lunedì 20 agosto 2007

Dell'amore e delle bestie

Sono rimasta molto colpita da un post di Tisbe di qualche giorno fa che raccontava in maniera appassionata, cercando comprensione e solidarietà, dell’odissea della sua gattina ammalata e della sua ansia di perderla.

Io cerco di essere Rousseauiana nel considerare l’essere umano fondamentalmente buono ma quando ho letto i commenti che il post ha ricevuto in un noto aggregatore da parte di chi si è sentito in dovere di augurare alla micia di morire e a Tisbe di vedere concretizzarsi le proprie angosce, ho avuto la forte sensazione che Nietszche avesse fottutamente ragione nel considerarci dei gran pezzi di merda.

A quanto pare chi ama il proprio animale di casa, si preoccupa giustamente della sua salute e prova affetto e solidarietà per gli animali in genere dovrebbe vergognarsene e “pensare piuttosto agli esseri umani che soffrono”. Purtroppo quest’idea che chi ama gli animali non ama abbastanza i propri simili è un luogo comune piuttosto radicato ed è per questo che, obtorto collo, ho dato risonanza alla carognata che hanno fatto a Tisbe.

Siccome non c’è scritto da nessuna parte che chi ama un animale non possa amare anche un essere umano e viceversa, penso che coloro che criticano gli “animalisti” (termine per loro dispregiativo), soffrano di invidia d’amore. Se fosse vero il loro assunto essi dovrebbero allora essere prodighi d’amore per i loro simili ma così non è. Infatti si sentono in diritto di ferire i sentimenti di un essere umano che soffre per la salute del proprio gatto. Non amano gli animali perché in realtà non amano nemmeno gli esseri umani e forse nemmeno sé stessi.

Mi dispiace per loro ma le persone che ho conosciuto che avevano maggiormente in uggia le bestie erano tutti egoisti al cubo e totalmente incapaci di empatia e amore per qualunque essere vivente, umano e no. Persone molto infelici, che magari si macerano nella depressione e nella noia, privi di spiritualità e senso di integrazione con la natura, generalmente molto attenti ai beni materiali e ai valori dell’apparenza. Quando vedono qualcuno che riesce a fare ciò che a loro è impossibile, lasciarsi andare all’amore, si mascherano dietro i buoni propositi e la fame nel mondo e vomitano la loro invidia, rivelando nell’invettiva contro gli animalisti la loro miseria d’animo e solitudine.
Ho conosciuto anche persone che hanno avuto il coraggio di mettere del veleno dove sapevano che il gatto avrebbe leccato, lo hanno sentito urlare orribilmente per ore e non hanno fatto manco un plissée. Io ero bambina e ne ho avuto un trauma, posso ancora sentire quelle urla nei miei incubi, quella donna non ha mai avuto coscienza di aver fatto del male. Aveva eliminato un randagio che sporcava la sua biancheria.
Con la stessa leggerezza si sono eliminati milioni di esseri umani, lo so benissimo ma allora combattiamo semplicemente la crudeltà, senza guardare a chi sono le vittime. Non fare del male, non uccidere. Punto.

In tutti i tipi d’amore esistono eccessi e fanatismi, certo, infatti non sto parlando di chi porta il cane a fare i colpi di sole ma di chi ama veramente gli animali portando loro il rispetto al quale hanno diritto.
Rispetto che dobbiamo ad esseri che vengono orribilmente torturati per noi nella ricerca scientifica (chi ha avuto il coraggio di leggere “Imperatrice Nuda”, la sconvolgente inchiesta sulla vivisezione di Ruesch?), che vengono da noi uccisi e mangiati, sottomessi e posti addirittura a rischio della sopravvivenza per specie. A volte semplicemente torturati per gioco e per noia, come quelle ragazzine che si divertivano a prendere a giornalate un povero piccione l’altro giorno, in una strada dove stavo passando. Per quello che subiscono e patiscono giornalmente, le bestie sono sante e martiri e il Paradiso ne è certamente pieno.

Gli animali non sono cose ma meravigliose creature che possono darci tanto, dalla semplice ammirazione per la loro essenza, alla compagnia e a qualcosa che il più delle volte non ha bisogno delle parole.

