sabato 9 ottobre 2010

A chi non ti ha difesa

Macchè "Truman Show" o colpa d'Alfredino. Adesso ci nascondiamo dietro al falso problema  della rapacità televisiva, del tutto ad ogni costo in diretta ma è solo ipocrisia. Viviamo 24 ore al giorno sotto le telecamere, smaniamo di andare in televisione e può succedere che la morte irrompa mentre siamo in onda. Fa parte del gioco.
Rimuoviamo il velo ipocrita dal povero corpo di Sarah e scopriamo la  verità: una bimba è morta perchè al suo posto si è scelto di salvare la famiglia. Quella famiglia maledetta che copre i mostri, li protegge, li difende a spada tratta, sacrificando i bambini  loro vittime sull'altare dell'omertà e che ora, dicono, potrebbe turbarsi di fronte ad una madre che, in diretta tv, finalmente apre gli occhi sul marcio che si nascondeva dentro casa.
Mandate a letto i bambini, si parla di cosa potrebbe succeder loro.

Cara Sarah ancora bambina, provo solo tanta rabbia a vederti andar via, rabbia perchè non ti hanno saputo difendere, perchè non hai trovato nessuno a cui veramente poter confidare le tue paure.
Povera piccola vittima di mafia.
Quella mafia tutta femminile, fatta di faide generazionali, di consapevolezza di  abusi perpetrati  in assoluta impunità dalle figlie alle nipoti, dove a volte si fanno perfino delle scelte, quella no, non la devi toccare, quell'altra si, tanto non vale niente, non è mia figlia, è di quell'altra.
Donne d'onore che alle bambine violentate o solo fino a quel momento minacciate di violenza non credono e che non sono capaci di difendere, perchè preferiscono tenersi accanto nel letto i loro padroni maiali che non le toccano più perchè sono già passati alla carne più fresca di famiglia. Madri, zie, sorelle, cugine che sanno e tacciono, che sono perfino gelose delle molestate e che a volte sanno benissimo di lasciarti sola con colui che ti rovinerà la vita ma non fanno niente per evitarlo.

Lo zio mostro poteva essere fermato. Era debole, un vecchio, vigliacco al punto di prenderti quando non potevi più dire no. Se non ti avesse dovuto uccidere avrebbe continuato con altre e sarebbe morto con il prete sull'altare che diceva quanto era bravo e lavoratore questo pater familias. Con le parenti violentate a piangere sulla sua dipartita.
Nessuna donna si libererà mai della violenza in famiglia se le altre femmine  non la smetteranno di tenerla ferma mentre il maschio padrone la violenta. Siete responsabili, siete colpevoli, siete corree, altrettanto spregevoli di chi abusa. Non avete attenuanti. Eppure sapete essere iene quando volete, gliel'avreste saputa far pagare se solo aveste voluto.
Non dite che non sapevate. Non si nasconde il sangue di una bambina, il dolore fisico, la piscia a letto fino all'adolescenza, quella tristezza e morte di vivere che ti rode l'anima, quella paura che non ti abbandona mai.
Un abuso non si nasconde, lo si può solo seppellire soffocandolo.

Sarah, bimba anche un poco mia, forse hai dovuto morire perchè se avessi parlato non ti avrebbero creduta, perchè avrebbero dovuto raccontarne molte altre di storie e sono cose che non si raccontano, anzi, si negano con tutte le forze. Poi ti avrebbero emarginata, estirpata dalla famiglia, bollata come pazza. Chi tradisce il parente pedofilo, come nella mafia, è un infame.

16 commenti:

Adetrax ha detto...

Lo zio mostro poteva essere fermato. Era debole, un vecchio, ...

Intendi che poteva essere fermato nelle sue fantasie o nel suo essere "donnaiolo" e quindi adultero ?

Forse, tu cosa avresti fatto ?

Per quanto riguarda il "debole e vecchio", a meno che non ci sia dell'ironia siamo nel campo della sottovalutazione.

