martedì 19 ottobre 2010

Amabili scazzi

C'è una novità nel tragico caso di Sarah Scazzi.  Siccome ci sono gli sciacalli a due zampe che sguazzano tutto il giorno e da anni nel torbido televisivo, non possiamo tentare di fare un discorso più approfondito sull'efferato omicidio di una ragazzina perché si tratta di inutile e gratuita morbosità e, come dicono i guardiani di regime, ci vuole moderazione.

E' il colmo perchè ci hanno abbuffati a forza fino a ieri di villette e plastici di Cogne, di mostri di Firenze e delitti di via Poma, di  omicidi di Perugia, di Olindi e Rose e Chiare Poggi, con la santa benedizione del dio dei media. Le adunate presso le villette del delitto sono una conseguenza delle migliaia di portapporta dedicati ai più truci delitti con plastico incorporato, o no?
Perchè, quindi, questo caso dovrebbe essere diverso e dovrebbe indurci ad un maggiore rispetto delle persone coinvolte, arrivando alla necessità dell'autocensura?

Non è improvviso ravvedimento contro i precedenti eccessi di una cronaca gettata in pasto alla televisione. Non è assolutamente vero che vogliono proteggere la pubblica opinione dalla morbosità. La cronaca più nera viene servita ogni giorno a cucchiaiate e fatta ingollare a forza al popolo da un regime quando è funzionale ad esso.
Finchè si tratta di zingari ladri di bambini, di extracomunitari stupratori e violenti e di islamici che vogliono sterminarci, non prima di averci tutti convertiti a barbone e burqa, ok. Nessuna remora. Se si tratta di instillare ansia e diffidenza verso l'altro da sé e far diventare tutti paranoici con il terrore del diverso va bene, purchè il popolo italiano prosegua nella sua trasformazione da entità quasi-civile a popolaccio infame pronto a difendere un assassino per puro spirito di solidarietà tribale sullo schema del clan mafioso allargato a tutto il territorio nazionale.
Perchè di questo si tratta. Della mentalità mafiosa che,  come un cancro, sta invadendo e distruggendo il tessuto ancora sano del paese. La sottomissione ad un unico padrino avente potere di vita e di morte sugli altri, dispensatore di ordini ai quali bisogna obbedire. Con una vasta rete di esecutori materiali che si occupano di far fuori gli infami, zittire i testimoni e garantire al capo l'impunità assoluta. Garantita mediante intimidazione, omertà e, se necessario, violenza e disprezzo di ogni regola. Un modello che, risalito dai bassifondi ai piani alti del potere, ne ridiscende fino ad infiltrarsi ovunque nella società (in)civile.

Se nell'inevitabile strutturazione della nostra comunità nazionale in clan in lotta l'un l'altro fino alla morte si inserisce la componente razziale si può arrivare facilmente alla pseudospeciazione, al considerare gli appartenenti ad un altro popolo al di fuori non solo della razza ma addirittura della specie, quindi potenzialmente eliminabili senza rimorsi perchè nemmeno i loro cuccioli ci muovono a pietà. Cominciate a riscaldare i forni perchè torneranno utili a breve.
Lo avete visto ieri. Di fronte ad una donna morta per il pugno di un energumeno si è arrivati a parteggiare per il bruto solo perchè la vittima è rumena, ovvero aliena e a valore zero, insultando le forze dell'ordine incaricate di arrestarne l'aggressore, come si fa nei paesi ad alta concentrazione mafiosa quando si vanno a prelevare i boss dai covi segreti ma noti a tutti.

La cronaca nera al servizio dell'addestramento occulto alla mentalità mafiosa di un popolo va bene, quindi.
Se invece un delitto va a scoperchiare un avello puzzolente contenente tutte le schifezze possibili che può racchiudere la Sacra Famiglia del Mulino Nero,  le sue  brutture, le sue ancestrali modalità di oppressione dei deboli, le sue norme interne di omertà, così simili alle regole mafiose, appunto, è uno schifo, bisogna censurare.  I panni sporchi si lavano in famiglia anche se il vederli appesi fuori potrebbe mettere in guardia altre potenziali vittime e salvarle.
Perchè una bambina morta potrebbe  muoverci a pietà e indurci a voler modificare le cose, ad eliminare le metastasi culturali che hanno provocato la sua morte. Invitarci a ribellarci tutti contro l'omertà così diffusa in famiglia che, in quel caso, ha permesso l'eliminazione violenta di un suo membro. Insomma potrebbe farci vedere improvvisamente quanto la mafiosità sia ormai insita nella nostra società e cultura. E non è questione di Nord o Sud, di ambienti degradati o altoborghesi.

