martedì 18 dicembre 2007

Il boia in guanti di lattice


L'ONU ha approvato oggi, su proposta dell'Italia, la moratoria sulla pena di morte nel mondo, che invita i paesi che ancora la praticano a sospendere le esecuzioni in attesa della sua definitiva abolizione. E' un passo importante verso la rinuncia ad una pratica che solo in pochi paesi del mondo viene attuata con modalità umanitarie, se mai può esistere un modo gentile di dare la morte ad un essere umano. Troppi paesi ancora prevedono l'orrore della decapitazione, dell'impiccagione e addirittura metodi arcaici come la lapidazione.

L'iniezione letale, usata in alcuni degli Stati Uniti, in Cina, a Taiwan e in Guatemala, passa per il metodo più umano di soppressione del condannato:
L'iniezione letale consiste in tre veleni iniettati per via endovenosa nel seguente ordine: Sodium Thiopental, un sedativo somministrato in dose letale; Pancuronium Bromide, un rilassante muscolare atto a paralizzare il diaframma e far cessare l'attività polmonare; Cloruro di potassio, per bloccare il battito cardiaco. (Da Wikipedia)
A volte le cose non vanno per il verso giusto. Il condannato può venire colto da spasmi dolorosissimi, da convulsioni e l'agonia può protrarsi per molti interminabili minuti.

Per mostrare in pratica come si svolge un'esecuzione capitale ho scelto un video molto duro, significativo ed emotivo come solo un'opera cinematografica è in grado di essere. Vi si vede un uomo morire per iniezione letale, anche se solo nella finzione dello schermo.
Parlare di pena di morte e mostrare la sua barbarie non ammette mezze misure. La scena di esecuzione più forte che ricordi è tratta dal film di Tim Robbins "Dead Man Walking" con Susan Sarandon e Sean Penn.
La scelta di Robbins di alternare alla fredda e rituale cerimonia di soppressione del condannato, lo stupro e l'assassinio compiuti dal condannato stesso è particolarmente efficace perchè si inorridisce sia dell'una che dall'altra violenza e si rimane con la sensazione che il castigo, quando è rappresentato dalla pena di morte, non paga mai il delitto ma aggiunge dolore al dolore. Si prova solo una grande pena e forse quella pietas che, nella foga di giudicare e lasciarci andare all'ira, troppo spesso invochiamo per i delitti dei quali ci scandalizziamo. "Ci vorrebbe la pena di morte". Vediamo come funziona e poi decideremo se ne vale veramente la pena.

12 commenti:

  1. Quel film ha fatto cambiare idee a persone di mia conoscenza da sempre favorevolissime alla pena di morte. Semplicemente non sapevano e non se ne preoccupavano, si erano solo lasciati trascinare dalla melmosa piena populista che monta ogniqualvolta c'è notizia di qualche efferato delitto.

    "La pena di morte ci vuole per quello là", dicevano.
    Ora non più.
    Quel film gli ha fatto vedere per la prima volta cosa sia l'omicidio di Stato.

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  2. Sì, l'ho visto anch'io, un paio di volte. Questa tipologia di film è sempre pregna di grandi ondate di empatia e si finisce sempre col perdere il senso della realtà; il film, proprio perché tale, non è mai del tutto vero, e spesso i messaggi dànno un grosso contributo alla catarsi dello spettatore che si immedesima nella storia e nel fine ultimo dell'espiazione. Sono contro la pena di morte. Mah quando ho visto da molto vicino due genitori letteralmente impazziti per ciò che era accaduto ad una loto figlia, sai, il mio senso ddi tolleranza è andato a farsi fottere. Però, lontano dal dramma personale, ci si può ragionare a mente "serena": non è facile stabilire qual è la strada da seguire di fronte a delitti efferati. Se, per similitudine, li raffrontiamo agli stermini nazisti, stalinisti e israeliani... le certezze crollano. Ma sono sempre contro.

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  3. Roby08:26

    Poi voi anime belle di sinistra mi spiegate la differenza che c'è tra uccidere uno che ha commesso reati e uccidere un feto che non doveva nascere. Poi voi anime belle mi spiegate la differenza tra condanna a morte e aborto. Poi voi anime belle mi spiegate perchè un feto ha meno diritti di un criminale... Anzi, no, non me lo spiegate che tanto non mi interessa la vostra spiegazione.

    P.S. per la cronaca, sono favorevole all'aborto. Sempre per la cronaca, non sono contrario, coerentemente, alla pena di morte per i reati peggiori.

    Coerentemente.

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  4. Morticia12:12

    x roby
    coerentemente mi sembri un po' confuso. Dovresti essere contro l'aborto, coerentemente.

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  5. Quella che si è impegnata per la moratoria contro la pena di morte è l'Italia che ci piace, con quella che combatte le guerre di Bush!

