giovedì 25 giugno 2009

Teheran per noi

Notizie tremende dall'Iran, raccontate dai nostri telegiornali.
Poliziotti che sparano sulla folla, che picchiano i manifestanti, che controllano addirittura gli ingressi degli ospedali per arrestare i feriti da arma da fuoco e da manganello. Che reprimono violentemente chi protesta pacificamente.
Meno male che quello è un paese canaglia e da noi queste macellerie non succedono di certo.





Forte la carica con i blindati a tutta velocità sui manifestanti, vero? Non è Teheran, è Genova 2001.

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12 commenti:

  1. "vaghe" similitudini: non fare le solite inferenze, cattivona!


    ;-)

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  2. Adetrax00:07

    Chiaramente queste modalità repressive sono degli errori madornali anche se qualcuno li giustifica come atti necessari per mantenere il potere ed evitare il cosiddetto "peggio".

    Comunque, molte violenze accadono perchè sia chi le compie che ancora di più chi le provoca ad arte, non ha ricevuto le necessarie cure e così le turbe apparentemente latenti (ma molto ben visibili a chi le sa vedere) esplicano i loro effetti.

    Sul caso Teheran il motivo è chiaro, all'oligarchia non piace che il suo potere sia messo in discussione per qualche milione di voti in più o in meno, soprattutto se c'è esposizione mediatica internazionale e se qualcuno inizia a dubitare del loro potere di controllo sulle masse.

    Dopotutto loro hanno detto che il voto è stato regolare e che bisognava interrompere gli schiamazzi; purtroppo la le disubbidienze agli ordini provocano spesso degli inconvenienti poco piacevoli.

    Riguardo ai picchiatori e agli sparatori anonimi è probabile che, per togliersi qualche inutile remora, si droghino con qualcosa di particolarmente eccitante (non tutti, solo quelli che madre natura non ha dotato di sufficiente cattiveria).

    D'altronde questo accorgimento potrebbe essere stato adottato anche da qualche poliziotto presente nella scuola Diaz di Genova.

    Naturalmente questo non basta, per spargere sangue ci vuole anche un forte risentimento, un sufficiente substrato ideologico giustificativo e una buona predisposizione (quasi naturale) a certi deprecabili atti.

    A Genova per esempio si sono notate parecchie anomalie.

    1) Inutile tolleranza dei black block; la risposta giusta sarebbe stata quella di bloccare a terra chiunque avesse compiuto qualche atto vandalico; l'uso della forza, quella vera intendo, non ha come esito lo spargimento di sangue; voglio dire, se un gruppo di persone pacifiste vede uno stupratore all'opera, si sentirà in dovere di immobilizzarlo per evitare il peggio, si o no ?

    Lo stesso sarebbe dovuto accadere per i vandali di Genova, invece erano tutti a pochi metri a fotografare e a filmare le loro azioni.

    Insomma, tutti sapevano che sarebbero arrivati, tutti immaginavano quello che avrebbero fatto e quello che poteva succedere come conseguenza; lasciare liberi questi provocatori è stata la cosa più stupida che si poteva fare.

    2) La strategia della polizia è stata ideata da gente che sapeva benissimo che avrebbe fallito e che avrebbe creato frustrazione anche in seguito ai danni dei black block:
    - inutili cariche verso folle allo sbando;
    - repressione verso gente non responsabile di atti vandalici compiuti da provocatori che nel frattempo si erano dileguati;
    - ecc.;

    Diciamo che lo sguardo di qualche capo-carica era lo stesso di quello di molta gente che si distingue negli "eccessi" post-partita.

    3) Deplorevole inferiorità culturale (Silvio direbbe "antropologica") di troppi poliziotti sottoposti; questa cosa non può che produrre disastri quando è unita a superiori corrotti e maligni; purtroppo, statisticamente si rileva che il richiamo alla barbarie è spesso, ovvero 8-9 volte su 10, identificato in certi tipi di persone; naturalmente gli altri sono casi clinici o cocainomani conclamati.

    4) Eccessiva inesperienza degli attori, sia dei dimostranti che dei poliziotti, entrambi sono stati suggestionati e fregati dalle strategie di più alto livello.

    Comincio a pensare che esibire irresponsabilmente la propria inesperienza non sia una bella cosa.

    Evidentemente il pensiero che la folla è femmina e ama essere fottuta è ancora parecchio in auge assieme all'idea che qualche limitata violenza domestica correttiva sia un toccasana per ripristinare i corretti rapporti familiari.

