martedì 5 ottobre 2010

La repubblica di Salotto

Quello che si vede ormai in televisione è un premier dopato, pompato dagli steroidi mediatici senza i quali non vincerebbe più nulla.
Con i media che lo prendono sul serio e fanno diventare una riunione ad invito di adepti del culto del Gran Maestro pittato un'adunata oceanica formatasi spontaneamente, neanche fosse stata Piazza Venezia, è facile spaventare la gente e farle credere che il nano sia ancora quello di sempre. Il grande comunicatore e non il Colonnello Kurtz della mutua, pronto a sguinzagliare per l'ultima spiaggia della sua politica i messi della Libertà, (pagati da noi, suppongo) da mandare di casa in casa. Che si provino a suonarmi il campanello. Avete presente le fave e il Chianti?
Pronto a spammare le cassette della posta degli italiani con l'ennesimo catalogo Postalmarket delle sue  mirabolanti imprese farlocche. Venditore porta a porta ormai solo di sé stesso. La nemesi dell'aspirapolvere.

"Ho il 60%", lasciano dire all'esaltato di fronte alle telecamere. Il 60% non si sa di che cosa ma sembra proprio che si riferisca al consenso. E' fissato con il consenso, si sa. Con le badanti dietro le quinte che si toccano la tempia scuotendo il capo.
I sondaggi sono un'altra delle cose che Berlusconi ha contribuito a distruggere e a delegittimare per sempre.  Come l'attentato a Belpietro, non ci crede più nessuno. Come un Re Mida da cinepanettone, tutto ciò che tocca diventa barzelletta. 

Invece di commentare il comizio del Peronetto spetasciado con le risate preregistrate da sit-com anni settanta, che ci sarebbero state proprio a pennello, chi  ha montato il servizio su Berlusconi a Milano lo ha fatto in modo da lasciar credere ai babbei che lo ascoltavano che si trattasse del discorso di uno statista. Anzi, dell'unico statista possibile invece che del dittatorello in declino in procinto di ritirarsi nella sua Repubblica di Salotto, protetto da corpi scelti di lacchè, repubblichini delle banane e corpivendole motosiluranti.

Se Berlusconi riesce ancora ad essere sopravvalutato, purtroppo anche da tanti elettori, è sicuramente colpa dell'illusione televisiva per la quale un eversore piduista pluri-inquisito ed impunito nell'atto di diffamare pubblicamente la magistratura e quindi di commettere una mappata di reati ideologici, riesce a sembrare  una vittima.
Ditemi per quale recondito motivo dovremmo accettare i proclami eversivi ed antistato di Berlusconi  e invece indignarci per quelli di Ahmadinejad o Bin Laden (o chi ne fa le veci).

Quando insulta la magistratura, ovvero un'istituzione dello Stato e quindi, a casa mia, si pone contro di esso, basterebbe un "ma come si permette" per smontarlo, ma nessuno lo dice.
Basterebbe un "che cazzo sta dicendo" in sovraimpressione, ma non contateci. Deve ancora nascere il telegiornalista che si prenda la briga di gridare che l'imperatore è nudo. Nudo con le scarpe con il rialzo.
Non c'è nessuno che si assuma il combito di mostrare il piccoletto in tutta la sua ridicolaggine. Altro che le facce e le smorfie di Mussolini al balcone. Non lo fanno perchè sanno che sarebbe la sua fine e lui è ancora il loro padrone. Saranno i primi a pisciare sul suo cadavere, comunque, non dubitate.

La televisione è illusione, è prestigio ma basta starne lontani il più possibile per crearsi degli anticorpi sufficienti a riconoscerne gli inganni.
L'altra sera, chi è veramente informato dei fatti e non si fa infinocchiare dal chiagni e fotti del nanetto, non può che essere rimasto indignato dall'ennesima tirata eversiva contro i giudici. Quei giudici che, ad esempio in Calabria, ricevono in questi giorni, come gentile omaggio da parte della criminalità organizzata, dei bazooka a scopo intimidatorio, che ogni tanto trovano dei pacchi dono esplosivi. Gente che combatte veramente le mafie, non che lo millanta ma di cui la televisione non parla, occupata com'è ad ospitare le lamentazioni del principe inquisito.

Non si può certo pretendere che i fans del Peronetto, sintonizzati 24 ore al giorno sull'unica droga al mondo della quale viene consentito l'uso in quantità industriale si rendano conto della gravità di ciò che il loro eroe va dicendo. E' una fauna pittoresca capace di ammettere che forse ha commesso dei reati ma pretende comunque che sia lasciato governare. Che prima governi, anche se è un incapace che ha già quasi fatto fallire le sue aziende in passato, che vada avanti magari sfasciando l'Italia e per altri vent'anni, poi casomai si processerà.
Avete notato, tra parentesi, che le più accanite sue fans sono le vecchie che lui  disprezza e che non toccherebbe neppure con il forcone? Quelle che gli ispirano la bestemmia verso il loro creatore? "E vecchie e laide lascerei altrui".
Sarebbe carino promettergli la cancellazione di tutti i processi, anche di quelli a venire, a patto di doversele fare tutte e senza Viagra. Come in una delle sue barzellette sconce.

14 commenti:

  1. questo tuo post andrebbe letto a reti unificate

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  2. Grazia01:26

    Rubo e condivido su FB

    PS: Lo odio.

