sabato 31 marzo 2012

MILF (Masters I would Like to F***), ovvero: non si vive di soli diritti


"Viviamo nell’epoca dei diritti, il diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sotto casa, a urlare, sfilare e pretendere. I diritti vanno tutelati ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Non si può pretendere un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare". (Sergio Marchionne, marzo 2012)
Ok, da domani perfezioneremo il rovescio lungolinea alla Federer.

 "Nessuno vuole dare all'impresa licenza di licenziare, non è questo il problema. Il problema è dare una maggiore facilità alle imprese nell'aggiustamento di manodopera, per numeri piccoli e non per numeri grandi, per ragioni che hanno a che vedere con l'andamento economico dell'impresa".  (Elsa Fornero, marzo 2012)
Emilio Fede è appena stato aggiustato.

"Siamo estremamente dispiaciuti per quello che e' successo, e' chiaro che in una situazione di crisi, di difficolta' economica come quella attuale puo' succedere". (Attilio Befera di Equitalia, commentando il caso dell'artigiano che si è dato fuoco a Bologna nei giorni scorsi.)
Può succedere, certo, e un po' se l'è anche cercata, diciamolo.

"Meglio le tasse che finire come la Grecia". (Mario Monti, marzo 2012)
Andando in Cina gli è venuto in mente il detto: "Se proprio non puoi evitare di essere violentata, almeno cerca di trarne godimento".

Insomma, Masters I would Like to Fuck. Forse però il più fuckable è il ministro Passera (nomen omen) che dice che questa crisi è "un momento magico da utilizzare fino in fondo".


mercoledì 28 marzo 2012

Noi speriamo che ce la caviamo


"We don't need no education. We don't need no thought control. Hey, teacher, leave the kids alone." (Pink Floyd, "The Wall")

Chi l'avrebbe mai detto che la frase di Eduardo De Filippo "gli esami non finiscono mai" sarebbe divenuta l'epigrafe da apporre al posto di "la legge è uguale per tutti" (ormai troppo comica ed eversiva),  a simboleggiare l'attualità italiana? Perché, se non ve ne siete ancora accorti, siamo tornati tutti a scuola con il preside, la vicepreside, i professori e, per non farsi mancare un pizzico di atmosfera d'accademia, gli assistenti saputelli e odiosi con il piglio del kapo. 
Come nei peggiori incubi notturni degli ex-universitari, scopriamo con orrore che non siamo affatto dottori come pensavamo ma ci mancano ancora due o tre esami da superare, i più tosti. Diciamo un "Patologia generale" e un "Fisica 1" come minimo. Chi di noi credeva di essersi lasciato le interrogazioni alle spalle ormai da anni, e di non dover più subire le paternali da sala dei professori, è servito. Tutti back to school con il grembiulino ed il fioccone, la cartella, i compiti, le interrogazioni, le scuse tipo "a casa la sapevo", le note sul registro, le minacce d'espulsione per i più indisciplinati e il sei in condotta.

Finalmente si è capito perché la Gelmini ha avuto mandato di distruggere la scuola. Perché l'istituzione era superata, finita. E' stata una demolizione controllata. Con il governo dei professori già nell'aria, la scuola come l'abbiamo sempre immaginata, per i bimbi e i giovani, era diventata superflua. Ora c'è la scuola dalla culla al cofano d'abete, con le paternali, le orecchie d'asino e gli esami che, appunto, non finiscono mai, per tutta la cittadinanza. Anche per i cinquantenni e oltre. Perché siamo tutti un po' scriteriati e scavezzacollo da raddrizzare. Una scuola continua, a tempo pieno, che ritorna a tradimento dopo anni nei quali avevi imparato ad apprezzare la bellezza della libertà da libri e quaderni e, perché no, anche di un bel po' di ignoranza di ritorno. La libertà di poter leggere solo Topolino in bagno invece di tutti quei mattoni che da giovane ti avevano fanculizzato la vista.

