giovedì 15 maggio 2008

La calunnia è altro che un venticello, è un tornado

Se guardate Berlusconi in questi giorni non sembra nemmeno più lui. Non più Mr. Berlusconi ma un tranquillo e pacato Dottor Silvio, una specie di Veltroni senza il maanche. Un maligno potrebbe dire che, avendo pressocchè risolto i suoi problemi personali, tra carichi pendenti e altre pinzellacchere, avendo decuplicato i suoi profitti ed essendo riuscito nell'intento di far sparire i comunisti dall'arco parlamentare, ormai può rilassarsi e magari trovare il tempo di dedicarsi all'Italia che lo ha eletto sire.

Se Silvio è diventato buono però non vuol dire che l'Italia lo sia altrettanto.
Questo paese sta diventando il regno della calunnia, del sospetto, dell'accusa lanciata a tradimento. Non si spara più forse perchè ne uccide più la penna della spada. E' l'anno del serpente.
Dallo scandalo Marcelletti, una storia di lolite, sms erotici e soprattutto forse tante invidie professionali, all'ultima guerra tra giornalisti combattuta a colpi di tastiera.

Giuseppe D'Avanzo di Repubblica insinua, scrive cose biforcute, striscia la notizia che Marco Travaglio non sarebbe poi così vergine nei confronti della mafia ma avrebbe ottenuto favori da personaggi collusi durante una vacanza.
Ciò accade dopo che Travaglio medesimo ha raccontato in TV le associazioni d'affari (non le cene assieme) di Schifani con alcuni personaggini siciliani andati in seguito sotto processo per mafia, dopo che è scattato l'allarme antincendio alla RAI e Fabio Fazio ha eseguito con successo il numero dell'autodafé.
Risultato: non ci si preoccupa più che la seconda carica dello Stato possa essere stata collusa con ambienti mafiosi ed essa non si preoccupa di doverlo smentire come farebbe qualunque politico al mondo. Il mafioso ora è Travaglio.

Che brutta aria tira. Un'aria che ricorda che non bisogna turbare certi equilibri così faticosamente raggiunti, che per non sbagliare è meglio farci i cazzi nostri e soprattutto che i cazzi illustri nun vogliono penzieri. Chi volesse fare il giornalista spaccamaroni è avvertito. Attendiamo con ansia le teste mozzate di cavallo.

L'Italia dei veleni, certo. Urge rimettere in piedi le fabbriche di antidoto antivipera della Sclavio.
La calunnia, la menzogna, la leggenda metropolitana usata come maglio per scardinare il senso di sicurezza dei cittadini.
L'immigrazione clandestina è un grave problema e tutti gli ultimi governi hanno lasciato che i buchi del colabrodo diventassero sempre più larghi.
Però non si ricorda mai che ci sono enormi interessi mafiosi autoctoni e stranieri che gestiscono la venuta scientificamente disordinata di masse di gente migrante per tenere alto il livello della tensione sociale e creare insicurezza.
Per non parlare del controllo del territorio che hanno mafia siciliana, 'ndrangheta, camorra e Sacra Corona Unita, nel nostro paese agiscono ormai indisturbate le triadi cinesi, la mafia albanese, quella russa, e perfino la Yakuza. Tutta gente che maneggia miliardi di euro e che inquina i mercati finanziari con i suoi sporchi guadagni.
Diciamolo, i ladruncoli ma anche i ladri feroci che assaltano le ville servono per sviare l'attenzione dalla sempre più grave infiltrazione della Grande Malavita Organizzata del tessuto sano dell'economia e della finanza.
Un po' come si diceva una volta e cioè che si mandavano i gommoni pieni di disperati per distogliere le motovedette dalle navi che dovevano attraccare più in là con i loro carichi di droga.

E' possibile che il problema più grave, di fronte a queste minacce mafiose globalizzate d'altissimo bordo, siano i Rom, cioè gli zingari, ergo l'anello più debole della catena? Visto come è stato facile innescare la bomba antirom a Napoli? Una vecchia ma solida leggenda metropolitana (gli zingari rubano i bambini), qualche carta da cento euro (chissà, perchè no?) per ottenere una buona recita e il problema dei rifiuti, compresa la sua gestione camorristica, viene dimenticato e si fa sfogare il malcontento bruciando qualche campo.
Belli i poliziotti rumeni in trasferta per collaborare con le indagini. Facciamoci spiegare anche perchè il governo rumeno sbologna regolarmente i suoi Rom da noi.

Non è che tutta questa lotta alla immigrazione clandestina si esaurirà con qualche espulsione di roulotte e carrozzoni perchè sono i più facili da mandare via? Vi piace vincere facile?


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32 commenti:

  1. elzeard Bouffier22:17

    Bisogna ricominciare dal basso. Ci servono tre grandi campagne: per la liberta', per la giustizia, per la pace.
    Pretendiamo chiarezza da tutti. Non deleghiamo. Organizziamoci. Prendiamo a esempio Pietro ricca, i blog come il tuo, la mobilitazione dei girotondi - di gente con la testa sulle spalle e capace di pensare.
    LA realta' corre veloce. Non fai a tempo a indignarti che gia' succede una porcata nuova, piu' grossa. (Ed ecco la mia citta' mettere in scena un bel pogrom con tutti i crismi.)
    Cosi devono essersi sentiti in Jugoslavia nel 1990, in Germania nel 1932.....

