lunedì 31 ottobre 2011

Cento idee in padella


Leggevo oggi su Facebook che, secondo chi è andato a ravanare nelle proprietà del file scaricabile da Internet delle "Cento idee" in padella di Matteo Renzi, l'autore del testo, il ghostwriter, sarebbe nientepopodimeno che Giorgio Gori, il marito di Cristina Parodi, uomo Mediaset ed ex direttore di Canale 5. Scarico il pdf e controllo; è vero. Se non è un altro Giorgio Gori che nulla ha a che vedere con quello, abbiamo scoperto un altarino niente male del "Nostro" di Firenze. Guardalo lì, come l'è bellino!

Quindi, dietro la passione politica secondo Matteo non vi sarebbe altro che ribollita berlusconiana cotta e mangiata (in omaggio alla cognata del ghostwriter) e rigurgitata per i palati ormai abituati solo all'ingoio passivo, possibilmente per via televisiva? Ma non mi dica. Questo si che è uno scoop. 
Del resto siamo diventati un paese dove si fa a gara a chi è più di destra, anzi proprio fascista. E questo sindaco Crodino con una faccia che dice più di mille parole, alla destra piace, piace. C'è chi sospetta perfino che il suo ruolo a sinistra sia simile a quello di un drone. Arrivare, fare danni e ripartire. Tutto da telecomandato.

Intendiamoci, Bersani è furbo e non si fa fregare dai rottamatori. Lo sa bene che se ci sono degli agenti del nemico infiltrati, delle spie, lui e la Rosy non sono mica lì per agitare il Martini a James Bond.
Purtroppo però, e questa è la tragedia del PD, il fatto che Renzi ti faccia scattare immediatamente l'associazione con il bischero, non fa automaticamente di Bersani un grande segretario alla Berlinguer. Facciamocene una ragione.

sabato 29 ottobre 2011

Piovono borsette


Vedere la Sinistra litigare mi rassicura. Mi convince che non sto sognando, che questa che sto vivendo è la realtà. E' il mio totem.

P.S. Mi sa che dopo la Maria e la Patonza, toccherà far girare anche la Leopolda.

giovedì 27 ottobre 2011

Baciamo le scarpe

"Ma se siete cattolici allora perdonate l’uomo di Arcore, perché ieri il suo grido d’orgogliosa ribellione ai padroni del mondo ha strappato a me un grido nell’anima. Almeno lui non gli ha baciato le scarpe per non morire." (Paolo Barnard)

Mi sfugge qualcosa, giusto un piccolissimo passaggio, carissimo Paolo Barnard. Così il nostro Jeeg-va' cuore acciaio, il premier supereroe tutto di un pezzo, il nostro Mattei redivivo, avrebbe sfidato a petto nudo il Nuovo Ordine Mondiale degli Illuminati, degli agenti del sempre attuale complotto demoplutogiudaicomassonico e dei Rettiliani, difendendo la sovranità nazionale italiana e rifiutando di sottomettersi? Un po' come fece Craxi a Sigonella, vuol dire? Con l'implicazione che Craxi cadde non perché rubava a man salva ma perché aveva sgarrato con gli imperiali? Insomma, Tangentopoli come complotto e golpe giudiziario come piagnucola Iddu di tribunale in tribunale?

Ahi ahi ahi, siamo in piena identificazione con l'aggressore. Stiamo già pre-elaborando il lutto della perdita del più grande statista degli ultimi 150 anni idealizzandolo come si fa con chi muore precocemente, facendolo diventare l'eroe e il genio che non è e rifiutandoci di lasciarlo andare per la sua strada, cioè a remengo. O forse stiamo solo cercando disperatamente di razionalizzare la sciagurata atrocità commessa per averlo voluto come capo di stato per quasi vent'anni. Capisco che dobbiamo consolarci ma non esageriamo.

