domenica 16 maggio 2010

Berlusconi ha sempre ragione

Iniziano ad arrivare alcuni flebili lamenti di riprovazione nei confronti del governo dagli elettori di Berlusconi, affidati alle pagine online dei siti azzurri e ripresi ieri in un articolo dell'Unità.
«Presidente, se vuole avere la stima degli italiani tagli gli stipendi dei suoi ministri. Altrimenti sarà come tutti i suoi predecessori».
«Silvio, caccia tutti i mariuoli e guardati dai finti amici. Tieni duro perché altrimenti andiamo tutti a pu.....e».
«Presidente, quando si deciderà a dare spazio a giovani onesti e preparati e dismetterà servi, ballerine, estetiste forse sarà tardi per Lei».

Questi lai dovrebbero stringerci il cuore come i gemiti dei piccoli di foca presi a bastonate o i belati degli agnellini condotti al macello e invece, a me personalmente, fanno venire il sorrisetto da Gioconda, oltre alla voglia di prendere la mazza da baseball ed assestare qualche colpo di grazia agli ingenui che non si sono accorti di aver eletto una manica di ladri. E che, oltrettutto, non si rendono conto, talmente sono ingenui, che le puttane, i servi e di conseguenza i famosi ladri li ha messi lì proprio Berlusconi, non la Fata Turchina o Babbo Natale.
Eppure i presupposti perchè andasse a finire nel magnamagna c'erano tutti. Quando si mandano in Parlamento, oltre alle favorite di letto ed ai compagni di merende, frotte di inquisiti e addirittura condannati in via definitiva, qualche sospetto dovrebbe nascere anche nell'elettore più sprovveduto.

Questi commenti sono antropologicamente e sociologicamente interessanti perchè mettono a nudo il problema principale che affligge questo paese e che bisognerà, una volta risolto il nodo Berlusconi, affrontare con serietà. Magari con l'aiuto di una classe dirigente veramente moderna. Mi riferisco alla voglia di dispotismo, di piccolo padre, di conducator che ancora affligge gli italiani e che li spinge a cercarsi, più che un governante capace, un diopadreonnipotente al quale delegare ogni decisione importante che li riguardi.
I commenti sono preziosi perchè denunciano il carattere intrinsecamente dispotico del berlusconismo ed il tipo di relazione immatura che gli elettori hanno con Berlusconi.

Se avete notato, questi elettori delusi non se la prendono con Berlusconi per la corruzione dilagante ma con chi gli sta attorno, con le figure in secondo piano, con i comprimari e le comparse.
In qualunque altro paese europeo avrebbero detto: "Berlusconi, hai fallito, vattene a casa e non farti più vedere" ma purtroppo questa non è l'Inghilterra di Gordon Brown e Berlusconi non abita al 10 di Downing Street.
Lui, il protagonista, il Papi Re, è sempre innocente, ha sempre ragione. Il popolo lo giustifica. Se ha sbagliato è perchè è stato ingannato, perchè i "cattivi" lo hanno indotto in errore, perchè qualcuno ha carpito la sua fiducia. Perchè lui è buono. Non può essere cattivo.

Certi comportamenti ed atteggiamenti dei popoli possono essere tranquillamente descritti con i modelli della psicodinamica individuale. Più il popolo è coeso in un pensiero unico, come avviene delle dittature o pseudo tali, più il parallelo è azzeccato.
Dal punto di vista psicologico, questo atteggiamento fideistico degli elettori di Berlusconi nei confronti del potere politico e della figura del capo è profondamente infantile perchè ricalca la relazione padre-figlio vissuta dal bambino piccolo, per il quale il padre è infallibile e un modello da copiare pari pari. Successivamente arriverà la fase adolescenziale del rifiuto e della ribellione ma, fino a quel punto, ogni cosa che fa papà è buona e giusta, comprese le malefatte.
Non si può negare che questi italiani vogliano tutti diventare come Berlusconi, da grandi, che ne siano orgogliosi al punto di sentirsi un poco partecipi di tanta fortuna e di vantarsene con gli altri bambini: "il mio papà è più ricco del tuo, gne gne."