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  2. Quoto alla stragrande il secondo pezzo del tuo articolo, il clima nei confronti dei rom sta rasentando la voglia di pulizia etnica, é disgustoso per ogni vero democratico.
    Il primo pezzo parla di un D'Avanzo che insinua, io credo che l'articolo fosse molto chiaro. il giornalista cercava di dimostrare come, facendo degli squallidi 1+1 si potrebbe usare un certo metodo per calunniare Travaglio.
    Credo che questa perenne sindrome d'accerchiamento giovi solo a pochi indiani, tutti gli altri (quelli come noi) seguendo questa strada non troveranno posto manco nelle riserve...

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  3. @ eleazard
    Aggiungerei anche una campagna per l'informazione e quella per la laicità che ce n'è sempre bisogno.

    @ il russo
    su D'Avanzo. A me è sembrato un articolo molto ambiguo per gli effetti che ha avuto. Travaglio ha riportato fatti giudiziari, in sostanza che Schifani era stato socio in affari con personaggi successivamente inquisiti per mafia. In un paese civile ciò avrebbe comportato il dovere morale da parte di Schifani di spiegare eventualmente il senso di tali frequentazioni. Magari in qualità di avvocato.
    Invece si è zittito Travaglio e dopo qualche giorno su Repubblica esce l'articolo di D'Avanzo.
    Conclusione: secondo te, per gli italiani in forma gassosa che popolano questo paese, chi è il mafioso ora tra Schifani e Travaglio?
    Io la definisco una palla avvelenata.

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  4. Sulle discriminazioni razziali in Italia (ed in particolare nei confronti dei rom) è già stata aperta da tempo una procedura d’infrazione europea. Questo è un articolo (agosto 2007) che la illustra
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/08_Agosto/13/replica_ue_prodi.shtml
    C’è un problema di fondo, quindi, che lascia in subordine tutti gli altri: discriminare e sfruttare le genti è il motivo principale della loro mancata integrazione e del disagio sociale. Le politiche di accoglienza (sulla via già tracciata dall’UE ed applicata con successo da altri Paesi europei) sono quindi, tra gli altri, preordinate a prevenire i reati. Costringere le persone ad abitare nei tuguri frequentati da cimici e ratti ed escluderle dalla società civile e dal lavoro possibile e dignitoso porta a forme di pericolosità sociale. O si predispongono, quindi, correttivi, o si rischia, si sfrutta e si discrimina. La (giusta) repressione di eventuali crimini è fase concomitante o successiva. Non preventiva. La sicurezza, per quanto riferibile a questo contesto, paga le inadempienze della politica e ne è causa. Il razzismo ne è conseguenza. Strumentalizzare e mentire invece conviene, frutta. Soprattutto quando alla xenofobia si accompagna l’attacco ai magistrati “permissivi”, omettendo di dire che le maglie larghissime del nostro sistema giudiziario derivano principalmente dall’effetto “trascinamento” che i nostri politici hanno creato attraverso leggi tese a garantire sé stessi (la “Cirelli” che riduce i termini di prescrizione; l’indulto, che ha di fatto condonato un altissimo numero di pene, ecc.). Leggi che, dovendo impedire la punizione dei “colletti bianchi” (a ciò erano finalizzate) hanno contestualmente e conseguentemente “annacquato” il crimine comune. Ogni colpa però è dei rom degli immigrati in genere, e dei giudici. Alla via così. Ah! Un’altra procedura d’infrazione europea è stata chiesta per il restringimento della libertà d’informazione e delle voci a garanzia del pluralismo dell’informazione stessa in Italia. Che le due inadempienze abbiano tra loro un collegamento?

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  5. Salazar01:15

    Tutto bello, idee civili che probabilmente a compimento dei vari passaggi richiesti risolverebbero veramente dei problemi in modo elegante, equo e soprattutto rispettoso per tutti.
    Se non fosse che con questo governo in carica é come disquisire sul sesso degli angeli, e le disquisizioni non pragmatiche di questi tempi sono a zero.
    Cosa fare per provocare una inversione di tendenza?, vivendo in una democrazia (chiamiamola così) direi che si dovrebbe votare, ma lo abbiamo appena fatto; stampa e tivvú (soprattutto tivvú) illuminate potrebbero educare gli ignavi, ma mi sa che qualcuno che ci difende e protegge dal diverso, dall’ignoto temibile, e vive solo per il nostro bene non desidera questa cosa.
    Quindi non ho la più pallida idea di come risolvere questo – sottile – problema.
    Credete che andare in Piazza Montecitorio con torce, roncole e forconi come ai bei tempi andati medioevali possa servire?

