giovedì 14 gennaio 2010

Dr. Szilvius

Sollievo e sofferenza: quale dei due applicherò, adesso dipende unicamente da lei.
(Dr. Szell, "Il maratoneta")

Temibile come il nazidentista che usava il trapano come strumento di tortura, Silvio Berlusconi prima promette il sollievo della riduzione delle odiate tasse ai suoi elettori e il giorno dopo nega come al solito di aver fatto promesse, toccando ai suoi la nervatura scoperta della scarsella e facendoli mugolare dal dolore. Peggio che trapanar loro il dente senza tronculare.

Perfino le normalmente docili bisce Feltri e Belpietro si sono rivoltate oggi al loro ciarlatano di riferimento, con due prime pagine quasi da giornali di opposizione. Se continua ad illuderli così, prima o poi si becca anche lui del negro.

La promessa, uscita come al solito ad uno che troppo spesso innesta la favella prima di aver collegato il cervello, riguardava una riforma fiscale a due sole aliquote di contribuzione IRPEF, 23 e 33%. Quelli che già hanno l'aliquota al 23%, bustepaghe e pensionati, non avrebbero avuto comunque alcun beneficio dalla riforma del sistema fiscale. Ovviamente. Questo non è un governo per poveri.
Non sia mai che lui ed i suoi geni tributari della lampada vogliano privare i redditi fissi del piacere di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo dovuto, alla fonte e senza possibilità di scampo.

La riforma, essendo pensata da un ricco - e mica un ricco qualunque ma un fantastiliardario, non poteva che essere vantaggiosa per i ricchi, soprattutto quelli che, ai massimi livelli, si sarebbero visti ridurre l'aliquota dal 43 al 33%. Dieci punti percentuali secchi in meno. Silvio Berlusconi e suoi eredi compresi.

Leggendo gli editoriali degli house organ in rivolta mi è venuto comunque il sorriso da Gioconda. Hanno stipulato la polizza con l'imbonitore ma gli stanno piovendo addosso le clausole scritte in piccolo. Noi non ci avevamo mai creduto alle sue promesse, loro si. Auguri.

9 commenti:

  1. Cara amica Lameduck,

    prima di ridurre le tasse bisogna ridurre il debito pubblico. Comunque Silvio le tasse le ridurrà nelle prossime legislature: tanto se ne starà pacificamente al governo fino all'età di 99 anni (poi da galantuomo lascerà il posto ai giovani) e quindi ha una trentina di anni a disposizione per mantenere le promesse.

    Ciao Davide

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  2. Il nuovo contratto con gli italiani. Patetici.

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  3. Anonimo19:20

    la resa dei conti

    Prim

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  4. una domanda:chi paga il 23% avrà capito che paga sempre il 23%?io penso di no!

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  5. ciro19:49

    E questo in saccoccia hai lavoratori. Pensa a quando tutto è semplificato e perfino la serva si fa la denuncia dei redditi da sola senza pagare i 50 - 100 euro ai caf.
    Lo stato si risparmierà la sua fetta per ogni dichiarazione ma i lavoratori dovranno rimborsare le perdite sindacali con aumenti di aliquota per gli iscritti.

    Aveva ragioni Sordi: Lavoratoriiiiiiiiiiiii... ppprrrr.

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  6. Prima di ridurre le tasse bisogna ridurre il debito pubblico

    Lodevole proponimento. Peccato che in quest'ultimo anno la spesa pubblica sia cresciuta del 7,2%. Tutta farina del sacco berlusconiano, accidenti. Non c'è verso di scaricare il barile sui predecessori, gli odiati Prodi, Visco e Padoa-Schioppa che, pur con tutti i loro limiti, erano riusciti a limare il famigerato debito che grava pesantemente sulle nostre spalle.
    Quanto alle tasse, lungi dall'evitare di "mettere le mani nelle tasche degli italiani", Silvio il Mendace ha aumentanto la pressione fiscale, mai così alta prima d'ora. Beh, nei confronti di pensionati e lavoratori dipendenti, si capisce; agli evasori ha riservato il gradito cadeau di un maxi condono tombale, un'offertona a prezzi stracciati per sbiancare anche il denaro più sporco come nemmeno col Dixan.
    La cruda realtà dei numeri è conosciuta ai più, tranne che ai Papi fans, la cui devozione nei confronti del Caro Leader è evidentemente inscalfibile.
    Contenti loro. [Solo loro però]

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  7. "Contenti loro"
    bea
    quando berlusconi fu eletto la prima volta,previsi dieci anni,dopo il mandato, per rimediare ai danni che avrebbe provocato.Ho sbagliato la previsione!ed ora non riesco più a dargli un termine!e mi domando:questi coglioni che non capiscono che il 23% è inferiore al 40 e passa % che regolarmente elargiscono all'erario è una riduzione delle tasse bisogna appenderli per i coglioni?tanto per parlare di tasca a cui i più sono particolarmente sensibili o sono,anche in questo plagiati?(per non aggiungere altro)

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  8. tasse?
    debito pubblico?
    disoccupazione?
    lavoro nero?
    sfruttamento?
    razzismo?
    e quando mai sono stati problemi?
    il compito del grande imbonitore e' vendere ottimismo ,non risolvere i problemi,a questo ci deve pensare la sinistra, altrimenti come fa silvio a vincere le elezioni?
    in italia va tutto bene ,siamo il paese piu' idilliaco del mondo,tutti ci invidiano e non riescono a capacitarsi di come facciamo ad essere sempre cosi' sorridenti, ma gli altri non sanno che noi abbiamo mago silvion!!!

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  9. @ davide
    pia illusione. Il soggetto è mortale come tutti gli altri. Preparati perchè quel giorno arriverà.

    @ Bea
    il debito pubblico è il lascito di Bettino ai suoi eredi. Una cicala che sperperò tutto lo sperperabile. Silvio ha creato una corte di mignotte ed eunuchi che giustamente dobbiamo mantenere a caviale e champagne. Nessuno tra i papiminkia che si scandalizzi dei lauti stipendi di baldracche e portaborse assunti solo per meriti di bocca. Eppure si lamentano tanto che loro lavorano e faticano...

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