domenica 2 agosto 2009

FahRUnheit 486

Ogni uomo che volesse farsi prete dovrebbe, prima dell'ordinazione, frequentare un particolarissimo corso di formazione. Niente di eccezionale, dovrebbe semplicemente vivere un anno da donna. Tutta l'esistenza terrena di una donna concentrata in dodici mesi.

Se il wannabe priest dovesse superare il primo mese senza essere ammazzato (il corso comincia in Cina ed in altri paesi asiatici dove le bambine non sono molto gradite) la sua esistenza di femminuccia dovrebbe superare alcune prove, ovvero il normale percorso di qualche centinaio di milioni di donne nel mondo.
Durante l'infanzia, oltre a qualche molestia pedofila, una precoce deflorazione ed un matrimonio con qualcuno che manco conosce, gli toccherebbe, per esempio, un'infibulazione faraonica come si usa ancora da certe parti in Africa, consistente nella escissione dei genitali esterni e successiva sutura alla bell'e meglio della ferita. Senza anestesia, ovviamente.
Lo sviluppo ed il menarca saranno vissuti senza tante smorfie, magari con l'acuirsi delle violenze maschili sul fiorellino appena sbocciato, con in più, da ora in avanti, l'incubo del restare incinta.

Questa la prima parte, piuttosto hard, dedicata all'infanzia femminile. A seguire, per la serie intitolata "donna, du du du", nei mesi successivi si concentrerà un quarantennio di mestruazioni dolorose con sindrome premestruale condita da depressione, tensione alle mammelle e flusso stile vacca sgozzata con rito islamico.
Siccome il corso di formazione per futuri preti non prende in considerazione le invenzioni moderne che hanno alleggerito l'esistenza delle donne: assorbenti, tamponi interni, antidolorifici, contraccettivi, cerotti ormonali per la menopausa, il nostro pretonzolo dovrà lavarsi i pannicelli insanguinati come erano costrette a fare le nostre nonne e mamme, tenersi i dolori pensando alla sofferenza di nostro signore gesùcristo e, naturalmente, tra un karakiri mensile e l'altro, scodellare un figlio ad ogni trombata, circa.

Questa è la parte davvero tosta del corso. Ogni due o tre figli nati all'interno del matrimonio, come comanda il precetto di nostrosignore, in questo corso estremo di sopravvivenza qualcuno dei pargoli nasce a seguito di stupro, meglio se di gruppo e selvaggio, come accade alle donne vere nelle guerre. Giusto per non far mancare al pretino nulla di tutto ciò che significa essere donna.
Il frutto dello stupro e gli altri marmocchi della serie regolare (facciamo una dozzina come la media delle donne dell'inizio del secolo scorso?) peseranno alla nascita almeno cinque chili, qualcuno si presenterà podalico e, in mancanza di anestesie e altre diavolerie moderne, i putei nasceranno grazie a qualche sforbiciata da una parte e dall'altra dell'orifizio materno, cosa vuoi che sia. Stringi il fazzoletto nei denti e pensa a quando facevi la troia e ti divertivi.

Tra una gravidanza e l'altra il pretonzolo non potrà farsi mancare qualche decina di aborti. Metodo preferito: con la mammana nella cucina di casa. Oppure, studio di cucchiaio d'oro anni cinquanta, con divieto di strillo e solito provvidenziale fazzoletto tra i denti. L'aborto della mammana verrà fatto con peretta, acqua saponata, prezzemolo, ferro da calza ed altri rudimentali orpelli. Quello del cucchiaio d'oro senza anestesia e tanti complimenti ma a caro prezzo.

Cosa rimane da far sperimentare al nostro prete in pectore? Un mese a battere sull'Adriatica, in balia di clienti da quattro soldi? Una vita da lesbica, stuprata a scopo rieducativo o direttamente lapidata? Un paio di cancri al seno e all'utero curati come una volta, un bel taglio e via? Un marito che se ne viene in dieci secondi netti senza farti provare mai nemmeno lo straccio di un orgasmo e in più ti frega per l'ennesima volta?
E la menopausa? Niente cerotti o altre diavolerie che prolungano la gioventù. A cinquant'anni il nostro stagista sarà una vecchia scrofa sfondata e nemmeno buona per le salsicce.

