mercoledì 25 febbraio 2009

Barboni 1, Giornalisti 0

Ecco, come volevasi dimostrare. Il presunto violentatore pedofilo di Napoli non è un barbone, come si erano affrettati ad espettorare l'altra sera certi cronisti, purtroppo anche quelli che informano sui tg di maggiore ascolto.
La vittima lo ha riconosciuto ed inoltre l'uomo ha precedenti per reati sessuali. Un maniaco, insomma, che oltretutto è il convivente della nonna di un amico del ragazzo. Non è improbabile che avesse adocchiato il ragazzino proprio a casa dell'amico. In questi casi, a sparare vicino a casa delle vittime si centra quasi sempre il colpevole.
Colpevole che, in questo caso, è un operaio comunale addetto alle fognature ma poteva essere chiunque, in quanto a professione.
La prossima volta definiamo sui media questi soggetti più semplicemente PEDOFILI, visto che la pedofilia è trasversale ed alligna in tutte le classi sociali, dal lumpenproletariat all'alta borghesia e quindi non ci si può nemmeno aggrappare alle attenuanti del degrado sociale.

Visto che è mercoledì delle ceneri, non sarebbe male che chi ha il vizio di additare intere categorie, guarda caso poi sempre le stesse, come mostri, se ne cospargesse il capo.

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24 commenti:

  1. Adetrax21:56

    visto che la pedofilia è trasversale ed alligna in tutte le classi sociali

    Si, ma persiste e si diffonde, ovvero è paradossalmente tollerata, solo nelle società moralmente arretrate.

    Grandiosa queste conferma alla mia teoria della non centralità causale del censo e dell'età.

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  2. Non ci sono più giornalisti, ma meri giornalai seguaci dell'onda dilagante del momento, fomentata da una classe dirigente tesa a buttare addosso agli ultimi i mali di questa ipocrita società. Un saluto

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  3. concordo perfettamente con catone
    Ciao Lameduck

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  4. alcuni giornalisti rischiano di diventare cenere se dicono verità, a tutti gli altri dipende da chi gli paga lo stipendio, intendo quelli meno freelance e sempre più impiegati, chiamarli giornalai quindi è quasi un insulto per questi ultimi, che non fanno una vita tutta rosa e fiori.. come alcuni giornalisti che parlano in tv o scrivono su grandi e piccole testate quanto gli viene ordinato: c'è la censura più pesante che si ricordi dal ventennio fascista e si deve seminare razzismo e violenza, soprattutto l'ignoranza.
    penne e lingue pagate per uccidere, perché il picchiatore fascista o leghista dopo un tg è sempre più carico

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  5. Forse lo hanno definito barbone per cercare di rimediare al silenzio dei giornali e telegiornali su tutti quei senzatetto morti di freddo quest'anno. La cifra ha superato i 40... ma certo non fa notizia.

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  6. caposkaw10:57

    piccola precisazione.
    il bambino ha detto che il personaggio in questione era sporco e puzzava. le foto sul giornale sono di un tale che corrisponde perfettamente allo stereotipo del barbone schifoso.
    i giornalisti si sono solo bastati sulle informazioni che avevano.
    e tu rimani la solita cretina polically correct.

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  7. @ adetrax
    quindi nella nostra società, non è vero?

    @ dario
    dietro al fastidio verso i "barboni" c'è anche il fatto che si tratta di una categoria che è difficilmente controllabile, che vive in condizioni al di fuori degli schemi tradizionali da "famiglia del mulino bianco". Non sono consumatori, tanto per dirne una. Quindi danno solo fastidio.
    Il giornalista che non pensa o che deve portare avanti l'agenda dello stigma nei confronti dei diversamente sociali, ne approfitta per sbattere il barbone e lo zingaro in prima pagina. Al posto, magari, del socialmente allineato.
    I reati di pedofilia avvengono all'80% entro l'ambito familiare. Solo che, per accettare ciò, bisogna poter affermare che la famiglia è socialmente pericolosa e ciò è eversivo.

    @ caposkaw
    e tu sei solo un fascista maleducato. Se eviti di commentare in questo blog mi fai solo un piacere.

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  8. per Caposkaw(capoccio'..?):
    immagino tu sia un giornalista ignorante(polically...) e di Libero,
    visto come giustifichi questo modo di mettere alla gogna le persone innocenti.
    Rispetta il tuo cevello; e lameduck!

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  9. rossoallosso15:06

    la storia insegna basterebbe informarsi su quella del sig GIROLIMONI colpevole solo di un nome particolare

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  10. Caposkaw,
    Più educazione per favore.
    Anche io a volte non sono d´accordo con Lameduck (per esempio, quando tira fuori i suoi deliri lesbo-femministi), ma da qui ad insultare ce ne corre.
    Chi critica insultando, sminuisce se stesso e fa perdere vigore alla propria stessa critica.