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  6. Io non ho la minima idea di come risolvere il problema della clandestinità, considerato che è previsto che, entro 10 anni, di immigrati ne avremo 10 milioni.Che noi invecchiamo, che peggiorano le condizioni di vita in due terzi del globo.
    Ammesso che mi interessi pensare a come impedire alle persone di avere il diritto di andare dove vogliono per cercare una soluzione alla loro vita nella miseria.
    Vedo e sento che la questione è già oltre il problema dell'ordine pubblico. Qui le persone sono intolleranti verso il modo in cui vivono gli altri, gli dà fastidio vederli passeggiare in gruppo la sera perché si sentono a disagio.Preferiscono averli come badanti ma vederli scomparire un istante dopo, con i loro problemi, dalle strade.
    Come si fa a curare questo tipo di disagio che è malattia dell'anima della gente?
    Certo non con la rappresentanza politica e morale che siede in parlamento. gente che non ha fatto altro che alimentare queste questioni.Che su questo argomento ha perso le elezioni non perché ha detto alla destra: "dite un sacco di cazzate e questi sono i dati e la vostra intolleranza non risolve ma rende più critico il problema", ma perché ha detto "non capiamo i problemi delle persone in carne ed ossa, quindi alimentiamo questa questione della sicurezza così siamo in linea con il sentimento generale".Bene adesso abbiamo gente che si sente autorizzata a bruciare campi rom e difensori dei diritti civili non dire una parola su questo argomento.
    C'è bisogno di ripartire dal territorio, e molti di noi questa scelta l'hanno già fatta, per ricostruire un percorso politico e di resistenza che dia contenuti e valori ai progetti "teorici".Per quella roba non è necessario stare nelle istituzioni, bisogna incalzare le istituzioni con movimenti fatti da gente cosciente.
    Solo che costa fatica e coerenza.

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  7. Anonimo09:39

    Avete appena letto, l'aspetto "presentabile" del terrorismo.

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  8. Anonimo09:40

    D'Avanzo non ha "insinuato" o calunniato un bel nulla: ha solo spiegato, con un esempio, che il "metodo" di Travaglio è in grado di distruggere chiunque, che non è giornalismo ed è capace di distruggere le libere istituzioni e la civile convivenza. E l'ha detto anche con molta chiarezza, come dice giustamente il Russo qui sopra.
    Se poi c'è qualcuno che equivoca, non è colpa di D'Avanzo. Non è perché qualche imbecille travisa le mie parole che io mi devo star zitto, o no (questa sì che sarebbe censura).
    KK

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  9. Dr. House09:58

    x kk
    il problema, come ti è stato spiegato nel post, ma tu non stai attento, è che l'articolo di D'Avanzo, pur nelle sue nobili intenzioni, ha ottenuto che la gente ora pensa che il mafioso sia Travaglio e non Schifani.
    Magari non lo è nessuno dei due ma capisci che in ogni caso la verità non ne guadagna.

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  10. Anonimo10:38

    Medical Hospital,
    mi diverte sempre vedere della gente che ripete quel che hai appena detto come se fosse una confutazione.
    Quel che ho detto, se sai appena leggere, è: D'Avanzo NON ha calunniato o insinuato alcunché. Se qualcuno è tanto scemo o in malafede da travisare le sue parole, il problema è suo, non di D'Avanzo. O forse il problema è anche di blogger come Lameduck e altri, che invece di spiegare cosa effettivamente dice D'Avanzo, interpreta le sue parole a vanvera.
    L'unica cosa certa è che approcci come "non conta quello che dico, ma quali pretesti quel che dico offrirà ai miei nemici" non hanno proprio NIENTE a che fare con la "verità".
    KK

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  11. Anonimo11:52

    " D'Avanzo NON ha calunniato o insinuato alcunché.."

    Ah, no? Però, TRvaglio dice che la questione di Aiello e di Ciuro è totalmente FALSA. Ovvero, D'Avanzo confronta un caso in cui c'è un fatto vero con un latro che non è vero. E non conta che ipocritamente D'Avanzo faccia finta che non volesse attaccare Travaglio personalemnte, perchè ha contribuito a mettere in circolo una CALUNNIA.

    Però, D'Avanzo non poteva immaginare che Castelli, che i giornalisti de il GIornale, e insomma, tanta gente ci si sarebbe butatat a pesce a sottolineare un fatto FALSO, vero? NO, lui voleva dare una lezione di giornalismo. SE in questo modo, diffondendo me**a falsa su TRvaglio ha contribuito a danneggaire il collega, ma dai, che importa. E comunque, sarà sraro un esito che D'Avanzo non ha minimamente preso in considerazione, giusto? Come poteva immaginare , D'Avanzo, che altri giornbalisti ci si sarebbero buttati a pesce, insinuando?

    Ma per piacere

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  12. Anonimo11:54

    Uff. Scusate gli errori.

    Ma certa " ingenuità" è sconcertante.

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  13. Anno Zero di ieri sera ha mostrato chiaramente quello che noi vogliamo dagli immigrati: che lavorino e poi scompaiano, braccia e non persone.
    Per quanto riguarda le vicende di Ponticelli posso solo dire che una società che accetta il principio che ognuno possa farsi giustizia da sè va verso la barbarie…

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  14. Anonimo12:26

    Vediamo se ho capito. Travaglio va in tivù a dire che Schifani ha avuto contatti con questo e con quest'altro, e al momento della polemica con D'Avanzo ci tiene a chiarire che lui NON ha mai dato del mafioso a Schifani (così Travaglio: "ho detto testualmente: "Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi. rapporti con signori che sono poi stati condannati per mafia"; la frase "anche la seconda carica dello Stato è oggi un mafioso", falsamente attribuitami da D'Avanzo, non l'ho mai detta né pensata"). Dopodiché, se tutti i lettori fanno due più due (S. ha rapporti con due mafiosi==>S. è un mafioso), questo va benissimo, Travaglio mica è un ingenuo, e lui non ha calunniato nessuno.
    Se invece D'Avanzo dice che, ad applicare il metodo di Travaglio, si potrebbe dire che anche lui ecc. ecc., questo invece è essere "ingenui" o meglio, tartufi e calunniatori. E' questo che stai dicendo, anonimo delle 11,52?
    Complimenti, con "ragionamenti" del genere si può dimostrare anche che il quadrato ha tre lati.
    KK

