giovedì 10 gennaio 2008

L'invasione dell'ultramunnezza

A guardarla attraverso gli schermi televisivi sembra un’invasione, come quelle aliene della fantascienza anni cinquanta. Niente baccelloni o tripodi o omini verdi ma monnezza: cumuli, tonnellate, montagne di monnezza. Piano piano questo blob maleodorante e tossico che fa ammalare chi ci si avvicina si è esteso in un territorio enorme e sembra automoltiplicarsi senza fine.

Ho associato l’emergenza rifiuti di Napoli all’invasione perché è l’esatta sensazione che a me darebbe uscire di casa e vedere cumuli di monnezza vicino a dove vivo minacciarmi sempre più da vicino. Mi verrebbe voglia di prendere delle armi qualsiasi e lottare contro questo mostro invasore.
Purtroppo, anche in questo caso, come in tutte le invasioni c’è chi fa affari e si allea con il nemico.
Non si sa chi sia più temibile, se il Sistema che specula, gestisce il disordine e forse lo organizza, una monnezza sociale che avvelena intere regioni e che ormai ha metastatizzato anche settori insospettabili della società civile, oppure il lerciume che rimane per strada per giorni e giorni.

Difficile è anche capire come si è potuti arrivare a questa situazione, che mi dicono si protrae da almeno 14 anni.
Quattordici anni sono tanti. Se ne deduce che il cancro era presente anche durante il primo governo Prodi e persino durante la fulgida era berlusconiana, i cinque anni di puro efficientismo nordico del faso tuto mi dove, tra l’altro, c’era chi si rassegnava e ammoniva che “bisogna convivere con la Mafia”.
Mi pare paradossale che chi ha governato fino all’altro giorno e non da un cratere di Marte ma dal pianeta Italia dia la colpa esclusiva della degenerazione ambientale a questo governo (per altro portatore di colpe generiche) ma si sa, gettate un cadavere in mezzo ad un campo e cominceranno a svolazzare gli avvoltoi.
Gli amministratori campani, da Bassolino alla Jervolino hanno sicuramente più responsabilità di Prodi ma visto che siamo in Italia e non in Giappone, nessuno farà harakiri e nemmeno si dimetterà. Scaricheranno il barile, tossico, nelle discariche ormai intasate delle loro coscienze e se lo rimpalleranno a vicenda.

Il governo si trova a gestire un’emergenza, anche di ordine pubblico, ed ha inviato, forse a causa di un lapsus freudiano, il San De Gennaro, colui che fece il miracolo dello scioglimento del sangue sui termosifoni e i battiscopa.
Speriamo che, oltre alle azioni antisommossa, si possa trovare un dialogo con le popolazioni locali, a base di progetti e proposte di soluzione del problema, altrimenti sarà soltanto un modo per porre lo Stato ancora più lontano da quel tessuto sociale e renderlo un nemico da combattere.

Le colpe della camorra, degli imprenditori collusi sono evidenti. Forse quello che non si vuole ammettere è che l’intreccio tra malavita e imprenditoria è talmente intricato che scioglierlo sta diventando sempre più impossibile.

Per viaggiare nell’inferno della munnezza il Virgilio ideale è Roberto Saviano, che nell’articolo di Repubblica, spiega come il Sistema gestisca lo smaltimento dei rifiuti in Campania.
Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso vicini alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano.
Oltretutto questa munnezza aliena e camorrista è cattiva e fa ammalare.
Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%.
I nordisti che guardano i napoletani con supponenza e razzismo dovrebbero riflettere su questo fatto:
Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l'operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un'azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell'80% sui prezzi ordinari.
Ora non è più tempo di scandalizzarsi e basta, occorre agire e, visto che siamo invasi dall’ultraspazzatura, bisogna rimboccarsi tutte le maniche che abbiamo. Occorrono proposte, fatti concreti, azione.
Per cominciare facciamo tanta, troppa monnezza a causa del consumismo sempre più sfrenato e il problema tenderà ad aggravarsi sempre di più in futuro. Non è escluso che un giorno il problema non sia più solo napoletano ma nazionale, continentale e mondiale. Si potrebbe consumare di meno, almeno provarci, fare un tentativo.
Un governo potrebbe cominciare dall’imporre sistemi di impacchettamento delle merci con materiali facilmente riciclabili. Potrebbe offrire sgravi fiscali importanti alle aziende che abbandonassero la plastica - il materiale in assoluto più difficile da smaltire tra quelli che formano la nostra monnezza domestica, in favore di materiali ecocompatibili.

