giovedì 11 dicembre 2008

Autentiche madonne pellegrine false*

Non fanno che ripetercelo, i tamburi di latta delle news. LA CRISI. Verranno tempi cupi, da veri lupi e non di quelli romanisti. Eh, caro lei, la CRISI.
Poi, un momento dopo e senza rendersi conto della schizofrenia della cosa, raccontano dei 20 km di coda in autostrada per andare in montagna, fanno vedere le piste piene di sciatori (lo sci è sempre costato una smadonnata), si preoccupano che non manchino gli spumanti da 20 euro la bottiglia sulla tavola di Natale e poi, ah già, la CRISI, ce ne stavamo dimenticando.
GLI-ITALIANI-NON-ARRIVANO-A-FINE-MESE. "ohm!"

La CRISI c'è ma colpisce solo certe categorie di persone che si fa presto ad elencare: lavoratori precari, pensionati, dipendenti senza occupazione stabile e a rischio licenziamento e disoccupati.
Per gli altri, i ricchi e i loro lecchini e lecché, la crisi non c'è ma bisogna far finta che colpisca anche loro perchè se no la ricchezza che ostentano diventa insopportabilmente oscena.

Il ricco soffre sempre di un terribile senso di colpa per essere tale perchè in fondo sa che la ricchezza, soprattutto quella eccessiva, nasce sempre dall'ingiustizia.
Per questo è tanto aggressivo ed ostile nei confronti dei poveri e di coloro che sarebbero per una redistribuzione più equa delle risorse. Quelli che una volta si chiamavano comunisti, per intenderci. La scomparsa dei poveri dalla faccia della terra sarebbe l'unico modo per far tacere il senso di colpa ma purtroppo i forni crematori costano in termini di bolletta del gas e i poveri sono troppi, ed aumentano ogni giorno di più.

Il ricco si gode ed ostenta la sua ricchezza ma lo fa volentieri soltanto tra i suoi simili, in clausura. Come le peggiori perversioni, la ricchezza si gode nel privé, nei club, nei circoli, in quelle Guantanamo di lusso che sono i villaggi turistici dove ci si abbuffa di aragosta mentre ad un chilometro muoiono di fame.

Purchè il povero stia al di là della recinzione va bene. Se il ricco deve passare tra due ali di folla che la crisi la vive veramente ha paura. Quindi, per lenire l'angoscia, minimizza la ricchezza.
Prendete una delle manifestazioni più merdose della cosiddetta buona società: la Prima della Scala, interessante solo per il fatto che i ricchi e le ricche sono costretti ad annoiarsi per qualche ora ascoltando pallosissima musica classica senza potersi rigirare più di tanto nelle poltrone.

Già l'anno scorso, per colpa dei morti della Thyssenkrupp, le sciurette dovettero aggirarsi quasi di soppiatto nel foyer.
Quest'anno, ancor più sottotono per colpa della CRISI, va di moda il fintoricco, il "sembro una madonna di Pompei ma è tutta roba finta, non sparate".
L'hanno definita provocazione, quella della ricca di professione Marta Marzotto, di presentarsi con una parure di bigiotteria da €1,50 al pezzo "complata dai cinesi".
Veronica sembrava una madonna pellegrina? Ma no, non era un collier da qualche milione di euro come ci si aspetterebbe dalla moglie di Berlusconi ma miseri cristalli di rocca.
Dobbiamo dedurre che, anche i soldi che hanno in banca, loro ed i loro mariti, siano in realtà le banconote del Monopoli?

Che fosse tutta scena lo dimostra il fatto che dopo, in separata sede e lontano dai cassintegrati e dai cobas, sono andati come sempre ad abbuffarsi alla cena di gala. Il solito risotto alla milanese che ormai esce da tutti i buchi, il filettino tartufato e cosine da qualche centinaio di euro a testa.
Ci fosse veramente la crisi avrebbero cenato con una bella zuppa del casale, sofficini, Panatine Rovagnati e un Cucciolone Motta. E magari, proprio per strafare ed in onore di S. Ambrogio, avrebbero finito con un Ferrero Rocher.

