domenica 3 febbraio 2008

Rianimateli, che li stiamo perdendo


Anche se non lo ammetterebbe mai, la destra è preoccupata per le sorti della consultazione elettorale, visto che il dato per morto centrosinistra potrebbe rianimarsi nel morto vivente PD di Veltroni e che ai sondagi che li danno vincitori a valanga credono solo i sondagisti di Berlusconi. Con l’astensionismo che potrebbe salire a livelli stellari occorrono argomenti forti, che mirino diritti allo stomaco, meglio ancora un po’ più sotto, alla massa intestinale.

State allegri quindi, perché la destra, dopo notti insonni, ha trovato finalmente l’argomento attorno al quale far girare tutta la prossima campagna elettorale.

Visto che in Italia una destra moderna e laica, nonostante tutti gli sforzi peristaltici di Fini è impraticabile, aspettatevi tutto l'armamentario del peggior clericofascismo di ritorno, alla ennesima crociata contro i soliti bersagli, le donne e tutti i portatori di istanze di diritti civili, come gli omosessuali, le coppie di fatto e i malati che chiedono di poter morire in pace.
Prima le donne e i bambini, si dice, ed ecco che la rioccupazione del potere comincia dai nostri uteri.

Prima Ferrara con la moratoria contro l’aborto, ora un documento dei ginecologi di quattro università romane che invitano i colleghi a tentare comunque la rianimazione di un feto nato pretermine al limite di sopravvivenza della 23a settimana, limite che tra l'altro la legge 194 fissa per permettere l’interruzione di gravidanza.
Attenzione, lo si deve rianimare anche se la madre è contraria, e scusate se è poco.
Ricordiamo che un aborto che avvenga alla 23a settimana è sempre di tipo terapeutico, perché il feto è malformato e le sue chances di sopravvivenza sono scarse oppure perché la madre corre pericolo di vita a causa di una gravidanza problematica.
L’aborto volontario intercorre sempre nelle primissime settimane quando si parla ancora di un embrione assolutamente incapace di sopravvivere autonomamente in ambiente extrauterino.
Nonostante uno dei medici che hanno stilato il documento abbia dichiarato questa sera al TG1 che il discorso si riferiva ai nati pretermine voluti dai genitori e non ai feti abortiti, il messaggio comunque era già arrivato forte e chiaro, oltretutto nella giornata dedicata dalla Chiesa alla difesa della vita.

La propaganda funziona così. Si prende un documento ambiguo, se ne distorcono le motivazioni, si mescolano realtà e fantasia e si usa il prodotto finale come una mazza ferrata contro il vero obiettivo della campagna.
Nei casi ai quali si riferiva il documento, ai bambini nati pretermine in rischio di vita, nessuna madre sana di mente si opporrebbe ai tentativi di rianimazione del piccolo, perché la gravidanza è voluta e a volte disperatamente cercata.
Inserire la frase “anche se la madre è contraria” (perché magari non vuole infliggere inutili sofferenze al piccolo e lasciarlo morire in pace), significa allargare pretestuosamente il discorso all’aborto terapeutico che può avvenire anche al limite delle 23 settimane.
Scoprire che il feto è anencefalico, ovvero privo di cervello quindi incompatibile con la vita, può condurre i genitori a questo tipo di scelta dolorosa.
Ed ecco che a questo punto, oltre all’aborto, con questo documento si dà una mazzata anche al diritto all’eutanasia, ovviamente sempre confusa in maniera disonesta con l'eugenetica.
I classici due piccioni con una fava, e ovviamente si criminalizza ancora una volta la donna, ritraendola come colei che di fronte al pianto disperato di un povero bambino nato prematuro chiede al medico di sopprimerlo comunque. Una pura creazione propagandistica come i comunisti che mangiano i bambini ma che tanto colpisce l’immaginario collettivo.

Queste donne non esistono, come dice nel bellissimo articolo "Aborto, ma dove sono le donne Erode che descrivono i cattolici?" Gennaro Carotenuto ma tant’è, fanno parte della mitologia cattolica che, dice ancora Gennaro, idolatra la madre martire che si lascia morire per mettere al mondo un orfano.

E' questa mitologia, assieme al culto della famiglia indissolubile e fondata sulla diade uomo-donna, che ci propineranno nei mesi a venire fino alla nausea. Vedremo se dall'altra parte della barricata politica si tireranno giù i pantaloni per offrire le terga al volere clericale oppure avranno la forza di opporvisi e difenderanno i nostri diritti civili.
Ho qualche dubbio però. Qui da rianimare sono soprattutto i laici. Coraggio, che li stiamo perdendo.



