mercoledì 9 giugno 2010

E non se ne vogliono andare


Bertolazzo, hai rotto il caso.

3 commenti:

  1. berlusconi a suo tempo giuro' sulla costituzione,ed anche grazie ad essa e' diventato cio' che e'.
    questa e' una verita' indiscutibile,se qualche illuminato dell'opposizione gli facesse notare cio',mi piacerebbe sapere come il nano rispondera'.
    se neghera',significa che ha usato altri canali,non costituzionali,ed allora la richiesta di dimissioni immediate sarebbe la logica conseguenza.
    bertolaso e' talmente insignifacante che non varrebbe la pena di perderci tempo,e' solo uno dei tanti tentacoli della piovra che ci governa.
    la cosa che rode e' che questi personaggi oltre ad aver intascato milioni sottobanco si ritroveranno con pensioni dorate pagate da noi,mentre il governo discute se allungare l'eta' pensionabile per i lavoratori(trici)onesti.oppure sugli stipendi dei calciatori,che seppur esagerati,son pagati da privati,che cominciasse il settore pubblico ad essere virtuoso,il resto sarebbe una conseguenza.

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  2. “Bisogna rispondere, ma con le dovute maniere”.

    E’ questa la prima cosa che ci siamo detti noi familiari delle giovani vittime della casa dello studente a fronte delle stupefacenti esternazioni di Berlusconi.

    Noi, che abbiamo perso tutto, che non avremo più un futuro perché la morte di un figlio azzera ogni prospettiva, siamo stati e siamo capaci di autocontrollo e di rispetto.

    Due atteggiamenti che hanno scandito il nostro percorso di dolore, la nostra richiesta di giustizia.

    Atteggiamenti di cui il premier dovrebbe fare largo uso in situazioni estremamente delicate, anziché attaccare, come è ormai consuetudine, la magistratura e accusare coloro che sono stati colpiti da lutti immedicabili e che, forse, si sarebbero potuti evitare, di incontrollabile furia omicida.

    Non si può che gridare Vergogna dinanzi a tanta insensibilità e ad un linguaggio profondamente offensivo.

    E non si può non pensare che, magari, ci troviamo di fronte ad un gioco sporco, che si fa beffe anche dell’etica istituzionale: utilizzare pretesti, calunnie e sospetti per abbandonare L’Aquila al suo destino. Ma sarebbe veramente troppo e drammaticamente triste, poiché significherebbe usare il nostro dolore.

    Berlusconi farebbe bene a leggere la lettera che Bertolaso, Capo della Protezione Civile, in data 5 luglio 2009, inviò a Sergio Bianchi, padre di Nicola, che non c’è più, nella quale al disperato grido di dolore di questo padre risponde:”I morti dell’Aquila potevano non esserci e soprattutto essere molto meno tra i giovani. Confido in coloro che devono, per loro compito, individuare responsabilità personali dirette, omissioni dolose, irresponsabilità colpevoli, perché è giusto che non si chiami disgrazia o fatalità ciò che poteva essere evitato, ma accetto di essere parte di una classe dirigente che, nel suo insieme, non ha saputo fare ciò che era possibile per evitare lutti e dolori a tante, troppe persone”.

    Al premier, inoltre, sfugge un piccolo, non trascurabile dettaglio: gran parte degli studenti che hanno perso la vita, in quella tragica notte, erano “fuori sede”, ossia provenivano dalle regioni limitrofe.
    Cosa farà allora? Richiamerà la Protezione Civile anche dalla Basilicata, dalla Puglia, dalla Campania, dal Lazio ecc. ecc.?
    COMITATO FAMILIARI VITTIME CASA DELLO STUDENTE

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  3. Cara Papera Zoppa, col tempo non fai altro che migliorare, e ti seguo sempre con affetto:-)
    LOVETHISDUCK:-)

    Silvia

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