domenica 11 aprile 2010

Superpoteri di Megaloman

Un paese da fumetto si merita un supereroe da fumetto come presidente. Nel 2013, meno male, così possiamo ancora sperare di salvarci con la maledizione dei Maya il 21-12-2012.

Elenco sommario di alcuni dei superpoteri che prossimamente Megaloman pretenderà dall'ormai sempre più snervato Presidente Hindenburg, con l'assicurazione di Violante e di tutta l'opposizione del PD che nessuno userà mai la cryptonite in sua presenza:

Capacità di allungarsi ed accrescere la propria statura come Henry Pym. Così finalmente non gli diranno più del nano.
Dotazione immediata di quei famosi superpoteri sessuali di cui si è sempre favoleggiato riguardo a Spiderman.
Legge ad personam per diventare immortale come Mephisto.
Oppure, in alternativa: lodo Cristo per risorgere anch'egli dopo la morte.
Immediata sua dotazione, nel caso Napolitano facesse lo gnorri ed insistesse nell'ostacolare le riforme, del Guanto dell'Infinito di Thanos.

Per uno che ha già la capacità di frantumare i cabbasisi a distanza con la sola forza del pensiero, cosa volete che sia, qualche superpoteruccio in più?

5 commenti:

  1. Non ti sarò mai abbastanza grata per aver ripescato e fattomi rivedere la sigla di Megaloman.

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  2. Conterò poco, è vero:
    - diceva l'Uno ar Zero -
    ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
    sia ne l'azzione come ner pensiero
    rimani un coso vôto e inconcrudente.
    Io, invece, se me metto a capofila
    de cinque zeri tale e quale a te,
    lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri. A un dipresso
    è quello che succede ar dittatore
    che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso. (Trilussa)

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  3. http://tv.repubblica.it/copertina/ezio-mauro-quel-colloquio-napolitano-berlusconi/45302?video

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  4. Bersani è stato molto chiaro a Parma :

    " per fare le riforme ci vuole il Parlamento. Capisco che è una parola oggi non popolare. Ma il Parlamento è il luogo della libertà di tutti e se si zittisce quel luogo anche il rapporto con i soggetti sociali diventa asfittico e condizionato, così come il rapporto con l'informazione".

    “L'agenda la fa uno solo, ma questo non va bene, non è salute perché l'agenda deve venir fuori dalle esigenze del Paese. Se non fosse così sarebbe un problema. Negli ultimi due anni il Parlamento viene riunito solo per discutere di decreti legge o fiducie, per il resto non c'è niente da fare, nel 1978 la riforma della sanità, la legge Basaglia sui manicomi e quella sull'aborto furono fatte in un anno, in parlamento. Oggi non riusciamo a discutere di nulla, guardate cosa è successo sulla scuola".

    "Sia chiaro – ha concluso Bersani -, non ci preoccupa il confronto ma la chiacchiera inconcludente del cosiddetto dialogo che allontana tutta la politica dalla società ed è pericoloso per tutti”


    La platea schizofrenica, della “classe dirigente”, ha applaudito Bersani a questo passaggio il suo intervento , la Marcegaglia che ha detto che “il paese sta declinando” una ventina di volte e Berlusconi una trentina, che ha parlato di sé stesso e che ha detto che “il paese non è in declino”. Va a capire la confindustria.

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  5. Ormai, prima di ogni altra reazione, un senso di sfiducia e stanchezza, ma proprio una stanchezza cosmica. Quella che fa venire la tentazione di uscire a mani alzate annunciando la resa, basta che la smetta, una buona volta.

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