venerdì 29 aprile 2011

Nozze da principessi


Visto un matrimonio li hai visti tutti. Sono sempre le solite situazioni, le solite scene, più o meno uguali a tutte le latitudini e su tutti i gradini della scala sociale. Lo sposo, la sposa, i parenti, i suoceri, gli invitati, i fiori,  la predica sulla sacralità della famiglia, il ricevimento, il bouquet lanciato come la palla ovale del rugby, la mischia delle damigelle, le foto, i paggetti, la torta, il mal di piedi, la sbornia e il mal di testa finali.
Qui, trattandosi di reali, ci hanno risparmiato la seconda parte della festa, quella della sposa senza scarpe sotto il tavolo e con il diadema sulle ventitré e lo sposo con la divisa slacciata e un bel rutto liberatorio postprandiale.

Notavo stamattina, durante l'interminabile passerella degli ospiti, che la capienza di Westminster potrebbe tranquillamente raddoppiare se si abolissero i cappelli a larga tesa d'ordinanza. Guardando le fogge in cui erano acconciate tutte quelle teste più o meno coronate si capisce come un personaggio come il Cappellaio Matto non poteva che essere stato creato in Inghilterra. 
Ma non parliamo di cappelli, nemmeno della signora in giallo, come è stata ribattezzata subito da chi commentava in rete in diretta l'evento, la Nonna Betty. Qualche buontempone si è domandato se a guidare la Rolls reale ci fosse per caso Ambrogio e se la regina avesse già il languorino. Poi dicono che la pubblicità non condiziona la gente.
Gli ospiti erano tutti ordinaria amministrazione, niente di particolare, a parte Victoria Beckham che ha scambiato uno dei quattro matrimoni per un funerale e si è vestita tutta di nero con tanto di muso lungo un metro. Da oggi sarà per noi Beckhamorta.
Delusione per i papiminkia nostrani, non c'era B. Meglio così. Se fosse stato presente al matrimonio avrebbe toccato il culo a Kate e raccontato una barzelletta su Diana.

Il clou di ogni matrimonio, ovviamente, sono gli sposi. Stavolta, secondo me, hanno un po' deluso. Lui, William, ha una faccia da bambino su una testa che sta andando inesorabilmente in piazza, con un vago effetto Benjamin Button. Vicino alla sposa la faceva sembrare molto più vecchia, Certo, se la divisa fosse stata azzurra come si conviene al Principe, sarebbe stata tutta un'altra storia. Quel rosso guardia faceva pensare a dove mai gli fosse caduto il cappello di pelliccia durante il tragitto da casa a chiesa.

La sposa. La Kate Middleclass che forse tra cent'anni sarà regina, se Betty non diventa definitivamente immortale, a me è parsa niente di che, ma proprio scialba. Una di quelle facce, avrebbe detto Oscar Wilde, che viste una volta non te le ricordi più. Una Barbie mora, troppo secca e parecchio ingessata e, ahimé, con una sorella che, dietro di lei come damigella, rubava la scena sia per l'acconciatura che per il culo parlante sotto il raso dell'abito, tra l'altro molto più bello del suo. E' proprio il caso di dirlo. Alla sposa, la sorella-damigella gli ha fatto una Pippa.
Detto che, rivisto oggi, il vestito di Diana, la suocera buonanima, farebbe quasi ridere, con le mongolfiere al posto delle maniche e tutto l'eccesso tipico degli anni ottanta, rispetto a quello, comunque, l'abito di Kate sembrava preso al "Paradiso della Sposa". Senza contare che, aver copiato quello di Grace Kelly, anch'essa stampatasi in auto sfilando una curva, sembra un voler sfidare un po' troppo la sorte. Come se non fossero bastati la Bechkamorta in lutto stretto, il celebrare il matrimonio nella stessa cattedrale del funerale di mamma Diana ed Elton John che cantò, sempre in quell'occasione, la Messa da Requiem e che oggi, forse ci ha risparmiato la candela nel vento. Roba da non mollare la presa per tutta la cerimonia.

A parte il look deludente gli sposi mi sono parsi freddini. Va bene che stavolta lei non è affetta da quel meraviglioso pudore virginale di Diana che le infiammava la gota (buongustaia!) e che, fidanzati da tanto tempo ormai, faranno l'amore con il pilota automatico, ma il bacio al balcone, mioddìo, con lui che nemmeno la tocca, che strazio. Proprio il bacio di chi non si bacia più. 
Vuoi mettere Jessica e Ivano? Anche l'anello che non calza loro lo rendevano molto più interessante di 'st' inglesi ingessati. 'Tacci loro!

La notte porta consiglio


"Esistono le famiglie tradizionali che fanno crescere i bambini e li educano. Questi quando sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l’assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti, e che hanno avuto invece molti soldi in più durante la vita. Sennò da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?"
 (Rocco ButtiglioneRadio24, "La Zanzara" 27 aprile 2011, dal minuto 66 in poi)

Quale problema affligge quest'uomo? Ho una mia teoria ma per spiegarla ho bisogno di una breve premessa.
Avete presente quelle notti insonni, oppure quei risvegli precoci delle tre del mattino seguiti dall'incapacità di riaddormentarsi, quando si viene assaliti da pensieri tipicamente notturni? Mi riferisco a quei pensieri che si sforzano di essere assolutamente logici e razionali e di solito sono la ricerca disperata della soluzione di un problema che abbiamo dovuto affrontare durante la giornata appena trascorsa ma che in realtà sono giri a vuoto di un cervello che, invece di sforzi di problem solving, avrebbe un tremendo bisogno di dormire e di lasciarsi andare all'irrazionalità salutare del sogno per farsi un salutare defrag e cancellare tutte le informazioni ridondanti ed inutili e i file danneggiati che affollano la mente.
Avrete notato che, di solito, dopo una nottata passata a rimuginare, perduti nel labirinto del nostro cervello, dopo anche una breve dormita, alla mattina la soluzione del problema giunge all'improvviso e senza alcuna fatica, con il tipico meccanismo dell'insight (la lampadina di Archimede, per intenderci.)

Ecco, chi è afflitto in maniera costante da questi pensieri notturni che, dopo un po', tendono a prendere il sopravvento anche durante l'attività cerebrale diurna, può arrivare a concepire ragionamenti proprio come quello di Buttiglione. Un concetto più contorto di un fusillo su famiglie, figli, gay e pensioni che alla fine si concretizza nell'assunto illogico che l'unico scopo della vita è procreare. Che chi non procrea e magari è pure frocio è un po' come quei disabili dell'epoca nazista che costavano tot marchi al giorno e che se fossero eliminati lo Stato risparmierebbe milioni. Vi ricordate quella famosa scena di "La vita è bella" con la maestra fascista che parla entusiasta di come si studia l'aritmetica nelle elementari del Reich? 

Per Buttiglione è veramente insopportabile l'idea che un proprio figlio sia costretto, da grande, a pagare con i propri contributi INPS la pensione dorata di Dolce & Gabbana e magari l'ennesima Vespa leopardata al suo anziano ex parrucchiere. 
Dopo una sana dormita e ragionandoci di nuovo su potrebbe venirgli in mente che, per esempio, ci sono persone che non possono procreare per motivi di infertilità e perché c'è una legge, voluta dalla sua parte politica, che impedisce loro di ricorrere alla procreazione assistita; che ci sono gay che, lavorando una vita intera sudando come somari a mille euro al mese, non come stilisti alla moda ma come operai, meccanici e impiegati e quant'altro,  pagano le pensioni a chi bivacca in Parlamento e che, dopo appena cinque anni, ha diritto ad una pensione vergognosa da migliaia di euro al mese.
Che pure i gay lavoratori pagano la pensione a chi i figli non li ha avuti. Per esempio ai preti, compresi quelli pedofili. 

mercoledì 27 aprile 2011

L'inno del corpo (elettorale) sciolto

Ieri il malefico ha nominato i "sondagi", giustificando la mossa antidemocratica e decisamente vigliacchetta di voler togliere la parola agli elettori del referendum antinucleare con la scusa che costoro sarebbero scossi dalla tragedia di Fukushima e quindi si troverebbero più o meno in stato confusionale, con il rischio di rigettare anche il legittimo impedimento che riguarda le sue costose terga. Un comportamento da pischello di sette anni che, siccome il pallone è suo e non vogliono farlo giocare, è disposto perfino a bucarlo e portarselo via.
Abituato a vincere facile e con la roulette truccata più di lui, il piccolo vuole il 2-0 a tavolino. Perché? Perché sa che i referenda li perderebbe e che forse rischia la mutanda piena anche nelle elezioni normali, politiche ed amministrative. 
Lo dimostrerebbero i risultati dei sondaggi condotti dalla Università LUISS, Centro Italiano Studi Elettorali, pubblicati ieri. Manca solo che i media televisivi e cartacei ne diano notizia ma, in presenza di cotanti maggiordomi pietosi che preferiscono lasciare il vecchio all'oscuro e prigioniero dei suoi deliri, lasciamo che siano i blog a riprendere la notizia. (Io l'ho trovata su Facebook).

