lunedì 30 novembre 2009

Italiani mafiosi

Che ci piaccia o no, è come ci definiscono all'estero. Basta andare a Como Brogeda o a Ventimiglia. E' la biscia razzista che si rivolta al ciarlatano.
Non gliene frega niente all'americano o al tedesco se siamo nati in terra Padana e facciamo gli schifiltosi con i "terùn", trattandoli da parenti poveri.
Bresciani, bergamaschi di sopra e di sotto, lumbard assortiti, piemuntès, veneti, furlàn, emiliani, valdostani, trentingrana e sudtirolervolkspartei, finiscono tutti nel calderone.
Mafiosi e terroni, nell'immaginario collettivo internazionale, lo siamo tutti, basta che la nostra auto sia targata "I". A volte possiamo diventare più affettuosamente mangiaspaghetti, impastapizza, pizza&manduline o broccolino ma la sostanza non cambia. Alla fine saltano sempre fuori i cannoli. Italiani mafiosi.

L'immagine della pupa con boss si riferisce alla famosa serie televisiva "I Soprano" che narra le gesta di una famigghia tipo dell'universo mafioso italoamericano. Grande successo, soprattutto tra i WASP imperiali, ovvero i white americans, coloro per i quali siamo gentaglia appena superiore agli ispanici e un gradino sopra ai neri. Forse ce la giochiamo con polacchi e irlandesi ma non ne sono certa.
Come tutte le fiction sulla Mafia, anche "I Soprano" è un bel concentrato di stereotipi sugli impastapizza, ben peggiore de "Il Padrino". Eppure, se qualcuno andasse in tv negli Stati Uniti a dire che la realtà dei Soprano non esiste, cioè che la Mafia non esiste e che la serie tv è lesiva della reputazione degli italiani e quindi andrebbe cancellata, penso che sarebbe preso per matto. How do you say "T.S.O.", man?

Capisco che a qualcuno dia fastidio un'altra celeberrima fiction particolarmente informata sui fatti come "La Piovra". Avendola rivista tutta di recente - in DVD, per carità, che in televisione non passa più, nonostante sia stata una delle serie di maggior successo della RAI, mi sono resa conto che è uno spettacolo terribilmente angosciante e deprimente.
Nel post che scrissi un anno fa raccontavo pure di Silvio Berlusconi che aveva fatto di tutto per sabotarne le ultime serie, a suo tempo, spalleggiato dal regista italoforzuto Zeffirelli e utilizzando i medesimi argomenti di oggi: fiction lesiva della reputazione dell'Italia.

Vedete, si dà il fatto che soprattutto le serie dalla terza alla sesta raccontino come in una mappata di rognosissime centurie di Nostradamus, tutto ciò che siamo diventati ora, con una dovizia di particolari ed una puntualità di fatti impressionante. Manca solo la discesa in campo di Tano Cariddi e le leggi ad personam per farla franca ma la P2 c'è tutta. Del resto non potevamo pretendere che i pur quasi veggenti sceneggiatori della Piovra potessero immaginare un Tano che, dopo aver strangolato la moglie, non è punibile perchè coperto dal Lodo Alfano.

Tornando all'infamante accusa di essere mafiosi che si attacca come la pece a noi italiani. Visto chi ci rappresenta ultimamente - che non sarà mafioso ma si comporta come tale e dei mafiosi utilizza tutti gli argomenti tipici, compreso il "ma quando mai!" e il "non esiste", personalmente non me la sento più da un pezzo di offendermi se uno straniero mi dà della mafiosa in quanto italiana. Posso cercare di distinguermi, dire che io non ho nulla a che fare con quella gente ma io sono io, la maggioranza degli italiani è innegabile sia follemente innamorata del modo di fare mafioso e si sia scelta un capo pericolosamente simile al boss dei Soprano. Tranne il sigaro, ovviamente, visto che non fuma.

26 commenti:

  1. Ma li hai visti i Sopranos?

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  2. Guido21:00

    @L.
    Dici che non gliene frega niente agli stranieri se sei del nord o del sud?

    Mi dispiace contraddirti, debbo pensare che all'estero tu ci sia andata molto poco. Meglio per te, naturalmente.
    Questa distinzione, specialmente in America (USA) l'hanno sempre fatta alla grande.
    Di che parte dell'Italia sei è la prima domanda che ti pongono. E questo ben prima che i padani nostrani sventolassero la bandiera crociata.
    Guardati nel sito di Ellis Island i fogli d'ingresso che rilasciavano agli italiani fin da inizio secolo. Specificavano a chiare lettere la zona italiana di appartenza dell'immigrato.
    Forse è meglio informarsi piuttosto che seguire i soliti luoghi comuni.

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  3. @ blicero
    Io si, e tu?