Visto che la parola chiave per ridurre il cumulo dei rifiuti è riciclare, a livello locale e in ogni angolo del territorio dovrebbe essere imposta, proprio obbligatoriamente e pena pesanti sanzioni pecuniarie, la raccolta differenziata. Non basta che la facciano solo i cittadini più virtuosi, compresi moltissimi napoletani. Dobbiamo farla tutti.
Io personalmente la faccio ma regolarmente tirando giù madonne, perché bisogna ravanare nella monnezza per separare anche il più piccolo pezzo di carta dal cellophane, dalla carta metallizzata che impacchetta i biscotti. La carta in un sacco, la plastica e il vetro in altri, l’organico nel pattumello, il secchiello verde che ci ha dato in dotazione l’azienda che gestisce i rifiuti. La raccolta differenziata è una terribile rottura di palle, porta via tempo e fatica ma bisogna farla e bisogna imporla a tutti i cittadini, incentivandola con buoni sconto sulle tasse rifiuti, premiando chi non butta dove capita ma si adopera a favore del riciclaggio.

Parte della spazzatura, quindi, si ricicla. Con l’organico si fa il composit e i materiali difficili che rimangono si smaltiscono in vari modi.
Io sono ambientalista ma penso che l’essersi opposti agli impianti di smaltimento termico dei rifiuti sia stato un grosso errore.
Esistono i termovalorizzatori e i gassificatori. Sono utilizzati in tutta Europa e mi viene da dire che forse a questo punto non sarebbero peggio delle discariche a cielo aperto con le pecore che pascolano lì accanto che muoiono come mosche.

Bisogna agire contro chi smaltisce illegalmente i rifiuti speciali ma per far questo ci vorrebbe un impegno sincero contro la malavita organizzata, non solo belle parole. Qui le proposte diventano più difficili da fare. Forse basterebbero le leggi, se la metastatizzazione del tessuto sociale non è già troppo avanzata. In fondo anche qui si tratterebbe di separare gli imprenditori onesti da quelli di plastica, difficili da digerire.

Spero comunque che questa emergenza non venga gestita come fanno le casalinghe sciatte che spostano la polvere da una parte per portarla dall’altra. O peggio per nasconderla sotto il tappeto.


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20 commenti:

  1. Brava...almeno noi per fortuna la verità non abbiamo problemi a dirla!!

    Io mi sono sfogato qui.

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  2. Diego22:51

    ciao, ho letto il tuo articolo è non sono per nulla d'accordo con te riugardo ai cosiddetti termovalorizzatori che non sono altro che inceneritori. Perchè gli inceneritori sono pericolosi per la salute umana, sono antieconomici, e incrementano il volume dei rifiuti che vengono termovalizzati.
    Per la loro pericolosità ci sono studi, non sono un medico, ma ho sentito le interviste del dottor Montanari e della dott.essa Gatti.
    Per la loro antieconomicità ho sentito un'intervista di Paul Connett.
    non mi ricordo dove ho letto che incrementano il volume dei rifiuti, ma pare che immentendo 1t. di monnezza (innocua perchè si tratterebbe di rifiuti solidi urbani) si ottendono 300kg di ceneri tossiche, che devono andare in una discarisca speciale, così come i filtri usati negli inceneritori che nessuno sà dove mettere. in oltre il rifiuto incenerito non sparisce, non si vede piu' dovè finito? è uscito dalla comignolo ed adesso svolazza libero nell'ambiente circostante, bell'affare...
    il probblema dei rifiuti è a monte, bisogna produrne di meno e riciclare il resto...
    ciao Diego