Come vediamo nel primo grafico, a differenza dei referenda scorsi, che di tendenza attiravano sempre meno elettori fino a non raggiungere il quorum, questa volta, nonostante la domenica di giugno, il mare e tutto il cucuzzaro festivo, un sorprendente 87% di intervistati dichiara di voler andare a votare per i referenda. Quorum assicurato se il risultato dovesse mantenersi tale nella realtà. 
Le intenzioni di voto per tutti e quattro i quesiti sono per il SI, ovvero per l'abrogazione delle leggi relative: ritorno al nucleare, entrata dei privati nel settore dell'acqua pubblica e legittimo impedimento.


Alla domanda se in Italia si dovrebbero costruire nuove centrali nucleari, il 69,9% degli intervistati risponde con un no risoluto.

Il 64,3% degli intervistati si dichiara contrario ad affidare la gestione dell'acqua pubblica ai privati.

Infine, riguardo al legittimo impedimento, il 56,5 degli intervistati si dichiara per niente d'accordo con la pretesa dei membri del governo di rinviare i processi a loro carico. Si noti che non viene nominato B. ma si parla in generale di membri del governo. 
Come si dice? En plein?

Alla domanda più generale, se fosse auspicabile reintrodurre l'immunità parlamentare, il 63,7% del campione ha risposto no. Altro segno che i privilegi di casta sono sempre meno graditi dall'elettorato.

E le intenzioni di voto per le elezioni politiche? Per chi voterebbero oggi gli italiani del campione intervistato dal CISE? Anche qui il risultato è abbastanza sorprendente. Il centrosinistra è al 44,1%, il centrodestra al 41,2%.
Non dite a Bersani che rischia di vincere, però. Se no si caca addosso.

martedì 26 aprile 2011

Chernobyl - Fukushima, solo andata

Chernobyl, 26 aprile 1986 - 26 aprile 2011
L'avete sentito il nano fetuso, questo venditore di scimmie di mare? Il decretino inserito nel decretone, quello che eliminava  il nucleare, era una finta, serviva solo per prendere tempo ed ingannare, come al solito. 
Certo ci vuole una faccia come la sua per scegliere il giorno della commemorazione del disastro di Chernobyl e con i reattori di Fukushima ancora fumanti per dichiarare ufficialmente che lui non vuole che gli italiani, gli stessi che blandisce quando ha bisogno di voti per salvare il suo culo, si esprimano democraticamente con il voto nel referendum sul nucleare, ovvero su una questione di capitale importanza per la loro vita e salute. 
Lui non vuole, la Marcegaglia e gli amici degli amici non vogliono. Diventan tristi se noi votiam.

A questo punto, come sempre, siamo nelle mani della Cassazione che dovrà decidere se annullare o meno il referendum sul nucleare. Speriamo decida per mantenerlo, assieme a tutti gli altri. I quattro SI, in quel caso, potrebbero diventare orgasmici. Un orgasmo democratico multiplo.

lunedì 25 aprile 2011

25 Aprile


C'è solo da raccontare un brutto sogno, in questo 25 aprile, l'incubo nel quale siamo precipitati senza che nessuno venga per pietà a darci il calcio del risveglio.
Ecco i veri revisionisti, scatenati nel loro indomabile revanscismo. Il fascismo come malattia endemica del capitalismo, come suo cancro, per questo non riusciamo ad estirparlo. Manifesti sconci a Roma e la comunità ebraica tace, dimentica delle Fosse Ardeatine, del Ghetto di Roma, delle deportazioni. Anche loro stanno sognando, perduti nel sogno dell'utopia fallita, della terra promessa nella quale non vuole andare più nessuno, che però i fascisti gli permettono di continuare a sognare finché il sogno non si sgretolerà del tutto.

L'Italia non l'ha liberata la Resistenza ma gli alleati, dicono i revisionisti di cui nessuno ha paura e che nessuno addita al pubblico linciaggio. (In questo brutto sogno sono i blogger la minaccia, non i fascisti al governo.)
Certo, gli alleati, quelli che hanno scatenato le orde di stupratori e bombardato a tappeto i civili  ma che hanno permesso a loro, i fascisti, di continuare ad esistere anche dopo. In stand-by, in coma vigile, fintanto che non fosse arrivato l'uomo giusto per rianimarli e permettergli di vomitare ancora le loro teorie così consone al sistema da mantenere ad ogni costo.
Poveri partigiani che hanno liberato un popolo che voleva solo essere dominato da un dittatore e che tanto ha fatto per trovarsene un altro, peggiore del primo. Uno che oggi non ha niente da festeggiare, giustamente, essendo il campione del revanscismo.

Un 25 aprile che coincide con la Pasquetta. Il 1° maggio che sarà la grande celebrazione dell'orgoglio vaticano. Quest'anno la Chiesa ci scippa le uniche feste laiche del calendario. Anche questo è un segno che viviamo nel peggiore degli incubi.
Cercate segni dell'esistenza di Dio, per caso? 
Un santo è stato assassinato ma, nel giorno di Pasqua, anche se la nostra fede era fortissima, non è risorto. Non riesco ad immaginare una prova più evidente di questa della non esistenza di un Dio, se non profondamente malvagio. Un Dio che fa di tutto per far credere che non esiste.
Tra una settimana un santo lo faranno, in pompa magna, ma sarà Woytila, non Monsignor Romero. Quel Woytila che disse chiaramente a Romero che non doveva inimicarsi il governo fascista del Salvador che poi l'avrebbe massacrato sull'altare. Quel Woytila che, per coerenza, non volle inimicarsi il generale Pinochet e che ora sarà il primo megasanto dell'anticomunismo. Oltre che malvagio, il Dio del sogno nel quale siamo precipitati dev'essere un Dio fascista.

domenica 24 aprile 2011

Omofobi idrofobi


Ma quanto è stupida l'omofobia, quanto è violentemente idiota nella sua irrazionalità? In un paio di giorni due episodi di intolleranza verso le persone omosessuali hanno riempito la pagina dell'imbecillità sui giornali.
Nel primo, un presunto vero uomo apostrofa per strada Paola Concia e la sua compagna con una sequela di insulti di stampo nazista, il più carino dei quali è " vi dovevano bruciare nei forni". E solo perché le due donne camminavano tenendosi per mano. 
Tranquilli, non è il sesso a turbare l'aspirante addetto volontario al crematorio, ma l'affettività. C'è gente talmente disturbata emotivamente che può venire sconvolta dalla manifestazione di un normalissimo gesto d'amore.
Il giorno dopo, la notizia dell'episodio di omofobia ai danni di una parlamentare viene riportata sul "Giornale" e lì, i soliti commentatori più a destra di Hitler ci mettono del loro, dicendo che, "si, è vero, che schifo le lesbiche". Addirittura se la prendono con la Concia perché ha giustamente reagito nei confronti dell'ominide omofobo. Come si permette, questa, di difendersi da un'aggressione incivile?

Per il secondo episodio mi scuso se dovrò nominare, nell'occasione, Carlo Giovanardi. Il sottosegretario se l'è presa con una pubblicità IKEA  che raffigura due uomini che si tengono per mano (arridaje, fidatevi, è l'affettività che li sconvolge, il volersi bene e il dimostrarselo, non il sesso). 
Lo slogan della campagna incriminata è che IKEA è aperta a tutte le famiglie, quindi anche a quelle omosessuali. Per forza, IKEA deve vendere la sua mercanzia e se ne frega se sul divano Klippan ci faranno l'amore lui e lei, lei e lei o lui e lui. O tutti assieme appassionatamente. Basta che comprino. Si chiama legge del mercato, della domanda e dell'offerta. Il consumatore non ha sesso. E' un portafogli che cammina.
Casomai un Giovanardi così attento alla difesa della sacra istituzione familiare messa a repentaglio dai busoni che infestano i centri commerciali, potrebbe preoccuparsi che sul Klippan non venga molestato qualche bambino da un genitore, parente, amico di famiglia o prete, o vi venga semplicemente maltrattato da un genitore eterosessuale ma sociopatico.

