giovedì 28 gennaio 2010

Holocaust overload

Ieri ho scritto un post su Treblinka e se lo sono filato in quattro gatti spelacchiati perfino su Facebook, dove di solito ricevo parecchio feedback positivo e negativo qualsiasi cosa io scriva, comprese le minchiate varie ed eventuali.
In fondo, che un argomento tanto importante e tragico spurgasse solo indifferenza e forse rifiuto è ciò che mi aspettavo e temevo. E' un problema di information overload, di eccesso di informazione che provoca un colossale effetto boomerang su tutto ciò che anche solo sfiori l'argomento Olocausto. Altro che dover ricordare, non ci è proprio permesso dimenticare.

Come tragica conseguenza, la Shoah ormai non serve più, come sarebbe suo compito primario, per ragionare sul pericolo sempre vivo della deriva eliminazionista delle dittature, argomento che dovrebbe interessare ciascuno di noi perchè ciascuno di noi è potenziale vittima di un progetto di Eliminazione di Gente Scomoda ed Invisa al Regime.

Non serve più, in primo luogo, perchè è stata sfruttata in maniera ignobile da tutta la paccottiglia sionista formata da marpioni come Elie Wiesel che ogni anno si appropria della sacra memoria di milioni di vittime torturate e passate per i camini, per propagandare gli interessi di uno staterello fin troppo protetto dalle forze imperiali ma che non rappresenta affatto il mondo ebraico nel suo complesso. Si, compresi i famigerati "ebrei che odiano loro stessi" ma non solo, anche i religiosi ebrei ortodossi, ad esempio, quelli che considerano Israele uno stato troppo laico che non poteva che opprimere le popolazioni arabe indigene esendo basato sul militarismo imperialista.

Visto che la Shoah è ormai un brand di proprietà dello Stato di Israele acquisito a costo zero da milioni di defunti che non ne possono reclamare l'uso improprio, le cerimonie ufficiali non possono che essere fondate sulle solite frasi fatte à la napolitain, sull'evocazione a mezzo seduta spiritica del fantasma di Ahmadinejad che vuole distruggere Israele - tralasciando di citare l'armamentario nucleare israeliano di Dimona - e sul frusto slogan "per non dimenticare" che ormai provoca più reazioni di rigetto di un fegato incompatibile trapiantato.

Di conseguenza, la gente, invece di essere obbligata a ragionare sul pericolo di finire bruciata nel forno per una ragione qualsiasi che garbi al dittatoraccio di turno, guardando a quel trememdo precedente storico, dice "oh no, che palle, basta" e fa zapping mentale su pensieri meno impegnativi, oppure reagisce con rabbia, rifiutando l'idea della memoria della Shoah perchè a Gaza i palestinesi soffrono.

E' sacrosanto ricordare che i palestinesi stanno soffrendo un'oppressione da apartheid stile ancient régime sudafricano e che, grazie a media sempre più compiacenti verso lo staterello viziato, nessuno si interessa ormai del loro destino, nemmeno quando è di morte. Un silenzio che spacca i timpani.
Posso dire però che mi dà un fastidio della madonna, una specie di orticaria pruriginosa da portarsi via la pelle, che il giorno della memoria dei morti dell'olocausto, totalmente incolpevoli della sofferenza palestinese, si dica in coro, a sinistra, "non celebro la giornata della memoria della Shoah perchè gli israeliani opprimono Gaza"? Lo trovo sbagliato e anche poco furbo perchè così facendo si cade dritti dritti nel trappolone sionista di ricondurre tutto ciò che è ebraismo, comprese le persecuzioni ed i poveri morti, al tornaconto sionista. E, di conseguenza, di passare per quelli che, utilizzando un demenziale ossimoro papiminkia, vengono chiamati nazicomunisti.

I nazisti duri e puri nel giorno della memoria se ne sbattono della Shoah e scrivono le loro oscenità e i loro "Jude raus" sui muri o sulle bustine di zucchero. Tanto a sinistra, impegnati come sono a farsi dare degli antisemiti dai sionisti da salotto, nessuno ricorda che è dalla merda nazifascista che nacquero le camere a gas dove finirono gli ebrei, gli omosessuali, i diversi, i menomati, i malati di mente e gli asociali. Camere a gas dove, se continuiamo a coltivare la malapianta razzista con il letame leghista prodotto da certe menti sopraffine, rischiamo di finirci tutti, non solo i neri e gli extracomunitari.