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  3. Ti ho segnalato nel thinking blogger award

    http://mizcesena.blogspot.com/2008/01/thinking-blogger-award.html

    Complimenti per il tuo stupendo blog

    Riguardo ai termovalorizzatori, dal punto di vista scientifico sono assai più pericolosi delle discariche (quelle RSU, non quelle per rifiuti speciali), nel caso di napoli invece, sono assolutamente necessari per fronteggiare l'emergenza, ma non sono affatto la soluzione nel medio-lungo periodo. L'unico modo per risolvere questo tipo di problemi è avviarci verso una società che non produce così tanti rifiuti, difficile, ma non impossibile. Si deve termovalorizzare solo ciò che non è più recuperabile in altro modo.

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  4. doc6323:09

    Chiaro e limpido,magari fosse spiegato cosí anche nei TG.

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  5. Veleni00:15

    Nei TG e sui giornali, la verità non viene sempre detta. Una volta in una trasmissione ho sentito che molte notizie vengono censurate, si fa conoscere solo ciò che si vuole. Vivo nel famoso triangolo dei veleni, posso solo dire che l'estate scorsa, quando la colonnina di mercurio ha toccato i 43 gradi, siamo dovuti rimanere in casa con le finestre chiuse anche di notte!!! La puzza era terribile, veniva da vomitare!!! Per una delle tante discariche a cielo aperto, che solo dopo tante proteste si sono decisi a coprire con i teli. Questo non si sa, non si nemmeno che negli ultimi tempi quando si parla con qualcuno che abita sul posto ti confessa che ha un cancro, e in te stesso hai paura anche per un banale mal di pancia o mal di testa. Sono andata sulla discarica insieme ad altre persone a rendermene conto, non ci potevo credere allo scempio che ho visto, campagne sterminate piene di ecoballe, case di contadini abbandonate, semidistrutte, alberi secchi, sembrava di vivere in un film dell'orrore. In quei luoghi ricordo che c'erano delle coltivazioni enormi e pascolavano pecore, bufali ormai non ci sono più, quel poco che resta é infettato dalla diossina e altri metalli, e noi mangiamo ciò che è coltivato, mangiamo la mozzarella che viene anche esportata. La verità è che le istituzioni tacciono, censurano, non hanno fatto trapelare nulla. Come censura stampa siamo al livello del Burundi!!!
    C'è stata la moratoria contro la pena di morte all'ONU, ebbene nella nostra zona la gente sta morendo, per questo è stato definito il triangolo dei veleni, a noi la moratoria non serve, ci stanno avvelenando. Chi giornalista osa dire la verità? Pensateci, si fa sapere solo ciò che si vuole.

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  6. Non è che bisogna andare molto lontani per avere un minimo di informazione sui termovalorizzatori.
    Quello che ho letto è nella logica "invece di sotterrare la spazzatura la bruciamo, produciamo solo polveri sottili e cancro però vuoi mettere il decoro?"
    Ecco, il punto di arrivo è il tuo post.Una situazione di emergenza fa diventare "standard" un approccio che dovrebbe essere limitato nel tempo.Risolviamo l'emergenza ma poi cosa rimane?
    Dopo di che io penso non interessa a nessuno la raccolta differenziata (con poche eccezioni), come al sindaco della mia città -Torino- che dice che costa troppo, come alle imprese che anche loro dicono che il rispetto dei parametri ambientali le mette fuori mercato e non interessa ai cittadini che hanno poco tempo da dedicare alla vita sociale (troppo impegnati a sopravvivere).
    Io non sono un esperto e mi sono limitato a raccogliere 3 dati e li ho messi sul blog:
    1- quanto costa e le alternative
    2- i valori in gioco in Campania
    3- il cancro prodotto
    Per una ricerca esaustiva consiglio quello che si trova su wikypedya alla voce "smaltimento rifiuti"
    Per il resto penso che il vero cambiamento è nel modo in cui si gestisce l'economia e la crescita. Se non si parte da lì vincono loro e noi ci teniamo il cancro.

