domenica 18 aprile 2010

Esequie

Il merito di Raimondo Vianello come artista è quello di aver contribuito a far conoscere in Italia l'umorismo nero, il sarcasmo, la capacità di ridere anche in situazioni tragiche senza paura di apparire crudeli. Una merce raramente apprezzata in un paese che preferisce ridere più comodamente in maniera volgare e scatologica. La sua comicità era più vicina a Marco Ferreri ed al suo cinema crudele che ai cinepanettoni.
Il meglio di sé e di questo black humor molto British, lo diede in coppia con Ugo Tognazzi nel celebre programma "Un, due, tre" degli anni 50. Facevano satira, perfino più audace di quella odierna, pensando a quei tempi di oscurantismo democristiano, e furono censurati. Era raffinato e colto. Per questo ci si domanda come cavolo fosse finito nel regno della Volgarità Berlusconiana.

Nel 1994 fu protagonista di un imbarazzante coming out televisivo con Antonella Elia dove dichiarò pubblicamente che avrebbe votato per Silvio Berlusconi.
Non fu l'unico a farlo in quel periodo, per la verità. Si prestarono allo spottone elettorale mascherato Iva Zanicchi ed altri stipendiati Fininvest come Mike Bongiorno, che però vendette il prodotto Silvio con lo stesso tono con il quale normalmente invitava a comperare il Rovagnati.
Non credo lo facessero per soldi extra ma per quella antica usanza servile borghese che ti fa sentire in obbligo di essere riconoscente in eterno al ricco che ti ha dato un lavoro. Come se lavorare fosse una regalìa e non un diritto. Sfruttando questo sentimento nei suoi maggiordomi e fantesche, Berlusconi risparmiò un bel pò in campagne pubblicitarie elettorali. Oggi si deve sforzare un po' di più con le farfalline e i ministeri. I tempi cambiano.
Vianello aderì alla R.S.I. in gioventù. Beh, lo fecero in tanti, compresi illustri personaggi che poi passarono alla sinistra per opportunismo. Possiamo stare ore a discutere se è più grave aderire a Salò o a Segrate. Non è quello il punto, trattandosi oltretutto di persone che crebbero durante il fascismo e ne furono imprintate.
Il problema forse è la pericolosa attrazione di Raimondo verso la dittatura, compresa quella personale famigliare dell'uomo oppresso, perfino un tantino masochista e sottomesso ad una moglie troppo petulante e dispotica che lui recitava così bene nelle scenette con Sandra.
Rubare la scena al morto durante i funerali è una cosa ignobile ma succede più spesso di quanto si possa immaginare. Per le persone affette da ipertrofia dell'Ego è una tentazione irresistibile e qui il clima era propizio.
Muore Vianello e la preoccupazione dei media è "Oddìo Sandra!".
Scusate, ma il morto è Vianello, sta all'obitorio, è finito, kaputt, poverino.
"Si, ma adesso Sandra?" "Dov'è Sandra? " "E adesso che farà, Sandra?" "Pensiamo a Sandra". Ma come, scusate di nuovo, è morto Raimondo, Ra-i-mon-do.
Raimondo è nella camera ardente. Sfilano le persone comuni, quelle che fanno la fila per andare a vedere il morto famoso. "Era tanto buono". Un giorno diranno, sempre nella stessa cornice,"Ha fatto tanto del bene al nostro paese". Le solite cose, niente di nuovo. La banalità del lutto che non ti colpisce di persona.
Raimondo è nella camera ardente. Sfila un generone vip grasso, bolso, accanto a dei Frankenstein ricuciti e tirati, ben nutriti dal latte vitaminizzato Fininvest ma con un aria di sfattume, di decadente che fa paura.
La Santanchè con le coscette da rana galvanica, la Parietti in canotto, la Ventura in stile Madonna pellegrina a lutto, la vedova Bongiorno, la sindachessa con il capello da moglie di Frankenstein.
Non manca la politica-spettacolo, come l'ormai prezzemolato La Russa che, nei ritagli di tempo tra una comparsata e l'altra, fa anche il ministro della difesa. Tanto non ha niente da difendere. Guerre non ce ne sono in giro, solo pacifiche missioni di pace dove al massimo ti capita la cacatina addosso della colomba bianca.
Tutti in nero d'ordinanza tranne Sandra, in uno spettacolare rosso-nero. Stendhal o Ronaldinho?
Sandra in carrozzella. Raimondo precipita in secondo piano con feretro, fiori e tutto. Ecco Sandra, arriva Sandra. Dai, Sandra, resisti!
(Ricordiamo che il morto è Raimondo)
Il volpone dai capelli disegnati coglie la palla al balzo. il vecchio uomo di spettacolo protagonista della giornata non è Raimondo, è Lui. Si avventa su Sandra, le sussurra qualcosa, la fa finalmente sorridere! Non avviene la guarigione miracolosa ma abbiamo sfiorato l'effetto "Mein Fuhrer!! Io... cammino!"

