lunedì 18 maggio 2009

Erezioni spontanee

Abbiamo un problema imbarazzante con i nostri ministri di destra. A volte, quando parlano, gli si rizza il manganello.

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27 commenti:

  1. Panty21:43

    Maremma Maiala,come li invidio !!!!!

    Ma almeno trombano o si limitano a manipolarlo con Italico Ardore ???

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  2. raggletaggle22:50

    Frattini: "Nessuno può dirci razzisti...":

    Razzisti!

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  3. simona_rm23:17

    Frattini: "nessuo può dirci razzisti e xenofobi"

    .. E XENOFOBI!

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  4. Anonimo23:41

    calma ragazze!non è il "manganello" dell'ardore,quello è ormai moscio(SSPP),l'autrice si riferiva a quelli "rizzati"a torino durante il g8 universitario!
    lameduck corregimi,se sbaglio.
    lele

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  5. Adetrax23:57

    Visto che siamo in tema di battute: chi l'ha duro la vince.

    Facezie a parte Ignazio non mi è mai piaciuto molto, è una specie di Sgarbi del sud che spesso usa la violenza verbale verso gli interlocutori sgraditi (vedasi anche lo scontro con Concita De Gregorio e altri), tuttavia in questo deprecabile caso è opportuno fare qualche riflessione in merito a certe posizioni.

    1) Questo Ignazio ha perlomeno una parvenza di coraggio delle sue azioni: ha detto che in certe decisioni l'UNHCR non conta un cacchio e non lo smentisce il giorno dopo come è costume di qualche altro personaggio; il fatto che non si scusi o non rettifichi e che cerchi di rivoltare la questione dicendo che un portavoce di quella organizzazione ha sbagliato è un'altra questione da valutare a parte.

    2) La linea secondo cui sarebbe meglio fare una valutazione dei migranti prima di salpare dalle coste africane non è da scartare a priori, anche perchè molti migranti non si sognano neanche di rimanere in Italia ma vorrebbero procedere verso il nord europa, ovviamente in maniera attualmente illegale.

    Ecco perchè in assenza di serie risposte a livello europeo e con i centri di accoglienza italiani che scoppiano quindi non è neanche sensato, specie con il calore estivo, aumentare a livelli disumani le persone ivi ospitate.

    3) L'obiezione del fatto che la Libia non ha firmato una convenzione per garantire i diritti umani è un po' di circostanza nel senso che la cosa è vera, ma non si capisce perchè non possa essere facilmente superata e corretta nel giro di qualche settimana.

    Di soldi per farlo ne hanno a bizzeffe e la cosa non presenta difficoltà particolari.

    Noi tutti capiamo che si tratta pur sempre di Africa, ma non possono farci credere che sia Africa nera e che i poliziotti libici abbiano l'hobby (non disturbabile) di derubare e stuprare le clandestine e che questo non possa essere modificato in alcun modo.

    Quindi l'idea è che anche se un paese non ha firmato una convenzione sui diritti umani non è detto che li debba necessariamente e sistematicamente violare; voglio dire che anche il Vaticano o Taiwan potrebbero non aver firmato parecchie convenzioni ma non mi pare che i turisti di quei luoghi abbiano paura di sostare entro quei confini.

    E poi è vero o non è vero che nel 2006 la Libia ha avuto la presidenza ONU sui diritti umani ?

    Può essere necessario un accordo sulle procedure da seguire ma questa è un'altra questione, oserei dire che è meramente tecnica, non politica.

    4) Infine com'è che tutti i clandestini devono passare necessariamente per la Libia ?

    Marocco, Algeria, Tunisia o Egitto non vanno bene ?

    Evidentemente no.

    5) Dato che tutti tirano fuori la nenia del razzismo, del respingimento, ecc. e che si sono sentiti dei nigeriani dire che sono profughi (di cosa ?) e che loro in Africa non ci possono più stare (è chiaro che con oltre 9 figli a testa di media poi non ci stanno più), sviluppiamo qualche pensiero un po' più evoluto.

    Diciamo subito che alla maggioranza di queste persone non va più bene stare in Africa e quindi, pagando somme considerevoli, cercano di fuggire da luoghi dove, secondo loro, vige inesorabilmente la legge della giungla per raggiungere altri luoghi ove gli è stato fatto credere che vige un po' più di ordine sociale.