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  7. Anonimo10:46

    voglio sapere perche' noi MODENESIdobbiamo prendere 2 milioni di spazzatura da NAPOLI.VI SEMBRA GIUSTO ? siamo forse il"soccorso rosso " di PRODI.SONO INDIGNATO. AD OGUNO LA PROPIA MUNNEZZA...............

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  8. Giusto premere sulla raccolta differenziata.
    Ed è importante discutere sui termovalorizzatori, visto che non è solo questione se fanno male o meno, ma se fanno più o meno male.
    Ma il punto è anche un altro, è che bisogna produrre meno rifiuti, sia da parte dei singoli cittadini, ma soprattuto delle imprese.
    Quanti rifiuti ci sarebbero in meno, per esempio, se i giornali non mettessero tutta quella plastica intorno ai loro allegati quattro giorni a settimana? E lo stesso discorso si potrebbe fare per moltissime altre cose.. se si riducessero i prodotti inutili si ridurrebbero anche i rifiuti

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  9. E' da quando sono bambina che sento parlare di monnezza a Napoli...cambiano i governi e il problema resta, ci sarà un motivo...

    pibua

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  10. Shaka11:38

    Bel post, davvero. Sono in pieno accordo con tutto quello che hai scritto. E' tempo di rimboccarci le maniche e di agire. Lo è da tanto. Quello che sta succedendo da noi, in Campania, sta finalmente risvegliando le coscienze. Sembra che stia finalmente tramontando l'idea di fare solo manifestazioni contro. Dovunque vado trovo gente che discute in maniera appassionata della situazione e si confronta.
    Mai come in questo momento, però, scelte politiche sbagliate possono
    dare un colpo mortale a queste coscienze. Così come l'ennesimo abbandono dopo tanto clamore.
    De Gennaro, indicato come un super uomo (supercommissario), dovrebbe in quattro mesi risolvere un problema radicato in decine di anni. Se ne andrà anche lui carico di meraviglia, così come gli altri.
    Per ora ascolta, studia. Non credo abbia capito bene cosa è venuto a fare, e credo che non sappia da dove cominciare.
    Io dico la mia: "ridateci Bertolaso"
    L'unico che stava riuscendo a risolvere l'emergenza.

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  11. Fondamentalmente sono d'accordo
    Credo che una cosa come zero waste sia molto difficile da realizzare
    Ma l'obiezione al termovalorizzatore non era solo di principio, ma legata alla concreta proposta (quale termovalorizzatore) nella concreta situazione (in quale territorio)
    Allora ci voleva un dibattito pubblico alla fine del quale si sarebbe dovuta prendere una decisione, dove dovevano partecipare anche gli addetti ai lavori (medici, ingegneri, esperti in questioni ambientali) che invece il dibattito lo digeriscono male


    Pensatoio

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  12. Se non si risolve il problema della gestione dei rifiuti fatta dalla camorra (non chiedetemi come), temo che non si arriverà mai ad una soluzione.
    Il recupero del territorio deve cominciare dai cittadini che ci abitano per cui i napoletani ci devono credere e cominciare a fare la loro parte

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  13. Sui termovarolizzatori sono d'accordo, come hai detto tu penso che siano sicuramente molto meglio delle discariche a cielo aperto.
    Penso che un po' tutta Italia, in questo momento, debba aiutare la Campania, ma dal canto suo la Campania deve cambiare i politicanti, le aziende di rifiuti, deve cacciare tutte le persone che ci hanno guadagnato in questi anni e farlo subito.

