giovedì 22 gennaio 2009

Avvoltoi su Gaza

Rieccola, la cooperazione. Gli aiuti, i pacchi dono, la grande e nobile munificenza occidentale che si libera i magazzini e si purifica la coscienza dai morti provocati dalla sua inarrestabile cupidigia con un po' di merdosa beneficenza. Quella che si fa ai bisognosi, stando ben attenti che costoro non smettano mai di esserlo, bisognosi, se no non si nota più la nostra magnanimità.

Come era bello l'altra sera il nostro ministatista, quando annunciava che tanti bambini di Gaza sarebbero stati ospitati nei nostri ospedali con grande generosità e magari, aggiungo io, con la visita con consegna di pallone e gagliardetto della squadra del Milan, Kakà in testa (tanto sensibile e di chiesa, quel ragazzo). Quanto sarebbe stato più semplice non ferire quei bambini, non renderli orfani, non ammazzarli. Lasciarli in pace.

E' quella che Naomi Klein chiama Shock Economy, l'economia che nasce dai disastri e che è figlia del fallimento del capitalismo come sistema economico in grado di dare benessere a tutti e della sua neoplasia: l'ultraliberismo.
Di fronte alla saturazione del mercato, alla presenza di surplus, alla gente che, nei paesi ricchi, non compra più televisori perchè ne ha già tre in casa, cosa fa il sistema? Crea caos, distrugge per poi avere l'alibi di ricostruire. Di solito nel terzo mondo o comunque in casa d'altri.

Non è solo lo sfruttamento di disastri naturali, come dice Klein, ad esempio l'uragano Katrina a New Orleans e lo tsunami del sud-est asiatico, usati per imporre privatizzazioni selvagge contro l'interesse dei cittadini oppure lo shock provocato dal golpe, come nel Cile del '73.
A questo punto perchè non utilizzare più spesso il potenziale distruttivo delle guerre, fenomenali strumenti di sviluppo economico? Si buttano giù le case per far lavorare le imprese di costruzione. Quelle case bisognerà riarredarle, quindi ci vorranno televisori, lavatrici, mobili. Se buttiamo giù anche le strade ci vorranno ulteriori infrastrutture.
Il paradosso è che se si vogliono costruire strade, ospedali eccetera da noi nel primo mondo e senza prima distruggere niente mancano gli investimenti, investimenti che invece cadono a pioggia per gli appalti sulle opere di ricostruzione dei paesi colpiti da disastri o guerre. Strozzata e depredata dalla finanza, l'economia reale va in crisi e non ha altra scelta che partecipare al banchetto sui cadaveri delle guerre provocate al fine di offrirle una possibilità di rilancio. E' il trionfo della follia.

Le ultime guerre, è provato, sono state tutte ideate a tavolino diversi anni prima del loro inizio. Nel 1999 si parlava già di Iraq, Afghanistan, Iran e Siria. L'11 settembre, come auspicavano i teorici del Nuovo Ordine Mondiale (definizione di Bush papi risalente alla prima Guerra del Golfo), è stato l'evento catalizzatore che ha permesso, finora, di completare metà del piano. Dietro al quale vi è il controllo delle risorse, c'è chi dice le ultime, ed il controllo dei punti strategici del mondo. Il terrorismo è una patacca. Come si creano le guerre si crea anche il terrorismo. Tutto si crea e tutto si distrugge.

A Gaza, come in tutte le ultime guerre, si è messo in pratica lo schema della shock economy con l'aggravante della volontà di punizione collettiva di una popolazione che ha osato sbagliare la scelta del proprio governo, preferendo Hamas a Fatah. Shock and awe, appunto.
Per quasi un mese si sono bombardati civili, si è distrutto non i soliti ulivi ma interi palazzi, si sono danneggiate le infrastrutture, così i corvi degli investimenti internazionali e gli avvoltoi della cooperazione arriveranno a far vedere quanto sono buoni. I famosi aiuti umanitari dei quali un mondo veramente civile non dovrebbe mai avere bisogno, perchè sono l'emblema dell'ingiustizia.

