venerdì 18 dicembre 2009

Destra liberale e destra molliccia e marrone

"Egregio direttore, per festività 'serene' senza ossessioni e allucinazioni.
Firmato: Gianfranco Fini".
"Ci vada piano con il lambrusco, il rosso fa bene ma non bisogna esagerare. E lui ultimamente ha fatto parecchio uso di 'rosso', e non gli ha fatto bene." Vittorio Feltri
Questo scambio di battute tra il Presidente della Camera e un noto giornalista immagine, scaturito a seguito della continua campagna di stampa denigratoria contro Fini portata avanti dal "Giornale", è come uno sprazzo di luce in queste giornate gelide e nevose, perchè dimostra ormai inconfutabilmente l'esistenza di due destre in Italia. Una ancora acerba ma che impara presto e macina esami su esami per laurearsi destra veramente liberale e democratica e quell'altra, una cosa molliccia, marrone e maleodorante che si identifica nella compagine governativa guidata dal nanocontuso.

Chissà, forse la celebre frase di Indro Montanelli
"Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello."
riferita a Berlusconi ed alla sua accozzaglia di vario fascistume assortito per opportunismo potrà essere un giorno smentita.
Addirittura, una destra finalmente guarita dall'infezione berlusconiana e guidata da questo Fini, potrebbe raggiungere livelli di consenso ancora maggiori di quelli che raccoglie ora. E' questo che infiamma le emorroidi dei papiminkia e preoccupa gli inetti piddini grigi: la consapevolezza che esisterà una destra senza Berlusconi. Che morto un papi se ne farà un altro, speriamo trovandolo tra le persone ragionevoli e non tra gli avventurieri egocentrici a tendenza tirannica.

La destra molliccia non ha ancora recepito l'esistenza dell'altra destra presentabile e ragionevole, capace di distinguere, tanto per dirne una, tra difesa del territorio e razzismo becero, tra Patria e diritto di asilo e cittadinanza per gli stranieri che scelgono di vivere nel nostro paese.
Il fascioberlusconismo che si crede insostituibile ed eterno scambia la destra liberale per sinistra. Come accusavano Montanelli di essere divenuto comunista (figuriamoci, lui!) e idem il suo pupillo Travaglio, ora Fini è un traditore che si è venduto al nemico. I Berlusconidi sono come i tori, il rosso li rende nervosi e lo vedono dappertutto. Talmente nervosi che non sentono le banderillas che gli si stanno conficcando nella gobba.

Per tornare ai sedativi che vengono recapitati nelle redazioni degli house organ che sbattono le mogli ribelli in prima pagina con le poppe di fuori, è da notare la differenza di stile tra i due interlocutori.
Fini ci stupisce con una battuta più british del principedigalles di Feltri. Cortese ma efficace come una rasoiata.
Feltri invece non ci stupisce affatto, regalandoci come al solito una ventata di volgarità in faccia. Più che un direttore, un petomane.
Tanto per restare in tema di destra molliccia e marrone.

14 commenti:

  1. "più che un direttore, un petomane"
    ahahahahah!!!!! Mitica! Beh, per i valori attuali, io una destra di Fini la voterei, se fosse davvero in grado di stare in mezzo (come collocazione politica virtuale) tra Berlusconi e il PD... Io mi accontenterei di poco, mi basterebbe che qualcuno facesse qualcosa!

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  2. Anonimo23:01

    eppure il berlusca mi ha convinto. Sti comunisti cominciano a starmi sulle palle e penso seriamente che alle prossime elezioni ci metto sopra una croce.
    Ammesso che si presentino.
    Prim

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  3. Adetrax23:17

    Come accusavano Montanelli di essere divenuto comunista (figuriamoci, lui!) e idem il suo pupillo Travaglio, ora Fini è un traditore che si è venduto al nemico.

    Già, già, la quasi estinta destra liberale cui apparteneva anche Falcone e forse Borsellino.

    Premesso che l'ipotesi di una destra liberale e sensata potrebbe essere accolta in maniera favorevolissima da una larga parte dei potenziali elettori, ci si pone sempre la solita domanda quando si assiste a questi battibecchi a distanza fra due o più personaggi in vista: saranno sinceri ?

    Difficile dirlo, il pubblico è sempre colpito dallo scontro degli one man show però non bisogna mai perdere di vista quello che fanno gli altri personaggi dietro le quinte.

    Certo, Fini ispira un po' di fiducia ma gli eventuali suoi futuri collaboratori saranno degni di questa fiducia ?

    Parecchi mesi fa, prima degli attacchi frontali a personaggi dissenzienti o anche solo vagamente dubbiosi, Feltri si fece riprendere in TV con un fermacarte a forma di testa di duce e questo particolare non fu sicuramente casuale in quanto indicatore di certe posizioni di fondo.

    Ora in questi frangenti non si capisce mai bene quanto "travestimento" e quanto "infingimento" ci sia dietro le apparenze.

