mercoledì 29 settembre 2010

Comprami, io sono in vendita

Dietro alla notizia che sta facendo piangere Nina Moric e sghignazzare l'Italia intera, ovvero la scoperta della costosa tresca tra Lele Mora e l'uomo illustrato Fabrizio Corona non c'è che la solita omofobia incancrenita nel tessuto nazionale, il solito riflesso ridanciano verso le relazioni omosessuali, a pagamento o meno, oltre ad un discreto dispregio dell'altrui privacy.
Sia chiaro, entrambi i personaggi mi stanno cordialmente sui maroni. Di Mora specialmente  mi preoccupa più la svastica sul telefonino che l'arredamento total-white stile "Cage aux folles", ma qualcuno mi spieghi cosa ci sarebbe di interessante a livello pubblico nel fatto che due personaggi del mondo dello spettacolo si siano scambiati liquidi organici. Interessante al punto di farne una notizia (si fa per dire) da telegiornale, anche nei TG che si atteggiano ad esempio di antiminzolinismo militante.
Ho l'impressione che questa bagattella serva ancora una volta, come la cucina componibile di Montecarlo e l'orso che va a fare il bagno nel laghetto in montagna, a distrarre l'opinione pubblica da ben altri commerci carnali, che forse non coinvolgono orifizi più o meno chiacchierati ma qualcosa di peggio: la dignità e l'onestà di gente che dovrebbe servire NOI  perchè da noi eletta e non un nanetto da circo per disgrazia divenuto presidente del consiglio.

E' una storiella che ha raccontato ieri Repubblica. Vi si narra del mercatino di onorevoli nuovi ed usati al tempo della caduta dell'ultimo governo Prodi, mercimonio già comprovato da numerose telefonate del nanerottolo al suo attendente in Rai, fatte allo scopo di piazzare attricette amiche di coloro che si dovevano acquisire. Tu me la assumi (a spese del servizio pubblico, cioè del contribuente), le fai fare una fiction e l'onorevole, che si frulla la passera in oggetto, è contento e ci vota a favore o fa addirittura il salto della quaglia. E' una vicenda narrata in tutti i dettagli nel libro "Papi", il bignami della mignottocrazia berlusconiana.
Se in quel caso specifico si attiravano gli uomini della concorrenza con il vecchio sistema del pelo e del carro di buoi, nella vicenda che coinvolge due onorevoli del nordest, già in forze al centrodestra per parte leghista, si è invece utilizzato il più tradizionale sistema dell'elargizione in denaro, uno dei più potenti incentivi a far cedere anche il più riottoso e virtuoso dei maschietti.
Non quindi le Bentley con le quali sfrecciare a 250 all'ora in autostrada come il monellaccio Corona, non la valigetta con le mazzette come nei gangsta movie ma un bel contratto di collaborazione a progetto, una decina di milioni al mese, poco meno del costo di un onorevole, elargito generosamente con soldi pubblici, a spese del contribuente. Perchè Berlusconi è un maestro, un gran maestro a far soldi risparmiando i suoi. Come diceva Ricucci? "Fare i froci col culo dell'artri." Volgare ma pertinente. Generoso con i soldi altrui, i nostri, insomma.

E, a proposito di porci, tutto questo mercimonio di scaldapoltrone è dovuto al porcellum, alla legge elettorale della quale, come si è lasciato sfuggire freudianamente l'altro giorno il neosettantaquattrenne, lui assieme ai suoi giannizzeri "sta approfittando". Se di una legge elettorale non si può approfittare per il proprio vantaggio, che gusto c'è? Siccome i candidati sono pedine da spostare a piacimento sulla scacchiera, si può chiedere loro di farsi eleggere o di farsi trombare a comando, secondo le esigenze giornaliere del capo. Se sarai trombato avrai comunque in cambio un bello stipendio (secondo il punto di vista del comprato, perchè per il compratore sono cifre ridicole) e per un po' stai tranquillo.  E' fortunato il brevilineo, trova pure quelli che si accontentano di poco. In fondo, potevano chiedergli molto di più. Che, ci si vende per meno di un milione di euro, al giorno d'oggi?

Per la cronaca friulana, giusto in caso si ripresentassero candidati in qualche tornata elettorale. I due ex leghisti che al grido assai poco nordico di "teniamo famiglia" hanno accondisceso a divenire berlusconiani convinti  per appena 120 milioni di euro cadauno, si chiamano Pottino (da potta?) e  Gabana. Nomen omen. Se l'altro si fosse chiamato Volta sarebbe stato il duo perfetto, peccato.

lunedì 27 settembre 2010

W la biga


Uno si domanda come sia possibile che un figuro come Bossi possa continuamente  vilipendere la nazione italiana e minacciarne l'integrità territoriale senza essere, se non immediatamente associato alle patrie galere, quantomeno denunciato.
E che gli fai? Hanno pensato a tutto, questi cialtroni. Non è solo questione di immunità parlamentare. Per tenersi buona la Lega, che deve papparsi il Nord in cambio della svendita del Sud alle Mafie, si stravolge anche l'ordinamento delle leggi.
C'era una volta il Codice Penale che recitava:
Art. 241. - Attentati contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato.

Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato [ o una parte di esso] alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato, è punito con la morte. ergastolo

Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l'unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità. 

Questo  fino al 2006, Governo Berlusconi III, quando il testo dell'articolo è stato modificato (mentre il centrosinistra lo teneva fermo) con la legge del 24 febbraio 2006 n. 85 pubblicata in G.U. del 13 marzo 2006, n. 60 con il titolo: “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione” come segue:  

"Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza o l'unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.

La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l'esercizio di funzioni pubbliche".
Quindi, ricapitolando, se Berlusconi sottomette l'Italia al Putiniere russo o al terrorista internazionale in pensione di Tripoli può farlo tranquillamente a meno che non lo faccia in maniera violenta, brandendo una scimitarra o un kalashnikov, ad esempio. Limitandosi alla lingua in bocca ed al petting con i suddetti non è punibile. Questo è il famoso Partito dell'Amore, non dimentichiamolo.

Se il  cerebroleso padano offende continuamente la nazione italiana, la sua capitale, i suoi connazionali ed il sentimento di amor patrio, con l'aggravante che è purtroppo un ministro, niente più galera. Oddio,  in teoria dovrebbe pagare ogni volta una multa.
Infatti, per questi impuniti, vilipendere la nazione italiana è diventato un reato amministrativo.
291. Vilipendio alla nazione italiana. (vecchio testo)

"Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con la reclusione da uno a tre anni."

nuovo testo:

"Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000."
Un altro motivo per vergognarsi di Berlusconi. Di uno che ha portato questo ciarpame arraffapoltrone  e stipendi d'oro dai trogoli padani addirittura in Parlamento e nei ministeri a sputare nel piatto dove mangiano fino a strozzarvisi.

Il sindaco di Roma ha reagito, si, alle volgari ingiurie galliche ma l'ho trovato un tantinello moscio. Questi fascisti all'ammorbidente a schiuma frenata non si riconoscono più. Se ci fosse stato ancora lui avrebbe come minimo spezzato le reni alla Gallia Cisalpina e per molto meno. Alemanno invece scrive a Berlusconi. perchè  dica a Bossi di non farlo più, per favore. Capirai, che paura! Sembra papà McFly: "Ehi tu, lurido porco, levale le mani di dosso."
Dai Alemanno, un pò più di nerbo. Sei il sindaco di Roma o di Carate Brianza? Allora tanto valeva lasciarci  Veltroni, in Campidoglio. Cantiamogliela in coro: "Alemanno, Alemanno, Ale-Ale-manno, Ale-Ale manno, ahò!"

domenica 26 settembre 2010

Il patto quotidiano

"La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali."
(Noam Chomsky, "Le 10 strategie della manipolazione mediatica")
Ridicolo e kafkiano. Giornalistucoli che accusano Gianfranco Fini di "aver saputo" e di aver comunque lasciato perpetrare il crimine. Quale crimine? Non si sa. Non ce lo spiegano perchè non è importante. L'importante non è il contenuto ma la distrazione.
Nella peggiore delle ipotesi, Fini, accecato dalle grazie della Tulliani, non si sarebbe accorto di ciò che gli combinava alle spalle il cognatino tuttopepe. E non è che nell'appartamento di Montecarlo sottratto con il presunto inganno al patrimonio di AN una banda di pedofili torturasse e filmasse infanti di tre anni. Semplicemente, sempre nella peggiore delle ipotesi, ci abita il cognato che, quindi, avrebbe approfittato del fatto che la sorella si faceva il capo per ottenerne vantaggio economico. M'hai detto cotica! 

Forse in un paese come la Finlandia questa bagattella, questa leggerezza, potrebbe effettivamente portare alle dimissioni di un politico. In altri paesi meno ironici del nostro, per dimettersi basta non aver pagato i contributi della badante.
La cosa tragica invece è che, in questa vicenda, dei serial killer fanno la predica a dei borseggiatori da supermercato. 
"Un appartamento di grande valore svenduto per soli 300 mila euro", strillano i belpietri e i sospesi dall'ordine.
Sono gli stessi che lavorano a cottimo per uno che ha rubato ad un'orfana traumatizzata dalla morte violenta dei genitori un villone megagalattico zeppo di quadri di inestimabile valore, quello si per una cifra scandalosa. 
Siamo il paese nel quale, mentre Fini viene accusato di un reato finlandese, il presidente del consiglio che ha deciso di eliminare a sangue freddo i suoi nemici e assomiglia ogni giorno di  più a Michael Corleone  o all'Al Capone delle "chiacchere e distintivo", ancora compare nell'inchiesta della procura di Firenze, che ha ottenuto una proroga alle indagini grazie all'emersione di nuovi elementi, indagato per STRAGE
Indagato per un presunto ruolo nella famigerata stagione delle stragi, nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica, quando la mafia cercava nuovi referenti e gli ideologi della Lega sognavano un'Italia spaccata in due come il Vietnam: al Nord la Lega e in cambio il Sud lasciato in balia delle Mafie che ne avrebbero fatto una specie di enorme Santa Lucia, un paradiso fiscale da Ancona in giù. Il famoso PATTO.
Un progetto sciagurato  e perverso che, guarda un po' la combinazione, l'ascesa di Berlusconi sta quasi portando a compimento.