C'è un altro punto interessante, però, negli ultimi sviluppi del caso di Sarah. Come nei gialli più appassionanti, c'è stato il colpo di scena. Il principale dei sospetti potrebbe non essere l'unico colpevole, potrebbe addirittura essere innocente. Se le risultanze delle indagini dovessero essere confermate, delineando una faida intrafamigliare tutta femminile di rivalità, gelosie, coperture di misfatti e brutalità spinta all'omicidio, ci troveremmo nella necessità di dover porre le scuse allo zio Michele che non solo non avrebbe stuprato la nipote post mortem ma non l'avrebbe nemmeno ammazzata. Lo so che è difficile, dopo averne invocato la morte per macellazione come zio porco ma se la verità fosse questa dovremmo accettarla.

Una vasta complicità fra donne, quindi, al fine di colpirne una, la più fragile, molto probabilmente. Il mio  precedente scritto sull'argomento si è rivelato in certi aspetti profetico, non certo per mie qualità paranormali ma perchè conosco i miei polli (o dovrei dire piuttosto pollastre?)
Ho parlato di omicidio di mafia e difatti, una volta commesso l'omicidio, il clan si è mosso per occultarlo. Tanto, come ci ricordano, il favoreggiamento in ambito famigliare non è punibile. Se io non denuncio mio marito e mia figlia che hanno fatto sparire il cadavere di mia nipote, uccisa per un qualsiasi motivo da determinarsi, non possono farmi nulla**. L'appartenere alla famiglia ti protegge, esattamente come l'appartenere all'altra famiglia, quella mafiosa.
Se ti ribelli alla famiglia potresti anche morire, come accade agli infami. Sia che tu abbia resistito alle voglie di un vecchio patriarca o che abbia osato mettere gli occhi sul fidanzatino della cugina-amica del cuore.
Comunque vadano a finire le cose, non si potrà che riflettere su come una bambina possa essere stata ammazzata in quel modo dopo essere stata intrappolata in quella tela di ragno di evidenti complicità.


Devo dire, come ultima cosa, che sto leggendo dei discorsi che non mi piacciono affatto sui siti femministi.
Vi si sostiene, tra l'altro, che sarebbe in corso una campagna misogina contro Sabrina "a prescindere dalle sue colpe" (!). Sabrina sarebbe additata come strega colpevole " in quanto donna" e per alimentare l'odio contro le donne, non perchè  avrebbe tenuto ferma Sarah mentre suo padre la strangolava oppure addirittura la strangolava ella stessa. Cioè il delitto eventualmente commesso da Sabrina scompare di fronte alla necessità di denunciare comunque e sempre la malvagità degli uomini e la grande cospirazione maschilista. Tutto ciò riduce a qualcosa di francamente grottesco una questione seria come la violenza contro le donne.
Ecco, per fortuna io non amo le donne fino al punto di negarne l'eventuale cattiveria. Siccome credo nell'effettiva parità tra i sessi e considero le donne fatte della stessa carne degli uomini, non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di emendarne le colpe in quanto donne solo perchè ogni giorno una donna muore per mano maschile.
Care amiche, la violenza maschile sulle donne non c'entra niente se una donna ne ammazza un'altra. Troppo comodo. Abbiamo un bel cervello funzionante anche noi che ci permette di compiere delle scelte. A volte siamo talmente brave che riusciamo a far fare agli uomini quello che vogliamo, perfino fargli commettere un omicidio. L'aver subito violenze non ci emenda da eventuali colpe successive. Anzi, scegliere di colpire la vittima, nel caso della pedofilia intrafamigliare, invece che il carnefice, è il massimo della crudeltà. O della stupidità, se volete le attenuanti generiche.
Dire che "è impossibile che una madre voglia coprire un padre pedofilo" e  sostenere che sarebbero comunque comportamenti che non ci appartengono come genere, come il negare che ogni giorno vengano compiute "scelte di Sophie" è una cazzata, perchè la realtà dimostra il contrario.

Se Sabrina ha ucciso Sarah o ha partecipato al suo delitto perchè era gelosa, perchè non voleva che si scoprissero gli altarini di casa, perchè Sarah voleva denunciare il suo paparino, ebbene, rimane colpevole e basta. Non in quanto donna (questo è puro vittimismo da minoranza ed è paradossale perche noi  donne siamo addirittura la maggioranza!) ma in quanto persona e basta. Allo stesso modo dello zio porco o non porco, si vedrà.