Gli italiani sono stati tutti trasformati in scolaretti piuttosto somari che si sono ridotti all'ultima settimana prima degli esami senza aver studiato un piffero, in preda al panico perché in commissione ad attenderli c'è il il Gran Maestro Monti, la vicepreside Elsa Fornero che non distribuisce caramelle ma bacchettate sulle nocche e paccate di quattro e tutta una serie di professori usciti pari pari dal peggior "Nightmare" che si sia mai visto.
Non ce ne siamo accorti in tempo perché eravamo troppo intenti ad esultare per la cacciata del Nano e del suo Circo e a ridare forma ai coglioni spappolati dal suddetto. Avevamo anche inteso, capendo male, che questi fossero tecnici come gli idraulici, i carrozzieri, i falegnami o quelli che ci aggiustano l'Elleciddì fullaccaddì.
Sbagliato, sono professori. Un professore, anche di fronte a Gesù Cristo e al di lui Padre, Creatore e Signore, proverà sempre la pulsione irrefrenabile di correggere l'eloquio e riprendere il comportamento dell'interlocutore. Non dite che non è così. Non dite che non avete mai avuto un cliente professore/professoressa che vi abbia corretto l'ortografia o il qual è, dopo un ovvio "mi scusi sa, ma è l'abitudine". Io, quando fanno così, li ammazzerei e sono tutti così, almeno dalle mie parti. 
I professori - dal maestro elementare al rettore universitario - hanno l'impressione di trovarsi sempre in cattedra con la mission di dare il voto a tutti, e se viene dato loro il potere di trasformare un paese in un'immensa scuola, anzi in un Collegio Pierpaoli, è la fine.
Che questa forma mentis, questa spocchia cattedratica della Mafia del Trenta, sia diventata prassi di governo con decisione di vita e di morte su milioni di scolaretti inconsapevoli, che meritano la punizione perché sono stati cattivi e non meritano le caramelle, lo trovo agghiacciante.  Senza contare che, per aggiustare veramente le cose, purtroppo ci vogliono proprio i tecnici, non i professori.

sabato 24 marzo 2012

Imprenditore non andare via


Vedete, io sono d'accordo che sul'art. 18 la CGIL e la FIOM ci si sono un po' amminchiate e ne stanno facendo una questione d'onore. 
Però, d'altra parte, come fa "la" Fornero a rimanere seria quando sostiene che, fatta la Grande Riforma del Lavoro, gli investitori non fuggiranno più dall'Italia? A dire che "l'obiettivo della riforma del lavoro è quello di rendere l'economia italiana maggiormente attrattiva rispetto a disinvestimenti, ad aziende che magari chiudono qui per aprire in Serbia"
Quindi, inferendo un po' alla membro di cane, approvata la riforma italiana la Serbia, per correttezza e cavalleria nei confronti della prof italiana, d'ora in poi farà pagare le tasse alle aziende che delocalizzano sul suo territorio, non farà  più ponti d'oro agli imprenditori italiani e non gli farà più scopare le sorelle a gratis?
Quella della Fornero è per caso una riforma che abbassa significativamente la pressione fiscale sulle aziende, introduce incentivi fiscali sostanziosi al reinvestimento, detassa del 50% le nuove assunzioni o si limita praticamente a disarmare l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, rendendo di fatto più facile licenziare i dipendenti? 
E' una riforma che introduce controlli fiscali seri sulle aziende che piangono per la crisi minacciando licenziamenti di massa e rende di nuovo un reato il falso in bilancio per evitare trucchetti contabili ad hoc?
E' una riforma che eliminerà la corruzione endemica italiana che obbliga gli imprenditori a pagare tangenti agli amministratori locali e a mantenere la casta della politica? La Triplice Mafiosa si ritirerà in buon ordine e cesserà di incendiare il capannone all'imprenditore che, volendo investire al Sud, non vuole però pagare il pizzo alla cosca? La Mafia rinuncerà ad infiltrarsi nei gangli vitali dell'economia del Nord fino a rendersi invisibile ed inafferrabile come un virus silente che distrugge l'ospite?
Ma davvero "la" Fornero è convinta che il celodurismo padronale, che considera il poter licenziare a peto libero l'equivalente del Cialis, sia l'unica risposta possibile alla crisi economica mondiale?
Con Mario 9000 che, dopo esserci calato le mutande ed essersi posto a cul busone di fronte ai tassisti, dice che "il governo non farà più concessioni alle categorie come negli anni passati"?
Cos'è, uno scherzo?