P.S. Gli animali possono essere uccisi solo per una stupida superstizione, ad esempio perché neri come la splendida Chicca (nella foto), la gatta dolcissima e affettuosa che vive nel mio quartiere e che per fortuna ha trovato tanti amici umani che la coccolano. A questo proposito segnalo l’iniziativa di sensibilizzazione dell’AIDAA a favore dei gatti neri per il 17 novembre prossimo.


Dedicato ai gatti e ai gattofili, "Stray Cat Strut" del gruppo rockabilly anni '80 Stray Cats.

16 commenti:

  1. La vita si manifesta in migliaia di modi diversi...
    Tutti, ugualmente meravigliosi e meritevoli di rispetto.
    E non trovo modo migliore per definire un essere umano, quanto quello che rispetta l'amore per la vita degli altri, siano essi persone, animali, piante. Perchè la gioia, il dolore, la paura, la rabbia, sono sentimenti che accumunano ogni essere vivente.
    A smettere di essere persone, attenzione, è un attimo. la storia insegna...
    Mister X di Comicomix, senza voglia di ridere..

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  2. Tisbe21:56

    Grazie Lameduck, anche a nome di Stella che sta meglio. ^-^

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  3. @ mister x
    hai detto una gran cosa!

    @ tisbe
    sono proprio contenta, vedrai che starà sempre meglio. Un abbraccio a te e a Stellina!

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  4. Hai scritto un post davvero meraviglioso. :-)
    Ah, un grosso bacio a Stellina anche da parte mia.

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  5. sottoscrivo e approvo ogni sillaba, spazio e segno di interpunzione.

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  6. Il post è molto bello, lungo ed articolato, e meriterebbe una risposta lunga...
    per molte persone c'è sempre un problema "più importante" e succede non solo se difendi gli animali, ma anche le donne maltrattante o i bambini del sud america, ovviamente sono persone che non si occupano di niente, ma si limitano a criticare chi agisce...
    su gli animalisti che dire? lo sono da troppi e ti posso dire che pure tra loro ci sono persone insopportabili...

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  7. Phitio09:51

    Sono d'accordo con l'80% di quello che dici, e mi spiego.

    Che chi odii gli animali siano persone prive di empatia e di rispetto anche per se stesse, puo' essere nel nostro contesto sociale, in cui non dobbiamo macellare direttamente gli animali che mangiamo, ma ti assicuro che e' abbastanza duro doverlo fare di persona. Mia madre, donna buonissima e molto affezionata al suo cane (purtroppo venuto a mancare da poco, un bellissimo cane da caccia che non e' mai andato a caccia, troppo fifone :) ) ha da sempre provveduto alla macellazione di polli, conigli, piccioni del suo allevamento.

    Il suo retroterra contadino la rende in grado di fare questo, per necessita' e non per tutte quelle malattie dello spirito (noia, incapacita' di dare un peso alle cose) che contaminano i cittadini.
    Quindi, l'empatia puo' essere una chiave di lettura non perfetta, per queste cose.

    Un'altra cosa: dicevo che mia madre ha un pollaio e dei conigli. Potrei farti ghiacciare il sangue, se ti raccontassi cosa possono fare le galline alle proprie compagne o i conigli agli altri conigli. Si, quei volatili buffi e quegli animaletti morbidi e pelosi possono fare cose tremende.
    E i gatti. Mai visto un gatto che gioca con un topo senza ucciderlo?

    Ma mi dirai, loro sono animali, seguono gli istinti. E' vero, sono animali. Animali, e da animali vanno considerati.
    Con equilibrio e senza farsi troppo i viaggi su quanto siano morbidi, pelosi o coccolosi. :)

    Detto questo,come mi pongo io con gli animali? Personalmente, ho allevato un gatto, facendogli proprio da mamma: l'ho trovato che si era perso piccolissimo e l'ho allevato, e tenuto libero, in campagna, fino a che e' morto per vecchiaia. E ho avuto svariati cani. Tutti bellissimi, bastardissimi (di razza), e fedelissimi: quando ero un bambino, mi accompagnavano a prendere l'autobus scolastico, e poi mi venivano a prendere dove l'autobus mi scaricava, a fine scuola.
    Ora che vivo e lavoro in citta' , non voglio animali proprio perche li rispetto, e non desidero imporgli una vita dimezzata, chiusi dentro quattro mura.

