sabato 18 dicembre 2010

Un anello per legarle tutte


"Tre anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende."

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli., pag. 75 )

Quindi l'hanno fatto per l'anellino di Silvio Sauron, queste ingorde e vanitose gazze ladre?

10 commenti:

  1. vado O.T
    approfittando della tua cortesia vorrei sottoporre ai tuoi lettori questa idea,forse non è neppure nuova,che mi è venuta discorrendo con alcuni amici e cioè attuare una sorta di disobbedienza civile rispedendo al mittente, oppure a Napolitano, le nostre tessere elettorali,in risposta al recente funesto teatrino cui abbiamo assistito in merito alla sfiducia.
    vorrei sapere la vostra opinione e nel caso se tramite i vari socialnetwork sia possibile organizzare tale iniziativa

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  2. Caro amico Rossoalloso,

    "approfittando della tua cortesia vorrei sottoporre ai tuoi lettori questa idea,forse non è neppure nuova,che mi è venuta discorrendo con alcuni amici e cioè attuare una sorta di disobbedienza civile rispedendo al mittente, oppure a Napolitano, le nostre tessere elettorali,"

    In questo caso i papiminkia faranno i salti dalla gioia se voi antiberlusconiani stracciate le tessere elettorali e non andate a votare. Nei paesi anglosassoni va a votare, in media, il 50% degli elettori e nessuno si è mai lamentato.

    Ciao Davide

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  3. @ rossoallosso
    A loro non parrebbe vero di autonominarsi re imperatori bypassando il voto.
    No. Io invece penso che le schede elettorali vadano usate, annullandole possibilmente con quanto di più creativo la nostra mente è in grado di partorire in quanto ad insulti.

    @ davide
    Ah si, perché pensi che il papiminkia vada a votare compatto?

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  4. Anonimo14:28

    LA FINE DEL TIRANNO

    Atto unico

    Interno di Villa certosa. Sera. Berlusconi nel lettone di Putin con Fede e una decina di strappone.

    Natascha (o Irina o Ilona), accarezzando la testa a B.: "Papi, no capisco, cosa tu avere, prego dire me, forse io no abbastanza brava e affaschifante..."
    Berlusconi "carissima Natasha o Veruska o Katiuscia, mi consenta, lei è talmente brava che la nominerei ministro seduta stante, il problema è che non riesco a riprendermi dallo schiaffo morale che mi hanno dato rossoallosso e i suoi amici rispedendo le schede elettorali a, coso, come si chiama quel vecchio da cui ogni tanto pranzo, boh... (rivolgendosi a Fede) Emilio, ho deciso. Sono talmente turbato che penso di dare tutti i miei soldi a Emergency e di ritirarmi sul Monte Athos in meditazione"
    Fede (osservando B. mentre prepara il bonifico per Gino Strada e la valigia per la Grecia): "maledetto rossoallosso, sei riuscito dove tutti gli altri hanno fallito!"

    Sipario


    Saluti

    nevermind

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  5. ognuno fa le sue scelte,ovvio, ma le argomentazioni che riportate rispecchiano una realta' che gia' esiste,non il risultato di tale iniziativa,che non va contro B. ma contro questa legge elettorale che credo sia la cosa piu' vergognosa e antidemocratica partorita da questi fascisti vestiti di verde.
    una legge che difatto tiene sotto costante ricatto il parlamento e le sue normali procedure democratiche.
    pensare che il mio voto vada ad ingrassare il potenziale partito di maggioranza,che sia PD o PDL o Lega,mi spinge automaticamente al voltastomaco.
    perchè dovrei accettare supinamente questa condizione?