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  14. veleni18:09

    Stiamo lottando per fare la raccolta differenziata, I governanti della Campania non vogliono andare via. Sono d'accordo che ogni città gestisca la sua immondizia, ma se leggete bene quanto scritto sopra, nell'articolo, precisamente quando si parla dell'operazione Houdini del 2004,ebbene capirete che anche noi siamo stati la pattumeria di altre regioni, per rifiuti speciali.Grazie a chi non si sa, oppure il governo faceva finta di non sapere? Avete mai pensato perchè il governo non riesce a far fuori alcune persone? Pensateci. Vi consiglio di andare a leggere l'articolo sul sito:
    http://oknotizie.alice.it/go.php?us=301010f8b235899f, forse vi farà comprendere che non sono i napoletani a non voler la raccolta differenziata e a produrre meno rifiuti.

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  15. Quindi, ricapitoliamo.
    Immobili davanti al problema dei rifiuti e intransigenti verso le sostanze stupefacenti.
    Pare quasi che Stato e Mafia siano due realtà del tutto in simbiosi.
    Pare.

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  16. @ gg
    finchè non ci impacchettano in qualche ecoballa e ci spediscono in Svizzera.

    @ diego
    forse c'è impianto ed impianto. All'estero vi sono gassificatori e termovalorizzatori e funzionano senza che la popolazione faccia rivolte. La cosa mi incuriosisce perchè i tedeschi, ad esempio, sono notoriamente molto più ecologisti del peggior Pecoraro Scanio eppure di termovalorizzatori ce n'è un fottìo in Germania. Sinceramente, per alcuni tipi di rifiuti, che non possono essere riciclati, non vedo altra soluzione. Lo stoccaggio in discarica è molto peggio, mi pare.

    @ marantz
    grazie, mi hai fatto arross(T)ire...

    @ doc63
    :-D

    @ veleni
    lo penso anch'io che trapeli solo il 10% della verità.

    @ mario
    la decrescita potrebbe essere la chiave, ma chi ha il coraggio di dire agli economisti che bisogna rinunciare alla chimera della crescita a tutti i costi e che fino ad oggi non hanno capito un cazzo?

    @ skeight
    il cellophane, le sportine di plastica. In Trentino, dove passo le vacanze, le sportine sono tutte biodegradabili. Da me in Romagna, nella mia città, invece non ci sono, perchè?

    @ shaka
    sono d'accordo, il momento è molto delicato, occorre conquistare la fiducia della gente e farla cooperare perchè solo l'autorità non può risolvere il problema.

    @ meinong
    credo bisogna andare oltre alla logica NIMG (Not In My Garden).

    @ franca
    se poi gli amministratori campani non facessero il proprio dovere, una volta che il popolo avesse fatto il proprio, sarebbero sacrosante mazzate!

    @ lupo sordo
    ma ci riuscirà?

    @ veleni
    è un articolo molto interessante.

    @ nicolò
    anche quello del narcotraffico è un problema che è sfuggito di mano. Non si sarebbe mai dovuto lasciare il commercio degli stupefacenti in mano alle mafie.
    Ora che si sono costruiti imperi con i proventi del traffico come si farebbe a distruggerli? La vedo brutta.

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  17. La parola chiave non è-anche se è ovviam,ente fondamentale - riciclare.
    Ma anche produrre meno rifiuti, spesso inutili.
    Il 40% dei rsu è costituito da imballaggi.
    Spesso del tutto irrazionali. Ieri al supermercato guardavo la confezione di una zuppa: contenitorue in plastica, rifasciato da inutle supporto in cartone, per esempio.
    Scemata: pensate quanta plasitica in meno si butterebbe se - e non ci vorrebe tantissimo - i detersivi venissero venduti sfusi.

    RispondiElimina
  18. Grandissimo il commento di Mario.

    RispondiElimina
  19. Sicuro superare il not in my garden, ma anche il "what you want garden"

    Pensatoio

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  20. Otimale non produrre rifiuti. Ma ora che ci sono occorre una marcia di avvicinamrnto dove diversi sistemi possono convivere, anzi debbono, per fronteggiare l'emergenza. Per giungere al bene maggiore si sale passando dal male minore.

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