Non credo affatto infine, come sostengono alcuni, scegliendo la strada più comoda che tutto spiega senza nulla spiegare, che in quella casa siano tutti matti. La patologia non c'entra, casomai facciamo riferimento all'antropologia culturale, a certi modelli criminali che hanno sempre più adepti anche fra i giovani.

Parlare dell'atroce morte di Sarah, tradita ed attirata con l'inganno in trappola e poi soppressa come un animale, dovrebbe servire, soprattutto a noi donne, perchè di  delitto ad alto tasso di estrogeni pare trattarsi, a fare una profonda autocritica sul rapporto tra di noi, sulla nostra inestinguibile voglia di combatterci e distruggerci l'un l'altra. Dire che è tutta colpa della società creata dagli uomini è una menzogna. Noi abbiamo addirittura, per un certo periodo della loro vita, da piccoli, la possibilità di plasmare la mentalità degli uomini ma decidiamo comunque di crescerli egoisti, di permetter loro di agire la violenza e di atteggiarsi a padroni nostri e delle nostre vite. Che vi piaccia o no siamo complici del maschilismo e a volte sappiamo essere altrettanto cattive dei nostri oppressori. Il caso di Sarah ci permette di ammetterlo, finalmente, se siamo oneste.

** Ho rettificato il testo perchè, come mi hanno fatto giustamente notare nei commenti, la non punibilità si riferisce solamente al non denunciare un parente, non certo al partecipare attivamente ad un omicidio sia come esecutori  che come complici materiali.

20 commenti:

  1. Anonimo00:32

    Come al solito, inutile dirlo, sono s'accordo con te.
    Pero`, ai miei 2 figli maschi, proprio per la mia esperienza di vita, ho insegnato a rispettare il prossimo e posso dirti, con una certa soddisfazione, che i risultati ci sono. Pertanto, se le mamme di figli, sia maschi, che femmine, si impegnassero ad insegnare sin da piccoli ai loro figli, non tanto la parita` dei sessi (che sarebbe raggiunta automaticamente), ma il rispetto degli altri, chicchessia, tante cose non succederebbero.
    Mi ha lasciata perplessa la frase detta dalla madre dell'assassino di Maricica: " mio figlio e` un bravo ragazzo!". Allora per essere un cattivo ragazzo cosa bisogna fare?
    Roberta da Sydney

    RispondiElimina
  2. qualcuno disse che le colpe dei padri ricadranno sui figli,quanto aveva ragione.e non mi riferisco solo in ambito familiare.
    stanno alimentando un mostro che finira'per liberarsi dalle catene ed allora tutto sara' giustificato nel nome della "pace".
    a rimetterci saranno solo i nostri figli.
    quoto in toto il post,aggiungerei anche il tour,accuratamente pianificato con la complicita',perche' deliberatamente ignorato, delle nostre forze dell'ordine,dei serbi a genova ambasciatori di violenza fine a se stessa

    RispondiElimina
  3. Anonimo10:47

    chapeau Lame, ho particolarmente apprezzato la seconda parte del post dove ti sei districata alla grande tra il bieco e ottuso femminismo e il ben noto maschilismo della nostra società (in)civile restando nell'equilibrio di una obiettività che ti fa onore.
    In quanto alle coperture famigliar-mafiose inutile ricordare (ma lo faccio ancora) la famiglia Franzoni stretta in difesa ad oltranza della Annamaria, come nelle migliori tradizioni mafio-religiose...
    e lo spettacolo (?) continua...

    ciao
    marco

    RispondiElimina
  4. Hai spaccato il capello. Tetrapiloctomia, si dice.

    RispondiElimina
  5. Sappiamo essere cattive questo sì. Non siamo "indifese" o "sesso debole" lo siamo solo se prendiamo schiaffoni e pugni, perchè ci stendono fino a morire.
    Quando ho sentito di questa vicenda ho pensato subito ad un caso di incesto e che tutte le donne della famiglia potessero essere coinvolte o per violenza subita, o per omertà. Nel 2010 non si può che rimanere senza parole e invece non fanno altro che parlarne.
    Negli anni 70' c'era pruderie, ma anche ribellione e femminismo, oggi c'è solo quello che ti dice la tv che la gente tiene accesa dalla mattina alla sera e si piange a comando si ride a comando si soffre a comando. Anzi a telecomando. Riflettere invece dipende da noi, è più facile se si spegne il televisore.

