mercoledì 28 luglio 2010

Serbi della gleba

Cosa ci sarà di tanto appetibile nella Serbia che bombardammo così volentieri nel 1999? Materie prime, petrolio, uranio?
Cosa rende tanto vogliosi i nostri grandi imprenditori di spostare macchinari e scarabattole ed andare a produrre la loro paccottiglia con le ruote o senza nei Balcani, togliendo il pane di bocca alle operaie e agli operai italiani?
Manodopera che si acconteterà (per quanto ancora?) di meno di 400 euro al mese.
Aaaaahhh, ecco.

sabato 24 luglio 2010

Gran Volpino

Certo si può proprio andar fieri di essere la casa automobilistica che ha preteso di vendere la Duna (nella foto, solo per stomaci forti) e che ha tirato fuori, dopo un pranzo a base di funghi allucinogeni, l'orrendo muso della Multipla, non a caso citate tra le più brutte auto mai esistite. Altro che le Trabant e le NSU Prinz dei tempi andati.

Comunque Marchionne può andare quando vuole a fare i suoi Fiorini e gli Scudi da una parte (perchè, già che c'è, non un Fiat Scheo in onore della Lega?) e le Punto, Panda e Seicento dall'altra. Magari in Serbia, Papuasia o Inguscezia.
Però, per coerenza e per dimostrare che ha coraggio da vero imprenditore, perchè non chiama il modello da produrre in Serbia Fiat "Curva"? Ed avrebbe altresì il coraggio di sfornare una Fiat "Figa" da commercializzare in Italia, così da potere avere un giorno un film dal titolo "Gran Figa" con protagonista un'auto e non la solita topona? Del resto se la Ford ha fatto la Escort...
Dai, Marchionne, se hai il coraggio di fare la Fiat Figa senza contributi statali te la facciamo fare a Termini Imerese senza fiatare, saltando pure i turni del riposo, le ferie e siamo pure disposti a dare un calcio in culo alla FIOM.

Rettifica: La Fiat ha sempre disegnato auto meravigliose dal design stupefacente, resistenti a tutte le intemperie, robustissime e senza mai un filo di ruggine. Sergio Marchionne è un grandissimo imprenditore che mette al primo posto gli interessi degli operai italiani.

venerdì 23 luglio 2010

Berlusconi non è un mafioso

Se passa il decreto anti-intercettazioni salvacosche con la norma strangolablog (ma io non credo che passerà), entro 48 ore dalla pubblicazione di un'affermazione come quella del titolo, noi blogger saremo obbligati a rettificarla, cioè a ribaltarne il senso.
Mi piace, mi piace. Quella nel "NON" potrebbe diventare una tecnica di resistenza, se saremo obbligati a stare attenti come parliamo. Basterà scrivere:
"Berlusconi non ha fatto i soldi grazie a Cosa Nostra"
"Berlusconi non va con le minorenni"
"Berlusconi non è un nano".
"Berlusconi non è impotente."
Ecc., ecc...

lunedì 19 luglio 2010

Que c'est triste Milan

Questa sera in Piazza del Duomo, sotto la Madonnina che la brila in di luntan, concerto benefico con il riesumato per l'occasione Charles Aznavour. Un po' saponificato ma ancora in grado di deliziarci con le immortali "Ed io tra di voi" e "L'istrione ". Concerto blindatissimo, full metal jacket, per impedire, immagino, una calca sottopalco che nemmeno con il Blasco. Non ci sarà invece il temuto duetto tra quello che cantava sulle navi e poi si è dato alla politica e lo chansonnier di origini armene.
L'occasione mondana per audire l'anziano cantante (mi riferisco ad Aznavour) è l'assegnazione del Premio Grande Milano, indetto dalla Provincia, alla più prestigiosa personalità meneghina, il ghepensimi del consiglio. Ormai non è più la Milano da bere ma quella da rigurgitare con un dito in gola. Una città anoressica come le sue modelle dell'alta moda che, a dieta di fichi secchi e limonata, riesce a cacare dopo immani sforzi solo uno stronzetto macchietta milanese da cinepanettone, battutacce da trivio comprese.
Il nostro maghetto di Cafondoro Silvio Berlusconi, secondo le commoventi motivazioni del premio condiviso con il suo Don Gerovital personale, il Don Verzè, quello che minaccia di farlo campare centovent'anni (Signore, cavati quelle cuffiette e ascoltaci, finalmente), sarebbe "Statista di rara capacità che conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi, che compongano una società solidale, fondata sull'amore, la tolleranza e il rispetto per la vita".

M'hai detto Mandela! Consegna il premio Cesare Cadeo.

sabato 17 luglio 2010

Che aspetto ha Marcellus Dell'Utri?

Mentre si ciancia di Cesare e Marcellus, a Palermo sono state danneggiate le statue in gesso commemorative dei giudici Falcone e Borsellino, alla vigilia dell'anniversario della strage di Via D'Amelio.
Qui ci vuole Pasolini.

"Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
[...]
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
[...]
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè
non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio."
Pier Paolo Pasolini
Bologna, 5 marzo 1922 - Ostia, Roma, 2 novembre 1975

Testo tratto dal "Corriere della sera" del 14 novembre 1974, con il titolo "Che cos'è questo golpe?"; testo poi confluito in Scritti corsari, Garzanti 1975.


venerdì 16 luglio 2010

Le idi di luglio

Le quotazioni di Bruto e Cassio stanno tra i 3 e gli 8 milioni di euro.

Domine libera nos a nano

Non sono credente ma la prece che ho trovato su questo blog mi è piaciuta molto. Si potrebbero organizzare gruppi di preghiera, perchè no?