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  11. Anonimo19:41

    Ricordo che spesso la morale viene fatta da coloro che devono stare zitti. A memoria l'ex sindaco di Rovato (BS) leghista accanito sostenitore della lotta alla prostituzione è stato condannato per aver violentato una prostituta.
    AHI AHI AHI
    Prim

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  12. Adetrax20:12

    @Lameduck

    Cosa non è vero ?

    Il fatto che nella nostra società non sia diffusa la pedofilia ?

    Assolutamente no, sono convinto che per quanto non sia esibita sia parecchio presente, in effetti considero molti tipi di ambienti sociali in Italia come moralmente arretrati, anche per il fatto che a livello sociale si tende a ignorare o comunque a disinteressarsi di persone che andrebbero invece seguite con molta attenzione.

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  13. @ rossoallosso
    Gino Girolimoni, una storia emblematica dell'uso del capro espiatorio. Per la cronaca il vero colpevole delle morti delle bambine era un pastore protestante, che la fece franca.

    @ Lorenzo
    i miei deliri lesbo-femministi?? Per te chi è femminista è automaticamente lesbica? Mah...

    @ adetrax
    "Ciao, vai a funghi?"
    "No, vado a funghi."
    "Ah, credevo tu andassi a funghi."

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  14. Adetrax22:41

    @Lameduck
    Divertente questo scambio di battute ma il senso del mio commento era da intendersi come una precisazione non come un'opposizione alla tua affermazione.

    Scusa, ma nel tuo primo commento non avevo capito esattamente cosa intendevi ovvero se per te la distribuzione dei pedofili è perfettamente uguale in tutte le classi sociali o se i pedofili possono ovviamente appartenere a tutte le classi sociali.

    Stiamo naturalmente parlando della sottile differenza fra possibilità e probabilità.

    Era possibile che il pedofilo fosse un eccentrico straricco piuttosto che un "barbone" o un mezzo sbandato ? Certamente si.

    Era altamente probabile ? Forse no, soprattutto considerando l'aspetto parecchio trasandato e il comportamento rozzo e brutale del sospettato.

    E' chiaro che le tendenze alla pedofilia possono essere ovunque, tuttavia determinate condizioni socio-culturali limitano o inibiscono la "libera" esplicazione della pedofilia stessa, quindi volevo semplicemente evidenziare che se in alcune nostre società c'è la sensazione che la pedofilia sia ben presente, questo è un chiaro indicatore di società moralmente e psichicamente degradate.

    Questo implica che nelle varie zone del mondo la situazione possa essere diversa, significativamente migliore o significativamente peggiore.

    Cioè non vorremo mica paragonare le quantità industriali di violenze sessuali sui minori compiute nelle comunità aborigene australiane con quelle della Finlandia ?

    Ora, se domani mattina trasferissimo in blocco gli aborigeni direttamente in qualche periferia italiana, li facessimo vivere come sono abituati e gli dessimo la cittadinanza italiana con 1000 euro al mese cadauno, l'aumento esponenziale delle percentuali di stupratori e pedofili fra la "popolazione italiana" non sarebbe determinato dal fatto che i nuovi arrivati sono poveri, culturalmente svantaggiati o dal fatto che non hanno assorbito un'educazione, ma da altri fattori ancora, perchè ci sono popolazioni che pur essendo povere e poco o per nulla istruite non hanno quei livelli di violenza sessuale o mancata percezione di gravità dei fatti.

    In breve, è come questi "fattori" X si distribuiscono nella popolazione che si determina il risultato generale e le conseguenti valutazioni.

    Dire poi che fra le varie classi sociali qualche differenza c'è, non è sbagliato, se non altro più in alto si va e più c'è consapevolezza del fenomeno (fintanto che non ci si droga o non si esce di senno), per questo le persone abbienti di solito (ma non sempre) tendono a usare meno la violenza e più la subdola corruzione.

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  15. Lame, rileggiti per favore quei post. Continuo a ritenere che
    quell´odio per il maschio irrazionale, ingiustificato e totale ("razzista", direi) sia sintomo di lesbismo represso.
    Essere lesbiche non è una colpa, men che mai per me. Solo, sarebbe più sano ammetterlo piuttosto che nutrire ciechi livori anti-maschio.
    Comunque qui volevo solo ribadire che si può polemizzare con grande asprezza senza perdere quel minimo di educazione che mantiene civile una discussione, per quanto accesa.
    Le argomentazioni di Caposkaw meritavano almeno di essere analizzate. Peccato che siano state proposte in modo tanto incivile da squalificarsi.