Io, così a naso, di fronte ad uno che è sospettato di aver favorito il cognato e ad un altro sospettato di terrorismo e stragismo, non avrei dubbi da quale parte stare. A quanto pare però la forza della distrazione è più potente di quella della logica.

L'Italia sta quindi a preoccuparsi di una verruca, tutti si affannano per asportarla, per carità facciamo presto, mentre un melanoma maligno, dall'altra parte, la sta uccidendo.
Complimenti anche all'opposizione. A Bersani che, invece di appoggiare il discorso sulla difesa della legalità di Fini spera che crollino tutti i Filistei per poterne approfittare politicamente, illudendosi di poter far risaltare la sua infinita tristezza e nullità. Come quelli che si vantano di aver vinto una gara d'appalto per averci partecipato solo loro.
Complimenti a Di Pietro che salomonicamente non vuole o non sa distinguere tra una verruca e un tumore maligno e forse asporterebbe per prima la verruca. La distrazione, appunto. 
Per sviare il pubblico da ben altri reati, da  crimini  orrendi, da collusioni mafiose inimmaginabili che stanno portando questo paese allo sfascio economico e sociale, ci si trastulla con le visure catastali e i millesimi condominiali.

Da un ex-palazzinaro cosa ti aspettavi?

mercoledì 22 settembre 2010

E quindi uscimmo a ripettinar bambole

Figurati se ho intenzione di sentirmi in colpa del fatto che mi piace Lady Gaga. Una che ha il coraggio di uscire una sera vestita con la fettina di scottona annodata sulle chiappe e le scarpe di scaletta per bollito misto ha tutta la mia simpatia. Animalisti sconvolti, benpensanti svenuti. Come diceva il Colonnello Kurz? "Noi addestriamo dei giovani a scaricare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere "cazzo" sui loro aerei perché è osceno."
Si ma la ragazza "fa della musica orrenda", dicono i soliti Salieri. Niente affatto. Gaga svolge egregiamente lo scopo di sfornare musica pop di un livello perfettamente adeguato al mondo che se la merita e che l'ha generata. Che dovrebbe cantare una con un telefono o la Rätta dell'IKEA in testa a mo' di cappellino, l'Orfeo di Monteverdi?
Certo la sua musica è ipnotica e rischi di ritrovarti a canticchiare "Alejandro, Alejandro, Ale-Alejandro, Ale-Alejandroo" o "papa-paparazzi", per un giorno intero ma in fondo siamo già sopravvissuti ad "A-a-bbronzatissima" ed agli "ombrelloni-oni-oni".

LG è un prodotto di consumo gustoso e ipercalorico come le Pringles ma non credo proprio sia una creatura degli Illuminati, come sostiene la più cogliona delle teorie della cospirazione. Se non lo sapete, Lady Gaga sarebbe una pupazza del tipo della Maria di Metropolis, inviata nel mondo della musica pop per inscimunire ulteriormente la generazione dei bimbominkia e soggiogarli ai voleri del Nuovo Ordine Mondiale. Come se non bastasse piazzarli davanti ad un'altra Maria, la De Filippi.

Cospiratori strafumati e musica (o muzak) a parte, Lady Gaga è un fenomeno di costume e di scostumatezza. I critici sostengono che le sue performances sono pura provocazione e la provocazione artistica non sarebbe più qualcosa di originale. Su questo ci sarebbe da discutere. A parte che l'arte è sempre provocatoria e scandalosa, in ogni epoca, chi vuole comunicare con il mondo attuale non può prescindere dall'uso di un linguaggio estremo perchè è il mondo ad essere osceno e ad obbligarti ad usare le sue stesse armi per denunciarne le brutture e le contraddizioni. Se siamo obbligate dalla moda ad entrare nei jeans taglia Lager cuciti dagli schiavi cinesi allora possiamo anche farci il gonnellino di carpaccio.

Gaga mi è simpatica anche perchè quella carampana maitresse à penser del femminismo vintage della Camille Paglia le ha dedicato un saggio dove dice che è solo una copiona, asessuata (??) e antifemminista. Come dire, ne avesse azzeccata una.
Le ha ben risposto Mario Luzzato Fegiz:
"Posto che musicalmente non mi piacciono né Lady Gaga né Madonna, alla Paglia sfugge un punto fondamentale: Lady Gaga è un personaggio totalmente postmoderno, potrebbe tranquillamente stare in un romanzo di Palahniuk. Non imita Madonna, la cita e ne rovescia completamente il senso, svelandone il lato grottesco e, perché no, mortifero. Se c'è dell'intelligenza nel suo stile sta proprio in questo.
E non ci vuole un genio per capirlo, basta vedere la faccenda dell'abito bistecca: il corpo femminile "spogliato" dell'erotismo, la carne completamente desublimata. Il lato oscuro di Madonna, insomma, o la Madonna spinta al limite estremo. Quasi una parodia. Di sicuro non un'imitazione."
Esattamente, il lato oscuro. E' questo che colpisce soprattutto di Lady Gaga e che la caratterizza, rendendola un personaggio originale contro tutte le apparenze. Oscuro perchè capace di rompere il tabù della fascinazione della morte.
I suoi video sono zeppi di assassine avvelenatrici, vendicatrici tarantiniane o alla "Faster Pussycat, Kill! Kill!". E' stata capace di terminare il video di "Bad Romance" con un'immagine quasi da finale kubrickiano: lei a letto con il cadavere carbonizzato del boyfriend e le tette ancora fumanti e scoppiettanti tipo "Tetsuo". I'm a violent girl in a violent world.
Il video di "Alejandro" inizia con un funerale con tanto di bara. In "Telephone" stermina con il veleno l'intera clientela di un fast food prima di fuggirsene con Beyoncé alla "Thelma e Louise".
In questo lato lugubre della sua espressività, dove mescola comicità e tragico, è decisamente diversa da Madonna e in qualche caso la supera come un Valentino che si fuma Stoner all'ultima curva.

