domenica 28 ottobre 2007

Vogliono chiuderci la bocca?

Sono rimasta profondamente turbata, questa settimana, da tre fatti, tre notizie che secondo me avrebbero dovuto farci riflettere molto più di quanto non abbiamo fatto finora.
Se ne è parlato si, ma troppo poco, nei circoli ristretti dei blog coinvolti e dei loro lettori aficionados, tra amici insomma, quando invece avrebbero dovuto scattare gli allarmi di coloro che ancora hanno a cuore la libertà, cioè potenzialmente di tutti.

Sparo una banalità, ma quando c’è di mezzo il concetto di libertà di espressione siamo tutti coinvolti, anche chi d’abitudine tiene la bocca chiusa per non avere rogne. Potrebbe esserci sempre qualcuno che, nonostante il nostro silenzio, per sicurezza, la bocca ce la venga proprio a cucire con ago e filo.

Comincio dall’odissea di Dacia, blogger ma soprattutto militante politica, caduta in un incubo kafkiano che l’ha sbattuta fuori di casa e gettata in mezzo ad una strada con i suoi figli. Anche se i suoi guai paiono aver origine da un pasticcio immobiliar-fraudolento che ha a che fare con una casa che non si sa a chi appartenga, appare strano che da quello si passi addirittura ad accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, scomodando principi del Foro e affini.
Leggendo il resoconto dei fatti si rimane basiti di come sia facile sbattere una famiglia fuori di casa, nonostante normalmente si pensi (o si speri) il contrario. Il dubbio che il ruolo di Dacia come militante possa aver contribuito ad aggravare le accuse nei suoi confronti è forte. Una ragione in più per seguire la faccenda e preoccuparsi affinché siano ristabilite giustizia e verità, per Dacia e per tutti coloro che potrebbero trovarsi nei suoi stessi guai, senza avere magari nemmeno un blog per farsi sentire.

Il secondo fatto inquietante riguarda ancora una blogger, Cloroalclero, che nei giorni scorsi è stata fatta oggetto di intimidazioni e minacce che l’hanno raggiunta addirittura sulla porta di casa, tanto da dover far intervenire la Digos. Cloro è spaventata, e ci credo, lo saremmo tutti nei suoi panni. Magari si tratta di dementi che non sanno come far sera, di qualcuno che non meriterebbe nemmeno il quarto d'ora di notorietà che ha avuto grazie ai post di Cloro che raccontavano delle intimidazioni, però bisogna vigilare ed impedire che l’intimidazione possa riuscire. Anche qui c’è il dubbio che la sua frequentazione recente di Dacia, la militanza e la voglia di dire sempre e comunque ciò che si pensa possa aver attizzato in qualcuno la voglia di farla tacere.

Il terzo ed ultimo fatto riguarda ancora una blogger, Anna di Critica dell’interfaccia, querelata, ebbene si, da un giornalista RAI per un post. Se lo leggete vi renderete conto che siamo tutti in pericolo, noi che scriviamo sui blog non di pugnette, cuoricini e “ma quanto mi ami” ma in qualche modo facciamo politica, dicendo ciò che secondo noi non va nella comunicazione, nella società e di riflesso nella nostra vita.
Basta un post come quello, ben scritto e ironico ma che in qualunque paese democratico sarebbe considerato assolutamente innocuo, per far scattare la censura. Oggi a lei, domani a chi?

Ragioniamo un attimo. Se uno di noi si becca una denuncia, una querela, per aver esagerato nel denudare l'Imperatore e aver mostrato il suo cazzetto piccolo, non avendo le spalle larghe dei giornalisti professionisti (che magari vengono difesi dalla corporazione dell’albo), dei politici, dei satiri e comici di professione cosa potrebbe fare? Sapendo quanto può venire a costare una causa a chi deve contare solo su una busta paga e non volendosi vendere le terga per sfamare gli avvocati, la risposta sarebbe chiudere il blog e tornare ad occuparsi di maglia e giardinaggio.
Questo il Potere, qualunque forma esso assuma, lo sa ed è per questo che si gingilla con i comma del cazzo invece di fare una legge che magari tuteli, visto che la Costituzione non basta, la libertà di espressione anche di noi bloggers.

Sarebbe bello che di questi fatti gravi si parlasse ancora, che si facesse solidarietà attiva, tenendo l’attenzione vigile su ogni episodio che possa far pensare al desiderio di qualcuno di limitare la libertà. Ricordiamo che è nelle dittature che i bloggers sono costretti a chiudere. Oggi è il 28 ottobre, casualmente. Se non ci difendiamo da soli non lo farà nessuno.