Viene da sorridere a pensare che questi omofobi idrofobi  votano e si fanno inchiappettare politicamente da quasi vent'anni da un tizio che si è rimminchionito a furia di guardare gli spettacolini lesbo che le sue amiche fidanzatine gli organizzano tutte le sere, coinvolgendo anche presunte maggiorenni.

Sono ipocriti e incoerenti e se non lo fossero non si divertirebbero.

Due donne che si tengono per mano scatenano la voglia di riaccendere i forni ma  è noto che se due pezzi di strafighe nude con il tacco del dodici e un collare da cane al collo si slinguazzano su un palco la cosa è considerata dagli uomini cosiddetti normali cosa assai arrapante.
Ecco quindi che cominciamo a capire il perché di certe reazioni. Finché il lesbo è una rappresentazione delle fantasie maschili più trite esso è accettato e promosso in tutte le sue manifestazioni. E' sottinteso che le due, ipersessuate e rigorosamente etero, si esibiscono solo per far piacere all'uomo e alla fine torneranno a farsi trapanare dal loro padrone assoluto. Come recita lo slogan di un pornazzo: "In mancanza di cazzo si può diventare lesbichette". L'amore fra donne come ripiego, non come scelta.
Se invece è l'amore sessuale tra due donne a volersi affermare, magari facendo a meno dell'uomo, la reazione di chi si sente escluso è violenta e rabbiosa e può arrivare a forme estreme di punizione, come lo stupro rieducativo delle lesbiche che è piaga endemica in Sudafrica.

Non che le cose vadano meglio se sono due uomini a tenersi per mano per strada. Da un certo punto di vista la rappresentazione dell'affettività e del sesso tra uomini è ancora più osteggiata da una società maschilista di eterosessuali ad ogni costo. La violenza contro i gay è talmente diffusa che non fa più nemmeno cronaca, nemmeno gli episodi più truci.
Per giunta, al contrario degli uomini che amano il lesbo show, noi donne non ci arrapiamo a vedere due palestrati che si inchiappettano nella doccia e non ci sogneremmo mai di chiedere a due nostri amici particolarmente gnoccoloni di farlo per noi.
Non perché non li troviamo belli e seducenti ma perché se due uomini vogliono fare sesso è giusto per noi donne sentirci di troppo e non voler disturbare. Senza nemmeno illuderci di volerli redimere, con la nostra immensa presunzione.

venerdì 22 aprile 2011

Il lato B. dell'Italia


Se i sondaggi dicono che la gente è stufa del governo di un vecchio regredito a causa della tabe senile alla fase anale, ecco che la voglia di far esprimere il popolo attraverso le urne diventa improvvisamente un qualcosa da evitare a tutti i costi.  Un nano è per sempre. Nel 2008 fu eletto e, se il vento da allora sta cambiando e diventando sfavorevole, semplicemente non si voti più. Si eviti che il popolo deficiente che gli ha dato il voto possa cambiare idea.
Intanto, questa tornata referendaria non s'abbia da fare, soprattutto se uno dei quesiti riguarda il culo in persona. Vedrete che in futuro, per evitare altre noie, studieranno una legge per abolire il referendum o renderlo completamente inefficace, per esempio abbassando il quorum o obbligando i comitati a raccogliere 10.000.000 di firme. 

Se lo scontento aumenterà, il problema non sarà tanto se e quando andremo di nuovo a votare ma se ce lo permetteranno ancora. E se anche ci sarà concesso di votare, coloro che hanno avuto un potere enorme,  dal mantenimento del quale dipende la loro mera sopravvivenza, non lo molleranno di certo e studieranno sicuramente qualche trucco per rimanere in sella. Anche contro il volere degli italiani. 

Stanno già studiando il premio di maggioranza su base nazionale e non regionale da estendere al Senato ma è chiaro che non farebbero mai una legge che possa favorire gli avversari politici, e nemmeno sono i tipi da dire "ok, rispettiamo la volontà degli elettori e ci facciamo da parte".
Quindi, se studiano di blindare entrambe le camere è perché hanno già il broglio in mente.
Bisognerà vigilare con tutti gli organismi di controllo, anche internazionali, al fine di evitare che un vecchio megalomane si aggiusti un'elezione eventualmente sfavorevole. Sono capaci di tutto e se il popolo italiano vorrà mai liberarsi di loro temo che ci vorranno le cannonate.

giovedì 21 aprile 2011

Disinnestare il papiminkia


"Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? 
Un'idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un'idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un'idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte.
Il seme che pianteremo nella mente di quell'uomo, diventerà un'idea che lo condizionerà per sempre. Potrebbe cambiarlo... può arrivare a cambiarlo radicalmente." (Dom Cobb, dal film "Inception")

La mattina, andando al lavoro, mi capita di passare in mezzo alle bancarelle del mercato e di captare al volo i discorsi di quelli che io chiamo per abitudine ideologica bottegai. Discorsi che generalmente vertono sulle ultime notizie di cronaca, commenti leggeri che rimbalzano da un banco all'altro come palloncini pieni d'aria. Possono essere sfottò tra tifosi per l'ultima partita di calcio o personali del tipo: "Allora, com'è andata ieri sera con la tipa?" Sottinteso: "Te la sei trombata?"

Stamattina, uno di questi bottegai raccontava ad alta voce perché sentissero tutti, eccitato e con la bavetta all'angolo della bocca, le imprese del nano di Hardcore, evidentemente il suo idolo di riferimento.
"Aveva un harem! (Pausa per riprendere fiato dall'emozione) Avete sentito? La Minetti gli faceva annusare la passerina, gli faceva annusare la passerina (lo avrà ripetuto tre o quattro volte) e lei baciava il pistolino."  Proprio così, con il linguaggio da bambino sporcaccione oramai fuori tempo massimo.
"Bella roba", ha provato a ribattere una ragazza giovane, visibilmente scandalizzata, dirimpettaia di bancarella e un altra donna più in là, sempre bottegaia, ha commentato con fastidio, rivolgendosi al collega: "Te, adesso, con questa storia ne hai fatto proprio una fissazione." 
Beh, ho pensato, la corazza di questi elettori, apparentemente inattaccabile dal sospetto di aver votato solo un impunito e maniaco sessuale, sta cedendo, sta mostrando qualche crepa.
L'illusione  però è durata poco. Un altro bancarellaro, il papiminkia del giorno, ha pronunciato la fatidica frase che chiude ogni discussione che riguardi B. e il suo governo: "Comunque, piuttosto che governi la sinistra, guarda...."

Ecco quali danni può compiere l'innesto di un semplicissimo concetto, un pregiudizio, un sentito dire, un'affermazione non vera ma che lo sembra, una piccolissima ma geniale trovata come  "votatemi per evitare che i comunisti prendano il potere".

Il papiminkia dovrà soffrire ancora molto, dovrà sentire il fiato della Finanza sul collo, degli Enti Locali che gli aumentano le tasse perché con i tagli continui non ce la fanno più, dell'Agenzia delle Entrate che gli fa i controlli ogni tre mesi perché il bilancio dello Stato non ha più soldi e bisogna, d'altra parte, mantenere la casta cialtrona e mafiosa a caviale e champagne, ma dubito che, senza un'operazione che rimuova l'innesto, al limite fisicamente mediante la trapanazione del cranio, la capirà.

martedì 19 aprile 2011

Salti tu, salto anch'io!


E' da un po' di giorni che ho in mente il Titanic. Sarà per le orchestrine che continuano a suonare imperterrite nonostante l'allarme affondamento imminente e perché si cominciano a vedere topi e tope che abbandonano la nave (l'ultima in ordine di tempo Stefania Craxi che ha rilasciato un'intervista, già a bordo della scialuppa di salvataggio e bardata di salvagente, dove scongiura il comandante di abbandonare la nave).

Oggi l'annuncio che il governo rinuncia al nucleare. Le cinquanta centrali cinquanta entro il 2020 sognate dal piccolo Brunetta e dall'ineffabile Scajola rimarranno un sogno. Anche perché erano francamente irrealizzabili, un sogno appunto, e il tanto sbandierato accordo con la Francia per la costruzione delle centrali, firmato tempo fa dai due nani premier, quello nostrano e quello transalpino, era solo un pour parler, un "vedremo in futuro, casomai".
Il rilancio del nucleare italiano, visti i costi stratosferici che sarebbero ricaduti solo sulle finanze pubbliche, cioè nelle nostre tasche, era chiaramente l'ennesimo bluff di questo governo aerostatico e Tremonti deve avergli detto, ad un certo punto, ai vari nanicurie: "Bambole, non c'è un euvo".
Pensando poi che si sono spesi dal 1987 ad oggi 9 miliardi di euro per un decommissioning che non è mai partito del tutto, figuriamoci come e dove si sarebbero trovati i soldi per nuove centrali e nuovi problemi. 