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  15. Anonimo13:10

    " Travaglio va in tivù a dire che Schifani ha avuto contatti con questo e con quest'altro, e al momento della polemica con D'Avanzo ci tiene a chiarire che lui NON ha mai dato del mafioso a Schifani"

    Anonimo, si tratta di sapere il più possibile sui nostri rappresentanti politici. Perchè loro devo curare gli interessi dei cittadini. PEr questo, dovrebbero essere al di sopra di ogni sospetto. E bisogna racconatre tutto ciò che potrebbe avere interesse per il pubblico.

    Per cui, sì, Travaglio NON ha detto che Schifani è mafioso, ma che ha avuto conoscenze mafiose. In trasmissione, tra l'altro, che è dove è stato contestato, non ha detto" ha avuto rapporti con queto e quello", ha detto solo:" ha avuto conoscenze mafiose". E non stava parlando di Schifani, ma del mestiere di giornalista. SE tu da " ha vuto conoscenze mafiose" deduci che uno è mafioso forse è un problema tuo, non di Travaglio.

    FAtto sta che D'Avanzo, per impartire la sua lezionicina, non trova di meglio che usare un fatto che non sa nessuno e che si dice sia FALSO, per afre una falsa equiparazione. Ovvero, per dimostrare la fallacia del metodo Travaglio mette a confronto un fatto vero con un fatto falso. IN questo modo viene preso di mira il " metodo", ma molto di sfuggita. In realtà, si mette in circolo una calunnia. Dimmi tu se i due casi sono paragonabili.

    TU dici che D'avanzo non immaginava che uno come Castelli si sarebbe buttato a pesce sulla questione? Che D'avanzo non immagina che quelli del GIornale pure? Cioè, non ti sto dicendo che D'Avanzo non immagina che il suo articolo avrebbe provocato discussione sul " metodo " Travaglio, ma che non immaginasse che il fatto falso avrebbe fatto il giro e sarebbe stato rilanciato, etc, anche in modo strumentale? Dici che D'Avanzo non lo sapeva? Travaglio ha detto che D'avanzo non gli ha nemmeno telefonato per chiedergli se il fatto era vero o falso. NOn sarebbe stato meglio se lo avesse chiesto?

    CHe paragone è uello tra un fatto vero e uno falso? Giusto per farlo?

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  16. Anonimo13:28

    Anò, io ciò un nome, KK (non che me ne freghi, ma così, per comodità tua; l'anonimo sei tu).
    A mio avviso tu non hai proprio capito quel che dice D'Avanzo (e sei in buona compagnia, perché dalla sua replica si evince che non l'ha capito nemmeno Travaglio).
    D'Avanzo sta dicendo - tra l'altro - che concetti come "vero" e "falso" sono pericolosi, e il tuo commento dimostra che ha ragione (come si fa a scrivere with a straight face roba come "un fatto che non sa nessuno e che si dice sia FALSO"? *SI DICE*? Chi lo dice? E perché se lo dice Travaglio è vero e se lo dice D'Avanzo è falso?). Le affermazioni di Travaglio su Schifani innanzitutto non sono affatto provate (e D'Avanzo lo spiega ampiamente), ma il punto è che se anche fossero vere non dimostrano un cacchio, se non il fatto che il giornalismo (quello vero, quello che è una garanzia delle istituzioni democratiche, non un veleno) richiede un altro tipo di cura e un altro tipo di impegno.
    Resta poi, cmq, il fatto - inoppugnabile - che delle due l'una: o Travaglio non ha calunniato* Schifani, e allora D'Avanzo non ha calunniato T., oppure l'ha calunniato, ma è ridicolo dire che l'uno è un calunniatore e l'altro no, perché hanno detto esattamente le stesse cose.
    *Uso "calunnia" in senso improprio: secondo me qui non c'è calunnia, ma diffamazione.
    KK

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  17. Ricordi come erano aggressivi, prevaricatori, polemici Berlusconi&Co, e con l’espressione da bullo i leghisti prima di vincere le elezioni? Adesso hanno tutti la faccia d’angelo rilassata, perfino Calderoni sembra baciato da un lampo di intelligenza anche se per un nanosecondo. Merita vedere all’opera i cameraman da Mentana a Matrix : solo primi piani ai vincitori, gli puoi vedere i peli del naso e riescono a far diventare sexi perfino Maroni. Tutte brave persone dalla sera alla mattina questi cavernicoli -come li chiama Travaglio- leghisti. Perfino il Cavaliere Berlusconi nei suoi discorsi buonisti sembra diventato saggio e non più schizofrenico.
    Sembra prendere regolarmente per il culo l’opposizione, ma non importa. Non ultimo ha invocato Dio che lo aiuti nel difficile compito. In una vignetta ieri sera Vauro –che è ateo- ad Anno Zero da Santoro mostrava se stesso inginocchiato in preghiera a Dio: “ ti prego non farti prendere in giro da Berlusconi anche Tu, come è successo a Veltroni”.