A parte che il concetto di sovranità nazionale in Italia è compromesso fin dall'epoca di Badoglio e che  i nostri destini sono da sempre decisi altrove, in questo caso qualunque inevitabile allusione a personaggi di ben altra levatura come Mattei dovrebbe risuonare nelle nostre coscienze come un bestemmione in pieno Te Deum in San Pietro.
Ho l'impressione, e milioni di altri italiani con me, che Iddu, il Nano della Provvidenza, per tutta la sua sciagurata vita, non abbia fatto altro che lavorare di lingua sulle suole di chiunque potesse garantirgli favori, protezione, salvezza dal gabbio, aumento dei profitti.
Quando dico chiunque penso non solo al già citato Bettino, per ingraziarsi il quale si finse socialista, ma agli amici che contano a Palermo e agli amici degli amici. Gente che ti può si proteggere la patrizia prole dal sequestro piazzandoti un uomo d'onore in casa ma poi pretende la restituzione del favore con interessi molto spesso insostenibili. Penso inoltre ai massoni eversori ed alle organisatzye ed oligarchie rampanti dell'Est con le quali ha tentato giochi spericolati nel campo energetico ai fini dell'aumento del proprio profitto di imprenditore, non di quello nazionale, come sanno bene gli imperiali. Fino al fenomeno dei più infimi magliari, spacciatori e puttane in grado di tenerlo agevolmente per le palle con una mano sola. Ed ai quali lui ha dovuto leccare, perché sempre in debito con loro, altro che scarpe.
Non avrà leccato la suola di Trichet, ma questa piccola galleria di immagini testimonia la propensione del nostro al bacio della mano con relativa genuflessione - evidente manifestazione di sottomissione, come confermerebbe qualunque etologo - di preti, papi, dittatori sanguinari e bibliofili chiacchierati. Nel caso dei religiosi, si potrebbe supporre che, in cambio della chiusura di un occhio o due sulle sue frequentazioni di ragazzine, egli non abbia esitato a svendere al Vaticano, tanto per fare un esempio, la laicità dello Stato.
Pensare insomma che questo individuo, il cui motto su di un ipotetico stemma araldico non potrebbe che essere "Pro Domo Mea"; questo Riccardo III che cederebbe senza indugi un intero Regno - questa miseranda Italia -  per il suo culo  possa veramente pensare al bene comune del suo paese è semplicemente folle. Sono certa che se il Diavolo esistesse potrebbe confermare la presenza della sua tra le anime da riscuotere. Quelle in cima alla lista, quelle che le scarpe le leccano da Dio.

mercoledì 26 ottobre 2011

La cartelletta di Linus


Cosa avrà mai in quella cartelletta che porta sempre sotto braccio in ogni occasione ufficiale? Quell'accessorio così voluminoso da esaltargli tragicamente la nanezza e assai pretenzioso con quella scritta "Il Presidente del Consiglio dei Ministri", quasi volesse convincere gli altri e soprattutto sé stesso del suo ruolo portandoselo scritto addosso a lettere d'oro? Se avete notato, nessun altro capo di stato sente la necessità di dotarsi di un tale segno di riconoscimento. Perché non ne ha bisogno. Il mai-stato-bocciato invece si.

A me dà l'impressione che alla cartellona grande come il suo Ego e probabilmente fatta in pura pelle di comunista lui ci si aggrappi, come fanno gli oratori insicuri con le penne stilografiche, che tormentano e agitano a mezz'aria per darsi coraggio. 
Linus aveva la copertina, lui la cartelletta che porta in giro neanche fossero le tavole della legge di Mosé. 
Scommetto che, visto il personaggio e la sua inconcludenza, la cartelletta contiene solo fogli bianchi.

