domenica 4 gennaio 2009

Non bruciare la bandiera, brucia i civili

Cronaca di ieri sera, nel sempre più impudico TG1, anche se noto un certo calo di entusiasmo nel Pagliara, forse per la stanchezza dopo giorni e giorni di incessante manipolazione dei fatti.

Alla fine dicitrice di comunicati propagandistici, quella che dice "gli isdraeliani" e "Isdraele", è scappato un curioso lapsus linguae, di quelli cari al Professor Freud. Ha detto dunque, commentando l'orrenda bruciatura delle bandiere isdraeliane durante una manifestazione di solidarietà alla Palestina, a Milano: "Diverse bandiere sono state sconciate con la svastica e la stella di David." Curioso, vero?
Inutile dire che il crimine del giorno non era l'attacco israeliano alla moschea a Gaza con morti (che palle) ma il rogo del sacro pezzo di stoffa.

Nel paese in cui governa un ministro che, con la propria bandiera nazionale, nemmeno con quella di uno stato estero, ha espresso più volte il desiderio di "pulircisi il culo", fatto penso inedito non solo nel mondo ma in tutta la galassia, intendo il fatto che un tale signore venga premiato con un ministero per questo pensiero, stiamo paradossalmente ancora a menarla con la storia delle bandiere bruciate, senza dire una parola sul perchè si brucia la bandiera di quello specifico stato piuttosto che, facciamo l'esempio, il drappo nazionale islandese.
Non sopporto questa ipocrisia e userò tutto il fiato che ho in corpo per continuare a dirlo.

Pur venendomi l'orticaria anarchica da fulminato di mercurio quando sento la retorica del dio-patria-famiglia, io non brucio bandiere e mi disturba profondamente essere governata dal ministro Bossi. Però, mi disturba ancora di più il fatto che bruciare una bandiera di uno stato che commette crimini contro i civili spacciandoli per autodifesa possa essere più grave dei crimini stessi.

Ieri Israele (manco più lo shabbat si rispetta), ha bombardato una moschea. Fino a qualche tempo fa, in qualsiasi luogo di culto, anche nei tempi più bui del Medioevo, si poteva stare relativamente al sicuro. Poi si cominciò a dare alle fiamme le chiese con i fedeli e tutto, evvai!, ed anche il rispetto per questo luogo simbolico, nonchè la nostra verginità morale, furono perduti per sempre.
Credete che questo freghi a qualcuno? Che cioè non si abbia più rispetto per i civili, ovunque si trovino, anche nella casa di Dio? No, il crimine è bruciare la bandiera di chi brucia i civili.

Anche chi magari sarebbe in buona fede, non si rende conto dell'enormità della differenza che passa tra un bambino centrato da un missile, una ragazzina morta di stenti e un pezzo di stoffa?
C'è chi si schiera contro il neofascismo e il razzismo e difende i rom dalle persecuzioni rievocando vecchi orrori. Bene, bravi, Ovadia e Colombo. Però, quando si tratta di Sion, prevale sempre il richiamo della foresta, l'appartenenza alla tribù e quindi giù ad esprimere orrore per il drappo in fiamme e non per i civili colpiti dal fuoco. Tanto sono palestinesi, mica rom.

E' vero, in moltissimi paesi del mondo è reato bruciare le bandiere. Facendo una piccola ricerca per questo post, ho trovato il sito di questo americano, Warren S. Apel, che ha messo online una piccola ed interessantissima enciclopedia del flag burning.
Il suo intento, ma sarà difficile comprenderlo per chi mastica e sputa tutti i giorni la gomma della propaganda, non è di proclamare l'apologia del vilipendio ma, state bene attenti, di denunciare il tentativo, ricorrente nel suo paese, di introdurre un emendamento nella Costituzione degli Stati Uniti (ergo modificarla), per rendere illegale non solo il rogo della bandiera ma qualunque suo uso improprio e, di straforo, impedire il diritto alla libertà di espressione.

La questione è semplice ma di estrema importanza. Il primo emendamento della Costituzione americana sancisce appunto il diritto alla libertà di espressione.
Quando, nel 1989, un cittadino fu condannato da una legge del Texas per aver dato alle fiamme la bandiera americana, la Corte Suprema (mica il giudice di "Forum") stabilì che la condanna era anticostituzionale, perchè violava il primo emendamento. Se un cittadino ritiene che bruciare la bandiera sia un modo per esprimere le sue opinioni politiche, questa scelta va rispettata. Qualora si volesse rendere illegale il bruciare la bandiera occorrerebbe modificare la Costituzione.
Da allora, periodicamente, il governo americano tenta di introdurre l'emendamento liberticida e, come racconta Warren, ultimamente i tentativi si sono ripetuti sempre più di frequente, (l'ultimo nel 2006), con il provvedimento passato alla Camera e respinto sempre in extremis al Senato. Secondo voi è solo per amore della bandiera? Warren si chiede giustamente perchè, con tutti i problemi che vi sono, il Congresso perda tanto tempo dietro ad una quisquilia che però andrebbe ad intaccare la Costituzione, il pilastro fondamentale della democrazia americana.