    Gli animali sono animali. Sono in grado di fare cose inenerrabili e cose stupende. Noi che siamo uomini, dovremmo almeno saper essere uomini.

    saluti
    Phitio

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  8. Io amerei gli animali, non fosse che soffro di allergia al loro pelo...ogni volta che mi trovo per più di dieci minuti nella stessa stanza con un cane o un gatto rischio l'attacco d'asma. Il guaio è che a loro dovo essere simpatica, in qualche modo, perchè appena entro, il cane o il gatto mi si avvicinano, si strusciano, mi fanno le feste. E a me tocca allontanarli, povere bestiole: loro mi guardano con occhioni liquidi e mi chiedono silenziosamente perchè.Li amo da distante, enon posso spiegare loro che di più non posso fare.

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  9. Per un punto diverso di vista sulla questione dei gatti neri
    mi permetto di citare quest'articolo che supera pregiudizi atavici :

    Un coccodrillo vero,
    un vero alligatore
    ti ho detto che l'avevo
    e l'avrei dato e te.
    Ma i patti erano chiari:
    il coccodrillo a te
    e tu dovevi dare
    un gatto nero a me.
    Volevo un gatto nero, nero, nero,
    mi hai dato un gatto bianco
    ed io non ci sto più.
    Volevo un gatto nero, nero, nero,
    siccome sei un bugiardo
    con te non gioco più.
    Non era una giraffa
    di plastica o di stoffa:
    ma una in carne ed ossa
    e l'avrei data e te.
    Ma i patti erano chiari:
    una giraffa a te
    e tu dovevi dare
    un gatto nero a me.
    Volevo un gatto nero, nero, nero,
    mi hai dato un gatto bianco
    ed io non ci sto più.
    Volevo un gatto nero, nero, nero,
    siccome sei un bugiardo
    con te non gioco più.
    Un elefante indiano
    con tutto il baldacchino:
    l'avevo nel giardino
    e l'avrei dato e te.
    Ma i patti erano chiari:
    un elefante a te
    e tu dovevi dare
    un gatto nero a me.
    Volevo un gatto nero, nero, nero,
    mi hai dato un gatto bianco
    ed io non ci sto più.
    Volevo un gatto nero, nero, nero,
    siccome sei un bugiardo
    con te non gioco più.
    I patti erano chiari:
    l'intero zoo per te
    e tu dovevi dare
    un gatto nero a me.
    Volevo un gatto nero, nero, nero,
    invece è un gatto bianco
    quello che hai dato a me.
    Volevo un gatto nero,
    ma insomma nero o bianco
    il gatto me lo tengo
    e non do niente a te.


    p.s. per un certo periodo a casa mia ci sono stati due anitre, un gallo e una gallina
    Quando uno di questi morì per nostra imperizia, decidemmo di non tenerne mai più (e papà disse tragicamente "l'abbiamo uccisa noi...")
    L'anitra, Paparotti per gli amici (perchè gracchiava come un tenore se bussavano alla porta), era il nostro preferito.
    Mi avete fatto commuovere...

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  10. @ carmelo, rumenta
    vi ringrazio

    @ felik
    qualunque forma di fanatismo è dannosa, certo. L'animalista che, per esempio, va a liberare i visoni dalle gabbie per condannarli ad una morte sicura in un ambiente che non gli consente di sopravvivere autonomamente, fa un gesto simbolicamente molto bello, ma scarsamente utile all'animale. Oppure quello che, antropomorfizzando la bestia, la nutre a petti di pollo e filetti di sogliola come fosse un figlio, dimenticando che la dieta per l'animale non è uguale alla nostra. Che ne dici?

