giovedì 11 agosto 2011

Libertà di licenziare il fallito e il suo fiscalista


Per una volta sono d'accordo con Tremonti. Bisogna avere le mani più libere nel licenziare in questo paese. Soprattutto e, per primi, vanno licenziati il fallito ed il suo fiscalista.

Come premessa bisogna dire che il fallito ed il fiscalista di cui sopra sono solo dei volonterosi carnefici, i sonderkommando della situazione. Stanno solo eseguendo gli ordini di un'oligarchia sovranazionale con caratteristiche di associazione per delinquere di stampo mafioso e terroristico che, rifiutandosi di accettare che il capitalismo per come lo conosciamo è ormai un cadavere gonfio e puzzolente che butta fuori da tutti i buchi, assassinato da quella neoplasia maligna che si chiama neoliberismo, crede di salvare il proprio potere corrotto cancellando tutto ciò che di diritti dei lavoratori e welfare state è rimasto nei nostri paesi.

L'oligarchia scatena le sue cellule terroristiche finanziarie ed in un pomeriggio mette a ferro e fuoco un paese dopo l'altro. Poi manda lettere minatorie ai volonterosi governanti di questi paesi affinché imbraccino la mannaia e facciano pagare ai lavoratori e alle fasce più deboli della popolazione il costo dei loro vizi e della loro infinita ingordigia. Per poter ancora di più divaricare la forbice tra ricchi e poveri,  per sentirsi loro ancora più ricchi, gettando nella disperazione intere popolazioni, devono distruggere l'architettura stessa degli stati nazionali, la sicurezza di chi lavora, la vita di milioni di persone.  Ma chi era Bin Laden in confronto?
Eppure nessuno li ferma, perché i governanti delle varie nazioni, gli avventizi che occupano i posti di rappresentanza nei governi e che fanno la passerella al G8 come i pagliacci al circo, sono i loro camerieri e le loro puttane, gente che abbindola il popolo alle elezioni con il populismo più ributtante, fa promesse e poi in realtà fa solo quello per il quale è stata eletta: fare gli interessi dell'oligarchia e in subordine i propri come regalia da parte del potere superiore.

L'Italia è un caso particolare. C'è al potere un servo padrone che, invece di fare gli interessi dei superiori, ha perso tutto questo tempo ad evitare di finire in galera, impegnando il Parlamento del suo paese nella logorante legiferazione ad personam in difesa del suo flaccido e delle sue aziende. Come direbbero a Roma, si è allargato un po' troppo. Tra l'una e l'altra delle quaranta leggi fattegli su misura, badava a dire che la crisi, ovvero la scaletta di macelleria sociale da eseguire per conto dei superiori, non esisteva e che era solo un disturbo della percezione. Non crediamo che l'abbia fatto per pura magnanimità nei nostri confronti, per risparmiarci le lacrime ed il sangue. Era semplicemente con la testa da un'altra parte, a seguire i suoi affari. In Italia e all'estero, con gli amici figli di Putin e i compagni di bunga bunga nel deserto.

Come aggravante nel caso Italia c'è da considerare il paradosso che questo signore che ci governa è uno che, nonostante un'opposizione più comprensiva di una mamma e che considera le sue aziende "patrimonio culturale del paese" (cit. D'Alema), l'utilizzo intensivo a scopo propagandistico del suo monopolio mediatico - che nessuno in questi anni ha osato infrangere (vedi alla voce opposizione); nonostante, ripeto, una quarantina di leggi ad personam tagliate su misura per sé e per le sue aziende, l'utilizzo dell'arma della corruttela e di una sorta di compulsione allo shopping di deputati e senatori, rimane un imprenditore sempre sull'orlo del fallimento, come fosse colpito da un'oscura maledizione faraonica. La sua azienda ammiraglia, Mediaset, nonostante operi in regime di quasi assenza di concorrenza, soprattutto in termini di raccolta pubblicitaria, in un anno ha fatto registrare in Borsa una perdita del - 47,14%. Ecco perché l'altro giorno il nostro in Parlamento, con la crisi che prendeva ad asciate la porta, si è messo a dare i consigli per gli acquisti: "Comprate titoli Mediaset, peffavore signo' ".

