martedì 4 novembre 2008

Un presidente dark

(foto in versione grande)

"Lasciate che ve lo dica. Se McCain vince è broglio sicuro. E se succede ci sarà sangue per le strade".

"Gente, se questa elezione non va come deve andare Chicago sarà un cumulo di rovine, e così le altre grandi città. Un caos totale".

Si fanno scommesse sulle città che si rivolteranno, e qualcuno ironizza: "A San Francisco e Seattle ci sarà da ridere, ingegneri che rovesciano i loro computers, gettano cappuccini sulla polizia e danno fuoco alle Toyota Prius".
La sensazione di queste ore pre-elettorali e non solo la mia, a giudicare da queste frasi scambiate nei forum statunitensi e riportate da Debora Billi nel suo post odierno, è quella di assistere ad un thriller appena un pelo meno angosciante di "Shining".
Non è soltanto il non fidarsi dei sondagi, degli exit-poll (ormai da considerasi jettatori se ti danno vincente) e del bias della desiderabilità sociale, fenomeno che spinge l'intervistato a dare la risposta che lui percepisce come la più socialmente corretta.

Parliamoci chiaro, non si tratta di essere paranoici. Le ultime due elezioni presidenziali americane, quelle del 2000 e 2004, sono state viziate da brogli, favoriti dall'uso delle maledette macchinette Diebold per il voto elettronico, dotate di un software che anche un bambino di tre anni riuscirebbe ad hackerare.
Nel 2000 i responsabili della macchina elettorale (vicini ideologicamente ai repubblicani) taroccarono il voto della Florida (governatore Bush fratello), cancellando qualche migliaio di elettori afroamericani dalle liste e privandoli quindi del diritto di voto per futili motivi, facendo diventare decisivo il peso di quello stato ai fini del risultato finale. Risultato che giunse solo dopo parecchie settimane di incertezza ed una sofferta decisione della Corte Suprema, che assegnò la vittoria a Bush, tra lo scandalo e qualche tiro di uova marce alla inauguration.
Poco importava che Al Gore, il pretendente democratico, e probabile vero vincitore, avesse alfine accettato la dubbia sconfitta. Gli americani erano incazzatissimi e per tutta la prima metà del 2001 Bush fu chiamato senza mezzi termini "l'usurpatore".
Poi venne l'11 settembre, e il paese si ricompattò ob torto collo attorno al minus habens divenuto presidente per meriti dinastici.
Nel 2004, rielezione di Bush ed altri brogli più che sospetti, questa volta in Ohio. Il candidato democratico John Kerry rinunciò a presentare reclamo contro i presunti brogli e George continuò a far danni per altri quattro anni.

Con tali precedenti, perchè non dovrebbero risultare taroccate anche queste elezioni, si chiedono con ansia i simpatizzanti democratici che paventano un'America che mette mano ai forconi e, come direbbe Berlusconi, "scende in piazza" se sarà ancora una volta privata del suo diritto di scegliere il presidente che vuole?
Le differenze tra il 2000 e il 2008 ci sono e non sono da poco.

I nazisti dell'Illinois, i predicatori con l'M16 Viper, gli odiati neocon guerrafondai, i bacchettoni rinati e i liberisti economici, sono decisamente fuori moda in questi giorni ed in odore di disgrazia.
Così il candidato repubblicano è un signore anziano, dal rispettabilissimo passato di reduce del Vietnam con le braccine offese dalle ferite di guerra, il cui maggior pregio è di essere il più presentabile tra i repubblicani, o il meno impresentabile. Peccato si abbia un po' la sensazione che gli elefantini abbiano gettato sul ring un vecchio pugile ripescato per una improbabile rentrée. La scelta di Sarah Palin come sparring partner si è rivelata un mezzo fallimento. Più macchietta che vice-presidente, quasi una Silvia Berluscona in fatto di gaffes.

Dopo la trombata ad Hillary Clinton, bocciata non in quanto donna ma in quanto vecchia minestra riscaldata già troppe volte nelle cucine della Casa Bianca, per i democratici si è fatto avanti Barack Obama. Tutti i sondaggi lo danno vincente ed io, se permettete, mi do' una grattatina ai metaforici cabbasisi.
Barack non farà né la rivoluzione né stravolgerà il sistema sociale americano però in ogni caso rappresenta una novità e l'America è paese di pionieri. E' afroamericano, si, ma è giovane. Si chiama quasi come il nemico pubblico numero uno d'America ma basta pensare alla faccia di Bush e passa la paura di votarlo.

C'è un ultimo fatto, forse il più importante, che distingue queste elezioni dalle precedenti. A differenza delle altre due tornate elettorali, questa volta gli americani, notoriamente restii ad affollare i seggi, stanno formando lunghissime code per andare a votare. Essendo estremamente improbabile che si tratti del fascino slavo di McCain si deduce che Obama sia il favorito. Se è veramente così, forse stavolta non avranno il coraggio di andare contro il loro popolo.

Non so davvero come finirà, è un thriller e bisogna attendere l'ultima scena.
Se vincerà Obama senza ombre sarò molto contenta. Anche per coloro che in questi giorni, dai megafoni prezzolati dei media, hanno scoperto l'inaffidabilità dei sondaggi, che quando non danno la destra in vantaggio non valgono più una minchia. Che bello sarebbe vedere le loro facce.
Per non parlare della soddisfazione di vedere i legaioli e fasci nostrani inchinarsi ad un "négher" imperatore, ad un presidente dark.




