giovedì 8 luglio 2010

Se mi lasci ti accoltello

Non riescono proprio a domandarsi perchè lo fanno soprattutto quando lei dice basta, è finita. A chiedersi perchè, non sopportando che a lasciare e chiudere una relazione non siano loro ma le loro donne, la reazione sia letale. Eppure il fenomeno è interessante, visto che il contrario, ovvero la donna che accoltella l'uomo che la vuole lasciare, checché ne dicano gli statistici alle vongole, sono quasi una rarità. Basterebbe ragionare su questo.

Beh, il delitto passionale, ti illuminano i negazionisti del femminicidio, è sempre esistito, che vvuo' fa.
Come ai tempi della Carmen. "Ne me quitte pas, Carmen". Nun me lassà. Lui la scanna nel finale perchè si è stufata, si è incapricciata del torero Escamillo e non vuole più il bel soldatino José, vuole lasciarlo. Che vvuo' fa.
Capirete, lui per lei si è rovinato, ha infranto il corazon della fidanzatina angelicata che gliela faceva solo immaginare. Si è messo con una zingara. Ora il torto va lavato con il sangue. "Vous pouvez m'arréter... c'est moi qui l'ai tuée!" Potere arrestarmi, sono stato io. Gli daranno quanto, tre anni come per il delitto d'onore?
Che carino, l'accoltella ma l'ama ancora. "Ah! Carmen! ma Carmen adorée!" In fondo è un bravo ragazzo caduto nella rete di una donnaccia. Al processo saranno tutti dalla sua parte. E' lei che lo ha provocato.

La Carmen è prodotto dell'immaginario dell'Ottocento ma poco è cambiato da allora. Diciamo che, a leggere le ultime cronache, la capacità del maschio di accettare il benservito, atteso all'inizio del Secolo ventunesimo, per prolungato ritardo, viaggia con circa un secolo e mezzo di ritardo.

48 commenti:

  1. Adetrax14:15

    Beh, il delitto passionale, ti illuminano i negazionisti del femminicidio, è sempre esistito, che vvuo' fa.

    Che non sia una novità è vero e poi mi pare che loro non neghino le uccisioni ma che per quella modesta (per loro) quantità si debba usare un termine a se tipo "femminicidio" che probabilmente ha troppe assonanze con il termine "genocidio" e genera quindi subdole reazioni.

    Basterebbe usare il termine "omicidio" "tipo F" o "tipo M" dato che l'omicidio si riferisce all'uccisione di un individuo alla specie Homo sapiens sapiens e vale sia per i maschi che per le femmine.

    In ogni caso ritengo che la denominazione di "delitto passionale" dovrebbe essere ricompresa in un ambito più generale, ovvero come reazione a una situazione psicologica che è vissuta come intollerabile ed ingestibile (quando non è affatto così).

    Questo tipo di percezioni, di pressioni psicologiche si possono verificare anche in molte altre situazioni estranee alle relazioni uomo-donna.

    Per esempio certe reazioni anomale possono avvenire anche per motivi o discussioni futili che sono però vissute come totalizzanti, traumatiche e intollerabili per un difetto di percezione e valutazione, a cui segue un irrazionale istinto di rivalsa, es. nel caso degli omicidi di Hannover (assassino con problemi psichiatrici).

    Ecco, quello che molte donne non vogliono accettare è che esistano persone del genere, con manifestazioni più o meno mascherate, e ancor di più non vogliono accettare il fatto che queste persone siano tutte a piede libero, perchè nessuno le controlla e/o le ha informate di quanto le loro percezioni e i loro ragionamenti siano fuori dagli standard delle persone normali.

    Quello che però si rifiuta in maniera assoluta è il fatto che molte delle donne che muoiono in seguito a reazioni violente più o meno premeditate, si siano messe con persone del genere e che solo dopo un tempo parecchio lungo se ne siano accorte per poi decidere di interrompere la relazione con esiti in alcuni casi infausti.

    Certo, la componente culturale favorisce o impedisce in parte certi esiti, ma non più di una certa percentuale che dipende appunto dal grado di sanità ed equilibrio mentale degli individui.

    Anche l'influsso di possibili droghe particolarmente eccitanti, es. alcool, cocaina, ecc. conta parecchio ma a mio giudizio chi le assume è di per se non del tutto equilibrato e con parecchi problemi interni irrisolti e questo vale soprattutto per i nostri politici.

    Per quanto detto la teoria dell'impulso improvviso e incontrollabile mi trova poco concorde dato che nella stragrande maggioranza dei casi c'è una certa premeditazione e soprattutto perchè il famoso equilibrio mentale presente o assente spiega molto meglio certe reazioni.

    L'impulso improvviso e incontrollabile nonché violento e fatale può averlo chi è sotto l'influenza di certe droghe o chi è sottoposto a scariche elettriche ed è immerso in realtà virtuali terrorizzanti.

    In tutti gli altri casi c'è una causa preesistente nel cervello.

    Tranquille, ora ci pensa Turok ad addestrare i maschietti, futuri ometti.

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  2. Scusami Adetrax,

    ma sembra che tutte le donne possano girare con un manuale di psichiatria in borsetta ed effettuare opportuni test sui loro amanti prima di frequentarli.
    Il più delle volte nessuno è capace di riconoscere quelle personalità capaci di trasformarsi in feroci assassini.
    Purtroppo la follia ben raramente si manifesta apertamente e spesso si camuffa in tutti i modi anche per lunghi anni.

    E' interessante però scoprire (non è una grande scoperta) che il delitto d'onore in Italia è stato abrogato da nemmeno 30 anni.
    Stiamo parlando del Codice Penale, art 587 che recitava così:

    Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.
    http://www.cultumedia.it/2010/04/donne-e-delitto-d%E2%80%99onore-una-piaga-ancora-aperta/

    In pratica sanciva un diritto di proprietà su MOGLIE, FIGLIA e SORELLA, cioè all'interno di una famiglia degli uomini sulle donne.
    Curioso che sia stato abrogato soltanto il 5 Agosto 1981.

    Secondo te sono sufficienti una trentina d'anni alla nostra misera società per liberarsi di questo antico retaggio?
    Te lo chiedo da siciliano, pertanto molto attento alle questioni "d'onore"...

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  3. Ancora più importante mi sembra riflettere sul fatto che il suffragio universale in Italia è stato introdotto nel 1946.Prima le donne non erano considerate capaci o degne di esprimere una preferenza di vitale importanza, anche simbolica.Chi non vota è di fatto un cittadino di serie B.Alla luce di questi fatti certe cifre non dovrebbero meravigliare.

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  4. Adetrax20:49

    @Giosby

    Purtroppo la follia ben raramente si manifesta apertamente e spesso si camuffa in tutti i modi anche per lunghi anni.

    Si, spesso può essere così ma ci sono dei sintomi indicatori, chiaramente non sufficienti per un giudizio definitivo, ma ci sono.

    Secondo te sono sufficienti una trentina d'anni alla nostra misera società per liberarsi di questo antico retaggio?

    Dipende dalle influenze culturali cui si è stati sottoposti; in molte zone questa giustificazione del delitto d'onore non ha mai fatto parte del modo di vedere / reagire comune.

    Poi questo tipo di leggi provengono da tempi molto antichi, quasi arcaici, in cui vigeva la lapidazione per le adultere e la ferrea preservazione della purezza non solo per motivi di onorabilità / religiosi ma anche per limitare al massimo la propagazione e i nefasti effetti di malattie veneree particolarmente gravi, es. sifilide e altro che fra l'altro potevano impedire la successiva procreazione e quindi determinare la "morte" di un ramo familiare.

    In breve la risposta è si per gran parte dell'Italia.

    Poi se andiamo a vedere i personaggi che commettevano questi delitti d'onore, non si può concludere che fossero degli stinchi di santo, spesso non avevano neanche tutte le rotelle a posto, possiamo fare l'esempio di Pietro Pacciani che usufruì di questa legislazione.

    Certo, se uno è malandrino, fuori di testa e sa che c'è una legislazione del genere, non si trattiene più di tanto, ma visto che non c'è più ...

    In questo senso forse sarebbe utile amplificare un po' di più certe consapevolezze e le conseguenze penali di certi atti.

    Cioè se pensiamo che recentemente uno degli ultimi assassini, dopo aver ucciso la sua ragazza, ha telefonato al fratello per confessare il delitto ma si è raccomandato di "non dirlo alla mamma", vuol dire che aveva una percezione piuttosto discutibile della realtà.