"Domine libera nos a nano! Perché non se ne può più di questo satiro senile che sputa volgarità su tutto e tutti, e che contemporaneamente, con sommo sprezzo del ridicolo, pensa di essere bello, intelligente, alto e biondo.

Domine libera nos a nano! Perché è sommamente inadeguato al ruolo che ricopre: grida ai quattro venti che non lo lasciano lavorare, quando è evidente che passa gran parte del suo tempo a fare più telefonate di un operatore di call-center, con l’unico obiettivo di tacitare l’informazione che già non controlla, mentre lui sì, che svolgendo un incarico pubblico, è pagato dai suoi cittadini per fare ben altro.

Domine libera nos a nano! Perché, se il turpe Caligola aveva (solo) minacciato di rendere senatore il suo cavallo, costui sembrerebbe proprio capace di fare parlamentari o ministri alcune giumente predilette.

Domine libera nos a nano! Perché sono imbarazzanti le sue frequentazioni con certi noti delinquenti internazionali che tiranneggiano i loro popoli.

Domine libera nos a nano! Perché questo megalomane ritiene che dei terremotati dovrebbero essere in debito morale con lui tanto da riempire degli autobus e recarsi a Roma a fare le comparse nelle sue avvelenate manifestazioni di piazza, senza avere il pudore di ammettere che qualsiasi intervento attuato in simili frangenti era semplicemente nei doveri istituzionali di un governo che meriti di essere definito tale.

Domine libera nos a nano! Perché non sappiamo cosa farcene del suo governo del fare (quello che gli pare) e del suo partito dell’amore (mercenario).

Domine libera nos a nano! Perché lui e i sui accoliti stanno sgretolando scuola, istruzione e ricerca, che sono da sempre l’unico investimento sicuro che un Paese serio si possa dare per esorcizzare la propria decadenza.

Domine libera nos a nano! Perché questo paese ha bisogno urgente di sviluppare le proprie infrastrutture tecnologiche, e contemporaneamente di attuare un piano energetico fondato su fonti alternative, e non su centrali nucleari basate su tecnologie considerate già ora vecchie. E le immani risorse idriche necessarie al loro raffreddamento a chi e a che cosa verrebbero necessariamente sottratte?

Domine libera nos a nano! Perché questo stesso paese non sente proprio il bisogno di alcun faraonico ponte sullo stretto, se escludiamo per dovere di cronaca i soliti furbetti del cantierino e le solite cosche mafiose del sub-appalto, sub-sub-appalto, sub-sub-sub-appalto, ecc. ecc.

Domine libera nos a nano! Perché manco nello Zimbabwe funziona così!"

Nota: Un vaffan preventivo a chi volesse fare la solita battuta:"Più lo insultano più lo ricaricano." Ricordatevi che pure le Duracell alla fine si scaricano.

Dimenticavo, anche questa è una bella giaculatoria. Io la farei recitare a memoria ai papiminkia con le ginocchia sui ceci.

giovedì 15 luglio 2010

Ai brogli anticipati!

Fini vuole il potere. Certo, perchè Silvio Berlusconi cosa voleva quando è sceso in politica, a parte evitare la galera?
Apro una parente, come direbbe Totò. Che infinita tristezza Bersani che parla al telegiornale, riguardo alle dimissioni di Cosentino, di "grande vittoria del PD". Segretario, si consideri rispettosamente vaffanculato.

Ormai quasi tutti gli italiani avrebbero dovuto capire che il loro amato Silvio si circonda, per sopravvivere, di ogni specie di marmaglia affaristico-delinquenziale di cui lui è garante presso le istituzioni e che è obbligato a servire negli interessi altrimenti questi vanno a raccontare come ha fatto i soldi tanti e tanti anni fa e cosa ha fatto per ottenere il potere che ha. Qualcosa che dev'essere più grave della vendita al Diavolo dell'anima, visto come si agita per evitare di scoprire i famosi altarini.
Il più ricattabile degli italiani e loro, quelli che lo hanno votato, ne hanno fatto il loro capo, gli hanno affidato le figlie vergini e i sudati risparmi di una vita.

Se non si sono resi conto dell'abisso di delinquenza e vergogna internazionale nel quale stanno sprofondando, con le mani delle mafie sugli appalti più golosi, soprattutto nel famigerato Nord, gli italiani papiminkia aspettino pure l'autunno quando dovranno pagare nuovamente l'ICI sotto nuova denominazione, fare a meno di servizi essenziali, mettersi giù a cul busone per sopportare non le mani nelle tasche ma qualcosa di molto peggio che loro chiamano federalismo fiscale. Roba da rimpiangere le Fiamme Gialle.

Tutto perchè lui deve rendere favori inconfessabili e noi dobbiamo pagargli la sete di potere, i suoi vizietti, le ciulatine con le cameriere e anche le multe. La Mondadori della sua bimba dovrebbe pagare 750 milioni di risarcimento a De Benedetti ma lui ha già pronto l'emendamento ad hoc che gli farà risparmiare, per legge, il 95% della somma. Se lui dovesse pagare solo il 5%, saranno tutti fondi sottratti alla Giustizia, al buon funzionamento della macchina dei processi, un danno alle tasche dei cittadini. Un bel pezzo di eredità della bimba è salvo e noi paghiamo. Contenti, coglioni?
Se non ci fossimo anche noi che non lo abbiamo votato, nel mucchio, ci sarebbe da dire: "Ben vi sta, brutti stronzi, vi meritate anche di peggio."