Paglia fa confronti? Va bene, facciamoli. Madonna sarebbe quella che ha già fatto tutto e quindi chiunque tenti di superarla non vale niente ed è solo un clone? In ogni caso stiamo parlando di trent'anni fa, i tempi sono comunque cambiati. Ormai è modernariato.
Nel fintopornolibro pseudoscandaloso "Erotica", la Ciccone sciorinava tutte le perversioni stando bene attenta però a non accostarsi a quelle più toste, quelle che le avrebbero davvero creato dei fastidi, per esempio la necrofilia o la semplice fascinazione per la morte. In effetti ha sempre eluso l'argomento. L'unica volta che l'abbiamo vista in un contesto lugubre e funerario è stato, se non mi sbaglio, in "Evita". Si vedeva che era a disagio distesa da finta morta nella bara di cristallo della Señora. Forse perchè (la) Madonna è un essere immortale e soprannaturale?
Sarà stata anche rivoluzionaria ma è rimasta nei secoli fedele interprete del lato più glamour e superficiale, quindi innocuo, dell'erotismo e ha sempre celebrato in fondo solo l'autofeticismo esibizionista in tutte le sue varianti. Madonna, nomen omen, appare, si fa guardare da lontano, può solo pretendere di essere venerata. Gaga non ha paura di lanciarsi in mezzo alla folla per farsene quasi divorare.

Madonna è figlia della scemenza praecox anni 80, quando il massimo della provocazione era il "Like a Virgin" in gondola con il vestitone di tulle stile bambola sul lettone di Orietta Berti. Già Tarantino ne aveva destrutturato il mito con la consacrazione della fava grossa nell'inizio de "Le Iene". Gaga destruttura definitivamente Madonna in senso tarantiniano.

E' figlia di un tempo di guerra e di crisi, dove ritornano i mostri alla Doktor Caligari e i trucchi esasperati dell'Espressionismo tedesco.
Se in un immaginario Freak Show Madonna è la bella Cleopatra, Gaga è il geek, quello che stacca la testa della gallina con un morso, il freak anche buffo, una Gelsomina che è mezzo uomo e mezza donna, brutta e bella, un camaleontico Fregoli (o Brachetti).
Gaga è burlesque e grotesque allo stesso tempo. Sarà pure stata clonata da una ruga di Madonna ma è comunque una supersoldatessa del nuovo millennio.
E' un'artista soprattutto visuale, iconica. Getta l'amo nel mare magnum dell'inconscio collettivo e ne pesca i manga con gli occhioni grandi, le donne freak deturpate da diete e plastiche come Donatella Versace, Betty Page (Beyoncè è pettinata come lei nel video di "Telephone"), il mondo di Tarantino (il cameo della Pussy Wagon, sempre in "Telephone"), i cat-fight e i film carcerari femminili, Greta Garbo e Brigitte Helm ma anche i serial killer, Freddie Mercury e il pulp. E' senza dubbio la più pulp delle popstar.
In ogni caso, intellettualismi a parte, se è solo un gioco, è terribilmente divertente. Come giocare con le bambole.

C'è un cinese che riproduce fedelmente con le Barbie e le Winx tutti i look di Lady Gaga.

In effetti lei è una bambolina con tanti bei vestitini luccicosi ed estremi come erano quelli delle Barbie della nostra infanzia o delle Winx delle nostre nipoti. La Paglia è troppo vecchia per averci giocato, per questo le sfugge l'imprinting da bambola con le tette che spiega come possa piacere Lady Gaga anche ad una cinquantenne.
Lei incarna il sogno di dar vita, far muovere, danzare e ballare le piccole fighette dalla vita stretta, le coscette da rana, le tette dure, il culo piatto con la scritta Mattel sulla chiappa e il piedino sempre pronto a calzare il tacco alto.

Il discorso sulla presunta asessualità di Gaga è clamoroso perchè le Barbie, pur non avendo passerina e capezzoli evidenti, come del resto era terribilmente piatto il pube di Ken, il fidanzato castrato, erano comunque a loro modo ipersessuate. Altrimenti non si capisce perchè ispirerebbero installazioni porno o sadomaso.
Gaga è appunto la Barbie a cui, fanculo la Mattel, abbiamo restituito la passerina. Una donna che non vuole solo essere bambola ma anche creare e non solo marmocchi. Come ciò non venga considerato femminista dalla carampana è un mistero.
Madonna è stata grande, è vero, che palle. Si, ma quella è la Barbie vecchia, quella con le gambe in rigor mortis, la prima uscita negli anni '60, ormai sull'andante spelacchiato. Lady Gaga è il brivido di quando usciì la Barbie nuova, con le giunture snodate, più morbida, a cui potevi far assumere nuove posizioni. Con o senza Ken.