martedì 25 ottobre 2011

La tragedia di un popolo ridicolo


Quanto siamo ridicoli con la nostra spocchia, come se fossimo ancora nel Rinascimento con i Da Vinci e i Medici e non  fossimo diventati invece delle malecopie fatte in Cina degli italiani che fummo. 
Quanto è ridicolo il mai-stato-bocciato Dead Premier Walking con il suo "spezzeremo le reni alla culona inchiavabile se la Grecia non fa prima il culo a noi". La tragedia di un popolo ridicolo e del suo capocomico impazzito che fa chicchirichì sul proscenio sotto una pioggia di uova marce.
Quanto siamo ridicoli ad offenderci per una manifestazione, una volta tanto, di sincerità nei nostri confronti. Ridicola l'opposizione che, come sempre più spesso gli capita, non ha capito una minchia tanta del senso profondo dell'ilarità franco-tedesca. Ridicolo chi si offende tentando la carta di un tardivo orgoglio patrio che, con noi italiani, è sempre fuori luogo. Abbiamo appena pugnalato l'ennesimo alleato alla schiena, un po' di contegno, suvvìa, e rispetto per le salme ancora calde. 
Chi fa l'offeso allora è convinto che il piazzista di aspirapolvere che ci governa ci rappresenti veramente tutti come popolo, compresi noi che non lo avremmo voluto nemmeno come amministratore di condominio. Chi si adonta evidentemente crede che un offesa a lui richieda l'immediato lavacro dell'onore domattina all'alba con due testimoni. Insomma, come si permettono quel nanerottolo alto quanto una baguette e la culona Kartoffeln di irridere il nostro meraviglioso governo dell'arraffare?
Dovremmo vergognarci noi che ci siamo affidati ai servigi ed alla protezione della Banda del Nano dell'Ortiga. Talmente brava che i conti pubblici ce li avrebbero tenuti meglio il Libanese e il Secco della Banda della Magliana.

Angela e Nicolas ridevano del nano, coglioni, non dell'Italia e hanno fatto benissimo a ridere, anzi, dovevano pure ombrellarlo e fargli vedere le natiche abbassandosi i pantaloni. Peccato che né in Francia né in Germania abbiano dimestichezza con 'o pernacchio, perché uno di quelli alla "Duca Alfonso Maria di Sant'Agata dei Fornari"con la mano molle, ci sarebbe stato a pennello. Angela e Nicholas, la prossima volta abbiate la compiacenza di nascermi napoletani.

lunedì 24 ottobre 2011

Vedo la gente viva


B. è come Bruce Willis ne "Il sesto senso", un morto che non sa di esserlo e che crede ancora di essere vivo e noi italiani siamo un po' tutti come il bambino che vedeva la gente morta. 
E' una situazione terribile, poveretto, da fare una pena immensa. Avrebbe bisogno di essere liberato, e noi con lui, da questa maledizione. 
Non sa di essere ormai andato, eppure i segni per capire la sua vera condizione, come dire la semeiotica della Sindrome del Dead Premier Walking, ci sarebbero tutti.  
Non è solo l'aspetto inquietante dato da un colorito terreo malamente coperto dal fondotinta stile tanatoprassi fai-da-te. Non è l'abito inappuntabile che però ti dà un che da camera ardente. Ci sono segni ben più gravi ed indicativi. 
Lui vede la gente che lo circonda ma questa si comporta come se lui non esistesse. I suoi compagni di potere addirittura ridono parlando di lui come se il de cuius non potesse più offendersi. Con quella strana allegria che spesso segue la fine delle esequie. Come un senso di liberazione.

Lui dice e proclama che farà e provvederà ma hai la sensazione che l'auditorio non lo prenda in considerazione più della musica di sottofondo. Le sue, oramai, sono apparizioni per fedeli inossidabili, per Bernadette e piccoli di Fatima. Una Madonna barzellettiera con sempre meno credenti.

Forse, uno di questi giorni, il tapino incontrerà Muhammar, gli rivolgerà la parola, lo vedrà tendergli la mano all'inizio di un tunnel di luce e capirà.

venerdì 21 ottobre 2011

Il Grillo espiatorio


Un partito progressista maturo, che ha superato le sue malattie infantili, compreso l'infantilismo, raggiungendo una buona autostima e che mira a governare addirittura una nazione intera non avrebbe paura. Non temerebbe un movimento d'opinione da percentuali sotto il cinque per cento - attualmente attorno al 3.0% nelle intenzioni di voto -  che sotto l'involucro di puro marketing ha forse solo il volatile entusiasmo dei suoi sostenitori e che probabilmente non sottrae voti solo a lui ma anche a destra. Magari cercherebbe di capire cosa, di quel movimento, attira gli elettori, soprattutto giovani. Quali sono i suoi argomenti vincenti. Vedrebbe se è il caso di copiarne qualche idea ed iniziativa, se valide, per attirare a sé il consenso di quegli elettori. Insomma si comporterebbe da adulto razionale e consapevole.