Ricordo, a chi stesse per dire che ci sono pur sempre i privati per costruirle, che in nessun paese del mondo il nucleare riesce nemmeno a porre la prima pietra senza un poderoso aiuto statale. 
E' cosa stranota ma giova ripeterla. Quando la Thatcher provò a privatizzare il nucleare britannico negli anni '80, le gare d'appalto andarono deserte. Non c'era allora e non c'è oggi alcun imprenditore al mondo in grado di investire subito capitali enormi con la prospettiva di cominciare ad averne un ritorno, se tutto va bene, tra non meno di una quindicina d'anni. 
Il nucleare è il modo più costoso mai inventato dall'uomo per produrre acqua calda ed è anche il più pericoloso perché, se salta la pentola a pressione, bisogna demolire non solo la cucina e il ristorante ma smobilitare tutt'attorno per decine di chilometri città intere e per sempre. 
Ammesso poi che la centrale andasse in funzione e operasse senza incidenti, la sua vita sarebbe non più lunga di un'altra ventina d'anni in media, quindi nascerebbe il problema del decommissioning e dello smaltimento non solo delle scorie ma di tutto l'ambaradan contaminato da livelli più o meno alti di radiazioni. La  famosa riduzione  "a prato verde" dell'impianto, ovvero il suo totale smantellamento, compreso il nocciolo del reattore, è  finora risultata possibile in pochissimi casi, visto che non esiste al mondo un sito dove stoccare in piena sicurezza tutto questo materiale radioattivo. Nemmeno il famoso megadeposito di Mount Yucca negli Stati Uniti, mai entrato in funzione e costato al contribuente americano $ 11 miliardi.

Detto questo, io non canterei tanto vittoria, pensando alla decisione del governicchio B. (Barnum) di rinunciare ai sogni di Brunetta e Scajola. Non è affatto una vittoria del fronte antinucleare ma l'ennesima fregatura.
Prima di tutto perché l'emendamento deve pur sempre essere ancora approvato e bisognerà controllare che il testo finale non nasconda inghippi atti a rianimarlo più avanti, passata la festa (referendaria) e gabbato lo santo. 
Secondo, perché si tratta di un volgare espediente per evitare il pronunciamento democratico degli elettori al referendum del 12-13 giugno e, terzo, perché dietro alla rinuncia al nucleare c'è in realtà ancora una volta l'ombra del culo del nano da salvare. 

E' noto che una vasta partecipazione al referendum sull'onda della preoccupazione per gli sviluppi dell'incidente di Fukushima avrebbe potuto trainare il quorum anche per gli altri importantissimi quesiti referendari: i due sull'acqua pubblica e il quarto sul legittimo impedimento, che ora rischiano di saltare assieme al quesito sul nucleare.
L'Ego ipertrofico del nano non avrebbe sopportato l'eventuale ferita narcisistica di una trombata elettorale sul suo diritto all'impunità, così hanno gettato via il bambino con l'acqua radioattiva. Poco importa se tutti coloro che avevano fatto le bave sulle nuove centrali, i relativi appalti pubblici eccetera, rimarranno con l'uccello di fuori.

Non mi meraviglierei se uscissero nei prossimi giorni dei manifesti che attribuiscono a B. in persona il merito, nella sua infinità bontà, di aver salvato il popolo italiano dal rischio del radionuclide impazzito. Sarei quasi pronta a scommetterci. 
C'è un precedente, già raccontato nella puntata "L'eredità" di Report da Milena Gabanelli che rafforza la mia ipotesi. Qui l'intera puntata, per chi fosse interessato alla storia del decommissioning italiano ed alla situazione delle scorie in Italia. L'eredità - 2 - 3 -  4 - 5 - 6 - 7 - 8.

Ecco l'aneddoto. Nel novembre del 2003 eravamo, dicevano loro, in piena emergenza terrorismo e, temendo che a Bin Laden saltasse l'uzzolo di fare un attentato a Caorso o Trino, Berlusconi individua in quattro e quattr'otto un sito dove stoccare in maniera permanente le scorie radioattive d'Italia. Viene dichiarato lo stato d'emergenza e il generale Jean, commissario straordinario e presidente della Sogin, azienda incaricata del decommissioning italiano, punta il dito su Scanzano Jonico, in Basilicata. Nei paesi normali gli studi per individuare un sito permanente di stoccaggio delle scorie nucleari richiedono anni ma da noi si fa in fretta e si agisce per decreto, anzi per decretatio praecox. 
Il premio Nobel Carlo Rubbia dichiara il luogo inadatto, a causa della sua sismicità e della vicinanza al mare, che ne erode costantemente la costa e, soprattutto, la popolazione si rivolta, dando luogo alle proteste pacifiche di quel vasto movimento popolare che animerà "i giorni di Scanzano".
Alla fine del mese, il montare delle proteste costringe il governo B. a rinunciare al progetto e il 27 novembre il nome di Scanzano Jonico viene cancellato dall'elenco dei siti di stoccaggio per le scorie.
E qui viene il bello. Il giorno dopo, sui muri della Basilicata, a cura delle sezioni di Forza Italia, appaiono i seguenti manifesti:

“Scanzano ha vinto grazie al popolo lucano ed alla sensibilità di Silvio Berlusconi!”


Dalla puntata di "Report"

lunedì 18 aprile 2011

Voce del verbo inculcare


"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori". (B., febbraio 2011)

"I genitori oggi possono scegliere liberamente quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnanti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia". (B., aprile 2011)

Certo, frequentando certi insegnanti di istituti religiosi privati non si corre certo il rischio di essere inculcati.

domenica 17 aprile 2011

Cellule impazzite


L'altro giorno ci siamo giustamente indignati per il solito florilegio di infamie scritte da alcuni lettori del "Giornale" di Nosferatusti, a seguito della notizia del rapimento di Vittorio Arrigoni. La solita robaccia tipo "se l'è cercata", "era un comunista, uno di meno", "poveri genitori di cotanto figlio" eccetera.
Sono talmente dopati dall'aridità morale, allenati all'insensibilità, al ricacciare indietro ogni rigurgito di pietas che scambiano lo shock di una madre che non riesce ancora a piangere su un figlio, per indifferenza.  "Ma se nemmeno sua madre piangeva, in tv!"
Le stesse cose che questi borghesi piccolissimi scrivono sempre quando qualche giovane che crede ancora in un nobile ideale e non solo nell'I-Phone ultimo modello, muore in circostanze tragiche. Scrissero le stesse cose per Carlo Giuliani, e perfino per il mite Enzo Baldoni che non aveva neppure il passamontagna, ricordate? A nominargli la giustizia e l'uguaglianza questi sociopatici vanno in bestia, perché il loro mondo instabile e virtuale, fatto di vacuità ed impermanenza, costruito com'è su un'entità astratta come il denaro, da loro tramutata in divinità metafisica da venerare oltre ogni cosa e di cui i miliardari sono i suoi profeti, rischia di crollare di fronte alla santità di alcuni individui ed alla forza devastante dell'etica di cui essi sono portatori.

E' come quando Vittorio Arrigoni risponde a Roberto Saviano che affabula nel salottino buono di una Tel Aviv luccicante piena di vita notturna da portare ad esempio di democrazia, ricordandogli che, nello stesso preciso momento, fuori da quella mondanità, c'è un'umanità a Gaza che di luce non ne vede, che vive da viva nell'oscurità della morte. Per colpa anche di qualcuno che in quel momento sta a gozzovigliare in discoteca fregandosene dei diritti di un popolo fratello.


Quel videomessaggio è uno shock, guardatelo, è la più fenomenale frantumazione di un idolo mediatico compiuta unicamente con le armi della forza morale di fronte alla superficialità di chi ha visto quel mondo in guerra solo passando da uno Sheraton all'altro.
Non è colpa di Arrigoni se dopo aver visto questo filmato Saviano risulta un ominicchio, un superficiale di cui ci chiediamo come abbia fatto prima a scrivere quelle cose sui Casalesi e 'o sistema. E' questo il punto. Saviano finché parla di cose che conosce è potente e persuasivo. Quando si abbassa al marchettone propagandistico, parlando di realtà che non conosce se non attraverso la lezione imparata a memoria da un'unica campana, ecco che  viene distrutto dall'immensità della passione e della testimonianza in prima persona di Arrigoni.