Update. Meritano almeno 8 Grammy Awards le Very Italian Trash parodie dei video di Lady Gaga realizzate da questi ragazzi geniali, i SALe & PePe: Telephone, Alejandro e Bad Romance .

sabato 18 settembre 2010

Scappellamento a sinistra

"... Innovazione della sua proposta programmatica, che deve assumere con coraggio l’obiettivo di battere tutti i conservatorismi, compresi quelli, palesi ed occulti, di centrosinistra, ponendo al centro il tema della democrazia decidente, attraverso le necessarie riforme istituzionali ed elettorali: rafforzamento dei poteri del premier e di quelli di controllo del Parlamento, regolazione del conflitto d’interessi, norme contro la concentrazione del potere mediatico e il controllo politico della Rai, differenziazione delle camere, riduzione del numero dei parlamentari, una legge elettorale, come si legge nel documento approvato dall’Assemblea nazionale del Pd del maggio scorso, “di impianto maggioritario fondato sui collegi uninominali”, insieme a norme sulla democrazia di partito e ad una regolazione delle primarie per le cariche monocratiche. Naturalmente con la preoccupazione, in materia di riforme delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una esigenza di ampio coinvolgimento politico tra le forze democratiche interessate a costruire una nuova fase politico-istituzionale del Paese.
(Weltroni Valter, ex sindaco, ex segretario, ex tutto. "Un PD grande e aperto, per cambiare l'Italia.)

Ma l'avete sentito? L'avete letto il Piano di Rinascita del Partito Democratico dal titolo vagamente porno di colui che è riuscito a consegnare Roma nelle mani di Alemanno e l'Italia in quelle di Berlusconi in sole tre mosse e che, non ancora pago, si adopera per far rivincere le elezioni al nano, si dovesse andare presto al voto?
"Rafforzamento dei poteri del premier MAANCHE regolazione del conflitto di interessi." MA VA???
Che Cialtroni abbia ancora il coraggio di parlare di soluzione del conflitto di interessi è il colmo. Ci piglia pure per i fondelli, l'ex ragazzo. Il bello è che non c'è nessuno che vada alle loro feste del Piddì ad irrorarli con un bel cannone sparaneve caricato a materia fecale. A dir loro in faccia che sono una manica di traditori. Più traditori loro a sinistra di cento Fini a destra. Collaborazionisti dei figli di Pétain.

Uno come Veltroni, uno che è stato trombato in tutti i modi, più di una pornostar in una gang bang, in qualunque altro paese starebbe a coltivare bulbi in giardino, a portar fuori i cani e a leggere il giornale al bar. Invece in Italia, lui e gli altri squallidi personaggi che okkupano l'Opposizione, sono sempre in auge. Ti illudi di essertene liberato, di averli esportati in Africa come rifiuti tossici e invece ritornano. Con le democrazie decidenti, l'ampio coinvolgimento e l'impianto maggioritario.
Ritornano, o meglio gli viene permesso di ritornare, fondamentalmente perchè l'elettore del Partito Bestemmia è abituato a votarli perchè crede di non poter fare altrimenti e loro ci marciano. "Non vorrete mica far vincere Berlusconi!", vi spaventano. E di fatto Berlusconi, con loro, vince. Se per sbaglio vincono loro fanno di tutto per farlo ritornare. Ovviamente guardandosi bene, le rare volte che governano, di fare una legge che potrebbe danneggiarlo.
Mentre l'elettore crede di aver contrastato Berlusconi votando Bersani, D'Alema e soci, questi in realtà corrono sempre in suo soccorso e, tanto che ci sono, ci si comprano perfino le banche e le barche. Se l'elettore è un po' sfiduciato gli sventolano davanti Svendola. Il nuovo, il cambiamento. No, davvero, un'opposizione così negli altri paesi se la sognano.
Ora che tutti i sondaggi, perfino quelli addomesticati delle amorevoli badanti lo danno in declino, che i poteri forti scalpitano per eliminarlo dal gioco della politica e perfino gli oroscopi remano contro, arriva in soccorso del nano imbellettato il meglio che ci sia: i corpi speciali, le teste di cuoio, i marines, insomma la cavalleria Veltroniana.

Naturalmente con la preoccupazione di vicesindaco, in materia di riforme di pentolone delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una supercazzola prematurata di ampio coinvolgimento politico con scappellamento a sinistra tra le forze democratiche interessate a costruire e stuzzicare una nuova fase politico-istituzionale in tre ma anche in due del Paese.