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  3. Cara amica Lameduck,

    a Genova ho visto manifestanti (una minoranza) che sfasciavano tutto quello che trovavano sulla loro strada. Quindi trovo arbitrari i tuoi paragoni: naturalmente io condanno anche gli ecessi della polizia.

    Ciao Davide

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  4. Marco T.10:22

    Amico Davide, chi ti dice che anche a Teheran non volino i sanpietrini?
    Secondo te perchè la polizia a Genova non se la prese giustamente con i blackbloc che tu ricordi così bene e andò invece a manganellare gli altri manifestanti?
    No, non sforzarti troppo a pensarci, mi raccomando.

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  5. Vale la pena di ricordare che i processi per la Diaz e Bolzaneto, arrivati al primo grado di giudizio l'anno scorso (dopo 7 anni !),si sono conclusi con condanne molto lievi per i pochi imputati. Le indagini sono state lunghe perché, secondo i giudici, da parte della polizia ci sono state resistenze e un atteggiamento omertoso. Molti funzionari sono rimasti in carriera. Qualcuno addirittura promosso.
    Beffa finale: lo stato si rifiuta di risarcire le vittime.
    E non dimentichiamo che non uno dei fermati o arrestati alla Diaz è mai stato imputato o processato per alcunché.
    Nessuno dei poliziotti condannati ha mai fatto un giorno di galera -stiamo parlando di torture e di vero e proprio sadismo- e tra pochi mesi i reati commessi cadranno in prescrizione.
    p.s.
    non sono tra quelli che amano vedere la gente marcire dietro le sbarre, anzi, e guardare qualcuno entrare in prigione non mi ha mai divertito, ma insomma, qualche mesetto ai più macellai...

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  6. Panty10:29

    Mi viene un dubbio.
    Dei "terribili" black block,ne è mai stato arrestato,interrogato e processato qualcuno ???

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  7. il brutto e' che a genova hanno anche sparato con una pistola da una camionetta contro un ragazzo a piedi con in mano un estintore per poi far passare il tutto come legittima difesa.senza contare la scuola diaz con le varie molotov gia predisposte.qui si e' trattato di una vera strategia messa in atto per discriminare il movimento anti G8.bisognerebbe ricordare anche la testimonianza di alcuni poliziotti regolari i quali denunciavano la presenza tra le loro fila di reparti con simboli e divise delle quali nessuno era a conoscenza.alcuni agenti se non sbaglio,tra le quali anche una donna, stanno ancora indagando su chi erano e da dove venivano questi reparti