Ma torniamo agli infami che in queste ore stanno brindando alla morte di un martire. 
Per esempio questo bel tomo che sembra il nipote di Chewbecca, tenutario del sito www.stoptheism.com, quello stesso che aveva segnalato Vittorio come bersaglio da eliminare qualche tempo fa. Era stata aperta un'inchiesta da parte di Interpol su queste minacce ma poi non se n'è fatto nulla e il sito è stato riaperto, a quanto pare, e continua a spurgare odio.
Ecco il suo commento in homepage alla notizia della morte di Vittorio:

"Non riesco a pensare ad un modo migliore per promuovere la pace nella regione che incoraggiare i terroristi a rapire ed uccidere più terroristi e più apologeti del terrorismo. Posso preparare una lista di candidati, se qualcuno di questi gruppi terroristici ne volesse una. Lasciamo che la Hitlerjugend dell'ISM salti in aria sul suo stesso petardo terrorista!
Confesso che, dopo il primo bicchiere di vino al seder di Pasqua bevo altri tre bicchieri di succo di pompelmo, ma non quest'anno!  Saranno quattro bicchieri di vino!"

I lettori più bastardi del "Giornale" non sono nessuno, in confronto, ammettiamolo. Credevo non si potesse dire di peggio ma mi sbagliavo. Lo stesso Kaplan linka un articolo di Arutz Sheva, un giornale online israeliano, dove altri lettori da tutto il mondo commentano l'esecuzione di Vittorio Arrigoni.
Gente che sghignazza, che si rallegra, che invita i terroristi ad ammazzarne ancora. Idioti, forse, come tanti ne girano su Internet, ma quello che è agghiacciante è che tutti i commenti sono di quel tono, non ce n'è uno che dica un banale "povero ragazzo" che si può trovare perfino sul "Giornale".
"Ha avuto quello che si meritava per essersi mescolato a quei subumani."
"Giaceva con i cani". (ovvero si è preso le pulci.)

Ma il commento più osceno, il più stupido e razzista è questo:
Deve essere stato respinto dalla mafia da tanto era sfigato, così ha cercato qualcosa da fare a Gaza. Bene, un perdente è un perdente ovunque vada. Arivaderci Vittorio. E salutami Hitler quando lo incontri all'inferno. 

Sara, Chicago (04/15/11)



I commenti lasciati su un paio di giornali online di estrema destra probabilmente non fanno statistica sul pensiero di ampi gruppi sociali o di paesi interi.
I razzisti e i fascisti sono dappertutto. Per non andar troppo lontano, chiedetelo a chi, come Daniele Sensi, ha lo stomaco di ascoltare Radio Padania per riportarne l'ideologia, i deliri e le cattiverie su ogni tipo di diverso.

E' un problema globale. C'è un sistema politico-economico che alimenta il razzismo, il pregiudizio, l'ineguaglianza e lo scontro tra gruppi come prassi quotidiana. Le opposte tifoserie che si combattono fino all'ultimo sangue e per fortuna che in casi come questo usano solo la lingua, non meno letale della spada.


Questo fascismo globale genera i soggetti che poi si esprimono con l'anestesia completa dell'empatia e dell'umanità. Addestrati a non avere nessuna pietà del nemico e a vilipenderne i cadaveri, come quei soldati resi dementi dalla guerra che si fanno fotografare con i trofei umani in Afghanistan.


E' come se l'umanità fosse affetta da un cancro che la sta divorando. Una malattia che potrebbe portarla all'autodistruzione.  In Italia, negli Stati Uniti, in Padania. Neppure Israele, questo paese quasi mitico nell'immaginario ideologico del sistema, è immune da questo cancro.

Sarebbe bello che, dopo il solito 
 piantino su quanto sono ingiuste le accuse ad Israele per la morte di Arrigoni e quanto sono malvagi gli arabi, oltre ad averci ricattato con la piaga dell'antisemitismo, si riflettesse su questo piccolo problema di metastasi naziste che, chissà come, si sono innestate nel tessuto del sionismo. In un popolo che dal nazismo è stato sterminato a milioni si sarebbero dovuti sviluppare dei potenti anticorpi contro la disumanità ed invece in posti come Gaza si agisce per una patologica coazione a ripetere. A quando una bella riflessione su questo?

Riguardo all'attualità dell'omicidio di Vittorio Arrigoni, sembra che sia stato tutto risolto, con una velocità d'indagine sbalorditiva come nemmeno nei film. Tutto risolto in un battibaleno. I giornali israeliani (che evidentemente conoscono ogni foglia che si muove a Gaza) scrivono che Hamas ha arrestato diverse persone che hanno confessato il sequestro e l'omicidio. Un giordano sarebbe indicato come la mente dell'agguato con nome, cognome, indirizzo e codice fiscale. Questo mentre i salafiti prima smentiscono ogni responsabilità poi danno la colpa a delle "cellule impazzite". Tutto chiaro, tanto il governo italiano non chiederà mai un supplemento di indagini. Ho sentito Frattini sconsigliare le ONG a recarsi a Gaza. Ecco, meglio non andarsi a cercare dei guai. Forse è meglio per tutti. Amen.
Rimane solo una fastidiosa impressione. Che la cellula impazzita sia la nipote del pazzo solitario.

sabato 16 aprile 2011

T.S.O.


La tragedia è che lo stiamo assecondando nel suo delirio, che è circondato da saprofiti opportunisti che sono costretti a dargli ragione qualsiasi assurdità vomiti e che infine legioni di lobotomizzati televisivi rischiano di non riuscire più a distinguere il confine tra follia e realtà. 
Basta. Qui ci vogliono: un paio di nerboruti infermieri psichiatrici, un bel trattamento sanitario obbligatorio e un buon neurolettico.

Restiamo sani (di mente). 

venerdì 15 aprile 2011

Come fare adesso a restare umani?


Ci racconteranno una storia:

"C'era una volta un ragazzo, troppo idealista e generoso, forse un po' esaltato, che voleva fare il pacifista e aveva scelto di vivere a Gaza, per aiutare i palestinesi. Un brutto giorno fu rapito da islamici cattivi, anzi ancora più cattivi di quelli normalmente cattivi, che lo ammazzarono. Non bisogna mai fidarsi degli islamici e Gaza non è un buon posto per fare l'attivista, se a qualcuno venisse in mente di andarci."

Per uno di quei presentimenti che non riesci a spiegarti, quando ieri sera è stata data la notizia del rapimento di Vittorio Arrigoni al telegiornale, ho capito che non ne sarebbe uscito vivo. Troppo brutta quell'immagine di un uomo malmenato, sanguinante e bendato, già sulla scaletta del patibolo, che non si aveva nemmeno interesse a mostrare in buona salute al fine di ottenere il cosiddetto riscatto o contropartita. 
Ma quale contropartita,  la morte di Vittorio Arrigoni è stata un'esecuzione. Fare il pacifista in territorio di guerra è più pericoloso che andare a sminare. Ancora più pericoloso se sei l'unico che, nel silenzio omertoso e mafioso dell'Occidente, racconta ogni giorno ciò che succede a Gaza: assolutamente niente per la maggioranza dei media, un lento ma inesorabile massacro di uomini e dignità umana per quei pochi che ne erano testimoni come lui.

Vittorio, alias Vik o Utopia, dava fastidio. Non è un luogo comune. Come idealista e uomo di pace probabilmente dava fastidio a tutte le fazioni in lotta a causa della manifesta incompatibilità dell'idealismo con la politica. La sua invocazione preferita era "Restiamo umani", titolo anche del suo libro. 
Era stato arrestato dagli israeliani quando, con la Freedom Flotilla, voleva portare aiuti e forzare il blocco imposto alla popolazione di Gaza dalle autorità israeliane. Addirittura era nell'elenco dei ricercati. Gli avevano sparato dalle motovedette in altre occasioni mentre era con i suoi amici pescatori, ma lui era rimasto a vivere a Gaza ed a testimoniare.
Oltre al blog Guerrilla Radio, sul quale scriveva regolarmente, lasciava le sue note giornaliere su Facebook. Era una di quelle tante voci che riescono a rendere il social network qualcosa di socialmente utile e perfino di rivoluzionario, spezzando la consegna del silenzio dei media ufficiali. 