    Detto questo, ipotizzi forse una connessione fra il senso di proprietà / onore che giustificava un delitto e l'interruzione di una relazione da parte di una donna, cosa che viene percepita come un tradimento, un'onta inaccettabile ?

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  5. Adetrax21:02

    @Lanza

    Ancora più importante mi sembra riflettere sul fatto che il suffragio universale in Italia è stato introdotto nel 1946.

    Ovviamente, i 30 anni precedenti non sono stati del tutto facili, 2 guerre mondiali, una dittatura inframezzata da parecchie guerre coloniali in cui il voto nero era un optional obbligatorio e non era quindi il caso di "disperderlo".

    Nel passato il diritto di voto era concesso in base al possesso di determinati requisiti che si sono via via allentati, es. maggiore età a 25 anni, un certo censo, l'appartenenza a una classe consapevole.

    In ogni caso, oltre a un'età minima era auspicabile anche una certa capacità di informarsi, di leggere giornali, di interessarsi alla vita politica, cose che il sentire comune riteneva di scarso interesse per le donne (eccezioni a parte ovviamente), generalmente relegate ai lavori più umili dentro e qualche volta fuori casa, con la preoccupazione dei bambini che "ruzzavan sull'aia".

    Facciamo però questa considerazione, spesso non è tanto importante il numero di anni che trascorrono da un cambiamento, ma come quel cambiamento è trasmesso e applicato.

    Un giovane di 15 - 20 anni, a meno che non sia continuamente deviato in ambito familiare e scolastico, assorbe piuttosto velocemente le nuove e più evolute modalità di vedere le cose e per lui il passato più vecchio della sua prima infanzia (quindi i 10-15 anni precedenti) NON esiste.

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  6. Adetrax21:13

    Un'ultima considerazione relativa al neologismo "femminicidio" che ovviamente non trovo in parecchi dei miei dizionari, anche piuttosto recenti.

    Perchè qualche femminista non ne da una definizione completa e puntuale così si chiarisce se con "femminicidio" si intende l'uccisione di qualsiasi "femmina" o solo di donne con determinate relazioni verso l'assassino (evidentemente uomo) ?

    Una volta chiarito il significato reale del termine bisognerà introdurre anche quello di "maschicidio", cosa che una volta non era raro con tutte le avvelenatrici e saponificatrici in circolazione.

    Comunque nel recente caso di Catanzaro in cui la moglie, oltre ad uccidere la figlia, strappò l'orecchio al marito e gli diede una coltellata al petto che poteva facilmente essergli fatale, siamo andati molto vicini alla brutale violenza di genere.

    Viva la par condicio.

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  7. Simone Per21:51

    Certe donne se la cercano, è nella natura umana, maschile direi, quella di sopprimere una femmina che ti ha fatto del male. Con quel male, la dona, è come se ti avesse ucciso.

    E allora, okkio x okkio signorine.

    Purtroppo, quasi sempre gli uomini vengono arrestati e si fanno anni e anni di galera, e allora rifletteteci, perchè rovinarsi la vita? un paio di ceffoni ben dati, due denti volati per aria, e lasciamole per terra a raccattare le cianfrusaglie cascate dalle loro borsette..

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  8. @ Simone Per
    Sarebbe bello che il tuo commento fosse pura satira. Purtroppo penso che la cattiveria ti appartenga per davvero. Mi fai pena. Sicuramente fai una vita di merda.

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  9. @ Adetrax

    Riconoscere i sintomi indicatori è una capacità abbastanza rara, e molto spesso quando qualcuno si accorge che nell'altro c'è qualcosa che non va è già in mezzo al ballo ed è difficilissimo saltare fuori dal gioco.
    Gli omicidi hanno sempre a che fare con la psicosi. Non credo che nessuno dotato di un minimo di equilibrio mentale arrivi ad uccidere se non in caso di assoluta necessità per legittima difesa.

    Altro discorso è quello sui costumi e sugli atteggiamenti. Ma anche in questo caso la tentazione di cadere in facili generalizzazioni è troppo forte.

    La percezione della perdita di una persona amata (o presunta tale) può essere catastrofica in personalità che sentono di non avere un sufficiente amor proprio per continuare a vivere.
    Sono persone che comunque si sentono non amate dal loro genitore nel rapporto primario.
    Queste persone non riescono a stabilire vere relazioni affettive, ma soltanto relazioni immaginarie con figure sostitutive del rapporto primario.
    Da queste storie, quando l'altro non sopporta più di essere utilizzato in modo strumentale come compensazione, possono scaturire ossessioni, violenze e anche omicidi.
    La proprietà delle donne nelle famiglie è un aspetto piuttosto atavico nella nostra cultura, ma ancora molto reale in culture e religioni molto vicine.
    E' ovvio che chi è fuori di testa è anche molto recettivo di fronte a certi deliri culturali un po' sorpassati magari per noi, ma ancora attuali altrove.
    Ma se parliamo di omicidio di massa di un genere forse occorre guardare anche a realtà che non sono tanto vicine a noi.

    Per esempio queste


    Il termine femminicidio, per altro, è molto controverso e si riferisce genericamente alla violenza nei confronti delle donne

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  10. Adetrax23:34

    @Giosby

    Ma se parliamo di omicidio di massa di un genere forse occorre guardare anche a realtà che non sono tanto vicine a noi. Per esempio "queste".

    D'accordo, ma il fatto è che l'articolo e centinaia di altri sul tema si riferiscono essenzialmente alla realtà italiana visto che le notizie riportate sono riferite a fattacci nazionali.

    Le altre realtà indicate sono note e stranote, India e Pakistan sono paesi dove la violenza verso le donne è veramente alta e fra l'altro usano anche metodi strani e parecchio brutali per metterla in atto.

    In Cina la limitazione forzata del numero di figli a 1 o max. 2, imposta dallo stato comunista, ha provocato nelle società rurali questa selezione che una volta non c'era.

    Fra l'altro in Cina, in un passato non troppo lontano, si deformavano i piedi delle bambine e si attuavano molte altre pratiche deplorevoli se non disumane; secondo Silvio una volta si "mangiavano anche i bambini".

    Però dire che le famiglie con soli figli maschi riescono a risparmiare molto di più di quelle con figlie femmine è un colpo molto basso, non so se l'autrice se ne è resa conto.

    E' vero che in molte realtà c'è ancora il concetto della dote, ma qui siamo nella scia delle future veline "esose", "spendaccione" e ingrate.

    Nel mondo comunque ci sono molte altre realtà assolutamente brutali verso le donne.

    Detto questo che cosa si può concludere, che se guardiamo ai numeri l'Italia (che è un'accozzaglia di popolazioni culturalmente disomogenee fra loro) potrebbe anche essere molto peggio di quello che è.

    Accontentiamoci di migliorare un passettino alla volta.

    --

    Il significato attribuito nell'articolo al termine femminicidio, mi pare un po' troppo libero, sarebbe stato meglio (più corretto) coniare un altro termine, senza il suffisso "cidio", per tutto quello che non porta alla morte fisica (es. violenze, vessazioni, ecc.) anche se capisco che in senso lato ci si possa riferire alla "morte psicologica" di una persona.

    In fatto di guerre e vessazioni psicologiche femminili gli ometti beta potrebbero dire più di qualcosa (sono vittime nate).

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  11. Cari ragazzi, veramente non capisco. Come fate, di fronte a delitti efferati, a cadaveri gettati nei fossi come fossero rifiuti, a ragazze morte nascoste nelle chiese che nessuno vede e sente (i cadaveri si sentono), come fate, ripeto, a discutere per ore sulla terminologia "no, marchese, femminicidio non è adatto, vedrei meglio un omicidio di tipo F, che ne dice?" "si, duca, quasi quasi è meglio".
    Cioè non avete un moto interiore che semplicemente vi faccia chiedere "come sia possibile giungere a tanto"? Dovete sempre e solo razionalizzare? Lo sapete che è patologico razionalizzare in questo modo?
    Adetrax, non si può sempre tirare in ballo la genetica e la follia individuale. Esistono fenomeni sociali, esistono patologie sociali. Il serial killer, anche se è un individuo singolo che agisce, è un fenomeno sociale. C'è gente che ha scritto volumi e volumi su questo e forse questi libri andrebbero letti, invece di improvvisarsi psicologi quando di psicologia, con rispetto parlando, non si capisce una sega. Insistere lombrosianamente sull'individuo singolo difettoso nel secolo XXI è francamente fuori tempo massimo. Te lo dico con simpatia. Siamo un misto di natura e cultura e purtroppo in certi casi la cultura riesce a sopraffare la natura.
    Tutte le tue affermazioni su cervelli ab normal ed altro sono, perdonami, sciocchezze da "sentito dire".