Invece, come ha dimostrato l'ultimo caso, quello delle elezioni regionali del Molise, vinte dal candidato di centrodestra per un venticello di corpo sul PD, il partito democratico, invece di prendersela con sé stesso, come fanno gli adulti, ha trovato subito il responsabile della sua sconfitta, il Grillo espiatorio. 
Insomma, il piccolo Piddì ha frignato pestando i piedini per terra e chiedendosi, pieni di pianto gli occhi, come osavano gli elettori italiani di sinistra non votare il meraviglioso partito di Bersani e della Dama Grigia. Stronzi anche loro, sottinteso, come i radicali.
Se perfino la sconfitta nel minuscolo Molise, una regione con poco più di 300.000 abitanti (la popolazione di una città come Bari), riesce ad affossare l'autostima di un grande (numericamente) partito mandandolo in panico per un 3% perso e portandolo a chiedere metaforicamente la testa di un comico pensionatosi in politica, credo ci sia ben poco da fare.

Il bipartitismo in Italia ha prodotto un curioso effetto. Uno dei partiti del duopolio, invece di diversificare l'offerta e tenerci a distinguersi dall'altro, si è quasi completamente identificato con l'aggressore, ovvero con l'impresario di avanspettacolo sceso in politica. Di conseguenza, ragionando ormai in termini di palcoscenico e borsettate reciproche tra primedonne, soffre se un comico gli ruba la scena.  Che i due siano uguali e complementari, aggressore ed aggredito, e che ragionino allo stesso modo, lo dimostra il fatto che B., il Barnum del consiglio, applaude Grillo che "porta via i voti alla sinistra"
Non c'è solo avanspettacolo ma anche una mentalità da presidente del Borgorosso Football Club nei due PD (con L o senza) . L'importante non è partecipare ma vincere, se abbiamo perso non è perché siamo delle pippe ma perché ci hanno dato contro un rigore che non c'era, e poi ce l'hanno tutti con noi, e c'è la sudditanza psicologica degli arbitri.

Grillo, con tutto il rispetto per l'entusiasmo e la costanza nel difendere le sue costose idee, può far paura solo a partiti così. A partiti per i quali il problema non sono loro, i loro dirigenti e programmi, sono gli altri che sono grillini.

martedì 18 ottobre 2011

domenica 16 ottobre 2011

La cripta degli incappucciati

Notate la data della vignetta. Non è di oggi.

Brucia la Roma dell'Imperatore Cerone che se la ride suonando l'Euro al posto della lira - unica differenza con il precedente - e contando i suoi 316 tra servi e badanti. Sperando che non si renda mai conto di quanto gli costano.

Il governo degli incappucciati ringrazia gli incappucciati che sono scesi in piazza a rimettere disordine.
I giornali e le televisioni con il mignolino alzato si appassionano alla foto del ragazzo che lancia l'estintore sperando che chi la guarda faccia le dovute libere associazioni con altre situazioni tipo, dico un nome a caso, Carlo Giuliani e Genova. "L'Unità" intanto sbuffa e si lamenta del "tormentone sugli infiltrati". Ho detto l'Unità, non "Il Tempo".

Mi scuso per la pubblicazione della prima pagina di una testata pornografica
Il PD non ha aderito alla manifestazione. Non erano previsti attaccapanni sui quali appendere il cappello.

Pannella è stato lungamente fanculizzato on the road a suon di "pezzo di merda" dagli inferocitos che gli hanno rinfacciato il tradimento dell'altro giorno. E' da stamattina che dalla sua radio si difende dicendo che non è vero che i radicali hanno fatto raggiungere il numero legale, che hanno comunque votato contro B. e che non hanno mai governato con lui. Quindi Capezzone era solo un sogno.

Nel frattempo, in centinaia di manifestazioni all'estero da migliaia e migliaia di persone, nemmeno l'ombra di un black bloc e nessuna violenza e tutti si chiedono come mai.
A me pare che ormai la piazza in Italia sia il bivacco di vari manipoli fascisti che non tollerano infiltrazioni da parte di provocatori pacifici.
Il ministro degli interni, mentre Roma bruciava, sembra impossibile ma non era a Roma. Un giorno ci spiegherà cosa cazzo c'è di così interessante a Varese. O se colà  ha per caso un abbonamento con Natascia.

sabato 15 ottobre 2011

Avete bisogno di una piattaforma?