Purtroppo in questi casi non conta tanto l'età (54 anni, ma poteva averne 25 o 70 che sarebbe successo lo stesso) e debole lo era forse solo psicologicamente, perchè per strangolare una ragazza (ancorché adolescente) con una corda senza che questa riesca a gridare o a reagire a sufficienza, ci vuole un minimo di forza fisica e determinazione (5 minuti).

Resta appunto un piccolo dubbio sul fatto che abbia fatto tutto da solo.

Comunque per il resto concordo su quello che hai scritto ... che tristezza.

Può anche essere che l'omertà su certi fatti (magari non esattamente questo) si sviluppi più facilmente in ambienti culturali in cui è diffuso o comunque non è ostacolato il familismo amorale.

Ricordo solo che fatti efferati come quello in oggetto possono accadere per la concomitanza di vari fattori, fra cui:

- il fattore culturale, quando il gallismo, magari percepito come un diritto-dovere, si unisce all'assenza di effettive regole morali e, per vari motivi, degenera, allora si possono allentare le difese culturali e logiche contro certi esecrabili atti;

- mentale, la parte frontale del cervello è preposta alla moderazione e al collegamento fra parte impulsiva e parte logica; se questa zona è insufficiente o non funziona bene allora è come non avere i lucchetti di sicurezza in porte da non aprire mai (non aprite quella porta).

Se prevalesse la vera logica certe cose non solo non accadrebbero ma non sarebbero neppure pensate.

Il tizio dice di aver avuto un "raptus" omicida e che non ha saputo controllarsi (per oltre 5 minuti) ... mi ricorda tanto Oleg e la sua occasionale dissociazione dalla realtà.

Purtroppo queste persone esistono, non sono sempre classificabili come matte (nel senso che normalmente ragionano) e purtroppo, occasionalmente, le loro azioni degenerano indipendentemente dalla presenza o meno di relazioni familiari, amicali, gerarchiche o altro, luogo geografico incluso.

Spesso neanche l'istruzione è sufficiente a prevenire se è solo un'aggiunta a un substrato che manca, vedasi anche questo caso:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/10/09/news/stupra_bimba_di_2_anni_arrestato_ventunenne-7882792/

Per concludere, per difendere bisogna non solo essere a conoscenza dei fatti ma anche avere consapevolezza della differenza fra bene e male (o anche solo della legislazione esistente) e avere la voglia e il coraggio di agire in maniera determinata e logica; una combinazione che non sempre accade (per innumerevoli motivi) e quando si verifica può essere comunque troppo tardi.

Scheda dell'omicidio in oggetto.

Lameduck ha detto...

@ Adetrax
- mentale, la parte frontale del cervello è preposta alla moderazione e al collegamento fra parte impulsiva e parte logica; se questa zona è insufficiente o non funziona bene allora è come non avere i lucchetti di sicurezza in porte da non aprire mai (non aprite quella porta).

Ti prego, risparmiami/ci queste analogie da ferramenta Brico di stampo ottocentesco. La neurologia è una cosa seria. Se vuoi ti posso consigliare qualche testo moderno sul quale aggiornare le tue conoscenze. Magari il classico Kandel & Schwartz. Vecchiotto ma buono per cominciare.

Se prevalesse la vera logica certe cose non solo non accadrebbero ma non sarebbero neppure pensate.

Questa si che è buona. Ma come ti vengono?

sedicente ugo ha detto...

Sono daccordo all'80% con quello che Lei afferma. Per quanto rigurda il restante 20, purtroppo l'essere umano è ancora istintualmente un animale, seppure il più capace di sopravvivere.
L'evoluzione futura dello stesso tramite il raziocinio, la cultura e, soprattutto, leggi repressive fa sperare che nel prossimo millennio questo istinto predatorio si ridimensionerà fortemente.

Adetrax ha detto...

@Lameduck

Quelle che hai scritto nell'articolo in oggetto sono parole molto ma molto belle, quasi accorate (e anche piuttosto generali ovvero non rivolte solo al caso in oggetto), che meriterebbero un riscontro da parte di giovani donne (anche adolescenti) e dalle quali sostanzialmente non dissento affatto.

