lunedì 7 febbraio 2011

Piovono mazzette


L'altra sera in uno Speciale TG1 è stato proposto ai telespettatori un paragone oscenamente blasfemo tra il "chi è senza tangenti scagli la prima mazzetta" di Craxi in Parlamento ai tempi di Tangentopoli, la madonnata sui denti a Berlusconi e Gesù Cristo. Credo che sette minuti di compilation di Germano Mosconi in prime time sarebbero state meno offensive per il sentimento religioso e non solo degli italiani. 
Curiosamente però anche Ruby e le altre adultere e maddalene che frequentano il trombatoio di Arcore sono solite chiamare il caimano Gesù Cristo. Con il Vaticano che, ovviamente, non ha niente da eccepire. Forse ha proprio ragione Padre Amorth.

A proposito di Craxi. L'altro giorno, per la serie "Nichi, ci dichi qualcosa di socialista", il governatore pugliese Lavendo, utilizzando una prosa insolitamente sobria, ha dichiarato che "non si può ridurre la vicenda di Bettino Craxi alla cifra di una vicenda giudiziaria." Ha ragione. Cosa vuoi che siano 150 miliardi di lire rubati a vario titolo agli italiani? Anche questa affermazione va ad aggiungersi alla mia preziosa collezione di distinguo su Nichi Lavendola.

Se però Nichi intendeva affermare che in confronto agli allievi berlusconidi rettiliani e a tutto il parco di corpivendoli senza vergogna della politica attuale, il maestro Craxi in fondo era un dilettante, sono d'accordo.
Basta non dimenticare che il troiaio attuale nasce proprio negli anni ottanta, assieme al bunga bunga, grazie a Craxi.

Fu proprio Bettino a creare il problema del conflitto di interessi delle televisioni di Berlusconi con la Legge Mammì. Non fu certo, quello, un favore disinteressato. Il Caimano già allora era solito acquistare politici a suon di dobloni e Craxi fu escort assai esosa. 

Oggi, dopo trent'anni di corruzione a peto libero, non si ruba più per il partito (che romanticherìa), come nell'era del  cinghialone garofanato, ma per sé stessi, in un delirio egotistico sfrenato. La corruzione è a conduzione famigliare, bisogna sistemare mogli, figli normali e ab-normal, amanti e parenti vari.
Si vendono tutti, tutti coloro che entrano in contatto con il Grande Corruttore, il quale, in un girotondo di mazzette da far venire il capogiro, compra terzini fluidificanti, puttane ed ex avversari politici con la medesima disinvoltura. Se continua così, nonostante i fantastiliardi, rischia veramente la bancarotta.

Quando ci raccontavano che all'estero un personaggio come Berlusconi, con il suo conflitto di interessi e la sua ricchezza impiegata al fine della corruzione di tutto il corruttibile, non potrebbe mai essere eletto, ci sembrava un'esagerazione da protestanti puritani. Ciò che sta succedendo in Italia è la prova che all'estero hanno ragione. E poi la corruzione è come il vizio del gioco. Si comincia pagando qualche socialista e non si sa dove si va a finire.

8 commenti:

  1. Anonimo21:20

    Mi cadi su un fondamentale: erano i vecchi diccì che rubavano per il partito (o per lo meno anche per), il cinghialone metteva da parte per sè e per le sue amichette (su tutte la mitica Ania Pieroni), facendo naturalmente scuola anche in questo.

    Saluti

    Nevermind

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  2. Puoi verificare il link sulla vicenda "craxi".

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  3. Consigliamo, per un giorno, di visionare al posto dello speciale tg1 lo speciale tg sogni. Gli effetti sulla salute psichica potrebbero essere positivi.

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  4. @ Nevermind
    Beh, per il partito ha rubacchiato qualcosa anche qualche compagno, non solo i Diccì o i Piesseì.
    Craxi era avanti con i tempi perchè accantonava ma allora si rubava soprattutto per i partiti.

    @ Maurizio
    Fatto. Ho corretto il link.

    @ Telegiornale dei sogni
    Avete anche incubi?