Se fossimo un paese normale, accortisi del colossale raggiro alla dabbenaggine italica, ormai evidente perfino ad un cieco, in caso di voto, gli elettori dovrebbero ridurlo a percentuali da albumina. Questo potrebbe essere possibile solo però nel caso che Fini e tutti coloro che non si riconoscono negli interessi delle 'ndrine, dei casalesi e dei corleonesi e magari dei vory russi e delle triadi cinesi; che sentono la vergogna di essere bacchettati dall'ONU e hanno voglia di ripristinare una politica almeno presentabile in Italia e di eliminare il malaffare neoplastico che sta intaccando ogni ganglio del paese, avessero il coraggio di lasciare il nano imbellettato al suo destino di attrazione da baraccone circense. Lasciarlo a fare coccodè contro i comunisti mentre la gente paga per vederlo.

Se Fini avesse questo coraggio di rompere con Berlusconi e presentarsi come nuovo leader del centrodestra penso che potrebbe ottenere molti più consensi di quanto immagini.
Il problema è che quell'altro non molla di certo il potere tanto facilmente. Venderà cara la pellaccia. Parla di elezioni anticipate ma bisognerà stare in guardia perchè, come tarocca i sondaggi e si impiastriccia di sangue le gote per impietosirci, tenterebbe di taroccare anche le elezioni. Non sarebbe neppure la prima volta.
Forse l'ultimo lido dovre andrà a spiaggiarsi il caimano sono proprio i brogli anticipati.

lunedì 12 luglio 2010

Perchè la Spagna ha vinto e noi abbiamo perso

La Spagna calcistica è campione del mondo e la nazione ha dimenticato le sue divisioni, che non sono da poco, basti pensare alle questioni basca e catalana, per stringersi attorno al suo team vincente, il che significa anche poter andare in visita da un re molto informale in informale maglietta. Gli spagnoli sono vincenti in moltissime discipline sportive e prima o poi bisognerà chiedersi cosa c'è nell'aria che respirano tanti campioni, da Rafa Nadal alle Furie Rosse fino a Fernando Alonso, Jorge Lorenzo, Daniel Pedrosa e gli assi del ciclismo. Io un'ideuzza ce l'avrei. Si chiama democrazia.
Non che la democrazia sola produca campioni sportivi. Anche le dittature in passato ne hanno sfornati, basti pensare alle mostruose ginnaste rumene o alle nuotatrici della Germania Est, molte di queste morte in seguito alle cure ormonali subite per pomparle come degli omini michelin. Però alle Olimpiadi razziste di Berlino di Adolf Hilter vinse il nero Jesse Owens.
Per essere orgogliosi di giocare o correre per una nazione, comunque, bisogna esserne fieri, bisogna sentire di appartenervi.

Nel caso specifico, usciti da una lunghissima dittatura anche se ha molto tempo oramai, gli spagnoli sono ancora in fase di innamoramento con la democrazia ritrovata, la bramano e la ricoprono di attenzioni. E' una di quelle relazioni felici che durano nel tempo. E' un sentimento positivo che si ripercuote anche sulle vittorie sportive.
Altri paesi, come il nostro, tanto per citarne uno a caso, trattano invece la democrazia come una vecchia moglie sfiorita delle cui sorti non ce ne può fregare di meno. Non è neanche disamoramento, è proprio ostilità, desiderio che crepi prima possibile. Perchè quindi faticare tanto per questa vecchia babbiona dell'Italia?

Nel giorno della finale dei campionati del mondo sudafricani ho visto l'ultimo film di Clint Eastwood, "Invictus", ovvero "l'invincibile", apologo dello sport come potente mezzo per riunificare le nazioni, squisito atto d'amore per la democrazia ed inno alla politica lungimirante del Leader con la elle maiuscola, qui il Nelson Mandela appena eletto presidente del Sudafrica.

Nel 1995 Mandela è desideroso di far superare al suo popolo il trauma dell'apartheid cercando qualcosa che unisca bianchi e neri in una vera rinascita nazionale e trova il modo di concretizzare la sua visione negli imminenti campionati del mondo di rugby e nel riscatto della squadra tradizionalmente simbolo dell'apartheid, gli Springboks. Squadra di tutti bianchi ed un solo nero, regolarmente fischiata a sangue dai neri anche quando rappresentava il Sudafrica in ambito internazionale; compagine in crisi e dalla voglia di vincere ormai spenta, il cui capitano sarà letteralmente illuminato dall'incontro con l'anziano leader, sì da trovare la forza di riscattare l'onore della squadra e ritrovare la voglia di vincere. Anzi di sbaragliare ogni avversario con un coraggio da spartani alla battaglia delle Termopili. Con la differenza che qui non vincerà Serse ma Leonida.

Sappiamo fin dall'inizio, anche perchè si tratta di una storia vera, che l'idea di Mandela sarà vincente e gli Springboks annienteranno in finale i mitici AllBlacks nonostante la spaventosa forza evocativa della haka propiziatoria dei neozelandesi e una quasi disperante disparità di forze.
Il finale è certamente scontato ma il film serve a spiegarci cosa rende una squadra vincente e una nazione vittoriosa anche in condizioni difficili, siano queste una faticosa riunificazione o una crisi economica.

Pensando agli ultimi mondiali ed alla figura cacina rimediata da noi, pur camponi del mondo laureati sotto il cielo azzurro di Berlino se ci lasciamo ispirare da Clint è facile capire perchè siamo stati cacciati fuori al primo turno.
Non siamo una nazione unita, tanto per iniziare. Abbiamo la peste leghista che rema contro, che tifa contro, il trota-beota che annuncia che tiferà per una fantomatica nazionale Padana invece che per i campioni del mondo italiani.
Siamo una nazione divisa. Ricchi contro poveri, berlusconiani contro antiberlusconiani e lui, il presunto leader è uno che in qualsiasi altro paese sarebbe associato alle patrie galere per attentato alla Costituzione ed all'unità nazionale. Uno che se ne frega perfino della sua squadra di famiglia, che la lascia agonizzante in mezzo al campo, vittima anch'essa della sua ossessione ormai monotematica di distruggere tutto, in Attila mode, pur di salvarsi il culo da processi che sa benissimo saranno inevitabili come il giorno del giudizio.