Caro Sveltroni, la tua metafora è perfetta. Tu sogni un PD grande e aperto. Per fotterlo meglio.

giovedì 16 settembre 2010

W la Figaro


"Il y a eu ensuite la situation d'urgence créée par le séisme du 6 avril 2009 dans les Abruzzes. En un temps record, nous avons secouru 65.000 sinistrés et reconstruit une ville entière pour ceux qui avaient perdu leur maison. Nous avons aussi reconstruit toutes les écoles détruites et fait en sorte qu'à la rentrée 2009, tous les écoliers et les étudiants puissent reprendre leurs cours. Devant une tragédie de cette ampleur, aucun autre gouvernement au monde n'a obtenu un tel résultat. "

(Intervista a "Le Figaro", 15 settembre 2010)

Il nano bugiardo dice che in tempi record a l'Aquila ha ricostruito una città intera per tutti coloro che avevano perso la casa e tutte le scuola distrutte. O forse si è sbagliato nella traduzione? Il nome Figaro deve avergli mandato i neuroni in confusione. Con "une ville entiere" intendeva una villa intera? Quella che si saranno costruiti gli avvoltoi della cricca con i soldi della ricostruzione, immagino?

Aquilani, che dite voi, che dite di queste balle internazionali?

P.S. La scusa dell'intervista al nostro cosiddetto mezzostatista era la sua dichiarazione di appoggio a Sarkozy sulla questione della deportazione dei Rom. Tra loro, la solita solidarietà tra nani putinieri. Per l'Italia, un altro record. In Europa spicchiamo ogni giorno di più come uno scarafaggio sul tappeto bianco.

mercoledì 15 settembre 2010

L'On. Squacqueronio nel paese che va a puttane


“Paoloooo! hai visto che pezzo di fica dietro di te? Perché non allunghi la mano e non le tocchi il culo?” (Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri.)

Sarà stata senz'altro una maldicenza quella dell'onorevolessa che ha accusato certe colleghe di essersi vendute per uno scranno in Parlamento. Sta di fatto che il perfido transfuga dal PDL Paolo Guzzanti dice che avrebbe voluto intitolare il suo prossimo libro sulla mignottocrazia, termine con il quale definisce la gestione berlusconiana della cosa pubblica come fosse un casino senza l'accento finale, "La sera andavamo a ministre".
Aggiunge però il fulvocrinito antiberlusconiano di ritorno che sulla irreprensibilità della Prestigiacomo, che è appunto ministra, è disposto a mettere la mano sul fuoco. Quindi, come nei migliori gialli, il cerchio degli indiziati, anzi delle indiziate, si restringe e non bisogna andare a cercare per forza personagge con calze a rete, chiome antinebbia e minigonne giropassera, perchè magari, come si sussurra da tempo, le più zoccole sono quelle in filo di perle, camicetta col fiocco e crocifisso sul Golgota siliconato. Le classiche acque chete che scassano i ponti.

Tanto per gettare benzina sul fuoco, l'onorevole ("'ndranghete!", direbbe Totò) Squacqueronio, del PDL, ha risposto alla collega che se qualcuna o qualcuno (uhm, interessante) si prostituisce per ottenere un posto in Parlamento non c'è niente di male e non dovrebbe certo dimettersi per quello.
Ricordatevi, en passant, che sono gli stessi che, solo qualche mese fa, capitanati da una ministra molto chiacchierata, volevano fare le retate di clienti e prostitute low cost per le strade. E sempre gli stessi il cui putiniere capo è abituato a portarsi a letto, invece dello scaldino, due escort per volta. Ovviamente non è lui che le paga, se le trova lì e nessuno sa chi le ha pagate. Come certi appartamenti. Offre la ditta. Sta tutto pagato.
Non so voi ma io ho avuto l'impressione che Squacqueronio, quando parlava ieri sera da Mentana, tutto sudato, di compravendita di canali anatomici, stesse riferendosi a sé. Una sorta di Puttan Pride celebrato in diretta.
"Alla fine è sempre il popolo che giudica", ha chiosato Scilinguagnolo. Attento onorevole. A volte il popolo giudica e capita che qualche testa rotoli nel cesto. Non stuzzicare il popolo che dorme.

Intanto, al grido "il vostro culo per il mio regno", il putiniere nano non sa come fare per mandare definitivamente a puttane il paese che gli è stato sciaguratamente affidato. E' tutto in vendita, tutto all'asta, l'Italia intera, dignità compresa, su Ebay. Base d'asta, 1 centesimo.
Magari fosse solo questione di buchi. Il mercimonio è soprattutto morale, ed è totale.
"Mi vendo", cantava tanti anni fa Renato Zero. Se continua così potrebbe diventare il nuovo inno nazionale. Altro che Nabucco. Magari ce lo canta Stracquadanio.

lunedì 13 settembre 2010

Il ritratto di Silvio Gray

Ma si, siamo impietosi. Mettiamo a confronto il giovin galletto brianzolo ambizioso ed assetato di successo con il vecchio arrivato in cima all'ottovolante della gloria ma sfatto, enfiato, tumefatto e straripante gorge incipriate e, per giunta, con la cabina che punta ormai giù verso l'abisso, a completarne la parabola esistenziale. La migliore incarnazione del ritratto di Dorian Gray, del decadimento che si dipinge sul volto per colpa di un diavolo che sta cominciando a far arrivare l'avviso di parcella, ben più salata di quelle di Ghedini.
Obiettivamente, a guardarlo, un uomo orrendo. Un incrocio pericoloso tra Zed, Joker, Mister Spock e Mao Tse.