Sappiamo che la storia si ripete ma noi, invece di ricordare il problema principale, ossìa il principio di diseguaglianza teorizzato ancora oggi da troppe parti politiche, stiamo come al solito a menarci tra di noi.
Anche nella Germania nazista c'era chi spaventava i lavoratori dicendo che era colpa di quelli dell'Est che portavano loro via il lavoro. I lavoratori al giorno d'oggi votano Lega, Silvio e fasci vari e la sinistra dei politici abbozza. Non reagisce, non si incazza, non si chiede "come mai?" Maledetti incapaci.

Quando si rievoca il genocidio non c'è bisogno di indulgere ad ovvie napolitanate o a disquisizioni comparatorie sul diverso peso specifico dei cadaveri. Basta ricominciare a parlare di antifascismo, con la stessa passione di un tempo. Volete?

23 commenti:

  1. Cara Lame,
    come darti torto?
    Non ne posso più delle solite frasi trite e tristi sulla Shoa, dei soliti tramacci televisivi fra politici ed esponenti religiosi il giorno della Commemorazione e via dicendo.
    Se parlassero in televisione le persone che l'hanno vissuta quella tragedia allora si che ci alzeremmo in piedi indignati a dir poco di fronte a quello che è successo.
    Ma no, chi è stato suo malgrado protagonista dello sterminio ed è sopravvissuto non ha il permesso di parlarne in pubblico.
    Shhhhh, non vorrai mica che si risveglino le nostre coscienze assopite, eh?

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  2. Sì Lame, ci sto. Mi piacerebbe, credo che sia necessario.

    Ah, una cosa. Ho letto il tuo post di ieri, come faccio ogni giorno. Non è stata la mancanza di interesse in merito all'argomento - che, al contrario, mi coinvolge profondamente - ad impedirmi di commentare, ma la forza di quel che hai scritto. A cui non ho trovato nulla, davvero nulla da aggiungere.

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  3. potrei dirti che chi tace acconsente (e sicuramente ero d'accordo con il tuo post su Treblinka quando ieri l'ho letto). Ma accetto la provocazione e ti spiego il mio silenzio, per esempio.
    Credo che il problema sia la totale mancanza di un senso politico (nel senso della possibilità di incidere sulla realtà) che queste celebrazioni hanno.Infatti chi nega anche l'esistenza dello sterminio e della soluzione finale trova sempre un fertile terreno su cui seminare. Non è una novità che la banalizzazione vince sempre sulla conoscenza approfondita. Pensare che basti un giorno, qualche dibattito, qualche film per cambiare la mentalità consolidata in anni e anni di politiche che negano i principi che dovrebbero conseguire dal ragionare su quell'orrore è vano. Tanto per cambiare in questo paese abbiamo perso l'occasione di fare i conti con noi stessi quando sarebbe stato il momento. Che mi dici del mito degli "italiani brava gente"?
    Del fatto che pochissimo si sa, come opinione pubblica, degli orrori delle nostre forze armate in Jugoslavia Libia ed Etiopia?
    Così, dibattuto tra la grandezza di quella tragedia e la banalità del male della società in cui viviamo non ho trovato le parole per commentare il tuo post e sono rimasto in silenzio.

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  4. Grazia19:02

    A questo post lascero' un commento di plauso. Concordo su tutto e aggiungo, la giornata dell'Olocausto dovrebbe ricordare l'orrore che gli essere umani sono stati capaci di infliggere ai propri simili. Da sempre. Quindi dovremmo ricordare anche altri orrori e genocidi, non poi cosi' distanti dal nostro tempo (si, parlo dei soliti indiani d'America, delle civilta' meso e sud americane ma anche del Sudafrica dei Boeri dove tra l'altro il termine campo di concentramento fu usato per la prima volta, la Cambogia, il Rwanda, i gulag, gli stermini in Jugoslavia etc etc).
    Invece "l'Olocausto" a marchio registrato non consente nessun altra memoria se non quella ebraica, per cui assume tutti gli aspetti di un dogma religioso.
    Bene, continueremo a crogiolarci nel'idea che questo orrore sia accaduto solo li, solo in quegli anni, solo in quello spazio circoscritto che possiamo popolare di mostri lontani, senza dover vedere quanto invece la storia si sia ripetuta e si ripeta ancora.