C'è dell'altro, però. Il bambino nutre una fiducia cieca nei confronti del padre, si affida completamente a lui. Così succede al popolo-bambino che si fida ciecamente del dittatore.
Non rivendica sempre, Silvio, che il popolo gli ha dato fiducia con il voto? Non lo ripete fino alla nausea?
Ora càpita che papà a volte abusi di questa fiducia e faccia delle brutte cose al bambino , il quale però non ha il coraggio di credere che possa averle fatte perchè sarebbe come ammettere di essere stato ingannato da colui che non avrebbe mai dovuto farlo. Ciò equivarrebbe al crollo di un mondo intero, al verificarsi di un evento devastante.
Per cui rimuove, nega o proietta il male su altre figure, su comodi capri espiatori e babau perchè ha disperatamente bisogno di continuare ad avere come riferimento un padre infallibile che non lo deluda mai.

Nei regimi dittatoriali succede spesso che il buon padre di famiglia che ha carpito la fiducia del popolo si tramuti in abusante. Il popolo ha sotto gli occhi gli abominii del regime, li subisce sulla propria pelle ma non ha il coraggio di denunciarli o di ribellarvisi. Il dittatore carismatico tiene il popolo sotto ricatto emotivo. La disillusione è talmente dolorosa che è meglio illudersi che non sia successo nulla.

Il conflitto interiore tra percezione inconscia dell'abuso subìto e necessità di conservare un'immagine buona del padre provoca un devastante disturbo nevrotico e una depressione caricata da un'enorme rabbia repressa. Magari, dopo vent'anni, questa rabbia nascosta riuscirà a tramutarsi in aperto risentimento verso l'abusante ed in ribellione e voglia di giustizia ma intanto il male corrode all'interno chi lo ha subìto.

La reazione depressiva dei popoli abusati si concretizza nel ritiro dalla partecipazione politica, nel ripiegamento su se stessi ed in uno sfrenato individualismo, nella sensazione provata che non vi possa essere alcun tipo di cambiamento possibile, nel nihilismo. Un popolo malato dentro perchè è stato ingannato ha anche paura degli altri, soffre di diffidenza paranoica nei confronti dei diversi perchè è su di essi che proietta la propria angoscia.

Solamente il ristabilimento della democrazia, che non a caso corrisponde in questo modello ad una fase evolutiva successiva all'infanzia, può condurre verso un rapporto quasi paritario tra popolo e governanti.
In democrazia il capo che sbaglia viene cacciato senza giustificazioni e ricatti emotivi perchè è solo un amministratore, non un deus ex machina o una figura paterna. Soprattutto al capo si riconosce la responsabilità finale di ciò che fanno i suoi sottoposti. Se la nave va a fondo è colpa del capitano, non di una congiura dei boccaporti.
Generalmente la cacciata avviene senza alcun spargimento di sangue, con la semplice rescissione di un contratto e con nuove elezioni. "Vi ringrazio, è stato bello, vi auguro una buona giornata."
In democrazia la relazione tra governanti e governati è sana, matura, adulta, basata sull'Io cosciente.
Quella tra capo carismatico e popolo bambino invece è malata, immatura, infantile, dominata dall'inconscio. Ecco perchè i popoli che vogliono uscire da una dittatura lo fanno spesso abbandonandosi ad atti di violenza inaudita. La ferocia agita sul corpo di Mussolini a Piazzale Loreto era anche quella di un popolo ingannato, ferito, abusato e trascinato in un abisso di morte e distruzione fino alla follia.

Per tornare al berlusconismo, ai suoi elettori che cominciano forse a togliersi il prosciutto dagli occhietti, come finirà?
Siamo in una situazione anomala come poche. Siamo in una democrazia però guidata da un dittatore seguito da un popolo adorante che però comincia a vedere nel suo regime qualche ombra.
Gli italiani saranno capaci di liberarsi di Berlusconi e della sua cricca di affamati di potere e soldi in maniera pacifica o perderanno la testa? Si limiteranno anche questa volta alle monetine o andranno oltre? Difenderanno il loro caimano fino in fondo o la crisi sarà come un bello schiaffo sonoro in faccia che ci farà svegliare tutti?
Dipenderà anche dalla capacità di chi si oppone al governo, dall'esterno e dall'interno, di proporre alternative concrete. Ne va della nostra democrazia.