Berlusconi è uno che come apre bocca divide, crea steccati, apre crepacci che separano interi settori della società. E' profondamente antidemocratico e, cianciando d'amore, sparge odio come un Canadair sopra un incendio boschivo. C'è qualcosa di profondamente etico nel fatto che il destino ha voluto non potesse pavoneggiarsi con la coppa del mondo. E' giusto. Lasciamo pure che blateri millantando un suo merito inesistente nella vittoria spagnola. Ormai conosciamo i termini del delirio.
Eh si, l'Italia non aveva proprio i requisiti per spingere una squadra alla vittoria. Una nazione a pezzi in balìa di una banda di criminali può sperare solo in un intervento della divinità in persona.
Cannavaro è un grande capitano ma purtroppo, parlando di anziani leader, non ha trovato un Mandela a consigliarlo, ma solo un Berlusconi qualsiasi.

sabato 10 luglio 2010

Un mondo ingiusto


676mila euro. E' quanto spende Madonna all'anno, secondo recenti calcoli, in cure estetiche, trucchi, creme, palestra, formolo, ecc. per il risultato che si vede nella foto.
E' proprio vero che il mondo di oggi è profondamente ingiusto e dominato dalla più schifosa diseguaglianza.

Ve lo dimostra il fatto che io, ad esempio, non mi sono rifatta nulla, non ho tempo di andare in palestra, ho speso ultimamente ben 23 euro per una crema per il viso e, pur essendo quasi coetanea, non ho le rughe che ha Madonna.

venerdì 9 luglio 2010

Che gli venga un polpo

Lo che oggi è la giornata del silenzio, lo so. Anche se, per la verità, avrei preferito che oggi si fossero riempiti giornali e telegiornali, tanto per cambiare, di quelle notizie che normalmente vengono fatte sparire per far posto ai distrattori forti: il caldo d'estate, il freddo d'inverno, l'esodo delle vacanze, mangiare tanta frutta e verdura e le ultime di calciomercato. Insomma uno sciopero della fuffa a mezzo stampa per far spazio ai fatti. Un bell'atto rivoluzionario.
Vabbé, è andata così, non si sono persi scoop clamorosi, non sono sbarcati gli alieni e gli italiani hanno risparmiato l'euro del giornale.

Lo so che oggi bisogna distinguersi dai fogliacci crumiri ma non ci riuscivo proprio ad andare a letto senza domandarmi: il polpo Paul, di Berlusconi che se ne va a casa, che dice, che dice?

giovedì 8 luglio 2010

Senti da che pulpito


"Il ministro ha sbagliato e farebbe bene a chiedere scusa per quelle affermazioni davvero incaute e fuori tono". (Mons. Antonio Vacca)
"Quella ragazzina, così la definisco, che merita ogni perdono e filiale accoglimento anche nell'errore, guarda con gli occhi del corpo e non dello spirito". (Mons. Giuseppe Agostino)


Mara Carfagna non deve chiedere scusa proprio a nessuno. Per una volta, poera nana, che si era comportata da vera Ministra delle Pari Opportunità, onore al merito, evitando di vomitare la solita omofobia d'ordinanza che, secondo i nazibaciapile in tonaca e non, dovrebbe contraddistinguere un ministro della destra reazionaria, le viene fatto notare, con squisita delicatezza da serpi in odore d'incenso, come è diventata ministro.
Cioè, per questi preti, e lasciate in pace Cristo che, se tornasse giù sarebbe il primo a prendervi a sprangate, si è puttane solo se ci si ribella all'ipocrisia di chi pratica intensamente l'omosessualità di notte, magari con mercenari ben accessoriati e di giorno tuona contro l'omosessualità. Perchè di criptogay ben criptati a prova di cura in Vaticano ce n'è una marea, lo sanno i miliziani o fanno finta di non saperlo?

Lasciate stare Mara, che forse qualcosina dai tempi dei "gay costituzionalmente sterili" l'ha imparata, che è comunque un ministro italiano e non vaticano, non impicciatevi e pensate ai pedofili vostri.

Se mi lasci ti accoltello

Non riescono proprio a domandarsi perchè lo fanno soprattutto quando lei dice basta, è finita. A chiedersi perchè, non sopportando che a lasciare e chiudere una relazione non siano loro ma le loro donne, la reazione sia letale. Eppure il fenomeno è interessante, visto che il contrario, ovvero la donna che accoltella l'uomo che la vuole lasciare, checché ne dicano gli statistici alle vongole, sono quasi una rarità. Basterebbe ragionare su questo.

Beh, il delitto passionale, ti illuminano i negazionisti del femminicidio, è sempre esistito, che vvuo' fa.
Come ai tempi della Carmen. "Ne me quitte pas, Carmen". Nun me lassà. Lui la scanna nel finale perchè si è stufata, si è incapricciata del torero Escamillo e non vuole più il bel soldatino José, vuole lasciarlo. Che vvuo' fa.
Capirete, lui per lei si è rovinato, ha infranto il corazon della fidanzatina angelicata che gliela faceva solo immaginare. Si è messo con una zingara. Ora il torto va lavato con il sangue. "Vous pouvez m'arréter... c'est moi qui l'ai tuée!" Potere arrestarmi, sono stato io. Gli daranno quanto, tre anni come per il delitto d'onore?
Che carino, l'accoltella ma l'ama ancora. "Ah! Carmen! ma Carmen adorée!" In fondo è un bravo ragazzo caduto nella rete di una donnaccia. Al processo saranno tutti dalla sua parte. E' lei che lo ha provocato.