Modificare la Costituzione per limitare la libertà di espressione. Intaccare i principi fondamentali di una democrazia per scopi particulari. Non vi fischiano le italiche orecchie? Qui si chiamano riforme, ma il succo è lo stesso.

Ovunque nel mondo un potere ipocrita e supponente tenta di impedire la critica e l'opposizione popolare ai suoi progetti, compresi quelli che richiedono in pegno le nostre vite e lo fa rendendo sacre le bandiere ed irrisori gli esseri umani.



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19 commenti:

  1. stra-brava, non potevi dirlo meglio. ottima analisi e grandiosa ricostruzione della situazione americana. avevo letto della storia del tentativo di modifica della costituzione ma in effetti non avevo riflettuto sulla analogia con le nostre tristi vicende.
    ciao

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  2. Anonimo21:50

    Grande. Sei proprio di sinistra, si sa quando ci fanno girare le palle diamo il meglio di noi. Tu meglio degli altri. Ho sentito capezzone, gasparri e cicchito ho ancora il sangue che bolle. Leggo dei commenti deliranti che mi fanno accapponare la pelle. Ma quello che più mi irrita sino ad avere propositi innominabili è quando ci prendono per il culo e da carnefici si trasformano in vittime. Penso, in quei momenti, di poter odiare.

    Devo restare umano, come diceva il CHE e come dice da Gaza Vick. Almeno noi a fatica restiamo umani
    Prim

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  3. Chi giustifica le stragi, qualsiasi sia il motivo, anche difensivo, e' un essere fetido che non merita di appartenere al genere umano.

    Non esiste valore piu' grande della vita umana e fra tutte quella di un bambino. Chi calpesta questo principio con l'ideologia o con le giustificazioni da faide bibliche e' solo un essere di merda e va combattuto come tale.

    I qassam dovrebbero riempirli di merda. Allora i nazisti-sionisti non avrebbero alcuna scusa di fronte al mondo.

    Scusatemi ma di solito sono assai piu' moderata, solo che sapere quel che sta accadendo senza che chi ha il potere per fermarlo faccia niente mi schifa.

    E dire che basterebbe una telefonatina di Obama...

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  4. @ fikasicula
    io non sapevo della storia del tentativo di intaccare la costituzione americana con un decreto anti-bruciabandiera. E' stata una scoperta interessantissima.
    Ciao, un salutone!

    @ Chiara di Notte
    anch'io. ;-)

    @ Prim
    finchè riusciamo ad incazzarci per l'ingiustizia, restiamo umani.

    @ Chiara di Notte
    telefonino di Obama:
    "Telecom USA, attenzione, il cliente selezionato è al momento assente, riprovare più tardi."

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  5. Panty23:37

    Più leggo,ascolto e vedo,più mi rendo conto che gli Italiani sono il popolo meno indicato per giudicare gli Israeliani,per un semplice motivo:
    Gli Israeliani sono il Popolo ELETTO DA DIO.
    Gli Italiani sono il Popolo che HA ELETTO bERLUSCONI.

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  6. Hai assolutamente ragione. Io personalmente non amo né le bandiere, né quando le si brucia (neanche tu, del resto, mi pare di aver capito). Non si può aprire la bocca per criticare il rogo della stoffa se non la si apre per criticare il rogo della carne umana. L'unica perplessità è che a volte il rogo della bandiera nasconde sentimenti razzisti, come dire: brucerei volentieri le persone che questa bandiera rappresenta. Non bisogna essere antisemiti per criticare Israele ma gli antisemiti criticano Israele. Tra i manifestanti ci sono anche loro, ci sono i fascisti, gli allegri ragazzi colla testa rasata... Penso che una bandiera bruciata sia l'ultimo dei problemi, ma dire che non sono d'accordo mi sembra utile, tutto sommato. certo, se lo dice Gasparri...

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  7. x Mario: io penso che a questa aggressione impari e vile, si debba rispondere NO senza se e senza ma.

    Il gesto delle bandiere bruciate è un simbolico, impotente, gesto di disprezzo, non per le genti in quanto tali, ma per l'azione antumana che intraprendono. In nome di un nazionalismo, quindi la bandiera ci sta.

    Un bieco fatto di cittadinanza, che non si vuole concedere.

    cloro

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  8. Ciao Cloro, come commento ti invio parte di un mio post di ieri "mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata" ( http://francescoferrari.splinder.com/post/19487052/Mentre+a+Roma+si+discute%2C+Sagu)

    "In questo contesto i nostri splendidi politici condannano in maniere bipartisan, facendo a gara a chi esprime uno sdegno maggiore, l’aver bruciato bandiere israeliane nel corso delle manifestazioni pro Gaza.

    Evidentemente, è più grave bruciare le bandiere israeliane che i bambini palestinesi.

    E’ più grave bruciare le bandiere del “popolo eletto” che sterminare una intera popolazione. Purchè sia quella palestinese. Al massimo quella irachena o iraniana.