Si può anche credere che una fazione estremista islamica lo abbia ucciso perché portava la corruzione morale occidentale a Gaza ma ci vuole una tale fede, come quella che necessita per credere ad Al Qaeda o ad altre incarnazioni del Male come il Diavolo, che io temo di non avere.
Sicuramente da delitti come questo la politica dei guerrafondai di ogni genere trae beneficio e ci sono morti che riescono ad accontentare entrambi i contendenti, nemmeno i due si fossero messi d'accordo.
Ecco un noioso pacifista di meno, una voce fuori dal coro che tacerà per sempre sui crimini di una parte e la corruzione dell'altra e, con l'occasione, ecco un po' di odio rinfocolato per il nemico globale. Quel nemico islamico che, rassegnamoci, dovremo imparare ad odiare, anche a calci se necessario, per almeno altri trent'anni. 

Della morte di Vittorio siamo però colpevoli anche noi che non abbiamo avuto la voglia di riprendere le sue note, i suoi scritti, per aiutarlo a divulgarli amplificando la conoscenza. Ci siamo illusi per comodità che fosse al sicuro ma era invece un morto che camminava. Lo sapevamo ma abbiamo lasciato perdere. Lo abbiamo lasciato solo, ci siamo lasciati distrarre in massa dai bunga bunga e dalle faide mafiose che devono tenerci impegnati per non pensare all'infinita ingiustizia del mondo. 
Avremmo dovuto sapere che correva dei rischi ma forse per capire cosa è Gaza e cosa è la guerra, cosa è la realtà vista dagli occhi di chi soffre, bisogna proprio vederla con i propri occhi, altrimenti non ci credi. 

giovedì 14 aprile 2011

Don't cry for me Angelino


Prove tecniche di successione. Cosa c'è di meglio di un avvocato, di un prezioso consigliere reclutato tra i fedelissimi yesmen per sostituire l'unico boss virile sul viale del tramonto?
Ho l'impressione però che Isabelito Alfano non riuscirà a fare il miracolo di sostituire il Peron nano al comando della cosca, pardon, del governo. Troppo alto. 
E poi, sapete, in un popolo inscimunito dalla televisione temo si rischi il "Vota Alfano", "Alfano chi, già? Quello che cantava con Romina?"

mercoledì 13 aprile 2011

Immunodelinquenza acquisita


Casa dello Studente l'Aquila
Cirio
Thyssen Krupp
Fincantieri
Eternit
Ilva di Taranto
Crac Parmalat
Clinica S. Rita Milano
Strage di Viareggio
Moby Prince
ed altre migliaia di processi per reati gravissimi.

Ecco, a questo proposito, un
ELENCO DEI REATI INTERESSATI DAL DDL SULLA PRESCRIZIONE BREVE:

articolo 314 del codice penale (PECULATO).
articolo 315 del codice penale (MALVERSAZIONE).
articolo 316 del codice penale (PECULATO PER ERRORE ALTRUI).
articolo 316 bis del codice penale (MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO).
articolo 316 ter del codice penale (INDEBITA PERCEZIONE DANNI STATO).
articolo 317 del codice penale (CONCUSSIONE).
articolo 318 del codice penale (CORRUZIONE).
articolo 319 del codice penale (ATTO CONTRARIO A DOVERI D’UFFICIO).
articolo 319.ter del codice penale (CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI).
articolo 320 del codice penale (CORRUZIONE INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO).
articolo 322 del codice penale (ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE).
articolo 322.bis del codice penale (PECULATO/CONCUSSIONE/CORRUZIONE COMUNITA’ EUROPEA).
articolo 323 del codice penale (ABUSO D’UFFICIO).
articolo 324 del codice penale (INTERESSE PRIVATO IN ATTI D’UFFICIO).
articolo 326 del codice penale (RIVELAZIONE SEGRETI D’UFFICIO).
articolo 328 del codice penale (OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO).
articolo 336 del codice penale (VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
articolo 337 del codice penale (RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
articolo 338 del codice penale (VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO).
articolo 340 del codice penale (INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO).
particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 347 del codice penale (USURPAZIONE DI FUNZIONI PUBBLICHE).
articolo 348 del codice penale (ESERCIZIO ABUSIVO DI UNA PROFESSIONE).
articolo 355 del codice penale (INADEMPIMENTNO DI CONTRATTI DI PUBBLICHE FORNITURE).
articolo 589 del codice penale (OMICIDIO COLPOSO).
articolo 609.bis del codice penale (VIOLENZA SESSUALE).
articolo 609.quater del codice penale (ATTI SESSUALI CON MINORENNE).
articolo 609.quinquies del codice penale (CORRUZIONE DI MINORENNE).
articolo 609.octies del codice penale (VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO).
articolo 416.ter del codice penale (SCAMBIO ELETTORALE POLITICO-MAFIOSO)
articolo 419 del codice penale (DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO).
particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 420 del codice penale (ATTENTANTO A IMPIANTI DI PUBBLICA UTILITA’)
articolo 423 del codice penale (INCENDIO)
articolo 423.bis del codice penale (INCENDIO BOSCHIVO)
articolo 424 del codice penale (DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA INCENDIO)
articolo 432 del codice penale (ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI)
articolo 624 bis del codice penale (FURTO IN ABITAZIONE).
articolo 628 del codice penale (RAPINA)
articolo 629 del codice penale (ESTORSIONE)
articolo 640 del codice penale (TRUFFA)
articolo 641 del codice penale (INSOLVENZA FRAUDOLENTA)
articolo 648 del codice penale (RICETTAZIONE)
articolo 648.bis del codice penale (RICICLAGGIO)
articolo 514 del codice penale (FRODI CONTRO LE INDUSTRIE NAZIONALI)
articolo 583.bis del codice penale (PRATICHE DI MUTILAZIONE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI)
articolo 648.ter del codice penale (IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA ILLECITA)
articolo 646 del codice penale (APPROPRIAZIONE INDEBITA)
articolo 614 del codice penale (VIOLAZIONE DI DOMICILIO)
articolo 610 del codice penale (VIOLENZA PRIVATA)
articolo 644.bis del codice penale (USURA IMPROPRIA)
articolo 644 del codice penale (USURA)
articolo 643 del codice penale (CIRCONVENZIONE DI INCAPACI)
articolo 2621 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI)
articolo 2622 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI IN DANNO DELLA SOCIETA’ DEI SOCI O DEI CREDITORI).
articolo 2623 del codice civile (FALSO IN PROSPETTO).
articolo 2624 del codice civile (FALSITA’ NELLE RELAZIONI O NELLE COMUNICAZIONI DELLE SOCIETA’ DI REVISIONE).
articolo 2626 del codice civile (INDEBITA RESTITUZIONE DEI CONFERIMENTI).
articolo 2627 del codice civile (ILLEGALE RIPARTIZIONE DEGLI UTILI E DELLE RISERVE).
articolo 2628 del codice civile (ILLECITE OPERAZIONI SULLE AZIONI O QUOTE SOCIALI O DELLA SOCIETA’ CONTROLLANTE).
articolo 2629 del codice civile (OPERAZIONI IN PREGIUDIZIO DEI CREDITORI).
articolo 349 del codice penale (VIOLAZIONE DI SIGILLI).
articolo 337.bis del codice penale (OCCULTAMENTO CUSTODIA O ALTERAZIONE DI MEZZI DI TRASPORTO).
articolo 341.bis del codice penale (OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE).
articolo 351 del codice penale (VIOLAZIONE DELLA PUBBLICA CUSTODIA DI COSE).
articolo 334 del codice penale (SOTTRAZIONE O DANNEGGIAMENTO COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE).
articolo 335 del codice penale (VIOLAZIONE COLPOSA NELLA CUSTODIA DI COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE O DALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA).
articolo 612.bis. del codice penale (STALKING)
(fonte)

Ora manca solo il Senato e se Napolitano firmerà questa merda tutti questi processi moriranno e non vi sarà più alcuna giustizia per le vittime, che dovranno pure pagarsi le spese per essersi costituiti parte civile. Una casta di potenti e delinquenti è stata dichiarata oggi immune da ogni pena. Salvare un culo per farsene cento, di inermi cittadini.
Ecco il vero bunga bunga, fottuti idioti che lo avete votato credendo che sareste diventati ricchi come lui.

Lui, la pietra dello scandalo, prima o poi scapperà all'estero da vigliacco. Ottenuto ciò che voleva, un paese ai suoi piedi ed una oscena impunità sancita per legge per i suoi reati, perderà interesse nel gioco e si ritirerà in una delle sue maledette ville ad Antigua a molestare ragazzine anche di giorno. Speriamo portandosi dietro tutte le sue metastasi famigliari. 

