sabato 26 settembre 2009

Alzozero

"Marco Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza." (Claudio Scajola, 2002)

Nel giorno in cui la MadonnaSilvio è improvvisamente apparsa al Papa in aeroporto, riuscendo a molestarlo per ben due minuti interi quasi in Paolini mode, "Ehi, Santità? Santitaaaaà, senta, ehi, iuhuuu!", praticamente placcandolo al check-in, Minzolini è riuscito a far diventare questo patetico tentativo di farsi riaccreditare presso la Santa Sede dopo l'Escortgate, come un grande momento nella grande giornata del nostro grande pornoduce. Così si parlerà di lui e non del Papa che parte per un viaggio pastorale a Praga. Che menti, che strateghi, che creativi!
Si sa, quello non è più un telegiornale, è un Telegiornale Duce con tanto di aquilotto ma è come Silvio e i suoi volonterosi scherani vorrebbero che fosse l'informazione in Italia: un unico inno alla grandezza del piccoletto.

Così, quando sento il direttore generale della RAI dire questa enormità che andrebbe scolpita sulla lapide posta sulla tomba della pluralità di informazione: "
"Occorre una riflessione sul servizio pubblico, che deve essere plurale. Ma nella mia carriera che mi ha portato a girare molti paesi del mondo non ho mai visto programmi anti-politici. Non ho mai visto all'estero reti di servizio pubblico che facciano programmi apoditticamente contro''.
mi tocca ribadire che non possiamo fare a meno di Santoro, nonostante faccia trasmissioni francamente pallose ed abbia perso lo smalto di "Samarcanda".
Non esiste proprio che qualcuno debba decidere cosa io posso o non posso guardare.
Non vi piace "Annozero", vi sta sul culo Travaglio, strangolereste Santoro con una calza di seta? E allora? Guardatevi Chuck Norris, leggetevi un manga, gettatevi da una rupe ma non rompete con la storia del Servizio Pubblico. Anche un telegiornale come il TG1 non dovrebbe comparire sul Servizio Pubblico perchè è insopportabilmente e odiosamente fazioso in senso ceauseschiano. Io non guardo "Annozero" perchè non mi va di sorbirmi i dibattiti con obbligo di Facci, Belpietro e Ghedini, ma se una sera putacaso mi andasse di guardarne una puntata, per i cento euro che verso a Masi ogni anno, esigo di vederlo. Anzi, dirò di più. Esigo di vederlo senza la presenza degli insopportabili parcondicisti che, mentre si tenta di fare un ragionamento, urlano "Mavalà, mavalà, mavalà, mavalà!" coprendosi le orecchie.

Parlando di programmi antipolitici (un eufemismo che significa antiBerlusconi, perchè se fossero antiDiPietro sarebbero benedetti e vincerebbero i telegatti), non so quali paesi abbia visitato Masi ma negli Stati Uniti, ad esempio, ci sono due conduttori di talk show, Jay Leno e David Letterman, che persino durante la guerra in Iraq hanno continuato a dirne da forca e da galera su G. W. Bush.
Gli sembrerà strano ma sono ancora lì a collezionare ascolti da paura, ed il fatto che ci sia Obama alla Casa Bianca non impedisce loro di continuare a fare satira sul potere.
Ah, ovviamente, nonostante gli dessero del cretino praticamente ogni sera, con il pubblico che si sganasciava dalle risate, Bush non si è mai sognato di accusarli di fare un uso criminoso della televisione perchè di lì a poco avrebbe visto arrivare l'ambulanza e gli infermieri a portarlo via.
Quando Clinton fu messo alla gogna per il caso Lewinsky nessuno si sognò di pretendere di oscurare pudicamente l'inchiesta e di definirlo gossip. I vestitini blu con le macchie di DNA presidenziale finirono su tutti i media e il presidente rischiò la cadrega.
Se Masi si riferisce alla Russia di Putin invece, mi sento quasi di dargli ragione. Là i giornalisti scomodi e che fanno domande vengono addirittura liquidati fisicamente.

Gli zelanti che se la fanno addosso dal terrore di dispiacere al duce si occupano ormai in pianta stabile del lavoro sporco di additare e condannare chi osa dare del nano al nano.
Ormai lui infatti gli editti bulgari non si scomoda più ad emanarli. Ci sono gli appositi araldi e le sue numerose badanti, per questo.
Il nano-ministro-curie Scajola, quello del rompicoglioni a Marco Biagi, non sopporta che cinque milioni di telespettatori abbiano finalmente conosciuto la signora D'Addario, della quale i telegiornali avevano accuratamente nascosto l'esistenza finora, mentre chi frequenta Internet ne conosce anche la taglia di reggiseno.
Così vuole un'inchiesta non su ciò che ha rivelato la escort ma su chi ha osato intervistarla.

L'unica cosa che dovrebbe interessare gli italiani è se questa signora dice la verità o mente (ed in questo caso perchè) e se dietro al conclamato frullo di passere a pagamento nelle residenze del premier non vi fosse dell'altro. Droga, per esempio, visto che i pappa indagati sono anche indagati per spaccio.
La magistratura indaga ma la stampa ha il diritto di informare il popolo di ciò che accade nelle stanze del potere. Comprese quelle ovali e da letto.


