martedì 16 novembre 2010

La nipote di Miglio

Il nostro impareggiabile sassofonista ha perso l'ennesima occasione per evitare una figura di emme al quadrato. Dopo il pur grave avallo all'ignobile storiella della "nipote di Mubarak", ripetuta in Parlamento per parare il deretano al nano, eccolo agitarsi come un'anguilla di Comacchio perchè Saviano in TV ha semplicemente e correttamente citato una frase dell'ideologo di riferimento della Lega. L'unico, per altro. 
Eccola qui, la frase incriminata.


L'intervista completa al verde Miglio, rilasciata al "Giornale" il 20 marzo del 1999, si trova qui (cliccate "link diretto all'articolo") nella Rassegna stampa della Camera dei Deputati. Nell'era di Internet esistono gli archivi elettronici che non perdonano e  chi, da bastardo, non aspetta altro che di andare a spulciarli per smentire il potente che vuole negare la realtà.

Faccia un po' come crede, ministro, ma io trovo quell'affermazione secondo la quale le mafie andrebbero costituzionalizzate ossia, mi pare di capire, legalizzate al fine di lasciare il Sud del nostro paese in pasto al crimine organizzato, esecranda ed eversiva. 
E' una frase che denota cinismo e disprezzo razzista nei confronti delle popolazioni del Sud; espressione di una volontà che, se messa in pratica fino in fondo, toglierebbe per sempre a quella gente, i nostri connazionali,  i nostri fratelli, la cosa più importante, la speranza, e sputerebbe in faccia ai morti che hanno dato la vita per tutti noi nella lotta al crimine organizzato. E' una frase scellerata di una gravità inaudita e che tale rimane checché ne dica il ministro dell'interno. 

Tra l'altro vi sono inchieste della magistratura ancora in corso che mirano a stabilire se, nella stagione delle stragi del '92-'93, il famigerato presunto "patto" tra Mafia e Stato non intendesse proprio una spartizione di fatto tra Nord e Sud, con il Nord in mano al federalismo leghista e, in cambio, il Sud lasciato in pasto alle Mafie che ne avrebbero fatto una sorta di enorme paradiso fiscale, di enclave per ogni tipo di traffico illecito. Una Vietnamizzazione in piena regola del nostro paese. Forse in quest'ottica, ancora tutta da verificare, s'intende, si potrebbe capire perché Bossi, da un giorno all'altro, smise di dare del mafioso a Berlusconi e cominciò a farci bunga bunga con mucho gusto.

Non so voi ma io, da questa gente che vuole togliere la speranza a chi ha già troppo sofferto e sputare in faccia a chi la pelle l'ha lasciata per strada nel tentativo di ridarla, la speranza, ai suoi concittadini, non voglio più essere governata. 
I have a dream, ministro. Che anche lei, viste le cose che dice e che avalla, torni a suonare il sassofono. Levandosi, come si dice, dai suoi omonimi.

12 commenti:

  1. Purtroppo mi ero perso il monologo di Saviano e mi ripropongo di vederlo non appena sarà disponibile sul sito della RAI. Grazie per il tuo bell'intervento che apprezzo e condivido. Questa di Miglio è una delle peggiori ignominie (e sono davvero tante) venute furori in questi 16 anni di regime e anticipa di poco il pensiero di Lunardi del 2001 per cui "con la Mafia bisogna convivere".
    Questa è la gente che si è incaricata di contrastare le mafie. Possiamo spiegarci allora parecchie cose!

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  2. Dimanga12:05

    Mia cara Lame, anche il sassofono ci ha una sua dignità ;)

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  3. alfio15:55

    condivido ogni parola!

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  4. Anonimo18:13

    purtroppo la realtà è che Miglio propone di rendere palese l'accordo fondativo della repubblica, quello tra mafia, yankee e stato contro la sinistra, di cui si può leggere sul blog (e nei libri) di Casarrubea. L'Italia non solo non è, ma NON E' MAI STATA una democrazia

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  5. Adetrax22:26

    Mi consenta ... di vivacizzare un po' i commenti con qualche facezia.

    Bisogna riconoscere che l'intervista a Miglio è quasi pregevole nella sua unicità dato che contiene un insieme di parole e concetti che si riteneva potessero essere espressi tutti assieme solo da personaggi della finzione cinematografica più trash di alcuni decenni fa, ad es. (in sedicesimo) come nel ruolo invertito, rispetto all'usuale, di dottor Jekyll e gentile signora.

    Fra le tante chicche spiccano i concetti della suddivisione in schiavi sotto-posti e padroni alto-locati (come in Metropolis), la definizione di extracomunitario in senso metaforico più che geografico, la bontà che è un difetto e che quindi non si addice a un politico (rettiliano ?), la politica che ha regole diverse dall'etica, ecc.

    Tutto questo ricorda un detto americano che tradotto è più o meno così: "tutto quello che serve a un uomo per dannarsi è di entrare in politica, ovvero fare il politico".

    A questo punto la frase che "c'è gente che si ammazza di fatica per distruggere questo paese (a favore dell'NWO ?), che poi non ti valorizza, non ti riconosce neanche il merito", pare non essere del tutto campata in aria.

    Tralasciando il fatto che alla fine Miglio non voleva neanche morire in Italia (orrore) :-) ... bisogna riconoscere che almeno le cose non le mandava a dire ... ah, ah, arabo e levantino a Bossi, ah, ah, in effetti considerate le parentele acquisite (...), non come i soliti politici che continuano a smentire quello che hanno detto o che dicono di voler fare.

    Consideriamo poi che a fronte di un Miglio che diceva apertamente certe cose, nel mondo ci sono quasi sicuramente centinaia di migliaia di persone con un notevole potere politico o economico che potrebbero pensare cose anche molto ma molto più spinte senza che nessuno se ne preoccupi.