Noi però segniamoci i nomi e stampiamoci bene in mente le facce dei 314 che lo hanno salvato oggi dalla condanna sicura al Processo Mills,  delle petulanti zoccole fasciste di entrambi i sessi che ci sono toccate come governanti, dei pennivendoli che hanno consumato lingua e inchiostro in suo favore, perché non se li porterà certo dietro.
Li lascerà qui, nel paese che ama, a render conto di questi anni di vergogna ad un popolo che starà cominciando a  subire le conseguenze di questa nefasta Licenza di Delinquere estesa ad ogni sorta di criminale. Allora, anche se il popolo italiano, per averlo votato, si meriterebbe la peste bubbonica, sette anni di guai e le dieci piaghe d'Egitto tutti assieme, forse, se la rabbia che sta montando nel paese si tradurrà in furiosissimo sdegno, può darsi che ci divertiremo un po'.

Un maniaco come presidente


Ecco due vecchiacci che, approfittando del loro potere, dopo averle attirate con il miraggio di una particina in TV e relativo quarto d'ora di notorietà e blandite con qualche ninnolo da quattro soldi ma molto luccicante al posto delle caramelle, palpeggiano, grufolano sui loro seni, toccano e si fanno toccare da giovanissime sconosciute, da ragazzine che potrebbero esser loro nipoti due volte. Sono certa che si offenderebbero ad essere chiamati pedofili ma perché allora si rivolgono  loro  chiamandole "le mie bambine" come fanno quelli dei charter per la Thailandia? 

No so ma, leggendo le testimonianze ai giudici di Ambra e Chiara, le due ragazze appena diciottenni presenti ai bunga bunga eleganti e raffinati dei Compagni di Frequenze, ed appena pubblicate dai giornali, non sembra di leggere nulla di nuovo. 
E' un filmaccio visto mille volte. Sono scene che è toccato recitare un milione di volte a milioni di donne, a quell'età o disgraziatamente prima, da bambine. Per ottenere un lavoro, per evitare guai peggiori o perché il maiale frequentava casa. Prima la toccatina e poi il premio in denaro. Fai la brava e non dire niente a nessuno. "Che poi zio ti porta al mare", come canta Carmen Consoli.

Viene da vomitare ma allo stesso tempo fa piacere sapere che c'è ancora chi, in quei frangenti, è capace di  dire no. In un mondo che si dice abitato da ragazzine rotte a tutte le esperienze e pronte a tutto per una ricarica di cellulare, è un sollievo sentire che c'è ancora qualcuna che "quando l'ho visto di persona non me la sono sentita", ed altre che si sono sentite umiliate ed offese dal bacio della statuetta cazzuta, stupido rito da vecchi impotenti, dalla barzelletta sconcia due volte perché non fa ridere e dal dover partecipare ai giochetti lesbo che piacciono tanto ai contemplativi, organizzati dalle ben più scafate ruffiane di professione, alle quali può toccare in premio non il gingillo acquistato in stock ma il ben più ambito posto in politica. Per quello il copione prevede che ci si debba togliere il reggipetto e le mutande e strofinare il culo in faccia al flaccido.
Ti dirò, potrebbe anche essere una soddisfazione, se si avesse la prontezza di scoreggiare al momento opportuno un bello stufato di fagioli.

martedì 12 aprile 2011

Uomini e isotopi


Dopo un mese di estenuanti interrogatori il governo giapponese ha confessato. Fukushima è come Chernobyl, un bel livello sette. Siamo quasi sollevati. 
L'altra notizia di oggi dice che c'è  il rischio, denunciato dai "Verdi" campani, che la Camorra importi abusivamente pesce surgelato radioattivo proveniente dal mare del Sol Levante. E mo', magnateve 'o sushi.

sabato 9 aprile 2011

Dead blogger walking


Oggi ho letto un articolo interessante sul "Fatto quotidiano" che però mi ha lasciata parecchio perplessa. Si parlava di nuovo, come succede sempre più spesso in questi ultimi tempi, della crisi dei blog e dei loro tenutari, di coloro che, secondo Daniele Sensi, sono morti che non si rendono conto di esserlo, come Bruce Willis nel "Sesto Senso". A Danie', famme da' na grattatina.
Strano perché avevo appena letto su Repubblica che in America i blogger sono sempre più considerati opinionisti degni di rispetto e dei veri guru dell'informazione, più ascoltati dei giornalisti.

Dobbiamo pensare che in Italia stia invece scoppiando la bolla dei blog? Cosa non ha funzionato? Perché la gente non li legge più (sempre che sia vero?) 
E' perché i blogger sono dei pallosi che la menano sempre con le stesse cose (ancora Sensi dixit)? La colpa è forse di Facebook dove, ohibò, i blogger stanno a cazzeggiare tutto il giorno invece di sforzarsi gli sfinteri per scodellare il post quotidiano?

Detto, tra parentesi, che io considero Facebook semplicemente uno dei tanti mo(n)di possibili per comunicare e che, per lanciare una battuta fulminante o un commento al volo su qualcosa che si sta seguendo tutti assieme (come una trasmissione televisiva o un evento di massa) scrivere una nota sul social network è molto più pratico e sensato che fare un post di due righe su un blog che, se va bene, sarà letto qualche ora dopo che è trascorso l'attimo fuggente, io penso che la crisi dei blogger non abbia nulla a che fare con Facebook, Twitter e tutto il social cucuzzaro.
Non è assolutamente un problema di mancanza di idee, di crampo del blogger, di sindrome da "il mattino ha l'oro in bocca". 
Innanzitutto credo che dobbiamo parlare di crisi delle blogstar, più che di crisi dei blogger.

Leggendo l'articolo del "Fatto", mi sorge il dubbio che il mondo del blogging, inteso come piani alti dello stesso, sia caduto in un equivoco che lo sta a poco a poco distruggendo. 
Dice l'articolo:
"In Italia fare il proprio diario telematico in maniera professionale è sempre più difficile. I blogger nostrani hanno infatti sempre un "secondo" lavoro: medici, commercialisti e soprattuto giornalisti. Chi invece non ha altre entrate, spesso è costretto a chiudere il proprio sito. Troppo pochi gli inserzionisti pubblicitari."
Come, come? Entrate, inserzionisti, pubblicità, soldi? La crisi non fa arrivare i blogger a fine mese? Professionalità? Il blogger come "primo lavoro"? Ma di che stanno parlando?

Io scrivo su un blog da cinque anni, ormai. Scrivo post quasi ogni giorno dal 2006. Mi considero quindi una blogger professionista anche se magari non sono nei primi posti delle classifiche. Non ho mai guadagnato un centesimo dal blog ma la ritengo una cosa perfettamente normale. 
D'altra parte, non mi pare di aver mai dovuto sostenere spese per questo passatempo (segnatevi la parola: passatempo). 
Ovviamente ho bisogno di una connessione ADSL. Sono venti euro al mese, che però servono anche per la navigazione normale, la lettura dei giornali online, i giochi della Zynga, Facebook e tutto il resto.
La piattaforma che mi ospita il blog è gratuita, come i siti per le immagini e i programmi che utilizzo per creare le mie vignette. Beh, veramente ho acquistato FilterForge ma si è trattato di una trentina di dollari. Riesco a mangiare lo stesso.
Per le ricerche che devo fare per scrivere alcuni post che necessitano di documentazione vado su Internet al costo della connessione ADSL di cui sopra. Se anche dovessi andare in biblioteca a consultare qualche testo, è tutto gratuito, al massimo qualche euro per le fotocopie.
Mi si potrebbe dire, "grazie, tu fai 7-800 contatti al giorno, con traffici più intensi la banda costa". Ok, ne riparleremo quando avrò 20.000 contatti al giorno ma per ora il blog non mi costa nulla e non ho bisogno di contributi e pagamenti con PayPal. Non mi considero una ONLUS. Che facciamo, devolviamo il 5x1000 a Beppe Grillo?
E se anche putacaso volessi trasferire il blog su un dominio di mia proprietà, che già possiedo, sarebbero 25 euro circa all'anno. Nemmeno una pizza per due con birra media.