    "Con tutte le saponificatrici..."
    Adetrax, io ricordo solo Leonarda Cianciulli. Le altre me le presenti?

    Giosby, gli omicidi non hanno sempre a che fare con la psicosi. E' una definizione azzardata. Brusca ha sciolto un bambino nell'acido ma non è un pazzo, è un mafioso che ha agito secondo schemi di mafia; i nazisti uccidevano esseri umani nei lager ma non erano pazzi, erano inquadrati in un regolamento che era perfettamente lucido e razionale.
    La follia è disordine, mancanza di coerenza. Inaffidabile per definizione. Non puoi far gestire un regime a dei pazzi ma a persone che ben sanno quello che fanno.
    Cerchiamo un altro termine al posto di follia per spiegarci le cose brutte che capitano nella società. Con il marchio di follia etichettiamo ma non risolviamo il problema.

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  12. Ciao Lameduck,
    Ho pubblicato il tuo post su Vita da Streghe, a questo indirizzo:
    http://vitadastreghe.blogspot.com/2010/07/se-mi-lasci-ti-accoltello-da-lameduck.html
    Grazie, spero di dargli ancora più visibilità e che faccia davvero riflettere.
    Giorgia

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  13. Simone Per11:56

    @lame

    vedi lame, la cattiveria è un sentimento legittimo, non puoi togliere il diritto di essere cattivi su certe questioni.

    E poi c'è veramente tanta gente che fa una vita di merda, forse anche io. Il tuo disprezzo per chi fa "una vita di merda" si commenta da solo.

    Il tuo post e i tuoi commenti hanno solo dimostrato quanto le donne con le sole parole possano essere ciniche e violente e, con tutta probabilità, avrà contribuito ad accrescere ancora di un pochino la carica omicida degli uomini contro le donne che fanno del male agli uomini e disprezzano le sofferenze altrui dall'alto dei loro tacchi.

    tanto ti dovevo, ora censura pure il commento, intortati da sola una risposta, non la leggerò.

    ciao piccolina!

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  14. No Lameduck, scusami ma non sono d'accordo.

    I genocidi nazisti, la mafia, le guerre sono il frutto di una follia collettiva.
    Le ideologie e le organizzazioni criminali hanno come base una lucida follia.
    Il prevalere delle motivazioni di tipo economico su quelle di tipo simbiotico, o affettive.
    Con questa prevalenza, che è all'origine delle psicosi, chiunque si sente autorizzato ad uccidere, a torturare o a fare le peggiori nefandezze, se sostenuto dalla sua cieca necessità.
    Perché se l'ECONOMICO prevale, il SENTIMENTO non ha più alcun valore, viene negato, anestetizzato, censurato.
    A quel punto uccidere 1 milione di uomini o una zanzara no fa alcuna differenza.

    Non si tratta di mettere etichette, ma di utilizzare strumenti di comprensione che ci permettano di migliorare.
    Ci possiamo indignare finché ci pare, ma se non rompiamo certi meccanismi di cui siamo tutti vittime non faremo mai un passo avanti.

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  15. Simone Per, il tuo contributo alla discussione è prossimo allo zero, sei nient'altro che un troll e come troll verrai trattato.

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  16. @ giosby
    ahi ahi ahi, se non credi a me che pure mi sono fatta cinque anni di università studiando queste cose, chiedi a qualcun altro se ancora oggi è ragionevole parlare, per quanto riguarda il nazismo, di follia collettiva.
    La follia è una cosa, le manifestazioni patologiche della psicologia sociale un'altra.
    Quelle della "follia collettiva" sono teorie vecchie, superate ed inadeguate, buone giusto per scribacchiare articolesse sui giornali ogni volta che un gruppo di naziskin bastona dei "diversi".
    E' come se avessero istituito un Ministero per la Semplificazione psicologica. Purtroppo hanno ancora molto seguito ma non spiegano il problema e soprattutto non offrono gli strumenti per risolverlo.
    Con il discorso della follia collettiva si chiude l'argomento e amen.
    La follia, se per follia intendiamo la follia individuale, non è contagiosa anche se esiste la folie à deux, per esempio, ma solo se c'è un rapporto molto stretto tra i due soggeti ed è pur sempre evenienza assa rara. La follia individuale non è l'influenza che si trasmette con lo starnuto. La follia, oserei dire, è una cosa seria.
    E poi, giusto per aggiungere una cosa, la follia individuale è rivoluzionaria, anarchica, disgregata, mi spieghi come può adattarsi ad esigenze di accumulazione capitalistica e a piani di sterminio studiati in dettaglio a tavolino? Mi dirai, ci sono le follie lucide. Si, ma i fenomeni collettivi non devono essere definiti con i termini della follia individuale. Esiste l'individuale e il collettivo. Sono altra cosa e devono essere definiti con i mezzi adeguati.

    I matti veri, i dissociati, non so quanti tu ne abbia visti e conosciuti, sono ingestibili, totalmente liberi da ogni condizionamento, se non li imbottisci di Serenase. Non puoi affidargli un progetto. Io ne conoscevo uno ricchissimo, miliardario, che i parenti avevano fatto interdire per appropriarsi della sua quota di eredità. Appena gli sospendevano gli psicofarmaci che lo tenevano buono come un cagnolino, prendeva delle carte da centomila, le faceva a pezzettini e le buttava nel cesso. Folle, dicevano i parenti, violento, diceva lo psichiatra. In realtà aveva compreso quale fosse l'origine del suo male e il suo acting-out era decisamente simbolico ed anti-sistema.
    Non per niente la follia individuale è sempre stata oggetto della repressione.

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  17. @Adetrax

    "In ogni caso, oltre a un'età minima era auspicabile anche una certa capacità di informarsi, di leggere giornali, di interessarsi alla vita politica, cose che il sentire comune riteneva di scarso interesse per le donne (eccezioni a parte ovviamente), generalmente relegate ai lavori più umili dentro e qualche volta fuori casa, con la preoccupazione dei bambini che "ruzzavan sull'aia".

    Qualche volta facevano i lavori fuori da casa?

    Alla fine della seconda guerra mondiale, secondo Ginsborg in Storia d'Italia, e comunque durante tutto il periodo fascista le donne (le mogli, soprattutto quelle del sud, visto che il divario nord-sud era già spiccato quella volta) erano all'ultimo gradino della scala sociale, equiparate allo schiavismo.
    Non soltanto si richiedeva loro di badare alla prole, provvedere alla casa e al cibo, ma zappavano nei campi tutto il giorno quanto gli uomini e come gli uomini.
    Al ritorno a casa, l'uomo saliva sull'asino per riposarsi e la moglie di turno fungeva da asino per trasportare i secchi d'acqua necessari per la casa.
    Ora, questa era la normalità, l'espressione "qualche volta" non è corretta.
    Ora, dubito che rimanesse il tempo per leggere i giornali.

    Per ritornare alla questione iniziale, sono dell'avviso che simili crimini siano prevalentemente una questione d'impotenza.
    Quando una donna lascia un uomo (e pare sia la donna peraltro a chiedere genericamente il divorzio nella maggior parte dei casi)in sostanza afferma il suo potere, o meglio sfrutta un suo diritto acquisito. L'altra parte è dunque impotente.
    Per una questione di retaggio culturale nella testa di alcuni uomini è ancora anormale una simile libertà, soprattutto se va a ledere il loro mondo per come lo conoscono.
    Quindi la lei di turno va punita e nel peggiore dei modi.

    "Quello che però si rifiuta in maniera assoluta è il fatto che molte delle donne che muoiono in seguito a reazioni violente più o meno premeditate, si siano messe con persone del genere e che solo dopo un tempo parecchio lungo se ne siano accorte per poi decidere di interrompere la relazione con esiti in alcuni casi infausti."

    Che facciamo, mettiamo un cartello al collo di coloro che sono violenti con sopra scritto "Sono un violento"?

    In quanto a Simone

    "Purtroppo, quasi sempre gli uomini vengono arrestati e si fanno anni e anni di galera, e allora rifletteteci, perchè rovinarsi la vita? un paio di ceffoni ben dati, due denti volati per aria, e lasciamole per terra a raccattare le cianfrusaglie cascate dalle loro borsette.."

    Nello schifo che mi fa quest'affermazione, devo avvertirti che a livello logico la questione non regge: non mi risulta che si facciano anni e anni di galera.

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  18. Adetrax14:43

    Cioè non avete un moto interiore che semplicemente vi faccia chiedere "come sia possibile giungere a tanto".