A proposito di opposizione. "Non si tratta di mele marce" ha detto Don Bersani, riferendosi ai casi di corruzione che hanno coinvolto i castamen governativi, "ma è tutto il cesto ad essere marcio".
Io aggiungerei che il problema è l'albero. Che sarebbe da tagliare rasoterra.

10 commenti:

  1. Amadiro20:27

    bella analisi, lucida e profonda, complimenti.

    Ricordo ancora i discorsi di certi vecchi che parlavano del fascismo, secondo loro il duce era stato ingannato da certi gerarchi che, spostando sempre gli stessi carri armati da una caserma all'altra, gli avevavno fatto credere che il nostro esercito fosse molto più forte, istigandolo così a dichiarare guerra all'America... e a dispetto della storia, qualcuno ne è ancora convinto oggi!

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  2. Adetrax21:25

    L'analisi mi è piaciuta ma manca una piccola precisazione che amplia leggermente la prospettiva, ovvero che Silvio potrebbe essere veramente al vertice di una piramidina di potere extra-istituzionale e che i suoi sostenitori più accaniti potrebbero parimenti far parte di quella piramidina.

    Ora quei sistemi sono particolarmente orientati al potere gerarchico e i comportamenti dei piani alti sono indiscutibili da quelli inferiori che sperano solo che i capi di turno non abbiano troppe manie persecutorie.

    Tanto per capirci siamo nella posizione in cui scribi e farisei "implorano" Tutankhamon di non circondarsi di troppi mercenari assatanati o di non sacrificare troppi schiavi per i sacri riti perchè servono per altri scopi (ad es. lavorare).

    In breve i citati "lai" rientrano perfettamente in questo ordine di idee, sono appunto "implorazioni" (non suggerimenti e men che meno richieste esplicite - che di per se sarebbero atti di lesa maestà) che il capo potrà anche tranquillamente ignorare se a lui ciò piacerà.

    Questo è lo stato delle cose imposto dalle strutture triangolari.

    Gli italiani saranno capaci di liberarsi di Berlusconi e della sua cricca di affamati di potere e soldi in maniera pacifica o perderanno la testa?

    Non perderanno la testa, quindi non si libereranno perchè sono troppo rassegnati e ipnotizzati e poi cosa volete che facciano se non leggono nemmeno i programmi elettorali e se rieleggono uno che ne ha fatte di tutti i colori.

    Come è stato scientificamente e storicamente provato gli italiani reagiscono solo se qualcuno gli fa molto ma molto male nel didietro per un tempo sufficientemente lungo.

    La filosofia del "golpe dolce" evita accuratamente questo pericolo facendo avanzare l'oggetto sgradito / non richiesto un millimetro alla volta (pic indolor) e con ampio uso di vaselina.

    In questo modo la massa "bruta" degli elettori semi-neanderthaliani, non sentendo precisamente un dolore fisico localizzato, non capisce il motivo per cui dovrebbe reagire e quindi le varie operazioni "di avanzamento" hanno successo.

    Per tutto questo il governo Berlusconi potrebbe durare almeno altri 3 anni.

    La previsione di lunga durata era stata peraltro fatta parecchi anni fa in questo pezzo satirico noto a tutti.

    http://www.youtube.com/watch?v=tvYHJNBTNiA&feature=related

    Silvio stesso ha poi promesso (ai suoi accoliti subalterni) che non lascerà l'incarico fintanto che 1) non avrà risolto il problema della separazione delle carriere fra giudici e PM e 2) non avrà cambiato la Costituzione per dare molti più poteri al presidente della Repubblica (il mandato di Napolitano scade nel 2013, giusto in tempo per l'avvicendamento).

    Il problema vero però, quello che consente e consentirà tutto questo, è che non ci sono solo 400 ladroni ma 400.000 o forse anche 4.000.000 e tutti questi si sentono perfettamente rappresentati da Silvio e dai suoi cortigiani che sono stati votati e rivotati dalla maggioranza relativa dei votanti effettivi.

