lunedì 15 dicembre 2008

Tu sei Bush e ti tirano le scarpe


"Qualunque cosa fai, ovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai". (Antoine, 1967)

I nostri media, dall'abituale posizione a novanta gradi, si chiedono sbigottiti come sia stato possibile che un giornalista, una delle specie più miti ed arrendevoli nei confronti dei potenti, possa aver fatto un gesto tanto clamoroso nei confronti dell'Imperatore del Petrolio in persona, tirandogli addosso non un cavalletto da fotografo ma addirittura le proprie scarpe.
Capisco lo sconcerto. E' come quando il cucciolone fino ad allora mansueto improvvisamente mozzica il bambino che gli ha tirato la coda e torto le orecchie fin da quando è nato. Tutti a gridare di abbattere la bestiaccia irriverente ed ingrata. Cosa gli è preso? Chissà cosa diavolo ci mettono in quelle crocchette per animali.

Pensano sia capitato lo stesso con Muntasser al-Saidi, sciita di 28 anni, giornalista televisivo, in passato vittima degli squadroni della morte fiancheggiatori della coalizione di liberatori dell'Iraq, rapito e torturato.
Per i lecchè della stampa occidentale, Muntasser avrebbe dovuto chiedere lui di leccare le scarpe a Bush in segno di sottomissione. Fantasia feticista che gli insetti di tutto il mondo fanno abitualmente. Invece gli si è rivoltato contro, aggredendolo e insultandolo, ma che strano fenomeno.

Certo è più facile immaginare che Brunetta si alzi domattina di venti centimetri più alto che pensare a Bruno Vespa che lancia una Tod's addosso ad un politico, seppure dell'opposizione.
No, dev'essere l'aria malsana dell'Iraq, l'uranio impoverito, le armi chimico-batteriologiche, la Sindrome del Golfo.
Infatti hanno sottoposto il lanciatore di scarpe a perizia psichiatrica e ad esame tossicologico. Già, uno che si incazza sentendo le minchiate di Bush, sentendolo cazzeggiare su una guerra che ha provocato migliaia e migliaia di morti, può essere solo un pazzo scatenato.
Vogliono dargli sette anni di galera per aver mancato il presidente americano. Sette anni se ci fu premeditazione, solo due se si trattò di raptus.

Bush, dal canto suo, è stato bravo ad intercettare e schivare entrambe le calzature, bisogna ammetterlo. Se avesse avuto una mazza da baseball in mano avrebbe potuto perfino tentare un fuoricampo.
Povero George, irriso da un Giovan Battista Perasso qualunque. Si può proprio dire che la sua presidenza è finita in una scarpata.

Vogliate ora gradire, per tutti gli amanti delle scarpe, anche in senso feticistico, il seguente filmatino (di rara bruttezza stilistica).



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15 commenti:

  1. che sogno! non potevo credere ai miei occhi! peccato che lo abbia mancato! io gli darei una medaglia e un consistente premio in denaro, altro che la galera! la perizia psichiatrica andrebbe fatta al cespuglio piu` odiato del mondo!

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  2. Peccato che il 'lanciatore' è stato uomo, pensa che bello lanciare una decollete tacco 12 (e centrarlo in fronte)! :)

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  3. @ Roberta
    per centrarlo sarebbe stato bello come minimo uno scarpone da sci numero 52.

    @ VIPERA
    ma allora mi hai letto nel pensiero!
    Anch'io ci avevo pensato. Si, un bello stiletto da 12 con tacco rinforzato.

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  4. Peccato che si era lavato i piedi, altrimenti sarebbero morti tutti lì dentro...

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  5. su una guerra che ha provocato migliaia e migliaia di morti

    Oltre 1.300.000 morti. Quasi tutti iracheni.

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  6. Panty00:04

    Per fortuna sILVIO non è più amico di gIORG,altrimenti,appena atterrato sul prato della casabianca,lo avrebbero arrestato per porto di tacco pericoloso.
    Vallo a piegare alla CIA che è solo una carineria,per non far sembrare gIORG,troppo alto.

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  7. Beh, almeno il giornale per cui lavora lo sta difendendo, a differenza di quanto avviene da noi. La perizia psichiatrica mi rievoca lo psicoreato...
    Comunque ho deciso: d'ora in poi ti leggo alla mattina, la giornata comincia sempre meglio!!!! : DD

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  8. E' arrivato il momento che si riconosca che anche snocciolare menzogne tutt'altro che inoffensive ("stiamo vincendo la guerra", "l'Iraq sarà presto in pace", "cala il numero dei morti") è un crimine contro l'umanità.
    Sarebbe anche ora di rivoltarsi contro l'idea che gli USA non abbiano punito Bush, sia pure riconosciuto responsabile di un sacco di morti, mentre pretendano che sia punito chi ha lanciato solo una scarpa senza avere né l'intenzione (né la possibilità) di uccidere alcuno.
    Prima consegnino Bush al Tribunale dell'Aia, poi se ne parlerà.

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  9. ma premiamolo questo giovane eroe chissa' che non abbia inventato un modo nuovo di riciclare vecchie scarpe(ne ho uno scatolone pieno).un saluto e complimenti x il post

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  10. E' un grande.
    gatta susanna

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  11. Bush ha detto di avere adesso le prove che Saddam aveva davvero le armi chimiche:pare infatti che la scarpa puzzasse terribilmente...

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  12. @ Pensatoio
    già, effetto gas di Putin.

    @ Klára
    vuoi che in uno scontro frontale di civiltà nessuno sfondi il parabrezza?

    @ panty
    dovrà soffrire anche con Obama che oltrettutto è più abbronzato di lui. (Ed è anche un gran bell'uomo, diciamolo).

    @ sar@
    grazie sarina, al mattino sono come un Buondì! ;-)

    @ Lorenzo
    purtroppo gli USA non riconoscono l'autorità del Tribunale dell'Aja, quindi nessun processo, nè ora nè mai.

    @ rossoallosso
    grazie, ciao! ;-)

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  13. L'atto è stato decisamente bello..però ora l'autore ne sopporta le conseguenze e le reazioni di un governo "democratico" insediato dai liberatori (tutto ciò mi ricorda qualcosa).

    Secondo "Arab Monitor" di ieri,Muntadar al Zaidi, diventato eroe popolare dopo aver lanciato le sue scarpe addosso a George W. Bush domenica a Baghdad durante la conferenza stampa, sarebbe stato pesantemente picchiato in carcere, e rischia una condanna da due a sette anni di carcere.
    Viva la democrazia in Iraq.

    Ciao

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  14. @ Ulisse9
    una condanna dopo aver già assaggiato gli squadroni della libertà, gentilmente offerti dal Nuovo (dis)Ordine Mondiale.

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  15. Anonimo12:43

    guarda che i nostri media non si sono mica sconvolti di nulla. semplicemente ci hanno dato molto spazio all'inconsueto fatto considerando quel giornalista antiamericano come l'irakeno medio, quando chi invece lo conosce sa che non è così. tra l'altro ha anche chiesto scusa... gli verrà fatto un processo che dimostrerà i miglioramenti irakeni anche in fatto di giustizia, grazie all'invasione.

    www.maurod.ilcannocchiale.it

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