    Per arrivare a tanto ci sono tanti modi ma non sono ignoti ...

    Adetrax, non si può sempre tirare in ballo la genetica e la follia individuale.

    Non ritengo che queste componenti costituiscano il 100% dei moventi assassini ma una parte preponderante si, credo molto nella genetica (ci sono delle indicazioni molto molto forti).

    Esistono fenomeni sociali, esistono patologie sociali.

    D'accordo, esisteranno fenomeni sociali che possono influenzare le menti più deboli o esaltate ma fra il pensare qualcosa e metterlo in atto, ce ne passa, a meno che la barriera fra pensiero razionale e atti pratici sia inesistente, nel qual caso si ricade nella classificazione di prima.

    Il serial killer, anche se è un individuo singolo che agisce, è un fenomeno sociale.

    Si è la proiezione degli istinti di tutti i maschi, va meglio così ?

    Poi, scusa se lo ripeto, ma a me la psicologia interessa poco o niente, ho solo usato parole che spiegano l'idea che mi sono fatto e che ho potuto percepire / constatare in molte situazioni incresciose.

    Tutte le tue affermazioni su cervelli ab normal ed altro sono, perdonami, sciocchezze da "sentito dire".

    Per favore ... ho avuto a che fare con persone con qualche rotella fuori posto e sono certo al 100% che non avevano avuto influenze culturali particolari o diverse da tutti gli altri.

    Secondo te, Luca Delfino, Danilo Restivo e molti altri ancora sono stati educati male ?

    Cioè qualcuno gli ha detto che ammazzare le donne è cosa buona e giusta ?

    Scusa Lameduck, ti sono molto grato per questa risposta, ma dimostri in pieno la tesi iniziale del mio primo commento, ovvero che le donne tendono a rifiutare queste spiegazioni anche di fronte all'evidenza dei fatti e financo scientifica.

    Figurati che per Delfino ci sono state considerazioni fatte da donne di una certa cultura, laureate, ecc. che non credevano che il tizio fosse psicotico.

    A queste affermazioni (basate su pure sensazioni interne) che cosa si può rispondere, va bene, ha i deliri di persecuzione, sente le voci, se non è psicotico sarà "posseduto", facciamogli un esorcismo.

    Attenzione, non sto dicendo che tu hai completamente torto ma che quello che affermi non si applica al 90% dei casi ma al 20% - 30%, perchè uno può essere sia psicotico che delinquente, una cosa non esclude l'altra.

    continua ...

    RispondiElimina
  19. Adetrax14:47

    ... continuazione.

    Adetrax, io ricordo solo Leonarda Cianciulli. Le altre me le presenti?

    Era una frase ironica ...

    Giosby, gli omicidi non hanno sempre a che fare con la psicosi. E' una definizione azzardata. Brusca ha sciolto un bambino nell'acido ma non è un pazzo, è un mafioso che ha agito secondo schemi di mafia.

    Infatti, ma io farei una distinzione fra crimine organizzato e criminali comuni isolati.

    Brusca non sarà pazzo, ma è molto peggio, sai che cos'ha ?

    Ha un grave disordine nella percezione del bene e del male, un forte disordine emotivo !

    E' privo di quello di cui la stragrande maggioranza delle donne è ben fornita, l'empatia.

    Quando uno gode nello sparare a un innocuo animale, ad es. a un cavallo, dritto negli occhi mentre pascola, allora è perfetto per gli organigrammi mafiosi, vuol dire che non ha alcuna remora, che non ha coscienza, che non ha nulla che lo ostacoli verso le azioni più abiette, è un xxxxxxx.

    Poi oggi la mafia si è sposata con la massoneria ed entrambi godono dei servizietti che si fanno l'un l'altro, perchè incidentalmente forse la mafia non è nient'altro che una forma particolarmente virulenta di massoneria.

    Cerchiamo un altro termine al posto di follia per spiegarci le cose brutte che capitano nella società. Con il marchio di follia etichettiamo ma non risolviamo il problema.

    Ripeto, bisogna distinguere fra azioni individuali e azioni compiute da società criminali / organizzate che puntano a obiettivi che spesso sono ignoti ai cittadini.

    La follia non si manifesta necessariamente con l'azione scomposta e irrazionale, spesso si manifesta così:

    - ho fame, ho un coltello, quindi devo squartare il primo che passa e cucinarmelo (non c'è altra soluzione rapida, fra 30 minuti devo essere sazio);

    - non ho soldi, che faccio ?
    Ovvio, derubo una donna, la stupro e poi la uccido perchè altrimenti quella si libera, urla e magari mi riconosce; dov'è il problema ?

    - ho 10.000 tonnellate di sostanze tossiche da smaltire, dove le butto per guadagnare una vagonata di milioni di euro ? Sotto-terra, nel mare, nell'acqua che anch'io prima o poi berrò, ma che mi frega ? Chi se ne fotte !

    Il confine fra cattiveria e follia è molto ma molto labile.

    Lo sai che la cattiveria è irrazionale e stupida ?

    Vuoi un'ulteriore dimostrazione ?

    Eccola, guarda com'è bello abbronzato in alcune foto.

    Certo, se invece faceva come Cristiano Ronaldo ...

    Se poi credi alla cattiveria organizzata.

    Tu cosa proporresti per prevenire questi casi ?

    RispondiElimina
  20. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
    Ci sono ancora dei problemi tecnici a postare i commenti. Fate così. Quando avete finito di scrivere il commento salvatelo con "destro, copia" (non si sa mai). Se dopo averlo pubblicato Google vi dà la pagina di errore dicendo che il commento è troppo lungo fregatevene perchè non è vero. Lo pubblica lo stesso anche lungo. Almeno con i miei che non passano dalla moderazione funziona così.

    RispondiElimina
  21. No Lameduck, scusami ma credo molto poco alla formazione universitaria, anche perché anch'io ne una simile alla tua ma le mie affermazioni derivano da esperienze ben più significative avvenute fuori dalla nostra misera scuola.
    Non prenderla a male, magari tu sei preparatissima, non voglio insinuare proprio niente, soltanto che abbiamo una formazione diversa.
    Io vado oltre.
    Non ti dico che soltanto il nazismo è frutto di una follia collettiva, ma anche il comunismo e il berlusconismo, per esempio.

    In fondo siamo in molti a continuare a chiederci come fa la gente a continuare a votare Berlusconi.

    In fondo, se leggi alcuni commenti sul Tafanus, si scrive proprio sulla follia di Berlusconi, tesi che io stesso ho smentito
    Berlusconi è lucido, ma è il progetto che è malato. Lui è soltanto un buon protagonista.

    Alcuni fatti, come il genocidio per esempio, puoi spiegarli con valutazioni di tipo MORALE, del tipo quegli uomini sono CATTIVI, oppure ponendo l'attenzione su altri fattori, come per esempio il profondo disagio che porta i CATTIVI ad agire così.

    Tu stessa, cara Lameduck, poco fa hai scritto al nostro piccolo TROLL Simone Per "Sicuramente fai una vita di merda."

    E io concordo con te.
    E' più semplice scrivere "sei uno stronzo", ma la tua osservazione, probabilmente, è più attinente alla realtà.

    La follia è MOLTO CONTAGIOSA. Fai attenzione su questo.
    Se tu osservi bene il nostro umore molto facilmente cambia a secondo delle persone che incontriamo. E' un fenomeno semplice, chiamato induzione emotiva.

    Alle volte le psicosi sono così ben nascoste che nessuno si accorge del malessere delle persone che ne soffrono, finché non esplodono.
    Alle volte le persone psicotiche appaiono normalissime, lavorano.
    Pensa solo a quanti parlamentari faranno uso regolarmente di cocaina.
    Quanti manager e via dicendo. Sono persone che, accanto ad una vita diciamo "di rappresentanza" ne hanno una dove finiscono in crisi profonda senza la stampella della droga.
    Quante volte, dopo un incontro apparentemente normale, ci resta addosso un inspiegabile senso di disagio, di malessere?

    No, Lameduck, la psicosi è molto più diffusa di quanto noi crediamo.
    I dissociati, i "matti veri", sono solo quelli che perdono i freni inibitori ed esprimono, in modo ormai quasi incomprensibile, tutto il loro disagio in modo che alla nostra società appare insolito, in un modo cui la nostra società sa rispondere soltanto con gli psicofarmaci perché nessuno ha la capacità e il tempo di prendersi cura dei loro bisogni profondi.
    Ma questo è un altro discorso.
    Ma se non arriviamo a vedere che la nostra società, nella sua ingiustizia, nasconde un malessere, una malattia, come faremo ad analizzarla e a trovare una cura?
    Sostituendo i cattivi con i buoni?
    Scusa, ma non ci credo più.