    Se scappano dal Darfur, dai confini fra Eritrea, Etiopia, Somalia, Congo, Rwanda, ecc. si può capire lo stato di necessità.

    Bisogna però riflettere su chi provoca e sostiene non del tutto casualmente questi conflitti, disordini e difficoltà sociali:

    - nel Darfur ci sono dei pseudo invasati che si ritengono in diritto di eliminare decine di migliaia di persone senza che nessuno possa fare qualcosa (ma chi ci crede che non sia possibile fare niente ?); ma si come in Algeria negli '80 - '90 ove in 15 anni sono state uccise 300.000 persone senza che casualmente nessuno si potesse seriamente opporre a qualche migliaio di banditi arrabbiati;

    - in Eritrea ed Etiopia, dopo anni e anni di guerra per dei confini incerti, ora, a guerra finita, specialmente in Etiopia sono quasi alla fame ma entrambi i paesi sono tutto meno che arretrati, certamente non dal lato culturale e non sono privi di buone prospettive di sviluppo;

    - in Rwanda e in Congo ormai delle fazioni hanno preso gusto a guerreggiare e a stuprare e quindi non li si può disturbare in questi hobby per veri uomini;

    - ecc.

    Ci siamo poi chiesti perchè delle persone vogliano viaggiare per 2, 3 o anche 4 mila chilometri per allontanarsi dai luoghi di origine quando sarebbe sufficiente fermarsi molto prima ?

    6) Cosa vuol dire Silvio quando dice che i clandestini, novelli mori che insidiano i confini italiani, sono criminali ?

    A) Che le singole persone sono criminali ?

    R. Probabilmente no, dato che quasi certamente siamo di fronte a una metonimia, a un'allegoria.

    B) Che il business che loro alimentano e foraggiano è criminale o che, con i capitali acquisiti, potrebbe diventarlo e disturbare gli interessi di qualche amico dell'amico ?

    R. Forse, probabilmente se insinua questo bisogna dargli un po' di credito dato che di traffici di sottobosco non è del tutto ignaro.

    C) Che in questo momento sono comunque sgraditi anche al mercato del lavoro nero semi-schiavista ?

    R. Ancora più probabile, la crisi è per tutti.

    D) Qualcos'altro ancora tale da richiedere interpretazioni machiavelliche per essere compreso e che può essere comunicato solo come espressione di contrarietà ?

    R. ancora più probabile, ma cosa ?

    --

    Se si ferma l'acqua di un fiume, questo o forma un lago o devia a sinistra (brutta direzione) o devia a destra (come spesso capita).

    A sinistra il flusso dovrebbe riversarsi verso la Spagna attraverso l'Algeria e il Marocco, cosa che già avviene ma in cui sono già stati posti dei paletti un po' più rigidi di una volta.

    A destra c'è l'Egitto, Israele, il Libano e la Turchia, tutti paesi in teoria evoluti, sicuramente non del terzo mondo.

    Il percorso a destra, secondo la teoria delle migrazioni out of Africa (fuori dall'Africa) basata sul modello a trellis (traliccio), potrebbe essere stato percorso parecchie volte e in entrambe le direzioni negli ultimi 100.000 anni, quindi non sarebbe una novità.

    Il vantaggio di questa strada è che non serve avventurarsi per mare anche se il percorso è notevolmente più lungo e i controlli e gli sbarramenti terrestri sono sicuramente più difficoltosi da aggirare / superare.

    Teniamo presente che qui si parla di decine se non di centinaia di milioni di persone che vogliono spostarsi nell'arco dei prossimi anni, non di qualche migliaio.

    Prima che Calderoli rispolveri il termine di "Bingo Bongo" e faccia considerazioni filosofiche sull'opportunità di non accelerare troppo i tempi evolutivi della storia, così come sui vantaggi della separazione territoriale fra etnie warm adapted e cold adapted, facciamoci qualche ulteriore domanda.

    Cosa desiderano realmente queste persone ?

    Una casa ?
    Una vita e/o un ambiente più sicuro ?
    Potersi curare facilmente ?
    Poter guadagnare e godere dei beni della civiltà dei consumi ?
    Altro ancora ?

    Questi desideri sono basati su illusioni, false informazioni o hanno un reale fondamento ?