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  3. Anonimo23:30

    Non giustifico in nessun modo il popolo italiano.
    Tutti i primi articoli delle prime pagine dei giornali, oggi, dedicati al calcio: evidentemente il problema piu` importante per gli italiani e` la vittoria in campionato.
    Tornando al post, berlusconi non e` stato mai un buon padre, perche` ha cominciato ad abusare degli italiani e delle leggi italiane, fin da quando era un baby e solo gli sprovveduti non lo sanno. A questo punto gli italiani che ancora lo votano, o votano per tutti coloro che lo appoggiano nel suo disonesto delirio, sono degli sprovveduti pure un tantinello idioti e, sopratutto, disonesti, almeno nell'animo, corrotti o, almeno, corruttibili, insomma di "facili costumi" e non sprecherei la psicologia per spiegare un materialismo estremo ed una presunzione ed un egoismo che si evidenziano continuamente, specialmente nel razzismo smodato.
    Per fortuna che c'e` ancora una parte di italiani che si distingue dalla feccia, ma sono troppo pochi ancora.
    Per quanto riguarda me, io ho sempre pensato che lo sparafregnacce di Arcore fosse dello stesso genere di mio padre: un bugiardo di cui non fidarsi MAI!
    Ciao
    Roberta da Sydney

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  4. AVENARIUS07:57

    Questa descrizione del popolo italiano ingenuo, puro e immacolato che in buona fede si affida al papà despota convince poco: gli itaGLiani hanno sempre acclamato i peggiori dittatori non per indole “ingenua”, ma perché loro stessi intrisi di crudeltà fino alle midolla (ultimamente hanno proposto su Rainews24 un servizio sul turismo sessuale nel Brasile, nel quale delle poco più che bambine affermavano che “i clienti più crudeli erano gli italiani” (sic) – analogo servizio di anni prima nel sud-est asiatico vedeva analoghe affermazioni.

    la ferocia agita sul corpo di Mussolini a Piazzale Loreto era anche quella di un popolo ingannato, ferito, abusato e trascinato in un abisso di morte e distruzione fino alla follia... poveretto (il popolo, non Mussolini!)

    Non è che piuttosto la ferocia è stata agita non per la scoperta improvvisa di una crudele dittatura – che in realtà si conosceva benissimo – ma perché questa non ha portato ciò che si attendeva: il ritorno ai fasti e alla grandezza dell’Impero Romano, con schiavitù e crudeli efferatezze su altri popoli, ma solo lacrime e sangue (e in questi casi i crudeli paraculi italioti si squagliano come neve al sole): con quale enfasi e precipitazione ci siamo (Baffino e non BerlusKa) accodati agli anglo-americani nei “bombardamenti umanitari” sulla ex Jugoslavia e, successivamente in Iraq/Afghanistan (la cosa era cominciata in Libano/Somalia), indipendentemente dai governi in carica.

    E’ istruttivo seguire le vicende italiane in Sud-Tirolo, avamposto della “itaGLianità” di un territorio, del Sacro spartiacque del Brennero, della romana Retia e quanto di più bassamente retorico possa esserci: il luogo è intriso di simboli e monumenti al fascismo, in spregio ai dettami costituzionali, e non è stato il ritorno alla “Democrazia” a favorire il ripensamento di un atto iniquo (occupazione e oppressione di un popolo che non ha alcuna voglia di appartenere alla Grande itaGLia), con arretramento dei confini dal Brennero; bensì negli anni ’60 in quelle zone si scatenò, in risposta ad attentati (seppur deprecabili) diretti contro cose e non contro persone (in pratica si stava ripetendo il fallito tentativo mussoliniano di annulamento della popolazione locale), la peggior repressione, con “presunti” casi di torture in caserme/carceri ed i pochi indagati fra le forze di polizia tutti promossi (Serantini, Masi, Giuliani, Aldrovandi, Cucchi, Rasman etc non vengono dal nulla) e successivo innalzamento dei toni con pesante intervento dei Servizi segreti, palestra per la successiva messa in atto della strategia della tensione (l'autonomia successivamente raggiunta fu "imposta" all'itaGLia a livello internazionale e non da questa voluta)