La Carmen è prodotto dell'immaginario dell'Ottocento ma poco è cambiato da allora. Diciamo che, a leggere le ultime cronache, la capacità del maschio di accettare il benservito, atteso all'inizio del Secolo ventunesimo, per prolungato ritardo, viaggia con circa un secolo e mezzo di ritardo.

mercoledì 7 luglio 2010

Luglio col bene che ti voglio

Il regime ci ama e ci brama e quando viene l'estate lo facciamo eccitare se ci vede passare in gruppo per strada, soprattutto quando viene luglio. Gli facciamo sempre rizzare il manganello.

Alla testa, Ramon, alla testa. Per un nuovo miracolo aquilano.

martedì 6 luglio 2010

Nonsolobeta

Il femminicidio, l'ultimo caso oggi a Spinea, non esiste, è un'illusione ottica, secondo il neonegazionismo gné gné. E' un invenzione del demoplutofemminismo cattivo che - com'è che dice il guru degli ometti beta?
"ha spaccato il fronte di classe” e ha messo la moglie dell’operaio contro suo marito".
Visto che gli abbiamo mandato a puttane la rivoluzione? Sono gli ultimi fuochi fatui che emanano dal cadavere di Lotta Continua, bisogna essere indulgenti.
Se non ricordo male sono ufficialmente bandita dal loro sitarello "for men only" da quando mi sono permessa di turbare il loro sgrullatoio con qualche irruzione non gradita. Loro però mi citano e si eccitano con i miei scritti facendosi venire i goccioloni e non è giusto, voglio i diritti d'autore.

Si preoccupano perfino che possa far danni su qualche paziente, che non ho perchè per la verità lavoro in tutt'altro settore e non sono psicologa clinica ma sperimentale, quindi i cervelli li posso anche strizzare, volendo, ma solo da morti. "Presunta" psicologa, anzi. Negare la professionalità e la cultura di una donna ha un potente effetto sull'ometto: glielo allunga sempre di almeno cinque centimetri, come il naso a Pinocchio, per questo non vi rinuncia mai. Peccato che l'effetto non sia permanente ma solo momentaneo.

Ringraziandoli sentitamente per l'attenzione e tornando alle cose serie, vi riporto la risposta che Tafanus ha dedicato ad un commentatore che qui e sul suo sito aveva creduto di poter controbattere al post sul femminicidio con gli argomenti della statistica alle vongole e mal gliene incolse.

Scriveva tale Riccardo:


Femminicidio ?

Rapporto Eures-Ansa 2008:

Omicidi TOTALI in Italia: 601
Omicidi in famiglia: 171

"Dal 2000 (226 omicidi in famiglia, l'anno record del decennio) ad oggi i numeri sono tuttavia in calo."

Ripeto: DAL 2000... AD OGGI I NUMERI SONO TUTTAVIA IN CALO. (Ma come... non stava aumentando il... femminicidio ?)

Rapporto EURES 2003 sugli omicidi in Italia:

"Profilo della vittima. Complessivamente, le vittime di omicidio sono soprattutto uomini: 444
vittime (pari al 70%) contro 190 donne (30%)."

E i dati sono ancora calati rispetto al 2003. Poi:

"Nel 91,3% dei casi il killer è un uomo; nell’8,3% una donna."

Il 91% dei killer-uomini uccidono però per la maggior parte ALTRI UOMINI (oltre il 70% di tutte le vittime di omicidi), mentre l'8,3% di donne uccidono perlopiù UOMINI e BAMBINI/E.

Delitti in famiglia:
"A uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini (30,7%), mentre le donne killer sono
spesso compromesse da disturbi psichici (23,6%)."

Notare come le donne-killer vengano "scagionate" ("spesso compromesse da disturbi psichici").

E ancora:
"Negli omicidi in ambito lavorativo la vittima è in tutti i casi registrati (12 nel 2002) di sesso
maschile."

Sugli omicidi in famiglia:
"L’omicidio in famiglia - Nei 223 omicidi in famiglia del 2002 prevalgono le vittime donne (63,2%
dei casi a fronte del 36,8% dei maschi),"

Notare il linguaggio: "donne e MASCHI"... Comunque il divario non è un granchè, di sicuro è ben lontano dalla disinformazione presentata da Lameduck (notate come non ha postato alcuna fonte statistica, ma solo uno sfogo isterico): 63% contro 36%. Il 63% delle vittime donne in famiglia sono quindi 140. Ripeto: 140. In un paese di 60 milioni di persone. Una goccia nell'oceano.

Ancora dal rapporto EURES:
"Le donne uccidono principalmente i
figli (52,9%) i coniugi (23,5%) e i genitori (8,8%)."

Ancora:
"Nei delitti in famiglia si costituiscono o lasciano arrestare principalmente
le donne (70,6% contro il 42,3% degli uomini), mentre gli uomini tendono maggiormente a
suicidarsi (30,7% contro il 2,9% delle donne). Sono tuttavia soprattutto le donne a premeditare
l’omicidio (38,2 contro il 23,5% degli uomini)."

Quindi le donne premeditano l'omicidio più degli uomini, però "spesso sono affette da problemi psichici" (e quale assassino non è affetto da "problemi psichici" ?).

Tutto questo, in un paese di 60 MILIONI DI ABITANTI.

Detto in poche parole: non esiste alcun "femminicidio", e tutti quelli che hanno plaudito a questo post di Lameduck ci fanno la figura dei boccaloni.