    Sono consci degli svantaggi che li attendono in certe zone in teoria europee ?

    Ci si rende conto che con tutte le necessità che ci sono in molte zone d'Europa, si potrebbero impiegare centinaia di migliaia di persone in più in lavori socialmente utili ?

    Infine, volendo cercare soluzioni all'inevitabile sovrappopolazione, perchè non guardare con interesse al nord-Africa ?

    Se Rubbia avesse qualche anno di meno, pagherebbe per portare la sua esperienza e quella di altri tecnici in Libia (ex colonia italiana) nel campo delle fonti energetiche rinnovabili.

    Con un impegno finanziario ampiamente sopportabile e molto lavoro manuale (proprio quello che serve) quei luoghi potrebbero diventare molto più ospitali di adesso; dopotutto gli israeliani hanno trasformato il deserto in campi coltivabili.

    Senza scadere negli eccessi di Dubai, una decorosa via di mezzo dovrebbe essere percorribile per garantire un futuro a una parte della popolazione mondiale che, ricordiamolo, fra un paio d'anni supererà i 7 miliardi di persone (i 6 miliardi li abbiamo passati poco prima del 2000).

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  6. rossoallosso01:27

    visto che siamo maestri in guerre preventive perche' non si fa un bel raid tipo guerra lampo e si esporta la democrazia in questi paesi?oppure piu' semplicemente si potrebbe cominciare col togliere l'embargo a cuba

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  7. Nota a margine: a chi interessa l'articolo, manganelli come quello della foto sono in libera vendita nelle bancarelle per turisti di piazza Erbe a Verona, a meno di 100 m. dal luogo dove alcuni giovani di Forza Nuova hanno picchiato a morte Nicola Tommasoli.
    Questo per dire che a fronte di qualche facinoroso che parla a vanvera (La Russa in testa), poi le botte sono maledettamente reali.
    ciao, cometa

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  8. @ Adetrax
    dal tuo lungo commento,in parte condivisibile,si ricava l'impressione,giusta,che il problema immigrazione è molto complesso.Appunto per questo affrontarlo con battute da bar (per prendere voti,ovvio)come spesso fanno i leghisti è da incoscienti.Farlo gestire da queste persone,poi,è da paese incivile.Gli immigrati sono una risorsa e un problema e spesso anche un'emergenza umanitaria.
    Risorsa perché chi lavora da noi in regola produce ricchezza,paga le tasse,versa i contributi-per pensioni che non prenderanno mai,tra l'altro-.
    Problema perché milioni di persone con culture,religioni,tradizioni così diverse dalle nostre sono difficilmente integrabili e creano ansie e timori nella popolazione italiana.Ansie e timori,non è neanche il caso di dirlo,spesso alimentate ad arte, irresponsabilmente,per bassi motivi elettorali.
    Di fronte a tutto questo la risposta dello stato è confusa,punitiva,disorganizzata.Si viaggia a vista,come al solito in Italia.Senza un programma,un progetto.
    La nostra burocrazia,per dire,rende la vita impossibile ai lavoratori stranieri:mesi per ricevere documenti indispensabili,giorni persi sui marciapiedi delle questure,sgarberie ecc.Tutti questi adempimenti, complicatissimi per uno straniero,mettono in croce i lavoratori onesti ma non hanno nessuna efficacia nel contrastare i delinquenti,che pur ci sono (una piccolissima minoranza comunque,credo). Un delinquente non farà certo la fila in questura per lasciare le impronte o per chiedere un permesso.
    Invece di facilitare l'ingresso nella legalità si fa di tutto per tenere migliaia di persone nell'irregolarità,non capendo che così si crea un esercito di furilegge.
    Per finire:
    A)In Italia si rubava,stuprava ecc.anche prima dell'arrivo di questi stranieri.Non avevamo davvero niente da imparare in queste cose.
    B)Sui clandestini molti italiani guadagnano bene.Penso ai piccoli imprenditori edili,ai molti agricoltori che li fanno lavorare in condizione di semi schiavitù per poche lire (tanto il clandestino non può certo andare a denunciarli).Penso a chi affitta loro case fatiscenti, facendosi pagare,a volte,il singolo posto letto,in modo da poterne ammassare il più possibile e guadagnare di conseguenza.
    C)Quando si muovono milioni di persone,continenti interi quasi,spinte dal bisogno,dalla fame,dalle guerre,fermarli è impossibile.Si può gestire il fenomeno ma non eliminarlo.Tra gli USA e il Messico,per fare un esempio,ci sono migliaia di KM con filo spinato,fossati,muri e le guardie di frontiera USA hanno il grilletto facile,eppure nella California del sud,nel Texas ecc lo spagnolo è ormai quasi la lingua più parlata.
    Mi scuso per la lunghezza.