Come semplice commentatore, non voglio certo guastare questo momento, ma solo dare qualche altro spunto di riflessione (affinché sia sviluppato) e questa è la cosa migliore che si possa fare per ricordare una vita che non c'è più (e le altre che sono state rovinate).

Questa si che è buona. Ma come ti vengono?

Convinzioni interne (fra l'altro amo sguazzare nelle figure retoriche, pleonasmi inclusi).

Amore, rispetto, logica, ecc. potrebbero essere facce dello stesso poliedro ... se non si mantengono nelle corrette proporzioni la figura geometrica degenera e collassa.

--

Comunque, a scanso di equivoci che si potrebbero innescare con l'uso affettuoso del termine "bimba", va detto che a 15 anni (magari quasi 16) non si è più tanto bimbe, ma neanche adulte.

Sarah (queste h finali) pare essersi comportata molto correttamente, non ha fatto errori (se non forse quello di dire qualcosa di troppo o troppo schiettamente a una persona potenzialmente senza freni / ab-normal).

Circa la difesa bisognerebbe poi sapere se moglie e figlia hanno parlato con "il vecchio" delle molestie (e in che termini), prima dell'assassinio.

Qui sono state commesse tutta una serie di infrazioni che hanno completamente violato e scardinato parecchi limiti imperniati sul "non ti è lecito fare ...", con una fatale progressione dalle molestie sessuali all'uccisione, ovvero (non necessariamente per ordine di importanza):

1) abuso della fiducia verso tutti (Sarah, parenti e non);
2)mancato rispetto verso la persona Sarah una volta che ha ribadito il suo rifiuto;
3) mancato rispetto della parentela (zio / nipote, anche se non consanguinei);
4) mancato rispetto del vincolo coniugale di fedeltà fra marito e moglie;
5) mancato rispetto verso la figlia nei confronti della cugina, verso gli altri parenti, lui stesso e la società tutta;

Quello che poi ha reso irreparabile il tutto è stato il seguito che ha sancito il definitivo passaggio dalla corruzione morale a quella materiale:

6) ulteriore abuso sessuale;
7) uccisione;
8) necrofilia.

Bisognerebbe cercare di capire cos'è che spinge a percorrere tutta intera questa scala degli orrori.

diegod56 ha detto...

nel caso specifico non posso giudicare, ma ritengo possibile che entri in gioco anche una antica tendenza a coprire le vicende in famiglia, magari per vergogna, per paura di rompere un cosiddetto quieto vivere, e forse anche un arcaico tributo al potere maschile

è vero infatti che in molte donne c'è una forte ginofobia, un'invidia verso le donne più libere

ripeto che il caso specifico non posso giudicarlo, ma in generale questa impostazione del problema non è campata in aria

Willyco ha detto...

Questo tuo articolo è tremendo, perchè è perfettamente e completamente vero. Non state a sentire ciò che dicono, la verità è questa: lo hanno saputo da sempre, e dal primo istante hanno deciso di vivere come se fossero certi del contrario. Sarah (ma che cosa ve ne frega dell'h finale?) non è stata spinta, forse, ma ha imparato che il parlare d'altro, il rifiutarsi di spingerla lontano dai problemi per poter far credere che i problemi non esistono o, peggio, per far credere che non non ne sappiamo nulla significa qualcosa di peggio: che lei è abbandonata, tradita e violentata anche nei giorni in cui nulla succedeva.
Quante Sarah ci sono al mondo e quanta gente che crede che si salvi la Famiglia lasciando che i suoi componenti si distruggano. Ma in silenzio, per carità.