* Il titolo è un omaggio ad un noto cartello esposto su una bancarella di Napoli: "Autentiche borse di Vuitton false".


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16 commenti:

  1. Io sono l’esatto contrario di un economista, i numeri proprio non fanno per me. Anzi, dirò di più, l’unica cosa che capisco meno dei numeri sono le donne: appare chiaro quanto la situazione sia scoraggiante?
    Bene, la crisi: tutti i mezzi di comunicazione sono disperati perché il prossimo anno il PIL sarà la bellezza dello 0,6% negativo: bisogna risparmiare, bisogna trattenersi, bisogna aiutare le industrie, bisogna stare attenti che il cielo non ci cada sulla testa.
    Ma a me non sembra questa grande cosa: sarebbe come dire – più o meno – che tolte le tasse e le altre spese, l’azienda Italia avrà nel portafoglio, pronto per essere speso, lo 0,6% in meno di quest’anno. E allora? Non avrà ancora nel portafoglio il 99,4% di quello che ha quest’anno?, quello non scompare vero?, quel 99,4% é ancora lì.
    Se un tale che guadagna 500€ al mese improvvisamente se ne ritrova 497, per lui cosa cambia?, pezzente era e pezzente rimane, nulla cambia. Per l’altro tale, che invece ne guadagna 10.000, ritrovarsi il mese dopo con 9.940€ si che é un problema: dovrà rinunciare ad un paio di risalite sullo skilift.
    Mi sa che in questa economia gridata e scapestrata c’é qualcosa che non funziona, che c’é tanta confusione per i tanti e tanto guadagno per i pochi: basta vedere l’altalena delle borse, su e giù, su e giù, qualcuno ci guadagna di sicuro, e tanto.
    E per ultimo “mi sa” dico che forse Marx non aveva tutti i torti, checché ne dicono i famosi benpensanti, e che una bella rilettura equilibrata, ponderata e riportata con senso della misura alla situazione e ai bisogno dei nostri tempi – forse – non sarebbe proprio questo sacrilegio.

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  2. Che dire,Lame?D'accordissimo,possiamo solo aggiungere che i derelitti di Lerner e Santoro sono in via di moltiplicazione e i privilegiati dello sci ,di solito,sono quel ceto che è fuori dal mutuo e con 2 stipendi discreti/buoni e la solita alta e altissima borghesia che gozzoviglia comunque,crisi,carestia o morte altrui.
    E,naturalmente, gozzoviglia coi soldi che ha fatto con quelli a cui va male.
    Ecco perchè vogliono eliminare,oltre alla memoria della resistenza,anche quella del 68';in ambo i casi c'erano i comunisti (come hai giustamente detto tu,"comunisti" sono tutti quelli che cercano una distribuzione delle ricchezze più equa fra le persone,ma chi mette il senso della sua vita nella "distinzione" dagli altri, li odia..),e nel 68' andavano a tirare le uova alle pelliccie ostentate dalle dame di lorsignori,ciao.

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  3. Come sempre, Lame, mi sono sbellicata. Talvolta ti odio da quanto sei brava.

    Quoto Salazar. Questo e' il momento in cui le Banche si stanno comprando il mondo, compresa la tua casa, la tua acqua e l'aria che respirerai.

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  4. @ Salazar: l’azienda Italia avrà nel portafoglio, pronto per essere speso, lo 0,6% in meno di quest’anno. E allora? Non avrà ancora nel portafoglio il 99,4% di quello che ha quest’anno?, quello non scompare vero?, quel 99,4% é ancora lì.

    Salazar nel tuo discorso c'e' un errore di fondo che di fatto ingannerebbe chiunque, non solo te.

