lunedì 25 ottobre 2010

Core 'ngrato

Marchionne mi ricorda quelle mogli piccoloborghesi e attempate che, dopo essersi fatte una posizione a base di casa di proprietà, seconda casa al mare o in montagna o entrambe, pelliccetta di animale selvatico e tutti i comfort ai quali possa ambire una casalinga, grazie al marito che si è spaccato la schiena per anni con il duro lavoro e che le ha dato tutto ciò che desiderava, scappa con l'amante giovane lasciando solo due righe di spiegazione sul comò. Se ne va perchè è stufa: con il marito non si diverte più da tanto che è noioso e, a pensarci bene, non l'ha neppure mai amato.

7 commenti:

  1. Un altro presidente operaio!

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  2. Quando succedeno queste cose penso sempre che l'idiota che si è fatto un mazzo tanto per soddisfare tutti i capricci della moglie, alla fine si meriti di essere stato trattato così.

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  3. Cara amica Lameduck,

    credo che se a marzo (do per scontate le elezioni anticipate) vincesse un Vendola il giorno dopo tutte le "mogli italiane" (le fabbriche) chiuderebbero a tamburo battente gli stabilimenti in Italia e andrebbero in Cina, India, Polonia ecc. Cosa faranno poi i demagoghi alla Vendola, Bertinotti, Grillo ecc.?

    Ciao Davide

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  4. Adetrax21:26

    Core 'ngrato.

    La FIAT ha oltre 4 miliardi di euro di debiti (8-10 anni fa erano 6000 miliardi di lire); le banche, gli investitori, ecc. si stanno stufando e gradirebbero rientrare da tali crediti quanto prima, anche perchè prima di recuperarli tutti potrebbero volerci almeno 10 anni con ottime vendite e quindi volendo essere realistici il tempo minimo sarà almeno il doppio.

    Qualche mese fa, in un commento, domandavo "perchè mai la FIAT doveva mantenere aperti tutti gli stabilimenti italiani" !

    La domanda era motivata dal fatto che in Italia ci sono tutta una serie di condizioni economico-ambientali-organizzative molto più sfavorevoli che in parecchi altri paesi poco distanti dall'Italia stessa.

    Come indicatori di paragone si possono citare la produttività annua per operaio pari a 22 macchine in Italia, circa 70 in Polonia e circa 100 in Brasile (ove però lo sfruttamento degli impianti è il massimo possibile), la precisione di esecuzione, il numero di difettosità, i furti di materiale aziendale, le ore di presenza e altre tendenze anarchiche legate a partite di calcio, al bel tempo, ecc.

    Il libricino nero di Marchionne su certe fabbriche è pieno di certe prodezze ed è ovvio che a un certo punto, a causa di una parte, poi ci possano andare di mezzo tutti gli altri.

    Vogliamo poi dimenticare il fatto che il mercato italiano è uno dei più esterofili del mondo in fatto di auto ? (l'opposto di altri paesi europei)

    Comodo comprare principalmente auto straniere e pretendere di tenere gli stabilimenti nostrani aperti quando si è in piena crisi economica, con il mercato saturo e le vendite in picchiata.

    Circa le obiezioni sugli incentivi, possiamo dire che ne hanno beneficiato tutte le marche, non solo la FIAT, e ora sono finiti e non torneranno prima di parecchi anni (4-5 e forse più).

    A questo punto, se consideriamo che uno degli obiettivi più importanti dati (imperativamente) a Marchionne è quello di recuperare il prima possibile competitività e margine economico per rientrare dai pesanti debiti pregressi, non possiamo non notare che tutto questo cozza con l'attuale situazione generale produttiva e di vendita del mercato italiano.

    In effetti già alcuni mesi fa c'era la sensazione che il tentativo di Marchione di far quadrare il cerchio, fosse fatto "obtorto collo" e che quelle fossero veramente le ultime offerte in stile "prendere o lasciare".