"Quello degli 'indignados' mi pare un movimento confuso, che avrebbe bisogno di una piattaforma seria. Ci vuole un po' di cautela e spero che domani non sia esposto a provocazioni". (Pierluigi Bersani, ieri 14 ottobre)

"In queste ore stanno avvenendo violenze e devastazioni inaccettabili. I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente un disagio ed una critica all'attuale assetto dell'economia mondiale".
(Pierluigi Bersani, oggi 15 ottobre)

Una piattaforma in mezzo al mare è proprio l'immagine più eloquente dell'isolamento, della straniazione del maggiore partito d'opposizione dalle istanze più attuali dei giovani e degli oppressi, la sua sordità totale all'ascolto del respiro del popolo. E' pazzesco. Questi rischiano veramente di arrivare che la rivoluzione è già finita.
Perché a questo residuato politico inesploso che è l'acronimo di una bestemmia non interessano i movimenti dal basso, le loro rivendicazioni, siano esse espressioni di puro idealismo o motivate della tremenda necessità di mettere assieme il pranzo con la cena e un futuro con il presente. Non interessano le manifestazioni  forse ingenue ma pur sempre portatrici di istanze di rivendicazione sociale e che dovrebbero quanto meno far sorgere nelle testone di balsa dei suoi dirigenti un sospetto: "Ci stiamo perdendo qualcosa, per caso?"

Il  maggiore partito della cosiddetta sinistra non scende più in piazza dai tempi di Genova. Non hanno tempo per le proteste. Devono pensare alle loro piattaforme serie del cazzo, a sfornare calde calde supercazzole politichesi prematurate di bottegone come fosse Bersani.
Bravo Pierluigi, ancora una volta avete lasciato la gente da sola in piazza, sapendo in anticipo che sarebbero arrivati i provocatori, i black-bloc e i violenti delle tifoserie che si infiltrano - tutto scritto nel vangelo secondo Kossiga. Gente che sarebbe stata oggetto della solita repressione a gas e della successiva insopportabile riprovazione da parte dei politici.
Continuerò a dirlo fino alla morte e non me ne frega niente se vi incazzate, o piddini grigi. Quando il PCI aveva un servizio d'ordine e il partito non si vergognava di scendere in piazza, alle manifestazioni per i provocatori non c'era trippa. I vostri strenui difensori dell'indifendibile, quelli che vi voteranno sempre perché siete i meno peggio - pensa come siamo ridotti -  dicono che i tempi sono cambiati. Si, cari,  in peggio e io ho nostalgia dei camalli alti due metri per un quintale che avrebbero fatto polpette dei black bloc. Perché i provocatori li riconoscevano dal tanfo. Gli bastava allargare le narici al vento.

Voi dirigenti ve ne restate chiusi nel bottegone a sorbire la vostra cautela merdosa, a mettere il cappello all'ultimo momento sulle conquiste della gente, a masturbarvi sui sondaggi che vi promettono la vittoria alle prossime elezioni e il ritorno al potere - occhio a non farvi fottere come nel 2006, però - a guardare dalla finestra la gente che impara ogni giorno di più che scendere in piazza contro i regimi che affamano la gente per difendere le caste miliardarie  - delle quali siete parte - è pericoloso, che a protestare si prendono le mazzate, il gas e la riprovazione dei media per i quali siamo tutti terroristi anche se lottiamo per i nostri fottuti diritti.
Confusi siete voi, ormai scollati dalla gente, dalla vostra storia e dal vostro tempo, appagati di essere parte integrante del sistema e ad esso perfettamente integrati. Collusi e infelici.
Voi non state più dalla parte del popolo e un giorno qualcuno se ne ricorderà.