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  3. Gentile Lame, dovrò proprio smettere di leggerLa perché sento che, in tanta nequizia in un solo personaggio, vi è un chè di maestoso. Lei mi sta facendo diventare berlusconiano e mi sta accompagnando per mano.
    Dove ritrovo altrettanta compiutezza? Il comandante Kurz, fatte salva la diversa statura intellettuale, era un dilettante. Dovette essere così quando Iddio fece precipitare negli inferi gli angeli che lo oscuravano.
    Forse sono già all'inferno e non me ne sono neanche accorto.
    Però risento anche mio nonno, vecchio contadino bolognese, che mi ripeteva, durante la mia gioventù: cagate tenero, ragazzi, cagate tenero...

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  4. concordando con Marcello A, pubblichiamo il post come Editoriale di Kilombo.

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  5. Non si preoccupi, sedicente Ugo. Berlusconiani non lo si diventa, lo si nasce. E lei lo nacque, modestamente.

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  6. Ma un hacker che lo mandi in diretta mondiale?
    Magari oscurando minzolingua.

    http://vitainpillole.wordpress.com

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  7. Carissima Lameduck,
    eccellente il tuo articolo che mette a nuodo - crudamente - quale sia il punto di forza di questo venditore di saponette.
    L'errore è quello di cadere nel tranello di contenderlo sullo stesso piano, mentre stenta non poco la proposta di alternative convincenti ed avvincenti.-
    lsorge http://politonomia.blogspot.com/

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  8. sedicente ugo17:35

    Allora anche antiberlusconiani... si nasce. Lei lo nacque? Ma come si fa a nascere speculari ad una cosa che non esisteva? Il nostro è fatto a suo modo, è innegabile, ma senza il suo operato, (come capitano d'industria producente ricchezza), di sicuro il "socialismo di fatto" che è stato realizzato sino alla fine del secolo scorso, sarebbe stato meno consistente. Purtroppo ha rubato solo lui, ha trescato con i politici solo lui, solo lui ha scopato puttane, solo lui ha pagato in nero, solo lui ha fatto sempre i suoi interesse tutte le volte che ha potuto farlo. Tutti noi altri con gli occhi rovesciati al cielo e le mani giunte.
    Mah! Imodium...

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  9. "Saranno i primi a pisciare sul suo cadavere, comunque, non dubitate."

    grande verita',spariranno nelle fogne in attesa del prossimo ducetto

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  10. Che palle, sedicente. Che pena sentirla difendere l'indifendibile. E poi in questo blog non si servono papiminkia. Faccia la cortesia.

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  11. mi hai ispirato, ti ho citato

    http://controinformoperdiletto.blogspot.com/2010/10/sua-bassezza.html

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  12. sedicente ugo19:53

    In realtà avrei la presunzione di difendere solamente un approccio "normale" a persone e situazioni che ci tocca comunque condividere. Tutto quanto è vissuto, con anatemi, prese per il culo e manifestazioni di superiorità genetica rispetto al nostro prossimo che nutre convinzioni altre, mi sembra eccessivo. Tantopiù che se Sparta piange, Atene è ben lungi dal ridere. Papiminchia?

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  13. sedicente, sto perdendo la pazienza. Se questo ti sembra eccessivo e la tua pelle delicata sta cominciando ad irritarsi troppo hai decisamente sbagliato blog, Non dobbiamo condividere per forza proprio nulla.
    E con questo ti saluto.

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  14. kthrcds18:32

    Alle regionali il Pdl, ha preso solo 5.994.741 voti, che sono sì il 26,9%, ma dei voti validi (22.242.000). La percentuale del Pdl sul totale degli aventi diritto al voto (40.830.521), invece è del 14.68%. Questo è il REALE consenso che B. riscuote tra gli elettori, e non il 64 o 68% come è solito dire nel corso dei suoi comizi. Se davvero gli italiani avessero voluto premiare il “buon governo” di B. sarebbero andati a votarlo, anziché restarsene a casa, o votargli contro.

    Stesso discorso per la Lega, che ha preso solo 2.749.176 voti; pari al 12,3% dei voti validi. Ma pari al solo 6,73% del totale degli aventi diritto al voto. Il totale del consenso REALE verso Pdl e Lega assomma al 21.41%. Il restante 78.59% degli italiani NON li ha votati.
    Inoltre, alle politiche 2008 il Pdl ha preso 13.628.865 voti su 47.126.326 di aventi diritto, e alle europee 2009 ha preso 10.807.327 voti su 50.410.082 di aventi diritto. Da cui risulta che il consenso del Pdl è in calo costante, e che il mantra “gli italiani ci chiedono di governare” ripetuto dagli scherani di B. in tutti i talk-show tv è una sòla.

    Purtroppo, in virtù di una legge elettorale studiata per favorire lo schieramento di B., di una incessante e martellante propaganda mediatica, di una parte consistente di popolazione che ha una memoria storica di poco superiore a quella dei pesci rossi e di un’opposizione che ha fatto di tutto per tenere a galla un governo che altrimenti sarebbe andato a fondo già parecchi anni fa, l’Italia trascorso gli ultimi 16 anni in una sorta di limbo.

    Ora B. è finito, e sarà arduo ricucire le lacerazioni che il berlusconismo ha prodotto nel tessuto sociale e politico della nazione. Ma le giovani generazioni, e chiunque non intenda continuare a vivere in questa specie di kindergarten per deficienti, non avranno il tempo di annoiarsi perché dovranno il modo di uscire dal tunnel in cui il neoliberismo ha cacciato tutti noi. Trovare un’alternativa al sistema imposto dall’ideologia neoliberista sembra a molti un’utopia, ma lo è assai di più pretendere di continuare a vivere come si è fatto finora. Prima lo si comprende, maggiori sono le possibilità di farcela. Se non si comprende questo, a breve non ci sarà bisogno di comprendere nient’altro.

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