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  6. @ justfrank
    non è l'unico caso nel quale il cinema ha saputo descrivere l'orrore della pena di morte. Basta ricordare il "perchè devo morire, padre?" dei condannati di "Orizzonti di gloria" di Kubrick, o la quasi insostenibile scena di impiccagione di "Dancer in the dark". Ricordiamoci che in troppi casi chi sale sul patibolo è innocente.

    @ riverinflood
    il caro vecchio "occhio per occhio" è sempre in agguato ma non ha mai risolto nulla, anzi ha perpetrato l'odio e la vendetta nel mondo.
    Prendi un criminale efferato, se lo uccidi non saprai mai se un giorno avrebbe capito e si sarebbe pentito del male fatto.

    @ rpoby
    se uno commette reati dovrebbe espiare e può farlo solo riuscendo a capire il male che ha fatto.
    Sull'aborto, c'entra poco con l'argomento ma secondo me è quasi sempre possibile evitare di arrivarci.

    @ franca
    un'Italia un po' schizofrenica, non trovi?

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  7. Anonimo23:03

    se ti ammazzano un figlio l'istinto e di contraccambiare con la stessa ferocia e son sincera perche se mi toccano un pezzo del mio cuore so che sarei piu feroce di una belva
    pero' non siamo bestie siamo persone con una mente per ragionare e se si riesce a soprassedere all'istinto poi si ragiona che una vita tolta come merce di cambio al proprio dolore non riporta indietro nessuno
    tanto meno puo' abbassarsi a livelli animali lo stato e contraccambiare con lo stesso reato sia questo con l'impiccaggione sia con l'inezione sempre resta la privazione di una vita e questo non e gusto
    la legge del taglione ha ragione di esistere forse solo a livello di dolore per poi arrivare alla comprensione che l'espiazione della pena forse puo' essere piu castigante di una morte dolorante o no
    per l'aborto se mi e concesso e un'argomento diverso non dico sia giusto o ingiusto ma tornare indietro non lo e' se si ricorda le donne martoriate con ferri da calze e quant'altro non era medicale lasciate alla donna l'onere di portarne il peso per la decisione
    mia cara lameduk adda passa a nuttat poi tornero a scorazzare pure qua'
    un bacione e dolcenotte
    virginia

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  8. Anonimo02:05

    io sono assolutamente contraria alla pena di morte ...vorrei solo sollevare un quesito ... data la grande fiducia che ripongo nelle masse ... considero la pena di morte un pò come l'inferno per i cristiani un' alternativa che la società ti propone nel caso non dovessi rispettare le regole ... che succederebbe se i cristiani non avessero più il loro inferno che condanna i cattivi ed avessero solo il paradiso e il purgatorio as assoluzione e carcere ... voglio azzardare ...CI SAREBBERO PIù CATTIVI????!!!

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  9. cassandra02:06

    ero cassandra ^
    |
    --------------'

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  10. Anonimo09:59

    cassandra giusto per dare seguito al tuo ragionamento fermo restando la contrarieta' alla pena di morte che pone lo stato sullo stesso piano illegale
    ( ucidere = delitto punibile
    dalla legge)che la legge legalmente compie per compensare il tuo delitto)
    ma possiamo mai pensare che la vita di un'ergastolano sia pur giusta nella conseguenza legale
    sia paragonabile al pungatorio?
    e non ad'un'inferno che finisce solo con la tua morte?

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  11. @ virginia
    adda passa'... Scorrazza pure che mi fa piacere. Buon Natale!!

    @ cassandra
    l'unico reato ma proprio l'unico per il quale eventualmente lascerei la pena di morte sono i crimini contro l'umanità. Però se si guarda un film come "Lo specialista" dedicato al processo ad Adolf Eichman terminato con la sua condanna a morte, non si può fare a meno di domandarsi se sia giusta la morte di Stato. Come notò anche la grande Hannah Arendt.

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  12. Il problema centrale è l'evoluzione della società umana.
    La struttura sociale umana pone lo Stato al di sopra, come entità, del singolo cittadino, in quanto rappresenta la collettività nel suo insieme. Ed è normale che debba porsi di fronte al dolore di una famiglia che ha pur perso un proprio caro, in maniera distaccata e coerente.
    io capisco cio che dice Virginia in quanto la vendetta è la naturale reazione del singolo individuo di fronte ad un male che percepisce in prima persona. Ma esiste lo Stato, e deve impedire che questo accada, dare sostegno al singolo e condurlo a ragionare nella giusta maniera(sia il colpevole che la vittima).
    Uno Stato che perpetra l'odio rappresenta una collettività che non riesce a porsi al di sopra del singolo.
    Per quanto rigiarda l'aborto: non mischiamo l'acqua con l'olio e cerchiamo di essere persone intelligenti, per piacere.

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