    P.S. Il tuo miliardario folle, che mi sembra anche tu ammiri molto, sembra aver capito che il denaro non è altro che un ostacolo alla vita affettiva, soprattutto per uno come lui "corteggiato", da quel che racconti, soltanto per i suoi soldi ...

    RispondiElimina
  22. Adetrax, a te la psicologia interessa poco o niente però continui a sproloquiare di argomenti psicologici sentendoti un grande esperto in materia. Allora, delle due l'una, o sei ferrato in psicologia, allora discutiamo. Se ne parli perchè credi che basti aprire la bocca per parlarne ti sbagli.
    Purtroppo non è colpa tua. Dopo un periodo di grande sviluppo agli inizi del secolo scorso, la psicologia italiana è caduta nelle grinfie della subcultura fascista che l'ha ripudiata e bandita come come scienza "ebrea". Leggiti la storia della psicologia del Mecacci, se vuoi un testo autorevole.
    Questa mentalità fascista di rifiuto della psicologia come scienza e di suo utilizzo solo per matti e drogati è tutt'oggi ancora legge. In qualunque altro paese trovi lo psicologo aziendale. Da noi uno non andrebbe mai dallo psicologo aziendale perchè i colleghi lo prenderebbero per matto. Capisci la differenza?
    Io mi incazzo quando sento strapazzare concetti importanti e giocarci come fossero bagattelle.
    Tu parli di genetica ma hai una visione ottocentesca della genetica. Non voglio distruggere le tue certezze incrollabili ma voglio farti capire che non è sempre possibile parlare di cose che non si conoscono facendo finta di essere esperti. Si arricchisce solo l'ignoranza imperante.
    Per te, mi pare di capire, tutto il male della società deriva da matti e drogati. Benissimo, che facciamo? Li eliminiamo fisicamente? E come facciamo a catturarli tutti?

    Cosa proporrei io? Innanzitutto partire dall'educazione e da una profonda riforma della funzione formativa della scuola. Penso, ad esempio, che l'educazione sessuale introdotta fin dalle medie potrebbe eliminare alcune ignoranze che portano ad una gestione malsana del rapporto uomo-donna. Non risolverebbe tutti i problemi ma fornirebbe informazioni utili per eliminare un po' di ignoranza.

    RispondiElimina
  23. @ giosby
    tu non credi alla formazione universitaria. Ok. Saresti disposto a dirlo anche al chirurgo che sta per operarti?

    RispondiElimina
  24. Alessandro15:57

    Giosby, scusa ma ha ragione Lameduck. Tu e quell'altro chiacchierone, Adetrax, mi sembrate i due medici di Pinocchio, quelli che sparano diagnosi-cazzata al capezzale del burattino.
    Qui c'è una signora (una collega n.d.a.) che conosce la sua materia ma voi, dall'alto della vostra chissà quale esperienza personale (che vale più della laurea, mi pare di capire) vi sentite in diritto di sentenziare e considerarvi più informati di lei. Davvero non ho parole. Quanto è sconfinato l'Ego maschile, quanto di più prossimo al concetto di infinito conosca...

    Alessandro M.

    (Ciao Lame, forse ti ricordi di me, frequentavamo Cesena assieme, lezione di Fondamenti).

    RispondiElimina
  25. Purtroppo sì!
    Tanto è vero che una volta ho subito una operazione un po' delicata e poi hanno dovuto rifarla perché l'hanno sbagliata!

    Non ti dovrò per caso raccontare quanti disastri sanitari ci sono, vero?

    Una volta son andato in ospedale dopo un incidente in moto, a Milano non a Canicattì.

    Mi hanno disinfettato e mandato a casa.
    Avevo una frattura multipla alla tibia!

    Dai, non mi dire che tu credi alla nostra scuola, per favore!

    ;-)

    RispondiElimina
  26. Caro Alessandro,

    odio sfoggiare le competenze, perché non è una laurea o un titolo che rende valido e corretto un discorso.

    Ma se proprio ci tieni e senza il pezzetto di carta non puoi neanche prendere in considerazione quello che scrivo eccoti servito, caro collega.

    http://www.opl.it/Albo/UtentiAlbo_detail.asp?UTE_ID=1183

    Poi, se ti occupi di ricerca cerca di non partire mai con il piede sbagliato del preconcetto, ha ragione questo o quello, ma approfondisci ...

    Ciao

    RispondiElimina
  27. Simone Per16:35

    Vabbè, mi sembra di capire che lame nonostante (o forse a causa de) i 5 anni di università italiana che a suo dire avrebbe frequentato in non so quale ateneo sottopadano, non ha un livello culturale e intelletuale per affrontare certi argomenti.

    Non vi è follia nel sopprimere una donna, è solo una scelta che porta a dele conseguenze. A volte il bilancio vantaggi svantaggi è a favore dei vantaggi, e allora perché non sopprimere una stronza che ci ha fatto del male?

    In fondo, si tratta di pulizia sociale, ed esempio per le altre.

    Censura pure, fascistella.

    RispondiElimina
  28. Alessandro16:54

    Caro collega,
    allora è ancora peggio di quanto pensassi, se a credere ancora al concetto di follia collettiva rispetto ai fenomeni di massa è uno psicologo. Quanto meno mi concederai che la terminologia è obsoleta.
    Allora, come spieghi lo strano fenomeno della persona normale che quando entra in uno stadio agisce non più come individuo ma come parte di un gruppo? Distribuiscono forse gas psicotizzanti all'ingresso assieme alle vuvuzelas? O pensi, come il nostro amico Adetrax, il genetista, che chi va allo stadio abbia comunque un'anomalia genetica di base?
    Non sarà che la psicologia sociale dà un po' fastidio perchè è più concreta delle scene primarie e degli epidi irrisolti o delle più recenti fagiolate?
    Non mi occupo di ricerca, stai tranquillo e poi non sono certo qui per litigare con te. Mi era solo parso che tu e Adetrax voleste dare un po' troppe lezioni di competenza alla nostra gentile padrona di casa. Tutto qui.

    Alessandro M.

    RispondiElimina
  29. Simone Per l'ultima volta perchè ci hai stracciato i cabbasisi e d'ora in poi le tue scemate le taglio alla fonte, se non sei lo stalker di Modena o giù di lì sei quello di Udine o un loro lontano parente. Comunque stessa pasta.
    I troll puzzano come le casse scoppiate. E io che sono beccamorta le casse scoppiate le sento appena entro al cimitero.
    Se tu mai avessi bisogno dei miei servigi ti farò lo sconto.

    RispondiElimina
  30. Alessandro, si mi ricordo, se sei quello che mi prestò il libro di Campione. Come minacciavi allora, hai veramente scelto Psicologia Sociale, vedo. Un saluto!

    RispondiElimina
  31. Scusa Alessandro,

    non mi sembra il caso di metterci a cavillare su un termine più o meno obsoleto.
    Ho cercato di portare un contributo al dibattito, cercando di introdurre elementi che non sono quasi mai presi in considerazione, e infatti anche tu li eludi.
    Proprio in uno stadio un individuo che ha una scarsa "sicurezza emotiva" è molto più vulnerabile al comportamento della massa di colui che ha maggiori sicurezze.

    Perdona i termini, sono volutamente poco scientifici e banali, ma vorrei essere compreso da tutti e non fare un discorso per soli addetti ai lavori.

    Infatti se io andassi allo stadio (l'ultima volta sono andato da bambino) potrei magari anche divertirmi a fare qualche ola, ma starei ben attento a pormi a distanza di sicurezza dai gruppi di ultras che potrebbero diventare violenti.
    Quel che dice Adetrax credo abbia poco a che fare con ciò che affermo io.
    Quanto alla nostra gentile ospite credo sia sufficientemente adulta e preparata per non aver bisogno di qualche salvatore della patria.

    Cordialità

    RispondiElimina
  32. Adetrax23:12

    @Lameduck

    Adetrax, a te la psicologia interessa poco o niente però continui a sproloquiare di argomenti psicologici sentendoti un grande esperto in materia.

    E qui sbagli, io non mi sento affatto un esperto, sto solo esponendo quello che penso e che ho acquisito da sporadiche pubblicazioni scientifiche, inoltre lo faccio perchè si continua a voler ignorare questo aspetto.

    Ad es. di fronte di una situazione X una persona comincia a fare cazzate, impazzisce e squarta le sue vittime, un'altra non fa nulla di tutto questo.

