metto sulla bandiera norvegese non si scandalizza nessuno? Se leggi gli articoli di Uri Avnery, Israel Shamir, Gilad Atzmon, tanto per citare alcuni intellettuali israeliani, dicono cose molto più pepate sul loro paese di quanto sia concesso a noi farlo.
    Il problema però è un altro. Se a qualcuno dà fastidio la svastica sulla bandiera israeliana, ok, perchè ci deve essere la richiesta di censura, espulsione, boicottaggio per chi ha espresso un'opinione (criticabile quanto vuoi) ma un'opinione? Abbiamo paura delle opinioni e questo è terribile. Una scritta sul muro, magari vergata da un qualunque imbecille, provoca allarme da rinascita del terrorismo.
    Il potere ci marcia su queste cose, per tapparci la bocca. Non facciamo il suo gioco.
    E poi la blogosfera dovrebbe essere un territorio un po' più libero dell'informazione tradizionale. O no?

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  7. matteo10:45

    Post interessante: ne condivido le analisi, ma dissento sulla contrarietà all'espulsione. sono più orientato come meslier, cioè al rispetto delle regole minime.

    "Proprio per questo gusto rivoluzionario ancora fresco in memoria le donne non hanno paura di parlare e ragionare su temi come la violenza e l’odio, che i maschi temono e non affrontano apertamente, perché sono abituati a sublimarli nell’omofobia o magari in quel “troia” vomitato contro chi osa non adorarli in ginocchio."

    Questa affermazione è degna di un trattato di antropologia sociale. Però ti faccio notare una convergenza curiosa: Pasolini - non certo un maschilista, tutt'al più un paradossale conservatore - affermava le tue stesse cose, arrivando con esse a sostenere (secondo me in parte a ragione) che il terrorismo di sinistra nascque spesso con l'impronta della violenta spregiudicatezza della donna.

    Non sto dando a nessuna della terrorista. Era solo la prima cosa che mi è tornata in mente leggendoti.

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  8. il terrorismo di sinistra nascque spesso con l'impronta della violenta spregiudicatezza della donna.

    beh, pure Pasolini ha detto cazzate (con tutto il rispetto).

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  9. matteo10:57

    ci mancherebbe, ne ha dette tantissime!

    però questa non la trovo così stupida. a parte che è storicamente confermato che in molti gruppi terroristi ci fossero donne sia come teoriche che come attiviste dirette; la cosa che mi interessa, è che le premesse alla base dell'inferenza di Pasolini sono simili alla tesi cardine del post, che tra l'altro le trovo condivisibili - al di là di una certa volontà di polemizzazione.

    secondo me tra i tratti distintivi del nostro terrorismo passato c'è indubbiamente una matrice "antropologicamente" femminile - così come c'è un rigurgito di metodo clericofascista.

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  10. matteo11:05

    p.s.: cloro, lavori in statale a milano per caso?

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  11. @ meslier
    hai ragione sulla netiquette, ma per quello basterebbe un richiamo alla banale educazione. E se uno non ce l'ha, non può darsela, secondo me.
    Tanto vale ignorarlo.
    Io fossi in un maschio mi interrogherei sul perchè una donna non osa candidarsi. Non è solo Karletto. E' un atmosfera che pervade Kilombo e che ho chiamato conformismo e che vedo come un appiattimento su quelle posizioni moderate che però soffrono di una certa tentazione al dispotismo del pensiero.

    @ gabriele
    vedi che io e te ci intendiamo.;-)
    Certo, come sarebbe bello che il maschio "ci ragionasse un po' su". Ma ciò significherebbe mettersi in gioco, mettersi a nudo, confrontarsi. Meglio rifugiarsi nelle comode certezze preconfezionate.
    Aspetto il tuo post, eh?

    @ matteo
    Pensavo che sputtanare l'Ego ipertrofico di Karletto e il suo maschilismo su un tadzebao virtuale fosse una punizione peggiore che espellerlo da Kilombo. ;-)

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  12. hai detto tutto. e da donnicciola rivoluzionaria non aggiungo altro.

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  13. @ matteo
    è interessante comunque che ti sia venuta in mente la parola "terrorista", se pensiamo al significato che essa ha assunto in questi ultimi anni. "Either with us or with the terrorists".
    Per fare un discorso sul terrorismo degli anni 70 ci vorrebbe maggiore esperienza storica, che io non ho. So per altro che non dobbiamo confondere il terrorismo "idealista" della prima ora con quello pragmatico e ambiguo da Moretti in poi. In generale, le donne hanno sempre partecipato alle rivoluzioni ma qui non si sta parlando di lotta armata, si sta parlando di processo alle opinioni. A meno che esprimere opinioni scomode non significhi fare terrorismo. Il che ci riporta alla frase simpatica di Bush.;-)

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  14. forse il problema è che quando una donna è intelligente fa paura. Non mi esprimo sulle idee ovofobiche di Karletto, parlano da sole, noto però la tendenza da parte di diversi maschietti (specialmente negli ultimi tempi) ad argomentare poco e a preferire gli insulti quando non hanno più niente da dire o parole che sostengano le loro tesi. Non mi meraviglia quindi che non ci siano candidate femmine con una tale mancanza di dialogo e con questa propensione all'insulto gratuito

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  15. matteo12:19

    aaaaargh avevo scritto un post sull'argomento e mi si è cancellato!! non l'avevo salvato...

    mannaggia.