Io ne manderei le immagini 24 ore su 24 a reti unificate, come una Cura Ludovico per i papiminkia. Scommetto che entro pochi giorni comincerebbero a vomitare perfino loro appena lo vedono.
Farei vedere loro tutto il repertorio, l'intera pornografia del loro gargoyle di plastica, di questa mummia che invece di stare zitta ci ammorba di oscenità.
Non solo i primi piani del disfacimento chirugico-plastico, dell'occhio fessurato da mostro di fantascienza di serie B ma le barzellette sconce (quella su Hitler è una barzelletta sconcia, sono morti milioni di persone per colpa di quello lì, deficiente) e le risate su cose delle quali non c'è proprio niente da ridere. Vada allo Yad Vashem, se ne ha il coraggio, a dire che bisogna prenderla con ironia e ridere della Shoah. Un giorno qualche psichiatra forense ci spiegherà perchè lui trovi tanto divertenti gli ebrei nei forni e i desaparecidos buttati giù dagli aerei. Ma forse la spiegazione sta già nel fatto che va d'accordo solo con i nazipadani.

Ti faremo felice. Visto che bisogna essere sempre allegri, al tuo funerale rideremo come matti. Non lo dicevi anche tu che bisogna diffidare di coloro che non ridono? Non avremo nemmeno bisogno di sforzarci. Ci verrà spontaneo. Non riusciremo proprio a trattenerci. Ce la faremo pure addosso.

sabato 11 settembre 2010

La battaglia di Mentana


Mentana fa un TG rivoluzionario su La7 - pensate, dà addirittura le notizie - con gli ospiti di opposte fazioni politiche che discutono amabilmente senza aggredirsi, nemmeno fossero Lord inglesi sedati da una pera di Serenase.
Intendiamoci, ci tocca gridare al miracolo perchè un TG dà le notizie, ossìa fa il suo dovere, ma intanto, ridendo e scherzando, grazie a Mentana abbiamo ora la possibilità di scegliere tra addirittura quattro TG non di stretta osservanza nanofila: il vecchio e un po' saponificato TG3, RAINews di Corradino Mineo, SkyTG24 e l'ultimo nato, il TG de La7, appunto. Roba da far gridare il nano al complotto demo-pluto-giudiziario-comunista. Addirittura quattro rematori contro. Manca solo Peppiniello Di Capua a fare "Oh ooh, oh ooh!"

Intanto su RAIUNO il direttore Minzolini prosegue indisturbato nell'opera di demolizione controllata del TG1 nella generale meraviglia di chi osserva gli ascolti di quel ben mediocre TG calare. Non capisco qual'è il problema. Lui, poer nano, sta solo eseguendo gli ordini. Gli hanno detto: "Vai e stai attento a non danneggiare Mediaset".
In fondo, la disfatta dello share è un buon segno. Meno spettatori al TG1, giustamente disgustati dai minzolingus propinati senza alcun pudore all'ora di cena mentre si sta a tavola con i bimbi, potrebbero diventare meno voti per il nano Putiniere. Alla fine, per non danneggiare l'azienda, si è finito per fotterne il padrone.
Dai, Augusto, che vai forte. "Oh oooh, oh ooh..."

venerdì 10 settembre 2010

Occhio, ragazzi!


“Lasciarli fare. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città“.

Giornalista: “Dopo di che?”

“Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri”.

Giornalista: “Nel senso che…”

Cossiga: “Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano“.aticato anche l'omicidio».

(Francesco Cossiga, 23/10/2008)

***

«Mi preoccupa che ci possa essere una sorta di violenza autorizzata quando è politica. Non posso non pensare alla sentenza perdonista nei confronti dell'aggressore di Berlusconi. I reati contro la persona non possono avere inferiore dignità rispetto ai reati contro il patrimonio. In ogni caso occorre attenzione in un Paese nel quale abbiamo vissuto una stagione di terrorismo ideologico che ha praticato anche l'omicidio». (Ministro Sacconi, oggi, in riferimento alla contestazione a Bonanni)

Occhio, ragazzi. Ascoltate le sagge parole della buonanima. Occhio ai provocatori, agli infiltrati, ai fabbricatori di attentati, ai mestatori di professione, a chi non aspetta altro che un pretesto per delegittimare ogni dissenso dal regime e stringere la garrota attorno al collo della democrazia. Sarà sempre peggio, con il nanerottolo alle corde e martellato al fegato.

I simpatizzanti del regime non vanno aggrediti, vanno invece lovvati. Accoglieteli con gli urletti come se fossero i Tokio Hotel. Dedicate a loro, a Bonanni e soci, tante pagine sui blog tutte glitterose e StYlOsE. Mangiateveli di baci, soffocateli di affetto.
Non fate il loro gioco perchè loro sono loro e voi nun siete un c....

Occhio anche al PD che è sempre pronto a tenervi fermi mentre gli altri vi menano e poi è capace di andare a piangere in TV parlando di notti cilene, diciamo.

giovedì 9 settembre 2010

Tre gradi di inclinazione

Per vivere 120 anni.