    D’altro lato, come ci insegnano i nostri TG, è molto più importante lo stress dei coloni sionisti (che occupano illegalmente le terre dei palestinesi) che la morte per fame, malattie e bombe del milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nel lager di Gaza".
    In pratica abbiamo la stessa visione.
    un saluto

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  9. Oggi non è la mia giornata.
    E' proprio "bloody Monday"
    Lame, il mio commento è indirizzato a te, non a Cloro.
    Saluti.
    Francesco

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  10. @ Panty
    è vero, siamo tutti UNTI.

    @ Mario
    ma il ricatto è quello: se critichi Israele allora puoi attirare gli antisemiti e i neonazi. Quindi evita di criticare Israele. Non ci sto. Me ne sbatto dei nazisti e critico chi mi pare, come si dovrebbe poter fare in democrazia.

    @ cloro
    nella mia ricerca sul flag burning sono incappata in una foto di una tipa che usava un vibratore su una bandiera americana. Mi sfugge il senso della protesta in quello specifico caso ma in America vi è chi ritiene che nemmeno quello debba essere proibito in nome della libertà di espressione. ;-)

    @ Ulisse9
    ricambio il saluto. Ciao!

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  11. Hei, un momento, non mi fraintendete! Io CRITICO Israele, lo boicotto pure, ci mancherebbe. Dico solo di fare attenzione a quelli che si presentano come compagni di lotta e poi credono in aberrazioni come l'antisemitismo, il nazismo o altre cose del genere... Per il resto, sono appassionatamente CONTRO la politica di Israele, senza se e senza ma, come dice cloro!

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  12. Certo, bruciamo preferenzialmente un israeliano vero. O Fiammetta Nierenstein (dato il nome, basta cospargerla di benzina, e brucia da sola. Risparmiamo sui fiammiferi). Cattiveria? NO! senso delle proporzioni, realismo. Visto che sul TgDux scandalizza di più la scottatura della bandiera che non quella delle persone... Oggi sul Times si parla esplicitamente di uso di bombe al fosforo bianco nei cieli di Gaza.

    Ed ora chi glielo dice, a Gasparri?
    Tafanus

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  13. Clint Eastwood ha fatto un film su il rapporto ossessivo e ipocrita che gli americani hanno con la bandiera “flags of our fathers” , certo un film che non convince gli europei, è anche un po' retorico, ma certamente provocatorio per un americano medio. La bandiera la Old Glory o Stars and Stripes e i colori Bianco-Rosso-Blu vengono utilizzati in modo ridondante negli States infatti quella pagina web su il flag burning di Warren S. Apel è veramente interessante. Ricordo anche che una ditta di preservativi voleva fare un condom con la bandiera americana ma gli è stato impedito perchè profanava un simbolo. Il rapporto con la bandiera per gli americani quindi ha proprio del ridicolo a volte. Forse noi europei siamo più vicini culturalmente a un "liberté, egalité, fraternité" che a un “Land of the Free, Home of the Brave”, ma resta il fatto che una bandiera rappresenta un popolo la sua storia le guerre che ha affrontato per la libertà dalla sottomissione e schiavitù ad un altro, rappresenta la sofferenza, oltre che le vittorie riportate. Bruciare quel pezzo di stoffa pregno di significato rimane infatti una forte forma di protesta. Ovadia forse se rimaneva zitto era meglio, di Colombo mi stupisco meno.

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  14. Le bandiere sono solo simboli. Nessun simbolo potra' mai valere piu' di una vita umana.

    Inoltre sui simboli si costruiscono le basi per ideologie perverse, liberticide, aberranti.

    Il secolo passato, e' stato cosparso di simboli sui quali sono stati cremati corpi oppure gettati nelle fosse comuni o gulag: svastiche, fasci, falci e martelli.
    Cos'ha di diverso la la stelle e strisce? Vale di piu' solo perche' e' uscita vincitrice dalla guerra?

    Ogni simbolo porta in se' l'odio per quelli altrui. Sui simboli sono state combattute le guerre. Soprattutto quelle di conquista e di sopraffazione.

    Per tale motivo con i simboli, io, mi ci pulisco il culo. Perche' cio' che ha valore sono le idee. E quelle non si possono bruciare.
    Si puo' solo uccidere chi le diffonde.

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  15. ur_ca16:13

    @ chiara din notte, l'eternamente confusa

    ma che idee bizzarre. sai di che parli? odi i simboli e poi magari sventoli la bandiera omo-pacifidta

    poverina

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  16. @ Chiara
    Non dare corda ad ur_ca. E' un noto maniaco esibizionista. Quando si apre l'impermeabile ti fa vedere delle cazzate grosse così. Bisogna ignorarlo.

    RispondiElimina
  17. ur_ca18:29

    @ lame
    ur_ca. E' un noto maniaco esibizionista.

    Brava lame. ogni tanto ne azzecchi una. Succede quando si spara a occhi chiusi

    RispondiElimina
  18. urca18:32

    tu invece, lame, scrivi mica per te stessa ma per gli altri vero?

    RispondiElimina

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