    Tra l’altro i filmati che hanno mandato ad Anno Zero la quale puntata si intitolava “se li conosci li eviti” -con chiaro riferimento al libro di Travaglio, ma riferito agli extracomunitari- hanno mostrato l’intolleranza verso il “diversamente etnico” che viene a vivere nel tuo palazzo e che vuoi il fatto che cucinano tutto il giorno perché sono in tanti nello stesso appartamento, vuoi perché urinano “pieni di birra come sono” negli angolini delle scale e su gli zerbini, “non se ne può veramente più”.

    Dove abito, in alcuni quartieri dove si sono visti entrare come inquilini nel palazzo dei vicini extracomunitari chi ha potuto , italiano, se ne è andato, anche perché il valore dell’ immobile precipita.
    Forse più che un problema nei confronti dell’extracomunitario, anche se effettivamente i media non fanno che battere dove il dente duole e creano una cultura di intolleranza a macchia d’olio, non per niente la lega ha vinto per questo, il problema è che come succede nelle grandi città per forza di cose il volto del quartiere cambia e gli italiani o se ne vanno o devono imparare a convivere con lo straniero.

    Lì sono anche le agenzie immobiliari che hanno colpa o i proprietari che vendono, ma del resto se questi arrivano vedi i cinesi con le valige di denaro in contanti chiunque accetterebbe. Diverso quello che succede a Ponticelli. Quello è puro razzismo e per mano mafiosa, questo dovrebbero far riflettere: che il nuovo governo sia più ammanicato del precedente? Non mi stupirei che ci fossero anche dei mandanti, ma quello è comunque un quartiere dimenticato da Dio e forse proprio per questo era quasi un fatto annunciato che comunque da un segnale a tutti quelli che già sono intolleranti, che se po’ fa adesso, hai il governo “tolleranza zero” dalla tua parte.

    Quanto ci vorrà che qualche ariano si metta a fare il giustiziere della notte?

    puntata anno zero:
    http://www.annozero.rai.it/
    R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html

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  18. Anonimo14:31

    sono stati dati 100 euro anche alla Reggiani, per morire e con la sua morte giustificare i provvedimenti contro i rom?

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  19. Anonimo16:15

    KK, mi scuso per essermi rivolta a te come " anonimo", ma ad un'ochiata distratta avevo letto così.

    Comunque, D'Avanzo fa un esempio per dimostrare che anche un fatto vero può avere bisogno di essere " inquadrato" per non risultare falso.

    Ok.

    Però, vediamo le differenze e vediamo come l'esempio portato da D'Avanzo sia piuttosto mistificante e possa, secondo me, portare anche la sua condanna per diffamazione.

    Prima di tutto, chiaramo una cosa: Travaglio non ha detto NIENTE che sia falso. Nessuno lo ha smentito. Chi lo ha difeso nel merito si è limitato a dire che l'appartenenza mafiosa dei suoi " conoscenti" è venuta fuori anni dopo. In realtà, a guardare nel complesso tutte le cose vere, perchè dette in tribunale e riportate nel libro mai smentito di LIrio Abbate dimostrano che Schifani ha ancora avuto a che fare con gente mafiosa anche dopo che si è saputo che erano mafiosi. Senza contare che in un procedimento UFFICIALE ( cioè , non una fonta anonima) c'è un pentito che parla di lui.
    Ma lasciamo stare questi fatti e prendiamo in esame solo ciò che Travaglio ha effettivamente detto da Fazio. Travaglio stava parlando del fatto che quando c'è un certo clima bipartisan nel Palazzo, non è più gradito che vengano scritte certe notizie. Aggiungendo qualcosa tipo:ma io giornalista non devo scrivere che Schifani ha avuto conoscenze mafiose? Ma io sono un giornalista, lo devo scrivere"

    Ora, Travaglio ha scritto più diffusamente su questo sul blog, sul libro. Ma niente. In Tv da Fazio ha detto SOLO questo. ED è dopo che appare in video che viene attaccato. Per cui, è quel " conoscere mafiosi" il problema, no?

    Bene, se D'Avanzo avesse davvero solo voluto fare una " lezione" di giornalismo, avrebbe potuto inventare mille episodi speculari a ciò che Trvaglio ha raccontato in Tv. Avrebbe potuto immaginare che, per dire, uno dei figli di Travaglio e quindi anche il padre, hanno avuto a che fare con una persona che ANNI dopo è stata accusata di Mafia.

    Invece, sceglie di riferire un episodio oscuro. Ora, Travaglio e Ciuro ieri hanno smentito , Travaglio dicendo anche che se D'Avanzo si fosse preso la briga di telefonare a lui o all'albergo avrebbe ricevuto chiara smentita del fatto. Però, D'Avanzo non lo fa. Per fare un esempio speculare su un " fatto" che incompleto potrebbe essere ambiguo, decide di riferire un espisodio di cui non si sa AFFATTO che sia vero. E che, anzi, se fosse falso potrebbe risultare in calunnia. DEvo ripetere? Calunnia perchè non VERO, non perchè detto in un certo modo potrebbe infangare la persona coinvolta. Oggi, poi, leggo nela rubrica delle lettere di Rempubblica che l'" avvocato di Aiello" che D'Avanzo ha scritto era la sua fonte, smentisce di averlo nè conosciuto, nè parlato. E D'avanzo scrive: l'ho saputo da " fonti vicino all'inchiesta" Cosa?