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero"
Anonimo

Quando si dice la sfiga. Tafanus che, disgraziatamente per Riccardo, è piuttosto ferrato in statistica, gli risponde così:

"@ Riccardo: ogni tanto fa piacere avere dei "maitres-à-penser" fra i nostri commentatori... Dunque, dato che sei stato generoso di particolari, lo sarò anch'io:

-a) La "Eures", che citi come fosse la bibbia, nessuno sa cosa sia esattamente. Se ti prendi la briga di andare sul loro sito, alla pagina "chi siamo", scopri che c'è scritto che la Eures è la Eures: non il nome del titolare e/o dei soci, o di un comitato scientifico, o di un board... NIENTE. Niente di niente. Dietro, per quanto ne so io, ci potrebbe essere anche la figlia della mia portinaia, che di professione fa la manicure. Invece (ma devo andare a cercarmi la fonte altrove) c'è tale Fabio Piacenti. Uno spesso sponsorizzato dal criminologo Bruno (quello di Bruno Vespa). Uno che scrive libri che solo la Franco Angeli pubblica. Il che, per gli addetti ai lavori, è quanto dire.

-b) TUTTE le società di ricerca che rispettano determinati standards metodologici sono associate alle ESOMAR, che raccoglie 5.000 accreditati istituti in tutto il mondo. Alla Esomar, la Eures è assolutamente sconosciuta. Vedi motore di ricerca della Esomar . Esattamente come la fantastica Euromedia della paleontologa Ghisleri, che fa sempre e solo sondaggi sulla fiducia a Berlusconi. Committente Euromedia, Acquirente Euromedia. Fiducia al premier 62%, quando tutti gli altri la danno intorno al 40% in discesa. Campione di 1000 telefonate (ma non ci dice quanti siano i "rifiuti"), neanche stratificato per livello di istruzione. Pertanto una casalinga di Voghera di 40 anni è assolutamente assimilabile ad una primaria ospedaliera di oncologia di Udine.

-c) Ma visto che ti sei fatto una cultura sull'opera di Piacenti, ti accontento aggiungendo un suo scritto, che hai accuratamente trascurato, da buon "rabdomante selettivo":

"...in dieci anni, dal 1997 al 2007, le violenze sessuali sulle donne denunciate sono triplicate, da 1582 a 4500 casi all'anno, e anche in Lazio sono triplicate, passando da 159 a 438 casi all'anno.

Che piagnone, però, queste donne... Poi però il buon Piacenti non ci spiega quali siano i numeri e gli andamenti delle violenze sessuali subite da uomini, da parte di donne. Sarà per la prossima ricerca.

-d) poi ci informi di una cosa che conosciamo tutti, e cioè del fatto che dal 2000 gli omicidi sono in calo, ed aggiungi, radioso: ma allora dov'è il femminicidio? Non saprei, amico, visto che all'interno di un generico "omicidi in calo" non ci dici quale sia il calo di quelli maschili, e quale sia il calo di quelli femminili. Neanche Eures o Euromedia avrebbero saputo fare peggio.

-e) poi ti lasci scappare: "...Delitti in famiglia: a uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini (30,7%) (...ma va???...) mentre le donne killer sono spesso compromesse da disturbi psichici (23,6%)." Notare come le donne-killer vengano "scagionate" ("spesso compromesse da disturbi psichici").

Amico, chi è che le scagiona inventandosi i disturbi psichici: Io? Tu? Lameduck? Oppure la mitica Eures, diventata improvvisamente truffaldina ed inaffidabile?

-f) Amico, mi meraviglia la tua meraviglia che siano in grande maggioranza sia gli ammazzattori che gli ammazzati maschi. Mai sentito parlare di criminalità organizzata, guerra fra bande, rapinatori? E allora? la maggior parte degli ammazzati sono uomini? e allora? chi li ammazza, donne, o altri uomini? In questo passaggio la scemenza delle osservazioni tocca vette altissime.

Amico, sei tanto fuori che non hai capito che qui la matrice del discorso è la violenza "di genere", non la guerra fra bande di spacciatori, o fra bande per il controllo del movimento terra a Gioia Tauro. E' tanto difficile, arrivarci? Ci fai le statistiche degli uomini stuprati da donne, e del numero relativo di uomini ammazzati per aver opposto resistenza? Ci citeresti le fonti della Eures? Oppure compri qualsiasi merda a scatola chiusa, senza preoccuparti del percorso scientifico della merda stessa, purchè questa merda abbia il tipo di puzzo che preferisci?

Vedo, ancora, che la Eures fa anche ricerche, quasi sempre per una committenza fascio-laziale. Ma il problema è che persino per la tollerante legge italiana, una ricerca non esiste se non ha i requisiri minimi per essere pubblicata (pubblicazione OBBLIGATORIA) sul sito governativo.

Ebbene, in questo sito la Eures brilla per la sua assoluta assenza. Niente. Zero. Un Istituto Fantasma.

Chiudo con una tua citazione: "Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero".

Aggiungo che ancora più disonesto è colui che non falsifica i dati (troppo scopribile!), ma "seleziona" quelli da dare e quelli da non dare, sceglie fonti di infimo livello, non cita le fonti che la sua fonte non cita, In aggiunta, è assolutamente incapace di condurre un'analisi non cretina, sia pure prendendo per buoni i dati non buoni d'origine.

Mi raccomando, aspettiamo con ansia le statistiche sulle stupratrici. Ci Mancano."

domenica 4 luglio 2010

Questi uomini stanno male

Quando in un paese in scacco alle cosche mafiose e sull'orlo di una deriva totalitaria interessa di più il falso problema, la bagattella del sesso ludico e si lasciano 60 commenti su questo blog al post su Paolo Barnard e solo 7 a quello sulla mafia, c'è qualcosa che non va, siamo all'orchestrina del Titanic che continua a suonare i valzerini per non pensare all'acqua gelida che la sommergerà tra poco.