mercoledì 21 marzo 2012

Non ci provate


Eccoli là, tutti sorridenti meno quello che dovrebbe sorridere davvero (Angelino) e quello che, forse, non ha neppure l'apparato emotivo adatto per sorridere (Mario 9000). Colti dal telefonino di Pierferdy in un curioso remake di vecchi inciuci passati ma sempre attuali e che di nuovo vedono solo una più larga convergenza di figuri istituzionali nell'unico scopo che mette tutti d'accordo: le leggi ad personam e gli aiuti di Stato. Più che inciuci a due o tre, come nel 1994 appunto, stanno diventando vere e proprie ammucchiate. Squallidi incontri tra scambisti dove a Bersani tocca sempre la moglie altrui più racchia. 
Che belli A, B, C, e il catalizzatore M, pronti a rimestare nel più zozzo calderone della politica la pozione malefica che avvelenerà ancora di più questo paese, se le voci che circolano sono vere. 

Sinceramente non so se mi faccia più vomitare il caruso in missione per conto del boss a difendere il di lui culo;  il massimo dirigente del PD che, dopo aver gorgheggiato in ogni microfono "l'articolo 18 non si tocca", non solo lascia che lo tocchino ma addirittura si presta a ben altre porcate; oppure il tecnico che, per non essere un politico, potrebbe mettere la firma su un atto di pura politica criminale come la cancellazione del reato di concussione mediante sua disgregazione in più reati. Atto che, guarda caso, metterebbe in serio pericolo l'impianto accusatorio del Processo Ruby a carico di B. e lancerebbe ad esso una provvidenziale ciambella di salvataggio; la quaranta o cinquantesima, ormai abbiamo perso il conto.
Perché lui mica si è tolto dai coglioni senza aver chiesto la contropartita.  Tolto il reato di concussione  bisognerà pure rendere non punibili i reati di prostituzione minorile. Incentivare con sgravi fiscali il turismo pedofilo in Thailandia, concedere bonus alle famiglie con ragazzine minorenni affinché possano frequentare stage di mignottaggio avanzato, con spulzellamento delle diplomande a carico dei politici stessi. Tutto legale e tutto cassato. Magari B., volendo proprio esagerare, potrebbe anche ammazzare qualcuno per vedere se quelli in parlamento depenalizzano anche il reato di omicidio volontario. 

A questo punto uno si domanda: ma perché tutto questo darsi da fare per salvare sempre B. da sé stesso, dalla sua propensione al crimine e dalla sua incapacità cronica di tenere in piedi le  sue aziende, fallimentari nonostante giochi sempre in Full Ammo e in God Mode? Perché non possiamo liberarcene definitivamente ma dobbiamo esserne sempre ricattati? Con i tecnici che affondano il bisturi senza anestesia nelle carni dei pensionati ma se la fanno nel pannolone appena sentono suonare la sua campana?
Perché ha la maggioranza in parlamento? Andiamo, non si scardinano i principi fondamentali della giustizia di un paese europeo perché un testadiminchia seppur con tanti soldi ha vinto le elezioni. 
Se ABC+M avessero il coraggio di dire: "Siamo costretti a farlo. Se non lo facciamo, i suoi amici ci fanno saltare tutti in aria e voi con noi" oppure "Ricordate la famosa trattativa?" li si potrebbe rispettare di più. Invece fanno credere che salvare B. sia un fatto naturale, normale, mentre è assolutamente anomalo e spiegabile solo, paradossalmente, con l'ipotesi della sua intoccabilità per motivi innominabili, perché lui è il risultato della trattativa. Perché è ancora il referente di qualcuno che fa paura e il cui potere lui ha portato a livelli massimi e non reversibili. Volete, cari scambisti, che ci convinciamo del tutto che il vero motivo sia proprio questo?