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  5. Anonimo09:23

    @ Lameduck

    sì, è vero come dimenticare il "compagno G.", porello, forse l'ultimo esempio di eroe autoimmolatosi per la causa. Debbo dire che, col senno di poi, rivaluto anche il povero Citaristi, un galantuomo se paragonato agli avvoltoi attuali.
    Boh, su Craxi rimango della mia idea, mi pare che più che al partito, questo "eroe della lotta al comunismo" (la figlia Stefania dixit) badasse soprattutto a sè e alla varie Vacche (nel senso di Aguste, of course), imitato peraltro dai vari De Michelis, Martelli e compagnia danzante (e trombante, in quello i craxiani e post-craxiani sono sempre stati avanti rispetto alla concorrenza).

    Saluti

    Nevermind

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  6. stamattina in auto ho sentito Cicchitto al gr1 e a momenti vado a sbattere dal ridere.
    andate sul sito:

    ( http://www.grr.rai.it ) gr1 delle ore 8, al minuto 5

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  7. Craxi faceva danno anche quando non commetteva reati. Quindi è giusto non ridurre la sua vicenda solo a quella giudiziaria..
    :)

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  8. Adetrax22:54

    L'altra sera in uno Speciale TG1 è stato proposto ai telespettatori ...

    Un classico della controreazione; puntano su rappresentazioni talmente ostentate e pacchiane che inducono un'attenzione e una partecipazione quasi morbosa per certe vicende.

    Curiosamente però anche Ruby e le altre adultere e maddalene che frequentano il trombatoio di Arcore sono solite chiamare il caimano Gesù Cristo.

    Dunque, rappresentazioni blasfeme a parte compiute ad Arcore, Silvio, in pubblico (ma evidentemente anche in privato), si è paragonato parecchie volte a Gesù Cristo in croce quando, qualche anno fa, era attaccato dagli avversari o comunque era investito dalle critiche.

    Siamo sempre sulla scia dell'unto del Signore, ecc. che ben si unisce alla presunta "santità" da tradurre come "assoluta impunità" che circonda chi è nei piani molto alti di certe fratellanze.

    L'idea è quella di cambiare la percezione altrui della realtà per far "sembrare" insospettabili se non addirittura virtuosi anche i seguaci del portalampada; probabilmente tali soggetti si eccitano parecchio con questo contrasto, ovvero fra quello che cercano di apparire in pubblico e quello che sono nel privato / pubblico celato.

    Il Vaticano non dice quasi niente perchè probabilmente è diventato da tempo una succursale parente di questi compagni di merende.

    Anche qui c'è forse la strategia del "golpe dolce" (pic indolor).

    Tutto questo si spiega meglio anche con il fatto che lui (Silvio) nel 2006 non voleva ricandidarsi e riuscì addirittura a far andare in TV un suo breve monologo "fuori-onda" relativo al fatto che poteva "andare avanti" qualcun altro, che lui aveva già dato, che il suo "sacrificio" era eccessivo, ecc. (probabilmente in quel momento ponderava anche sui suoi problemi di salute).

    Insomma, se fosse stato per lui, si sarebbe dedicato ai bunga bunga e al ruolo di selezionatore di minorenni e neo maggiorenni senza avere tutti i riflettori addosso.

    Probabilmente in quel frangente i suoi amici reagirono in stile "discepoli senza guida", chiededogli di non privarli della sua "divina figura" (ad es. per Apicella e Fede, Silvio "è un dio che vive ad Arcore"), ecc. e garantendogli ancora più potere e copertura di prima.

    Tutto questo è accaduto e accade perchè, se fra gli obiettivi da raggiungere c'era e c'è sempre quello di riformare la giustizia, era ed è necessario creare scontri che giustifichino le modifiche legislative e Silvio è il più adatto per impersonare il ruolo dell'"ariete" creando continue occasioni da casus belli oltre che per rappresentare la finta figura del perseguitato politico.

    Sono strategie che si avvalgono di continui messaggi subliminali che, nelle menti più labili e semplici nonchè prive di cultura e informazione, possono fare un po' di presa.

    Forse ha proprio ragione Padre Amorth.

    Si, ma non basta "benedire" la villa di Arcore, bisognerebbe organizzare una lunghissima serie di esorcismi per Silvio & C. con tanto di riprese audio-video per documentare il momento in cui i soggetti cominciano a bestemmiare in aramaico e a sputare bava verde.

    Se continua così, nonostante i fantastiliardi, rischia veramente la bancarotta.

    Solo se continua così fino a 140 anni e poi le sue fortune da "conte di Montecristo" non saranno solo quelle che dichiara quindi non ha alcun motivo di preoccuparsi che finiscano.

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