    @ Guido
    mah, sei molto ottimista. A me non hanno mai chiesto di che parte d'Italia ero. Anzi, il più delle volte dicevano: "vicino a Napoli?"
    In quanto ad informarsi, io mi informo. Pensa per te.

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  4. Guido21:50

    il più delle volte dicevano: "vicino a Napoli?"

    Si anche questo è un luogo comune negli USA. Nulla a che vedere con camorra o mafia.
    Basta essere scuri di capelli, grassotti e bassi che per loro sei napoletano.
    Proprio loro che hanno il record mondiale dei ciccioni (30% della popolazione).

    Non volevo irritarti. Penserò per me.

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  5. Anonimo22:30

    Vuoi vedere che ha ragione Carlo (comicomix) quando dice che abbiamo inventato tutto noi bresciani? anche tu ci metti in prima fila, prima anche dei bergamasc. Ricordo di avere conosciuto recentemente una persona in svizzera che mi ha chiesto che lavoro faccio, le ho chiesto secondo lei e la risposta è stata o un agente finanziario o un mafioso. Ottimo. Quando vado all'estero porto con me la maglietta con scritto che Berlusconi non parla in nome mio
    Mi risparmia il fiato

    Prim

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  6. Adetrax23:22

    Non gliene frega niente all'americano o al tedesco se siamo nati in terra Padana ...

    Probabilmente ti riferisci all'uomo medio di strada; quello USA poi si preoccupa poco della sua ignoranza anche geografica di cose esterne al continente americano e a parte questo anche loro hanno sviluppato degli ottimi esempi di violenza di massa.

    All'inizio del XX secolo, negli ambienti alti, invece le distinzioni le facevano dato che allora erano piuttosto in voga le teorie in stile "Lombroso".

    Detto fra noi, anche se era sgrammaticato, un po' di intuizione l'aveva. :-)

    Per fortuna che oggi ci sono interessantissimi forum che con pregevoli studi genetici e interessantissime mappe colorate riportanti le distribuzioni di certe caratteristiche stanno proseguendo con criteri scientifici il lavoro di "Cesare".

    ... e facciamo gli schifiltosi con i "terùn", trattandoli da parenti poveri.

    Il concetto non è esattamente quello della povertà, comunque ...

    ... sudtirolervolkspartei, finiscono tutti nel calderone ...

    Verissimo e non da oggi, tempo addietro mi raccontarono di un episodio accaduto 30 anni fa in una grande città della Francia del sud, allorquando due passanti nativi fra i 30 e i 40 anni (quindi neanche tanto giovani e inesperti), alla vista di un gruppo di turisti italiani provenienti dall'Alto Adige e che stavano scendendo da una corriera, li presero in giro (in una pubblica via) cantando:

    "pizza pizza "mandulino"" ...

    (sta cosa della pizza e del mandolino gli deve essere entrata nel cervello degli stranieri almeno 100 anni fa perchè ricorre in troppi racconti)

    Ah ah, per gente che da piccola pensava prima in tedesco e poi obtorto collo traduceva in italiano quell'episodio è stato come entrare in contatto con la criptonite.

    L'immagine della pupa con boss ...

    Dopo la censura per violazione dei termini, il ritorno della pupattola ... certo che il body color carne tira su l'audience che è un piacere, peccato per i due personaggi imbolsiti di contorno :-)

    ... si riferisce alla famosa serie televisiva "I Soprano" che narra le gesta di una famigghia tipo dell'universo mafioso italoamericano.

    Che doloreee ... ho visto un po' di episodi della prima serie ... decine e decine di puntate con tutta la psicologia del boss che va dalla psichiatra, con la madre fuori di testa, la sorella infelice, il parente sadico che è sempre in astinenza da violenza, i picciotti che non capiscono le sottigliezze, lo stress (che si può alleviare solo in un paio di modi di cui uno richiede la collaborazione ehm di soggetti femminili sufficientemente compiacenti e piacenti) e tutto il corollario del caso; avvincente ma poi ho dovuto smettere perchè ero sempre più attratto da frasi tipo "soluzione finale" mentre trovavo artistiche le foto con lo sganciamento di napalm in Vietnam.

    Insomma, mi è balenato il sospetto che questa lacrimevole serie di poche gioie e tanti dolori possa essere stata effettivamente richiesta se non finanziata da qualche boss in vena di operazioni stile "comprensione e simpatia".

    Se poi aggiungiamo le storiche foto di giornali con spaghetti e pistola fumante o le impronte moderne di adolescenti che nei forum si firmano senza pudore mafiaboy, ecc. (probabilmente degli italoamericani) allora siamo a posto.

    continua ...

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  7. Adetrax23:30

    ... continuazione.

