venerdì 9 settembre 2011

Sacconi neri


La barzelletta, l'aneddoto, chiamiamolo come ci pare, di Sacconi. E vabbé, il delirio di un tizio che sembra survoltato da chissà quale sostanza - visto quanto si agita? - e reduce probabilmente la sera prima dalla visione annebbiata di "Flavia la monaca musulmana". Sono miserie da vecchi dai neuroni morenti. 
Piuttosto io ho notato Bonanni, lì a fianco, che non ha battuto ciglio. Ecco, un pensierino, un leggerissimo sfanculamento anche per lui non guasterebbe. Per par condicio.

Vado a dar di rota alla vecchia Guillottin.

5 commenti:

  1. Anonimo11:48

    Devi capirlo, era tutto eccitato perchè è finalmente riuscito a modificare l'articolo 8 e non ce l'ha fatta a trattenersi. Chissà cosa ci propinerà alla prima carica della Celere su un corteo CGIL.

    Saluti

    Nevermind

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  2. Ciao Lame. Mi sono iscritto a un corso per tricoteur...

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  3. paolo17:13

    siamo talmente messi male che questa vergogna di governo cadrà per la sfiducia dei "simpatici" crucchi...
    proprio vero che siamo un popolo di scansafatiche.

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  4. Una barzelletta talmente nuova che credo di averla sentita la prima volta mezzo secolo fa. Grande freschezza, e grande buongusto. Mi imbarazzava persino quando ero giovane.

    Bonanni chi? quello che a 62 anni ne dimostra ottanta spesi male, e che si è fatto crescere il pizzettino da rincoglionitino?

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  5. @ tafanus
    Io invece non la conoscevo. E, non so se è un bene, non riesco a capirla.
    Bonanni e quell'altro, come si chiama, Angeletti Jolie. Quelli incaricati di tenere fermi i lavoratori mentre i padroni li inculano.

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