    L'unica cosa certa è che ci sono delle correnti in cui ognuna desidera predominare sull'altra per poter esercitare il potere (che qualcuno intende come un arbitrio semi-assoluto, mentre qualcun altro lo interpreta come un mezzo per esercitare se non un buon, perlomeno un "passabile" governo).

    Ora non vorrei che si ricreasse il giochino della fazione cattiva e di quella buona come è spesso avvenuto non solo nelle elezioni USA (e in particolare nelle ultime) ma in tantissimi altri paesi del mondo.

    Tante belle parole, tante promesse e poi pian pianino lo si rimette in quel posto ai cittadini (però è colpa della crisi, delle guerre, del riscaldamento globale, ecc. e quindi è normale che i soldi e i benefici se li pappino sempre i soliti noti).

    In effetti in politica si è assistito a innumerevoli esempi di giravolte spaziali, basti pensare al caso patologico di Capezzone o a quello della Garnero (alias Santanchè) che, dopo aver ripetuto per mesi che lei a Silvio "non la dava (e non l'avrebbe mai data)", ora è tanto vicina al PdL con il suo nuovo "movimentino".

    Fini, per ora, sembra vivere su un altro pianeta e, per quanto si sa, non ha ancora esposto in pubblico il dito medio all'insù come ha invece fatto la Garnero e qualche altro noto politico; tuttavia la prudenza è sempre d'obbligo in questi casi.

    Comunque la si pensi non si può non notare come nell'ultimo anno Fini si sia "particolarmente esposto" (anche mediaticamente) per distinguersi dal magma in cui è immerso e a cui formalmente appartiene.

    Sorge quindi il dubbio che questa "bella presenza" si attui anche per facilitare l'insorgere di consensi elettorali ampiamenti spendibili in un prossimo futuro al fine di facilitare l'avvicendamento nei confronti di Silvio (che ha il brutto vizio di attrarre troppo l'attenzione su di se e il suo modo di interpretare la politica, cosa che poi porta inevitabilmente a disvelare le meschinità e i secondi e terzi fini che ci sono dietro a certe gestioni del potere).

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  4. Anonimo07:28

    Certo non lo votero` mai, ma, almeno, Fini non ha pendenze giuridiche e la fedina penale e` limpida!
    Di questi tempi, nel Parlamento italiano, non e` poco.
    Comunque, fidarsi e` bene, non fidarsi e` meglio!
    Il pd seguita nella sua discesa a valanga, sopratutto dopo le affermazioni del "lider maximo": evidentemente il d'alema ha scommesso un patrimonio con qualcuno, affermando che sarebbe riuscito a distruggere un partito, il secondo partito italiano, entro il 2011! Ci sta riuscendo alla grande e lo lasciano fare! Che dementi!
    Ciao Paperella, ti seguo sempre.
    Roberta da Sydney

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  5. Anonimo08:11

    A me non frega niente che i politicanti nostrani (si perchè i politici sono più alti di statura morale) siano di destra o di sinistra.
    Quello che vorrei è che facessero veramente gli interessi del popolo e del paese; che quando vengono coivolti in pasticci o scandali, si dimettessero, come accade in molti stati democratici.
    Invece in italia la politica è una piramide da scalare a suon accordi sottobanco e scavalcamento di regole e leggi: ultimo esempio (e non ultimo) Prosperini che saltando da partito a partito è arrivato alla "POLPA".
    Baciolemani.

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  6. Anonimo09:24

    Anch'io mi sono ridotto a sperare in Fini. Non l'avrei mai immaginato; siamo mal ridotti.
    Su quei temi che vengono chiamati "eticamente sensibili" Fini ha avuto, negli ultimi anni, posizioni non becere e non banali. Ha persino messo al suo posto la Cei in qualche occasione. Un coraggio che al PD è spesso mancato.
    Difficile dimenticare, però, che era il pupillo di Almirante. Un signore, quest'ultimo, che dove sono nato, nell'Ossola, non ha lasciato un buon ricordo.
    Alessandro B.

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  7. Panty10:02

    Timeo Danaos et dona ferentes,anche se il PD va a Troia.

    In poche parole ci hanno messo,Democraticamente,nella condizione di scegliere fra un fascismo di merda e un fascismo buono(?).

    Il banco vince sempre ma,anche alla roulette,lascia la possibilità di scelta fra rosso e nero.

    Il Venerabile Grande Maestro NO,Lui gioca sul sicuro.
    Prendilo di Merda o prendilo di Fiuggi ma PRENDILO.
    NON OPPONETE RESISTENZA,PER IL VOSTRO BENE,SARETE ASSIMILATI.

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  8. se dovessi scegliere tra il bigotto casini o il gerarca fini ,non avrei dubbi ,da comunista convinto sceglierei fini.e' un politico fermo e risuluto che sa tenere a posto anche i Maroni senza per forza doversi toccare.casini da brava banderuola oggi fa domani disfa e non sai mai chi vai a votare.