    Tu metti in circolo una cosa che non sai se è vera ma che è potenzialmente diffamatoria? E non sapeva , il buon D'Avanzo che ANCHE se la cosa fosse stata vera, sarebbe stata manna dal cielo per quella gente tipo quella che ho menzionata su? Dopo avere letto la lettera su Repubblica il comportamento di d' D'Avanzo mi sembra sempre più ambiguo e censurabile.
    Altro che " lezioni di giornalismo".

    MJ

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  20. Francesca16:20

    La differenza è che Travaglio è un giornalista, Schifani è il presidente del Senato.
    Travaglio si sarebbe fatto pagare una cena da questi presunti "amici mafiosi", Schifani era socio in affari con una persona che poi è stata condannata per mafia.
    Travaglio ha documentato ciò che ha scritto e detto, D'Avanzo no.
    E' stata detta una cosa non vera (o comunque ancora da verificare) per delegittimare ciò che aveva detto Travaglio la settimana scorsa.
    Altrimenti non avrebbe senso che proprio ora salta fuori quest'amicizia, o no?

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  21. Dr. House16:23

    x anonimo
    Ma che cazzo dici? Che c'entra la Reggiani con una tipica sceneggiata napoletana?

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  22. Anonimo17:20

    Bene, vediamo di essere precisi allora. Quel che segue è una sintesi punto per punto di D'Avanzo (DA) e della replica di Travaglio (T).

    D'AVANZO dice:
    1) T. conosce Ciuro
    2) T. ha telefonato a Ciuro per dei cuscini
    3) gli inquirenti ne hanno dedotto che T. e C. erano in vacanza insieme
    4) un certo Aiello ha dichiarato agli inquirenti di aver pagato lui le vacanze di T., su richeista di C.

    TRAVAGLIO replica:
    1) non conosco Aiello (ma D'A. non ha mai affermato il contrario)
    2) la vacanza l'ho pagata tutta io (ma D'A. non dice che non l'ha pagata: dice che Aiello ha raccontato agli inquirenti che, e questo T. non lo ha smentito)
    3) conoscevo C. che mi ha consigliato un villino
    4) non sono andato in vacanza con C. (ma anche qui, D'A. non dice il contrario: dice che a dedurre che erano in vacanza insieme sono stati gli inquirenti, ed anzi dice che gli inquirenti lo deducono "per approssimazione" e che "durante le indagini, trovano un'ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente"!)
    5) ci sono poi stati problemi col prezzo, C. mi promise di intervenire e poi non lo fece
    6) C. mi prestò dei cuscini, di qui la telefonata.

    Sinceramente, dove starebbero le "bugie" o le iensattezze di DA? DA racconta o cose che alcuni (C. e Aiello) hanno detto, o cose che gli inquirenti hanno "dedotto" (secondo DA, erroneamente), o cose che T ammette essere vere.
    A me sembra piuttosto una descrizione "oggettiva" - ma indubbiamente, nel complesso, malignamente suggestiva. Proprio come quella di T. su Schifani.

    E ripeto: lo scopo di DA non era quello di diffamare T: era solo quello di dimostrare, con un esempio facilissimo, che in quel modo chiunque può essere messo in mezzo.

    KK

    RispondiElimina
  23. @ kk
    Gli ultimi tuoi interventi sono un po' troppo complicati e non sono riuscita a seguirli. A me pare che la supercazzola del tarapia Travaglio, con il fatto del cuscino sbiriguda mafiato come fosse antani del tapioco in vacanza, se D'Avanzo ha voluto dire che scribai di mafia con cofandina e blindando di antifurto, secondo quello che dici D'Avanzo non solo stuzzica ma anche prematura scappellando un po' a destra e un po' a sinistra. Se poi mi sbaglio e solo prematura di tarapia tapioco, allora posterdati.

    RispondiElimina
  24. Adetrax21:57

    OT (Off Topic = fuori argomento)

    Scusate se faccio un fuoripista, ma ricordo agli anonimi che non sarebbe un grande sforzo scegliersi almeno un nickname del tubo qualsiasi, composto da lettere e se si vuole anche numeri, purche' non troppo corto ne' troppo lungo (l'ideale e' fra 6 e 15 caratteri), es.: GengisKhan44, Trellis1234, DoppioTurbo21, ecc.

    Qualcuno lo scrive gia' a fine commento (es. KK), ma sarebbe meglio inserirlo nell'apposito spazio, prima di inviare il commento (meglio prima di iniziare a scrivere il commento), nel seguente modo:

    1) posizionare il cursore del mouse sul bottone-radio corrispondente a Nome/URL (proprio sotto lo spazio per commentare) e fare CLICK con il pulsante (sinistro) del mouse;

    2) scrivere il proprio nome di battaglia (nickname) nella casella di testo etichettata con "Nome".

    Non e' difficile e farete contenta Lameduck.

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  25. Alla calunnia va aggiunto un altro vizio:

    non a caso queste righe di Pierluigi Battista ...

    Quando prevale la cultura del sospetto

    La cultura del sospetto, già causa di inquinamento nella sfera della lotta politica, può produrre effetti ancor più micidiali nell’ambito della discussione intellettuale e storiografica.