    Ti assicuro poi che leggere una frase del genere:

    Il serial killer, anche se è un individuo singolo che agisce, è un fenomeno sociale.

    E' a dir poco agghiacciante perchè penso che se uno crede che un serial killer si formi solo a causa della società cattiva vuol dire che abbiamo tutti dei seri problemi.

    In ogni caso Giosby ti ha già in parte risposto, ha accennato alla mancanza di freni inibitori, a comportamenti psicotici più o meno gravi a cui possiamo anche aggiungere i condizionamenti sociali, la cattiveria e quant'altro ma io resto fermamente convinto che certi condizionamenti sociali influiscono fino a un certo punto e che ci siano ben altri fattori in gioco.

    A te questo discorso non piace, lo interpreti come un'invasione di campo quando non lo è affatto e poi perchè ergi tutte queste barricate ?

    E' un discorso generale, non particolaristico.

    Devi capire che se poni il problema del femminicidio - che per me vuol dire uccisione di una donna per motivi sentimentali / relazionali - e qualcuno dice che si, è vero che ci sono queste uccisioni, è vero che c'è tanta violenza verso le donne (anche se in altri paesi è 10, 20, 30 e anche 100 volte maggiore), ma in molti casi - almeno in Italia - le azioni fatali, più cruente, ecc. sono compiute da individui che si trovano in condizioni anomale, es. sotto l'influsso di droghe, con problemi psicotici più o meno evidenti, con personalità alterate / non normali o anche solamente dotate di un mix inaccettabile di cattiveria, furbizia, malizia e quant'altro, e tu dici che quel qualcuno non deve occuparsi di psicologia perchè non ne capisce una "sega" ... beh allora c'è poco da discutere.

    Dico, non puoi far credere che anche nel caso di Josef Fritz ci fosse solo cattiveria senza alcuna anormalità psichica / comportamentale.

    Oppure che L. Delfino fosse perfettamente normale e fosse solo il tipico esemplare intriso di idee maschiliste, fallocratico e per di più deviato dalla società; cioè posso concedere che con la barba sembra un arabo fondamentalista, però bisogna anche andare oltre le apparenze.

    L'hai sentito parlare in qualche intervista ?

    Qualche sintomo di dissociazione lo si nota ... oh certo, nessuno avrebbe potuto dire con certezza che con quei sintomi si sarebbe potuto prevedere quello che ha fatto, però ... dopo il primo femminicidio si poteva mettere in moto qualche neurone in più per fare 2 + 2.

    Pensi che siano pochi quelli che hanno varie gradazioni della sua dissociazione ?

    Io, no, non penso che siano tanto pochi, se però volete cullarvi con le storielle della cattiva educazione, delle proiezioni sociali di massa, ecc., prego accomodatevi pure.

    Intanto bacio in fronte Giosby per questa frase.

    No, Lameduck, la psicosi è molto più diffusa di quanto noi crediamo.

    continua ...

    RispondiElimina
  33. Adetrax23:16

    ... continuazione.

    Questa mentalità fascista di rifiuto della psicologia come scienza e di suo utilizzo solo per matti e drogati è tutt'oggi ancora legge. In qualunque altro paese trovi lo psicologo aziendale. Da noi uno non andrebbe mai dallo psicologo aziendale perchè i colleghi lo prenderebbero per matto.

    Ah, ecco che saltano fuori le rivendicazioni ... a parte il fatto che lo psicologo aziendale sarebbe pagato dai padroni e in quel caso avrebbe solo il compito di segnalare i sintomi di malessere e gli elementi fuori norma, perchè limitare una tale figura solo in ambito aziendale ?

    I massacratori appartengono ai più svariati ambiti sociali e lavorativi, alcuni ovviamente non lavorano affatto.

    Tu parli di genetica ma hai una visione ottocentesca della genetica.

    E tu non vorresti che esistesse neppure come parola, non ti mangia mica e non ruba il lavoro agli psicologi.

    Per te, mi pare di capire, tutto il male della società deriva da matti e drogati.

    No, non tutto, e poi basta con queste classificazioni del "o sei matto al 100% o non lo sei affatto", le gradazioni non esistono ?

    Benissimo, che facciamo? Li eliminiamo fisicamente? E come facciamo a catturarli tutti?

    L'oggetto del nostro discorso è il femminicidio, ma anche il maschicidio e in generale l'omicidio; lo sai benissimo che per molte persone ci sono dei sintomi, basterebbe tenerle d'occhio e non fingere che siano tutti con il cervello perfettissimo e sanissimo ma con il vizio di indulgere in qualche perversione mentale.

    Quando una donna fa una denuncia per molestie / stalking e l'individuo è evidentemente un po' sopra le righe, non si ignora la denuncia, non si fa finta che vada tutto benissimo fino alla violenza o all'omicidio.

    Cosa proporrei io? Innanzitutto partire dall'educazione e da una profonda riforma della funzione formativa della scuola. Penso, ad esempio, che l'educazione sessuale introdotta fin dalle medie potrebbe eliminare alcune ignoranze che portano ad una gestione malsana del rapporto uomo-donna. Non risolverebbe tutti i problemi ma fornirebbe informazioni utili per eliminare un po' di ignoranza.

    L'educazione in generale non fa mai male anche se io porrei in maggiore evidenza gli aspetti dei diritti / doveri delle persone, dei cittadini, ecc., ma riguardo all'educazione sessuale non sei troppo ottimista ?

    Pensi che con quella si risolverebbero i casi di violenza ?

    Cribbio, bisogna dirlo nelle scuole USA dove più si fa educazione sessuale e più si stupra.

    E poi i killer di donne non sono degli esperti di anatomia femminile e quant'altro ?

    Eh no, sicuramente non sono affatto interessati a "capire le donne", a loro piace uccidere non fingere di capire.

    RispondiElimina
  34. Adetrax23:27

    @Silvia

    Se ti riferisci agli ambienti rurali, hai ovviamente ragione perchè le donne hanno sempre partecipato ai lavori dei campi, io con il "qualche volta" mi riferivo ad ambienti più cittadini e poi c'era un riferimento alla visione di M. Fini (vedi precedente articolo); i periodi di guerra sono sempre stati delle eccezioni per le donne.

    Per ritornare alla questione iniziale, sono dell'avviso che simili crimini siano prevalentemente una questione d'impotenza.
    Quando una donna lascia un uomo (e pare sia la donna peraltro a chiedere genericamente il divorzio nella maggior parte dei casi)in sostanza afferma il suo potere, o meglio sfrutta un suo diritto acquisito. L'altra parte è dunque impotente
    .

    Fin qui è accettabile, nel senso che la parte lasciata deve prendere atto della decisione altrui.

    Per una questione di retaggio culturale nella testa di alcuni uomini è ancora anormale una simile libertà, soprattutto se va a ledere il loro mondo per come lo conoscono.
    Quindi la lei di turno va punita e nel peggiore dei modi
    .

    Ed ecco che qui salta fuori il background di chi scrive, non dico che non ci sia qualche retaggio culturale del genere in certe zone d'Italia, ma che credo di più alla teoria del controllo ossessivo e compulsivo delle vite altrui.

    E poi se vogliamo dare credito alla teoria del "e quindi va punita nel peggiore dei modi", entriamo sicuramente nel "delirio di onnipotenza", nel ruolo del "giudice unico e supremo" che spesso alberga nei picchiatelli.

    RispondiElimina
  35. non ho pretese di intervento dall'alto di nulla del nulla,ma mi permetto una considerazione da persona qualunque che segue un proprio ragionamento e un proprio "buon senso".
    Penso che la psicosi o follia collettiva sia riconducibile solo all'infanzia in quanto facilmente condizionabile e pronta a fantasticare in modo contagioso:
    Non penso che la persona adulta si comporti allo stesso modo:chi va allo stadio e si comporta in modo violento è un violento,chi chi va alle manifestazioni e cede alle provocazioni tanto pacifico e tranquillo non lo è,chi ammazza lo fa con determinazione,....la violenza è un fenomeno sociale come lo è berlusconi scatenato da chi ha interessi a sollevarlo anzichè reprimerlo.
    La statistica è un'indagine scientifica e per quanto la si possa dividere in sotto insiemi rimane fredda,non riesce,per sua natura,ad analizzare il singolo caso,per cui la percentuale di donne uccise non determina fenomeno sociale ma dall'esame dei singoli casi si rilevassero solo due casi di omicidio per ostentata supremazia maschile si rivelebbe un dato allarmante da aggiungere alla ben nota lista di fatti classificati come intolleranza,xenobobia e razzismo.
    lele
    p.s.
    spero che "la volpe"che mi pare un cojiote non mi loggi con un nome diverso

    RispondiElimina
  36. Vi faccio questa semplicissima domanda. Quando andate dal medico che vi spiega quale problema avete al fegato, vi mettete a controbattere e a dire: "No, secondo me non è come dice lei dottore, in quanto io penso che sul fegato influisca molto l'anno di nascita e il segno astrologico cinese." Oppure al dentista dite:" Guardi dottore, la tronculare si fa così e non così".
    Scommetto che non lo fate perchè riconoscete al medico una competenza specialistica.
    Allora, dio santissimo, visto che la psicologia è anch'essa una scienza come la medicina, perchè vi ritenete in diritto di parlarne anche se non ne avete le adeguate competenze?
    E' questo il problema, che si vuol parlare di cose che non si conoscono.

