sabato 24 settembre 2011

Il peggio femminino



"Questo patto [dichiarazione di voto, n.d.a.] vogliamo stipularlo con Lei e non col prof. Prodi: la sua campagna fatta di 'serietà' e 'sacrifici' non ci piace, ci intristisce e ci fa un po' spavento. E noi signore lo lasciamo volentieri perdere. 'La bellezza salverà il mondo'." (Dalla Lettera aperta delle donne a Silvio Berlusconi, marzo 2006) 


Quando tutto sarà finito e ci aggireremo tra le macerie fumanti di questo disgraziato paese, bisognerà fare un discorsetto come si deve alle donne che hanno popolato, appoggiato, sfruttato ed acclamato il maledetto regime del Drago Flaccido per tutto questo tempo. Qualche testolina da rapare metaforicamente a zero per intelligenza - anzi incoscienza - con il nemico, insomma, non guasterebbe.

Non è un mistero che proprio le donne siano state lo zoccolo duro dell'elettorato del Nano della Provvidenza. Non solo le patetiche vecchie passerottine comperate last minute con il cestino da viaggio dei poveri - panino al salame e mezza minerale - e mandate di fronte a Palazzo di Giustizia a fare claque. Non solo le signore bene e male tradizionalmente sensibili ai richiami del populismo fascista e del conservatorismo protettore del privilegio ma milionate di donne di tutte le classi sociali, anche le più umili, che gli si sono donate senza indugio come ringraziamento per essere state sedotte e condizionate pavlovianamente dalla sua cura Silvio-Ludovico.
Ore ed ore, giornate intere per trent'anni a farsi rincoglionire ed offendere da trasmissioni oscene per ignoranza e volgarità, senza che nessuna avesse il buon gusto di spegnere l'ordigno infernale e rifiutarsi di comperare i rovagnati, i mulini bianchi e tutte le cianfrusaglie che avrebbero finanziato altra televisione immonda, altra merda da far colare nel loro salotto, in un loop consumistico e culturalmente degradante senza fine.
L'oscenità che ci ha fatto rabbrividire in "Videocracy" e ne "Il corpo delle donne" le italiane l'hanno tollerata senza fiatare per decenni senza accorgersi di come questo condizionamento tette-culi stesse scavando come una talpa nell'inconscio maschile infettandolo con l'idea che le donne debbano essere sempre e solo categorizzate secondo un sistema binario in strafighe vs. cesse, minorenni vs. vecchie, chiavabili vs. inchiavabili, madonne (le loro madri) vs. troie (il resto del mondo).
Quando il responsabile di tale schifezza è sceso in politica, invece di evitarlo come la peste, lo hanno votato, gli hanno affidato le loro vite e quelle dei loro figli. Del resto anche nella vita reale capita ad esempio che siano proprio le donne a volte  - magari per stupidità ed incoscienza - a dare in pasto i figli ai pedofili, specie se di famiglia. Sarà il riflesso nei confronti del maschio dominante.

Ora le donne che lo hanno votato si adontano. Il vecchiaccio in fondotinta non riesce a difenderle dalla crisi perché ha perso troppo tempo a difenderle dai comunisti e si sentono punte nel vivo soprattutto per il fatto delle mignotte.
Lì per lì, quando Veronica già nel 2007  le aveva avvertite non le avevano creduto. L'avevano considerata un'ingrata che osava toccar loro il Silvio. Avevano svuotato la sacca del veleno. Poi, a furia di martellare, scandalo dopo scandalo, identificandosi nella moglie cornuta con il marito che va a puttane e per giunta più giovani, nella dura scorza dell'elettorato femminile papiminkia si è formata una crepa strutturale, sintomo di crollo imminente del mito.
A proposito, è inquietante che si debba essere d'accordo con uno come Edward Luttwak che ha dichiarato Veronica "vera patriota italiana" per essere stata la prima a ribellarsi al Drago.
Che siano pentite o meno, le elettrici di B. non hanno comunque scuse: sono colpevoli di favoreggiamento continuato al regime.
Anche le donne di centrosinistra hanno latitato nel denunciare come la televisione italiana stesse diventando null'altro che lo specchio della personale perversione sessuale di un vecchio libidinoso. Una manifestazione ogni trent'anni, la famosa "Se non ora quando" è francamente un po' pochino, soprattutto per quello che contano ormai le manifestazioni. Uno sciopero delle consumatrici, ad esempio, avrebbe fatto più male.