Ecco Raimondo cosa succede ad avere l'attrazione fatale per i dittatori. Sei morto e ti hanno rubato la scena al funerale.
E perfino parlando qui della tua morte si è parlato più di Berlusconi** che di te.

** Berlusconi che ride (ma che te ridi?) e si permette anche di fare la comunione ad personam nonostante sia severamente vietata ai divorziati (grazie a Claudio Messora che ha immortalato il momento, mostrato spudoratamente in TV dalle reti Mediaset) alla faccia di tante brave persone credenti che, essendo semplici cittadini e non unti del Signore, vengono privati del conforto della comunione perchè anch'essi divorziati, risposati, conviventi, gay e lesbiche.

***
"Vilipendio di cadavere" di Marco Travaglio


10 commenti:

  1. Amadiro11:06

    niente di nuovo, berlusconi è solito rubare la scena ai morti: ricordiamoci del funerale dei terremotati in Abruzzo, dove c'è mancato poco che fossero i parenti delle vittime a consolare lui.
    come psicologa forse dovresti spendere due righe per spiegare la sua tanatofilia.
    sembra la parodia di Elton Jhonn a radio2, che sbucava fuori dicendo "chi è motto? ci faccio su un bela canzone"

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  2. Milena11:32

    Non è berlusconi che ruba la scena. Sono quelli come te che glie la servono in un piatto d'oro con posate in argento. Urge riflettere

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  3. Adetrax14:35

    ... continuazione.

    Fra l'altro mi ha ricordato una frase del famoso articolo di M. Fini di un anno fa:

    ... ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale ...

    Ovviamente ... è il minimo che si possa configurare quando il rapporto è solo strettamente lavorativo.

    Ecco Raimondo cosa succede ad avere l'attrazione fatale per i dittatori. Sei morto e ti hanno rubato la scena al funerale.

    Non ci sono più i dittatori di una volta ... ad ogni modo ho il sospetto che più che verso la figura di Silvio e il suo lato oscuro, ci sia stata un'attrazione verso l'idea della restaurazione di un potere ordinato (che qualcuno ha saputo sottilmente propagandare) di cui però non si è percepita a fondo (se non quando era troppo tardi) la vera natura e le relative implicazioni proprio, forse, per il condizionamento giovanile iniziale, cosa di cui il potere ne ha quasi sicuramente approfittato.

    P.S.
    Detto fra noi l'oblio prematuro è il destino di quasi tutti i mariti; il passaggio da vedova afflitta a una nuova vita di felicità è spesso quanto mai rapido e repentino, quindi ci si pone la seguente domanda: a Silvio succederà lo stesso ?

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  4. Adetrax14:35

    Sfruttando questo sentimento nei suoi maggiordomi e fantesche, Berlusconi risparmiò un bel pò in campagne pubblicitarie elettorali.

    Però li pagava più che bene ... e poi mi ricordo di aver letto un articolo pubblicato a metà anni '90 su quanto era stato insistente Silvio nel corteggiare la coppia Sandra-Raimondo affinchè lavorasse in esclusiva per le sue TV.