Blindsight ha detto...

nessuno parla: questa è la cosa che non capirò mai, così come non capisco ora i numerosi visitatori del luogo dove è stata trovata sarah, gli stessi che sanno di altri abusi, gli stessi che non parleranno mai.
su queste atrocità vince la tv, la visibilità, il gossip... che però non dissolvono questo silenzio omertoso che sento un po' ovunque, soprattutto al sud di questa nazione popolata da occhi che vedono ma non trasmettono nessun input per dare voce alla visione.
è vero, a 15 anni non si è tanto bimbe, ma in un paese del sud bimbe lo si rimane fino alla vecchiaia per via dell'ignoranza e dell'arretratezza che rende tutti, donne per prime, esseri senza futuro, spesso molto spesso proprio senza una vita nonostante queste creature respirino ancora.
sento solo tanto rumore e nessuna voce .. e in questo momento chissà quante altre staranno subendo con la complicità di altre donne.
anche la mamma di sarah a sua volta è stata vittima di abusi.. lei è sopravvissuta nel senso che respira ancora, la figlia no.
condivido in pieno questo tuo post e le tue emozioni.
recentemente ho osato parlare di violenza domestica in calabria: non c'è stata una donna capace di darmi dati, ho dovuto parlare a braccio basandomi sulle storie personali che in privato mi sono state raccontate, con la promessa di non fare nomi.
c'è più omertà in questo argomento piuttosto che nelle mafie e la cosa peggiore è che le più omertose sono proprio le donne, forse perché impaurite? non lo so.. so solo che abbiamo un numero altissimo di casi di violenza domestica, pedofilia e di incesti, ma guai a parlarne, meglio fare casino in tv, su facebook o sui giornali quando una di queste viene ammazzata, e solo nel caso in cui se ne sia occupato qualche tg o qualche trasmissione, sennò il silenzio più cupo.
ciao, laura
p.s.: non riesco ad essere propositiva, vorrei solo urlare di fronte a tanto liquame sociale

rossoallosso ha detto...

si potrebbero trovare infinite giustificazioni a cio' che e' successo,psicologiche,sociali,culturali e persino politiche,ma la verita' e' e rimane una sola e inconfutabile che sarah e' stata lasciata sola.
complimenti,la tua,lame,e' un'istanea tanto cruda quanto vera.
persino la strumentalizzazione della pena di morte,dovuta se vuoi all'impatto emotivo della vicenda,mi lascia perplesso.pura ipocrisia.

paolo ha detto...

post terribilmente centrato e vero. La cosa più agghiacciante è che forse Sarah almeno con la cugina si era confidata...

Giustamente tu ti poni il problema dei ruoli e delle strutture del clan femminile. Io mi tengo il disagio di questo mio genere maschile popolato da mostri e indifferenti al cui confronto la (scarsa) consapevolezza femminile sembra un miraggio.

Anonimo ha detto...

Come hai ragione!
Roberta da Sydney

Anonimo ha detto...

Cara Barbara, purtroppo ho condiviso la tua esperienza e so, quindi, cosa significa andare avanti e vivere una vita normale dopo di cio`.
Anche nel mio caso c'e` stato il silenzio colpevole di alcune femmine (non oso chiamarle donne e neanche persone!) della mia famiglia.
Quando io, poi, povera e sola nel mio sentire, ho denunciato (alla procura, sic!) la cosa (avevo 16 anni!), sono stata presa per bugiarda e pazza, anche dalle forze dell'ordine, oltre che dalla famiglia (ti risparmio il resto).
Non ho speso denaro in aiuto psicologico perche` non avevo soldi e, poi, all'epoca, la psicologia era una scienza sconosciuta ai piu`.
Per fortuna ho trovato la forza in me stessa, aprendomi con le amiche piu` care e, parlando e riparlando della cosa, ho smesso di vergognarmi di qualcosa di cui non avevo alcuna colpa.
Comunque, tutto questo a grandi linee: troppo lunga tutta la storia.
Una cosa e` certa, se sopravvivi a queste esperienze negative e allucinanti, te le porti dietro tutta la vita.
Scusa se non mi firmo con il mio solito nome. Ciao.
Selvaggia

Blindsight ha detto...