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  16. @ Lorenzo
    caro Lorenzo, fino ad adesso sono sempre stata attratta sessualmente dagli uomini e penso che se fossi nata uomo sarei stato un gay molto amante degli orsi. Ad ogni modo, se domani Charlize Theron cominciasse a farmi la corte non so come andrebbe a finire.
    A parte le battute, visto che una certa dimestichezza con le dinamiche psicosessuali ce l'ho, ti vorrei dire che quello che esprimevo non era odio per i maschi, né tanto meno che se una "odia" gli uomini ha tendenze lesbiche represse. Non funziona sempre così.
    Io posso avere ancora un po' di risentimento per l'uomo che mi molestò quando ero bambina ma per il resto con gli uomini sto molto bene.

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  17. @ Adetrax
    mi dispiace dirtelo ma le tue teorie sono campate in aria.
    E poi quella tua idea dell'uomo selvaggio incapace di gestire gli istinti (senza chiamarli ancora più correttamente pulsioni) è una visione settecentesca. Mi ricorda Gall, la fisiognomica e tutte le minchiate che hanno condotto poi a Cesare Lombroso.
    Credimi, non sono fenomeni da misurare con il bilancino. Non escludo che la promiscuità possa favorire l'abuso sui minori ma come mi spieghi lo stesso abuso in case signorili con dieci stanze?
    La pedofilia si può combattere con l'educazione e con la sua uscita allo scoperto. La sua più fenomenale alleata è l'omertà. A Napoli c'era chi sapeva delle tendenze di quell'uomo ma ha taciuto. Purtroppo, mi dispiace dirlo, quest'opera di fiancheggiamento è sempre ad opera delle donne di famiglia.

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  18. vedi Lame, i barboni non sanno di essere stati chiamati in causa da questi pseudo-giornalisti.
    E se anche lo sapessero, non hanno i mezzi per chiedere i danni.
    Quindi...continuiamo a mettere alla gogna chi non si può difendere.
    C'é plus facile.
    Ciao

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  19. Adetrax21:21

    @Lameduck
    Mi dispiace dirtelo ma le tue teorie sono campate in aria. E poi quella tua idea dell'uomo selvaggio incapace di gestire gli istinti.

    Chissà a cosa hai pensato, invece è tutto molto semplice, stiamo parlando solo dello 0,1% - 0,5% della popolazione maschile che è interessato a stupro e pedofilia.

    Non faccio grosse distinzioni fra selvaggi e non selvaggi (eh si, una volta c'era il mito del buon selvaggio), non è quella la discriminante principale.

    In ogni caso la genetica ha fatto passi da gigante ultimamente e ha dato conferma scientifica a molte supposizioni e teorie, senza scomodare il Lombroso & C.

    Certo, anche qui parliamo solo di una parte, più o meno ampia, delle pulsioni che possono portare a un atto grave, ma è comunque una percentuale stimata molto significativa.

    Non escludo che la promiscuità possa favorire l'abuso sui minori ...

    Se per promiscuità intendi la convivenza ravvicinata fra bambini e adulti, direi che nelle persone normali non dovrebbe rappresentare alcuna fonte di rischio, anzi dovrebbe essere una protezione per i più piccoli; no, sono i pedofili che cercano i bambini che sembrano più adatti per i loro turpi scopi.

    ... ma come mi spieghi lo stesso abuso in case signorili con dieci stanze?

    Ecco che ci siamo, sicché anche il superbenestante dotato di tutta l'educazione di questo mondo, di agi, forse anche di cultura vera, ha questo tipo di tentazione ... ma allora perchè ce l'ha ?

    Questa è la domanda cui rispondere !

    A una persona normale il solo pensiero dovrebbe provocare fastidio e ribrezzo mentre in alcuni no, perchè ?

    La pedofilia si può combattere con l'educazione e con la sua uscita allo scoperto. La sua più fenomenale alleata è l'omertà.

    Concordo, ma è un contrasto che per certe persone dovrebbe essere estremamente forte, dato che normalmente esiste già a sufficienza nelle società civili.

    In questo contesto è sempre bene distinguere fra costumi degradati, come in gran parte avviene fra gli aborigeni (in breve considerano questi atti come normali dato che li hanno visti fare fin da quando sono nati, ecc.) e anomalie psichiche.

    Ricordiamoci delle formule giuridiche tipo:

    egli, al momento dell'atto, era parzialmente in grado di intendere e di volere ... e così al poverino si dimezza la pena.

    Insomma, secondo me, in certe persone, questa spinta alla devianza è data anche, ma ovviamente NON solo, da qualche spiccata predisposizione interna, non so se mi spiego.

    Non c'è niente di male ad accettare la realtà, se hai qualche dubbio basta che richiami alla memoria l'infinita serie di atti riprovevoli, omicidi inclusi, compiuti da persone che oggettivamente non erano analfabete, abusate, degradate o quant'altro e che soprattutto avevano molto da perdere con questi atti di semi-lucida follia.