    Decine di inviti a cena, regali e tutta una serie di complimenti o forse "smancerie" a non finire, per cui credo che i due siano stati presi un po' per sfinimento e un po' per la curiosità di vedere cosa sarebbe successo, visto che nei primi anni '80 pensavano di essere quasi a fine carriera.

    Il problema forse è la pericolosa attrazione di Raimondo verso la dittatura.

    Mah, più che per la dittatura forse era naturalmente predisposto per un ambiente ordinato o "preordinato", basato sull'obbedienza e sull'adempimento del proprio dovere, non senza quel quid di intelligenza non del tutto malevola (anche se nelle commedie televisive interpretate negli ultimi 15-20 anni i ruoli da lui assunti sono andati un po' nel senso opposto, come tanto piaceva a Silvio) che spesso è l'ingrediente (sempre più raro) che fa, o meglio, faceva funzionare le cose in questo orrendo Paese.

    Concordo anch'io sull'interpretazione che l'adesione alla R.S.I. (fatta quando era poco più che 20 enne) dipese, probabilmente, sia alla sua relativa inesperienza sia dai condizionamenti dell'ambiente militaresco e, a tratti, vagamente ottocentesco in cui era cresciuto e di cui probabilmente non si liberò mai; un ambiente nel quale l'obbedienza (anche per direttive non condivise) e l'adempimento scrupoloso del cosiddetto "dovere" erano considerati requisiti imprescindibili per poter svolgere un qualsiasi ruolo, proprio perchè ritenuti indispensabili al funzionamento efficiente del sistema e alla sopravvivenza del potere stesso.

    Ecco quindi che l'idea di preferire una eventuale resa di petto con le armi in pugno piuttosto che lo sbandamento con dietro-front di convenienza alla pulcinella, ha senz'altro condizionato la scelta di molti giovani dell'epoca bombardati da notizie a senso unico.

    Su questo tema però a fine anni '70 (sulla RAI) la coppia fece una divertente parodia relativamente al tema:

    "perchè continuiamo a fare gli attori quando in teoria avremmo già guadagnato abbastanza per andare in pensione ?

    Per la passione per l'arte, per l'affetto verso il pubblico, ecc. ... risposta di Raimondo: ma no, è per i soldi naturalmente ! :-)

    Tutti in nero d'ordinanza tranne Sandra, in uno spettacolare rosso-nero. Stendhal o Ronaldinho?

    Manca solo il vecchio programma di Santoro ... comunque non mi stupirei se l'abbinamento del vestito l'avesse suggerito proprio lui ("Silvio").

    In ogni caso Sandra non è la sola che ha indossato questa combinazione di colori per le occasioni speciali, ad es. Michelle l'ha già adottata, occasionalmente, sin dall'insediamento come "First Lady" (per ora anche senza partecipare a un funerale ;-)

    Si avventa su Sandra, le sussurra qualcosa, la fa finalmente sorridere!

    Certo, tipo: la prossima volta passa prima dal parrucchiere !

    Quando in qualche giornale ho letto che Silvio le ha accarezzato i capelli (come se fosse sua mamma), ho provato un forte disgusto perchè non è la prima volta che si relaziona così con le persone anziane (per di più non sue parenti) e questo lo trovo di una maleducazione e di una mancanza di rispetto unica, soprattutto perchè esibita in pubblico.

    continua ...

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  5. Rimango dell'opinione che i funerali di chiunque debbano essere improntati alla compostezza e alla sobrietà, in segno di rispetto per chi è scomparso e per chi rimane a piangerlo. Le esequie - rigorosamente mediatiche - delle celebrità televisive, viceversa, sembrano costituire per una discreta fetta di svippume catodico alquanto frollo un'opportunità per rimediare un' utile passerella. Che poi anche il nostro sempre discreto premier - che quanto ad ubiquità prezzemolesca e ritocchi siliconici rivaleggia con la sempre più bionica Parietti - avrebbe approfittato dell'occasione per darsi una lustratina all'ego ipertrofico era scontato: dovunque vada, pretende che i riflettori siano puntati solo su di lui.
    Un peccato: Raimondo Vianello, apprezzabilissimo attore e persona quanto mai elegante, misurata e ironica nonostante qualche incomprensibile caduta di stile, avrebbe meritato di meglio.