P.S. Rileggendo la prima citazione di Bersani mi viene in mente che quel “ci vuole un po' di cautela” sarebbe perfetto in bocca ad un vescovo al quale è giunta la voce che un suo parroco molesta i bambini.

venerdì 14 ottobre 2011

Vigor mortis


Franceschini: “Perdono pezzi. Ogni voto di fiducia calano di 1, di 2 o di 3.″  (Oggi)
Bersani: “In ogni caso maggioranza diminuisce.”  (Oggi)
Fassino: "Ci arriviamo, ci arriviamo..." (Molto tempo fa, in risposta a Piero Ricca che gli chiedeva quando avrebbero fatto la legge sul conflitto di interessi."

Avete ascoltato la bella tempra volitiva e decisionista della dirigenza piddina. Prima o poi, tra un centinaio di votazioni di fiducia e molti altri mesi o anni di agonia, qualche altro pezzo di intonaco della maggioranza cadrà. Lasciamo fare alla deriva dei continenti, ai movimenti carsici ed al bradisismo, magari ad un bel 7° Richter indipendente dalla nostra volontà. E poi c'è sempre la Commare Secca, non c'è nessuno di eterno. 
Loro tirano a campa', non hanno mica fretta.  Più tempo ci vuole e meglio è, perché adesso come adesso non sarebbero pronti, forza, capìtelo. Meglio attendere, tergiversare, continuare a fingere l'orgasmo al pensiero della caduta di questo governo infame ma non fare nulla di concreto per farci godere veramente abbattendolo. Al limite, invece di quell'Aventinello idiota di ieri, metterne in atto uno vero oggi, togliendo al governo la possibilità di ottenere una votazione valida. Un segnale di vita, di volontà, di azione, perdio. Mettergli paura e lasciarlo solo con le sue baldracche di entrambi i sessi a contare un numero legale che non c'è. 
Ma figurati se quei pallemosce nati dall'incrocio tra la sacrestia e la casa del popolo, quei doncamillopepponi si sarebbero mai presi una responsabilità in vita loro. Anche oggi Miss Bindy si infuria - è una mania - e piagnucola: “I radicali sono entrati prima di ricevere il messaggio che chiedeva ai nostri di farlo.” Se non è capace, da presidente del PD, di concordare i tempi tecnici, cazzi suoi. E pensate che lei, 
Capìtelo una volta per tutte, o illusi PDofili. L'opposizione dei D'Alema, del gemello B. senza capelli e di Suor Germana Furiosa - che pure, in confronto agli altri compagni del partito, in quando ad attributi, è Chuck Norris - non ha alcun interesse a far cadere B. Lo salveranno sempre, se lo coccoleranno facendo finta di essere degli adorabili pasticcioni che, poffarbacco, si sono impapocchiati sulle cifre, perché senza di lui sono fottuti anche loro. E il bello è che voi, amici miei, li votate da secoli perché se no vince B.

giovedì 13 ottobre 2011

Gruppo di famigli in un interno

I cinque radicali  ad opposizione alternata
La riedizione dell'Aventino, come tutte le più recenti pensate di Bersani, è una minchiata, se non altro per la potenziale carica di sfiga storica che porta con sé e per la dimostrazione che questa sinistrina non riesce ad andare politicamente oltre la fiera dell'antiquariato. Detto questo, giusto per strappare l'ultimo brandello di orecchio rimasto attaccato al piddino, registriamo in cronaca odierna l'ennesimo gesto da Judas boys dei radicali, che hanno voluto distinguersi come al solito rimanendo seduti in sala operatoria durante l'anestesia di Bossi, per non far credere a chissà chi di essere parte dell'opposizione e di condividerne le battaglie. 
Evidentemente il problema non era solo Capezzone, ed è chiaro ormai anche ai più tardi che i doni equini dei radicali nascondono sempre la sorpresina. Dispiace inoltre che questi famigli dei resti mortali inconsunti di Pannella si facciano sempre scudo delle disgrazie dei detenuti per motivare i loro voltafaccia. Con l'aggravante che i carcerati rimangono nella disperazione ma il Re di Sparta se la cava sempre e Radio Achei continua a trasmettere a spese dello Stato.
A questo punto, cara Suor Germana, non basta che tu t'indigni e ti adiri. Se hai le palle, almeno tu, sotto la divisa da piddina grigia, li devi cacciare via a calci in culo. Tanto non sarà una misera percentuale d'albumina che potrà cambiare il corso delle elezioni. Se non lo farai scriveremo anche questo nel libro nero e guarda che ha già più pagine di un romanzo di Eco.