    Applicare la logica intimidatoria del “cui prodest”, quando viene pubblicato un documento inedito, inscenare un ruvido processo alle intenzioni per squalificare preventivamente chi lo divulga, non è solo indizio di una coriacea sindrome cospiratoria che avvelena la civiltà (non il bon ton, ma la civiltà) di un dibattito, ma è soprattutto, se non suonasse addirittura come una sgradevole intimazione al silenzio e all’omertà, un modo per eludere l’obbligo di una risposta agli interrogativi scabrosi che l’affiorare di nuovi documenti inevitabilmente richiede.

    RispondiElimina
  26. " Sinceramente, dove starebbero le "bugie" o le iensattezze di DA?"

    D'avanzo dice che la fonte della notizia del pagamento dell'albergo è l'avvocato di Aiello. L'avvocato di Aiello scrive una lettera a Repubblica dicendo che lui non ha mai parlato nè con lui , nè con altri della questione.

    Inoltre, ho scritto che D'Avanzo ha contribuito a mettere in circolo una notizia falsa. La notizia falsa è il pagamento dell'albergo. D'Avanzo nemmeno si prende la bria di verificare se la notizia sia vera o falsa.

    Per questo , Travagalio lo ha queralato:" querelo chi ha detto ciò e chi diffonde questa notizia falsa"

    C'è chi ha scritto che l'avvocato di Aiello potrebbe avere mentito, perchè è lui che ha passato le intercettazioni a D'Avzno, e quindi non può confermare, per sarebbe come confessare di avere fatto una cosa non lecita. Potrebbe essere vero. Ma anche in questo caso, ciò andrebbe a scapito della professionalità d' D'Avazno, che pur di sctivere velenosità contro un collega sottoforma di " lezione" spu**ana le sue fonti. Fossi in una " fonta" la prossima vlta ci pensrei tremila volte, prima di parlare con D'Avanzo. E poi , non gli confiderei niente.

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  27. MJ, se Travaglio ha querelato D'Avanzo sarà la magistratura a decidere: è in quella sede, non in altre, che si decide la verità giudiziaria (un principio che quelli come Travaglio dimenticano troppo stesso: strano, visto che fanno i cornisti di giudiziaria). Fino ad allora, libero tu di dire che ha ragione l'uno, ed io di dire che ha ragione l'altro, e a tutti di concludere che stiamo parlando di aria fritta.
    Sulla base dei dati esistenti, l'avvocato di Aiello avrà smentito quello che ti pare, ma D'Avanzo lo cita dagli atti dell'istruttoria (non sono cose che ha detto a lui, ma che ha detto agli inquirenti), e l'avvocato di Aiello ha mezzi a sua disposizione ben diversi per impugnare di falso gli atti in questione (che NON sono una lettera ai giornali): chissà se l'ha fatto, però.
    Quanto alle smentite, sapessi quante ne ha beccate Travaglio in vita sua.
    Saluti.

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  28. Anonimo11:48

    " MJ, se Travaglio ha querelato D'Avanzo sarà la magistratura a decidere"

    Ed ecco la differenza. Anche ammettendo che il fatto è opinabile, Travaglio ha parlato di un fatto CERTO, non un fatto da verificare, forse vero o forse falso. Ovvero, le frequentazioni con mafiosi di Schifani. Di cui ha parlato lo stesso Schifani. SU cui ognuno può avere l'opinione che crede. Ma è avvenuto SICURAMENTE.
    Mentre D'avanzo, per fare il paragone, ha riferito di un fatto che sicuro non è.

    " Sulla base dei dati esistenti, l'avvocato di Aiello avrà smentito quello che ti pare, ma D'Avanzo lo cita dagli atti dell'istruttoria (non sono cose che ha detto a lui, ma che ha detto agli inquirenti"

    Cosa? D'Avanzo, " cita atti di istruttoria"? SE ci riferiamo a ciò che D'Avanzo scrive, e cioè, la questione del pagamento dell'albergo, non può essere agli atti. Altrimenti, l'Avvocato starebbe smentendo una cosa che è scritta nero su bianco AGLI ATTI?

    Ma quante arrampicate sugli specchi sono disposti a fare i " difensori" non dico di D'Avanzo, ma della sua presunta" lezione di giornalismo"?

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  29. Anonimo11:49

    A proposito di " smentite", sono al corrente delle smentite arrivate a Travaglio. E sono molto poche, e la maggior parte delle volte su questioni poco importanti. Come casi di omonimia, anni sbagliati, etc...