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  5. Ovviamente voglio: perché è la base della Repubblica nella quale viviamo e nella quale mi riconosco. E che non sta più bene ai profitattori di regime, che vorrebbero profittare ancora di più.

    Credimi: il silenzio sull'Olocausto è meglio, molto meglio di certe celebrazioni incrostate e ipocrite buone solo a sporcare il ricordo delle vittime.

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  6. @lame
    quoto in toto il tuo post,non ho nulla da obiettare se non facendo una domanda.
    perche' la gente non capisce?
    forse perche' e' piu' facile vivere senza l'obbligo di pensare,visto che c'e' gia' chi lo fa per te,oppure arrivano sino a li'?
    in parole povere ci sono o ci fanno?

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  7. Scriveva la filosofa Hannah Arendt, che il male non ha né profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. È una sfida al pensiero, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.

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  8. Anonimo20:48

    No, non vogliono. Oggi parlare di antifascismo è fuori moda, non rende anzi cozza con il revisionismo storico.

    La sinistra non c'è e se c'è dorme profondamente.
    Ricordo un manifesto con la foto di un bimbo e la dicitura:
    "la rivoluzione non russa"
    Invece si e profondamente
    Prim

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  9. Anonimo21:29

    post passato
    sotto silenzio perche'
    detto papele papele
    come direbbe signor cima
    siamo diventato un popolo
    di menefreghisti
    perche' i vecchi che
    tenevano la memoria
    di quei tragici momenti
    l'hanno obliata con
    il silenzio o con la morte
    perche' hanno capito che non
    si puo' continuare a parlare
    ai sordi e sordi siamo oltre
    che cecati visto che tutto
    si sta riscrivendo la stessa storia non solo oltre frontiera ma oltre i nostri cortili
    potrei citarti
    quanto e' gia stato scritto
    e vennero a prendere prima
    e hanno iniziato con i rom
    poi passarono e passano con
    i neri e avanti cosi fino a inglobare quanti sono diversi
    e non solo per fattezze chiamandola sicurezza
    qualche scusa adoperarono
    anche allora come ora
    vedi cara lame perche' non si commenta o e totale indifferenza
    o paura di vedere di dover prendere atto che non basta
    solo ricordare
    a volte bisognerebbe non parlare
    cito solo per ordine cronologico
    di fiele buttato fuori come alcool sul fuoco
    con meno ...
    ci sara' meno..
    bhe mo siamo diventati
    tutti santi gli italiani
    vedi lame se poi si commenta diventa un romanzo che ripete sempre le stesse cose
    mi sa che il detto che la storia si ripete e prorpio perche l'umano ha la memoria corta per davvero
    un saluto virginia

    RispondiElimina
  10. Anonimo22:00

    con meno
    ci sara' meno
    avevo copiato il link
    che spiegava cosa intendevo
    lo aggiungo anche se sono piu0 che sicura che lo avrai gia avuto sotto gli occhi leto e mandato mentalmente dove dovrebbe andare quando sisoffia sotto il fuoco dell'intolleranza

    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=89188&sez=ITALIA





    virginia

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  11. Adetrax22:14

    E' un problema di information overload ...

    Si, può essere ma non solo, forse dietro questo silenzio ci sono delle riflessioni.

    Sembra quasi che le celebrazioni annuali sulla Shoah siano enfatizzate in un certo modo quasi per giustificare il vassallaggio incondizionato dell'Italia e di altri paesi ai desideri israeliani e statunitensi, della serie: hanno tanto sofferto e non si deve mai dire di no.

    Ora ci si dovrebbe chiedere perchè avvenne quell'Olocausto indiscriminato verso interi generi di popolazione (ebrei, zingari, malati mentali, ecc.).

    Tralasciando la facile ideologia nazista, che cosa rappresentavano in realtà quelle popolazioni:

    1) degli ostacoli sociali ed economici nello sforzo di conquista ?