    Verrebbe da pensare che quello 0.6% in meno e' ripartito equamente fra tutti i cittadini invece le cose stanno diversamente.
    Mi pare di ricordare che l'85% della ricchezza nazionale sia posseduta solo dal 20% della popolazione italica inoltre quello 0.6% che manchera' all'appello (che poi sara' anche piu' dello 0.6%) sara' solo a carico di quell'80% di popolazione che possiede solo il 15% della ricchezza.
    Per cui capisci benissimo dove sta la fregatura.

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  5. @ Klàrinha
    Non ho mai pensato ad una divisione egualitaria del decremento del PIL sulla ricchezza – o povertà - di tutti i cittadini, uno per uno, infatti parlo di “azienda Italia”, quindi di un tutt’uno senza divisioni di sorta. Il passo seguente, dove parlo di un tale ricco e di uno povero, é solo un esempio dove trasformo lo Stato in persone dai redditi differenti per rimarcare che, secondo me, una differenza così piccola non dovrebbe avere questo impatto apocalittico in uno Stato, ricco o povero che sia, come non ce l’ha nei singoli cittadini ricchi o poveri che siano.
    Comunque, a parte i numeri, i decrementi, il PIL e le altre diavolerie, volevo solo mettere l’accento sul fatto che questa economia senza regole, questo mercato feroce che ingurgita tutto e tutti in nome del profitto, svincolato dalla politica, anzi, superiore alla politica, credo abbia fatto il suo tempo e sia ora di aprire una nuova fase dove sia la politica a prendere la supremazia sul mercato, a regolamentarlo, e dove gli esseri umani e la socialità ritornino nel posto che meritano, cioè il primo.
    Cosa che, con i politici nostrani e mondiali, rimane una chimera: é più probabile che il Capitano Kirk mi teletrasporti sul pianeta Vulcano.

    In più non capisco il tuo modo di ripartire il decremento, secondo me é il contrario, ma la fregatura é maggiore.
    Il decremento dovrebbe colpire di più chi produce più ricchezza, quindi industrie, aziende prestatrici di servizi, persone con redditi variabili eccetera: quel 20% di ricchi di cui parli. Le persone che percepiscono uno stipendio fisso rimangono con il loro stipendio fisso anche se il fatturato dell’azienda dove lavorano scende dello 0,6%, del 6% o del 60%, il fatto é che se l’azienda non vende licenzia i dipendenti.
    Quindi alla fine hai ragione tu, ma non perché il decremento é a carico dei più poveri, il decremento é e rimane in maggioranza a carico dei più ricchi che, per non pagarlo, lo ribaltano dove possono ribaltarlo. Alla fine i più ricchi ci perderanno meno del 0,6%, se non guadagneranno più dell’anno precedente approfittando della situazione, e i più poveri la prenderanno dove – di solito – non batte il sole in maniera molto superiore allo 0,6%.

    PS: sei d’accordo con me almeno nella parte in cui parlo delle donne?

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  6. le notizie che davano della montagna erano un nìnin gonfiate... in val badia c'era un terzo delle persone che c'erano di solito. nel parcheggio degli alberghi tre, forse quattro macchine.

    comunque ne ho parlato abbondantemente qua, se volete leggere siete i benvenuti.

    per tutto il resto del post, sono d'accordo con te...

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  7. juni09:36

    (il link non funziona. cliccate sul nome)

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  8. Pare che non ci sia stato il crollo dei consumi, ma quello degli investimenti, nel senso che non ci butteranno un sacco di cose inutili sul mercato e in cambio di ciò licenzieranno un sacco di persone.
    Per cui queste ultime dovrebbero prendere queste merde, farne strame e prendersi le fabbriche.