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  5. Adetrax21:31

    La recente "sparata" circa l'aumento degli stipendi legato all'aumento di produttività è, come nel 99% dei casi, una balla colossale, quindi non dovrebbe neanche essere presa in considerazione nelle attuali condizioni; quello che forse occorrerebbe sarebbe:

    - un piccolo taglio alla quota contributi pensionistici (che in altri paesi è minore);

    - un piccolo aumento di tempo lavorativo (es. 15 minuti al giorno) per i prossimi 2 anni;

    - una modesta diminuzione salariale, es. da 1200 a 1150 euro, con la contropartita però di adeguare i contratti in tempo, senza i soliti ritardi;

    - un aumento di serietà generale (non limitato ai soliti noti), ovvero l'impegno a far cessare o almeno a ridurre di 100 volte i comportamenti deprecabili (questo però è il punto più difficile).

    Tutto questo però avrebbe un senso se i piccoli sacrifici economici fossero limitati nel tempo e ci fosse un mercato ricettivo, in espansione, ma, purtroppo, non è così.

    L'unico mercato che (a naso) promette qualcosa è quello nord-americano e forse (in prospettiva futura, se la situazione non degenera) quello della fascia afro-asiatica (sempre in tema di utilitarie); gli altri resteranno nella condizione di mantenimento parco circolante.

    Siamo seri, la Serbia, la Polonia, il Brasile, gli USA e altri paesi stanno mostrando la coscia di una 25 enne ben educata, mentre l'Italia sta mostrando il polpaccio peloso di un trans sguaiato (non è un'offesa è solo un paragone efficace) e certi politici non si rendono affatto conto della differenza abissale e che non si tratta "solo" di una questione di soldi.

    P.S.
    Secondo l'accordo di inizio 2009, FIAT è tenuta per contratto a trasferire parecchia tecnologia, relativa a particolari costruttivi, verso Chrysler mentre questa gli apre le porte della sua rete di vendita e promozionale per il mercato americano delle medie ed utilitarie (ovvero, secondo i nuovi limiti imposti dal downsizing fra 1400 e 2400 cc).

    Tutto questo rientra nel piano annunciato da Obama, relativo a una maggiore collaborazione fra aziende del vecchio e nuovo mondo ... un altro passettino verso una "Governance mondiale" ovviamente.

    L'Italia, con il suo ambiente degradato e i suoi politici che al massimo conoscono le quotazioni di trans ed escort, che ci "azzecca" in tutto questo ?

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  6. il salto della quaglia.

    "Quattro anni fa, settembre 2006, Sergio Marchionne dichiarava prima in un discorso all´Unione Industriale di Torino, poi in un´intervista a questo giornale(la repubblica), che «il costo del lavoro rappresenta il 7-8 per cento». «e dunque – aggiungeva – è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi»."

    cosa ha fatto cambiare idea a marchionne?forse il fatto che puntando sulla esclusiva produzione di auto di piccola cilindrata, dove la lotta e'piu' spietata,si e' accorto che ha preso una bufala,non essendo in grado di concorrere con stati come india, korea e cina.lo dimostrano le case automobilistiche tedesche e francesi che puntando piu' in alto son stati piu' lungimiranti e dove gli operai hanno una stipendio mediamente,30-35%,piu' alto dei nostri.
    MARPIONNE !!,vattene in serbia nessuno ti rimpiangera'.

    @davide
    io non so se ci sei o ci fai,se sei cosi' ingenuo oppure se sei fin troppo consapevole delle boiate che dici .
    quella ragazzina che scrive con la piuma d'oca credo sia meglio che si fermi e cominci a guardare fuori dalla finestra,c'e' tutta una realta' da osservare e sicuramente si accorgera' che le aziende italiane gia si stanno spostando,vendola o non vendola, e si accorgera' che dall'entrata di berlusconi in politica nessun investitore straniero ha pensato di venire in italia,l'unico coraggioso e' stato murdok, o come si scrive,e le sue difficolta' di muoversi sul nostro mercato sono evidenti a tutti.potrei portarti mila esempi di aziende estere, entrate poi scappate,per le difficolta' non solo burocratiche ma di libero mercato.

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  7. Caro amico Rossoalloso,

    "quella ragazzina che scrive con la piuma d'oca credo sia meglio che si fermi e cominci a guardare fuori dalla finestra,"

    Quella ragazzina sono trentanni che guarda fuori dalla finestra e non vede niente di buono.

    Per il resto quello che dici è vero, ma resta il fatto che l'unica cosa che i comunisti (ex o post non fa differenza) fanno è rovinare il rovinato.

    Ciao Davide

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