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  9. mache13:26

    Per Alessandro B il problema dell'immigrazione è tutta nel timore ingiustificato della gente. non gli passa minimamente per la testa che c'è un problema di impenetrabilità: se non se ne fosse accorto, l'Italia è troppo piccola per poter ospitare milioni di persone pronte ad imbarcarsi.

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  10. Per Mache
    D'accordo con lei sui timori ingiustificati della gente;discorso diverso sulla impenetrabilità:l'Italia è un paese densamente popolato (fin troppo per i miei gusti)ma non raggiunge certo le cifre di alcune altre aree del mondo.Saprà meglio di me cosa significa (e cosa costa)vivere in un paese "vecchio",a natalità zero.E poi,per dirgliela tutta,e non mi consideri superficiale,a me non dispiace assaggiare nuovi cibi,ascoltare musiche differenti,vedere gente vestita in maniera diversa(naturalmente senza velo).Abito in un paesino dell'Emilia e ho,e ho avuto,vicini di ogni nazionalità.Gente per bene,che fa lavoracci (caseifici,porcilaie ecc.).Mi scusi il tocco autobiografico se aggiungo che non mi dispice bere una birra con loro o fare due chiacchiere.
    La valle dove abito -val d'Arda- è terra di emigranti.Italiani che dopo la guerra sono andati a cercare fortuna all'estero.In alcune vallate del piacentino ci sono paesi deserti,abbandonati negli anni '50.Tutti partiti per Londra o Parigi.Ritornano in estate,ora che sono benestanti,e io ascolto le loro storie,e è impossibile non pensare agli stranieri che arrivano da noi adesso.Anche i miei genitori hanno lavorato in Svizzera molti anni e i loro ricordi sono infarciti di angherie e umiliazioni.
    A parte il tocco patetico (me ne scuso),come riconoscerà anche lei il problema immigrati non è di facile soluzione,anzi,forse di soluzioni non ce ne sono.L'unica cosa che possiamo fare è essere più accoglienti e civili. Se non altro per il nostro passato di emigranti.

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  11. Sono d'accordo con Adetrax e Alessandro B. per come hanno analizzato il problema.
    Credo che l'Europa dovrebbe accollarsi anch'essa il problema dei migranti e contribuire accogliendo le sue brave quote.
    L'immigrazione va assolutamente regolata con: a) diritto d'asilo per chi ha gravi ed imprescindibili motivi per fuggire dal proprio paese, con suddivisione dei rifugiati per tutti i paesi europei in base a quote. Per intenderci, deve finire la storia che certi paesi fanno finta di non vedere il problema.
    b) ogni paese stabilisce delle quote di posti di lavoro che possono essere coperti da lavoratori stranieri. 10.000 all'anno? Vuol dire che quelli in più verranno respinti.
    c) snellimento delle pratiche di richiesta di permesso di soggiorno e maggiore equità.
    d) possibilità eventuale di reclutamento di manodopera straniera nei paesi d'origine, in base alle quote disponibili.
    e) campagne informative nei paesi d'origine che spieghino a chi si illude di venire nel paese del bengodi qual'è la realtà del nostro paese. Per esempio andare a dire alle ragazze nigeriane, albanesi ecc. che non verranno qui a fare le segretarie, ma, se va ancora bene, le prostitute per strada.
    Riguardo a quanto detto da Alessandro, lo scambio tra culture diverse ha sempre portato ad un avanzamento della civiltà. La chiusura nei ghetti no.
    Ah, cito solo un episodio personale sul Nord e la sua "chiusura". Mi trovai due o tre volte con mio padre a Verona, dove andavamo per lavoro. Finito il meeting, all'ora di cena, ognuno dei nostri ospiti veronesi se ne andava per i fatti suoi ed io e lui rimanevamo soli come due cani barboni per strada, in cerca di un posto dove cenare.
    Voglio dire: a Napoli avrebbero fatto a cazzotti per invitarci ognuno a casa propria e ci avrebbero fatto scoppiare di struffoli, sfogliatelle e babà.
    Forse non c'entra nulla, e senza generalizzare, ma quando non hai la cultura dell'ospitalità non riesci neppure ad accettare una società multietnica.