    Detto questo, le allusioni ed i desideri di Silvio in materia, danno un po' di fastidio; ricordano tanto i richiami a "sopire e smorzare i toni" dell'apparentemente serafico Schifani o lo sproloquio di Cuffaro durante una trasmissione TV contro il continuo parlare di mafia che non faceva altro che far male alla Sicilia.

    Insomma non c'è nessuno che in qualche trasmissione TV ad alto ascolto possa imbastire un discorso lucido e razionale (senza lasciarsi deviare o scomporre dall'inevitabile caciara di disturbo) in modo da rispondere seriamente alle continue dichiarazioni subliminali di Silvio, famiglia e amici ?

    Tanto lo sappiamo che quegli scarabocchi che compaiono ogni tanto su giornali e altri supporti non li legge quasi nessuno (per difficoltà varie).

    ... personalmente non me la sento più da un pezzo di offendermi se uno straniero mi dà della mafiosa in quanto italiana ...

    Da un pezzo ? Magari da sempre.

    Dopotutto a New York, Chicago e in altre città americane la mafia non è arrivata da sola, ma si è servita dello stesso substrato umano che le aveva permesso la sussistenza e lo sviluppo nelle terre d'origine.

    Per sintetizzare si può solo ricordare l'affermazione di un politico:

    con la mafia bisogna conviverci,

    esatto perchè in caso contrario non basterebbero tutte le carceri USA (e poi le mafie sono così utili ai politici e a certi ambienti industrial-finanziari assolutamente spregiudicati).

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  8. Recentemente a Parigi, e ci vado spessisimo, uno dei miei vicini di casa mi ha detto "come state bene voi che avete la mafia e berlusconi" e poi si è messo a ridere che non la smetteva più.
    A me non hanno mai chiesto da che parte d'Italia venivo perchè anche negli stati uniti ci identificano come italiani e basta.
    Per Guido
    E' vero che ad Ellis Island chiedevano da che parte d'Italia eri ma poi non è che per questo ti considerassero meglio e di più.
    Sempre un pezzente sporco e mafioso eri.
    Silvana

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  9. Amadiro01:12

    confermo: sono stato in Norvegia, Francia, Bulgaria, Slovenia, Egitto, Spagna, Tunisia, Sudan, Nigeria... nessuno mi ha mai chiesto da quale parte dell'Italia venissi, in compenso "mafia" era una parola che conoscevano tutti.

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  10. "Figlio mio, lascia questo Paese"
    di PIER LUIGI CELLI
    (Curriculum di Pier Luigi Celli.
    Laureatosi in Sociologia all'Università di Trento, ha maturato significative esperienze come responsabile della gestione, organizzazione e formazione delle risorse umane in grandi gruppi, quali Eni, Rai, Omnitel, Olivetti ed Enel.Il bagaglio manageriale acquisito nella gestione di grandi aziende con business così complessi e diversificati, gli ha permesso nel 1998 di tornare in Rai come Direttore Generale.Ora in Luiss- Libera Università degli Studi Guido Carli come Direttore Generale)
    Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

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  11. continua
    Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

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  12. Se li hai visti dovresti sapere che la serie è tutta incentrata sull'America, e che la mafia (con annessi clichè, che spesso e volentieri sono parodie de il padrino e goodfellas) è solo un pretesto narrativo come un altro.

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  13. continua
    Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
    Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

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  14. continua
    Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

    Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

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  15. @lame
    ha pertinenza questo scritto col tuo?
    io credo di si' ,perche' l'italia qui descritta cos'e'se non un paese mafioso?basato su ricatti ,estorsioni,malaffare,nepotismo ed illegalita'diffusa e piu' che tollerata?
    puo' essere che questo signore scrivendo al figlio abbia in qualche modo cercato di mandarsi l'anima,ma la realta' che descrive e' ,purtroppo,sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere e con la quale noi poveri mortali,padri e non,abbiamo a che fare tutti giorni. come potremo mai giustificarci, rivolgendoci ai figli, del futuro che li attende?e come potremo mai giustificarci nei confronti dei nostri padri che tanto si sono sacrificati per darci un futuro degno di questo nome e che noi abbiamo dilapidato correndo dietro a culi e tette?

    RispondiElimina
  16. continua
    Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
    Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

    Preparati comunque a soffrire.

    Con affetto,
    tuo padre

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  17. Io invece non mi informo mai ed attendo quelli come Guido che mi informino...
    Che' sanno tante cose. :-)
    Di cosa mi informi Guido?

    RispondiElimina
  18. tjorven05:35

    Lameduck, non è bello come hai risposto a Guido, sei un po' nervosetta ultimamente... I luoghi comuni secondo me andrebbero studiati e non "smontati". Se c'è un luogo comune c'è dietro sempre una verità. I Soprano sono lo specchio preciso di come sono gli italo americani (a parte il discorso malavitoso, dove oggi gli italiani contano zero). Per chi ne ha conosciuto qualcuno non c'è una virgola da spostare.