Verso la fine del corso il pretino concorderà con me che il lato positivo della vecchiaia è che quelle maledette ovaie crepano e si rinsecchiscono come due chicchi d'uvetta. Niente più figli non voluti, gravidanze da schiena spezzata, emorroidi e gambe con le vene che scoppiano. Niente più ragadi al seno ed emorragie inarrestabili. Niente nausee e tagli cesarei.

Sei terrorizzato all'idea di questa full immersion nella merda femminile, caro il mio pretino? Credevi che essere donna fosse solo scopate, scopate, guarda la troia come gode, che belle tette che ho e quanto sono fica?
Eppure tutto ciò che ho descritto è essere donna. Lo è stato per migliaia di anni e lo è anche oggi per milioni di sorelle.
Dovresti ringraziarmi. Ti ho risparmiato una gita nel medioevo quando i tuoi compari torturavano le streghe e le bruciavano e un sacco di altre cose che mi sono senz'altro dimenticata di citare.

Per noi donne moderne le cose sono un pò migliorate. Se siamo fortunate negli incontri e ci impegnamo, riusciamo perfino a divertirci nel fare l'amore. Anzi a volte è proprio bello, una goduria come per l'uomo e forse di più.
La pillola e gli altri anticoncezionali ci hanno tolto l'angoscia dell'equivalenza trombata=marmocchio.
La maternità, grazie anche alla possibilità dell'aborto, non è più un' imposizione ma una scelta.
La nostra esistenza può concentrarsi su tante altre cose oltre alle cacche e pisce dei figlioli, magari un lavoro, una carriera. Non tutte nascono gatte. Se a quelle prive dell'amore materno qualcuno fa fare loro fare i gattini per forza, queste poi se li mangiano. Qualcuno l'ha capito finalmente e ci ha liberate dalla maternità ad ogni costo. E non è più come una volta che :"se non vuoi figli fatti suora".

Naturalmente il Corso di Immedesimazione nella Sofferenza Femminile per Aspiranti Preti non esiste ma sarebbe bello che esistesse. Almeno questi stronzi che parlano di limitare le nostre libertà acquisite grazie a lotte di decenni, che parlano di difesa della vita senza mai essersi contorti un giorno intero nei dolori mestruali ed essersi sentiti spaccare in due da un parto, forse capirebbero e se ne rimarrebbero zitti.


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23 commenti:

  1. mauro22:58

    ciao lame,bentornata dalle ferie.si vede che ti hanno fatto bene.

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  2. Adetrax23:08

    Tra una gravidanza e l'altra il pretonzolo non potrà farsi mancare qualche decina di aborti ...

    Mah, in teoria il wannabe priest non potrebbe assolutamente ricorrerere a quelle pratiche.

    In ogni caso che dovrebbe dire la Chiesa: bene, bravi, bis ?

    Bisognerebbe sempre tenere presente qual è la sua posizione ufficiale, ovvero:

    1) non si deve quasi mai trombare, eccetto quando si mettono in cantiere dei figli;

    2) il sesso extramatrimoniale è assolutamente verboten (altrimenti tenetevi le malattie veneree, l'AIDS, le situazioni dolorose e tutto il resto);

    3) sopprimere una potenziale vita è peccato mortale;

    4) da una potenziale vita può scaturire un prete, una suora, un frate o addirittura un futuro papa e quindi a maggior ragione non si può escludere questa possibilità (anche perchè sono tutte figure in forte diminuzione);

    5) altro ancora.

    In breve dietro a certe affermazioni c'è tutto un apparato dottrinale che non può essere ignorato o sconfessato come bere un bicchier d'acqua; in questo contesto un eventuale silenzio sarebbe stato fortemente anomalo.

    Concludendo, il wannabe priest non dovrebbe cambiare di una virgola il pensiero ufficiale anche e soprattutto dopo tali ipotetiche esperienze.