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  6. Aung San Suu Kyi, leader del dissenso birmano, nel suo primo intervento pubblico dopo sette anni di detenzione domiciliare, ha affermato che “la base della libertà democratica è la libertà di parola”: la libertà di espressione in effetti è il fondamento di tutti i diritti politici e civili, senza di essa le altre libertà, quella di associazione, di voto, di insegnamento e apprendimento rimangono libertà vuote, in quanto se non si è liberi di esprimere le proprie idee si è menomati della possibilità di fare proselitismo, di modificare o comunque di incidere sulla coscienza popolare e sullo status quo.Ed ecco l'effetto paradosso: queste parole, pronunciate a migliaia di chilometri di distanza, in un Paese con lingua, cultura, tradizioni e sistema politico diversi dal nostro, appaiono come la declamazione di principi inconfutabili.

    Le stesse parole dette in Italia, o in molti paesi europei, fanno invece additare come “persona sospetta”, come probabile nemico dell'ordine costituito, chi le pronuncia.
    continua

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  7. La libertà di parola va dunque affermata e protetta se è conculcata o punita da

    ordinamenti estranei al nostro universo culturale, ma può (e secondo alcuni: deve) invece essere sanzionata e ristretta se mette a rischio convinzioni, valori e sicurezze su cui si fondano gli Stati democratici (democratici per autodefinizione).



    Così recita infatti l'art. 10, 2° comma, della Convenzione Europea dei Diritti Umani:

    “L'esercizio di queste libertà [libertà di opinione, di espressione, di ricevere o

    comunicare informazioni], comportando doveri e responsabilità, può esseresottoposto a determinate formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni previste dalla legge e costituenti misure necessarie in una società democratica, per la sicurezza nazionale, l'integrità territoriale o l'ordine pubblico, [...] o per garantire l'autorità [..] del potere giudiziario”.


    La libertà di espressione, spogliata della sua pienezza di diritto, si riduce al rango di petizione programmatica: lungi dall'accogliere, integrarsi o confrontarsi con il pensiero eterodosso, il Leviatano occidentale ricaccia nella palude dell'irricevibile -di cui per di più esso stesso ha stabilito i confini- tutto ciò che non è conforme alla sua misura, ai suoi

    standard.Cinquantacinque anni fa ne La questione dell'essere Heidegger rilevava che “la ragione e il suo rappresentare sono solo un modo di pensare, che non è affatto determinato da se stesso, bensì da ciò che ha indotto il pensiero a pensare nella modalità della ratio”.
    continua

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  8. Lo stesso discorso vale per il sistema che permea gli ordinamenti nazionali (o

    sovranazionali) occidentali, laddove un ordine di valori, dato come presupposto e sovraordinato, sviluppa una funzione egemonica che livella o esclude qualsiasi possibilità di pensare oltre il già pensato o di discostarsene, per poi sfociare nella stessa prassi degli Stati antidemocratici, ove si arresta e si sanziona, in nome del Bene Pubblico (che però ha portata e significato diversissimi, se non opposti, a seconda dell'Ordinamento che afferma di impersonarlo), chiunque esprima un pensiero deviante.


    In Occidente come nel vicino, nel medio e nell'estremo Oriente, imprigionare un uomo non può significare difendere una dottrina: è imprigionare un uomo.

    La lezione che ci insegna San Suu Kyi è semplice: non si dimostra la propria fede imprigionando un uomo, ma accettando di farsi imprigionare per essa.

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  9. @Lameduduck e a tutti quelli che esprimono l'intenzione di voler rinunciare alla possibilità di votare.
    Non votare significa essere soggetti passivi che non usano l'unica arma che può permetterci di liberarci di Berlusconi e della sua cricca.
    La vostra rinuncia mi richiama alla mente quell'antico detto su quel tipo che sui tagliò l'uccello per fare dispetto alla moglie.

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  10. @ Briccone
    Sono d'accordo che bisogna sforzarsi di trovare uno straccio di partito per il quale votare. Il mio discorso sull'annullamento della scheda era più che altro per evitare di lasciare scheda bianca che, in mano a certi figuri, può trasformarsi in scheda votata per i padroni dei figuri.
    Indi, se tutti i partiti ci schifano, almeno lasciamo un pensiero poetico agli scrutatori.

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