A Gaza, con la tregua, sono entrati anche i giornalisti. Finalmente abbiamo saputo che i morti che ci sono stati per i bombardamenti israeliani, il fosforo bianco e le armi DIME , i tiri sull'ONU e la Croce Rossa sono colpa di Hamas. Israele nasconde il nome dei militari che hanno compiuto le azioni per paura che finiscano sotto processo in sede internazionale. Chissà perchè, se è tutta colpa di Hamas?
Ancora la storia degli scudi umani, come all'epoca di Saddam. I palestinesi sono morti perchè Hamas li ha gettati contro le bombe israeliane che arrivavano, quindi gli israeliani non hanno colpa. Come quando investi un cervo che ti si para improvvisamente davanti alla macchina.
Se si è massacrato il villaggio è perchè vi erano nascosti i partigiani. Anzi, macchè partigiani, i terroristi. Non esiste la Resistenza. Abbiamo intervistato i palestinesi e danno tutti la colpa ad Hamas.
Mi chiedo se, per scrivere queste cose, era necessario andare a Gaza.
L'ultima trovata dei volonterosi fiancheggiatori di Olmert è applicare i saldi al numero dei morti, con lo sconto. Non sono mica 1300, al massimo 500. Si, magari finirà come a Jenin dove furono solo 54. Lo sostiene l'inviato del Corriere, mica un blogger qualsiasi che a Gaza c'è dall'inizio del conflitto. Si ma lui è schierato, non vale, noi giornalisti siamo obiettivi.

Questo gioco al ribasso sui morti che insinua che non siano mai esistiti a me fa venire l'orticaria. Primo perchè è la parola dei vincitori e dei media unificati contro chi non ha mai avuto modo di parlare. E poi, chissà perchè, mi ricorda quei signori che si mettono a ragionare su quanto tempo ci mette un corpo a bruciare in un forno e quindi come è stato possibile bruciarne sei milioni in così poco tempo. Il paragone non suoni blasfemo. Com'è che si chiama, negazionismo? Non sarà clamoroso come quello ma puzza allo stesso modo.
Del resto si è sempre fatto. I turchi dicono ancora oggi che gli armeni, nel 1917, morirono per la maggior parte di indigestione, mica sterminati da loro, perchè erano terroristi e mica un milione e mezzo ma quattro gatti.




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19 commenti:

  1. Avevo letto ieri l'articolo di Cremonesi. Come avevo letto quelli precedenti.
    Non lo trovo così negativo. Non credo che sia fondamentale il numero dei morti. Se anche fosse stato ucciso un solo bambino, se anche fosse stata distrutta una sola casa, il mio rammarico per la scelta di Israele non sarebbe minore.
    Poichè è Israele che può scegliere un'altra strada, del dialogo e del compromesso, dell'apertura, ed è evidente che questo non viene fatto per scelta.

    Anzi, dall'articolo emergono ulteriori elementi interessanti, per esempio che gli israeliani si infiltravano cammuffati da miliziani di Hamas (nei giorni scorsi sembrava che non usare divise fosse un crimine che da solo potesse giustificare i bombardamenti). O ancora mi ha colpito il fatto che i miliziani siano stati descritti come ragazzini invasati tra i 16 e i 17 anni e non come un esercito organizzato e ben strutturato.
    Se in pochi li amano, a maggior ragione Israele avrebbe potuto cercare una strada alternativa. Ma non ha voluto e non vuole, purtroppo

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  2. Quanto hai ragione,Lame...c'è puzza di prova generale di guerra lontano chilometri,e la prova è venuta benissimo;tutti i media coperti e allineati senza un'informazione seria (anche la cosa che racconti nell'altro post su MC,per quello che ci abbiamo capito,è conseguenza dell'intruppamento che il sistema sta chiedendo a tutti),le persone private di una minima capacità di discernimento critico,chi dissente o semplicemente dice "Ma il re è nudo.." ,come ha fatto Santoro,rischia in grande.

    Prima li massacrano a centinaia come i topi,poi gli portano gli "aiuti umanitari";l'ipocrisia Occidentale è tale che solo chi abbia smarrito il senso normale delle cose può non avere un conato di disgusto o una grande rabbia.
    Un sistema falso come il nostro,fallito economicamente perchè usa gli stessi metodi che ha usato a Gaza (cioè,menzogna,sopraffazione e tornaconto personale come unici orizzonti della vita),che aspira a diventare modello universale dell'umanità??
    Fanno ridere,e alla fine sul pianeta trionferanno i musulmani,non solo perchè fanno figli,hanno molto più senso della socialità e se ne fregano della morte,ma in fondo anche perchè con un modello "avversario" balordo come il nostro,un pò se lo saranno meritato...ancora complimenti,ciao.