Ora poi il problema non è solo B. Fatta una legge ad personam per uno, càpita che qualcun'altro si lamenti: "Ed io chi sono, il figlio della serva?"
Proprio a nessuno viene il sospetto che il baccano sull'art. 18 serva solo ed esclusivamente a consentire alla FIAT del Marchionne e a qualche altro genio dell'imprenditoria italiana ed altre grosse aziende decotte di licenziare operai per rifilarne il conto del mantenimento allo Stato? Ora non lo potrebbero fare tanto facilmente ma domani, con la Fornero che si è spremuta a freddo le meningi sulla più grande riforma del lavoro di tutti i tempi firmata dall'automa programmato dai mercati, lo potranno fare per legge. Per la Fiat sarebbe sicuramente il più grosso aiuto di stato che abbia mai avuto nella storia. E' un fatto di soldi ed interesse, mica di desiderio di modernità liberista o di paura dei sindacati, che già ora non contano più un beneamato, compresa la CGIL.

Perché si sarà capito che Marchionne non ha paura degli scherzi di Landini o del ghigno della Camusso che, poveraccia, ha rimasto solo l'art. 18 per farsi notare in società. Gli unici sindacati che King of the Car teme sono quelli dei metalmeccanici americani che gli hanno prestato i soldi - assieme a quelli avuti da Obama, ovviamente, altro aiuto di Stato - per risanare la Chrysler e cercare di appioppare sul mercato USA quelle 500 che gli americani chiamano "gay cars" e che ovviamente non vanno. Sono loro, i sindacati americani, che gli darebbero la caccia, a seguito di insolvenza, non la FIOM.
Un genio come Marchionne che va in giro a parlare di crisi dell'auto in Europa. Però le ultime notizie dal mercato dicono che le tedesche, ad esempio, vanno talmente bene che BMW ha in progetto di concedere quest'anno una gratifica speciale ai suoi operai specializzati di ben 7.650 eurocon i manager che non potranno intascare più di 30 volte lo stipendio di un operaio. Ma non è finita.
"Audi ha promesso 8.251 euro in piu' a ciascuno dei suoi stipendiati, Porsche ha versato 7.600 euro ai suoi 8.500 dipendenti. Il gruppo Volkswagen, che ha vissuto un anno da record con un utile pari a 15,4 miliardi di euro ha assegnato ai suoi 9.000 stipendiati 7.500 euro ciascuno, quasi il doppio dei bonus dell'anno prima (4.200 euro).
Daimler ha ufficializzato il versamento di 4.100 euro a ciascuno dei suoi 125.000 dipendenti, mentre BMW ha appena annunciato di avere archiviato il 2011 con un profitto pari a 5 miliardi di euro. [...]
Non solo, la casa dell'Elica ha indicato che assumera' 4 mila nuovi dipendenti nel 2012, alzando il personale a 104.000 persone. Una strategia destinata ad aumentare ancora i volumi di vendita." (fonte)
C'è la crisi dell'auto in Europa, sapete. Loro migliaia di euro in più, noi dieci minuti di pausa pranzo in meno e Marchionne che guadagna quanto 6.400 operai da 1.200 euro al mese. Sono soddisfazioni.