martedì 11 ottobre 2011

Profumo di Passera



Con uno di quei gesti che faranno passare i ministri di questo governo alla storia del teatro di avanspettacolo, il cicisbeo degli Esteri ha ripreso piccatissimo Angela Merkel e Nicolas Sarkozy chiedendo loro perché si ostinino a voler decidere loro due soli, chiusi nel boudoir, il destino economico d'Europa. Una scenetta che ha ricordato il memorabile sketch di Mondaini Vianello ft. Armando Franciosa sulle note della canzone di Aznavour "Ed io tra di voi"
La Frau e il Monsieur, invece di mandarlo affangala con corriere espresso, gli hanno risposto fin troppo educatamente. Germania e Francia sono le economie più forti del continente; non ti dispiace se comandiamo noi per un po', tesoro?
Poi non si vuole che qualche imprenditore spazientito parli di "ragazzi di bottega".

Il "Wall Street Journal" - non propriamente "l'Eco del Chisone" - insinua, tanto per rigirare il coltello nella piaga, che i conti italiani potrebbero essere truccati fin dai tempi dell'entrata nell'area Euro e quindi la situazione potrebbe essere più tragica della tragedia. La Corte dei Conti intanto boccia il decretino del governo, dicendo che bisogna far pagare il conto del ristorante a chi mangia caviale e tartufi e non allo sguattero che lava i piatti in cucina.
Queste le ultime notizie. Qualunque governante coscienzioso al pensiero ci perderebbe il sonno guadagnandoci un'ulcera duodenale.
Il nostro capocomico del consiglio, invece, in questi giorni è salito agli orrori delle cronache solo per poche cose. A parte la solita schizzata velenosa in faccia a giudici e magistrati e la fregola di dare un giro di garrota al collo della libertà di stampa per non far scoprire gli altarini blasfemi di casa sua, si è recato in visita dall'altro Putiniere capo dell'altro mafia state per festeggiarne il compleanno. 
No, perché hanno talmente dei passatempi da gangsters, questi due, che poi si offendono se li si immagina in vestaglia di seta in mezzo alle donnine, ai pappa ed ai vory tatuati strafatti di coca e vodka. Vecchi capizona che gozzovigliano con le ancelle dei Proci mentre i territori strozzati dalle loro Organisatsye declinano, si impoveriscono e vanno verso il baratro. Con la gente che li ha votati che ancora li invidia perché trombano. 
Due esseri decadenti, se si pensa che il padrone di casa solo qualche anno fa festeggiava il compleanno con la testa di una giornalista scomoda offerta in dono da qualche misterioso ammiratore e ora si deve accontentare della compagnia di un vecchio barzellettiere con la faccia a stucco veneziano che ormai fa l'Apicella di sé stesso e di una torta pasticciata e sleccazzata da quattro Putinelle sgallettate che, se usano gli attrezzi corporei del mestiere come cucinano, siamo proprio a livelli bassi. Altro che Palacio Berlusconi.

Mentre il PD affila i modem a 14.4k di Veltroni per stare al passo con i tempi, cioè in previsione del dopo Berlusconi, tra un litigio e un distinguo e il Bersani che pettina e spettina bambole ormai più spelacchiate di lui, nella lunga attesa io proporrei di utilizzare gli strumenti delle agenzie di rating per declassare i propri (ex) partiti di riferimento. Io una A al PD gliel'ho tolta già da un pezzo e ora, se mi fanno ancora girare i coglioni, con questa pochezza e miseria di idee e proposte per il dopo, rottamati e rottamatori all inclusive, mi sa che mi vesto da Moody's e li downgrado di nuovo di brutto. Dovrebbero farlo tutti coloro che li hanno votati, per il bene di questo paese, altrimenti questi non si svegliano e si illudono di andare al governo e di rifilarci la solita sbobba inconcludente cucinata da Suor Germana Bindi. La minaccia di default per i partiti da parte degli elettori, ecco cosa ci vorrebbe. 
Altrimenti, per il dopo Berlusconi, cioè per il dopo Forza Gnocca, ci ritroveremo il duo Profumo - Passera. Tanto per restare in tema e per continuare ad ingannarci perché parlano tanto di gnocca ma è invece al nostro culo che mirano.