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  3. Paradossale. prima lo sforzo era quello di dire : "si, stanno ammazzando un po' di gente ma sono per il 70% combattenti.Cosa vuoi che siano 1300 morti tenuto conto del volume di fuoco israeliano"
    Adesso siamo alla ginnastica mentale del più o meno ma sicuramente meno di.
    La domanda è: "scusa ma come fai a scriverlo?" La risposta: "mi sono fatto un giro tra le corsie degli ospedali e non c'era nessuno".
    Da brividi.
    Ricorda il negazionismo "come facevano a bruciare così tanti ebrei in una camera a combustione che misurava tot per tot"
    D'altra parte anche la contabilità di Jenin è stata costruita nello stesso modo tacendo:
    1- che Israele si è opposta ad una commissione d'inchiesta sulla questione
    2- che Israele ha vietato la circolazione di un film, nei propri confini, intitolato Jenin-Jenin prodotto e diretto da un arabo-palestinese sulla questione ammazandone uno dei protagonisti:
    "Iyad Samoudi, il produttore esecutivo di Jenin Jenin, è stato ucciso dall'Esercito israeliano il 23 giugno 2002. Quella mattina, alle 4.30, i soldati erano arrivati per effettuare alcuni arresti. Se c'era una cosa che Iyad - e, come lui, la maggior parte degli abitati dei Territori occupati - odiava, era l'umiliazione. "Una volta mi aveva detto che avrebbe preferito morire", racconta Bakri che, assieme alla troupe, durante le riprese aveva dormito nella casa di questo 25enne.
    Così quel giorno maledetto ha preso la porta ed è scappato. Lo hanno colpito senza ragione. Sposato alcuni mesi prima, senza figli, Iyad aveva visto Bakri recitare in uno dei tanti film da lui realizzati; voleva lavorare per il cinema e l'aveva dunque ricercato.
    "Era un ragazzo sveglio, sempre pronto a scherzare, pieno di vita", dice il regista. Jenin Jenin è dedicato a lui, che non ha nemmeno avuto l'opportunità di vedere questo documentario a montaggio finito."

    Pur impedendone la diffusione non hanno rinunciato a massicce campagne stampa accusando il regista di falsità (non potendolo ammazzare come il produttore esecutivo)
    Insomma è tristemente così.Per fortuna riusciamo ancora a spezzare questo muro di omertà e siamo in tanti.

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  4. Io saro' fissato, ma non riesco a non trovare analogie con i nazisti. Anche nell'articolo di Cremonesi. I nazisti rasero al suolo ed uccisero tutti gli abitanti di Marzabotto perche' aiutavano i partigiani (miliziani?). Grande indignazione per Marzabotto ed invece giustificazione per Israele "erano case piene di bambini e' vero, ma c'erano anche i miliziani (partigiani?)". Se Israele vuol essere un paese civile, quale credo che sia la maggioranza dei suoi abitanti, non puo' farlo, trova altri modi per combatterli. Quello che si e' permesso di fare a Gaza ad Israele, e' un orrore che andrebbe sanzionato pesantemente dall'Onu. Ma non accadra'.

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  5. Anonimo12:23

    Israele andrebbe denunciato al Tribunale internazionale dell'Aja ;speriamo che qualcuno lo faccia

    Dike

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  6. Grazia12:33

    Ieri sera hanno trasmesso un reportage di Channel 4 (inglese) chiamato "Unseen Gaza",in pratica il primo resoconto dei giornalisti finalmente ammessi nella striscia.
    Riporto per chi non ha potuto vederlo.
    C'e' stata una critica feroce, almeno da una parte dei giornalisti,per il modo in cui la guerra si sia combattuta soprattutto mediaticamente.Hanno mostrato come tutti i giornalisti siano stati forzati su una collinetta belvedere per assistere a distanza, dopo una oscena conferenza stampa in cui alcuni portavoce dell'IDF spiegavano con diapositive quello che stava accadendo e (udite) il rilascio di un media Kit, in pratica 3 fascicoli chiamati Cast Lead Operation (operazione piombo fuso) con le direttive di cosa dire e non dire.
    I giornalisti oltraggiati hanno chiamato senza mezze misure questi articoli Propaganda di regime e TUTTI hanno ammesso che l'intera operazione era stata effettuata (con precisione tedesca,aggiungo io) per non fornire alcuno strumento di valutazione ai media a parte quello che si e' voluto mostrare.