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  3. raggletaggle23:41

    Questo post è talmente bello che son rimasto senza parole.

    Commosso, e senza parole.

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  4. Concordo, con tutto, ma non lo dico: ho una paura folle di essere scomunicato.

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  5. Anonimo01:51

    Ciao, Lame, non so se mi ricordi, sono passati mesi. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. ;) Ma ti ritrovo sempre in forma.

    I preti, mi spiace generalizzare, non è giusto, non sono sempre così portati a capire, non fa parte del pacchetto e fa a pugni con i dogmi e le verità assolute; è il fidesimo che glielo impedisce.

    Ma la cosa strabiliante è che la RU non è neanche considerabile aborto, per motivi che tu sai e non sto a spiegare, anche se loro si attaccano a quisquilie. Eppure, la chiesa e certi fedeli dimenticano le parole di due dei loro più noti santi- e li han fatti santi loro- san Tommaso e sant'Agostino, che scrivevano che l'embrione non ha un'anima. Sic!, e nel Medioevo, mica nel secolo dei Lumi. Ma la chiesa poi 'progredisce' ed 'evolve' nelle idee, non resta ferma al Medioevo, nooo. Copio dal sito degli UAAR: "Nei primi secoli della sua storia non vi fu una posizione unanime della Chiesa sul tema dell’aborto. Ancora al tempo di Agostino molti vescovi lo consideravano lecito fino al terzo mese, mentre san Tommaso d’Aquino riteneva che un feto diviene un essere umano dopo 40 (se maschile) oppure 80 giorni (se femminile), e che solo gli esseri umani hanno l’anima, mentre il feto non la possiede. A partire dal XVII secolo il feto fu considerata una persona da battezzare anche a costo della vita della madre (che tanto era già battezzata, e quindi salva). Solo a partire dal XIX secolo feto ed essere umano si sono unificati in senso temporale, sicché la Chiesa ritiene che il feto vada considerato come una persona, dotata di un’anima fin dal primo istante del concepimento."

    No so, forse Tommaso ed Agostino dovrebbero essere tolti dai santi?
    Ma 'ste verità assolute, sono assolute o no?

    Io, comunque, continuo a ritenere una buona idea un bel cargo con tanti tanti vescovi e Ratzinger da catapultare sull'Africa. Magari ci ficchiamo su pure Formigoni, Casini, il premier demens et similia (volutamente neutro). ;)

    Ciao

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  6. Anonimo09:15

    Grande post.
    domanda un po' ingenua ma sincera: perchè le donne non si incazzano di più?
    paolo

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  7. Anonimo10:42

    In effetti, come dice Adetrax, da un prete mi aspetto che faccia il prete.

    Da notare, poi, che tutte le infamità che elenchi non giustificano nessuna donna (o uomo) a compierne una in più.

    Voglio dire, fatte salve le esagerazioni, il discorso è in sé fallace.

    Saluti,
    Stefano

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  8. Anonimo11:53

    Cara Paperella, da donna ti dico che hai ragione al 100%. Da atea ti dico che hai ragione al 100%. Da persona ti dico che hai ragione al 100%.
    Post semplicemente sublime!
    Roberta da Sydney

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  9. cuorerossoA15:35

    Vorrei aggiungere, all'impeccabile analisi, che fare tutti quei figli serviva a legare indissolubilmente una moglie ad un marito, anche se violento, ubriacone e incurante della prole. Dove poteva andare una disgraziata con 10 figli e senza autonomia economica?
    Ecco ciò che ancora piacerebbe alla chiesa: donne senza potere dicisionale, donne subordinate a regole familiari capestro.
    Senza contare che il ventre di donna ha sempre spaventato, nei secoli, il maschio, o meglio gli apparati maschili. La chiesa, apparato maschile per eccellenza, deve dominare incontrastata sulla libertà di riproduzione. Questo sempre più ampio potere decisionale fa tremare le palle rinsecchite delle gerarchie ecclesiali.
    Ci vorrà ancora tempo, ma da "l'utero è mio e me lo gestitsco io", di strada se n'è fatta eccome!