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  9. Hai dimenticato i dipendenti statali. Essi non sono a rischio licenziamento, ma prendono sempre lo stesso stipendiuccio da anni. Non muoiono di fame, certo. Magari alla fine del mese ci arrivano pure. Ma facendo una cernita tra le cose da fare: del tipo "aggiustiamo la macchina o la caldaia, cos'è più urgente?", "meglio il fisiatra o l'oculista? E' peggio se sei cecata o ti duole orribilmente la schiena?"
    Che c'entra, di fame non moriamo. Ma è triste.
    gatta susanna

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  10. La vergogna dei ricchi è la speculare della vergogna di certi poveri che ostentano Gucci falsi spacciandoli per veri per darsi un tono... e quelli in mezzo osservano la triste commedia

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  11. @ Salazar
    andremo verso una colossale riscoperta di Marx e lo sento dire anche da illustri studiosi. Le crisi periodiche, il surplus sono tutte cose che aveva previsto. Chissà che rileggendolo qualcuno non lo capisca meglio dell'altra volta.

    @ Altromedia
    visto che lo hai nominato, rilancio: qualcuno mi sa dire perchè nessuno ha commemorato il 40° anniversario del '68?

    @ Klara
    vi fu perfino chi fece la sua fortuna a seguito del crack del 1929: Joseph Kennedy, il padre di JKF e Bobby, ad esempio.
    E' tutta speculazione. I piccoli si prendono paura e vendono, così i grandi possono aumentare le quote azionarie. Arriveremo allo scontro tra monopoli. La scaramuccia Berlusconi-Murdoch ne è stata un assaggio. Tra poco l'economia sarà un immenso ballatoio, dove le comari monopoliste si manderanno vicendevolmente affanculo e si griderano "t'aggia astemmat tutt e muort!"

    @ juni
    forse c'è montagna e montagna. Io parlerei di crisi se si svuotassero Cortina e Madonna di Campiglio. Indubbiamente montagne meno vipparole possono risentire del taglio dei consumi vacanzieri.

    @ Pensatoio
    perchè, vorresti che il coraggioso imprenditore italiano rischiasse? Lui, se non c'è un politico che para il culo e un esercito di leggi a favore non muove un dito. E non mi riferisco a Berlusconi ma alla maggioranza dei signori pilotati dalla Emma.

    @ Susanna
    finora i dipendenti statali sono stati dei privilegiati, non dobbiamo dimenticarlo. Signore che andavano in pensione a 40 anni dopo qualche annetto di insegnamento, impiegati che tiravano a campà ( e purtroppo ancora tirano) senza guardare al rendimento. (Sembro un po' Brunetta, lo ammetto). Se avanzeranno le privatizzazioni anche per loro saranno volatili per diabetici. Si ritroveranno come i dipendenti privati; oberati dal lavoro perchè uno deve lavorare per tre, condannati all'efficienza e con la mannaja del licenziamento sempre pendente. Ci vorrebbe la sana via di mezzo. Più efficienza nel pubblico e più tranquillità nel privato. Ma si, parlo di favole...

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  12. sarebbe da citare integralmente quest'articolo, che ben stigmatizza il gattopardismo provocatorio che strizza l'occhio al minimalismo di facciata. Lo sottoscrivo tutto, e in particolare: "...la crisi non c'è ma bisogna far finta che colpisca anche loro perchè se no la ricchezza che ostentano diventa insopportabilmente oscena."

    un buon fine settimana

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  13. Da appassionato di opera ho sempre disprezzato queste carnevalate.Per fortuna adesso vivo in Germania e posso andare alla prime in jeans e giubbotto di pelle senza che nessuno abbia niente da obiettare.Comunque,se facevate un´intervista a sti ricchi scemi all´entrata,penso che il 90% avrebbe risposto che Don Carlo era uno dei personaggi di Gomorra...