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  12. tralla21:36

    Ah, cito solo un episodio personale sull'Italia e sulla sua esagerata apertura. Ogni mattina mi fermo ad un semaforo (quasi sempre rosso il maledetto) dove una zingarella e sua madre (presumibilmente) chiedono l'elemosina. La mamma, come tutte le bravi madri, con un paio di scarpe ai piedi, la figlia scalza sull'asfalto (così fa più pena) facendo gimkane tra i camion, con tutti i rischi annessi e connessi.
    Ogni mattina questa dolce bambina cresciuta nell'odio, al rifiuto mio o di altri di darle l'elemosina, incomincia a sproloquiare, sputa sui vetri, fa gestacci.
    Quando non hai la cultura del lavoro non riesci proprio ad inserirti in una società multi etnica.

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  13. tralla21:37

    ovviamente,senza generalizzare

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  14. Anonimo00:38

    tralla
    hai generalizzato!
    cerca di non far tardi al lavoro!un minuto di ritardo può costarti il licenziamento per "giusta causa",naturalmente la causa sarà la zingarella!
    lele

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  15. tralla11:03

    @lele
    chi ha parlato di ritardo sul posto di lavoro? sono gli sputi sul vetro dell'auto che mi disturbano; magari a te piacciono pure. sai come si dice... de gustibus...

    non generalizzo ma anche questo è un volto dell'immigrazione.il problema non è solo nella testa degli italiani.

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  16. tralla11:10

    Ditemi piuttosto se quella donna è degna di avere e allevare figli. Ditemi se è giusto che i servizi sociali non intervengano. Ditemi se è giusto che in nome della tolleranza si faccia finta di non vedere lo sfruttamento e il maltrattamento di quella bambina. Ditemi se è giusto che le istituzioni facciano finta di ignorarlo. Ditemi, poi, in coscienza, se credete davvero che sia un caso isolato.

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  17. @ tralla
    giudicare la realtà del mondo rom è sempre difficile, trattandosi di un modo di vivere molto diverso dal nostro. Anche il concetto di maltrattamento dei bambini è molto relativo. Magari per noi è maltrattamento portare la bambina a chiedere l'elemosina, per altri lo sarebbe obbligare una delle nostra figlie ad indossare il tutù e le scarpette da ballerina per anni, nonostante lei odi la danza.

    RispondiElimina
  18. rossoallosso18:39

    @lame per salvaguardare queste diversita' l'occidente si dovrebbe far carico di metter in condizione i paesi del terzo mondo di creare ricchezza e dare alle loro popolazioni una vita dignitosa che valga la pena essere vissuta.finora si vede solo sfruttamento da parte nostra delle loro risorse.il resto sono solo palliativi

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  19. tralla20:40

    dai anche al relativismo c'è un limite. è ovvio che quando si cresce dei figli nel tentativo di fare quello che crediamo un bene per loro possiamo forzarli e, in questo modo, esercitare una forma di violenza. ma una bambina scalza sull'asfalto già bollente, tra i camion che corrono e i gas di scarico mi pare una cosa molto diversa anche perchè l'intento è di lucrare mentre i padri probabilmente restano a bere e a giocare a carte.
    certo relativismo è inaccettabile perchè renderebbe lecita persino la pedofilia.

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  20. tralla20:44

    deduco che la tua risposta alle mie prime quattro domande è "è giusto".
    e deduco che per te non è un caso isolato.

    RispondiElimina
  21. @ rossoallosso
    purtroppo c'è un altro fattore negativo. Ogni civiltà ha diverso tempo a disposizione per giungere a migliorare se stessa. Noi ci abbiamo messo secoli per giungere alla democrazia. I paesi africani sono in molti casi passati dal tucul al capitalismo senza tappe intermedie. Non può funzionare così.

    @ tralla
    o si conosce bene la cultura rom (ed io non posso dire di conoscerla), oppure l'idea che ci facciamo di come vivono è solo una nostra interpretazione.