    2) degli scomodi testimoni e oppositori poco condizionabili per i futuri piani di dominio della società civile ?

    3) delle vittime sacrificali per ottenere qualcosa, ma cosa ?

    Ci si dovrebbe chiedere innanzitutto se i nazisti furono aiutati e finanziati, perchè dal totale sfacelo economico della Germania degli anni '20 al sorgere del terzo Reich, ai grandiosi e mostruosi piani di espansione economica e militare (poi stranamente adottati dagli USA) c'è qualcosa che non torna in puri termini economici.

    E se furono aiutati / finanziati, chi fece questo ?

    Non si può non notare che lo stato di Israele nacque nel 1948 immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale proprio in seguito all'onda emotiva derivante dai genocidi nei campi di sterminio e dalla necessità di dare un rifugio stabile ai fuggitivi Europei cresciuti in gran numero durante la guerra.

    E' il potere inafferrabile che aiuta e incoraggia i dittatori per poi distruggerli e affermare il suo sottile dominio che grazie al contrasto con le precedenti dittature non viene percepito come tale ma, al contrario, quasi come una liberazione.

    Il potere e le brutalità dei dittatori sono eminentemente di tipo fisico, l'ideologia c'è ma è semplice, lineare, riconoscibile; volendo, le masse compatte potrebbero rifiutarla, ma spesso non lo fanno.

    I condizionamenti del vero potere sono invece molto più sottili, agiscono sulla mente, spesso nel subconscio e dovrebbero provocare (ma non è così) la stessa nausea che si prova leggendo le prodezze del "Grande Fratello" descritte nel romanzo 1984.

    Ora abbiamo dei programmi televisivi che si intitolano il "Grande Fratello", c'è persino il simbolo dell'occhio rosso del guardone, ma quasi nessuno si pone domande che non siano superficiali.

    Che cosa è finzione e che cosa è realtà ?

    Boh, è in questa indeterminatezza però che chi ha il vero potere gioca con i suoi Moloch e le sue vittime sacrificali per avere sempre più potere.

    Siamo stati indotti a credere che i simboli del Moloch e i relativi sacrifici umani fossero cose dei barbari del passato e invece ho la brutta sensazione che non sia affatto così e che molti potenti siano convinti che il potere assoluto si acquisisca proprio con i sacrifici umani, ora come 2000 o 3000 anni fa.

    Una rapida analisi della storia, anche solo degli ultimi secoli, dovrebbe far nascere qualche argomento a favore di questa tesi / ipotesi.

    continua ...

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  12. Adetrax22:15

    ... continuazione.

    Come molti hanno ricordato il genocidio degli ebrei non fu l'unico Olocausto del XX secolo, vogliamo ricordare quello degli Armeni quasi in concomitanza con la nascita dello stato Turco, quello delle vittime sovietiche nei Gulag, dei Khmer Rossi e molti altri ?

    Qualcuno dirà, si ma sono cose di 30-100 anni fa, dimenticando che con i fatti dell'11/9 oltre 3000 americani morirono in poche decine di secondi, oltre 6000 nelle guerre successive in Afghanistan e Iraq e quanti afghani e iracheni, 600.000 ?

    Quanti americani moriranno prematuramente entro pochi anni per le conseguenze del cemento all'amianto polverizzato a New York: altri 6.000, altri 60.000 ?

    Quanti iracheni e afghani vivranno con handicap fisici e mentali o moriranno prematuramente per le conseguenze della fame, degli attentati, delle micropolveri all'uranio impoverito e di altre sostanze, 6.000.000 ?

    Tornando ai nostri giorni, tutta questa passione per i termovalorizzatori (il mito del fuoco, del taglia e brucia), per le centrali nucleari e molti altri progetti del genere non è un po' sospetta ?

    Il dramma sorto negli ultimi 40-50 anni è che ora non si agisce più direttamente sulle persone per eliminarle o indebolirle ma si agisce subdolamente sull'ambiente, sulle sostanze che possono essere inalate o ingerite e per questi casi non c'è rimedio o scampo, dato che si mette in pericolo non solo la vita degli attuali adulti ma soprattutto quella della generazione che sta crescendo e di quelle future.