Leggo che qualcuno dei lamentosi dice che scrivere costa in sé, in quanto impegno quotidiano.
Essendo la scrittura sul blog un passatempo, non considero il tempo che impiego a mettere assieme un post un tempo monetizzabile al pari di un'ora lavorativa.
Sarà un mio limite da vecchia romanticona ma credo che debba esistere il modo di fare ancora qualcosa gratis per sé stessi e gli altri. 
Ecco perché la pubblicità non c'è sul mio blog (anche per coerenza, perché la odio), perché non ho mai pensato che un blog potesse diventare un "lavoro" e perché ritengo che duecento euro al mese in più per vedersi scritto da Google "Voti Silvio Berlusconi? Ricevi le riviste di centrodestra" non siano dignitosi. Chiedere un contributo ai lettori e sostenitori? E perché mai, se ho un primo lavoro che mi permette di mantenermi più che dignitosamente?

Allora, se io sono una blogger che non ha motivo di lamentarsi del non arrivare a fine mese per colpa della crisi - e pensiamo per piacere a chi veramente fa la fame perché la sua fabbrica delocalizza in Serbia, che è meglio - se leggiamo la classifica di BlogBabel, a cui tutti fanno riferimento per individuare le cosiddette blogstar, vediamo che il 90 per cento dei blog lo sono per modo di dire.
Il blog è nato come cosa assolutamente amatoriale, senza scopo di lucro e fatta per il puro piacere di scrivere e condividere le proprie opinioni e pensieri. Una cosa fatta da chi non scrive già per mestiere. 
Quindi mi spiegate che c'azzeccano il giornalista, il comico,  il politico (!) con il sito patinato che costa, quello si, un pacco di soldi tra grafici, webdesigner, gente che ti pompa le visite con le tecniche del web marketing per cui tutti dicono "ammazza che bravo 'sto blogger, diecimila contatti!" e, dio non voglia, i ghostwriter che scrivono il post al posto tuo. Ecco, se questi sedicenti blogger sono in crisi, ben gli sta perché hanno voluto snaturare il fenomeno, ma non parliamo di crisi dei blog perché i blog sono altra cosa. Ci sono decine e decine di altri blogger che continuano a scrivere e a produrre informazione alternativa, racconti, satira, vignette e quant'altro. Ho detto blogger, non blogstar.

Quindi, cari amici, un conto è scrivere sul blog e un altro è scrivere per un giornale. Pretendere di guadagnare scrivendo per il blog sarebbe some scrivere gratis per un giornale, un controsenso.
Chiediamoci piuttosto altre cose, se vogliamo discutere di crisi del blogging.
Se è vero che la gente si disaffeziona, non sarà che ci sono troppe blogstar della serie "Ehi raga, oggi tutto rego?" "Cazzo, oggi no ho voglia di scrivere niente" - e giù 400 commenti? Che la controinformazione è poca e il cazzeggio tanto, come è tanta l'attenzione più alla forma che alla sostanza?
Qualcuno mi spiega perché le donne blogger sono così poche, e pochissime tra le blogstar, mentre invece io leggo sempre le cose più nuove, divertenti e creative nei blog scritti da donne?

In conclusione, il blog è un piacere, un passatempo. Il blogger è un tizio che scrive per passione e se qualcuno lo legge e lo segue, tanto meglio. Altrimenti, pace. E il denaro non c'entra niente.

P.S. della domenica.
Giusto per parlare di classifiche, in quella di Wikio, sezione politica, ci sono, al 36° posto. Unica donna (se non mi sbaglio) assieme a Sonia Alfano nelle prime cinquanta posizioni. Mi sembra un ottimo risultato per un blog low cost come il mio. In BlogBabel invece sono al 501° posto in classifica generale (413° in Wikio). Ma si sa, BlogBabel è solo per le blogstar. 

venerdì 8 aprile 2011

Sudditanza psicologica


Ieri, per un "Maroni Assassino" vergato su un cartello, l'italiano dei valori Zazzera ha avuto due giornate di squalifica. Gli insulti tra avversari normalmente si sanzionano con l'espulsione e una giornata di squalifica.

Qualche giorno fa invece il ministro La Russa sfancula in piena azione di gioco il presidente della Camera, cioè l'arbitro, e riceve per sanzione solo un richiamo, un buffetto. Normalmente, per una grave ingiuria rivolta all'arbitro c'è il cartellino rosso e da due a tre turni di squalifica.  

Ad ogni modo, una settimana dopo il La Russa graziato vola a Milano (con un aereo di stato?) per vedere l'Inter prendere 5 palle 5 in casa dallo Schalke 04 (Champions, auf wiedersehen).

Più della sudditanza psicologica poté la giustizia divina.

giovedì 7 aprile 2011

Salvasilvio Cencelli

Finalmente in Parlamento il dispositivo più efficace contro le procure. Rapido ed infallibile. Elimina perfino l'assenteismo dei ministri.
Il prezzo varia. Dipende dalle pretese del deputato. Il modello base vale un posto fisso o una carica. Anche una ricarica va bene.

(Manuale Cencelli)

mercoledì 6 aprile 2011

O capitan, c'è un nemico in mezzo al mar

tratto da "La difesa della razza", anni '30.
“Voglio dare un’applauso al mare e al vento che sono i veri italiani. Però 48 superstiti. Troppi. Bisogna fare meglio la prossima volta se tentano ancora." (lettore del Giornale, aprile 2011)

Il berlusconismo non è più destra, conservatorismo, per non parlare di liberismo ma è solo una neoplasia maligna del fascismo. 
Lo dimostrano i commenti dei lettori del "Giornale", che oggi si lamentano del numero eccessivo di superstiti nei naufragi di migranti nel mare di Lampedusa ed anzi, fanno il tifo affinché ne muoiano il più possibile.
Se volete leggerli, questi commenti, li ha riassunti in un articolo "Il Futurista"

Noi psicologi diremmo che in questi soggetti sono saltati tutti i freni inibitori e che, in qualche modo, siamo già dalle parti della patologia mentale conclamata. Una patologia di gruppo, una malattia di popolo che sempre prospera e dilaga come una pandemia sotto determinate condizioni politiche.  Perché infatti, ogni volta che un popolo si sente libero di esternare i peggiori sentimenti rettiliani di odio, razzismo ed insensibilità che sfociano inevitabilmente della sociopatia da mancanza di empatia, senza provarne vergogna, è perché c'è una classe dirigente che gli permette di farlo. Che gli concede il brivido blu di essere carogna e delinquente come lei.
Quando il razzismo viene istituzionalizzato esso non è più un valore negativo ma positivo ed anche chi non era razzista lo diventa. Dopo che è passata la malattia ci si domanda come abbiamo fatto a non farci impietosire, ad ammazzarne milioni, a smaltire tutti quei cadaveri, eppure lo abbiamo fatto.

Normalmente questi pensieri, il "magari annegassero tutti così risolviamo il problema" e il "si ammazza troppo poco", che possiamo avere tutti perché tutti abbiamo una parte di cervello rettiliano, vengono censurati da quell'altra parte di cervello che si è formata nel corso di milioni di anni e che chiamiamo coscienza. Se ci ritroviamo ed esprimerne, di questi pensieri, di solito la coscienza ci bastona e finiamo per vergognarci di aver pensato quelle cose. Coloro di noi che hanno timor di Dio corrono a confessarsi. Gli altri fanno i conti solo con la propria etica. Quella meravigliosa cosa che è l'empatia, il metterci nei panni degli altri, il saper cosa si prova ad avere freddo, fame e dolore, è ciò che ci rende uomini con la u maiuscola e che ci fa smettere di essere rettili.

Nel regno dello sterco del demonio e dell'irrealtà di Gotham City, dove solo il denaro e la fascinazione per il crimine sono valori, vige l'ideologia del Mio Culo Über Alles. Al Mio Culo, quindi anche al tuo che mi ha votato, tutto è permesso, anche ciò che fino a ieri era vietato perchè non esiste più legge, non esiste più etica, né Stato, né giustizia. Il grande Culo Flaccido ti permette finalmente di essere carogna come hai sempre sognato. Di venire fuori in tutta la tua cattiveria. Con il "me ne frego" fascista  urlato in faccia a chi potrebbe rimproverarti.
Niente da meravigliarsi quindi che questo popolo malato che non sa più immedesimarsi in un disgraziato che muore affogato, ammiri tanto il vecchio trombaminorenni. Forse avrà qualcosa da ridire sul fatto che le minorenni in oggetto siano straniere e magari clandestine ma per il resto è tutto ok. Anche la pedofilia è sdoganata. 
Cosa c'è di più attraente del poter fare ciò che ci pare in barba alla Legge? E' la perfetta seduzione demoniaca senza però un Demonio che venga a reclamare alla fine le anime. Sembra la vittoria del male su tutto. Un abisso senza ritorno. 
In quelle acque scure e fredde stiamo annegando tutti, senza che ce ne accorgiamo.

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