Il regime però non ha espresso solamente un elettorato femminile da vergognarsi ma soprattutto una classe dirigente in tacchi a spillo che è  il peggio del peggio femminile. Il berlusconismo si è fatto rappresentare ed ha portato al potere, coprendole di denaro, carriere e ciondoli per farle star buone,  le sciurette cotonate, le zie ricche fasciste, le imprenditrici coscialunga e cervello fino, le figlie-di, le terruncielle rampanti con la specializzazione in arti bolognesi, le zoccole e basta, le minorenni che vanno per i trentacinque, le casalinghe di Voghera, le anelle mancanti razziste con il terrore del negro, le pozze di ignoranza abissale elevate a ministre dell'istruzione e quelle che maitresse si nasce e loro lo nacquero. Un mare di nullità femmine abituate a funzionare in modalità cervello automatico con schede preprogrammate; sacerdotesse della vita facile e della carriera molta spesa e poca resa grazie alla coscia allargata, tutto a spese dei contribuenti. Tutte bonazze perché, come ha recentemente dichiarato la sacerdotessa che parla come Vito Catozzo, "le racchie devono stare a casa". A casa anche le brave e le intelligenti, era sottinteso. Perché il combinato di bella & intelligente rischia di far andare in sovraccarico il sistema. Il berlusconismo, per stabilizzarsi, deve annichilire l'intelligenza, la creatività e la competenza della donna. Deve essere solo il Trionfo della Cretina.
E bastava guardare le sue televisioni per capirlo con anni di anticipo ed evitare i danni catastrofici che stiamo subendo.

Menzione d'onore alla Marcegaglia che, se non altro, dimostra più coraggio e determinazione di Bersani nel parlare di "salvare l'Italia" ma per il resto? Che facciamo per ricostruire culturalmente il paese?
Una seria e profonda autocritica da parte dell'universo femminile per le colpe che ha avuto nell'aver tollerato ed appoggiato questo schifo del berlusconismo non guasterebbe. Magari cominciando da un bel "che cretine siamo/sono state a votarlo", "che farabutte quelle madri che spingono le figlie a vendersi per una comparsata in TV o la borsa di Prada", o "che vergogna non aver denunciato prima il degrado culturale".
Questa autocritica dubito la si troverà mai nei siti femministi.
Confesso che non riesco più a seguirli. Fatico ogni giorno di più a capire il loro linguaggio e mi infastidisce fino all'orticaria quell'atteggiamento di assoluta e dogmatica giustificazione verso tutto ciò che fanno le donne; una sorta di vittimismo da minoranza etnico-religiosa sempre più piagnone e ricattatorio. Noto sempre più di frequente l'assenza pressoché totale di autocritica per i milioni di errori che commettono ogni giorno le donne, come è normale che sia, vista la loro natura umana. 
Per le femministe paiono non esistere donne cattive, stronze, disoneste, addirittura assassine. Se lo sono non è mai colpa della loro natura umana  ma del maschio che le ha disegnate così e che le opprime. Nell'universo femminista c'è questo gigantesco Godzilla cazzuto che si aggira sfracellando ponti e palazzi, minacciando costantemente l'esistenza delle sue povere vittime. Una visione che non è obiettiva perché profondamente fobica e unisessuale.
Se critichi il puttanaio che circonda, volontariamente, il satrapo nano, ti rispondono, le sorelle femministe, come ti permetti di giudicare, visto che "siamo tutte puttane", - dimostrando di non conoscere la differenza tra il ruolo, il mestiere e la forma mentis di puttana, che non sempre si sovrappongono e, per tagliare il discorso, concludono che il problema è che tanto siamo tutti sfruttati in questo mondo, quindi che vuoi? Quindi un par di balle. La ricostruzione dell'immagine della donna italiana, per esempio a cominciare dalla riscoperta e valorizzazione di tutti i talenti femminili, non solo della figaggine, non può che partire dall'autocritica. E da noi stesse.

18 commenti:

  1. clap, clap, clap.

    (apparte il giudizio sulla marcegaglia: c'ha messo anni a capire che la ricreazione era finita, finché sacconi appoggiava marchionne a lei andava benissimo - e infatti le acciaierie del papi, stavolta il suo, hanno cercato di copiarlo subito. ma è vero che non si è mai prestata, o piegata, alla visione berlusconiana della donna in quanto tale).

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  2. sarebbe interessante capire se esiste un modo davvero «femminile» di fare politica

    io credo in generale che le donne siano più estremiste, più «anima e corpo» nelle proprie scelte

    quindi, sono più assolute degli uomini, sia nel bene, che nel male

    inoltre la mentalità consumista colpisce molto le donne, da sempre più sensibili al bello, quindi più facilmente «catturabili» con l'inganno, anche se il modello edonista prende entrambi i generi, adesso

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  3. aggiungo una cosa, scusa cara lameduck

    hai straragione: in effetti a un uomo che manda a fan... un altro uomo non accade che gli rinfaccino di essere «antimaschilista», mentre una donna non è libera di mandare a fan... una propria cogenere

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  4. @ lorfeo
    Il mio giudizio sulla Marcegaglia (che normalmente non mi fa impazzire) era riferito solo al suo maggiore coraggio nel contrastare il nano rispetto a quelli dell'opposizione come Bersani. Nelle occasioni difficili le donne effettivamente tirano fuori più coraggio.

    @ diego
    In molti paesi del mondo ci sono donne ai massimi livelli di potere politico. Nessuno penso noti di più la loro femminilità rispetto alla loro competenza.
    Non credo che, nel giudizio su Angela Merkel, ad esempio, i tedeschi stiano a disquisire sul suo culo.
    Siamo noi che abbiamo fatto diventare realtà il sogno felliniano de "La città delle donne".