    RispondiElimina
  6. accidenti, Lame, scrivi benissimo.
    Ti invidio.
    http://vitainpillole.wordpress.com/

    RispondiElimina
  7. Ottimo post, letto con molto interesse.
    La curiosità , il guardonismo nei confronti della cronaca nera c'è sempre stato. Dalla carta stampata del dopoguerra alle tv megaschermo di oggi.
    Ma mi pare che in questo caso si sia arrivati a livelli mai raggiunti in precedenza: palinsesti stravolti dall'arresto di una ragazza.
    Per me è assurdo, incomprensibile.
    Cosa ha di diverso, di più, questo omicidio rispetto agli altri da te citati? Perché tanta morbosita nauseante? Io non ne posso più, spengo la televisione, e semmai rivolgo un pensiero per quella ragazzina che non c'è più.

    RispondiElimina
  8. Amichetta19:20

    "il favoreggiamento in ambito famigliare non è punibile. Se io aiuto mio marito e mia figlia a far sparire il cadavere di mia nipote, uccisa per un qualsiasi motivo da determinarsi, non possono farmi nulla."

    Piccolo errore, papera. Se tu aiuti a far sparire il cadavere, sei imputata di occultamento di cadavere. Se reggi la ragazza, sei imputata di complicità in omicidio, e così via. Il favoreggiamento in ambito familiare significa solo che io SO che il mio parente è colpevole, ma STO ZITTA e non lo dico alla Polizia. Solo questo.
    D'altronde è anche logico: potremmo costringere per legge una mamma a denunciare il figlio spacciatore?

    Per il resto, spero che un giorno riusciremo a prendere un caffé... :-)

    RispondiElimina
  9. @ Amichetta
    Grazie per la precisazione. In effetti avendola sentita così, sia sul giornale che in TV, mi era parsa una cosa strana. Evidentemente (come direbbe Mentana) si intende che una persona non è tenuta a testimoniare o denunciare un parente.
    Grazie ancora.
    P.S. Quando vuoi.

    RispondiElimina
  10. Ottimo questo articolo. Aggiungo solo una nota tecnica.
    Da qualche giorno mi aspettavo che si giungesse a questa "verità": la chiamata in correità del padre alla figlia era insensata dal punto di vista difensivo: non riduceva assolutamente la responsabilità di lui, ma implicava anche lei. Adesso, invece, lui è responsabile certamente di occultamento di cadavere, ma chi è dei due che ha ucciso? se non si raggiunge un livello probatorio efficace (che dimostri che è colpevole lui, oppure lei, oppure hanno agito assieme) indipendente dalle confesioni, si va verso l'assoluzione di entrambi in relazione al reato di omicidio.

    RispondiElimina
  11. Bel pezzo Lameduck, anche se ... dicevo, dovremmo metterci d'accordo su cosa significa la malattia mentale.

    Io non credo assolutamente che chiunque abbia stretto quella corda attorno al collo della piccola Sarah possa essere sano di mente.
    Non credo alle regole della famiglia mafiosa, credo che inizialmente la famiglia nasce dall'incontro di due persone, dal loro innamoramento.
    Certo, ci sono anche le famiglie con i matrimoni combinati, ma sono ormai una rarità, quantomeno in Occidente, almeno lo voglio sperare.

    Certo che la famiglia può essere anche un ambiente che stritola.
    Ottanta casi su cento di abusi sessuali su bambini e ragazzi avviene ad opera di un parente: genitori, nonni o zii. (è un dato del 2000)

    Ma è abbastanza ovvio che siamo nel campo della psicopatologia. Perché negarlo?
    E anche l'omicida è un soggetto sicuramente disturbato psicologicamente, che anestetizza il sentimento, e uccide in base a "fredde" razionalizzazioni che sicuramente non tengono conto del dolore della vittima (addirittura un soggetto amato) ma soltanto dei vantaggi secondari che derivano dalla scomparsa dell'altro (per esempio i momenti di gloria di Sabrina sotto i riflettori di tutte le TV)

    Ma come facciamo a pensare che tutto ciò sia il prodotto di processi mentali SANI?

    Il problema sembra essere quello che se noi accettiamo che l'omicida non è sano di mente viene ridotta la sua punibilità.