    Non e' solo il numero di morti ma soprattutto le modalita'.
    Si sono trovate prove inequivocabili di armi illegali,civili e bambini schiacciati dai carriarmati, ambulanze centrate in pieno,edifici "protetti" (UN,scuole,ospedali) rasi al suolo da cui non e' partito alcun razzo secondo i testimoni anche internazionali. Si parla addesso che i miliziani uccisi siano una novantina.Piu'altri 1200 civili.

    L'operazione ha avuto obiettivi ben diversi dall'attacco ad Hamas.E' stato un potentissimo segnale per incutere terrore nella popolazione sia palestinese che di paesi limitrofi.Era stata organizzata da tempo e doveva accadere prima dell'insediamento di Obama.

    Si parla adesso di diversi gruppi che chiedono a gran voce di indagare per crimini contro l'umanita'.Chissa' se vivremo abbastanza per vederlo.

    Una ripettabile signora inglese sionista si lamentava alla fine con i media inglesi perche' si ostinavano a dire i miliziani invece di chiamarli terroristi come alQaida.
    A seguire alcuni dirigenti dei canali piu' importati (BBC,Channel 4)hanno ammesso di aver ricevuto pressioni notevoli da diversi ascoltatori (nonche' lobbys) perche presentavano la guerra con una marcata imparzialita' filo palestinese.

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  7. Anonimo15:28

    confermo che il mercato della "ricostruzione" è vivo e fiorente e altamente speculativo.
    La guerra è un business, sia diretto che collaterale. Credo si possa parlare di "indotto" della guerra.

    Un "piano di ricostruzione" non è altro che un modo per far impiantare in modo stabile, il paese occupante in quello occupato. Entrarci con i carri armati, per spianare la strada alle aziende straniere.
    Ricordo l'operazione genericamente denominata "l'Italia per l'Iraq". Ci buttarono dentro tutto: alcune cose buone, come la collaborazione per il recupero del patrimonio archeologico, o la formazione di personale medico locale; e altre cose -quanto meno- vaghe.
    L'azienda in cui lavoro, all'epoca ricevette una mail ministeriale che la invitava a prendere parte al "Programma di Ricostruzione dell'Iraq". Un invito allargato ad altre aziende del mondo edile ed impiantistico, con la garanzia dello stanziamento dei fondi! Ho provato schifo.
    Non mi fanno schifo i soldi, nè il lavoro. Mi fanno schifo gli avvoltoi.
    Mi fa schifo una "certa donna" che considera 1300 morti ammazzati, solo: danni collaterali.

    simona_rm

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  8. A questo punto la sparo grossa: forse è una stupidata, o forse no...
    Così come adesso ci sono meno sequestri perchè vengono bloccati i conti in banca delle famiglie, bloccando gli "aiuti umanitari" e le "ricostruzioni" magari...
    Ma non sono in grado di giudicare se questa mia idea sia la più grossa boiata del secolo (per fortuna che è cominciato da poco così qualcun altro mi potrà superare)

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  9. @ sar@
    basterebbe vietare a chi ha partecipato ad un conflitto di partecipare alla ricostruzione.
    E' sempre il caro vecchio conflitto di interessi. Un presidente petroliere che attacca un paese ricco di petrolio.

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  10. @ mario
    ho visto, nel poco tempo che avevo a disposizione oggi, un frammento del filmato citato da Grazia. Quello che emerge subito è l'abisso tra il giornalismo britannico e quello nostrano. La, cazzo, vanno a fare i cronisti, si incazzano se non li fanno entrare; i nostri ripetono ciò che hanno detto loro di dire i padroni. E' una cosa vergognosa.

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  11. "...Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità, libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola? Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita...

