giovedì 18 febbraio 2010

I giorni degli sciacalli

Ebbasta con Bertolaso che è volato qui ed è volato là, come sbrodola e sblobba ogni sera la propaganda di regime. Nemmeno fosse un supereroe del menga alla Hancock che con un pugno respinge la frana calabrese e con un colpo d'anca ferma la valanga. Adesso fa la vergine violata ed alluvionata. Uno come lui, scafato com'è ed introdotto in ogni buco, che vuol far credere di essere stato raggirato dalla cricca è meno credibile di Patrizia D'Addario che ha sentito male con il vecchio, like a Virgin.

Anche il Richelieu della libertà, l'omino di burro Letta, il secondo inamovibile di regime, è stato smentito. Anche lui "ingannato". Un'epidemia a quanto pare. All'Aquila gli sciacalli e le iene ridens hanno avuto gli appalti, eccome, altro che "non un euro". Li hanno avuti a tre giorni dal terremoto. E Bertolaso non sapeva, non si era fatto persuaso. Lui, povero medico pietoso, non si è accorto che la piaga stava diventando purulenta.
A maggior ragione dovremmo affidare la Protezione Civile, la nostra salvezza dai postumi dei cataclismi, a tali e siffatti sprovveduti?
Ma a chi vogliono darla ad intendere? Credono che basti la trovata da creativo bollito del SuperBertolaso Orgoglio della Nazione per farci dimenticare quanto malaffare pare esserci dietro alle cosiddette grandi opere? E badate bene che, con la porcata che si accingevano a compiere, la SuperBertolaso S.p.A., anche i tornei di boccette dei pensionati rischiavano di rientrare tra i grandi eventi. Segreto di stato e appalti a rutto libero tra amici, parenti e conoscenti. Bella pensata.

L'atomico Scaiola ieri si è imbufalito quando gli hanno dato del bugiardo. Ma se la compagine politica alla quale appartiene è guidata da uno pseudologo fantastico conclamato e la menzogna è il principale componente della palta propagandistica con la quale scazzuolano ogni media in loro possesso. Il loro gioco non è fare ma dire di aver fatto, come Brunetta ieri sera che sembrava aver creato dal nulla addirittura la Corte dei Conti, togliendo una costola ad Adamo, magari.

Le mani sulla città, era il titolo di un vecchio film di Francesco Rosi sulla piaga degli appalti mafiosi e criminali. Qui hanno le mani sul paese intero. Speriamo che gli italiani si sveglino dal coma profondo e che la magistratura funga da opportuna criptonite contro questi supereroi propagandistici, questi gatti e le relative volpi che vogliono far credere che "non lavorano per il loro interesse ma solo per arricchire gli altri", cioè noi. Ma davvero?

6 commenti:

  1. questo novantenne avrebbe un'idea di come risolvere il problema:
    A SPEZIA (18 febbraio) - A 90 anni ha preso carta e penna e ha minacciato di morte il ministro Brunetta perché ritenuto simbolo di un paese ingiusto e non quello per cui lui aveva combattuto. Per l'anziano signore è scattata una denuncia per minaccia a membro del corpo politico amministrativo dello Stato.

    Protagonista della vicenda è uno spezzino che ha combattuto in Russia, è stato partigiano, e per tre anni anche arruolato nella Legione straniera. Ora ha minacciato di morte, con una lettera firmata, il ministro Brunetta, perchè spiega: «l'Italia non è il Paese giusto e democratico per cui ho combattuto». Sulla base dei dati contenuti nella missiva ricevuta dal ministro, la Procura di Roma ha chiesto un'indagine ai carabinieri di Ameglia, frazione spezzina in cui l'anziano risiede, ed i militari hanno così verificato che era stato proprio il novantenne a spedirla. Spiegando il motivo del suo gesto ai militari, l'anziano ha detto che «l'Italia non è il Paese giusto e democratico per cui ha combattuto. Ho problemi circolatori e sono stato operato, ma non ricevo adeguata assistenza sanitaria. Brunetta è simbolo di uno Stato che non perseguita gli evasori e i disonesti ma si accanisce con i più deboli».