    Ci sono due tipi di approcci diversi: uno di tipo morale, il bene e il male, ha fatto male, è cattivo e deve scontare la sua colpa.
    Un altro approccio scientifico che cerca di capire come si può arrivare a queste situazioni abnormi.

    Sinceramente a me non interessa PUNIRE in modo ESEMPLARE, purché il colpevole sia messo in condizione di non nuocere ulteriormente, ma se riuscissimo a comprendere meglio che cosa conduce a questi atti, forse riusciremmo a prevenirli.

    Mi sembra decisamente più importante.

    Invece non riconoscere gli aspetti psicopatologici porta soltanto a vagare nella nebbia delle "famiglie mafiose tutte colpevoli".

    Lo trovo un punto di vista affascinante, che contiene certamente attinenza con la realtà, ma che pone in secondo piano aspetti che andrebbero invece, secondo me, attentamente studiati per poter prevenire queste storie devastanti.

    RispondiElimina
  12. Giosby,
    c'è un dato statistico interessante. La maggior parte delle persone che ha commesso un acting-out violento e magari ha cominciato ad ammazzare gente sparando dalla finestra era in cura presso qualche psichiatra o SERT o altro. Anche la Franzoni, ricordi? era seguita dalla psichiatra, quella delle teste che scoppiano.

    Sai qual'è il problema? Che la follia che può potenzialmente portare all'atto violento è difficilmente diagnosticabile.
    Non è un luogo comune affermare che i pazzi più pericolosi (anche se io ritengo che i pazzi siano in generale più innocui di quanto si pensi) siano quelli che sembrano perfettamente sani. E allora come la mettiamo?
    E poi, se diciamo che sono tutti pazzi ma è difficile accorgersene, come risolviamo il problema della prevenzione, se l'istinto omicida non si palesa che all'ultimo momento?
    Guarda che la gente non chiede aiuto psichiatrico quando ne avrebbe bisogno, figuriamoci se vi si rivolge quando sembra perfettamente normale.
    Io preferisco pensare che la sociopatia sia una malattia appunto sociale, che può essere prevenuta agendo sui modelli sociali che la provocano. E' più un problema di educazione che di repressione psichiatrica.

    La famiglia mafiosa esiste eccome. E' questo l'argomento del post. Non il "sono tutti pazzi, quindi..."
    Queste comunicavano attraverso i pizzini, non so se mi spiego.

    RispondiElimina
  13. Il fatto che molti atti violenti sono commessi da persone in cura psichiatrica dimostra due cose:

    1. E' vero che la violenza è collegata con la malattia mentale
    2. La psichiatria non è uno strumento efficace per curarla.

    E allora che fare?

    La prevenzione va fatta molto prima, introducendo una educazione ai fenomeni psicologici, ai rapporti interpersonali, al contatto fisico, ai rapporti familiari.
    I frutti di un lavoro del genere si potrebbero raccogliere soltanto dopo una o due generazioni, ma se neanche ci mettiamo su questa strada non arriveremo mai.

    Poi aggiungerei che gli strumenti per riconoscere i disturbi mentali in modo preventivo ci sono, il grosso problema è che quasi nessuno nella popolazione ha una capacità di ascolto dei segnali di disagio che, con una preparazione generale più adeguata, si potrebbero anche cogliere per tempo.

    Quanto ai pizzini è ovvio che, se colpevoli e se spiati, trovino forme di comunicazione non intercettabili. Questo dimostra che non sono scemi, ma non che non sono matti...

    RispondiElimina
  14. Giosbino, secondo te la donna sciolta nell'acido perchè minacciava di denunciare la mafiosità del suo ex è una vittima della mafia o della follia?

    Tu la fai molto facile. Educazione al contatto fisico e allattare i figli fino a che non vanno all'università, suppongo. Se rimane questa struttura sociale famigliare ti saluto quanto ci mettiamo.

    Facciamo un'altra ipotesi, sempre prendendo come campione il caso Sarah. E se la cuginetta avesse ucciso per un amore non corrisposto? Per nascondere la vergogna di un affetto illecito? Cosa l'avrebbe spinta: lo stigma SOCIALE sull'omosessualità o la follia?

    Poi, scusa, come fai a dire che sono pazzi? Non è una diagnosi azzardata? Oppure tutto ciò che non riusciamo a spiegare lo chiamiamo follia per comodità? Conosci molti casi di follia collettiva? Quella à-deux di Olindo e Rosa può starci ma che siano matte la madre, le due figlie ed anche il padre che si lascia incarcerare con quelle accuse, sapendo la fine che potrebbe fare? Ma dai!
    Secondo me, quando il disagio si manifesta su più soggetti, non essendo la follia contagiosa, checché se ne dica, è un problema sociale, non patologico in senso psichiatrico.