    Mustafa Barghouthi
    Parlamentare palestinese, leader del partito di sinistra Mubadara (L’Iniziativa)

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  12. Grazia19:14

    Trasmesso solo ieri sera, ha shockato abbastanza persone in UK da vederlo gia' postato su Youtube.
    Per chi ha stomaco:


    http://uk.youtube.com/watch?v=WwLypVazPZo (part 1)

    http://uk.youtube.com/watch?v=o9-Wif1oqKo (part 2)

    http://uk.youtube.com/watch?v=a3t2GY6Ss2A (part 3)

    http://uk.youtube.com/watch?v=BancetxSva0 (part 4)

    http://uk.youtube.com/watch?v=sdXCmytTv_k (part 5)

    http://uk.youtube.com/watch?v=_P6V3qlHEaU (part 6)

    Sicuramente nei prossimi giorni ci saranno video a definizione migliore a disposizione su yuotube.

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  13. L'articolo del corriere avvalora senza controverifiche e senza una ricostruzione solida l'idea che le vittime siano in una proporzione enormemente inferiore a quella dichiarata nei conteggi dagli ospedali e ripresa da osservatori, organizzazioni e ong. Non esiste altra fonte sulla stampa di questo dato, tant'é che l'articolo italiano viene ripreso in questo ore dagli stessi giornali israeliani e all'estero come fonte autoritativa di questa testimonianza.

    Quindi eviterei di prenderlo per buono così. Sono dichiarazioni che dovrebbero invece creare clamore e richieste da tutte le parti al quotidiano sulle fonti, se sono in grado di confermare e di prendersi la responsabilità di quello che scrivono.

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  14. Grazia20:00

    A chi fosse interessato a cogliere la "sottile" differenza tra il giornalismo nostrano e quello inglese suggerisco la visione di questi video,tratti dalle news di questi giorni.

    http://uk.youtube.com/watch?v=y3uYXWtd684
    (portavoce israeliano-Jon Snow - sulle armi illegali)

    http://uk.youtube.com/watch?v=zIQZ1-RFq6A
    (portavoce israeliano-Alex Thomson -sul blocco della croce rossa)

    http://uk.youtube.com/watch?v=X9-CEjKCNoc
    (Jeremy Paxman-Ambasciatore Israeliano- Tattiche e crimini di guerra)

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  15. Anonimo21:04

    Visto che citi Vick ti dico che ha chiesto al manifesto di dargli lo spazio per replicare a Cremonesi.
    Non so se glielo hanno accordato.

    Detto questo condivido quanto hai detto aggiungendo solo che prima della seconda guerra all'iraq gli usa erano in recessione, abilmente mascherata, e come dice marx è stata una guerra, come tutte, per mere ragioni economiche. La colpa maggiore l'hanno le masse che non sanno dicindere il vero dal falso e che prendono per buono quanto gli propinano.

    primlug

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  16. @ Grazia
    ti ringrazio per aver postato i filmati di Channel 4 e aver parlato della trasmissione. Bisognerebbe avere più tempo per guardare le tv straniere, per ricordarci che esistono ancora giornalisti che fanno il loro mestiere. Sono rimasta colpita da uno dei filmati, quello dove John Snow di 4 intervista il portavoce israeliano. Senza alcuna sudditanza psicologica, FACEVA DOMANDE, mioddio! E ribatteva quando si accorgeva che il suo interlocutore svicolava. Una cosa che da noi si è perduta, forse per sempre.
    Il discorso, comunque, merita un post a parte.
    Grazie di nuovo.

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  17. Grazia10:38

    Questo conflitto si basa soprattutto sulla disinformazione e manipolazione mediatica.
    Considerala una forma di resistenza:-)
    Grazie a te per il blog

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  18. Cara Papera, un breve passaggio per augurare a te e ai tuoi lettori un buon weekend.

    L'altro giorno, vedere il maestro di sci Frattini che, in favore di telecamera, assisteva allo sbarco dei pacchi-dono col tricolore su ciò che resta delle banchine di Gaza, mi ha procurato dei conati di vomito. Questo stronzo è arrivato a Gaza, come un Babbo Natale, ma solo dopo che erano cessate le azioni di guerra, e dopo che aveva completato la settimana bianca. E non senza aver prima ri-rassicurato la Livni, questa novella kapò, sulla fedeltà dell'Italia a Israele eccetera.

    Quando si dice "la scala delle priorità"...

    RispondiElimina
  19. La lobby delle ricostruzioni. Solo una delle tante: quella degli armamenti, degli aiuti pseudo-umanitari... Lo dicevo altrove e lo ripeto: non è detto che una guerra che sembra stupida non sia produttiva di interessi, anzi...
    Cari saluti
    Fu

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