Il secondo elemento che rende il caso italiano particolare è il fatto che uno abituato alla gabola ed alla via traversa non poteva che mettere al governo dell'economia italiana, cioè al governo delle entrate e delle uscite, un tributarista fiscalista, ovvero la persona meno adatta del mondo per fare gli interessi dello Stato. Il fiscalista può anche aver scritto libri e tenuto lezioni all'Università ma, per definizione, studia il modo per far pagare meno tasse ai suoi clienti e quindi sottrae per mestiere risorse allo Stato. E' simile all'avvocato che deve far di tutto per non farti condannare, soprattutto se sei colpevole.
Il fiscalista nasconde i profitti aziendali per evitare di farti salire nello scaglione superiore di aliquota e farti pagare meno tasse, utilizza la falsa fatturazione sempre per farti rimanere sotto un certo livello. E, soprattutto, se l'Agenzia delle Entrate o la GdF ti entra da tergo sui garretti lo stesso perché i conti sono comunque sbagliati, lui non è responsabile. Al massimo cambi consulente perché fargli causa costerebbe troppo.

Vi meravigliate quindi che questi due ci abbiano condotti a questo punto?  Non sarà facile rimediare ai danni da loro prodotti ma almeno intanto lasciamo che siano vittime dei loro stessi proclami. Licenziati in tronco, senza preavviso. E di giuste cause ce n'è una marea.

11 commenti:

  1. W l'Islanda e gli islandesi!

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  2. Incisiva come poche la metafora sui "volenterosi carnefici" del mercato globale.
    Proprio per questo temo che licenziare il 'Fallito' col suo 'Fiscalista' non sia purtroppo sufficiente...
    Fintanto che i "Mercati" continueranno ad essere considerati l'unica ideologia dominante e riconosciuta, con i deliri neo-monetaristi al posto del Mein Kampf, ci saranno sempre altri nani pronti a rimpolpare i ranghi dei nuovi Einsatzgruppen.
    E' un intero sistema ad essere marcio, coi suoi (dis)valori condivisi, con la sua stessa (a)socialità declinata su scala meramente consumistica dai rituali capital-cannibalistici.

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  3. Adetrax20:56

    Ma chi era Bin Laden in confronto?

    Un piccolo antipasto da loro generosamente offerto ...

    Fra l'altro adesso sono morti pure i talebani che avrebbero abbattuto l'elicottero con i marines che a loro volta avrebbero fatto fuori Bin Laden ... che peccato, ora non ci sono più testimoni ma bisogna credere lo stesso che tutto è andato come raccontato.

    Poi manda lettere minatorie ai volonterosi governanti di questi paesi ...

    Come mai non hanno ancora reso pubblica o comunque messo agli atti in Parlamento il contenuto della lettera della BCE !

    Non si può perchè è "confidenziale" e i "consigli per gli acquisti" sono strettamente privati ?

    Bossi dice che secondo lui è stata scritta a Roma ... (sottointendendo "Roma ladrona").

    Altri dicono che quella lettera è un falso che il governo si è scritto da solo.

    E' tutto surreale, comunque alcuni politici sarebbero ottimi intrattenitori nei cabaret e qualcuno di loro potrebbe pure fare dei bei numeri nei circhi.

    Più che di licenziamento parlerei di "ricollocazione" :-)

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  4. Come ricorda Roberta la soluzione adottata in Islanda sarebbe la migliore,purtroppo improponibile in Italia vista l'ipocrisia di tutta la classe politica nostrana.
    Scusa Lame se linko,a me piace molto questo articolo:

    http://rossoallosso-lammazzacaff.blogspot.com/2011/08/non-fidatevi-dei-predicatori-di.html

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  5. Adetrax10:53

    @rossoallosso

    La soluzione islandese qui è improponibile non solo e non tanto per l'ipocrisia politica ma anche per i diversi numeri economici in gioco, per la presenza di sovranità straniere, per il fatto che siamo già nell'UE e per mille altri mostruosi intrecci settari senza dimenticare l'incredibile frammentazione culturale e societaria che c'è in Italia (e che spiega bene perchè siamo nella situazione attuale).

    In effetti sul "divide et impera" bisognerebbe riflettere un po' più a fondo perchè lo stanno applicando da decine di secoli.

    Comunque rendiamoci conto che ormai siamo in un clima da realtà romanzata.

    Uno fra i mille esempi è noto a tutti ma vale la pena ricordarlo.

    Qualche anno fa Tremonti spiegava e denunciava (in TV) la creazione dell'instabilità globale da parte di "pazzi illuminati" ... questo mentre lui era il presidente dell'Aspen Institute (nomen omen) ovvero, se le sensazioni non sono aria fritta, una delle probabili strutture di basso livello di quei "pazzi illuminati" !