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  14. Quanta carne al fuoco, si dovrebbe parlarne per almeno dieci post. Autentiche “madonne pellegrine false” . La crisi? Hai ragione per alcuni non c'è; per ora. I gioielli falsi un'altra tendenza del cazzo, come tutte le tendenze di moda degli ultimi anni cioè da quando tutto ha deragliato, tipo dal 2002 in poi. Parlo di buongusto, anche estetico. Questa tradizione milanese, o altrimenti sarebbe viennese ad esempio, è divenuta una passerella un red-carpet. Una volta si diceva questi nuovi ricchi, o dove è finito il buongusto! Che la Marta Marzotto si metta gioielli falsi farebbe tendenza, bah! Suppongo abbia paura di essere derubata: mica gira con dieci guardie del corpo come il presdelcons!Comunque la sobrietà ha anch'essa una tradizione che oggi sia poco utilizzata te ne do atto. In effetti se non appari è facile che ti prendano per proletario, e ti trattino diversamente dal super al negozio all'angolo. Tutto si ribalta nemmeno quello che spendi conta più!Devi assomigliare a qualche personaggio tv per essere compreso, come individuo che appare, un tatuaggio il cappello alla moda e qualche altra stronzata, grazie a dio avviene solo in questa stronza provincia italiana. Ma non bastava essere gentili ed educati una volta per essere serviti bene? E comunque se non lo dicono i giornali e i tg tipo retequattro credi che questa gentaglia che fa da opinionista oggi sia in grado di distinguere un gioiello falso da uno vero? La crisi sicuramente c'è ma che i ricchi si stiano vendendo i gioielli o li usino come moneta di scambio e che per sobrietà o per reale forza maggiore utilizzino la bigiotteria, beh, non succede ancora, invece che questi trogloditi che dettano il verbo dello stare in società idioti ed ignoranti abbiano la prima fila alla scala questo si succede!

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  15. Il ricco soffre sempre di un terribile senso di colpa per essere tale perché in fondo sa che la ricchezza, soprattutto quella eccessiva, nasce sempre dall'ingiustizia.Per questo è tanto aggressivo ed ostile nei confronti dei poveri e di coloro che sarebbero per una redistribuzione più equa delle risorse. Quelli che una volta si chiamavano comunisti, per intenderci. Te lo dico in tutta franchezza :-) non starai berlusconizzandoti? Che significa!
    I comunisti sono comunisti punto. Ma quando mai i ricchi hanno avuto il senso di colpa? Se c'è una categoria oggi che della redistribuzione non sa una mazza sono proprio gli ex proletari se è di quelli che stai parlando. Ma il presdelcons Berlusconi quello che questa “nuova classe” non ben definita ha votato non prometteva:“diverrete tutti ricchi”? Questo hanno votato i proletari e la classe dei piccolo borghesi e/o middle class. Non parliamo poi dei leghisti che non solo vogliono battere, sfigurare, e azzoppare i diversamente bianchi, ma perfino i musulmani gli sono più simpatici che gli ebrei;che capiscano qualcosa di economia e di politica neanche a pensarlo! E questa crisi economica in teoria è una vittoriaper questi signori. Nelle tasche una rottura. Ma come si difenderanno questi nuovi proletari -trogloditi- leghisti? Andando da Bruno Vespa? Rileggendo il libro di Tremonti -a questi molto caro- Ministro del Tesoro e de l' Economia, che da “La paura e la Speranza” ha cambiato tremila volte idea?

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  16. concordo con te su quanto scritto e col commento di Salazar.
    Da noi tagliano perchè essendoci la crisi devono ridurre i costi. Via centinaia di lavoratori italiani per assumerne ancora di più in India, Ungheria e Romania.
    Notare che quest'anno gli utili sono stati da record e per l'anno prossimo ci si aspetta un utile uguale a quello di quest'anno.
    Ma gli azionisti vogliono vedere aumentare il divario costi-benefici, quindi tagliano personale qualificato perchè è un costo.
    Quanta tristezza dietro a tutta questa superficiale visione della realtà.
    Quando mai finiranno i tagli, quando si otterrà il 100% della quota di mercato ed i lavoratori saranno schiavi a cui daranno una ciotola di riso come ricompensa-mancia?
    Forse, Marx non aveva tutti i torti...

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