7 commenti:

  1. In realtà, l'incontro non è casuale, come tu insinui: purtroppo, era programmato. Tant'è che mai il Papa è partito da Ciampino, sempre da Fiumicino. E'finito a Ciampino apposta per incontrare il signor B., e la presenza di Letta sullo sfondo non lascia dubbi in proposito. Dunque, l'evento è significativo e preoccupante.

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  2. grosso modo la summa della trasmissione in oggetto
    [Infatti a sentire Scajola la trasmissione è stata tutta sbilanciata da una parte e piena di gossip.
    squilibrata non direi proprio, soprattutto nel video-editoriale di Marco Travaglio (momento di picco di ascolti e maggiore interesse per la trasmissione), sono arrivate bordate per tutti: per Raffaele Fitto, Ministro per gli affari Regionali PDL, indagato insieme al Ministro della Giustizia Alfano, per abuso d'ufficio e per l'ex vice-presidente regionale della Puglia Frisullo (PD). Con entrambi Travaglio non è tenero, e con Frisullo usa la formula "indagato, quindi promosso a senatore PD", con tanto di espressione di disappunto del segretario Francesch
    Si vocifera di un opinionista di centro-destra, per quando Travaglio parla degli esponenti di quello schieramento. E quando parlerà di quelli del centro-sinistra, il PD chiederà un suo opinionista?
    Schifani dice che è stata una puntata di cattivo gusto, ma di cattivo gusto, nei servizi preparati dalla redazione nella puntata di giovedì, proprio non se ne sono viste tracce (tranne quando Feltri disse: "Non ho mai detto in un titolo che Boffo è omosessuale, l'ho solo detto nel sommario").]
    il papa a praga ha detto " per la loro creativita'il futuro e' nelle minoranze",io dubito che questo papa sia profetico ma per una volta potrebbe avere ragione

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  3. Tutto ciò che ovvio in una democrazia per l'Italia diventa impossibile. Chi non ha il cervello pieno della spazzatura televisiva che, strato dopo strato, anno dopo anno, ha bloccato il funzionamento dei neuroni (chi ce li aveva), sa benissimo che all'estero la stampa alita perennemente dietro al collo dei potenti. Oltre la stampa, anche i programmi di intrattenimento. Giustamente hai citato il David Letterman, che seguo da anni. Un programma del genere in Italia durerebbe una puntata.

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  4. Mi tocca purtroppo smentirti, cara Lameduck: in questo momento, in questa Italia, ESISTE qualcuno in grado di impedirti di guardare in televisione quel che preferisci.
    O addirittura quel che non gradisci e alla cui trasmissione assisteresti magari solo per poterlo criticare in maniera documentata.
    Insomma, si fa strame della tua, mia, nostra capacità di giudizio.
    Tra poco temo che sui teleschermi troveranno spazio solo le pappine insapori, inodori ed incolori dei Minzolini e dei Vespa, che taceranno ciò che è prudente tacere per la tranquillità del Caro Leader e dei suoi scherani.
    La situazione non ti soddisfa? Eh. Come invariabilmente ripondono i berlusconidi, abbiamo perso le elezioni quindi zitti e rosicate: la loro concezione di democrazia, diritti e libera informazione non va al di là di queste formule becere da tifo calcistico.

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  5. Poichè a ragione si ricorda che i berlusconidi si fanno forti delle elezioni vinte per cercare di imporre sempre e comunque il loro volere, vorrei qui segnalare lo
    scritto di Lorenza Carlassare, professore emerito di diritto costituzionale all'Università di Padova, apparso su il Fatto del 24 settembre (pagina 16).

    Si ricorda che all'art. 1 la Costituzione sancisce che "la sovranità appartiene al popolo" e che la parola "appartiene" venne scelta con l'intento di "sottolineare la permanenza della sovranità nel popolo che non se ne spoglia con il voto".

    Il popolo dunque rimane depositario della sovranità anche dopo il voto e la esercita "mediante
    il diritto di associarsi, di iscriversi ai partiti per influire sulla linea politica, di riunirsi e discutere gli atti dei governanti, di manifestare il dissenso in ogni forma, in primo luogo attraverso la libera stampa".

    Forse a tanti anti-berlusconidi è sfuggito questo aspetto che funge però da spartiacque fra la democrazia e la cosiddetta "democrazia di investitura" per la quale il popolo, muto per cinque anni, riprende voce solo al momento delle nuove elezioni per poi ripiombare nell'indifferenza muta.

    Sarà bene allora ricordare che l'Italia è una Repubblica democratica" ma non "democratica di investitura"?

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  6. Dalla Costituzione Federale Tedesca

    “Cancelliere e ministri non possono esercitare nessun altro ufficio remunerativo, nessun mestiere o professione, così come non possono appartenere alla direzione, né - senza l’approvazione del Bundestag - al consiglio d’amministrazione di una impresa istituita a scopo di guadagno” (art. 66).

    Basterebbe questo, ma credo che in Italia sarebbe considerata fantascienza…

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  7. La sceneggiata, che riporti nella foto, che mise in piedi per compiacere il "caro amico Vladimir" (che lui no, non è più comunista)è stata una delle più disgustose di questo miglior presidente del mondo e di tutti i tempi.
    Ciao
    Silvana

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