sabato 1 maggio 2010

Oggi NON si lavora

Buon 1° maggio. La Festa più bella per chi può permettersi il lusso oggi di non lavorare perchè un lavoro ce l'ha. Un lavoro protetto da leggi e diritti. Un lavoro che gli riconosce anche il diritto al riposo periodico, alla cura della malattia e alla pensione.

Un augurio che l'anno prossimo possano festeggiare la festa dei lavoratori chi il lavoro non ce l'ha ancora, chi l'ha perduto, chi lo sta per perdere, chi ce l'ha ma in nero, chi è sfruttato a 5,00 euro all'ora e rischia pure di morire sotto una pressa, chi è sfruttato a 10 euro al giorno a famiglia intera dai nordisti senza cuore e dai malavitosi di 'O Sistema e di tutte le mafie succhiasangue al Sud.

In culo invece ai bottegai che oggi vogliono tenere i negozi aperti perchè loro non si sentono lavoratori ma qualcosa d'altro, di superiore e i lavoratori sono buoni solo come clienti da spennare.
Se Gesucristo fosse tanto masochista da farsi ancora un giro quaggiù penso che per fare ancora un po' di casino con voi mercanti sceglierebbe una domenica e i vostri minchia di centri commerciali aperti anche i giorni di festa.

6 commenti:

  1. speriamo,che questo primo maggio possa risvegliare qualche coscienza intorpidita.

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  2. Adetrax19:29

    Oggi non si lavora.

    Spero che in compenso si pensi a qualcosa di utile invece di baloccarsi con i vari divertissement.

    Arbeit Macht Frei.

    Se qualcuno non ne avesse stravolto il significato non sarebbe una brutta frase, anzi, tutto il contrario, visto che il concetto è implicitamente ribadito anche nella stessa Costituzione italiana.

    Parlando di lavoro sarebbe bello anche chiedersi che cosa si vuole ottenere privilegiando certi lavori piuttosto che altri.

    In breve, può la società civile delegare le decisioni più delicate a una casta economico-politica con sempre meno scrupoli o piuttosto dovrebbe assumersene maggiormente la responsabilità pretendendo di avere non solo teoricamente ma anche praticamente maggior voce in capitolo ?

    Ora c'è questa crisi economico-finanziaria che viene dal centro del male e ci si chiede perchè debba avere tutto questo impatto, perchè nel "bel paese" abbia prodotto oltre 2 milioni di disoccupati in meno di 2 anni.

    Il sospetto che ci sia stata un'attiva collaborazione nel sottolineare gli effetti dell'evento è forte, ma la risposta più ovvia è che i meccanismi presenti nella società attuale sono viziati da problematiche che non si vogliono affrontare o meglio che si vogliono mantenere per poterle usare per scopi ignobili.

    Ancora, non ci si può limitare al problema di come creare lavoro, bisogna anche chiedersi a cosa serve effettivamente questo lavoro e che cosa produce, che effetti ha verso la società, l'ambiente, ecc.

    La stupidità di questa civiltà asservita a logiche mascherate sotto vari nomi, consiste nel concentrare il 95% degli investimenti nella produzione di illusioni mediatiche, beni materiali (armi belliche incluse), dimenticando completamente che le materie prime non sono infinite e che tali beni non possono scomparire magicamente e gratuitamente a fine ciclo di vita come semplici rifiuti.

    Stabilito che il soddisfacimento delle esigenze di base di ciascuno richiede una percentuale tutto sommato molto bassa sia di risorse materiali che umane (es. il 5% - 10% di quelle normalmente disponibili), prima di riavviare i processi produttivi per creare nuovo lavoro, bisognerebbe chiedersi quanto segue.

    1) Cosa vogliamo produrre e come lo vogliamo produrre ?

    2) Cosa facciamo dei beni prodotti e consumati, produciamo rifiuti più o meno tossici o riusciamo a riciclarli in maniera pulita per un numero illimitato di volte ?

    3) Perchè permettiamo a chi ci governa di vantarsi di avere un cervello fermo al "paleolitico" e di ragionare secondo lo schema del "taglia e brucia" ?

    4) I nostri processi produttivi rispettano l'ambiente e quindi la nostra stessa società che in esso vive ?

    5) Cosa facciamo per evitare di deteriorare il rapporto fra lavoro e ambiente ?

    6) Educhiamo i bimbi-minkia a considerare come importanti questi aspetti o li ignoriamo lasciando loro solo il "luminoso" esempio di papi e dei suoi amici ?

    Insomma, la questione del lavoro non può essere disgiunta dalla questione etico-morale perchè, come tutti abbiamo potuto constatare, gli effetti negativi di un'abdicazione a questo impegno ricadono poi inevitabilmente sull'intera società presente e futura in modi che negli ultimi 60 anni sono diventati sempre più subdoli e apparentemente incontrollabili per chi non ha le redini del potere.

    Non servirebbero esempi ma per non lasciare dubbi, si parla di cosucce tipo questa:

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/30/news/inchiesta_amianto-3716837/index.html?ref=search

    e moltissime altre che il 99% delle persone non conoscono affatto.

    continua ...

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  3. Adetrax19:38

    ... continuazione.

    Anche un criminale, un terrorista finanziario o ecologico, un guerrafondaio o un boia a suo modo, "lavora" ma non è certo un lavoro auspicabile.

    In definitiva cosa vogliamo fare dell'Italia, una discarica a cielo aperto popolato da untermensch geneticamente danneggiati o un territorio dove la prosperità e l'ambiente non sono in conflitto fra loro e i problemi si affrontano in maniera logica e giusta ?

    Se solo si scegliesse sempre la via del bene invece che quella del male (spesso nascosto e occultato), quanti problemi si risolverebbero nel migliore dei modi !

    Se Gesù Cristo fosse tanto masochista da farsi ancora un giro quaggiù ...

    Probabilmente se la prenderebbe moltissimo per la diffusione capillare della prostituzione mentale, da cui deriva ogni altro male.

    In culo invece ai bottegai che oggi vogliono tenere i negozi aperti ...

    Perchè altrimenti falliscono ... gnè, gnè.

    Poniamola però sotto un'altra luce: se i consumatori la smettessero di comportarsi come pecoroni lasciandosi influenzare dalle pubblicità infarcite di gnocca e soldi, dalle luci colorate e altre amenità del genere, ne guadagnerebbero tutti.

    Domanda: il consumatore-medio, si prostituisce mentalmente e così facendo influenza negativamente tutto il resto ?

    Perchè è ovvio che se durante il primo maggio di quest'anno i negozi aperti non vendessero neanche uno spillo, i relativi proprietari imparerebbero certamente la lezione e negli anni successivi non ripeterebbero l'esperimento, della serie: "colpirli economicamente tutti per educarli tutti".

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  4. stokkaiser21:55

    adetrax sei insopportabile. ma fai un po' di sintesi,,, e che cacchio. ma chi tte leggeeeeeee

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  5. FALCO01:25

    Che idiozia prendersela con i negozianti. E che stiano aperti, che fastidio ti danno. Tuut'al più se qualcuno ha bisogno di loro può servirsene. Sei retrogada da questo punto di vista. Nei paesi anglosassoni sono sempre aperti i negozi, e non mi pare che siano più retrogadi degli italiani.
    Quanto al lavoro in generale, quello è il problema, non i negozi.

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  6. Invece di chiamarti stokkaiser o FALCO, perchè non usi il tuo IP?
    iunet 151.51.57.148
    Non ci credo, hai un IP fisso e fai il troll!
    Immagino che a Parma e dintorni saranno stati tutti aperti i negozi, eh?

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