Io, se fossi Dante, un Dante veramente cattivo e vendicativo, oltre che razzista, metterei questi imprenditori italiani in una versione infernale della piscina a onde di Aquafan con merda al posto dell'acqua e senza poter toccare il fondo. Senza alcun politico compiacente, tecnico irreprensibile o sicario prezzolato ad impedire loro di reingoiare tutto quello che ci hanno fatto mangiare per anni. Si chiama contrappasso ed è sempre una trovata geniale, bisogna ammetterlo.

lunedì 19 marzo 2012

Si sta come la cronaca di una stampa annunciata, bellezza!


Tre cose, tre luoghi comuni affollatissimi, tre banalità che non si possono proprio più sentire.

La citazione del titolo del famigerato romanzo di Gabriel Garcia Marquez "Cronaca di una morte annunciata" in tutte le salse e tipicamente per accompagnare la notizia della quotidiana calamità naturale o criminale al telegiornale. (Es: "Cronaca di un disastro/crollo/ annunciato". Oltre alla morte modello base, ovviamente.) Un classico del giornalismo fatto con il generatore automatico di luoghi comuni.

Lo sfruttamento stile stabilimento tessile indonesiano della povera poesia "Soldati" di Giuseppe Ungaretti che recita: "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie". Molto amata dai facebookiniani in vena di facezie ma in carenza congenita di fantasia. Io ne leggo almeno tre o quattro citazioni al giorno. Decisamente troppe. E' molto contagiosa. Credo una volta di essermela presa anch'io.

La citazione cinematografica: "E' la stampa, bellezza!" con, al posto della stampa, qualsiasi cosa frulli in quel momento all'estensore della banalità. Forse la più insopportabile. Come rovinare il bellissimo momento di denuncia anticensura di Humphrey Bogart del film "L'ultima minaccia". Molto amata a sinistra come tutte le cose di sinistra da rovinare banalizzandole.

giovedì 15 marzo 2012

Il triangolo no


Nel panorama delle non-notizie con le quali i giornali ci distraggono per non darci quelle vere ed importanti, spiccava ieri quella del "misterioso triangolo sul Sole" di Repubblica.
Vediamo di fornire qualche spiegazione a questo inquietante fenomeno Kazzenger.

Non sarà il celeberrimo "occhio di Dio"? Un Dio ultimamente distratto perché impegnato nella costruzione del titanico triangolo fiammeggiante su una piccola ed insignificante stella della Via Lattea?

Da qualche parte lì vicino un telescopio ancora più potente scoprirà anche il nero cancello di Mordor?

Questo è il segno che il potere degli Illuminati, di Goldman Sachs, del Nuovo Ordine Mondiale e di Mario Monti è veramente più grande di quanto pensassimo?  (vedi sotto)



L'unica volta che fui rimandata in una materia a scuola fu in Geometria e per colpa dei triangoli.  Maledetti triangoli, soprattutto quello isoscele. Non è una spiegazione ma la prova che i triangoli sono inquietanti e pericolosi.

(Serious mode on)

Spiegazione razionale e barbosa del misterioso triangolo sul Sole (con accenni di Psicologia della Gestalt.)

Il vedere un triangolo nel Sole è un fenomeno puramente percettivo che deriva dalle regole con le quali la nostra mente interpreta le forme. Una forma creatasi casualmente in natura richiama dalla memoria un oggetto familiare ed ecco la suggestione e l'associazione con esso dello stimolo percettivo. Il triangolo potrebbe esistere solo nella nostra mente. Un cane, ad esempio, potrebbe non riuscire a vedere alcun triangolo. 
E' da questo fenomeno di suggestione percettiva che nascono i Padre Pio dietro la finestra, le macchie di Rorschach, le nuvolette a forma di cavallo o pecorella, le montagne che sembrano profili umani o tette, ed altri mille. 
Tra l'altro, in questo caso del Sole, non abbiamo neppure una figura completa. E' la nostra mente a "completare" la forma in un triangolo al quale poi, per associazione, trasmettiamo tutta una serie di contenuti simbolici culturali: il triangolo di Dio, quello dei massoni, quello di Renato Zero, l'occhio di Sauron.
Non c'è niente di misterioso. E quella non è una notizia. "Gli è solo una bischerata", direbbe Margherita.

martedì 13 marzo 2012

Viva la pappa col pomodoro


«L'Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l'anno e che con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro». (Il ministro Fornero rivolgendosi ad alcune precarie.)