    Di questo forse ci dovremmo preoccupare dopo aver ricordato gli Olocausti del passato.

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  13. Lorenzo L. Gallo22:28

    Lame, non abbiamo ancora il coraggio di andare a protestare contro Israele rinfacciandogli che è uno stato nazista. Eppure questo lo dovremmo a chi, come mio nonno, fu perseguitato per la sua "razza" ed è morto pazzo, qualche anno dopo la guerra.
    Però non posso farlo, io, quando le sue stesse figlie (una delle quali è mia madre) sostengono Israele a priori, convinte che l'esistenza di Israele impedisca il verificarsi di nuovi pogrom antiebraici. E io sono di una famiglia di mezzi-ebrei. Non riesco neanche ad immaginare una famiglia ebrea al 100% che riesca a superare la shoah. A capire che il credito morale dell'olocausto non è mai appartenuto ad Israele, ma appunto solo alle vittime. Che è una lezione per il mondo, per nazisionisti in primis.
    Come fare? Come uscire da questa melma morale? Le tue parole sono utili, ma non hanno ancora la risonanza che meriterebbero.

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  14. Personalmente mi sono letto tutto il post su Treblinka, e anche il link relativo al sito.

    RispondiElimina
  15. come non concordare sull'appropriazione indebita della shoa da parte di uno staterello ingranditosi con l'uso del terrorismo e l'approvazione dei "grandi".
    come non ricordare il più recente kosovo e l'attuale,nostro,"campo di identificazione"e losarno....
    non è la storia che si ripete ma l'ignoranza,nel senso più dispregiativo,che si clona.oggi tocca ad un altro,domani a me e dopodomani?a chi l'ha ideata.

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  16. Beh..il giorno della memoria dura tutto l'anno e guai a dimenticarsene. Oltetutto se qualcuno osa parlarne per poterne discutere, viene preso elegantemente a calci in culo e buttato in galera (cosa che tra poco avverrà anche da noi). La memoria dovrebbe funzionare per tutti gli orrori passati, presenti e futuri. L'orrore è e sarà per sempre la guerra ed anche un solo morto dovuto ad essa. E quelli che dovrebbero pregare per fare in modo che non avvenga mai più, cosa fanno il 27 gennaio? Si attaccano ad Aḥmadinejed per provocare una guerra totale. Pace e bene una s..a.

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  17. Icy Stark09:42

    Mah, sinceramente non capisco a cosa ti riferisca dicendo che il post sulla shoah sia passato sotto silenzio. Il numero di commenti non è un metro poi così buono (come non lo è quanto si urla in politica rispetto all'attaccamento al bene comune). Io anche grazie al tuo post ho discusso con amici sulla questione. Senza considerare che scrivere un post come questo, rimarcando la mancanza di commenti sull'altro, genera l'onda di distinguo, spiegazioni e compensazione di chi magari ieri non ha postato senza per questo non interessarsi alla questione.
    Penso che il numero di letture (se c'è) sarebbe un metro migliore, rispetto ai commenti se non altro.
    Ma per rimanere in tema, io sono abbastanza critico sulla shoah non tanto per essa stessa (che è stata una tragedia immane ed è un dovere ricordare, per non dimenticare), ma sul fatto che con il tempo il suo ricordo è diventato SOLO strumentale, uno spauracchio agitato da Israele in ogni occasione di contrasto con uno stato che non si possa minacciare direttamente. La seconda guerra mondiale ha visto anche lo sterminio di massa dei cinesi, che pochissime persone ricordano, così come sono passati sotto silenzio gli altri genocidi del '900 come quello armeno o quello del Rwanda.
    Io condivido assolutamente la condanna delle sofferenze del genocidio nazista, la cosa che però mi da un fastidio fisico è la cecità delle persone verso le responsabilità di tale evento, della sua strumentalizzazione e della sua NON unicità anche dopo che accadde.
    Ps: si, la storia non ripete mai se stessa in modo identico (lo dimostrano gli ultimi 15 anni della nostra italietta), non c'è pericolo di un nuovo olocausto.
    Ps2: la storia delle bustine di zucchero è al di la della penosità, non tanto per la barzelletta in se, ma perché pur di far notizia la hanno "scoperta" il 27 (e strumentalizzata), mentre le barzellette sugli ebrei sono sempre esistite.

