sabato 20 marzo 2010

La cultura dell'elemosina


Il gerarca coordinatore Denis Verdini, compagno di merende di Balducci, membro onorario della cricca magna-appalti della Bertolaso S.p.A. (Società per Arraffare), nella lettera inviata ai responsabili abruzzesi del partito, incaricati di reclutare terremotati da deportare a Roma per il nanoday, ci offre questi nobili concetti, direttamente estrapolati dalla mentalità neocoloniale del partito del Bauscia Re per il quale, appena usciti da Milano, siamo nel Terzo Mondo dei bisognosi:

"GLI ABBIAMO dato le case, non posso credere che gli abruzzesi beneficiati non vengano in piazza a San Giovanni".
"Trovo che avete difficoltà a raggiungere l'obiettivo fissato di 50 pullman per l'Abruzzo".

Sa, marchese, gli abruzzesi avrebbero altro a cui pensare, con un centro storico ancora invaso dalle macerie di un anno fa, con branchi di sciacalli che si sono arricchiti sulle loro disgrazie, con case consegnate si, ma che cadono già a pezzi perchè sono state realizzate dagli amici degli amici.
Non importa. Secondo Verdini la ricetta è "andare nei quartieri ricostruiti dove sono state consegnate le case a 40 mila persone, con un semplice megafono, reclamizzando la manifestazione romana e sollecitando quelle persone a ringraziare Berlusconi venendo in piazza San Giovanni".
"Non posso credere che quella popolazione beneficiata non riempia cento pullman oltre a quelli già organizzati".

Come è ovvio, dopo averti fatto l'elemosina, il ricco te la rinfaccia sempre: la casa ricostruita, secondo il Denis, "vale almeno il doppio" di quella che avevi prima, ingrato d'un aquilano.

Questa roba vomitevole mi ha fatto ritornare in mente le usanze del nostro passato fascista, delle quali ho parlato in un post tempo fa:

"Il 19 febbraio 1937 Rodolfo Graziani, per festeggiare la nascita a Napoli dell’erede al trono Vittorio Emanuele, convocò nel suo palazzo di Addis Abeba un bel po’ di notabili locali e qualche centinaio di poveri, ciechi e storpi ai quali annuncia che farà l’elemosina di due talleri d’argento."

Anche adesso come allora il regime non parla a cittadini ma a sudditi e, se questi sono stati tanto sfortunati da subire un terremoto, li considera automaticamente straccioni da aggregare alla massa dickensiana dei bisognosi ignoranti ai quali è convinto di riuscire a strappare un voto in cambio di qualche roboante promessa. La falsa promessa di aumentare le pensioni al minimo, l'elemosina della Social Card, ricordate? I vari bonus che periodicamente questi cialtroni pensano di farci cadere nel piattino perchè stiamo buoni e continuiamo silenziosamente a leccare.
Questo mentre loro pagano la prestazione di una puttana quello che noi guadagnamo in un mese.

Non so cosa abbiano risposto gli aquilani ai megafoni del PdL. Ci voleva un vaffanculo da smuovere i pennini del sismografo.

5 commenti:

  1. pure io ho letto queste dichiarazioni,trovo inconcepibile come possano ritenere felici gli aquilani visto che ancora non hanno instaurato il "ius primae noctis" ;-)

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  2. qui sei stata proprio perfetta

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  3. MarcoB05:17

    Come post è esemplare: ogni 3 parole un insulto. Come negare il piacere che si prova a sentire chi insulta con tanta enfasi. Ma come metodo di fare politica, Vi sembra quello giusto?

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  4. Caro MarcoB,
    visto che usi il Voi, per giunta maiuscolo, deduco che ti rivolgi al Voi inteso come avversari. Io non ho nemici, solo persone che mi fanno rabbia perchè hanno affidato le loro vite ad un cialtrone che li usa per i propri interessi. Mi fanno un po' pena perchè evidentemente sono anche piuttosto dolci di sale in testa. In quanto agli insulti, cos'è, il bue che dà di cornuto all'asino? Il tuo nanetto imbalsamato sa fare qualcos'altro che insultare giudici e opposizione? Addirittura i giudici morti, come Borsellino.

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  5. MarcoB08:59

    Scusa la v maiuscola, non è stata intenzionale ma mi riferivo a quelli che lo apprezzano come metodo. Ho nanetti solo in giardino. Cordialmente

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