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  10. premetto che condivido il tuo post pero'devo anche dire che se fosse cosi' credo che di preti ce ne sarebbero ancor meno di adesso nel senso che uno che decida di farsi prete penso sia gia portato per natura alla misoginia altrimenti non mi spiego il fatto che un uomo decida di rinunciare alla donna tutta la vita,non dirmi che lo fanno per fede ,per una sorta di chiamata spirituale, perche' se cosi fosse i seminari dovrebbero essere luoghi retti e irreprensibili non delle caserme dove si consumano le piu' nefande sconcezze.se poi ci aggiungiamo l'indottrinamento il gioco e' fatto

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  11. mi piacerebbe linkare questo articolo, posso?
    grazie.
    tu sei grande, davvero!
    per me, anarcoide e anticlericale, questo post è da sottoscrivere, con in più una buona dose di incazzatura, da donna che ne ha subite tante.

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  12. @ Adetrax
    ma Gesù Cristo non scelse proprio di fare uno stage sulla Terra immedesimandosi nell'Uomo fino alle estreme conseguenze? Il senso del post è questo e penso sia profondamente cristiano.

    @ cristina bove
    ma certo che puoi linkarlo. ;-)

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  13. Panty01:16

    Tanto per non sbagliare,da quando il Vaticano ha detto che Galileo è stato,si,riabilitato ma che il processo era più che giusto,il mio telescopio lo piazzo sul terrazzo solo di notte quando è buio pesto,così non mi vede nessuno.

    Sono uno di quelli furbi come Gasparri,io,a me non mi fregano i preti.

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  14. Galileo fu condannato anche a recitare un certo numero di preghiere: non ricordo il numero (debitamente specificato dalle carte processuali) ma si trattava di ore da dedicare a Dio, ai santi e alle Madonne ogni “santo” giorno. Galileo all’epoca del processo era vecchio e malato, le preghiere per lui sarebbero state un peso non da poco: chiese di essere esentato dal recitarle. Richiesta respinta.
    Allora Galileo chiese se sua sorella, una suora, potesse recitarle al posto suo. Richiesta accordata: la sorella ha recitato per anni, ogni giorno, le preghiere obbligatorie sancite dalla condanna al fratello.
    Tanto per parlare del processo a Galileo e le donne.

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  15. Seba09:04

    Uno dei migliori post letti qui...complimenti davvero...lo faccio girare, linkandoti ovviamente ;)

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  16. "Se gli uomini restassero incinti, potresti avere un aborto anche dal barbiere." (Daniele Luttazzi)

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  17. @ Garguz
    Grazie per aver ritrovato l'esatta citazione da Luttazzi della quale ho parlato su OKNOtizie.

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  18. Complimenti per il tuo blog...perché non mi inserisci tra i tuoi amici e mi linki?? Te ne sarò grata
    grazie!!!

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  19. Anonimo16:44

    bel post, grandiosa la scelta dell'immagine.
    ti seguo già da un po', dalla svizzera.

    saluti,
    silvia

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  20. poi esistono le eccezioni
    http://www.dongiorgio.it

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  21. Amichetta22:58

    Urgh.
    Meno male che non sono nata femmina...

    :P

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  22. A proposito di clero che parla a sproposito: domenica 2 agosto sono stata alla commemorazione delle vittime della strage di Bologna e, cosa assolutamente unica, sono andata anche alla messa in suffragio.
    Ero lì che ascoltavo in "religioso" silenzio quando durante l'omelia il vescovo dice: questa strage di persone innocenti grida vendetta al cospetto di dio (o una cosa similare) come la strage che si avrà con la RSU 486.
    Sono scattata in piedi come una molla e sono uscita immediatamente.
    Il commento del mio gentil consorte è stato: così la prossima volta impari ad andare in chiesa.

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  23. @ silvana scricci
    Devo dire che concordo con il consorte. Io purtroppo sono costretta spesso a presenziare alle messe ma disinserisco l'audio quando parte l'omelia.

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