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  8. Trovo Salutare mettere l’uno accanto all’altro i due eventi. Dall’incrocio di prospettive diverse nascono sempre pensieri nuovi.
    Esattamente quello che l’informazione ufficiale non fa mai, neanche per sbaglio. Ogni giorno parlo con gente di ogni tipo, e quello che sempre più mi colpisce è l’appiattimento su posizioni preconfezionate. Si pensa per sentito dire.
    Il parallelismo del tuo post di oggi è azzeccatissimo, ma è un meccanismo che non funziona nella mente della maggior parte delle persone, e provo a spiegarne il perché:
    1 - la percezione dei fatti di Genova è stata manipolata; anche tra amici che erano presenti, osservo una specie di polverone mentale che non permette più di distinguere e analizzare. Tra le persone che non c’erano permane solo l’idea che la polizia abbia messo a suo posto una manica di casinisti. Nella Diaz c’era un mio amico, che negli anni successivi si è impegnato sacrificando il suo lavoro e il suo tempo per partecipare a tutte le udienze e fare in modo che i responsabili pagassero. Il risultato è che ha perso gli amici, è rimasto solo alle udienze, e adesso è talmente disilluso e scoraggiato da non avere più la forza di proseguire.
    Parafrasando don Giorgio De Capitani quando commenta l’abissale degrado etico sul quale galleggiano gli eventi di queste settimane, “la massa [ormai] gode nel farsi sodomizzare [dal porco]”. C’è sempre un porco che riesce a lusingare il nostro latente desiderio di autodistruzione, e un pezzo più o meno grande di quel porco è dentro di noi. Dei fatti di Genova non frega più niente a nessuno, se non a quelli che ne portano ancora il segno.
    2 – Teheran è lontana, ce la raccontano. Chi ce la racconta sappiamo chi è. E’ come guardare una fotografia sbiadita in bianco e nero. A volte risaltano episodi che colpiscono più il cuore che la mente, ma è proprio ciò che si vuole. La sedicenne uccisa durante una manifestazione. Del resto già il giorno dopo non se ne parla più. Tutto piatto. Tutto preconfezionato. Dei perché e dei percome non importa a nessuno. Pane e circo.
    3 – Il potere può ciò che vuole, così a Genova come a Teheran. Il parallelismo semmai funziona al contrario: laddove vorresti mostrare che a Genova fu una carneficina, finisci per dimostrare che a Teheran si stanno mettendo al loro posto alcuni facinorosi.
    4 – Chi legge questo blog ha un certo orientamento, e ci si aspetterebbe che l’esposizione del parallelismo funzionasse almeno qui, ma non è così.
    5 – come diceva M. L. King, Non ho paura delle parole dei violenti
    mi preoccupa molto il silenzio degli onesti. Qui non reagisce più nessuno, a nessuno stimolo; al massimo ci si perde in disquisizioni capziose sui particolari insignificanti. Questo succede quando non si riesce più a distinguere il nocciolo di una questione dai fronzoli. Perché guardiamo la realtà attraverso la proiezione delle sue ombre. Mi viene in mente la famosa caverna di Platone.
    6 – Naturalmente mi guardo bene dal confondere etica e morale, ma va riconosciuto che in questo paese la prima coincide quasi esattamente con la seconda, intesa come morale cattolica. Così come è stato per il crollo del muro di Berlino, a me pare che sia crollato anche quello che tratteneva le coscienze su prese di posizioni che, se non etiche, almeno si rifacevano ad alcuni principi fondamentali. Solo che di questo crollo non si accorge nessuno. I cattolici continuano a votare il sultano perché la chiesa non condanna, e questo vuole dire che è lecito, no? Salvo poi rompere i maroni sull’uso del contraccettivo. Si trombi a destra e a manca, purché senza condom. Farei assurgere questa massima a simbolo del tempo. Ecco come si distrugge da dentro una società.
    In definitiva, secondo me, non esistono gli strumenti per riflettere su un aspetto di barbarie che non viene per nulla percepito come tale. Cito spesso una battuta di un film in cui un personaggio si chiede se valga la pena fare la rivoluzione “nonostante” il popolo.
    Per questo apprezzo questo post.

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  9. @ Panty
    Per quel che ne so a GE sono stati condannati,in primo grado, 24 dimostranti, con pene da 5 mesi a 11 anni. Il PM aveva chiesto pene doppie.200 e passa anni in tutto contro i 100 e passa che sono stati dati.
    n.b. il processo contro i dimostranti è stato più veloce di quello contro i poliziotti.

    C'era un altro processo, a Cosenza, contro una quindicina di persone accusate per i disordini di GE e altro. Tutti assolti. Sempre in primo grado.
    Il PM aveva chiesto il reato di insurrezione (?) e pene per svariati anni a cranio.
    Non credo ci siano altri procedimenti in corso.

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  10. Clemente Mastella. Il suo partito, l'Udeur, come l'Italia dei Valori, sulla commissione d'inchiesta sui fatti del G8 ha votato con la Cdl. Sul voto del partito guidato da Antonio Di Pietro arriva però la precisazione dell'ex pm. L’Italia dei valori, spiega Di Pietro, non è contraria a una commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova a patto che essa «indaghi a 360 gradi sulle anomalie e le ingiustizie commesse da coloro che hanno provocato la rivolta e anche, viceversa, sugli abusi che ci sono stati da parte delle forze dell’ordine». Così Antonio Di Pietro prova a spiegare il «no» suo e del suo partito alla istituzione di una commissione di inchiesta sui fatti di Genova. «Se fosse una commissione a 360 gradi noi la votiamo domani mattina - ha sottolineato Di Pietro - ma se l’inchiesta deve indagare soltanto sugli abusi della polizia e non anche sulle illegittimità commesse da chi ha sfasciato le carrozze, le macchine e ha aggredito le forze dell’ordine, allora noi diciamo no. Perché sarebbe una giustizia a metà e non bisogna indagare soltanto quella metà dei fatti che fa comodo alla sinistra-sinistra-sinistra».

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  11. Caro amico Marco,

    ""Amico Davide, chi ti dice che anche a Teheran non volino i sanpietrini?
    Secondo te perchè la polizia a Genova non se la prese giustamente con i blackbloc che tu ricordi così bene e andò invece a manganellare gli altri manifestanti?
    No, non sforzarti troppo a pensarci, mi raccomando.""

    Certamente c'è dietro il complotto di un grande vecchio.

    Ciao Davide

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  12. Anonimo20:53

    non era poi tanto vecchio e non era un complotto, era un piano.
    saluti
    m.ang

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