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  2. Ma se anche volessimo concedere loro il beneficio del dubbio, il risultato non cambierebbe: se Letta e Bertolaso si sono fatti gabbare da una cricca di predatori con qualche chilometro di pelo sullo stomaco, significa semplicemente che sono due irresponsabili incapaci.
    Ergo, dovrebbero comunque fare fagotto con la maggior velocità possibile, dopo aver chiesto doverosamente ed educatamente scusa per i danni causati alla comunità.
    Niente da fare, questo Paese puzza di putrefatto ogni giorno di più.

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  3. Adetrax23:25

    La "corsa" alla successione, però, innervosisce in primo luogo Berlusconi. "Deciderò io chi dovrà essere il mio erede. A tempo debito".

    Silvio non si smentisce mai, siamo già all'asse ereditario.

    Speriamo che gli italiani si sveglino dal coma profondo.

    Della serie: speriamo che me la cavo ... però come qualcuno disse nel film "Mediterraneo": chi vive sperando, muore xxxxxxx ... (una citazione non molto fine ma visto che il film fu prodotto anche da Silvio, la cosa si può comprendere).

    La reazione di chi dice: "non sapevo", "non sospettavo" ... per arrivare al "mi hanno ingannato", ecc. è un classico di chi ha le mani in pasta (o comunque ne sa abbastanza) ma si arrabbia con qualcun altro perchè l'intero gioco non è stato architettato abbastanza bene e non ha funzionato, ovvero è stato scoperto.

    Comunque il punto cruciale del discorso è che tutti alla fine dicono: non mi dimetto, vado avanti (e ci credo, con tutto quello che c'è in ballo figuriamoci se mollano l'osso); insomma, un Silvio che rifiuta perfino le dimissioni di Cosentino "per il bene del paese", dichiara apertamente che per lui le regole sono scritte su carta straccia, stile Bush quando disse: "la costituzione è solo un stramaledetto pezzo di carta ..." !

    Carino il logo triangolare e tricolore della protezione civile ... diciamo che la forma ricorda vagamente quella del logo dell'Impregilo, però se lo si inverte di 180 gradi cosa vorrà mai dire ?

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  4. musa12:56

    Lameduck: intanto, CONGRATULAZiONi per quel brillante italiano che usi nello scrivere! per il resto, disgustata oltre ogni dire, nn posso che condividere il tuo pensiero. ciliegina sull'invereconda torta: "l'autorevole opinione" di corona - new columnist - ieri sera ad annozero...
    «La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone. la libertà non è uno spazio libero, LiBERTA' è partecipazione.»
    [G. Gaber, La libertà 1972]
    firmato musa ^__^

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  5. Bassi Marco22:14

    Certo che per essere una psicologa,
    di speranza ne dà un sacco al prossimo! La tentazione, leggendola, e di tirarsi un colpo "in te créni", in quanto tutto appare già definito e senza scampo. Invece noi si continua a vivere, fare figli, lavorare con più o meno soddisfazione, sghignazzare sul prossimo, viaggiare, relazionarci con gli altri e, quando sarà il nostro momento, riempiremo il nostro buco. Ritengo che il nostro modo di vivere, tutto sommato, sia potabile. A chi sostiene che sia di merda, ricordo che più della metà dei viventi, la stessa la spalmerebbero volentieri sul pane. "Cacate tenero" soleva dire mio nonno. E non ha ancora avuto torto. Grazie dell'ospitalità. Bassi Marco

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  6. @ rossoallosso
    cappero, che novantenne pepato!
    Ce ne fossero di giovani altrettanto svegli.

    @ Adetrax
    Non c'erano e se c'erano dormivano. Un classico. Anche l'ex compagno di merende di Fastweb ieri a Sky ha detto: "quando comandavo io eravamo tutti onesti". Però guarda caso se n'è andato per dissidi con gli altri dirigenti.

    @ musa
    il brillante italiano è tutto merito della mia stupenda maestra delle elementari, della cara nonna Gemma.

    @ marco
    La prego non mi dia del Lei. Noi psicologi non dobbiamo mica dare speranze. Quelli che lo fanno si chiamano cartomanti. La speranza la troviamo tutti noi in noi stessi e solo se ci diamo vigorosamente da fare.
    Credimi, al mondo non ti aiuta nessuno. Devi farcela da solo. E' tutta una grande scuola di sopravvivenza.

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