    Così come non è che gli itaGLiani si sveglieranno contro il BerlusKa perché avranno tolto il prosciutto dagli occhi, ma perché molti capiranno di non poter mai partecipare al magnamagna

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  5. una presa di coscienza così tardiva porta ad un unica conclusione:

    http://www.youtube.com/watch?v=o1HQsMeFYAU&feature=related

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  6. Sarebbe interessante approfondire il tema delle sette.
    Alcuni indizi lasciano intendere che il berlusconismo, con i suoi circoli, il PDL, le sue strutture etc, è organizzato come una vera e propria setta e i suoi adepti sembrano vittime dello stesso fascino carismatico.
    Interessante, a questo proposito, lo studio "Le sette tra noi" di Margaret Thaler Singer, con la collaborazione di Janja Lalich.

    Si legge tra l'altro:

    "Nella maggioranza dei casi al vertice della struttura settaria c'è una persona sola, generalmente il fondatore, e le decisioni emanano da lui. Generalmente i leaders hanno queste caratteristiche:
    - Sono autoproclamati, persuasivi e affermano di avere una missione speciale o speciale conoscenza.
    - Tendono ad essere risoluti e autoritari, e vengono spesso descritti come carismatici.
    - Accentrano su di sé la venerazione."

    Inoltre:

    "- Le sette tendono ad avere un doppio standard morale.
    I membri vengono spronati ad essere onesti all'interno del gruppo, e a confessare tutto al leader. Contemporaneamente vengono incoraggiati a imbrogliare e manipolare i non membri. "

    http://xenu.com-it.net/libri/cults/singer03.htm#3

    Per esempio è chiaro che qualunque menzogna è lecita per i Berluscones pur di evitare il MALE ASSOLUTO. il Komunismo.

    Se si comprende questi meccanismi forse si riesce a disinnescarli, magari finisce che i Berluscones si suicidano tutti ...

    O No?

    :-)

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  7. Anonimo07:30

    In tutto questo scenario ben poco edificante, c'è la lunga mano del vaticano, che non perde occasione di dire la sua.
    Infatti nonostante tutte le porcate fatte dal sultano, di comportamenti poco cattolici (dall' aborto di Veronica fino alla comunione datagli in occasione della morte di Vianello, cosa negata a tanti divorziati, ma non a lui) il vaticano gli ha concesso i suoi favori alle ultime elezioni.
    E questa influenza che mi preoccupa.
    Comunque l' italiano non è abituato a usare il proprio cervello, che pieno di calcio, di finto duomo in faccia, veline, escort e tv spazzatura, più di tanto non riesce e non vuole vedere.
    Agli italiani piace così e lo votano, anche perchè non c'è alternativa valida.
    Echo.

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  8. Anonimo10:41

    come può pretendere onesta, da i suoi ministri, e deputati. prima risolva, i suoi problemi con la giustizia, una volta risolti, se risulterà innocente,potrà fare il ripulisti, da lui annunciato,altrimenti, sono le solite parole vuote, usate, per perdere tempo, e seguitare ha fare il suo interesse. in questo caso, il governo, vista la gravità della crisi che stiamo attraversando,per limitare i danni, si dovrebbe dimettere. nessuno1°

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  9. Io continuo a sostenere che noi Italiani continuiamo a cercarci un governante-padre proprio perche'non siamo portati per la democrazia. Siamo stati un popolo sottomesso praticamente da sempre e a chiunque, completamente incapaci di autogovernarci e di prendere un'iniziativa che fosse una.
    Insomma, persino la nostra stessa unita' nazionale ci e' stata imposta. La dice lunga.

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  10. trovo attualissime le rime del Giusti di quasi 170 anni addietro.
    Sembrano scritte per la nostra realtà politica.


    Volete il serpente che il sonno vi scuota?
    Dormite contente costì nella mota,
    o bestie impotenti: per chi non ha denti,
    è fatto a pennello un Re Travicello!

    Un popolo pieno di tante fortune,
    può farne di meno del senso comune.
    Che popolo ammodo, che Principe sodo,
    che santo modello un Re Travicello!

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