Alessandro Profumo & Corrado Passera

venerdì 7 ottobre 2011

Operazione Patonza


Scajola vuole solo evitare che mettano insieme un nuovo governo a sua insaputa. Ormai ha imparato la lezione. Di Pisanu mi fido già di più ma che mi dite di Bruto e Cassio in Tod's e Ferrari? Baccini e il biancofiore possono ridiventare Rosa Bianca ma, oggi come allora, se non arriva la benedizione degli Alleati non si combina nulla. 
Sarà, ma in Italia qualcuno con i maroni di un Von Stauffenberg non lo vedo.

giovedì 6 ottobre 2011

Sei affamato? Mordi la mela


E' morto Steve Jobs e a me non viene in mente altro che la mela avvelenata di Turing.

P.S.    Quello della mela che sa di figa, invece, è ancora vivo.
P.S.2  Qui la vera satira su Steve.
P.S.3  B. ha espresso ufficialmente il desidero di presenziare ai funerali di Jobs. Per poter raccontare la barzelletta della mela.

mercoledì 5 ottobre 2011

Imperatore Cerone

Dopo che un milione e duecentomila italiani (meno Bersani) hanno firmato per indire un referendum che modifichi l'attuale legge elettorale - quella delle Minetti e degli Scilipoti per intenderci - il più grande impresario di avanspettacolo circense con annesso freak show degli ultimi centocinquant'anni, per nostra disgrazia divenuto capo del governo, dice che la cosa non lo tange, che lui si occupa della crisi e che questi discorsi su legge elettorale eccetera sono solo il "teatrino della politica" che deprime gli italiani. Peccato che non si accorga che è il suo Ambra Jovinelli in trasferta in Parlamento e il suo ridicolo spettacolo "Bambole, non c'è un euro" che sta gettando gli italiani nella disperazione. Che rischia di far unire nella lotta imprenditori, sindacati e poliziotti.

Brutta cosa quando non si accetta più il giudizio del pubblico, quando si insiste con i soliti numeri e barzellette nonostante i "facce ride" e "te vojono ar telefono!" e i primi pomodori e uova che arrivano dalla platea. Non c'è quasi più nessuno che gli gridi "Bravo!" a questo Imperatore Cerone in avanzato stato di imputazione ma lui non se ne rende conto e tira diritto da buon fascista. Recita per le poltrone semivuote, ormai quasi trasfigurato in una maschera kabuki. Potrebbe salvarsi prendendo su armi e Bagaglino, come gli consigliano i numerosi servi di scena ma preferisce insistere con le repliche del suo delirio, facendosi attore e spettatore allo stesso tempo, parlandosi da solo. Con la maschera , quella vera, che va a svegliarlo a notte fonda mentre dorme sprofondato in una poltrona in ultima fila. Uno spettacolo insopportabile e soporifero ormai persino per lui, ma che non si sappia in giro. E' disposto a pagare molto perché non si sappia.

martedì 4 ottobre 2011

La bocca sollevò dal fiero pasto


Non so se avete visto l'ultimo video di Beppe Grillo e fatto caso all'impressionante annuncio finale. Se una trentina di grillini entreranno in Parlamento alle prossime elezioni non si limiteranno a fare il culo agli altri politici, ma si mangeranno pure i loro cervelli. Interi congressi di neurologia saranno sobbalzati sulla sedia.
A parte che con quello della Gelmini non ci si sdigiuna, ma lo sa Beppe che cibarsi di cervello umano è pericolosissimo perché è altissimo il rischio di contrarre la malattia del prione, il Kuru? Una malattia terribile che fa uscire pazzi e ridere senza motivo e alla fine ci riduce come le povere mucche inglesi di qualche anno fa? 
Per carità ci ripensi, prima di scatenare un'epidemia di Morbo del Grillo Pazzo. Con Sacconi che ne approfitterebbe subito per inocularci uno dei suoi vaccini.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...