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. Cavolo! Scusa ho cancellato il mio commento :-(

    Sono d'accordo con Tisbe, saresti stata la candidata perfetta ;-)

    Non conosco tutte le donne che hai citato, ma per me quello che hai detto vale sicuramente per te e Tisbe ;-)

    Per gli uomini, escluso ovviamente il sottoscritto (che parla di informatica e si chiede che caxxo faccio io a Kilombo dove mi fanno postare solo sotto la voce tempo libero? ;-), sono abbastanza d'accordo ma all'interno di Kilombo ...e questa è stata una vera delusione.

    Ciao e buona giornata

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  18. Anonimo18:21

    Lame, il richiamo alla buona educazione ad uno che dice certe cose, mi sembra come ricordare la Costituzione Italiana ad un celerino che ti picchia durante il G8 di Genova. Come dire, un po' ingenuo.
    Certo, il tuo post è più "punitivo" di una espulsione. Ma così come tu ignori lui, lui ignorerà te. Il punto è questo: non si espelle un iscritto per punirlo (con tutto il rispetto, ma 'sti cazzi), ma per non trasformare un luogo nato per far discutere, in un luogo in cui ci si ignora reciprocamente. Cioè, in una vetrina.
    In giro ce ne sono già tante.
    Meslier

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  19. Anonimo18:36

    completamente d'accordo: post fantastico!
    Chissà perchè l'opinione diversa, comunque espressa (non penso all'insulto naturalmente), non può essere fonte di confronto, ma vada nascosta, censurata, ridicolizzata o insultata: questo è segno di debolezza sostanziale.
    laura

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  20. Anonimo18:37

    dimenticavo: trovo fantastico anche il titolo: ecce ometti!!!
    laura

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  21. @ giuseppe t.
    non mi meraviglierei che dopo il caso Karletto ne venissero fuori degli altri. C'è troppa voglia di controllo burocratico sulle idee. Almeno venisse qualcuno a smentirmi!

    @ meslier
    vedi, io speravo di stimolare Karletto a venir qui a continuare la discussione e a fare un minimo di autocritica. Ma come dici giustamente mi ignora. Sarà troppo impegnato nel discorso della montagna.

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  22. Spartakus QVIrinus scrive:

    non è più bello bloggisti?

    no. Fa cagare bloggisti. E' cacofonico. E' da fanatici che vogliono fare i puristi non avendone le possibilità. Al limite Blogghisti. Io preferisco Bloggari. Ma trovo che blogger, da blog, parola inglese intraducibile, alla fine sia "er mejo".
    Kon Tanti saluti da kui ke fa freddo non kome a roma ke fa kaldo.

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  23. @ son contento che la stitichezza di una che ha un nome di per sé una chicca, passi con la lettura di poche cose che scrivo. Conosco poco l'inglese, ma certo chi scrive "cmq" o ke kaldo dovrebbe ripassarsi una grammatica italiana. Non è possibile su un'aggregatore "cacare quello che ci puzza dentro..." sul proprio blog sì. Siccome non conosci neanche il dialetto bloggari è, come tutte le parole in ari, dispregiativo (borgatari, p.e.) Blogger andrebbe pure bene, ma ci son tanti che scrivono bloggers, ma in italiano, perché siamo in questo disgraziato Paese, le parole straniere sono invariabili, hai mai letto, se pure leggi qualcosa d'intelligente, "sports"? Io sono per la creatività, e i neologismi sono creativi, ti piacciano o no, ti facciano da lassativo o meno. Se pensate di fare una Rivoluzione alla Zdanov stiamo proprio freschi e dato che a Roma fa caldo speriamoci manderete in luoghi di villeggiatura (gulag)non freddi come la Siberia, magari collinari sui mille metri... Comunque (si scrive così...) non leggermi sia quanto me ne può fregare... e buon svuotamento...

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  24. un'aggregatore

    ciccio: secondo me dovrebbe ripassarsi la grammatica chi scrive UN'AGGREGATORE

    e qualche ora più di me, sul libro: regole e regole e regole.
    a memoria, mi raccomando e senza fretta, sennò poi ti viene da skrivere cm me ke sn analfabeta.

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