20 commenti:

  1. Anonimo12:17

    ciao Lameduck sono sono Lorenzo,leggo saltuariamente blog di vario genere e ho constatato che molti sono chiaramente a sfondo politico,difendere le proprie idee e diffonderle va bene ma bisogna vedere come le si espongono e, molte volte queste idee sono esposte irridendo anche se ironicamente l'avversario che sentendosi preso in giro spesso querela chi le scrive(Grillo ha subito credo una trentina di processi per questo ed è stato sempre assolto!).
    Per cui ritengo che quando si esprimono le proprie opinioni si deve rispettare il destinatario e francamente questo molti blogger non lo fanno e quindi devono essere pronti ad affrontarne le conseguenze.

    RispondiElimina
  2. Attenta lame, per le querele.
    Che sono sempre più attenti a quello che si scrive.

    RispondiElimina
  3. hendrix12:33

    Le storie di Dacia e Cloro le sapevo, quella di Anna è assurda e pare non sia l'unica tra i bloggers "attivi".
    E' molto grave quello che sta succedendo, evidentemente ci sono in giro dei rompicoglioni che fanno questo di mestiere. Non che non lo sapessi ma la nostra libertà di stampa è da quarto mondo.

    RispondiElimina
  4. Anonimo13:29

    a te non ti conosce nessuno quindi stai tranquillo nessuno ti caga.

    e Dacia pagasse l'affitto.

    RispondiElimina
  5. Conosco tutt'e tre le vicende. Quella di Dacia l'ho conosciuta per prima (forse è anche la prima che è successa), delle altre due son venuta a conoscenza ieri sera, sul tardi, attraverso la lettura dei feeds. Anni fa mi capitava, via forum, di discutere con un personaggio dai modi "politicamente corretti" ma che faceva largo uso di metodiche di comunicazione per far saltare i nervi a chi non la pensava come lui (confesso che con me ci riusciva benissimo: ho un temperamento sanguigno purtroppo). Una delle discussioni verteva proprio sul fatto che a mio parere stavamo entrando in uno stato di dittatura e che sarebbe stata solo una questione di tempo, ma prima o poi l'atteggiamento propagandistico della classe politica si sarebbe rivelato per quello che era: un tentativo via via più stretto di limitare, contrarre e fiaccare la nostra libertà costituzionale. Si sta verificando proprio questo, a gran passi, attraverso modalità contorte e di non facile difesa.
    Non credo che, in campo politico, ci sia più distinzione fra destra e sinistra, se non l'ovvietà del fatto che alcuni poggino il loro Sacro Culo in un lato e altri nell'altro lato del Parlamento. Mi son fatta la convinzione che, semplicemente, viviamo da molti anni in un'oligarchia che si veste di democrazia solo superficialmente. I mezzi per mantenere questa facciata ci sono e sono soprattutto legati alla capacità di uno stato, di una nazione, di effettuare una buona propaganda e un buon sistema di addormentamento di massa. Chi frequenta internet per tantissime ragioni si sottrae all'una e all'altro.

    RispondiElimina
  6. Sono sconcertata.
    Non conoscevo le vicende di Dacia e Cloro, ma ho letto il post di Critica dell'Interfaccia che hai segnalato e non mi è sembrato così pesante.
    In giro ho letto cose molto peggiori, ma evidentemente non tutte le sensibilità sono uguali

    RispondiElimina
  7. Ho letto e riportato uno stralcio del tuo articolo su Nuda Verità (http://marcfer7.blogspot.com) in linea con quello che ci siamo già detti sullo scambio di contenuti.
    Continuiamo a dare e darci voce!

    RispondiElimina
  8. Ho letto e riportato uno stralcio del tuo articolo su Nuda Verità (http://marcfer7.blogspot.com) in linea con quello che ci siamo già detti sullo scambio di contenuti.
    Continuiamo a dare e darci voce!

    RispondiElimina
  9. Dall'alto dei miei 60 sudati e conquistati mi rimane ancora la capacità di discernimento e questa è un'arma che non darò a nessuna dittatura! Credo sia arrivato il momento di armare un BEL BLOG UNICO GESTITO COMUNITARIAMENTE INTANTO DA CHI È IN AFFANNO, CHE SI OCCUPI ESATTAMENTE NON SOLO DI QUANTO STA ACCADENDO MA ANCHE DELLE COSE CHE DEVONO ESSERE FATTE LEGALMENTE.

    RispondiElimina
  10. Liberamente21:34

    nel post di Anna, penso che Moncalvo si sia arrabbiato perchè gli ha ricordato di essere stato il direttore della Padania!!!

    a parte gli scherzi, le tre vicende sono emblematiche della libertà di espressione in italia!

    RispondiElimina
  11. dimanga22:52

    Ora e sempre resistenza!