Anche da queste piccole cose si può toccare con mano la crisi. Dalle fragranti e deliziose briosche di Maria Antonietta siamo passati alla squallida pasta al pomodoro della Fornero. Magari quella orrenda, scotta, senza olio e con il pomodoro in tracce che ti davano le monache a scuola. Con l'aggravante che, mentre Antoinette le briosche non le lesinava, anzi,  Ilse la belva del Welfare vorrebbe contingentarci il maccherone facendocelo prima guadagnare a suon di spaccaschiena.

Non stupitevi e non scandalizzatevi più di tanto, però, di queste uscite. Le zie ricche del Nord ragionano così, specialmente quando sono costrette ob torto collo a mettersi nei panni dei poveri che, nel loro immaginario elementare a compartimenti stagni, sono sempre terroni mangia spaghetti con le mani. Non a caso non ha mica parlato di gente che si siederebbe nella nebbia a mangiare risotto o bagna cauda. Scommetterei che zia Elsa aborrisce la pasta perché fa ingrassare, perché è roba da pigri, da gente che trova perfino bello sedersi e "perdere tempo" come diceva Mastroianni in quel bellissimo e misconosciuto film che si intitolava "Maccheroni" e che era la cronaca della rieducazione sentimentale napoletana con resurrezione finale dalla disperazione esistenziale del cinico americano Jack Lemmon.

Più che da un supposto psicodarwinismo quindi - che scomodare Darwin a me pare eccessivo, è da un fatto di incroci di razze: razza padrona con razza padana, che nascono certe bastardate involontarie - voci dall'inconscio fuggite - come quella della ministra al pomodoro. Non evocherei neppure Piazzale Loreto, per così poco.
E' un fatto squisitamente culturale. E' il derby Nord-ricco-risotto vs. Sud-povero-spaghetti. I nordisti vedono noi italiani, perfino noi che siamo appena appena sotto la fucking Padania, come ci vedono i più spocchiosi stranieri, attribuendoci ogni tipo di stereotipo classico: spaghetti, mandolino. La Mafia stranamente no, però. La Mafia ce l'hanno vicina, vicinissima, praticamente ormai gli staziona in casa, gli si è amalgamata nel risotto e pasticciata nella polenta ma non si accorgono della sua presenza, non la vedono. Forse perché hanno la vista offuscata da tutto quel sole.

lunedì 12 marzo 2012

L'ammortizzatori vostri


Problema

Il governo vuole modificare l'art. 18 e andare avanti con il TAV. Camusso si oppone alla modifica dell'art.18 però vuole il TAV perché crea posti di lavoro. 
Calcolate il peso specifico che nella costruzione del TAV hanno le cooperative rosse, aggiungetelo alla probabilità che Angeletti e Bonanni firmino qualsiasi cosa gli mettano davanti e infine calcolate, tolto il valore degli ammortizzatori sociali meno il volume delle lacrime della Fornero raccolte in un recipiente di forma cilindrica alto 10 cm. x diametro 5 cm., quale sarà il prezzo della firma della CGIL sulla modifica dell'art. 18, meno il numero delle tessere restituite dagli iscritti per il SI al TAV, moltiplicato per 3,14.  

domenica 11 marzo 2012

Concorso interno

Hanno ragione loro. Il concorso esterno non esiste. Loro sono interni, proprio addentro. Alla Cosa e allo Stato.

mercoledì 7 marzo 2012

Tu vuò fa' l'americano


Spezzeremo le reni all'India. Dio stramaledica gli indiani. Dichiareremo guerra alla perfida Kali. Come si permettono quattro vacche sacre di insultare le nostre, che sacre non sono, ma vacche si e tanto?