Per non andare all'inferno.

Almeno per un buen retiro a Tripoli.
Hai visto mai.

Secondo voi, analizzando il grado di inclinazione, cosa teme di più?

martedì 7 settembre 2010

Il Mirabellum

Vi farò una confessione. Sarò sincera. Quelli che dicono che Fini è comunque un fascista (Berlusconi cos'è allora?), che non hanno nulla da spartire con chi cita Almirante e che l'unico fascio buono è il fascio morto, stando dalla parte politica di chi ha giurato di non toccare le televisioni a Berlusconi, hanno leggerissimamente scassato la minchia e i relativi cabbasisi.

E' più forte di me. Ultimamente mi fa meno rabbia un ex fascista dei Fassino, D'Alema, Violante, Bersani, Veltroni, Cicciobello e compagni di merende. E meno rabbia di quelli che da sinistra non si rendono conto che, per colpa di quella dirigenza, non c'è alternativa a Fini. Insomma la sinistra mi fa sempre più rabbia.

giovedì 2 settembre 2010

Muoia il processo con tutti i Filistei

“La verità è che se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori.”
(Fedele Confalonieri, 25 giugno 2000)

Come dice Travaglio, non è curioso che dei milanesi purosangue si preoccupino tanto di essere accusati di terronica mafiosità? E il celebrity-leso di Varese che lo appellava "mafioso" quando erano ancora solo fidanzati, prima di sposarlo per interesse?

Nonostante il duo Ghedangelino non sappia più che cosa astrologare per renderlo inattaccabile dai giudici e dalle tarme, per renderlo invincibile e immortale, imperatore delle galassie e Signore dei Buchi Neri, magari dichiarando l'intero Codice Penale nullo, sarà difficile che riesca a sfasciare completamente l'Italia, trascinandola con sé all'inferno, annullando migliaia di processi solo per salvare il proprio deretano e fregandosene degli italiani che attendono giustizia (Parmalat, Clinica dei trapianti fasulli e via sentenziando). Napolitano sta passando un periodo di sensorio straordinariamente lucido e i nemici sono sempre più numerosi, interni ed esterni. Se sollevasse un momento la bocca dal fiero pasto di gnocca, se ne renderebbe conto. Gheddafi è venuto a Roma a disegnargli dei pupazzetti sulla maglietta ma lui crede di aver fatto un altro grande colpo da statista.

Poareto. Lui vorrebbe andare alle elezioni per promettere ancora miracoli di 'sta minchia a quei boccaloni che gli credono ma le fischiate a Letta (Aquila e Venezia, già sono due) e a Dell'Utri non promettono niente di buono.
Pare che voglia andare in televisione a spiegare per l'ennesima volta la sua odissea giudiziaria ma sarebbe comunque una replica e la gente la confonderebbe con la rubrichetta di residuati televisivi inesplosi del dopo TG1 "Dadada". Già ora come lo vedono cambiano su National Geographic Channel, figuriamoci a vederselo balbettare pietà con il fondotinta che cola e l'occhio che tenta disperatamente di restare aperto. I perdenti non piacciono agli italiani. Sembra che addirittura stiano cominiciando ad apprezzare le notizie, su un telegiornale gliene dà. "Che è sta roba? Notizia? Che è? Uhm, sai che non è male? Dammene ancora".

Si dice che abbia una paura fottuta di finire in galera. Beh, più che la gattabuia, che alla sua età non gli toccherebbe perchè, nonostante la bitumatura fronto-parietale, è un vecchio, gli roderebbe molto di più l'ammissione del suo fallimento. E' questo che non riesce ad accettare. Per questo si sbatte tanto.
Il ponte evocato da Fidel fa capire che, senza le gabole e gli aiuti dei politici più spregiudicati, per non dire di peggio, le sue aziende sarebbero fallite. E se è così un bravo imprenditore, com'è che stava per far fallire la propria impresa? Se la sua stella politica dovesse tramontare, forse le sue aziende una bottarella in Borsa in negativo la rimedierebbero.
Quindi, cari italiani, se uno non è capace nemmeno di tenere a galla la propria roba nonostante salvagente lanciati da ogni parte, e lui ne ha avuto più di ogni altro imprenditore al mondo, come volete che vi risolva i problemi? Quanto tempo vi occorre ancora - due, tre secoli, per capire che vi siete sbagliati, che vi siete fatti prendere per il bip da uno che non ha mai combinato nulla nella vita? Ah no, scusate, il Milan ha vinto più di ogni altra squadra al mondo. (Non è vero nemmeno questo ma lasciamo perdere).

Se non riuscirà a sgamare i processi e quelle famose bombe atomiche che dovrebbero arrivare, a sentire Gianfranco, non escludo di vedermelo andare in giro per l'Italia a bordo di una Papimobile lanciando briosche. Lo avete capito vero che è ormai un uomo disperato?

La frase di Confalonieri andrebbe stampata sui muri, come i motti di Benito negli anni trenta, quelli della serie "E' l'aratro che traccia il solco, ecc." una volta che il Berlusconismo sarà debellato. Tra tre anni come il cancro. O forse prima.

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