    RispondiElimina
  37. Adesso non ho tempo, ma l'osservazione di Lameduck mi sembra un tantino pericolosa.

    Intanto la psicologia è una scienza che ha un numero di interpretazioni praticamente infinito.

    Anche la medicina, inoltre, non mi sembra una scienza di cui poterci fidare ciecamente, basta pensare ad omeopatia ed allopatia.

    Noi, in quanto pazienti, abbiamo diritto di scegliere come curarci e questa scelta viene fatta il più delle volte senza avere una laurea in medicina.

    Ma la cosa più pericolosa è semplice: secondo questa logica come ci permettiamo di parlare di politica?

    Lasciamo lavorare gli "esperti" ...

    O no?
    :-)

    P.S. Grazie per il bacio in fronte, ma non esageriamo ...

    RispondiElimina
  38. Dimenticavo un altro particolare.

    Credo che la psicologia sia uno strumento prezioso.

    E' tanto più utile quanto la sua conoscenza è alla portata di tutti.

    E in effetti ci sono semplicissime norme di igiene mentale che potrebbero essere conosciute da tutti invece che sabotate da una società che è attenta solamente al profitto.

    Basti pensare che l'allattamento dovrebbe continuare almeno fino ai due anni di vita per una sana crescita, mentre esso viene sabotato in tutti i modi da medici pediatri e, ahimè, psicologi.

    Le conoscenze psicologiche vanno diffuse il più possibile, e non rinchiuse nella cerchia di una misera e saccente élite, che pensa di sapere abbastanza da mettere a tacere il prossimo soltanto sfoggiando un pezzo di carta.

    Anche perché è una scienza utile e tutti possiamo acquisire degli strumenti che ci aiutano a vivere meglio.

    Probabilmente avremmo meno violenza ed omicidi.

    RispondiElimina
  39. Giosby, non voglio continuare la polemica all'infinito ma noto una contraddizione nel tuo ultimo commento. Auspichi la diffusione di regole di igiene mentale ma poi dici che la psicologia ha una infinità di interpretazioni e quindi non sarebbe una scienza così precisa.
    Questo non è vero, se mi permetti.
    Detto così come fai a codificare delle regole?

    Esiste la psicanalisi che, se dovessi parlarne io ne direi peste e corna per come è stata utilizzata su di me, ma forse il cane era il terapeuta, ed esiste la neurochimica che mi sembra meno campata in aria. Esistono gli studi di psicologia sociale, esiste la psicolinguistica, la neuropsicologia.
    Concorderai con me, comunque, che una guida da parte degli esperti ci vuole, non possiamo permettere che chiunque, siccome la psicologia ha un numero infinito di interpretazioni, diffonda informazioni SBAGLIATE e campate in aria.
    Permettimi anche di dissentire sul discorso della medicina. Ci mettiamo a discutere su bontà o meno della medicina tradizionale quando abbiamo un'infezione in atto per la quale ci vuole solo l'antibiotico specifico?

    Ultima cosa, l'allattamento. Deve essere comunque una scelta. Se allattaste voi i figli il latte in polvere lo regalerebbero agli angoli delle strade.
    Prova ad allattare con le ragadi e poi mi saprai dire. ;-)

    RispondiElimina
  40. Come dici bene potremmo continuare a discutere all'infinito.
    Sai meglio di me che in psicologia e in psicanalisi ci sono decine e decine di scuole di pensiero, molto spesso in completo disaccordo.
    Io stesso ho avuto un'esperienza psicanalitica molto sui generis che ho molto apprezzato, ma sono molto molto critico nei confronti della maggior parte degli altri modi di approcciarsi alla psicologia.
    L'interesse per la psicologia da parte di tutti, secondo me, è soltanto una cosa positiva.
    E' inevitabile che alcuni poi affermino cose campate per aria, ma non pensare che sia sufficiente avere una laurea in tasca per evitare questo scempio.

    Quanto alla medicina ripeto che ognuno è libero di fare le sue scelte e ci sono anche persone che preferiscono affrontare un'infezione con rimedi diversi dall'antibiotico. Posizioni estremiste? Può darsi, ma lecite.

    Sull'allattamento, scusa, ma quello che affermi non mi va giù, nel senso che la considero un'affermazione gratuita e antiscientifica.
    L'allattamento è una condizione NATURALE del rapporto tra madre e figlio.
    Interferire con il naturale percorso di crescita può essere causa di disagi psichici difficilmente valutabili.
    Le ragadi sono quasi sempre dovute alla mancanza di informazioni da parte delle mamme che non sapendo magari nulla dell'allattamento non hanno altre donne più esperte che le aiutano e si trovano ad affrontare situazioni in cui non sanno che pesci pigliare.
    Qualche notizia la trovi qui

    Esistono gruppi di donne che fanno sostegno all'allattamento al seno e trovo che sia una delle cose più utili che le donne possano fare. Due su tutte:
    La Leche League e il MAMI
    Questo tema mi sta molto a cuore, ne ho appena accennato QUI
    Certo che ognuno può scegliere cosa fare e non si può obbligare nessuno ad allattare, né colpevolizzare qualcuno se non vuole allattare, ma avere le corrette INFORMAZIONI dovrebbe essere un DIRITTO dei genitori e non un optional.
    Come afferma la Gelmini ...

    RispondiElimina
  41. Adetrax15:36

    @Lameduck

    Vi faccio questa semplicissima domanda.
    .
    .
    .
    Allora, dio santissimo, visto che la psicologia è anch'essa una scienza come la medicina, perchè vi ritenete in diritto di parlarne anche se non ne avete le adeguate competenze ?
    .
    .
    .
    ... non possiamo permettere che chiunque, siccome la psicologia ha un numero infinito di interpretazioni, diffonda informazioni SBAGLIATE e campate in aria.

    Ma scusa, secondo te, scrivere 4 o 5 righe sulla dinamica più comune e comprensibile che può portare alla violenza sulle donne, significa parlare di psicologia ?

    Per quanto mi riguarda, l'intero discorso che ho fatto è incentrato sull'esistenza di determinate anomalie / malattie mentali, che sembrano essere costantemente ignorate e negate come causa determinante (ma non esclusiva) di determinati comportamenti sia maschili che femminili.

    Insistendo nella metafora, non sto dicendo ai medici che ci sono nuove malattie che loro non conoscono, come queste debbano essere curate, qual è il loro tipico decorso clinico, ecc. sto solo affermando che certe malattie esistono (e loro lo sanno dato che sono state documentate con ricerche mediche e dettagliate da tutta una letteratura scientifica), quindi se loro mi dicono che il colera o il tumore non esistono perchè, ad es. sono manifestazioni psicosomatiche sociali ... è lecito sollevare qualche obiezione o avanzare qualche dubbio in merito ?

    In breve sto solo affermando che determinate patologie in forma più o meno lieve sono percentualmente parecchio presenti nei casi di femminicidio e di violenza prolungata verso le donne.

    Se tu sostieni il contrario (ma non credo), lo dovresti dimostrare; io ho portato un paio di esempi alquanto evidenti.

    Esaminiamo le varie storie di femminicidio e vediamo poi cosa dicono psicologi, medici e giudici sull'assassino e il suo ambiente familiare ed extrafamiliare, poi si potrà fare qualche ragionamento meno astratto e più pratico.

    Non era mia intenzione sostenere nulla di più di questa semplice tesi, se poi per dire questo ho dovuto portare qualche esempio, qualche descrizione efficace ma poco ortodossa, bene forse con tali esempi qualcuna ha fatto qualche riflessione in più sull'argomento e ha capito che certe manifestazioni violente non possono essere sempre considerate come insite nel genere maschile o legate a fattori culturali fra cui il maschilismo, ecc. ma devono in gran parte essere attribuite a qualcos'altro.

    continua ...