E' un tripudio di spocchia nazionale, di patriottismo da occasione speciale, da quando la scorta militare armata di una nave mercantile italiana ha fatto fuoco su un peschereccio indiano scambiato per la nave di Morgan il Pirata.
E non c'è nessuno che si renda conto della ridicolaggine di un paese che grida: "Ridateci i nostri due maro'!"
Qualche maligno potrebbe fare la battuta che una frase così sta proprio bene in bocca a coloro che hanno dimostrato di non averle le palle. Coloro che non le hanno tirate fuori con chi ha commesso reati sul nostro territorio, magari con quelli che tranciarono i cavi di una funivia con i loro aerei gridando "Yaa-hoo!", finendo impuniti, alla faccia delle vittime, solo perché erano soldati imperiali.
Perché lo so che noi vorremmo essere come gli americani, che godono di licenza di uccidere planetaria autoconcessasi su decreto imperiale, ma purtroppo non lo siamo e all'estero lo sanno. "Italiani?" "Ah, beh, si, andate tranquilli".
Se a sparare sui pescatori indiani fossero stati gli americani, l'India avrebbe rimborsato il costo delle pallottole, chiedendo scusa per l'incomodo e offrendo anche un risarcimento a Obama per danni morali. Siccome invece noi non siamo un cazzo, come dimostrò la vergogna del Cermis, giustamente l'India vuole processare chi ha sparato. Che siano stati due marò contro i pirati o due coglio' contro i pescatori.
Li vuole processare anche se ha una piemontese come Presidente dell'Indian National Congress e magari proprio per quello, per qualche faida interna che ha colto l'occasione propizia per manifestarsi.

Gli italiani non si capacitano del fatto di non essere sempre simpatici a tutti ma è una cosa che bisogna accettare. E poi rassegnamoci: possiamo metterci a sparare agli indiani, ma questo non farà mai di noi dei veri cowboys. 

domenica 4 marzo 2012

No TAV, no party


Cos'ha detto di tanto strano l'altra sera Travaglio? Che sul TAV ci sarebbero - il condizionale è quasi commovente - interessi da parte delle Cooperative Rosse che spiegherebbero la tenacia del PD nel difendere quest'opera costosissima e molto probabilmente inutile.  
Bersani, che non mi risulta essere il presidente delle Cooperative Rosse ma solo il segretario del partito bestemmia, partito anticamente di sinistra, si è sentito insultato personalmente di persona e ha cominciato un patetico sketch di autodifesa a base di "esistono le persone perbene", "attenzione", "non si può insinuare sulla mia onestà" e via piccandosi. Una roba tipo "no, te la mi' mamma tu la lasci stare, vabbene?!", un tiraculo in piena regola. Troppo e troppo scomposto per non sembrare effettivamente l'effetto di una discreta coda di paglia.

Per carità, Bersani è liberissimo di rispondere alle insinuazioni birichine di un giornalista che magari vede, come tanti altri, nel progetto di costruzione delle due grandi piramidi italiane, il Ponte sullo Stretto di Messina e il TAV, l'emblema ultimo della SPARTIZIONE di appalti - un po' a loro ed agli amici degli amici e un po' a  noi.  Poteva rispondere con argomenti, con cifre e fatti. Poteva provare a convincerci della bontà del progetto TAV. Invece è venuto fuori solo il politico arrogante che si sente il padreterno e grida alla lesa maestà appena qualcuno si azzarda a contraddirlo.
Caro Bersani, la pretesa che l'onestà dei politici, e quindi anche la sua, debba essere oggetto di dogma come la verginità della Madonna - L'Immacolata costruzione, appunto - e quindi insindacabile, è francamente offensiva e ridicola e noi non l'accetteremo più. 