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  30. Allora, visto che l'anonimo dice che mi arrampico sugli specchi, riporto pari pari quel che ha scritto D'Avanzo:
    "8 agosto del 2002. Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei "cuscini". Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un'ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l'avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l'albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia."
    Come vedi, caro anonimo, D'A. NON dice che l'avvocato di Aiello ha raccontato questo a lui: dice che lo ha raccontato agli inquirenti. L'avvcoato di Aiello, nella famosa lettera a Repubblica, ha smentito di averlo detto
    a D'A.... ma non ha smentito di averlo detto agli inquirenti. E se anche l'avesse fatto (ma nella lettera a Rep non l'ha fatto), la cosa avrebbe, se permetti, ben poco peso: perché non è il giornale la sede per "smentire" atti di un'istruttoria penale.
    Quanto ai fatti certi: D'A. ha detto quattro cose delle quali le prime due del mio elenco (T. conosceva Ciuro, T. ha telefonato a Ciuro per averne dei cuscini) non sono mai state smentite da nessuno (nemmeno da T.), e le altre due (T. e Ciuro erano in vacanza assieme, il conto di T. è stato pagato da Aiello) sono la prima una deduzione degli inquirenti, e l'altra un'affermazione dell'avvocato di Aiello agli inquirenti: e di entrambe queste affermazioni, nota bene, non è arrivata alcuna smentita.
    Ripeto però che continui non cogliere il senso di quel che dice D'A.: che NON è quello di affermare che T. è amico di mafiosi, ma è di dimostrare che, a voler usare il metodo di T., si potrebbe affermare qualunque cosa.
    Infine: una smentita è una smentita, ma non tutte le smentite hanno lo stesso valore. Le smentite di Berlusconi, mi sembra, su questo blog e altorve vengono sistematicamente messe alla berlina, e giustamente a mio avviso. Ora mi piacerebbe sapere perché la "smentita" di un avvocato che nega di aver mai detto a D'Avanzo una cosa che lo stesso D'Avanzo non ha mai affermato di aver saputo da lui, dovrebbe avere maggiore attendibilità di quella di Berlusconi che nega di aver detto che i magistrati sono matti o qualunque altra baggianata del genere.
    I due pesi e le due misure sono l'altra faccia del "metodo Travaglio".

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  31. Anonimo11:00

    " Come vedi, caro anonimo, D'A. NON dice che l'avvocato di Aiello ha raccontato questo a lui: dice che lo ha raccontato agli inquirenti. L'avvcoato di Aiello, nella famosa lettera a Repubblica, ha smentito di averlo detto
    a D'A.."


    No, lui smentisce di averne parlato con D'Avanzo e ANCHE di averlo fatto con altri.

    " E se anche l'avesse fatto (ma nella lettera a Rep non l'ha fatto), la cosa avrebbe, se permetti, ben poco peso"

    E invece, come ho scritto su, ha appunto smentito di averlo fatto.

    SUl fatto che la questione avrebbe " poco peso" , no, non sono afatto d'accordo. Perchè un conto è smentire una cosa riferita per voce, un'altra una cosa messa a verbale. Come potrebbe l'avvocato di Aiello smentire qualcosa che è stata messa nera su bianco?

    IL senso di quanto scrive D'Avanzo io l'ho capito benissimo.

    IL punto è che D' avazno ha deciso di dare una lezione di giornalismo? Ok. Però, nel farlo, incorre in una serie di infortuni che sminuisce molto la sua " lezione", ovvero , la citazione della fonte incerta, l'aver attribuito a Travaglio cose che Travaglio non ha detto, " condurre" il lettore verso le SUE ( di D'Avanzo), conclusioni in modo dubbio, dire che non si " voleva ledere l'onorabilità di Travaglio" nello stesso momento in cui si cita una voce che non è confermata e che nel momento in cui viene diffusa lede ECCOME l'onorabilià di Travaglio, etc...
    Ecco, tutto questo a me fa pensare che ciò che si volesse NON fosse dare una lezione di Giornalismo, ma solo dare una lezione. Per " assecondare" il nuovo corso dialogante del PD, per la bataglia sulla Rai, per un po' di invidia verso il collega più famoso, e anche, secondo me, per un po' di presunzione del vecchio cronista verso un altro cronista.

    Io, da parte mia, ho veramente ODIATO il falso paternalismo dell'articolo di D'Avanzo.

    E però, se vogliamo dire di leggere l'articolo puntando alla sostanza, ovvero, di guardare la luna e non il dito, io direi: prego, cominciate voi. Ovvero, guardiamo la luna di ciò che ha scritto Travaglio, non il dito Travaglio o Travaglio in trasmissione.

    ( eccierto, come no )

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  32. "Come potrebbe l'avvocato di Aiello smentire qualcosa che è stata messa nera su bianco?"

    Perché non lo chiedi a lui? Ma ti faccio notare che non sarebbe né la prima volta né l'ultima. E ti ripeto per l'ennesima volta che l'avvocato di A. ha sì smentito di averlo detto, ma l'affermazione D'A. non l'ha ricavata da lui, ma dagli inquirenti (e quindi la smentita di A. non è rilevante: lo sarebbe se venisse dagli inquirenti: te capì adess?).

    Se poi hai capito il senso del discorso di D'A. di cosa stai continuando a parlare? D'A. non critica le amicizie di T., ma un certo modo di fare giornalismo (che peraltro non è certo solo di T.); che è decisamente più importante, che ti piaccia o meno, delle conoscenze del politico di turno. Dato che frutto e radice, allo stesso tempo, di questo modo di fare giornalismo, è da un lato Porta a Porta dove al politico di turno si lascia dire qualunque bestialità vuole senza contraddittorio, e dall'altro le trasmissioni alla Fazio dove il giornalista di turno può dire quello che vuole su chi vuole parimenti senza alcun contraddittorio; e dove un articolo come quello di D'A. può essere discusso per giorni senza minimamente entrare nel merito di quel che dice, ma esclusivamente e accuratamente dedicandosi a smontarlo come se fosse un messaggio mafioso, un avvertimento, una calunnia o quant'altro, salvo quello che è.

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