    RispondiElimina
  18. Ritengo che una componente fondamentale degli stermini di massa sia, oltre allo sterminio in sé, la riduzione di moltissime persone alla più bieca schiavitù. Accadeva nei lager tedeschi, e accadeva in quelli sovietici (non c'erano forni crematori, ma quando ti appioppavano una condanna a 10 anni a un certo regime di lavori forzati è evidente che non saresti tornato mai più).
    Ora, la riduzione in schiavitù è assente oggi in Italia? Io credo di no.
    Lo sterminio è assente? Su scala di massa forse sì, ma come endemico stillicidio, non sarei tanto sicuro.
    Le commemorazioni dopo qualche anno diventano inutili e polverose, bisognerebbe piuttosto far attenzione a quanto sopravvive di quella mentalità oggi, tra noi.

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  19. @Icy Stark

    E' vero come sostiene buona parte della storiografia, e Nolte in particolare, che non può esservi nulla di nuovo nella storia poichè le vicende umane sono una concatenazione ininterrotta di avvenimenti che si annunciano. La Shoah quindi non giunge all'improvviso. E però, contrariamente a quanto sostieni, ha carattere di unicità: perché con essa per la prima volta il massacro del nemico (pratica di ogni tempo, questa sì) è motivato da questioni razziali, ossia dal diritto della razza superiore di determinare il destino di quelle inferiori.

    Un'invenzione del nazifascismo: il cosiddetto uomo nuovo di Mussolini (e nella pratica la parodia involontaria, sgangherata ed esilarante che ne fece Starace) da una parte, l'uomo ariano nella cupa, disumana concezione mistico-pagana-esoterica di Hitler e i suoi complici dall'altra. Entrambi sono alla base dello stato totalitario che i due dittatori andavano costruendo.

    Per questo, una volta debellato il nazifascismo al costo di 50 milioni (50 milioni!) di morti, si è avvertito il bisogno di inserire ai primi punti della nella Carta dell'Onu (a differenza dello statuto della precedente Società delle Nazioni) il divieto di discriminare per motivi di razza, religione ecc.

    Quanto al pericolo della recidiva, tu lo neghi ma al tempo stesso dici che l'Olocausto non è uno solo, anzi dai addosso all'asserito tentativo israeliano di mettere il proprio marchio su un fenomeno invece diffuso. L'Olocausto è appena dietro l'angolo. Come avverte giustamente Lame, in ogni stazione c'è un binario 21 con destinazione Treblinka. Fra noi c'è gente che lavora per riattivarlo come ci dice ogni giorno l'attualità. Ecco perchè l'appello di Lame è necessario e puntuale.

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  20. Adetrax
    le stragi belliche,ideologiche o dittatoriali,sia di supremazia economica o di potere non sono confrontabili con supremazia di "razza" o "pulizia etnica" o come la si vuol chiamare:
    Le prime nascono dal capitalismo o imperialismo esasperato alla ricerca del profitto ad ogni costo o dalla mente folle di individui che vedono nel potere l'unica soluzione alle loro frustrazioni,la seconda nasce dalla strenua difesa alle proprie origini,al territorio,alle tradizioni.
    Mentre la prima ha una spiegazione logica,seppur perversa e indubbiamente da abbattere,la seconda nasce solo dalla mancanza di capacità critica.
    Che,poi,la prima sfrutti o si avvalga della seconda non ne è che la logica conseguenza.

    RispondiElimina
  21. Adetrax18:16

    @Lele

    ... la seconda nasce dalla strenua difesa alle proprie origini,al territorio,alle tradizioni.

    Una difesa non può diventare attacco ed eliminazione altrui (anche se c'è il detto che "la miglior difesa è l'attacco") a meno che questa presunta "difesa" non sia altro che un mezzo per raggiungere fini nascosti.

    Mentre la prima ha una spiegazione logica,seppur perversa e indubbiamente da abbattere,la seconda nasce solo dalla mancanza di capacità critica.

    Questa mancanza di capacità critica non è molto rassicurante, cos'è un eufemismo per qualche disturbo comportamentale ?