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  6. SirPaint22:48

    Concordo anch'io sull'interpretazione che l'adesione alla R.S.I. (fatta quando era poco più che 20 enne) dipese, probabilmente, sia alla sua relativa inesperienza sia dai condizionamenti dell'ambiente militaresco e, a tratti, vagamente ottocentesco in cui era cresciuto e di cui probabilmente non si liberò mai; un ambiente nel quale l'obbedienza (anche per direttive non condivise) e l'adempimento scrupoloso del cosiddetto "dovere" erano considerati requisiti imprescindibili per poter svolgere un qualsiasi ruolo, proprio perchè ritenuti indispensabili al funzionamento efficiente del sistema e alla sopravvivenza del potere stesso.

    Un Vincenzo "Nino" Vianello era il timoniere della Marina Imperiale austriaca che affondè la corazzata Italiana nella battaglia di Lissa.
    Medaglia d'oro per l'azione.

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  7. Adetrax23:07

    Qui si cerca di sdrammatizzare ma certi video fanno impressione:

    http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Spettacoli&vxClipId=2524_6479fb22-4a47-11df-8f1a-00144f02aabe&vxBitrate=300

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  8. @lame
    il tuo post e' stato pubblicato su
    > http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=50456#50456 <
    e i commenti sono poco lusinghieri.a me il post e' piaciuto ,penso di averne capito il senso e lo condivido.
    io non so se vianello "vide" o meno,resta il fatto che ora coloro che non "vedono"sono tanti,troppi e in questo credo che qualche responsabilita' ce l'abbia.

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  9. zazie11:12

    posso dire che mi sarei strarotta di leggere che la gente se parla di berlusconi, fa un piacere a lui? Non so, finché esiste e rimane saldo al comando della scena politica italiana un personaggio del genere CHIUNQUE ha il dovere morale di sottolineare ciò che lui fa e ciò che lui è e ciò che i suoi "stipendiati" son capaci di fare al governo. Ma come?...anche zitti dobbiamo stare? Ma fatemi il piacere! Non saranno mai poche le parole che metteranno in luce quest'uomo, le sue nefandezze e le buffonaggini a cui è costretto e alle quali CI costringe ad assistere, noi che non saremmo mai contro qualcuno se quel qualcuno non determinasse le nostre vite... nostre, almeno di coloro i quali col cavolo che l'avrebbero mai votato.
    Quindi, mai sono abbastanza i commenti che smascherano comportamenti del genere. Poi, certo... chi non li vuol vedere,continui pure a viaggiare alla cieca... ma non rompa se qualcuno scrive cose come lame.

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  10. Adetrax21:39

    Berlusconi che si permette anche di fare la comunione ad personam ...

    La frittata è fatta, qualche anno fa aveva lui stesso rifiutato la comunione perchè sapeva di non poterla prendere, anche se aveva precisato di sperare nell'intercessione di "qualcuno" (un pensiero eretico naturalmente), ora l'altarino è saltato.

    Dal punto di vista teologico c'è solo un peccato che, in teoria, non può essere perdonato ed è quello contro lo "Spirito".

    Ho la sensazione che il fatto in oggetto si configuri proprio come tale, ammesso che la celebrazione sia stata regolare.

    Sorge poi il dubbio (chiamiamolo così) che i preti che bazzicano Silvio, anche solo alla lontana, non siano affatto preti D.O.C.

    Non una riga sui media ufficiali e tanto meno su "pontifex".

    Non c'è niente da fare, questi "fumi" stanno offuscando tutto.

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