Tuttavia non mi stupisco più di tanto, perchè questo ripiegamento sul privato, come si sarebbe detto negli anni settanta, è l'effetto dell'onda di marea fascista che ci sta sommergendo. Una marea nera che ci si attacca alla pelle e ci soffoca peggio di quella di petrolio.
Invece di prendercela con la società sempre più alienante, con l'assalto frontale della delinquenza organizzata allo Stato, con le caste che attentano alle conquiste dei lavoratori per accrescere il proprio privilegio, ci diamo al chiacchiericcio a vuoto e ce ne vantiamo pure.
Tutt'attorno è sfacelo ma noi siamo come i borghesucci viziosi del film di Bertolucci "The dreamers" che mentre fuori scoppia la rivoluzione del Sessantotto, se ne stanno chiusi in casa scopando a vuoto, scambiandosi perversioncelle perchè sono incapaci di uscire e darsi una mossa.
Oggi gli operai perdono il lavoro ma i medici continuano ad incassare parcelle da 150 euro a botta; la crisi non colpisce tutti allo stesso modo e dovremmo chiederci perchè. Invece, oltre a scannarci tra poveri, ci scanniamo anche tra maschi e femmine. La guerra tra i sessi è funzionale al regime come lo è l'imbavagliamento della stampa. Vorrei che il messaggio giungesse a chi crede di fare qualcosa di utile alla società prendendosela con il femminismo e le conquiste delle donne in genere.

Sia chiaro una volta per tutte che senza una completa emancipazione di donne, omosessuali e lavoratori non esiste società giusta al mondo.
Soprattutto le donne invece, in una società che si va fascistizzando, diventano un comodo capro espiatorio contro il quale scatenare tutto il risentimento di chi, avendo fallito in tutti i sogni ideologici e scoprendosi incapace di eliminare l'alienazione, non ha il coraggio dell'autocritica.
Noi donne diventiamo così i nuovi ebrei. Il femminismo, secondo i neoideologi del revanchismo machomanista, è la piaga che ha corroso la nostra società. Quelli più a destra invocano i burqa afghani, vabbé, ma quelli di sinistra non sono da meno. Gli ex sessantottini alla "Uomini Beta" ce l'hanno con il femminismo e con le donne che non se li scopano più perchè troppo noiosi principalmente perchè la rivoluzione ha fatto loro cilecca e paradossalmente ne incolpano le donne che sono sempre state in prima fila in tutte le rivoluzioni, in tutte le resistenze. "Sebben che siamo donne, paura non abbiamo".
Se fosse solo il delirio di quattro misogini da salotto sarebbe poco male ma intanto che questi sputano veleno su giornali e blog, i più disturbati mentalmente le donne le ammazzano sul serio.

Invece di dare delle cretine alle donne perchè non capiscono quanto in certi momenti a lorsignori tiri, senza rendersi conto che anche a noi tira perchè il clitoride, a queste latitudini, non ce l'hanno ancora amputato, perchè gli ometti beta non si chiedono preoccupati cos'è che spinge tanti uomini ultimamente ad accoppare le donne, sintomo inequivocabile che questi uomini stanno male?
Fanno fuori le ex perchè non sopportano che una donna li lasci, pensate. L'altro giorno uno ne ha fatte fuori addirittura due una dopo l'altra, di ex. Un altro ha scannato la ex nonostante si fosse rifatto una vita con una nuova compagna mettendola incinta.
Non vi pare che, dopo essere stato eliminato dal codice, stia ritornando il delitto d'onore, pienamente tollerato dalla società, e vi sembra una bella cosa? E ritenete normale che il femminicidio sempre più frequente, ormai siamo quasi a livelli messicani, non scateni dibattiti, tavole rotonde, speciali in televisione, interrogazioni parlamentari, manifestazioni?

Chissà cosa sta promettendo il neofascismo, il machismo con argomenti da circolo del cucito a questi maschi rancorosi e preoccupati della perdita del proprio ruolo di piccoli pascià domestici, con quali lusinghe se li sta comperando tutti, se si sentono tanto orgogliosi dei loro sitarelli antifemministi, dove la misoginia si sposa benissimo all'antisemitismo gratuito, ad esempio e il paese di Obama diventa "gli Stati Uterini d'America". Donne, ebrei, froci. Già, questo è un sistema che se la prende con le donne, i bambini e le persone omosessuali. Con gli ebrei ancora no perchè hanno imparato a difendersi ma non si sa mai. Niente di nuovo. Si chiama fascismo.
E' un fenomeno che colpisce non solo l'Italia. Non è solo la macelleria messicana citata prima o il Sudafrica dove si stuprano sistematicamente le lesbiche per "rieducarle". I paesi nordici che stanno sterzando alla destra estrema dopo anni di socialismo sono quelli dove nascono i libri alla "Uomini che odiano le donne".