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14 commenti:

  1. Anonimo22:09

    un parto pretermine (cioè prima dei sette mesi, massimo 6 mesi e mezzo) è sempre un aborto.
    E credo proprio che qualsiasi manovra di rianimazione farà solo si che la povera creatura sopravviva per qualche ora tra atroci sofferenze...e questo è un feto vero e proprio a forma di bambino (più o meno) entro i tre mesi invece si parla DI EMBRIONE ossia di un ammasso di cellule. Ma l'ignoranza che regna sovrana anche tra gli pseudo-laici rende impossibile la comprensione di questa differenza.
    Ottimo articolo,anzi splendido

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  2. Shirley22:10

    scusa non avevo letto il disclaimer. sono Shirley

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  3. Mileschristi23:03

    Siamo arrivati al mostruoso. Prima l'aborto era concesso perchè, dopotutto, non era mica un essere VIVENTE. ora si scopre che, sì, magari è anche vivente, ma non è negli standard qualitativi minimi accettabili. quindi se magari nasce vivo, ergo diventa magicamente un essere umano, non gli facciamo acquisire il diritto alla vita. no no. lo lasciamo crepare perchè così è meglio. anche se magari poi si scopre che è tutto un equivoco, non era magari così malato. è già successo, non dico nulla di nuovo. cmq lascerei perdere la rianimazione dei laici. la chiesa è contraria all'accanimento terapeutico in caso di morte celebrale.

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  4. Anonimo00:08

    Posto l'art. 7 della Legge 194/1978: "Qualora l'interruzione della gravidanza si renda necessaria per imminente pericolo per la vita della donna [...] il medico e’ tenuto a darne comunicazione al medico provinciale. Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna e il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto".
    Tutti che chiacchierano della legge 194, nessuno che la legga. Posto questo commento anche su OKNO, così divento tangibile.

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  5. Non mi piace l'ingerenza del Vaticano, l'aborto è una grande vittoria delle donne e mi dispiace che solo nel ns paese si debba impazzire per farsi prescrivere la pillola del giorno dopo.

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  6. Anonimo07:33

    Si, azzuffiamocci pure sui diritti delle polpettine di cellule, è quello che vuole il grassone stipendiato dalla CIA. Lasciamolo alle sue cazzate e parliamo di economia, ci sono milioni di precari da rianimare altro che polpettine di cellule.

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  7. nynoblog08:16

    Come suggerisce l'anonimo del quarto commento, l'art. 7 della Legge 194/1978 parla molto chiaro, al punto che quella polemica non ha molto senso. Tuttavia io non mi accanirei su quell'espressione "anche se la madre è contraria"... In fondo è la legge 194 a dirlo: "il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto". Non si parla di qualità della vita, ma di vita del feto. So che si può non essere d'accordo, perché tenere in vita un esserino che potrà al massimo "convivere" con una gravissima disabilità è al limite di ogni possibile etica, ma ciò significa ridiscutere la 194.

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  8. Roberto08:40

    A quando il divieto di farsi seghe? A quando il riconoscimento che lo spermatozoo è una persona?

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  9. Laico09:30

    al primo anonimo che , visto che l'ignoranza regna sovrana, ci illumina con la sua brillante e razionale suddivisione tra un "ammasso di cellule" entro i tre mesi e un feto quasi bambino dopo... chi può stabilire un limite su dove inizi la vita? HAI MAI VISTO UN FETO DI TRE MESI??? AMMASSO DI CELLULE??? NON SEMBRA UN TELEFONO O UN FAGIOLO! E' UN BAMBINO!!! Io non sono credente e nemmeno di destra, ma queste stronzate sono a dir poco intollerabili così come la presunzione di dire che se uno non chiama in modo del tutto scorretto "ammasso di cellule" un feto sia ignorante... Il problema dei "laici" ora è che ci sono dei "pseudo-laici" che parlano in modo dogmatico, ossia stanno scomparendo nell'ideologia laicista che di laico non ha proprio niente e si sottomettono senza alcuno spirito critico alla ragione con la "r" maiuscola, la quale, anche se ha enormi potenzialità, non è certo un contenitore di certezze!

    Applichiamo in toto la legge 194, dicutiamo semmai civilmente i limiti entro cui applicarla, ma smettiamola di elucubrare stronzate come "polpettine di cellule"!!!

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  10. fiammifero10:40

    Polverone per niente,solo per fare il solito dividi et impera.
    La legge 194 non è OBLIGATORIA,è un'opportunità per tutelare la vita della donna che altrimenti ricorrerebbe alla mammana come nel passato.Mi risulta che sono molte le donne "cattoliche" che l'hanno praticato ma che poi si sono lavate la coscenza con la confessione lava-asciuga e qualche fioretto. Se un bambino nasce prematuro è già tutelato con la legge in vigore (sic!),il prematuro è una cosa,l'aborto è altro e si pratica con raschiamento o con farmaci che escludono il feto vivo.

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  11. Oltre al divieto di farsi le seghe prepariamoci all'obbligo di eutanasia da parte dei medici se il paziente è omosessuale.
    Oppure al divieto di vendere una casa a coppie di fato(magari senza figli!aggravante pessima).

    Lo psico-nano vince: Psiconano 3 - Italia 0.

    Big S

    passa a trovarmi

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  12. Bellissimo articolo.
    Problema assai delicato, ma io credo che nulla possa essere fatto senza l'assenso dei genitori...
    In ospedale per qualunque trattamento bisogna firmare un modulo per l'assenso consapevole; solo qui non serve?

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  13. Forse non ci sono mai stati :-(

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