    Ora è lo stesso che dice di aver ricevuto una specie di "pizzino" in cui lo si consiglia di anticipare l'uso della mazza ferrata (in senso metaforico) verso l'odioso stato sociale della marmaglia, che poi era pure stata avvertita in tempo in tutti i modi (incluso il libro di Tremonti, che ovviamente non ha letto essendo analfabeta per definizione ...) e quindi non ha scuse se si è comportata da cicala.

    Se non fosse la realtà si potrebbe pure apprezzare l'ironia e l'umorismo che circondano certi fatti.

    In ogni caso credo poco ai moti di piazza che poi si risolvono in scontri con la sola polizia; è sempre utile ricordarsi del metodo Cossiga.

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  6. @Adetrax
    Condivido,però il tuo esempio su Tremonti riprende ciò che afferma Lame,un "fiscalista che governa la Finanza" se al posto di Tremonti ci fosse o fosse stato un politico coi coglioni(e qui cogli i danni del berlusconismo)sicuramente avrebbe reagito ,non calato le brache, mi vengono in mente Chaves e Morales per fare un esempio che sono un miraggio pure nella nostra "sinistra"intendiamoci bene.
    Il metodo Cossiga è da mettere in conto,fa parte del rischio,sicuro l'immobilismo non porta a nulla.
    Anche portare in piazza i pensionati è rischioso,sicuramente approfitterebbero dell'occasione per farne fuori qualcuno,così tanto per far risparmiare l'INPS ;-)

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  7. Adetrax14:08

    @rossoallosso

    ... se al posto di Tremonti ci fosse o fosse stato un politico ...

    Stiamo attenti che questo politico, questo "uomo della Provvidenza" non rispunti fuori ora (ogni riferimento a B. è puramente casuale).

    L'Italia è piena di rag. Spinelli da incolpare ma, pur non essendo esenti da colpe, di fatto non sono gli unici responsabili visto che loro eseguono direttive ben precise (e l'obiettivo internazionale era molto probabilmente di arrivare al punto in cui siamo ora o anche peggio).

    Cioè se tu metti un fiscalista come ministro o non sai quello che fai o lo fai apposta.

    Ad es. B. fino a qualche settimana fa non faceva altro che chiedere soldi a Tremonti e una bella "paccata" di miliardi li ha comunque ottenuti anche recentemente (anche se non si sa bene per cosa saranno usati).

    Insomma, voleva soldi e ancora soldi ma senza aumenti di tasse o altro, che doveva fare il rag. Spinelli di turno ?

    Mandare tutto e tutti a quel paese ?

    Chiedere a Draghi: pensaci tu a far ragionare il draghetto rosso ?

    Ora assisteremo alla classica virata a 180 gradi, al solito voltafaccia del Giano bifronte.

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  8. @Adetrax
    Ma come,io ti parlo di politici con la P maiuscola e tu mi replichi con dementi con la B maiuscola? ;-)

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  9. Il primo problema e` che Tremonti, presentato dalla propaganda Raiset come fine economista frenato da Berlusconi, è in realtà un incapace cialtrone. Basta vedere le sue pensate in tempi non sospetti, dalla tassa sui profitti delle aziende energetiche, oppure il suo libro “La paura e la speranza”, al mitico grafico che fece in televisione, dicendo che avrebbe azzerato il debito pubblico nel giro di tre anni…

    Il secondo problema è che non vedo nemmeno nell’opposizione dei leader politici in grado di avere delle idee sensate su cosa fare. In piu` ci sono i vari D’ Alema, Veltroni, Rutelli e amichetti vari, ancora in grado di fare enormi danni.

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  10. In un anno l'azienda del vucumprà ha perso il 47%, ma dal collocamento in borsa (aprile 2005) ad oggi, collocamento avvenuto a 10,55 euri per azione, ha perso circa il 76% a valore corrente, e il 79% a valore costante.

    Un successone!

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  11. @ Adetrax
    Pare che B. avesse bisogno di liquidità per delle escort particolari: i talebani. Li pagava perché non facessero attentati ai nostri in Afghanistan.

    Non so se avete sentito Bagonghi raccontare quando è nato il debito pubblico italiano: dal 1978 al 1992, ovverosia grazie ai governi del suo amico Cinghialone. E dal 92 ad oggi? Visto che ha governato quasi sempre lui, i dati non ci sono pervenuti. Si è passati dal 92 direttamente ad oggi, con il teletrasporto.

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