La società dove l'essere utilizzatore finale di prostitute diventa nota di merito per fare politica corrompe il femminino indicandogli un'unica via che è quella del meretricio, della degradazione ad oggetto, ma la colpa, secondo questi "nuovi maschi" non è della società corruttrice ma delle donne che hanno ottenuto, dopo decenni di lotte, libertà di scelta sessuale, libertà sul proprio corpo, libertà di essere indipendenti grazie al proprio lavoro. Mentre loro stanno comodi in poltrona noi dovremmo fare la rivoluzione. E' sempre il solito vecchio caro: "cara, portami le pantofole che sono stanco".
Si scannano le donne, si bastonano i gay, si dà fuoco agli zingari ma il problema non è mica il risorgere del fascismo. No, la colpa è del femminismo. Capito?

giovedì 1 luglio 2010

Eroi del silenzio

E' tutto concatenato. La legge bavaglio, ovvero l'imposizione per legge del silenzio sulla conoscenza e l'informazione e l'elogio dell'omertà; il delirio sull'immortalità (con Don Verzé che urla "si... può... fareee!") e la pretesa dell'intoccabilità assoluta. Tutto al più presto possibile, tanto non ci sono altri che degli incapaci da circonvenire con qualche doppia porzione abbondante di lenticchie federaliste e qualche poltrona d'oro per la progenie somara. La peste manzoniana v.2 sarebbe ancora troppo poco per questi venduti.
E se non abbiamo ancora capito chi sono Loro veramente ci seminano le prove e gli indizi sotto al naso, tanto siamo bambini di sette anni, disse iddu. Per provare. Per provare, per provare la loro insospettabilità.

Ormai dalle facce di settentrionali ghepensimì e meridionali intellettuali la buccia sta cadendo a brandelli per mostrare, come i Visitors dei telefilm di quando eravamo ragazzini, la sottostante pelle della piovra. Ci ridono in faccia: "Guarda, guarda cosa siamo veramente, guarda la pelle viscida" ma noi siamo ancora distratti dalla figura di merda rimediata dai miliardari pallonari.
Vogliono vedere se qualcuno avrà il coraggio di toccarli. E' una sfida, una gara estrema di onnipotenza, uno schiaffo andato a dare, con il saltino, direttamente in faccia a Dio, un Dio che si sta pericolosamente invecchiando, visto che non li fulmina all'istante. Un Dio rammollito, una specie di Mickey Rourke rintronato ed imbolsito lontano millenni da quello di Ezechiele che scatenava sui malvagi il suo furiosissimo sdegno. Un Dio che si sbaglia e ci toglie i giovani, lasciando vivere e ciulare i vecchi maiali.

Il bavaglio urge perchè si comincia a percepire una certa insofferenza tra gli italiani che hanno sciaguratamente votato il nano truccato. La si può sentire, per esempio, ascoltando i discorsi dei bottegai al mercato, una delle zoccole dure dell'elettorato berlusconiano. Stamattina si lamentavano ad alta voce che uno pur condannato per mafia non avrebbe fatto un giorno di galera. Mi pare perfino di aver udito un "è una vergogna". Tutta gente che ha l'abbonamento di Sky, immagino, perchè dal TG1 non l'ha di certo saputo.
Chissà se in qualche angolino recondito del portaneuroni di costoro c'è spazio per un ravvedimento oneroso, per un "Cazzo, ma io non avrò mica votato dei mafiosi?"
Prima che il papiminkia si svegli dal coma e il bottegaio giuri di non votarli mai più è necessario imbavagliare la stampa, quella rimasta a fare il suo lavoro e dovere di informare, dopo aver asservito le televisioni ed averle fatte diventare dei luoghi di fantasia dove le condanne diventano assoluzioni. Perchè gli elettori non vengano a sapere troppo e continuino a credere che ci sia un governo capace di governare.

Ci sono ancora molti nodi da sciogliere e tanti processi che potrebbero riaprirsi. Ecco la fretta di dichiarare l'intoccabilità retroattiva del ghepensimì.
Pisanu, che ama giocare ultimamente nel ruolo del fluidificante, nel senso che dice e non dice, ondivaga, mastica e sputa e ogni tanto butta là con nonchalance la stoccatina, dice che "Ci fu una trattativa", intendendo tra Mafia e Istituzioni. Non dice però tanticchia di più. Dice che non fu lo Stato a trattare ma poi si sa chi risultò vincente dopo la trattativa, e allora? Quale nuora , tra le tante, dovrebbe intendere?

Nel corso della lunga e complessa operazione di demolizione controllata dello Stato italiano, la cosca governativa siculo-brianzola capitanata dal padrino tascabile con la faccia da varano incazzato impiastricciato di fondotinta, piazza, per bocca del cumpari palermitano, un'altra bella carica, una bomba affettuosa, diciamo, sotto al concetto di eroismo.

Aggiornatevi, voi che siete rimasti al carabinierino Salvo D'Acquisto che porge il petto al fuoco del nemico in vece dei civili rastrellati per rappresaglia, oppure ai giudici martiri Falcone e Borsellino che hanno offerto la vita saltando su seicento chili di esplosivo in difesa dell'onore di una nazione minacciata dall'avanzare del cancro del malaffare criminale e mafioso.
Il nuovo eroe, non importa se mafioso conclamato, assassino e trafficante di droga, è, come nella tradizione dell'epica della mala, chi non parla, chi non ha fatto i nomi. Iu ninti sacciu e ninti taliai.
E quali nomi non fece? Quelli eccellenti, quelli dei politici, degli innominabili. Di coloro che alla fine saranno pure innocenti ma sembrano così tanto colpevoli. Di quelli che hanno stampato in fronte il "prova a prendermi".

Lo stalliere muto diventa un eroe, l'eroe personale, l'eroe ad personam del senatore condannato in tribunale ed assolto dai servi mediatici. Quello che sta cominciando a far incazzare il papiminkia modello base.
E' il suo eroe ma non il nostro, credo di poter parlare per tutti coloro che hanno avuto il conato di vomito a sentire l'elogio dell'omertoso. C'è una differenza incolmabile tra noi e questi governanti e lo rivendichiamo e rivendicheremo sempre con orgoglio.
Non riusciranno mai a farci considerare eroi dei delinquenti.


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