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  9. http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/fan-di-galan-sul-web-il-veneto-alla-lega-non-glielo-daremo-179902/

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  10. Questa destra molliccia come la chiami tu ha creato un prodotto da non sottovalutare, un tipo di Italiano che è “particolarmente democratico” e squisitamente di estrema destra, per quanto riguarda la storia del nostro paese ad esempio andrebbero riscritti tutti i libri, sono infatti dei negazionisti, la letteratura anche lì è scritta da “ebrei e comunisti”, la filosofia “sono tutti dei massoni”: non riconoscono i valori tradizionali come la forma di cortesia, il dare del lei, e ti danno del tu sempre, certo non sono dei “classisti”, qualsiasi sia la tua estrazione sociale o culturale non viene riconosciuta; ma rispettano la notorietà, non importa come tu l'abbia avuta e a malapena rispettano il denaro: chi urla di più o chi picchia di più , anche verbalmente, è il più forte. La destra classica alla Fini invece è quella di sempre: credo, tradizione, manganello. Non metto in dubbio che questa un minimo di valori li tenga in considerazione , ma sempre l'ottusità e la puzza di dittatura la percepisci regolarmente , è nel dna, conservatorismo e privilegi ne rimangono la bandiera. Di fronte a tanta puzza di stantio e di involuzione c'è da rimanerne attoniti, stupefatti e fermi, immobili, aspettando che passi la bufera.

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  11. Tanto per chiarire con l'Anonimo delle 8:11 vorrei precisare che Prosperini pur saltando da un partito all'altro è rimasto sempre nello stesso recinto: quello maleodorante dei razzisti e dei terminator senza cervello.

    Ciò detto, anche io quando sento il lider maximo e il suo fantoccio LaTorre mi viene il latte alle ginocchia e mi tafazzerei per aver votato PD e versato i miei due euri per queste teste qui.

    Ma per ragioni storiche non ce la faccio proprio a tifare per Fini, peraltro scavalcato da Casini nella corsa al centro-centro-che-più-centro-non-si-può. Pertanto vado di pancia e seguo l'unico che faccia oggi opposizione, Di Pietro, anche se non credo nell'uomo-partito e diffido di certi consigliori tipo Vattimo e quel Pardi dal ridicolo soprannome. L'importante, il doveroso è opporsi, con tutti i mezzi leciti.

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  12. Adetrax20:25

    @Nike

    In realtà ci sarebbe anche una destra liberale è solo che quasi nessuno la vuole interpretare.

    Fini potrebbe essersi incamminato verso quella direzione ma il fatto è che per fare un movimento solido che abbia un impatto apprezzabile sulla società civile, ci vogliono i numeri e attualmente questi non ci sono perchè manca il materiale umano consenziente e di sufficiente qualità.

    Per altre necessità più o meno degeneri ce n'é invece, guarda caso, in abbondanza.

    P.S.
    Il nonno di Fini era comunista quindi una tara nel DNA c'è, prima o poi Feltri la ricorderà nei suoi articoli.

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  13. @adetrax
    resta solo da verificare chi tra nonno e nipote sia la tara ;-)

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  14. Adetrax ha detto...

    @Nike

    In realtà ci sarebbe anche una destra liberale è solo che quasi nessuno la vuole interpretare.

    In realtà ci sarebbe anche una sinistra liberale , ma pare che nessuno se ne accorga..:-( Certo le privatizzazioni alla Bersani non sono piaciute, ma almeno sono dei progressisti e restano dei democratici. Dei liberal.
    Odio i "comunisti" italiani tanto quanto odio i "fascisti", i primi sono infarciti di cazzate stantie ideologiche, sono nostalgici, non hanno più letto nulla dagli anni'70 in poi; e di buonismo,infarciti di democrazia cristiana fino all'osso,e adesso con Berlusconi e la Lega sono anch'essi diventati dei razzisti, nonchè ladri credendo di abbracciare il "liberismo".
    I secondi rimangono dentro le loro convinzioni quelle di sempre non hanno fatto nessuna fatica sono gli stessi di sempre,fanno i "democratici" quando gli fa comodo, ma la tolleranza non sanno cosa sia. Alcuni si credono dei libertari, all'americana.
    Chi vota a sinistra in Italia non è rimasto immune da trasmissioni alla De Filippi e ha subito un'involuzione, e continuando a guardare i canali mediaset l'intossicazione è continuata: cultura zero; solo "pancia" emozioni, sensazionalismi, sentimenti, passione e sesso. E gli ex frichettoni sono andati a nozze. Questa maggioranza furbescamente non fa che alimentare bassi istinti,luoghi comuni,pressapochismo , approssimazione culturale e persuasione, trascuratezza e incuria dell'abc dei diritti e delle libertà.E del progresso culturale ed economico.

    Pragmatismo e realismo zero.

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