    @ phitio
    capisco ciò che vuoi dire perchè vivo in un contesto dove la civiltà contadina è ancora molto presente. Ho sentito varie volte parlare del rito del "fare il maiale", che coinvolgeva tutta la famiglia. Certo, decontestualizzando, è orrendo sentire descrivere lo sgozzamento dell'animale, le sue urla ecc, ma se si pensa che con quel sacrificio si sfamava una famiglia per un inverno, si ritorna un po' al discorso degli indiani d'America che con il bisonte mandavano avanti la tribu'.
    Riguardo alla "crudeltà" animale so cosa vuoi dire. Ho seguito un corso di etologia e il documentario sull'infanticidio nei leoni era la nostra Corazzata Potemkin. ;-)
    La natura in sé è crudele con le sue regole, se ci pensiamo.
    Se io vivo in un contesto primitivo sono costretta ad uccidere l'animale per cibarmene e usarne le pelli per coprirmi. Se lui ha fame io posso diventare a mia volta suo cibo. Tutto naturale.
    Ciò che si contesta è la crudeltà fine a sé stessa o il fatto che non si possa provare sentimenti d'amore per gli animali, soprattutto quelli da compagnia.

    @ galatea
    invece il mio uccellino dev'essere allergico a me. Ogni volta che mi avvicino alla gabbietta starnutisce. (Si potrebbe parlare anche della crudeltà di tenere degli uccellini in gabbia... Comunque troppo male il mio non sta, visto che ha già quattro anni!)

    @ pensatoio
    E io che mi credevo che il nostro filosofo avrebbe tirato fuori Schopenhauer, Marx o Proudhon. Macchè, non è nemmeno Kusturica, sono dolci ricordi da "lo Zecchino d'Oro".
    A proposito, tu tenevi una papera e non hai mai detto niente prima?

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  11. Anch'io ho dei gatti. Purtroppo nel tempo uno mi è morto per un incidente e due di malattia.
    A gennaio ho perso Trilli, una gattina che avevo da dieci anni e ho provato, e ancora provo, un dolore come se avessi perso una persona cara (e non mi vergogno di dirlo). Quando la sera esco a cercare Fidel (l'altro gatto che ho) ancora chiamo anche lei.
    E' ridicolo pensare che chi ama gli animali non ama le persone; semmai è vero il contrario, perchè chi è capace di amare ama ogni cosa. Certo, poi come dici tu, sono sbagliati gli eccessi che alcuni compiono, anzi penso che questi siamo forme o di esibizionismo o di egoismo. Amare è cercare fare il bene dell'altro e non il nostro o, almeno, non solo il nostro, quindi gli animali vanno trattati in modo corretto.
    Proprio sabato ho preso con me l'ennesimo trovatello che ho chiamato Tobia.
    Gli ho dedicato un post.

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  12. @ franca
    ho letto il post e ho visto quanto è carino Tobia. Che dici, si piacerebbero Fidel e Chicca? Lei ha già un paio di fidanzati, anche loro neri. Uno è pure cecato da un occhio. Ormai il mio quartiere sta diventando un centro del Black Cat Power. ;-)

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  13. un inchino a lameduck ed un baciotto a tisbe ad alla sua stella ;-)

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  14. @ pibua
    troppo buona! Per fortuna Stellina sta meglio ed è la cosa più importante, anche per Tisbe.

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  15. leggo questo articolo condividendolo parola per parola, non sai quanti nemici mi sono fatta perché mi occupo dei gatti e gattini della zona. Mi deridono, mi criticano e si meravigliano che io non provi vergogna, come se stessi rubando o facendo qualche altra brutta azione.
    Una delle frasi che uso più spesso è che gli uomini spesso sono più bestie degli animali.
    un augurio di guarigione a questa gattina e tutta la mia comprensione a tisbe. Soffro indicibilmente quando succede qualcosa di male ai "miei" randagi, non oso immaginare cosa si prova quando a star male è qualcuno che ti vive accanto...

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  16. leggo questo articolo condividendolo parola per parola, non sai quanti nemici mi sono fatta perché mi occupo dei gatti e gattini della zona. Mi deridono, mi criticano e si meravigliano che io non provi vergogna, come se stessi rubando o facendo qualche altra brutta azione.
    Una delle frasi che uso più spesso è che gli uomini spesso sono più bestie degli animali.
    un augurio di guarigione a questa gattina e tutta la mia comprensione a tisbe. Soffro indicibilmente quando succede qualcosa di male ai "miei" randagi, non oso immaginare cosa si prova quando a star male è qualcuno che ti vive accanto...

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