sabato 6 dicembre 2008

Il lavoro rende eterni

"Le chiamano morti bianche, chissà perchè, quando invece sono rosse del sangue di chi guadagna i famosi 1000 euro e poi si sente dire dall'economista di grido che dovrà lavorare, pardon farsi il culo, fino a settant'anni perchè se no a lui, all'economista, gli tocca mantenerlo.Si fanno tanti bei discorsi sulla prevenzione ma quando uno sta lavorando da 12 ore filate, l'attenzione, la concentrazione e, cristodiundio, la stanchezza, ti fottono.Voglio essere retorica, si. Questi sono martiri, onorateli".
Lo scrivevo un anno fa, all'indomani della tragedia dei sette operai morti cremati vivi nell'inferno dell'acciaieria ThyssenKrupp e lo riscriverei oggi. Cosa è cambiato da allora? Nulla. Ci sono stati altri 1003 morti sul lavoro, ci manteniamo nella media annuale. Queste sono cifre che non conoscono crisi.

Oggi alla rievocazione della tragedia di Torino, Fassino ha sgranato gli occhi più della Carfagna perchè nè alla messa nè, figuriamoci, al corteo, erano presenti esponenti del governo e affini.
Perchè meravigliarsi, benedetto ragazzo, a me pare una cosa assolutamente normale. Sono gli operai che votano Berlusconi che si illudono che lui pensi a loro e si preoccupi dei loro problemi. Lui ci ha da fare con le gemelle, che cazzo. Ha da rimpiangere Craxi, disquisire di etica (lui) andare a fare la corsetta a Pescara e portare avanti la sua Battaglia della Grana.

Non c'era nemmeno la Confindustria. O bella, e che ci andavano a fare dopo aver affermato che la richiesta dei PM di inquisire i dirigenti della fabbrica per omicidio volontario a causa dei famigerati estintori scarichi, era "eccessiva"? Giudizio sul quale, per altro, il governo delle destre si è detto pienamente d'accordo? Non si può volere la Emma piena e la Marcegaglia ubriaca.

Sacconi, che dovrebbe occuparsi solo di materie del lavoro e quindi di prevenzione delle morti per infortunio, non c'era ma ha inviato in sostituzione di sé una lettera al comune di Torino contenente tante belle parole. Come si dice, basta il pensiero.
Non troppo tempo fa, chi fu che disse che se ci sono tanti incidenti è perchè gli operai sono sbadati o non rispettano le regole? Berlusconi e Schifani, mi pare.
Smettetela di illudervi. Non siamo noi che siamo operai. Sono loro che sono padroni.


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10 commenti:

  1. Ciao Lameduck.
    Anche per me oggi oltre al ricordo di quei poveri cristi , si aggiunge lo sdegno per quei....ho solo voglia di sputare.
    Saluti

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  2. Panty01:10

    Dobbiamo essere ottimisti,non dobbiamo più pensare a queste spiacevoli fatalità.
    Il governo ed i TG ci dicono chiaramente che le cose stanno andando meglio e che usciremo presto dal tunnel buio creato da due anni di governo della sinistra.
    Stiamo superando anche la crisi mondiale,meglio delle altre nazioni.
    Basta,dunque,piangere.
    Il tempo delle lacrime è finito.
    Ricominciamo a consumare,tanto e con gioia ed a lavorare fiduciosi nel nostro governo,come chiedono tutti gli italiani.

    ...........................
    "LAVORARE IN LETIZIA"

    (Il Ponte Sul Fiume Kwai)

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  3. ciao lameduk.io piu che retorico sono nostalgico qualche anno fa per un fatto del genere noi lavoratori di qualsivoglia categoria ci saremmo mobilitati in massa tutti concordi nello sdegno , nel dolore e nel rispetto di queste famiglie distrutte.ora questa unita' non c'è piu'.ci hanno insegnato a coltivare ognuno il proprio orticello.oramai ci hanno tolto tutto ,istruzione,lavoro ,sanita'.e ora con la famigerata social card anche la dignita'.come si fa a far capire alla gente oggi che il nemico non è il tuo vicino di casa ma è come sempre chi ti sfrutta?

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  4. Hai detto bene, sono proprio gli operai a votare in massa il berlusca. Abbandonati dai loro politici di riferimento, traditi dai sindacati, gli operai votano il piu' furbo, il piu' cialtrone, il piu' telegenico. La cultura operaia è stata distrutta, svilita, ignorata da 25 anni di tv commerciale, da mentalita' per cui "abbiamo l'esclusiva" è fico, "domani ho il turno delle 6" e' sfigato.

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  5. Appunto, perchè stupirsi?
    Intanto noi continuiamo a non dimenticare...

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  6. Il lavoro è merce. Un semplice fattore della produzione. La considerazione (e la consapevolezza) che dietro ci sia un uomo, i diritti costituzionali che lo supportano, la sua famiglia, i suoi affetti, le sue aspirazioni è elemento che “la modernità” non considera. Si prendono e si perdono le distanze dal soggetto lavoratore. E’ l’oggetto lavoratore che ha rilievo, e solo quello. Addirittura anche dal punto di vista terminologico (lavoro in affitto; contratto di somministrazione lavoro, ecc.). E questo è ormai un dato strutturale acquisito dall’economia dominante. Attendersi che la politica, questa politica, riconsideri e “riabiliti” il lavoro e chi lo compie alle dipendenze di padroni e padroncini senza alcuno scrupolo ed aspirazione se non per i propri interessi ad ogni costo, è pura follia.

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  7. Panty12:49

    Ho la vaga sensazione che gli operai siano considerati,dagli stessi commentatori di sinistra,come una massa di pecoroni rincoglioniti.
    Non esiste più la falce e il martello da seguire,acriticamente,come un cane insegue un osso,con la speranza di migliorare la sua vita e quindi si segue il più telegenico,quello che fa più promesse,vere o false non importa,basta che si presenti come un buon padre che lavora e pensa per te.
    E allora gli operai votano sILVIO
    Questo è il vero pessimismo della sinistra e bERLUSCONI lo cavalca.

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  8. Anonimo18:13

    Se ci fosse stato da commemorare qualche militare ferito, ci sarebbero stati tutti i mangiapane a uffa, con tutte le bandiere al vento, e con l'occhietto umido..
    mescalito.

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  9. Ero al corteo. Mancavano purtroppo anche le bandiere di CGIL, CISL e UIL.

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