    RispondiElimina
  19. gene09:48

    @ Silvana

    Ha ragione Guido.
    Gli americani non avrebbero perso tempo in domande inutili(immagina quanto tempo costava loro una semplice domandina in più su milioni di immigrati).
    Quindi la domanda era discriminatoria e non certo casuale.

    Inoltre, dire che gli americani ci considerano pezzenti sporchi e mafiosi è grossolano, tanto per essere educati.
    NON E' ASSOLUTAMENTE VERO.
    Anzi molto spesso è vero il contrario.

    RispondiElimina
  20. @ tjorven
    non è nervosismo, è che i maestrini che dicono "informati" "non sei stata all'estero" eccetera, senza conoscere nulla di me, mi stanno cordialmente sui... In senso generale, nulla di personale con Guido.

    @ blicero
    francamente non so cosa vuoi dimostrare. I Soprano parla di alieni grigi o di italoamericani mafiosi?

    @ rossoallosso
    l'unica cosa sulla quale non sono d'accordo con Celli è il suo piangere che il figlio guadagnerà poco all'inizio. Cosa che purtroppo capita a tutti, avendo studiato o no.
    Io ho studiato fino a rovinarmi gli occhi, in vita mia, e faccio un lavoro per il quale gran parte di ciò che ho imparato non serve anche se tutto ciò che ho imparato mi torna prima o poi utile. Non so se rendo l'idea.
    Ad ogni modo, se fossi partita con l'idea che 1000 euro al mese per me erano troppo pochi, con una laurea alle spalle, non starei facendo un lavoro bellissimo che mi piace un sacco e che mi sta dando molte soddisfazioni.

    @ gene
    va bene, tesoro. Si, gli americani ci considerano esseri superiori circonfusi di luce propria. Ora torna a letto a dormire, però.

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  21. Sei mesi fa ho visitato l'Egitto. In qualunque posto andavo, con i miei o in gruppo, non sentivo dire altro che "Ciao, picciotti... state buoni, picciotti... buona notte, picciotti".
    Ma nessuno se la prendeva, anzi tutti ridevano, per far capire che accettavano volentieri di essere identificati come gente corrotta, violenta e furbastra.
    Negli anni precedenti non era così. Quando andavo all'estero mi sentivo più rispettato.
    Penso che più a fondo di così non possiamo andare.

    RispondiElimina
  22. @lame
    questa e' molto interessante
    http://www.byoblu.com/post/2009/12/01/Fini-a-Berlusconi-attento-che-ti-tagliano-la-testa.aspx

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  23. Guido20:23

    @ Klara
    Di cosa mi informi Guido?

    Non capisco il senso della domanda. Ho letto alcuni tuoi post. Sei così brava che non oserei tanto.

    RispondiElimina
  24. @ Guido: Sei così brava che non oserei tanto.

    Suvvia... non usare il sarcasmo. :-)
    Conosco benissimo i miei limiti.

    RispondiElimina
  25. Ciao Lame!

    Concordo su tutto, tranne che sul tuo giudizio sui Sopranos.

    Secondo me, insieme a Six Feet Under i Sopranos sono uno dei prodotti televisivi migliori degli ultimi 30 anni.

    E' vero, il cuore della fiction è rappresentato dalle vicende di una famiglia criminale, a cavallo fra una cultura italico meridionale atavica e la modernità della società americana di oggi, ma poi da li si spazia ampiamente in tutti gli ambiti dell'animo umano.

    Raramente mi sono emozionato tanto vedendo una serie, forse solo in six feet under appunto.

    Piu' che al Padrino si ispira a quei bravi ragazzi, e secondo me è un capolavoro.

    Eccoti un bell'articolo, fra i tanti sui sopranos, di Gabriele Romagnoli:

    http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/sopranos/sopranos/sopranos.html

    un abbraccio ciao!

    RispondiElimina
  26. vi voglio solo dire che nella vostra ignoranza xenofoba i primi emigranti per le americhe tra il 1860 e 1914 erano propio i vostri amati bisnonni padani che venivano marchiati quando arrivavano a nuova york non avendo nemmeno i vestiti addosso e per le malattie che portavano data l estrema poverta del vostro amatissimo nord a quei tempi prima del unione del italia quando il sud era borbonico e napoli una delle capitali culturali europee quindi miei cari fratelli (padani)non siate di mente corta perche la storia si ripete sempre ....ps dimenticavo italia nel mondo e conosciuta per il 90per100 per cultura del sud infatti come dicevate dicevano sei di napoli perche e questa italia nel mondo napoli e il sud

    RispondiElimina

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