    RispondiElimina
  22. pisano20:58

    Gli zingari sono ingiustamente perseguitati da sempre. Perseguitati dal fascismo, dal nazismo, dal comunismo, da tutti i regimi autoritari.
    Nelle democrazie invece, gli zingari godono di interventi economici a sostegno di minori e delle mamme, sanità pubblica, donazioni e in certi casi case. Malgrado ciò la gente in prevalenza gli si scaglia contro. Volete rispettare le culture altrui? Allora rispettiamo anche la loro cultura. Che non è quella di lavorare bensì di vivere d'artifizi e di furti. Se poi vi sputano nel parabrezza che volete che sia. Mettetevi al posto loro e vedrete che anche voi sputeresta a coloro che non vi degnano di uno sguardo solo perchè la vostra cultura è diversa dalla loro. Insomma tutti ce l'hanno contro gli zingari, ma perchè?

    RispondiElimina
  23. Anonimo00:10

    tralla ,ti racconto un episodio.
    Era l'epoca in cui ad ogni semaforo c'era almeno un lava-vetro.Un mattino,al semaforo il ragazzo lava-vetro si appresta a detergere il parabrezza di un'auto,il proprietario balza giù infuriato e,per sua fortuna, prima di passare ai fatti si guarda attorno e più velocemente di come era sceso,risale in macchina e parte sgommando a semaforo rosso!L'auto,dell'infuriato fuggitivo, era targata TV,se non ricordo male,mentre le altre auto erano targate:TO.
    Pensierino:non è che il nord-est o padania hanno sparso un virus che si chiama razzismo?o xenofobia?oppure intolleranza congenita mista a geni nazisti?
    lele

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  24. tralla09:05

    scusa, ma qui non stiamo discutendo dell'abitudine dei giapponesi di mangiare pesce crudo o degli statunitensi di mangiare hamburger e patatine. stiamo parlando di bambini che vengono educati a sputare contro chi non da l'elemosina, che vivono tra i gas di scarico, nel costante pericolo di essere investiti o di tagliarsi i piedi con i vetri. oh, ma solo io ci vedo un'enorme differenza? i diritti dell'infanzia non esistono per voi?
    e poi la cultura non autorizza nessuna a vivere sulle spalle di chi si spacca la schiena, troppo comodo. allora facciamo che anche io da oggi in poi faccio mia questa convinzione e poi vediamo se posso venire a mangiare a casa vostra.

    RispondiElimina
  25. rossoallosso10:02

    quando io vedo centinaia di persone che si accalcano vicino ad un oleodotto per cercare di spillare poche gocce,a rischio della vita,di prezioso contenuto non credo lo facciano per accendere la lampada nel tucul vedo piuttosto dei baraccati disperati che vedono scorrere una ricchezza che e' la loro ma che non ne vedranno mai i frutti.quindi o che obblighiamo questi nostri governi fantoccini a ridistribuire la loro ricchezza per esempio in scuole,ospedali,trattori piuttosto che carri armati,apprendistato per formare i lavoratori del futuro,forse potremmo essere vicini ad una soluzione.oppure ci togliamo dai coglioni e li lasciamo vivere nei loro tucul che io sono convinto siano molto contenti di farlo.ho visto un documentario della nacional geografic che raccontava di qusta tribu' nomade che viveva in so piu' quale deserto con poche capre loro unica fonte di sostentamento per raccogliere acqua devono sorbirsi 15 km a piedi con una brocca in testa per 4 volte al di' tra andata e ritorno si ricoprono dalla testa ai piedi di fango per proteggersi dai vari parassiti che li infestano.il documentarista avvicinandosi per fare loro qualche domanda si stupi' allorche' si senti' rispondere da una donna in perfetto inglese cosi' scopri' che questa giovane donna si era laureata a londra e che scelse di tornare alla sua tribu' motivandola come scelta di vita piu' consona rispetto alla nostra,qualche conclusione bisogna pur trarla

    RispondiElimina
  26. pisano12:18

    Con tutti i problemi che creano gli zingari la loro cultura del furto, dei sotterfugi, della sporcizia che li caratterizza di antica tradizione indiana, va salvaguardata e difesa.

    Accogliamoli a braccia aperte e non con il manganello che provocatoriamente la saggia, preziosa e squisita Lame Duck con il suo illuminante post ha raffigurato.

    RispondiElimina

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