martedì 19 luglio 2011

Lutto continuo


Il 19 luglio 1992 in Via d'Amelio a Palermo un'autobomba uccide il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Sono passati diciannove anni. E' una strage di mafia, si, ma non solo. E' a quel solo che non riusciamo a dare un volto ma che sappiamo  nascondersi dietro una famigerata ed infame trattativa tra Stato e mafia, con quest'ultima che cerca di scrivere le regole della Seconda Repubblica a suo vantaggio.
Paolo ci manca enormemente, ogni giorno di più, assieme a Giovanni.

Già, Giovanni Falcone e la strage di Capaci, 23 maggio 1992.
Mi fermo a pensare. Ci sono stati altri anniversari, di recente, ed altri si aggiungeranno nei prossimi giorni, in un rosario di misteri e lutti che decenni di mancanza di giustizia rendono quasi senza speranza di elaborazione.

Domani 20 luglio saranno dieci anni dai giorni del G8 Genova. Un morto, Carlo Giuliani, e nessun processo a stabilire chi veramente lo uccise; la Scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto, le botte in Corso Italia, centinaia di feriti e soprattutto la democrazia sospesa e la volontà di dare una bella lezione a suon di legnate a chi osasse di nuovo in futuro protestare contro il modo in cui va il mondo e dovrà continuare ad andare. Secondo loro e perché lo hanno stabilito loro.

Il 27 giugno abbiamo ricordato i trentun'anni di silenzi, omissioni e misteri della strage di Ustica e il 2 agosto si commemoreranno anche, della schiera degli affamati di giustizia, gli 85 morti della strage di Bologna.

C'è un politico, un certo Garagnani, del partito degli onesti, che invoca per la prossima cerimonia di commemorazione del 2 agosto a Bologna la presenza dell'esercito in piazza. Per fronteggiare le contestazioni al governo, dice. L'esercito in piazza. Nemmeno più i celerini dal tonfa facile, l'esercito. Basterà il fosforo bianco o ci facciamo prestare un po' di quel gas famoso del teatro Dubrovka da Putin?
L'esercito. Di questo dovremmo preoccuparci. Di un governo che non esiterà ad usare qualsiasi mezzo pur di non mollare la presa. Di questo dobbiamo parlare. Altro che  stare a sferruzzare mufole di lana caprina sulla vera identità di Spider-coso. 

5 commenti:

  1. Una delle cose più devastanti emotivamente, del paese in cui stiamo vivendo - e di questi che ci stanno 'amministrando' - è che la nostra partita è giocata sempre più in difesa. Ed è una difesa disperata da una violenza inaudita e continua.
    Ma ho due grossi dubbi, proprio enormi: 1) che il problema sia di ordine culturale, per cui noi siamo alla fine 'contaminati' come lo sono questi che ci governano (lo squallore, la mediocrità, la disunanità, la pochezza, la complicità nella truffa, la raccomandazione, le scorciatoie - se ti guardi intorno - sono ormai patrimonio diffuso e comune in tutta la popolazione) e 2) che ci sia una qualche vaga possibilità, in virtù del punto precedente, di risollevare le cose, di tornare alla 'civiltà' - quella che però, come da parole del tuo post, forse non è mai esistita, alla fine.

    RispondiElimina
  2. Cara Minerva,
    io tutto sommato sono ottimista. Sono sicura che un giorno Falcone e Borsellino avranno la loro rivincita su coloro che li hanno uccisi. Per quello tengo quella loro immagine sorridente sul blog, per poterla un giorno accostare a quella dei loro nemici nella polvere.
    Un problema culturale? Non so. La volgarità e una certa disonestà genetica ci appartengono come popolo ma, vedi, la Casta che impera in questo momento vive con un tenore di vita che per la maggioranza degli italiani è inimmaginabile. Più loro si arricchiscono e si allontanano dalla comprensione di cosa significa avere un mutuo da pagare, dei figli da mantenere e un lavoro che ti paga giusto il minimo indispensabile, più noi vediamo la differenza tra noi e loro e la rabbia aumenta. Tutte le rivoluzioni sono cominciate così. Con un'élite che pretendeva di arricchirsi a dismisura e un popolo al quale la ricchezza veniva ogni giorno di più sottratta.

    RispondiElimina
  3. Sì, questa loro immagine che tieni qui è molto bella e positiva.
    Spero sia come dici tu, anche se ormai temo allo stesso modo le persone della 'società civile' che tranne rare occasioni mi continuano a confermare nella vita quotidiana che il futuro è in mano agli idioti come nel film Videocracy e che le persone riflessive non hanno alcuna speranza - per cui sempre l'intera popolazione italiana sarà rappresentata da pessimi individui che incarneranno le modalità di comportamento della maggioranza della popolazione.
    Appunto: spero migliaia di volte che abbia ragione tu!

    RispondiElimina
  4. Dai! Cerchiamo di essere comprensivi! Mettetevi nei panni del povero Garagnani che in Emilia-Romagna deve stare al pari di Giovanardi e vi renderete conto che almeno una volta al mese la sua cazzata colossale la deve tirar fuori! Mica è facile avere come concorrente interno un talebano come quello! Ieri (mercoled' 19 luglio 2011) in TV (RAI3 - Cominciamo bene)si parlava di alcol e guida e ovviamente di giovani che "sballano" e un professore universitario ha fatto un esame cosi appassionato della situazione italiana per quello che riguarda le famiglie, i giovani e la situazione occupazionale che - secondo me - dovremmo andare alla ricerca di quello spezzone e farlo girare su internet all'infinito.

    RispondiElimina
  5. Adetrax14:06

    E' una strage di mafia, si, ma non solo.

    Fintanto che i politici possono scrivere:

    "la mafia ci appartiene, tanto vale tenerla" ...

    oppure possono dichiarare:

    "la mafia non si può eliminare" ...

    ... magari perchè le mafie sono state istituzionalizzate assieme allo stato italiano e cementate con chissà cos'altro, allora non c'è molto di cui stupirsi.

    Si fa prima a capire che forse c'è un collegamento fra le mafie, la politica e il mondo dell'economia che può manifestarsi tramite determinati canali.

    Se ci si fa sedurre da quei canali (e bisogna saperlo molto prima dove possono portare) poi non si può tornare indietro come e quando si vuole.

    P.S.
    Emblematico il contrasto fra l'agenda rossa e la destra legalitaria (simbolicamente morta con loro) cui appartenevano sia Falcone che Borsellino.

    RispondiElimina

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...