    RispondiElimina
  12. Sono molto turbato, quasi mortificato da quel che è successo.
    Credo che quelo dei blog sia uno spazio di libertà e come sono diffidente verso un uso immediatamente politico del blog, così sono impaurito dall'intervento repressivo della politica (nel senso più lato)nella blogosfera.
    Il mio turbamento è tale che non riesco a scrivere niente sull'argomento, tranne un grazie a tutti e arrivederci.
    Quello che mi fa paura è la cattiveria, la prevaricazione che adesso usa il pretesto della legge, ma che ricorda semplicemente agli indifesi : io ho i soldi, ho il tempo, ho la cattiveria che serve per non farti godere della possibilità di comunicare i tuoi pensieri.
    E' la realtà che entra in un mondo che parla di tutto, ma che è una tregua, un olimpiade delle anime.
    E' forse inevitabile. Dobbiamo forse cambiare atteggiamento.

    Pensatoio

    RispondiElimina
  13. Sono preoccupata, molto preoccupata. L'aria che tira è pesante, in questo momento. E noi, evidentemente, nel nostro piccolo rompiamo tanto le palle.

    RispondiElimina
  14. Anonimo10:06

    Scusa, ma non ho capito: stai dicendo che avere un reddito modesto consente di non avere responsabilità?
    Ti sembra che il discorso filerebbe lo stesso se invece di "denudare" il Re, l'esagerazione fosse diretta al tuo vicino di casa (che magari è pure uno col cazzetto piccolo)?
    Così non difendi la libertà di espressione che presuppone sempre e comunque il rispetto di certi limiti di rispetto. E, per di più, dai aria a chi vuole chiudere tutto facendo leva sugli abusi della libertà di espressione.
    Non entro nel merito delle singole vicende su cui non ho difficoltà a solidarizzare: è il concetto della libertà a due velocità che non mi convince.
    etienne64

    RispondiElimina
  15. @ Lorenzo
    evidentemente, se io scrivo che X è un delinquente o un assassino mi assumo la responsabilità di ciò che dico, come farei se insultassi qualcuno per strada. Esistono già regole che vengono rispettate tacitamente da tutti. Poi esiste il diritto di satira che mi rendo conto è difficile da codificare e difendere in un paese dove tutti si offendono per cose veramente da nulla, tipo l'altezza.
    Consiglio di fare un giro sui blog francesi di satira su Sarkozy, tanto per fare un esempio, o quelli americani su Bush. Una cosa è certa, nessuno si sognerebbe in quei paesi di querelare un blog perchè ha scritto che Sarko è piccoletto.

    @ uyulala
    sono concorde.

    @ riverinflood
    stanno muovendosi le acque in varie direzioni, mi pare.

    @ etienne64
    ma io so benissimo fin dove posso spingermi. E' la stessa risposta che ho dato a Lorenzo. Non scrivo certo che X è un pedofilo se non ne ho le prove e i mezzi per sostenere la tesi. Esistono dei limiti che conosciamo bene e che basta vengano rispettati. Non sto rivendicando il diritto di insultare a destra e a manca. Pensavo di essermi spiegata. Leggendo il post di Anna, ti sembra sinceramente da querela?

    RispondiElimina
  16. 1- vorrei capire in base a cosa Moncalvo ha sporto querele a destra e a manca. Una cosa è diffamare, un'altra è dire la propria opinione su un personaggio pubblico. L'intento intimidatorio c'è, perché a questo punto non me la sento di dire tutto quello che penso di quest'uomo perché ho altro da fare che stare dietro agli avvocati per dargli soddisfazione. Complimenti, W la libertà di parola nel mondo occidentale.

    2- Questa storia vi faccia riflettere su tutto l'ambaradan nato sul decreto Levi: credete ancora che per mettere a tacere un blogger scomodo servano davvero leggi ad hoc e tanto clamore?

    RispondiElimina
  17. Io sono stato solo minacciato e mi è stato imposto di eliminare un post (dall'altro blog). Ci vorrebbe molta più solidarietà fra noi e in ogni caso fare come dice Cape: siamo nel mirino e non vedono l'ora di sparare.

    RispondiElimina
  18. Adetrax22:04

    Altro che V-DAY, forse vi siete dimenticati di chi ha annunciato il B-DAY. Questi fatti sono solo delle piccole coincidenze in periodo pre-ribaltone.

    Ma poi scusate, chi e` che fa proposte che non si possono rifiutare e usa questo tipo di intimidazioni (proiettili inclusi) ?

    Comunque nel caso di Dacia, per quanto riguarda le locazioni, ci sono delle regole molto precise, basta farle valere se e` il caso (poi temo che non sia ne` la prima ne` l'ultima che incappa in questi squallidi giochetti).

    RispondiElimina
  19. Non è un problema solo dei blog, io l'ho vissuto per le strade questo clima (e, fisicamente, è peggio, se psicologicamente è lo stesso). Intimidazioni, denunce, bugie, pedinamenti, intercettazioni, digossini alle calcagna, per cosa? Per aver detto la mia. Questa è l'Italia, lameduck e purtoppo siamo troppo pochi a volerla cambiare...

    RispondiElimina
  20. Tristissima storia... Il link di - Dacia - non funziona oppure è già stato chiuso il blog?

    RispondiElimina

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...