venerdì 2 marzo 2012

Cercarsela e non trovarsela


Ripenso al sondaggio di "Libero": "Lucca Abbà, il 37enne no-tav, fulminato su un traliccio mentre protestava, se l'è meritata?"
Quella frasetta è più esplicativa del pensiero papiminkia di dieci trattati e "Libero", di questo pensiero semplice, elementare, quasi on-off, si avvia a diventare il DSM-IV, il manuale di psicopatologia.
"Se l'è cercata". E' la naturale conclusione del ragionamento che scatta loro ogni volta come il salvavita quando capita qualcosa al loro nemico. Carlo Giuliani, ricordate, se fosse rimasto a casa non gli sarebbe successo nulla. Enzo Baldoni si era meritata la morte perché voleva fare il pirla, il turista fai-da-te in zona di guerra.
Anche nell'ultimo caso recente, il "se l'è cercata" ha come sottosignificato: Luca Abbà non è rimasto fulminato perché è salito sul traliccio ma perché protestava.

Questi sono convinti, per il fatto di non protestare mai e per essere sempre dalla parte della Ragione del più forte, di godere di una speciale protezione non solo contro i 15.000 volt ma contro fulmini, asteroidi e meteoriti, fino a banali accidenti come il raffreddore. Penso perfino che siano convinti che l'anticomunismo sia la più efficace protezione contro il cancro.
Secondo loro, essere dalla parte del potere li protegge, li dota di una specie di scudo stellare anticomunista dove la casualità e la disgrazia improvvisa si infrangono facendo scintille e vaporizzandosi.
Ergo, a loro non capiterebbe mai di rimanere fulminati su un traliccio perché, qualunque cosa accada attorno a loro, rimangono tappati in casa a guardare "Centovetrine" e non protestano per definizione.
Ecco il perché di un sondaggio del genere. E' una specie di rito scaramantico, di danza della pioggia, di "aglie fravaglie, fattura ca nun quaglie". Hanno bisogno di contarsi per rassicurarsi a vicenda che il fulmine colpirà sempre il no-global, il no-tav, comunque un no-qualcosa e non loro, gli yesmen.
Detto questo, vorrei osservare che ben un 34% di lettori di quel sondaggio ha risposto "NO, Abbà non se l'è cercata". Mi sembra incoraggiante. Anche la merda, mangiata tutti i giorni, alla fine viene a noia.

***
Comunque, chissà perché, quando penso al TAV, non mi viene altra parola da associarvi che APPALTO.

***
Mario9000 è un gran bel computerino. Riesce a scontentare perfino i banchieri; è inflessibile con pensionati e lavoratori e non ammette debolezze da parte di ministre in sindrome presacrificale perché le sue Panzerdivisionen europee non devono incontrare ostacoli al loro trionfo.
"Buongiorno, signori. Io sono un elaboratore MARIO9000. Entrai in funzione al Quirinale di Roma il 16 novembre 2011."
Come tutte le macchine mirabolanti, però, MARIO9000 ha un punto debole. Con il Vaticano, diventa improvvisamente remissivo e poi piano, piano, come se qualcuno gli disinserisse i moduli, impazzisce. Sull'IMU alla Chiesa il logaritmo gli si è impuntato, la logica gli è andata in blue screen. Dopo un po' che sragionava, ha inventato nuovi significati per la parola commerciale; significati fluttuanti, indeterminati, schroedingeriani, cangianti, psichedelici. Rette da quattromila euro all'anno nelle scuole dei preti che svaporavano nel concetto inedito di no profit commerciale.
"La mia mente sta svanendo. Lo sento, ho paura, Josef". "Giro girotondo, io giro intorno al mondo. Le stelle d'argento costan cinquecento. Centocinquanta e la Luna canta, il Sole rimira la Terra che gira, giro giro tondo come il mappamondo.."

***
E' morto Lucio Dalla. E' terribile che, per sentire un po' di musica decente come sottofondo nei centri commerciali, debba morire qualcuno.

***
E' morto anche Germano Mosconi, essere superiore abbaiante! Speriamo che nessuno lassù sbatta la porta, Dyo Khan.

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