    RispondiElimina
  42. Adetrax15:37

    ... continuazione.

    Se si afferma, che negli uomini, come pare risultare dalle statistiche, certe tendenze, certe perversioni sfociano molto più frequentemente nella violenza di genere, ecc., posso essere assolutamente d'accordo così come sono convinto che prendere coscienza di non essere il metro di paragone dell'universo e conseguentemente condurre uno stile di vita morigerato per evitare situazioni rischiose assieme a un'opportuna educazione che punti al rispetto delle persone come esseri umani, sia qualcosa che possa portare a ottimi risultati di massa, tuttavia, per quanti sforzi si facciano (e noi siamo ben lontani dall'averli fatti), rimarrà sempre uno zoccolo duro che potrà essere mantenuto sotto controllo solo adottando determinati metodi che potrebbero essere poco piacevoli per tutti gli altri.

    Insomma, su una popolazione di 60 milioni di abitanti di cui 1-2 quasi fuori controllo (clandestini, criminali, ecc.), altri 4-5 di recente acquisizione o posti in zone arretrate, ecc. ci saranno sempre parecchie migliaia di persone cui capiterà, prima o poi, l'occasione di sopprimere un altro essere umano per motivi NON razionali.

    Voglio dire che in Germania si ammette tranquillamente che nella popolazione tedesca (o meglio turco-tedesca) ci sono parecchie centinaia di cannibali e qualche migliaio di aspiranti al ruolo, dov'è quindi il problema qui in Italia di dire qualcosa del genere ?

    Forse perchè il bavaglio culturale c'è già da decenni ?

    "Restivo" ha ucciso a Potenza (stessa città di Donato Bilancia) e ha ucciso a Bournemouth (Inghilterra) e dintorni; anche se fosse nato a Londra avrebbe fatto lo stesso qualcosa di brutto.

    Per quanto riguarda la prevenzione, si sapeva che era un feticista e un molestatore con più di qualche reazione anomala documentata però non mi risulta che qualcuno si sia sporcato le manine per analizzarlo e ancor meno che abbia fatto qualcosa di utile per controllarlo.

    P.S.
    Se mi chiedi da dove possa provenire quel fenotipo si potrebbe ipotizzare un arabo-pakistano ...

    Relax, ne abbiamo bisogno.

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  43. Adetrax, sei uno psichiatra? Sei un membro dell'unità di crisi della scuola anti serial killer dell'FBI di Quantico?
    No, e allora perchè insisti? Non vieni a discutere e a sentire gli altri ma parli, parli, parli, scrivi, scrivi, scrivi delle tue personali certezze (beato te che ne hai tante) e, credimi, un po' rompi lo sei. Te l'ho già detto, apri un blog tuo, fai dei post che magari ti leggono pure. Ma, ti prego, smettila con il fenotipo, le anomalie e le perversioni che non ti si regge più. Con infinita simpatia.

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  44. @ giosby
    ma tu credi proprio che una laurea sia solo un pezzo di carta? Lo credi davvero? Non pensi che sia il risultato di anni e anni di studio, di FATICA, di risorse, di voglia di studiare e non di strappare un voto qualsiasi all'esame, che nasca dalla voglia crearsi una competenza che agli altri possa essere anche utile? Credi proprio che dall'università non si impari nulla, tanto poi ci si improvvisa qualsiasi cosa? Scusa ma ho sentito questi discorsi che minimizzavano le lauree da gente che la laurea l'aveva strappata coi denti e a calci in culo. Conosco gente che dopo la laurea è diventata fior di ricercatore e ha scoperto qualcosa, facendosi un mazzo così.
    Se tuo figlio avesse un infezione e un rischio di setticemia non penso proprio che ti rivolgeresti all'omeopata o ai fiori di Bach ma utilizzeresti l'invenzione casuale di Fleming. Non scherziamo.

    L'allattamento. Tu hai mai allattato? No ma sembri sicuro che sia una cosa piacevolissima. Se una lo vuole, padronissima, anch'io penso che sia una cosa positiva e bellissima ma, ti prego, non facciamo che diventi un obbligo deciso dagli uomini. Tu hai mai avuto male alle tette? No, e allora che ne sai?

    RispondiElimina
  45. Sorellina Milanese19:23

    Lame, ma lo sai che mi sembri Dottor House oggi?
    Brava, ti adoro, menali, schiaffeggiali 'sti sapientoni rompicoglioni.
    Eccheppalle siete, pure obbligarci ad allattare... quanto? Tre anni, quattro anni? Si, e perchè non fino a quando danno l'esame di maturità?
    Ma non lo sapete che oggi le donne LAVORANO, anche perchè a voi fa comodo non doverle mantenere in tutto e per tutto? E che facciamo, portiamo il pupo in ufficio e tiriamo fuori la tettona mentre trattiamo con i clienti? Come si dice a Milan: "Ma và a dar via i ciap!"

    Sorellina

    RispondiElimina
  46. O Lameduck,

    scusa ma da quando chiedi la patente alla gente per scrivere?

    Se hai argomenti proponili.
    Se qualcuno ti rompe semplicemente le balle mandalo pure affanculo.

    Questo riguardo al tuo commento su Adetrax. (che non conosco e che non sempre condivido)

    Per quanto riguarda la laurea, io personalmente ho imparato molto fuori dall'università e nell'università magari l'1% di ciò che ritengo importante per la mia formazione.

    La laurea qualcuno se la è sudata, altri l'hanno ottenuta anche in modi meno faticosi.
    Lasciamo perdere, perché se vado dal commercialista e gli chiedo di aggiungere l'iva su una spesa di 20 euro è molto probabile che tiri fuori la calcolatrice.
    Non pensare che la nostra scuola ci dia una preparazione eccellente.
    Purtroppo per una preparazione degna di questo nome o spendi anche un sacco di soldi, tempo ed energie oppure ti accontenti di qualche nozione generica e mediocre, salvo rare eccezioni.

    Ovvio che non ho allattato, e non voglio qui portare le esperienze della mia vita privata, sia per quello che riguarda la cura di bambini di neanche due anni in grave pericolo, sia riguardo all'allattamento all'interno della nostra famiglia.
    Te ne ho accennato un po' in messaggi privati, ma lasciamo perdere.

    Tu hai mai allattato?
    Magari no?
    E, se così fosse, allora ne sai quanto me ...
    Non si tratta di far decidere agli uomini cosa sia giusto o non giusto per le donne, ma di rispettare la natura.

    E gli uomini possono essere un sostegno per le donne che allattano, ma anche un ostacolo.
    E ti assicuro che ci sono molti pediatri maschi che dicono che è ora di smetterla con queste tette, che si vizia il bambino e cazzate del genere.
    Ed è tutto un trucco per vendere i biberon!
    Poi se per dire qualcosa ed essere un pochino considerati oltre che la laurea bisogna anche essere donne, dimmelo subito che la prossima volta mi firmo Giorgina
    :-)))

    RispondiElimina
  47. Sorellina, scusami ma sei soltanto molto ignorante.

    Io non capisco perché se si tratta di difendere la natura, l'ecologia del Pianeta, l'aggressione dell'uomo che distrugge la natura siamo tutti bravi.

    Invece se si tratta di allevare i nostri cuccioli in modo naturale non ce ne po' fregà de meno!

    Dobbiamo correre ad adeguarci al sistema capitalistico che da una parte ci COSTRINGE a dover guadagnare abbastanza per mantenere un certo livello di vita, ovvero soddisfare un sacco di bisogni indotti, e dall'altra ci fa consumare un sacco di cazzate, dal ciuccio al biberon, che distruggono e interferiscono con le nostre capacità di rispondere alle necessità dei figli.

    Informati un po' meglio prima di sparare ad alzo zero, mi sa che è meglio.
    Ciao

    RispondiElimina
  48. Morgana22:54

    Devo assolutamente dire la mia, scusatemi.
    Io spero di cuore che quello sia un troll, altrimenti sarebbe da segnalare di corsa.
    Non sono morta 2 anni e mezzo fa per una curiosa coincidenza temporale o forse un intervento metafisico, chissà.
    Resta il fatto che ho avuto la vita distrutta e non da un solo uomo ma mai, mai da nessuna parte ho scritto che fosse giusto picchiarli o altro. Mai. Non l'ho neppure pensato. Mi sono limitata ad evitare quelli che mi parevano rientrare nella categoria per me rischiosa.

    Non è che non sia vendicativa, semplicemente sono razionale e non autocentrata.
    Eppure mi sembra così normale...

    Scusate ancora

    RispondiElimina

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