    RispondiElimina
  15. Mia dolce Lameduck, se non la smetti di scrivere questa cazzata solenne dei figli allattati fino all'università ti assicuro che ti vengo a trovare, ribaltando la Romagna, e ... ci beviamo un caffè!
    :-)

    Ma che palle!
    Potresti un po' documentarti invece di andare avanti imperterrita con la tua stronzata antisociale!

    Ma andiamo oltre.

    La donna sciolta nell'acido, vero?
    Tu pensi che chiunque potrebbe partecipare a simili macellerie?

    Comunque questo discorso l'abbiamo già fatto qualche mese fa, tale e quale, proprio su questo blog
    QUI.
    Non mi sembra il caso di ricominciare ... tanto quello che scrivo non lo leggi nemmeno ...

    Tu scrivi:
    "Se rimane questa struttura sociale famigliare ti saluto quanto ci mettiamo."

    Di che struttura sociale famigliare stiamo parlando? Come dovrebbero essere secondo te le famiglie? Cosa vuol dire?
    O vuoi sostenere che l'attuale struttura familiare è mafiosa e in famiglie del genere lo sbocco naturale sono gli ammazzamenti e gli stupri?!?

    Secondo te lo stigma sociale sull'omosessualità, che più o meno sopportano tutti gli omosessuali, porta naturalmente all'omicidio ?!?

    Sicuramente in quella famiglia tanto sani di mente non sono.
    Te lo dico in tutta tranquillità e penso che chiunque lo capisce facilmente.

    Quanto alle famiglie dove più soggetti hanno problemi psichici non esiste nulla di più comune.
    Anche perché la psicosi è contagiosa, se non si prendono le dovute precauzioni.

    Una famiglia che conoscevo molto da vicino, per esempio, aveva la madre, una figlia e un figlio in cura psichiatrica e un altro figlio che per un certo periodo è stato tossicodipendente.

    Poi il tossico ha iniziato a occuparsi di psicanalisi, e ha salvato la pelle ...

    RispondiElimina
  16. P.S. Non la faccio molto facile, sono pienamente convinto che è difficilissimo!

    Piuttosto non sei tu che scrivi:

    L'incesto pedofilo non è follia, è una malattia della società che può essere tranquillamente prevenuta. Basta parlarne, testimoniare ...?!?

    RispondiElimina
  17. Giosby, questo duello mi ha stancata, e non sto scherzando. Non mi interessano le discussioni che non portano da nessuna parte perchè tanto ognuno rimane della sua idea. Perchè non ti limiti a leggere ciò che scrivo e dire ciò che non ti piace del testo senza pretendere di cambiarmi la testa?
    Non posso tutte le volte riscrivere centinaia di parole per spiegarti ciò che si evince già dal testo, è snervante.

    P.S. Il caffè mi rende nervosa.

    RispondiElimina
  18. Questa storia del duello l'hai inventata tutta tu.
    Ti ho già detto che se c'è una partita giochiamo nella stessa squadra.
    Io vorrei soltanto offrire qualche informazione (non soltanto a te), ma evidentemente qualcuna ti turba e preferisci non parlarne.

    Ne hai il sacrosanto diritto, ci mancherebbe.

    Io dal canto mio ti ho già offerto

    il calumet della pace
    tarallucci e vino
    un caffè

    Ma con te non c'è niente da fare, non fumi, non bevi e il caffè ti rende nervosa ...

    Be', potremmo sempre andare al cinema ...
    ;-)

    P.S. Tranquilla dai, torno nel mio blog a sonnecchiare ...

    RispondiElimina
  19. aveva ragione Sassicaia...valeva la pena leggere questo post....

    Da parte mia, è tutta la vita che insisto perchè 'mana specie venga tratta come "persona", e non categorizzata in quanto "maschio o femmmina"....questo, nell'educazione dei figli, nell'assumersi responsabilità, oneri e onori.
    Purtroppo , vedo e leggo che si continua a vivere di stereotipi, di categorie, ci si abboffa morbosamente di particolari per scriverci il nostro piccolo libro degli orrori personale....e giriamo in tondo, tragicamente, come tanti criceti nella ruota...

    RispondiElimina

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...