venerdì 26 agosto 2011

Premio Brioscina d'Oro


Questa settimana si contendono l'ambito riconoscimento prerivoluzionario, riservato alle mirabolanti imprese dei membri della Casta, due pezzi da novanta del governo di centrodestra: il ministro Fitto e Gianni Letta. Se siete indecisi si può sempre assegnare il premio ex-aequo. Votate numerosi.

Il ministro Fitto, in occasione di un suo recente viaggio privato in treno con famiglia appresso, si è visto offrire con fantozziano servilismo da Trenitalia, come documentato da una email interna aziendale: "Massima attenzione alla pulizia e al servizio offerto, compreso equipaggi, loco, puntualità e sicurezza patrimoniale"

Motivazione del premio: per averci ricordato che per noi amebe comuni italiane i treni rappresentano ben altra realtà. Carrozze lerce, puzzolenti o inaccessibili perché "fuori servizio". Treni insufficienti per l'afflusso di passeggeri e carrozze strapiene. Vagoni in condizioni post-atomiche, guasti continui e disservizi da incuria e mancata manutenzione: acqua di condensa dei condizionatori a pioggia sui viaggiatori oppure niente condizionatore e temperature da forno crematorio. Cronici ritardi, tanto che quelli di dieci minuti o un quarto d'ora ormai vengono considerati fisiologici, non compaiono neppure nell'apposito spazio sul videoterminale degli arrivi in stazione.

Secondo nominato per la Brioscina d'Oro: il  sottosegretario Gianni Letta al cui zio, prefetto fascista decorato con aquila nazi, applicatore solerte delle Leggi Razziali, è stata intitolata, dai servili amministratori locali pidiellini, una piazza con busto nel comune di Aielli, in provincia dell'Aquila. Iniziativa pagata con soldi (20 mila euro)  provenienti dai fondi post terremoto. La cerimonia è avvenuta alla chetichella il 20 agosto scorso per presunti "motivi di ordine pubblico". 

Motivazione: per aver permesso, grazie a cotanti natali, l'ennesima fiera manifestazione di Orgoglio Fascio e per lo sprezzo del pericolo dimostrato nel bypassare i temibili ottuagenari Anpi, pronti a rovinare questa bella festa di Casta.

Io non so proprio chi scegliere.

4 commenti:

  1. un uovo in attesa di sre21:34

    l'io proprorrei
    per quanto sia appropriata
    la tua proposta
    di scegliere fra gli escrementi
    è perchè noi siamo quello che siamo
    che esiste la casta degli escrementi

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  2. Fossimo un Paese serio, quel fascio verrebbe sostituito con il busto di Totò, quello messo in cantina ad Alassio. Nel giro di poche ore.

    A proposito.
    Che caruccio Letta (Enrico) al meeting CL.

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  3. Secondo me il premio andrebbe conferito a Fitto, poverino. Egli è passato inosservato come ministro, nel senso che nessuno s'è accorto della sua presenza in un governo di primedonne. Le poche volte che è rimbalzato agli onori della cronaca è stato nel 2006, quando è stato rinviato a giudizio per peculato, corruzione, abuso d'ufficio e illecito finanziamento ai partiti e nel 2009, per un altro rinvio a giudizio per concorso in turbativa d'asta e interesse privato. Ora, contro la sua volontà, egli che ambiva viaggiare come un comune mortale in un treno infestato dalle zecche e con una decina di ore di ritardo, lo hanno fatto viaggiare in un treno pulito, comodo, e perfettamente rispettoso degli orari.

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  4. Anonimo14:53

    L'episodio di Fitto è emblematico della mentalità di merda che si è instaurata in questo paese, per cui l'unica regola per fare carriera è essere "arrogante coi più deboli e zerbino coi potenti" (cit.). Se siamo a un passo dalla Grecia, è anche grazie a questo.

    Saluti

    Nevermind

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