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  5. "le donne tirano fuori più coraggio" - ecco, con questa io sono già a disagio. tanto per fare un esempio, la merkel quanto a coraggio non è proprio il massimo. o forse è perché è un'Ossi (dispregiativo tedesco per ost-deutsch) e gli Ossi, nelle situazioni difficili effettivamente non tirano mai fuori il coraggio. (le generalizzazioni per genere sì, per nazionalità no?)
    ma una volta non c'erano le "persone"?

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  6. Semplicemente superlativa.
    Ne ho letti di articoli straordinari su queste tue pagine... Ma stavolta hai superato te stessa e riscattato un intero "genere", che nella sua variante italica lascia molto a desiderare... non parliamo poi della controparte maschile!

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  7. Post stupendo e giustamente durissimo a 360°. Dubito però che le donne in questione - elettrici o rappresentanti delle istituzioni che siano - faranno mai una riflessione sul loro operato, quando ci aggireremo tra le macerie di questo paese: bisognerebbe essere dotate di intelligenza, e questa sarebbe anche stata da coltivare nel tempo per sviluppare una qualche capacità critica e autoriflessiva. Qui non so se manchi la prima premessa, ma di certo ormai troppi anni di propaganda in opposta direzione hanno completamente annientato la seconda :-(
    Da dove ricominciamo per aiutarne la ricostruzione? :-)

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  8. Come faccio a non mandare un abbraccio virtuale a questa meravigliosa anatra zoppa? Io, che ancora mi trovo in famiglia parenti serpenti con una che rimane più berlusconiana di Emilio Fido (sposata ad un leghista) ed anche fra gli amici quelle due o tre incredibilmente ancorate ai loro paraocchi.

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  9. Anonimo10:42

    Nel giorno del ventesimo anniversario della pubblicazione del capolavoro dei Nirvana, hai scritto un post perfetto, per il quale l'unico commento possibile è l'applauso. Fossi in te però eviterei di seguire le orme di Kurt Cobain fino in fondo.

    Saluti

    Nevermind (appunto)

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  10. La Gelmini: "45 milioni per il tunnel Gran Sasso-Ginevra. E ancora non sapete quanto è costato affrescare il muro del suono!"

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  11. Ottimo post, condivido tutto a parte il fatto che ne parli come se fosse storia passata; non è purtroppo così, è il presente e anche il futuro, almeno quello a breve termine, e alle prossime elezioni stai sicura che mr. B. non prenderà lo zero% che meriterebbe, e indovina chi continuerà a votarlo (si spera per l'ultima volta) nonostante tutto?

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  12. C'è anche la versione di chi incolpa borsette e marciapiedi: QUI.

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  13. paolo08:36

    mi associo al generale plauso per il post

    però sono un po' inquieto: tanto per cambiare si rischia di licenziare il primattore ma di confermare la compagnia...

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  14. hai dimenticato tutte quelle cretine pagate per gheddafi a roma: anziché ammettere di aver fatto una marchetta per fame rilasciarono dichiarazioni su religioni e il fascino del premier e del dittatore tali da imbarazzare una nazione per i prossimi cent'anni, perché furono veramente poche quelle che ammisero di averlo fatto per fame e per manco 100 euro al giorno, e furono pure massacrate dai media.
    si perché chiamarle puttane non si può, si rivoltano soprattutto le madri, non solo le femministe. su queste ultime vorrei sapere:
    dove stavano le donne di se non ora quando prima dell'approvazione della manovra che soffocherà gli ultimi onesti?
    la maggiorparte delle italiane deve sempre emulare un'altra donna, di solito quella scelta dal capo: di sante arcuri dopo il crollo del nano ne usciranno miliardi per me, peccato che nessuna, almeno tra le vip, abbia imitato veronica.
    è sempre una soddisfazione leggerti ;)

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  15. Maverick08:58

    complimenti...gran bella analisi.
    Ti leggo sempre molto volentieri.

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  16. Pssssssssss... Napolitanooo.... Urge sciogliere le Camere, poi puoi pure tornare a dormire beato !

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  17. Complimenti per l'articolo, una riflessione così bella che l'ho pubblicata su FB, col rischio di spostare la gente dal mio blog al tuo XD. Scherzo, a me non segue nessuno. Ho deciso di seguirti, scrivi cose interessanti.
    Saluti

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  18. Ti scopro oggi, ma ti linko solo fino a quando non metterai pubblicità, poi ti delinko.
    Via le battute. Sono anni che cerco una voce femminile che dice quel che dici tu (a parte mia moglie), e mi ero quasi rassegnato al peggio.
    Belle idee, belle, belle, belle. Condivido tutto.
    Per me ci vorranno 50 anni per superare questo merdaio di cultura. I giovani ne sono pervasi e, quel che è peggio, gli pare naturale così. E a volte anche ai loro genitori per quanto mi pare di capire a scuola. Così sono almeno una mezza generazione (quella degli adolescenti di oggi) più un'altra mezza generazione (quella dei loro genitori), e il tunnel non è ancora finito. Vuol dire almeno 30-40 anni. Almeno altrettanti ce ne vorranno per ristabilire una visione più sobria e propria. Ciao.

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