    RispondiElimina
  20. Adetrax22:20

    Per chiarire ulteriormente il discorso dico che la diffusione di caratteri deteriori fra alcuni "selvaggi" (non tutti i selvaggi sono uguali), dipende anche dal fatto che certi ambienti difficili, certe società arcaiche premiano la riproduzione degli stupratori e tollerano ampiamente gli abusatori "intraprendenti" (una cosa non esclude l'altra).

    Ricordiamoci quindi che questi tipi di selezioni sono avvenuti con una certa intensità fino a qualche decina di secoli fa in Europa, mentre in altre parti del mondo sono tuttora in atto, quindi non ci si deve stupire se in alcune zone questo 0,1% aumenta spesso facilmente, in condizioni appena più difficili, fino al 4% - 5% e oltre.

    E' vero quindi che certe società costituiscono un ottimo ambiente per la mimetizzazione sociale di queste persone, siano esse facilitate dai costumi locali che da altri fattori.

    RispondiElimina
  21. Caro Adetrax, le tue teorie sono campate in aria perchè presupponi che esista un animale assolutamente mitico, ancora più fantastico dell'unicorno, e cioè l'Uomo normale (uomo maiuscolo, quindi comprende anche la femmina della specie).
    La normalità, l'uomo normale che certe cose non le fa non esiste. E' un'invenzione dei benpensanti per scaricare i propri difetti sugli altri, sui diversi,sugli asociali.
    Esiste la persona che riesce a comportarsi in maniera non dannosa per gli altri e chi invece non lo fa, per una tonnellata di motivi.
    Ogni fatto, ogni delitto, ogni criminale, va giudicato secondo il caso.
    Lascia stare la predisposizione, la genetica, il degrado. Non spiegano assolutamente la criminalità e neppure i criminali.
    Siamo governati dal caos e dall'indeterminazione.

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  22. Ah, dimenticavo. Perchè ce l'hai tanto con gli aborigeni?

    RispondiElimina
  23. Adetrax13:10

    @Lameduck
    ... le tue teorie sono campate in aria perchè presupponi che esista un animale assolutamente mitico, ancora più fantastico dell'unicorno, e cioè l'Uomo normale.

    Immagino che questa presunta non esistenza ti procuri parecchia soddisfazione, però a ben pensarci questa affermazione è interessante perchè sembra relegare il concetto di normalità a puro noumeno e al contempo pare spostare la scala dei valori inesorabilmente verso il basso, verso il fango.

    In ogni caso ammetterai che esiste una scala di quasi-normalità-sociale formata da persone che ragionano, che aderiscono più o meno spontaneamente a direttive, a leggi sociali utili al sostentamento della società civile, alla pacifica convivenza, ecc.

    Esiste la persona che riesce a comportarsi in maniera non dannosa per gli altri e chi invece non lo fa, per una tonnellata di motivi.

    Fra cui il fatto che ha qualche problema psichico di troppo assieme alla presunzione di essere il metro di paragone dell'universo e a mille altri incasinamenti, giusto ?

    Lascia stare la predisposizione, la genetica, il degrado. Non spiegano assolutamente la criminalità e neppure i criminali.

    L'apoteosi del relativismo ..., non credi alle combinazioni fatali ?

    Il mio intento era solo quello di dimostrare che una certa influenza ce l'hanno in determinate evoluzioni del comportamento (specie la genetica).

    Comunque se hai questa visione delle cose, non ti opporrai granchè al fatto che qualcuno pensi di avere una qualche misera soddisfazione appendendo per le palle stupratori e pedofili, vero ?

    Se l'esito della prevenzione dipende dal caos, se educarli, punirli, limitarli, curarli, ecc. non serve a nulla tanto vale castrarli o eliminarli fisicamente ... ci risparmiamo un sacco di inutili problemi e noiose perdite sia di tempo che economiche.

    Siamo governati dal caos e dall'indeterminazione.

    Non sapevo che il caos governasse, comunque è un caos abbastanza prevedibile e ordinato alle volte ...

    Ah, dimenticavo. Perchè ce l'hai tanto con gli aborigeni?

    Ma non ce l'ho con loro in senso stretto, non vorrei scendere nei dettagli anche perchè molti di loro hanno un sacco di problemi (alcolismo, stress da impatto con la civiltà, ecc.); li ho nominati solo come esempio statistico (e poi forse sottintendevo il termine ab-origeni).

    Su, non fare così, hai capito perfettamente cosa intendevo dire, hai tutti gli strumenti intellettuali per arrivare a delle conclusioni sensate (che peraltro già conosci).

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  24. Adetrax13:41

    Ecco un altro esempio interessante: Nola, abusato bambino di 8 anni.

    RispondiElimina

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