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12 commenti:

  1. Voglio proprio vedere i fasci nostrani e i legaioli, e voglio vedere il Berlusca, amico del guerrafondaio che se ne ritorna a casa.

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  2. non dire gatto se non l'hai nel sacco!
    spero di sbagliarmi
    ma temo che gli americani nel segreto dell'urna votino mccain.

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  3. Anonimo11:31

    Ricordo di aver letto, un anno fa, su un quotidiano economico USA, che Mc Cain aveva le stesse probablità di essere eletto di una palla di neve restare all'inferno.
    8 anni di disastri concatenati, la nuova geande depressione finanziaria alle porte, guidata da una crisi energetica che sarà secolare avrebbero fatto andare un democratico alla presidenza in ogni caso. Si spera che Barack sappia conciliare gli spiriti animali scatenati nel suo paese, perchè la crisi che il suo paese (e noi con loro) dovrà affrontare sarà terribile.

    Saluti
    Phitio

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  4. Anonimo12:25

    Charo BARAK,sono tanto contento che sei arivato UNO in America.
    Il nostro Presidente Silvio dice che anche lui è tanto contento,perche l'altro Presidente GIORG non ci dava retta ai suoi consigli e vedi come è andato afinire,,invece te,che sei solo un Negro,farai come dice Lui.
    Anche tuti li Itagliani sono chontenti,meno BOSSI,BORGHEZIO,CALDEROLI e tutti i PADANI che quando vanno a benedire le aque del Pò e si battezzano con l'aqua incquinata,dicono che i negri sono sciemi.
    Ti consiglio di venire presto in Itaglia,così la Ministra Mariastella ti mette nele squole separate per i Negri a imparare l'itagliano e ti sentirai a casa tua come in ALABAMA 50 anni fà.
    Caro BARAK,gli Itagliani ti voliono tanto bene che anno fatto un Club in tuo onore,è un Club con settemilioniemezzo di iscritti ma il nostro presidente Silvio non te li farà mai vedere perche i Club li vuole tutti per Lui.

    Si kiama il Club Dei BARAKKATI.

    Caro BARAK,vieni presto a trovarci ma prendi l' AIRFORSUAN perche l'ALITALIA ormai trasporta solo il PAPA.
    Con tanto affetto

    (un amico di Panty che fa le squole publiche )

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  5. Anonimo13:10

    Ragazzi, ho appena letto il testo del discorso di ieri notte di Obama, e mi sono venute le lacrime agli occhi.
    Primo, perchè il suo discorso è un discorso ardente e bellissimo,
    Secondo, di rabbia, perchè nessun politico delle nostre parti parlerà mai e avrà mai la statura per parlare in questo modo, non in un futuro prevedibile

    Saluti
    Phitio

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  6. Bene...l´imbecille cominci a sbaraccare le bottiglie di whisky dalla Casa Bianca!Per fortuna,il mondo é stato abbastanza robusto da resistere 8 anni...dopo la morte di Haider,questa é la seconda buona notizia in meno di un mese.Troppa grazia...

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  7. Anonimo19:48

    @Phitio
    Leggere va bene, ma vai a vedere i filmati su YouTube, lì si che la lacrimazione diventa irreversibile. L’uomo ha carisma, non eravamo più abituati alla cosa dopo la somministrazione di Bush in dosi massicce e l’assunzione per osmosi dei vari inamovibili birilli politici italiani.
    La cosa più incredibile dell’italiana giornata é stata la dichiarazione di Berlusconi: “Io sono più anziano, gli darò dei consigli.”
    Ma Berlusconi l’ha sentito quel discorso?, non riesce a vedere che la statura politica di Obama é un’altra cosa, un altro mondo, un altro spazio/tempo?
    Ha voglia Berlusconi di mettere scarpe con il tacco e cotonarsi i capelli acrilici, rimane sempre alto un metro e un cazzo, fisicamente e – soprattutto - politicamente.

    Salazar

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  8. Anonimo19:51

    Comunicazione di servizio.

    Lameduck, non potresti mettere a posto il "pubblica commento" Nome/URL?
    Ogni volta che mando qualcosa mi incasino.

    Salazar

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  9. @comunicazione di servizio
    E' la piattaforma blogger che sta facendo le bizze. Anche da me. Speriamo che mettano a posto quanto prima. Comunque si è scoperto che se metti uno spazio dove dovresti mettere l'url tutto funziona.

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  10. Mi sono sbagliato! Figata.
    Come dicevano gli indiani in mezzogiornoemmezzo di fuoco, Mizzica più neri di noi sono!

    Epperò, il discorso di Mc Cain mi ha commosso?

    Lo immaginate un politico italiano riconoscere così la sconfitta?

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  11. @ phitio
    l'unicodubbio che ho: come farà a curare l'economia e il debito pubblico senza tagliare le spese militari ed anzi aumentarle?

    @ panty
    hahaha! Sei un genio!

    @ mozart2006
    non c'è due senza tre? ;-)

    @ salazar
    io toglierei tranquillamente il metro.

    @ alberto
    è un problema di Blogger. Ho controllato i settaggi relativi ai commenti e non dipende da me.

    @ mr braun
    mc cain è il meno peggio dei repubblicani. Palin a parte.

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