@paolo: la nostra consapevolezza non è scarsa, t'assicuro che c'è, il fatto che sconvolge è che nonostante siano consapevoli di tante cose, troppe donne fanno finta di niente, rimangono zitte, ingoiano le chiavi di una gabbia in cui comunque qualcuno le ha chiuse (parlo per le altre perché anche se donna mi rendo conto di essere tra le poche che in questa nazione hanno tagliato il cordone non solo al mammismo, ma anche con vaticano, che da sempre ci vuole col velo, zitte e remissive al "maschio"). ci tengo a dire che non sono femminista, avrei voluto fare la donna mamma normale, invece .. ho dovuto far tutto da sola, come ha fatto la mamma di sarah, come fanno molte altre (perché una madre che uccide un figlio è sempre una mosca bianca rispetto ai padri che stuprano i propri figli o quelli degli altri..).
la consapevolezza c'è, le donne dovrebbero solo smetterla di lamentarsi e subire: in fondo questi "maschi" li cresciamo proprio noi e il disagio di cui parli di certo non ve lo siete inventato, ciao laura

Lameduck ha detto...

Cara Selvaggia,
hai usato la parola giusta: sopravvivere. Per anni pensi che poteva succederti anche di peggio, che potevano ucciderti. Poi ti colpevolizzano se non ti è successo il peggio che poteva capitarti. A me è stato detto (da donne della mia famiglia) "beh, in fondo non sei stata violentata" intendendo che solo il palpeggiamento, seppur violento e a sfondo sadico su una bambina di otto anni non era cosa poi tanto grave.
Vergogna no, non ne provo più, assolutamente. So quanto è importante parlarne e buttare fuori tutto il dolore. E quanto questo aiuta le altre a trovare la forza di farlo.

Tisbe ha detto...

Quanto è vero quello che hai scritto Lame/Barbara, e non aggiungo altro!

Adetrax ha detto...

@Blindsight

... non lo so.. so solo che abbiamo un numero altissimo di casi di violenza domestica, pedofilia e di incesti, ma guai a parlarne ...

Ovviamente se se ne parlasse, poi accadrebbero cose parecchio spiacevoli a vari livelli, sociale, penale, ecc. ed è qui che entra in ballo il termine "familismo" ab-normal, perchè nella sua accezione più estrema, si preferisce sacrificare chiunque, compresi membri poco importanti della stessa famiglia, parenti inclusi, piuttosto che l'interesse familiare interno di breve periodo e/o la proiezione del suo nome verso l'esterno.

Oserei dire che questa spinta verso certi atteggiamenti viene dal passato più buio, da una sorta di paleolitico "senza regole e senza remore" che ogni tanto riemerge dal subconscio delle persone e che si estrinseca nella facilità, quasi naturale, ad usare violenza e ad uccidere.

Ora (16 ottobre) si ipotizza che Sabrina abbia avuto un concorso nell'omicidio (probabilmente non premeditato) per motivi futili e, diciamolo, assolutamente poco logici vista la differenza di età.

Se fosse vero (perchè il padre potrebbe non essere del tutto attendibile), si sarebbe trattato (a livello ovviamente inconscio) di facilitare un piccolo abuso sessuale per "darle una lezione" e quindi farle dimenticare le pretese sul fantomatico fidanzato comune.

La moglie Cosima dice che negli ultimi 5 mesi il marito Michele non era più lo stesso: sarà vero ? Chi lo sa.

Ormai oscilliamo fra un "Sbatti il mostro in prima pagina" e i film di Ciprì e Maresco e temo che le rappresentazioni del secondo estremo siano preponderanti rispetto alle eventuali piccole spettacolarizzazioni mediatiche promosse ad alto livello.

Kameo ha detto...

Alla luce dei fatti che stanno emergendo (il fermo di Sabrina Misseri) c'è da chiedersi chi sono i veri mostri. Ora sembrerebbe delinearsi il movente di invidia e gelosia fra le due giovani cugine che ricorda molto la vicenda descritta nel film di Pupi Avati "Il papà di Giovanna".
La famiglia che, nel tentativo di proteggere il "debole", partorisce solo una grande menzogna.

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