domenica 11 novembre 2007

Excusatio non petita

Io non credo si sia trattato di omicidio volontario come hanno affermato, comprensibilmente sconvolti dal dolore, il fratello del ragazzo ucciso e il suo legale. Però, nemmeno conosciamo ancora esattamente la dinamica della sparatoria e già si afferma ufficialmente che l'agente ha sparato in aria. Quando il ragazzo Sandri invece è morto colpito alla nuca mentre stava seduto in macchina e non sospeso per aria.

Sicuramente è stato un tragico errore ma non sarebbe il caso di attendere le perizie, la visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza e conoscere come si sono svolti i fatti, serenamente, senza dare l'impressione di mettere le mani avanti? Speriamo che non saltino fuori sassi volanti che deviano i proiettili e proiettili magici che arrivano da chissà dove. Del resto se un ministro dell'Interno afferma: "Si sta ancora verificando l'esatta dinamica dei fatti, ma le responsabilità saranno accertate senza reticenze", si vede che altre volte le reticenze forse ci sono state. O no? Non sembra una excusatio non petita?

E' necessario come non mai che la verità sia stabilita per evitare di fornire ai violenti di professione che infettano il calcio protetti e allattati dai club la giustificazione per saccheggi, assalti ai commissariati ed altre nefandezze. Altrimenti questi si sentono precettati per andare in guerra contro la polizia e ogni domenica sarà peggio.

11 commenti:

  1. E se cominciassimo a pensare ad una sospensione dei campionati?

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  2. Sto riflettendo sulle tue parole "violenti di professione che infettano il calcio protetti e allattati dai club"... Vero! Forse sarebbe ora di stanare questi personaggi che inquinano il resto del "branco". Invito però (scusa se ti rubo il mestiere:-)) anche ad analizzare il comportamento più generale dello stesso "branco". Quali sono le molle che spingono molti giovani ad aggregarsi con i più facinorosi e sfogare così le loro frustrazioni con atti violenti? Perchè questi giovani sono così "scontenti", forse "repressi"? Quali sono le colpe della nostra società? La famiglia quanto incide in queste dinamiche? Ecco io sarei per svolgere un lavoro sociologico di questo tipo proima di spingermi a soluzioni drastiche tipo militarizzazioni o risposte altrettanto violente. Sono poi convinto che le società abbiano la loro buona dose di responsabilità e semmai non sarei in disaccordo sul penalizzare il tifo colpendo proprio le società.In parte condivido il commento precedente. Ciao. f.

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  3. Sarò volutamente provocatorio.

    Qualcuno mi spiega come ha fatto un proiettile a passare quattro corsie d'autostrada, senza colpire le auto che transitavano, senza infrangersi sul gard-rail, passando in mezzo alle fessurine del gard-ral, colpendo proprio il vetro laterale posteriore dell'auto in cui stava seduto il povero ragazzo ???

    Non che voglia difendere a priori il poliziotto, ne accusare il ragazzo scomparso, ma ogni volta le dinamiche di questi fatti faticano a stare in piedi da sole.

    Dalle due parti non viene mai detta tutta la verità, e chi ne soffre sono le persone che hanno perso una vita vicino alla loro.

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  4. Sono perfettamente d'accordo con te.

    Pensatoio

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  5. Sulla violenza che coinvolge il mondo del calcio (e non dello SPORT come si sente dire normalmente) è ora di fare delle serie riflessioni su cosa e chi c'è dietro.
    Per quanto riguarda il ragazzo ucciso, non c'è da preoccuparsi: la verità non verrà a galla, perchè non si processano le forze dell'ordine.
    Genova insegna.

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  6. Sono completamente d'accordo...ma purtroppo ho come il sentore che niente cambierà e che la "verità vera" su questo ennesimo dramma non si saprà mai...

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  7. eh già...il dubbio viene...

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  8. E' necessario come non mai che la verità sia stabilita per evitare di fornire ai violenti di professione che infettano il calcio protetti e allattati dai club la giustificazione per saccheggi, assalti ai commissariati ed altre nefandezze. Altrimenti questi si sentono precettati per andare in guerra contro la polizia e ogni domenica sarà peggio.

    Concordo al 100% e aggiungo: anche per evitare le solite generalizzazioni e strumentalizzazioni del caso.

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  9. è successo per D'Antona, Giuliani, Calipari e per altri martiri: vedrete che un parente stretto del povero Gabriele entrerà in politica.

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  10. Zoommantik20:24

    La questione è che chi non va in curva trae le informazioni dalla stampa e dalla tv quindi non ha idea di cosa avviene ogni settimana negli stadi e soprattutto nelle trasferte.
    Questo omicidio è l'epilogo di una stretta repressiva di carattere sudamericano iniziato ormai dieci anni fa. Quello che mi stupisce è che l'omicidio sia avvenuto solo ora e non prima.
    Nonostante le falsificazioni della polizia coperte dalla stampa asservita la verità è abbastanza scontata. L'agente che ha aperto il fuoco ad alteza d'uomo con l'obiettivo di uccidere sapeva benissimo che nell'automobile c'erano dei tifosi in trasferta, degli ultras. Se non fossero stati ai suoi occhi ultras si sarebbe ben guardato dal farlo.
    Il punto è propruio questo. Di legge speciale in legge speciale sono stati dati poteri incostituzionali alla polizia per quanto riguarda la gestione dell'ordine per le partite. Poteri senza alcuna supervisione e senza alcun limite, che sono stati dagli organi di polizia usati per reprimere in maniera violenta il fenomeno ultras prima, il tifo organizzato poi e chiunque vada allo stadio infine. TRasformando il tifoso da stadio in un criminale da schedare (biglietto nominativo) e colpire.
    Girando per la rete troverete testimonianza di abusi allucinanti avvenuti ai danni di "padri di famiglia" in tutti gli stadi, per non parlare delle violenze cilene commesse ai danni degli ultras.
    Questo stato di cose è stato aggravato dal comportamento dei media che invece di stigmatizzare le violenze della polizia hanno additato il tifoso (l'ultras)come criminale pericoloso per la comunità. Tanto è che i ragazzi fermati ieri per i disordini a Roma sono stati acusati di terrorismo.
    Non so se mi speigo: terrorismo.
    Di fronte a una così grave minaccia e soprattutto dopo la morte mai chiarita (o fin troppo chiara per chi si è preso la briga di leggere qualche carta) di Raciti nella polizia è scattata una sorta di gara a chi fosse più feroce nel menare le mani, fomentata da politici e pennivendoli.
    Cosi ieri un agente di trenta anni, non un novizio, ha aperto il fuoco per uccidere quello che ai suoi occhi costituiva una minaccia per la comunità.

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  11. @ zoomantik
    ma scusa, vorresti dire che Spaccarotella, siccome nell'auto c'erano dei tifosi, ha voluto ucciderne qualcuno? Ma dai!

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