    Molte persone agiscono soprattutto per calcolo e convenienza personale ed è per questo che, unitamente allo spirito di imitazione, spesso le folle hanno comportamenti più abietti dei singoli.

    In breve pur prevedendo le conseguenze e conoscendo i possibili effetti di certe azioni, insistono (per non smentirsi) fino a far succedere veramente cose brutte.

    Per esprimere meglio il concetto si potrebbe dire che in questi casi più che la mancanza di capacità critica è l'abbandono della stessa per altre valutazioni di convenienza varia.

    Questo processo è insito nel rapporto corruttore - corrotto.

    E' poi possibile che l'austriaco Hitler possa aver compiuto un percorso mentale simile a quello di Joseph Fritz per il quale entrambi finivano per fare le cose peggiori che temevano che altri potessero fare.

    Che, poi, la prima sfrutti o si avvalga della seconda non ne è che la logica conseguenza.

    Si è dato la risposta da solo, ma le confermo che secondo me la seconda è solo un paravento per la prima, perchè tutto quello che può disturbare la volontà unica di chi comanda è visto come un ostacolo alla conquista del potere assoluto.

    Peraltro, Hitler era un fanatico del "tutti uguali" nel senso di omologazione culturale e non a caso cercò di usare tutti i mezzi mediatici che potevano favorire questo stato di cose, come radio, cinema, TV e altro ancora.

    Fu quasi un precursore teso verso un'ipotetica società di persone disumanizzate stile robot in grado di garantire un'assoluta obbedienza alle gerarchie superiori.

    Questo spiega l'eliminazione dei malati mentali, la persecuzione di intellettuali e di intere etnie che erano relativamente indipendenti dal resto della società dell'epoca.

    In ogni caso spiegare le responsabilità naziste con l'ideologia nazista è un po' riduttivo, per me l'impalcatura nazista era solo un mezzo per ottenere altre cose, per ottenere dei cambiamenti traumatici.

    Il risultato di tutto quello sforzo umano fu un aumento del potere di pochi e la morte di molti milioni di persone (non dimentichiamo i soldati iper-condizionati, spesso meno che ventenni).

    Il solito vecchio gioco, potere e soldi in cambio di morti.

    Non dimentichiamo poi che ci sono stati moltissimi altri genocidi di massa (per etnia, classe, ecc.) in epoche, luoghi e culture del mondo diversissime fra loro, con o senza istruzione e cultura dei partecipanti e per i motivi più disparati, quindi troverei più accettabili altre spiegazioni per il fenomeno, tipo le possibili predisposizioni genetiche insite in una parte della popolazione umana, senza scartare altre ipotesi ancora più inquietanti.

    Parafrasando qualcuno, si potrebbe dire che "è inutile discutere con qualcuno che non è e non vuole essere d'accordo con te"; il male avviene quando la tentazione di risolvere il problema alla radice non trova ostacoli.

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  22. Adetrax
    "Una difesa non può diventare attacco ed eliminazione altrui (anche se c'è il detto che "la miglior difesa è l'attacco") a meno che questa presunta "difesa" non sia altro che un mezzo per raggiungere fini nascosti."
    si stava parlando di strategie belliche?
    o delle origini del nazional socialismo come ideologia?,l'ometto hitler sarebbe rimasto un perfetto sconosciuto se la sua ideologia avesse trovato gran parte del popolo tedesco in grado di "vedere"oltre il proprio "orticello"e prevedere le tragiche conseguenze a cui il nazismo lo ha sottoposto!
    Purtroppo,con hitler,non è morta l'ideologia e da noi la vedo rinvigorirsi con un altro nome ma con le stesse caratteristiche:padania,il battesimo con l'acqua del po,le tradizioni cristiane,natale "bianco"e amenità varie.I seguaci o votanti sono persone intellettualmente dotate o non in grado di formulare un ragionamento?e,anche qui c'è chi li usa e li sfrutta!
    Poi,ognuno è libero di interpretare le ideolgie e chi le segue come meglio crede.

    RispondiElimina
  23. byron18:33

    Post stupendo. Ma è lo stesso discorso di Berlusconi alla Knesset. Fatti pagare i diritti d'autore almeno. no?

    RispondiElimina

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