    A questo punto però bisogna anche dire che a rigor di logica non è possibile attribuire automaticamente a esponenti della Lega le stesse identiche opinioni personali di Miglio (che fra l'altro è morto e non può testimoniare).

    Anche loro hanno una testolina indipendente, magari sono andati anche più avanti nell'evoluzione del pensiero visto che Lombardo in Sicilia ha accennato più volte al fatto di voler organizzare una specie di Lega del Sud (previ adeguati incentivi naturalmente).

    Certo che appartenere a club che agognano gli inciuci e in cui vige il mutuo soccorso obbligatorio anche e soprattutto se per questo si deve violare la legge (e che sarà mai ?) è una bella seccatura, si rischia quotidianamente la faccia e molto altro ancora.

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  6. Condivido ogni parola, tranne il fatto che i meridionali siano miei fratelli. Saranno tuoi, se proprio ci tieni. Io ho già difficoltà ad accettare i romani come miei connazionali, vista la loro generalizzata tendenza alla maleducazione, alla disonestà, al servilismo quando sono sottoposti e all'arroganza quando sono al comando. L'Italia sprofonda nei suoi vizi, e si è scelta un premier che ne fa la caricatura, in modo da sentirsi migliore di quello che è. Ma il sud sprofonda di più, per tantissimi motivi culturali e storici che esistono e vanno studiati, non negati. Sarebbe come dire "non è vero che gli zingari rubano".

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  7. Caro Lorenzo, siamo tutti italiani, dalle Alpi a Lampedusa. Perchè, tu non conosci veronesi o vercellesi (giusto per citare due nordici a caso) disonesti, pigri e ignoranti?

    Siamo tutti italiani, all'estero non fanno queste dotte distinzioni.
    Siamo tutti italiani e fratelli, fintanto che non capiremo questo saremo sempre dei bastardi.

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  8. Resteremo sempre dei bastardi! Le nazioni esistono da pochi secoli, i popoli da molto di più. Va a dire ad uno scozzese medio che è inglese, per esempio... ma anche che è britannico, qualunque cosa voglia dire.
    Italia centro-meridionale e Italia settentrionale hanno avuto storie completamente diverse da quasi due millenni (mah, diciamo uno e mezzo vah, con la guerra greco-gotica). Da allora, sono state per lo più separate, sottoposte ora all'uno ora all'altro. Il Lombardia-Veneto e il Regno delle due Sicilie avevano una coerenza culturale, l'Italia odierna non ce l'ha. Ci siamo inventati di essere la Francia, ma non avendo una nostra Ile de France, abbiamo sbagliato. Potevamo tutt'al più essere una Bundesrepublik come la BRD.
    Per carità, non sto dicendo che gli Italiani del sud siano diversi etnicamente: per me esiste un'unica razza, la razza umana. Però non si può dire che non abbiano tradizioni, usi e costumi diversi dagli italiani del centro-nord (non sempre peggiori). Sai, ci sto scrivendo su un libro, ci tengo a puntualizzare... come tutti gli accademici sono un po' rompiscatole.

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  9. Lorenzo, io ho cinquant'anni e non ho mai sentito la questione della diversità tra Nord e Sud come qualcosa di reale ma come qualcosa che assomigliava troppo al razzismo. Mi pare che questo rimarcare la diversità sia una moda con pretesa di verità storica suggerita da gente molto vicina alla Lega, un movimento che - un giorno lo capiremo, aveva motivazioni molto meno nobili di quelle enunciate.
    Non so quante volte tu sia stato all'estero. Io non molte ma devo dire che appena si varca la frontiera le distinzioni tra italiani del nord e del sud spariscono d'incanto. Siamo tutti italiani e tutti della stessa risma. Putroppo i nostri difetti sono spalmati da Nord a Sud, è una pia illusione pensare che siano solo appannaggio dei "terroni".
    E ti dirò di più. Una volta, con macchina targata Ravenna, ci siamo sentiti urlare "terroni!" in quel di Verona.

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  10. Io all'estero ho anche vissuto per due anni, in Danimarca. E devo dire che c'era una differenza chilometrica tra me e un mio amico calabrese, se non altro perché io mi confondevo in mezzo a loro, e lui no. Viaggio, in genere nel nord Europa, almeno due-tre volte l'anno, almeno un mese in totale. Insomma, sono provincialotto, ma non esageriamo.
    Giustissimo che "siamo tutti terroni di qualcun altro", ma non l'opinione "noi italiani siamo tutti uguali".
    Siamo tutti diversi (questo è il bello) ma da nord a sud esistono dei trend chiarissimi (per esempio, a nord si preferisce lavorare fin da giovani, a sud studiare più a lungo).

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  11. Mah, Lorenzo, sarà. A me è toccato vergognarmi di essere italiana a Vienna, in visita ad un museo. C'era una comitiva di italiani vocianti, maleducati e irrispettosi del luogo. Erano, dalla parlata, inconfondibilmente veneti. Mi hanno ricordato quelli che si sono sentiti bestemmiare in chiesa l'altro giorno nel filmato su YouTube.

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  12. Ripeto: non idealizzo i Lombardo-veneti e non denigro a priori i Campani. Dico solo che sono società nettamente diverse. Potrebbero anche avvicinarsi, cooperare nel rispetto delle differenze.
    Per ora l'hanno fatto solo in peggio, scambiandosi maleducazione, egoismo, reciproca diffidenza, razzismi vari. Ma le cose potrebbero cambiare. Esiste un'Italia migliore. Non necessariamente vendoliana e neanche di sinistra, ma non gretta, egoista e gonfia d'odio come quella che ci sbattono in faccia le tv e i giornali del Mafiosatiro.

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